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lunedì 23 settembre 2013

Paint Me The Moon: Capitolo 38



Mettetevi comode, vi consiglio cioccolata, pop-corn e patatine.
E sul finale anche dell'alcol. 
Capitolo luuuuuuuuuungo, luuuuungo.
Buona lettura. 
Ps. A chi non riesce a leggere con la musica, invito comunque ad ascoltare un pezzo della canzone che troverete in fondo, giusto per capire.. il "mood" - Grazie 

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Uno sguardo così intenso che infrange tutte le regole del decoro. I brividi arrivano su per tutta la schiena e non riesco a proferire parola. 
La parte primordiale di me sta studiando ogni minimo particolare di questo Richard così austero e totalmente diverso dal Richard fragile di strada. 
Indossa un paio di jeans rigorosamente sfilacciati qua e la, una t-shirt grigia tra le migliori del suo repertorio vintage, e una giacca. Richard indossa una giacca! 

sabato 21 settembre 2013

I was lost ... cap34

Intanto ringrazio Silvia per il banner <3 
Piatto ricco mi ci ficco, è lunghino il capitolo ma tanto voi mi direte: pff è troppo corto -.-'
quindi, buona lettura!

Spingo il bacino contro il suo sedere, ansimando nel suo collo. Geme mentre cerca di aprire la porta, ma sembra che le chiavi non collaborino o forse, è il suo tremore alle mani a non aiutarla.
-Piccola, se …se non apri giuro che ti prendo qui, sul pianerottolo di casa-
-Se tu la smettessi … ti prego, non … non cosi-
le succhio quel punto dietro l’orecchio che la fa impazzire, continuando a strusciarmi sul suo sedere. Dopo un tempo che mi sembra infinito, riesce ad aprire la dannata porta, la spingo dentro iniziando a spogliarla. Raggiungiamo con fatica la sua stanza, le divoro le labbra mentre la spoglio e con le mani cerco di toccare ogni punto del suo corpo.
Quando siamo nella sua stanza si lascia cadere sul letto, mi perdo a fissare il suo corpo che, con la luce che arriva dalla strada, sembra anche più bello. Indossa un completo intimo nero, con delle piccole trasparenze che mi fanno eccitare, che mi fanno desidera di possederla. La guardo ancora, studiando il suo corpo, i suoi fianchi che, anche se è dimagrita, sono rimasti comunque evidenti.
-Vieni qui-
lo dice in modo languido mordendosi le labbra
-Mi manderai al manicomio Katherine, sei …-
-Cosa Anthony, cosa-
mi stendo sopra il suo corpo, con indosso ancora i jeans. Avvicino il volto al suo, leccandole le labbra e spingendo il bacino

venerdì 13 settembre 2013

I was lost ...cap33


Salve, oggi non vi do un po' di tregua. Voglio dirvi una cosa ... il finale non doveva andare in quel modo O_O giuro che non avevo nessuna intenzione ma, come dire ... Anthony ha fatto tutto e va be'. lo leggerete. 
Buona lettura. 

Per la prima volta dopo mesi mi alzo con il sorriso sulle labbra. Volto il capo verso il corpo della ragazza vicino a me; dorme serena, le gambe allacciate alle mie, il capo sul mio petto e il respiro leggero. La sveglia segna le 7am, mi alzo per controllare Caroline, strano che non sia già qui. Scosto piano il corpo di Katherine, facendo attenzione a non svegliarla, ed esco dalla stanza per entrare in quella della piccola. Dorme ancora, le labbra distese in un dolce sorriso, le manine sotto la guanciotta paffuta. Le accarezzo il capo, le lascio un bacio sul capo e vado in cucina. Voglio preparare la colazione, voglio che questa giornata inizi nel migliore dei modi perché, per noi, è un nuovo inizio. Cerco di fare tutto nel silenzio più assoluto, preparo l’impasto dei pancake, metto in forno i cornetti e preparo il bacon croccante. Katherine è solita mangiare tanto a colazione e ho intenzione di farle prendere i chili che ha perso in questi mesi. La presa sui miei fianchi mi fa sussultare, non l’ho sentita arrivare tanto ero preso nel preparare la colazione. Poggia il capo al centro della mia schiena, e io le stringo forte la mano. 

mercoledì 11 settembre 2013

Paint Me The Moon: Capitolo 37



Ed eccolo: Nuovo capitolo. Buona lettura. Sparatemi i vostri commentazzi a caldo e non lo divorate o vi perdete pezzi..   ;) -Sun- 

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Ruoto gli occhi, risalendo da una spirale di asciugamani dopo aver tolto dai ricci l'eccesso d'acqua post shampoo. Come un tic, trovo quasi istintivo sbirciare a intermittenza lo specchio-display del mio bagno, che riproduce la schermata del tab tramite connessione. 
La data è il primo elemento che salta agli occhi, come un dito puntato contro il mio naso. Mi rimprovera del tempo che passa sprecandolo lontano da Richard.
Se non altro i suoi infiniti e costanti tentativi di pentimento sono la buffa cornice a questa sempre più frustrante e insignificante separazione. Sotto il getto dell'acqua calda, mi sono ritrovata a coprirmi di carezze e di sentire ogni singolo punto ribellarsi alla mancanza delle sue mani. Mi sono sentita come anestetizzata, con le terminazioni nervose sopite e il cervello completamente spento. La sensazione violenta di desiderarlo accanto a me e riportare l'ordine fisiologico delle cose: con il mio corpo che vive del suo. Non esiste sopravvivenza.
Davanti alla mia figura riflessa parzialmente, piego la testa di lato, sbuffando in un sorriso storto non appena leggo la prima frase:
Mercoledì 3 Aprile 2039

martedì 3 settembre 2013