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sabato 6 ottobre 2012

Paint Me The Moon: Capitolo 7


Vorrei chiedere umilmente perdono per l'enorme ritardo nel postare il capitolo. E' lungo e l'ho dovuto mollare diverse volte per intoppi personali. Perdonatemi non vi faccio perdere tempo.
Buona Lettura e grazie infinite per essere tutti così pazienti.


Mentre tiene ancora in mano il contenitore, la testa del Sig. Coleman scatta verso la mia direzione osservandomi attonito attraversare la strada come un treno in corsa. 
Non ci vedo dalla rabbia e mi avvento con le mie piccoli e sottili mani sul suo corpo di pietra, esattamente come il suo cuore. 
<< LEI E' UN MOSTRO...ma come si permette di infierire di nuovo su quest'uomo... stavolta giuro che chiamo la polizia..>> il Sig. Coleman mi ringhia con lo sguardo furente mentre due forti braccia mi strattonano all'indietro.
<<CLAY... ti prego calmati, che diavolo sta succedendo?>> Matt, in preda alla confusione, mi spinge a nascondermi dietro il suo corpo mettendosi fra me e l'uomo che continua a fulminarmi con lo sguardo. 
<<Non osi sollevare un dito o chiamo la polizia..>> Matt solleva una mano per frenare in anticipo qualsiasi rissosa intenzione del Sig. Coleman e lo invita a calmarsi ed allontanarsi. 
<<SE LA PORTI VIA adesso,....Signorina Morris le consiglio di stare attenta a con chi ha a che fare, i suoi atti di coraggio mi stanno stancando...la avverto, lei non è nessuno, capito? nessuno.>> parla lentamente e con tono minaccioso senza neanche preoccuparsi di rivolgersi a Matt, puntando solo me, poi lancia con violenza il contenitore per aria e sparisce imprecando dietro le porte del suo ristorante. 



Mi libero fulminea dalla stretta di Matt e corro immediatamente al fianco dell'uomo ormai zuppo. Sollevo gli strati di sacchi di plastica che lo ricoprono ma che non sono serviti a renderlo impermeabile all'assalto d'acqua. Cerco di raggiungere il viso, è incappucciato, coperto con due giubbini malandati e una coperta patchwork sporca e maleodorante. 
Qualche pezzo di lana strappata e sembra quasi di cercare il famigerato ago nel pagliaio per come continua a chiudersi e rannicchiarsi. 
<<Hey, Signore... Signore la prego si lasci aiutare.... la prego..deve asciugarsi... mi capisce? Capisce la mia lingua?>> tento con le mani di afferrare le sue e per un istante ne sfioro una, gelida e rugosa. Il tocco mi fa sussultare, non solo per la sensazione di freddo ma per il fatto che è reale. Sotto quella nuvola nera di stoffa e sporcizia c'è un uomo. Una persona che ha bisogno di aiuto e che non merita ogni volta una punizione così drastica per il semplice motivo di occupare un piccolo pezzo di suolo pubblico santo cielo!
E poi i miei occhi scattano proprio lì, su quella superficie dipinta nel più incredibile dei modi e mi incanto esattamente come tutte le volte che la osservo. 
<<CLAY?! Si può sapere cosa diavolo stai facendo? Andiamo via subito!>> il tono di voce di Matt mi fa bruscamente interrompere il contatto visivo con il London Eye. 
Dal punto in cui sono accovacciata mi volto perplessa verso lui che ovviamente si starà chiedendo se io sia impazzita o cosa. Gli sorrido ma il sorriso non raggiunge i miei occhi perchè sono sicura che la scena di me, che scappo dal suo bacio per scontrarmi contro un energumeno come il Sig. Coleman, non gli abbia fatto piacere.
<<Matt, scusami...hai ragione.. ma dobbiamo aiutarlo...aiutami a sollevarlo, facciamo qualcosa....>> i suoi occhi si spalancano e aggrotta la fronte.
<<Non ci penso lontanamente Clay...ma che ti è preso, andiamo via subito, ORA!>> poggia le mani sui fianchi, aprendosi la giacca, visibilmente nervoso, poi cerca di addolcire lo sguardo e parlarmi lentamente senza avvicinarsi di un passo. <<Clay...non toccarlo, lascialo perdere.. è un senza tetto..non cerca aiuto, è probabile che abbia infastidito qualcuno, lascialo perdere e andiamo.. ti prego.. è notte fonda, fa freddo andiamo..>> mi tende la mano e aspetta paziente che mi sollevi da terra. Perchè parla così? Come può giustificare quello che ha fatto il Sig. Coleman? Non posso crederci, come può pensare che una persona in queste condizioni non voglia essere aiutata? Lo guardo come se ad un tratto mi fosse difficile mettere a fuoco la figura del ragazzo di pochi minuti fa. Ma mi rendo anche conto che ha ragione. Fa freddo e non posso stare tutta la notte a vegliarlo se non si lascia aiutare. Magari non capisce la mia lingua, e sono combattuta dal voler sapere come sta, per le botte che ha preso, dov'è stato, con chi? 
Sono ridicola, ridicola. Mi sollevo da terra con il viso privo di espressione e mi avvicino lentamente a Matt prendendogli la mano. Non lo guardo ma mi lascio abbracciare mentre ci allontaniamo piano dall'uomo disteso per terra, bagnato e che si ostinava a proteggersi anche da me.
Senza dire una parola mi volto un ultima volta e mi accorgo che la sua posizione non è cambiata, immobile e ridotto uno straccio umido. Non so come farà a passare la notte con questo freddo. Mi costa uno sforzo enorme voltarmi e tirare dritto fino alla macchina, entrarci e lasciarmi allietare dal suo calore.
Quando sale, Matt sbatte leggermente la portiera ed è segno che è ancora nervoso o più semplicemente irritato da me. Tengo lo sguardo puntato sulle mani aggrovigliate sopra le ginocchia, poi mi chino in avanti e non riesco a trattenere alcune lacrime superficiali.
Ancora avvolti in un silenzio surreale, Matt raggiunge la mia schiena con le dita e mi acccarezza fin quando, pochi istanti dopo, non mi calmo. Sento di aver sciolto l'adrenalina di poco fa e di essermi forse sovraccaricata di emozioni tutte insieme; Perchè non mi aspettavo di rivedere il pittore, ne di provare gioia nel ritrovarlo vivo, ne di provare rabbia per quel bastardo del Sig. Coleman. Non capisco cosa mi succede. 
<<Guardami Clay, ti prego... vuoi dirmi cos'è successo poco fa? Perchè ti sei scagliata in quel modo.. che vuole da te quel tizio del ristorante?>>. Quando sollevo il viso e mi volto a guardarlo, sono consapevole di non essere perfettamente bellissima per via del pianto. <<La mia faccia dev'essere un disastro a giudicare dalla tua espressione..>> Matt sorride lasciandosi andare un po anche lui, poi con il pollice inizia a lavare via trucco e lacrime avvicinandosi nello spazio ristretto dell'abitacolo.
<<Sei solo.. bella.. e stanca, adesso ti porto a casa e ne parliamo domani.. okay?>> lo guardo sgranando gli occhi. 
<<E chi porta a casa ... te? Lasciami a casa e prendi la macchina... e non rifiutarti Matt, non sono in vena di vedermi rifiutato l'ennesimo aiuto per stasera>> i mie occhi si riempiono involontariamente di nuovo di lacrime quando il pensiero corre subito all'uomo a pochi passi da me. Matt mi rivolge un sorriso non troppo sincero e si volta per avviare il motore elettrico con la card. 
Le uniche parole che ci scambiamo sulla strada di ritorno sono le indicazioni per portarmi a casa. Per il resto, Matt ha guidato pensieroso tutto il tempo, con un dito a torturare il solco tra naso e labbra ed io sono rimasta rannicchiata a guardare fuori dal vetro, con la sua giacca sulle spalle. Scaldarmi con la mia non bastava più. 
Quando parcheggia davanti al vialetto di casa mia, spegne il motore e scende dall'auto facendo il giro per aprirmi lo sportello. Lentamente salto giù facendomi scivolare la sua giacca tra le dita nel tentativo di restituirgliela. 
<<Che stai facendo? No, Clay .. fa freddo tieni...>> e me la poggia nuovamente sulle spalle. Mi sento così confusa che non riesco a guardarlo in viso come vorrei. Poi le sue dita lo fanno per me, accarezzandomi un orecchio e facendomi sollevare gli occhi.
<<Promettimi che andrai dritta a dormire e che domattina mi chiamerai così mi spiegherai tutto okay?>> si china e mi bacia dolcemente ma con un impercettibile distacco che mi lascia insoddisfatta. <<Matt, mi dispiace... sono stata una stupida non avrei dovuto comportarmi così...ho rovinato la serata.>> le parole escono tutte di getto e le enfatizzo con un abbraccio sincero e la mia testa poggiata sul suo petto. Ed è proprio da lì dentro che sento nascere un sospiro e con le braccia mi circorda.
<<Non dirlo nemmeno....anzi.. sai che ti dico? Al diavolo cuochi infuriati, barboni sudici e odiosi stereotipi..buon...San Valentino!>> bisbiglia al mio orecchio e poi, guardandomi finalmente di nuovo negli occhi, poggia le labbra già schiuse e mi bacia. Forse adesso va meglio. O forse sono solo stanca. Io odio San Valentino ma per Matt farò un eccezione. 

**

Cazzo l'ha baciato. La ragazza ha baciato il Lupo. Ma come diavolo le è passato per la mente? Voglio dire, come fa a sapere davvero chi ama e chi no. Non può solo amare di più.
Ha voluto dimostrare qualcosa ma a chi? A se stessa, al suo amico.. o all'amore della sua vita? Il dilemma mi ha svegliata già di prima mattina nonostante la difficoltà nel prendere sonno stanotte. Mi sento uno straccio: tornare tardi, leggere e svegliarsi presto. Avrò dormito si e no quattro ore. Mi sento uno straccio e ho bisogno delle coccole del caffè.
Sollevo lo sguardo verso il poster incorniciato sopra il mio letto e mi concedo un debole sorriso. Guardo fuori e il cielo sembra voler fare false promesse di sole, e se venisse a piovere... Lui ?  Salto giù dal letto e in un batter d'occhio sono già sulle scale diretta in cucina.
<<Mamma....che ci fai sveglia a quest'ora.. di domenica poi ? >> mi gratto i ricci distrattamente mentre le passo davanti. Se ne sta appollaiata a leggere il suo lettore sorseggiando un...cappuccino? A giudicare dalla schiuma che rischia l'imminente esondazione dal bordo della tazza. Scompigliata e rilassata come ogni domenica mattina. Solleva gli occhi e mi sorride ironica. <<Tu lo chiedi a me? Sei un disastro in faccia tesoro.. non avrai mica bevuto una bottiglia di whisky?>> storce la bocca nel tentativo di mettermi alle strette. 
<<Mamma, una bottiglia di whisky equivale a dare di stomaco per almeno 12h e non riuscire ad alzarsi dal letto...ma io sono decisamente più in forma di così perciò.. tua figlia regge l'alcol!>> le strizzo l'occhio e infilo la capsula nella macchinetta del caffè. Sbircio sul ripiano delle goloserie e trovo un muffin alle nocciole, una meraviglia per il palato e il buon umore. <<Non mi hai ancora detto come mai sei sveglia a quest'ora...io mi sto informando con l'informazione.. >> lasciando schioccare la lingua pronta a gustarsi un altro sorso di cappuccino. Mentre aspetto il caffè mi siedo su uno degli sgabelli proprio di fronte a lei, poggio il viso sulle mani e la guardo per sondare l'umore. <<Pensavo al libro mamma, volevo farti una domanda... però se non te la senti lascia perd->> 
<<Eclipse? Dimmi....non c'è alcun problema dal momento che ormai lo stai leggendo...>> il tono un po stridulo mi fa capire che comunque l'argomento la rende nervosa e il mio entusiasmo crolla lievemente. <<Mi chiedevo come avesse fatto Bella a baciare il suo amico, il lupo...con Edward lì accanto per altro..>>. Per la prima volta in vita mia vedo mia madre sorridere sull'argomento. Addolcisce lo sguardo e poi poggia la tazza e il lettore sul tavolo.
<<Tu cosa pensi? Che lei sia innamorata di Jacob? .....>>
<<No ma desidero sapere cosa ne pensi tu mamma...... >> mi rilasso e sento che posso chiederle qualsiasi cosa in questo momento. Oh Grazie!
<<Clay, ancora adesso non lo so, non so cosa abbia spinto Bella. Forse voleva dare al suo amico quello che desiderava, rassicurarlo nel peggiore dei modi, lasciarsi confondere, cullarsi sul fatto che l'amore di Edward non sarebbe mai cambiato neanche col peggiore dei torti. Non lo so. Perchè questa cosa ti lascia perplessa..? Stai forse vivendo la stessa cosa con qualcuno..?>> la sua domanda mi spiazza e spalanco la bocca. 
<<No, non è per quello.. è che volevo sapere come la pensavi tu, probabilmente il tuo è un punto di vista più .. studiato ecco>> abbasso lo sguardo e poi mi volto con fare indifferente verso la macchinetta. 
<<Clay, non potrei mai farti pressioni obbligandoti ad aprirti sulle tue storie personali ma sono tua madre e sai bene che vorrei solo vederti serena e felice, sempre. Perciò un giorno potresti essere Bella e trovarti confusa; Ognuno di noi può vivere relazioni che ti consumano o ti calmano, si può essere appassionati dell'amore e vivere tutto con la convinzione di amare..ma quando trovi quello vero...tesoro, non è più la mente che ti dice cosa fare e nemmeno il cuore che spesso gioca brutti scherzi. E' l'anima..che scappa per andare a nascondersi nell'altra persona senza che tu possa fare nulla. La differenza è proprio quella...una parte di te resterà con lui sempre.>> le sue parole si aprono come un libro nella mia mente e la ritrovo lì fra quelle pagine, come se le avessero insegnato qualcosa, come se le avessero dato la formula esatta per spiegare ad una figlia come guardare la sua vita. Le sorrido e mi viene spontaneo. Mi alzo, afferro la tazza di caffè e mi risiedo nel giro di un paio di secondi, in silenzio.
<<Sto uscendo con un ragazzo... bhe diciamo frequentando, si tratta di Matt>>
<<Matt...il Trader? Il ragazzo che fornisce il The Page?.. uhm carino..>> lo sguardo di mamma è improvvisamente leggero, come se stesse ascoltando un Tg di Gossip.
<<In persona... e non chiedermi com'è nata la cosa perchè ancora non so darmi una spiegazione...>> agito nervosamente il ginocchio poggiato sullo sgabello.
<<Magari gli piacevi da prima.. >> riprende a sorseggiare il suo cappuccino tuffandosi con interesse sui dettagli. 
Le racconto, senza scendere nei particolari fisici, di come ci siamo avvicinati e di quanto sembra tutto strano e nello stesso tempo equilibrato con lui. Di quanta dolcezza ha per me nei suoi modi gentili e del suo aspetto. Non le racconto di ieri sera e non le racconto che per un attimo mi sono sentita confusa quando ho creduto di lasciarmi andare troppo con la fiducia. Parliamo e la sensazione di serenità che ne scaturisce mi allegerisce un po dalla tensione di dover affrontare con Matt l'argomento "ieri sera" e probabilmente spiegare. Raccontargli del giorno in cui proprio mentre lasciavo lui all'angolo, assistevo alla prima aggressione. 
Dopo una lunga e, ammetto, rilassante chiacchierata con mia madre, spaziando dal libro ai suoi prossimi progetti, decido di chiamare Matt e chiedergli di vederci. Quando raggiungo il tab in camera lo trovo già illuminato a vibrare. Cavoli non ho riattivato il sonoro. Sfioro un tasto mettendolo per un attimo in vivavoce. 
<<Ciao Multicolor! Ti sei svegliata finalmente he? Hai fatto....il turno di notte forse?>> metto la mano davanti la bocca per bloccare una risata mentre cerco di sistemare il disordine che campeggia in queste quattro mura.
-Heey ma quanto ci metti a rispond- ma, ma Clay mi hai messa in vivavoce??!
<<Si Lynn parla..sto cercando di mettere un po a posto dopo il tuo tornado di prove abiti>> 
-Come faccio a parlarti di cose private, intime e .... carnali in vivavoce?  sbuffa per nulla intimidita dalle sue stesse parole e mi viene da ridere ancora di più.
<<Lynn farai felici queste mura....dai racconta le tue Mille e una notte...chi vuoi che ti senta...mia madre è al piano di sotto e starà preparando il pranzo o un articolo. In entrambi i casi avrà gli auricolari collegati al suo mp3...perciò spara dai.. >> e il mio tono sul finale si alza diventando quasi un trillo di eccitazione. 
-Credo di aver lasciato un paio di cose da te sai? Non trovo i miei leggins verdi... uhm  il tono perplesso.
<<Veramente non solo quelli.. ci sono anche il coprispalle rosso e i calzettoni di lana gialli.. ma non cambiare discorso, Lynn come ti è saltato in mente di filare con il paramedico dopo la figura che ho fatto quel giorno?? Sei davvero incredibile.. >> la mia voce è lievemente forzata mentre mi abbasso e mi sollevo raccattando la qualunque dal pavimento. 
-Lo so, lo so... non dire nulla. E' successo, ci siamo guardati ed è scattato qualcosa.. e senza neanche accorgermene gli ho lasciato il mio numero di telefono e ... credimi, ero certa che mai e poi mai mi avrebbe richiamata ed invece l'ha fatto! Un sacco di volte!.
<<E quando avevi in progetto di rivelarmi che l'idiota numero cinque non era un idiota.. ?>> sbuffo divertita.
-Dai Clay, te lo avrei detto ieri sera ma poi .. ho fatto prima a fartelo conoscere..  il suo sbuffo d'orgoglio è così divertente che mi fa sorridere di gusto. 
<<..Ci sono anche gli scaldamuscoli azzurri..dio ma quanta roba ti sei portata nel trolley ieri .. ?>>. 
-Mi sa che passo a prenderli più tardi allora.. e tu non hai nulla da raccontarmi con Matt? E' stato fantastico spiarvi per tutta la serata .. eravate così coccolosi, affettuosi... 
<<Ci avrei giurato, i tuoi occhi addosso non li vedevo ma li sentivo..stavamo solo parlando.. e passando un po di tempo insieme esattamente come stavi facendo tu.. e non mi hai ancora rivelato la parte ..carnale... della serata.. allora? Non provarci nemmeno a cambiare discorso.. >> le mani poggiate sui fianchi, punto il dito accusando il tab come se fosse Lynn in persona. 
-Oh siiii... Clay..siii è stato fantastico.. credimi..i suoi baci sono così dolci ed eccitanti..e quando il suo cercapersone ha bippato è stato fantastico siii, e quando mi ha detto che c'era un emergenza e doveva praticamente volare in Ospedale.. oh wow..  la sua voce passa dal sognante all'irritato in brevissimo tempo e a me viene di nuovo da ridere. 
<<Non ci posso credere...bidonata ah ah ah ..hai scelto la categoria peggiore per disponibilità e tempi mia cara Multicolor!>> continuo a ridere mentre Lynn continua a sbuffare per nascondere le sue di risa. -Clay è bello raccontarti la mia vita sapendo che stai facendo l'inventario in camera tua.
<<Si devo mettere a posto c'è roba dappertutto.. se aprissi l'armadio dovrei palettare l'interno come zona archeologica.. .>>
-Oddio non voglio perdermi nessun pezzo d'antiquariato arrivo subito...credi che tua madre possa aggiungere un piatto sulla penisola ?.. mi sa che mi è venuta fame e magari ti aiuto a sistemare mentre mi racconterai nei minimi dettagli come si è conclusa la tua serata. 
<<Fa come se fossi a casa mia Lynn!>> ruoto gli occhi e sa già che la mia risposta è assolutamente si.

Dopo pranzo io e Lynn ci dedichiamo davvero alla sistemazione della mia camera che chiaramente aveva bisogno di un po di manutenzione, approfittando così per mettere da parte un po di cose di cui posso fare a meno, come alcuni abiti da dare in beneficenza o che Lynn, tra taglia e cuci, riesce a riassemblare meravigliosamente.
<<Ecco, questo è l'altro scatolone dei miei ricordi da piccola, lo infilo quì e abbiamo finito... >>
<<Di cui conosco il contenuto meglio di chiunque altro visto che la mia migliore amica ama spesso viaggiare tra i ricordi attraverso ogni più piccolo oggetto chiuso in questa scatola.. >> Lynn mi sorride indulgente mentre da sotto la scaletta mi porge la pesante scatola rigida con le maniglie. Proprio mentre l'afferro, improvvisamente una delle laterali si sgancia facendomi perdere l'equilibrio sulla presa. Riesco a trattenerla per un soffio mentre barcollo in bilico sulla scaletta, ma metà del contenuto cade rovinosamente per terra. Diari, vecchie cover del mio primo vecchio IPhone, fotografie su carta di me da piccola, vecchi film in dvd, la tessera digitale della biblioteca della mia scuola e una vecchissima scatola di pastelli a cera. 
<<Fatta male ?>> chiedo ansiosa a Lynn.
<<No no... tranquilla.. e tu stai bene? Ho avuto paura che perdessi l'equilibrio.. uff>>
<<Diavolo di una scatola, speriamo non si sia rotto nulla..>> scendo velocemente dalla scaletta e inizio a raccogliere le cose per terra, Lynn invece cerca di sistemare la maniglia che però sembra essersi staccata del tutto. 
<<E questa....? dioo è vecchissima... ma che belli.. >> Lynn afferra la scatola di pastelli a cera.
<<Un regalo di papà...quando ero piccola adoravo l'odore dei pastelli di legno e di cera..ormai si trova solo del sintetico.. per me sono preziosissimi>>
<<Uhhm.. che buon profumo...sa di bimbi e di disegni..ma adesso sarebbero praticamente inutilizzabili..dove li trovi dei fogli di carta da colorare?>>.
Come un fulmine a ciel sereno nella mia mente si apre l'immagine di alcuni fogli di carta e di giornale che ho visto in questi giorni. Appartengono all'unica persona che li saprebbe trasformare in opere d'arti. Mi blocco e la mente inizia a farneticare mentre dalla nebbia di pensieri si fa strada un unica e cristallina intenzione. 
Un idea che mi spiazza totalmente e, non so perchè, mi riempie di speranza. L'unica cosa che può trasformarsi in un canale di comunicazione sperando che il mio intuito non faccia cilecca.    
Sorrido e prendo la scatola di pastelli dalle mani di Lynn, mi dirigo al ripiano a scomparsa accanto al mio letto, passo con la mano sul sensore e il ripiano si apre permettendomi di poggiarcela sopra. La guardo e annuisco fra me e me. Poi mi volto e vedo Lynn che mi guarda perplessa con un grande punto interrogativo stampato in fronte. 
<<Tranquilla, tutto apposto...volevi sapere di Matt e me? Mi ha accompagnata al The Page per caricare il titolo che serviva a Jimmy, ha un esame e quel testo gli serve per studiare. All'uscita dal The Page mi ha baciata in un modo che... wow. Poi mi ha portata a casa, gli ho prestato la macchina e fine della storia. Devo chiamarlo o penserà che sia sparita nell'etere..>> 
<<Ah. Così! Tutto quì....dal modo in cui ti ha trascinata fuori ieri sera sembrava che non tornaste più..! Aspetta, gli hai prestato la macchina? Perchè? >>
<<Perchè la sua gli ha dato buca, è per quello che ha fatto tardi.. così mi sono offerta di prestargli la mia...>> abbasso lo sguardo ricordando timidamente il suo ultimo bacio prima di andare via con la mia piccola ibrida. E' stato così intenso e poi quel..Buon San Valentino. Devo chiamarlo.
<<Ahh quel tuo sguardo sognante mi dice che è ora che tu festeggi il tuo primo San Valentino....ed io cercherò di recuperare il mio...visto che Ryan è di turno..>> incrocia le braccia al petto aspettandosi un po di consolazione. Le vado incontro e l'abbraccio, poi le pizzico il naso e lei sorride <<Fagli una sorpresa!>> le offro e lei annuisce entusiasta dell'idea.
Afferra la borsa con tutta la sua roba dentro e la accompagno fino al vialetto dove ci diamo appuntamento all'indomani a lavoro. La guardo allontanarsi e penso che le sono grata perchè i pomeriggi realx con lei sono assicurati. La mia Multicolor.
Quando poco dopo salgo su, vedo il tab illuminarsi da lontano, lo raggiungo e controllo il display. Tre messaggi.
*La tua indifferenza mi ferisce  ;P*
*Ho in ostaggio la tua auto, se la rivuoi dovrai pagare un riscatto*
*Ti va se ci vediamo al Riverfront alle 18:00? Accetto anche un bip come Sì* 
Sorrido di gusto, poi osservo l'orario proiettato a led: le 17:30. Devo schizzare se voglio arrivare in tempo visto che sono a piedi.
Dal tab faccio partire un bip, poi un altro....poi rispondo: *Due bip, sono due Sì. Ci vediamo lì*
Mi cambio in fretta per indossare un abitino di lana grigio con un leggero laccetto in vita, gli stivali neri e il baschetto nero. Un filo di trucco e prendo al volo la giacca. 
Mentre scendo le scale ne approfitto per avvisare mamma alla mia solita maniera: urlando. 
<<MAMMAA! Vado a fare due passi... non aspettarmi per cena.. però tu mangia qualcosaa!>>tendo l'orecchio in attesa di risposta.
<<Claire non fare tardi...ti voglio bene>> sorrido. 
<<Anch'io mamy.. >>. 

Cammino a passo spedito andando incontro all'aria frizzante del tardo pomeriggio. E' strano che mi abbia dato appuntamento al Riverfront anche se lo trovo suggestivo e in qualche modo romantico. 
Io adoro guardare il Mississipi da lì e tutto ciò che c'è intorno mi ricorda quanto sia magico questo posto. Il Parco Capitol poi è uno dei miei posti preferiti come il Planetario o lo Shaw Center for the Arts. Baton Rouge è sempre stata una cittadina attenta alla natura, all'aria pulita e il modo in cui le persone se ne prendono cura mi emoziona sempre. E' sempre tutto così semplice, pulito con quell'aria che sa di casa, di serenità, di un posto rimasto ancorato al passato, che sa di tradizione. La musica che la fa da padrona tra i locali del centro o degli artisti di strada. 
Gli artisti di strada.
Senza volerlo il pensiero va immediatamente a lui, non riesco proprio a non pensare a cosa stia facendo a come ha trascorso la notte dopo quell'orribile bagno d'acqua. 
Mi sento in colpa perchè dovrei reagire contro quel mostro del Sig. Coleman, non posso permettergli questi soprusi nei confronti di qualcuno che non fa del male a nessuno. 
La brusca frenata di pensieri a cui mi ha obbligata Matt ieri sera mi ha lasciata comunque un piccolo vuoto dentro, una sensazione di impotenza a cui prima o poi sento che dovrò rispondere. C'è qualcosa di misterioso in quell'uomo che mi attira come una calamita, il desiderio di aiutarlo sta diventando ogni giorno più pesante. L'ho capito solo vivendo l'onda di sensazioni che ho provato nel vedere un insieme di cose: lui di nuovo lì, dopo interi giorni di assenza in cui ho creduto al peggio, l'ennesima aggressione nei suoi confronti. E' troppo. 
Devo fare qualcosa. Non so perchè ma so che devo farla. E spero che ciò che ho in mente possa in qualche modo servire a produrre una scossa.
Scuoto la testa mettendo da parte il mio ennesimo viaggio, ho la sensazione che Matt non gradirebbe la direzione dei miei pensieri. Ammetto che ho provato un po di delusione nel vedermi rifiutato il suo aiuto. Ma capisco anche la sua reticenza verso un perfetto sconosciuto che potrebbe rivelarsi anche pericoloso. Eppure dentro me qualcosa mi dice che è ben lontano dall'essere una cattiva persona. 
Arrivo all'arco principale del Riverfront, quello bianco, e come tutte le volte mi fermo ad osservare il gioco di forme e luci lungo tutto il pontile. C'è una sequenza di archi bianchi tondeggianti in ferro lungo tutto il percorso, fino ad intrecciarsi lateralmente e concludersi con gli archi più alti. Al centro del passeggio due file di faretti a led fissati dentro il pavimento piastrellato che illuminano dal basso verso l'alto.
Mi stringo nella giacca, quì sulle rive del fiume si sente l'umidità che ti entra nelle ossa. Da lontano scorgo una figura alta, proprio a metà percorso dove i due enormi archi rossi si intersecano al centro del pontile. La figura agita una mano e capisco che si tratta di Matt. 
Con passi svelti ci avviciniamo fino a ritrovarci l'uno di fronte all'altro. Matt è sempre bello, ha un cappellino di lana da cui fuoriescono alcune ciocche di capelli neri ed è stretto nella sua giacca sportiva col cappuccio. Mi sorride splendido e con le mani mi sfrega le braccia per riscaldarmi. 
<<Hai freddo? Ho scelto il posto sbagliato?>> piega la testa un po preoccupato. 
<<No...quì va benissimo.. mi piace>> gli sorrido e gli getto le braccia al collo. In risposta mi afferra per la vita e mi abbraccia, poi le sue labbra si avvicinano con fervore avvolgendo le mie in un bacio subito urgente. 
<<Mi sei mancata... tanto.. >> con la punta della lingua accarezza il mio labbro inferiore e poi di nuovo affonda nella mia bocca prendendosi tutto. La tensione del desiderio si trasferisce immediatamente dal suo corpo al mio e senza neanche accorgermene sento il ferro tubolare del parapetto dietro la schiena premere con una certa forza.
Ma non mi importa, i brividi e le sensazioni mi avvolgo tanto da fare da anestetico anche alla più scomoda delle posizioni. Le sue mani corrono dal mio viso ai capelli e con un gesto veloce sfila via il baschetto che si infila per metà in tasca, poi scendono per stringere sui fianchi e attirarmi il più possibile al suo corpo. Matt è deciso più che mai a farmi sentire quanto gli sia mancata. E ci riesce così tanto da farmi agire con spudoratezza. Le mie dita si infilano nella tasca dei suoi jeans e quando lo faccio Matt sobbalza ansimando lievemente, poi si blocca e la sua fronte si poggia sulla mia mentre bisbiglia.
<<Che... che stai .. facendo?>> la sua voce è un sussurro inarticolato, pianto il mio sguardo nel suo. 
<<Sto pagando il riscatto... rivoglio la mia card..>> sollevo un angolo della bocca in un sorriso malizioso e vedo Matt fare lo stesso prima di lanciarsi in un nuovo bacio ancora più urgente e umido. Dalla vita le sue dita risalgono piano ma poco sotto il seno si ferma. Si stacca e poi si volta guardandosi intorno.
<<Non è educato dare spettacolo in un posto così...scusa lo slancio..>> si allontana di poco guardandomi negli occhi.
<<Hai una soluzione in mente? >> sfrego il naso sul suo e come un invito a cui non può resistere la sua bocca è di nuovo sulla mia.  
<<Clay... così non mi aiuti.. la tua macchina non è lontana.. >> sussurra mentre con le labbra si sposta all'orecchio salendo per il collo. 
<<Mmh... e una volta in macchina dove vorresti portarmi sentiamo..? >> gli soffio sulle labbra tra un bacio e l'altro. 
<<Se saliamo in macchina sono tentato di restarci... si sta caldi e non c'è spazio per stare distanti..>> le sue labbra scendono sul collo ruotando leggermente la punta della lingua durante la discesa.
I brividi diventano ingestibili e il suo gesto non solo mi fa tremare ma mi lascia scappare un sospiro serio e pesante. 
<<Meglio se ci fermiamo.. e facciamo due passi..>> con un leggero fiatone e controvoglia mi stacco per riprendere a respirare regolarmente. La voglia di lui cresce sempre di più ma è meglio andarci piano. Sento che non riesco a lasciarmi andare come vorrei. 
Matt sospira e con un ultimo bacio a fior di labbra mi sorride e mi prende per mano. 
<<Andiamo a fare due passi così parliamo un pò di quello che è successo ieri..>>
<<Matt non saprei da dove cominciare.. prova a farmi qualche domanda e io cercherò di rispondere come posso>> mi guarda accigliandosi un po poi punta una panchina e ci sediamo. Con lo sguardo fisso sul Mississipi aspetto che arrivi la sua prima domanda. 
<<Cosa vuole da te quel tizio del ristorante..? Perchè lo hai fatto incazzare.. ?>> mi guarda storto come se desse per scontato che il mio gesto sia stato decisamente fuori luogo. La cosa mi fa irritare leggermente. 
<<Direi che è lui che ha fatto incazzare me e non è la prima volta.. >> mi volto lentamente per guardarlo cercando di restare pacifica nello spiegare. 
<<Che vuoi dire?>> si poggia con la schiena sulla panchina e aspetta che parli. 
<<Ricordi quel giorno che ti ho rincorso per scusarmi di essermi persa tra le nuvole senza salutarti?>> arrossisco al pensiero, visto com'è cambiata la situazione in pochissimi giorni. 
<<Indelebile Clay.. >> sorride sardonico. 
<<Ehm... mentre rientravo al negozio ho notato del trambusto davanti al ristorante ed era il Sig. Coleman che prendeva letteralmente a calci il tizio per strada, che tra l'altro non ha avuto nessuna reazione se non quella di raggomitolarsi in difesa...sono rimasta scioccata davanti a quella aggressione e dopo aver chiesto a Lynn di chiamare un ambulanza sono entrata dentro e abbiamo discusso animatamente..>>
L'espressione sul viso di Matt passa dal corrucciato allo sconvolto e fa per aprire bocca <<Hai fatto questo per un tizio che nemmeno conosci? Uno che vive di elemosina? Uno che potrebbe prenderti di mira se lo volesse o peggio seguirti? Sei impazzita Clay?>> 
<<Se fossero state queste le sue intenzioni l'avrebbe già fatto Matt, sono settimane, forse mesi che campeggia davanti al ristorante e l'unica cosa che gli ho visto fare è stata quella di .. disegnare, disegnare e farsi gli affari suoi, disegnare e raccogliere i consensi della gente che si ferma per guardarlo con ammirazione.. non è come pensi >> il mio tono cresce e si anima ad ogni parola rendendomi conto che, ancora una volta, l'argomento mi fa infiammare più del lecito.
<<Ti prego continua c'è dell'altro.. ?>> Matt incrocia le braccia al petto indispettito. 
<<Matt ti prego il tuo modo di fare non mi aiuta certo ad aprirmi... >> sbuffo voltandomi di nuovo a fissare l'enorme corso d'acqua e rimaniamo qualche minuto in perfetto silenzio tagliente. 
<<Scusami...mi dispiace, non volevo..è che tutta questa cosa in cui ti sei lasciata coinvolgere mi preoccupa un pò, il The Page è davanti al ristorante e quel tizio non mi sembra molto conciliante e pacifico. Avrei voluto spaccargli il muso ieri sera solo per come si è rivolto a te..>> allunga una mano per toccare la mia, ma sembra esitare quando rimango a fissare un punto indefinito davanti a me. 
<<Clay ti prego.. mi dispiace, abbiamo sempre parlato io e te.. non voglio smettere proprio adesso che... >> lascia correre la frase e allontana la mano. 
Mi sento di nuovo confusa, la sua mancanza di fiducia mi spiazza anche se dentro me capisco il suo punto di vista. Ma se mi accusa di superficialità senza nemmeno pensare ai motivi che mi spingono ad agire così, ai principi con cui sono stata cresciuta, non vedo come possa sentirmi davvero me stessa e come possa davvero aprirmi senza sentirmi in qualche modo giudicata. E' la prima volta che mi succede da quando ci conosciamo, perchè cambiare adesso?. Non riesco a non sentirmi coinvolta da una cosa del genere, da una silenziosa richiesta di aiuto; è la mia natura. Però quello che provo per lui c'è ed è reale e questo basta per pensare di superare l'argomento e rasserenare l'atmosfera.
Mi volto e lo cerco con lo sguardo avvicinandomi a lui fino a poggiare la testa sul suo petto, raccogliendo le ginocchia sulla panchina grande abbastanza da contenermi. 
<<Hai fame? Ti va di mangiare qualcosa.. ?>> il mio tono di voce si ammorbidisce e sento il suo cuore battere un po più forte. 
La sua mano, poco prima poggiata sulla spalliera, scivola piano sulla mia schiena ed inizia ad accarezzarmi mente poggia la tempia sulla mia testa. 
<<Certo..cosa ti va di mangiare?>> lascia un bacio sui miei capelli.
<<Take away italiano? >> sollevo il viso voltandomi a guardare il suo e quando i suoi occhi bucano i miei qualcosa cambia. Uno spiraglio di compresione sembra affacciarsi sul suo volto e capisco che forse dobbiamo solo imparare a conoscere e accettare i punti di vista dell'altro.

Quando arriviamo al Take Away prendiamo solo roba leggera e due birre fresche per poi dirigerci al Parco Capitol dove ormai, essendo sera, tra i viali folti alberati ci sono solo le luci dei faretti ad energia solare e qualche pergola fatta di lucine led con la stessa suggestiva atmosfera usata al The Londoner.
Scegliamo una delle panchine vicino ad uno dei laghetti e ci fermiamo a consumare la nostra cena sorridendo e scherzando sulla serata trascorsa ieri, sul pomeriggio rilassante di Lynn e sul fratello minore di Matt che non ha fatto altro che prenderlo in giro per essersi fatto prestare l'auto da me.
Dopo aver gettato i rifiuti nella differenziata ci allontaniamo mano nella mano fino all'uscita del parco quasi in un silenzio contemplativo, come a godere dell'aria ormai fredda e satura di umidità, come è tipico da queste parti. 
Un brivido mi percorre e Matt, come ha fatto anche ieri sera, mi cinge le spalle stringendomi a se. 
<<E' ora di rientrare... o vuoi fare qualcos'altro?>> mi bacia una tempia mentre infilo il mio braccio circondando la sua vita. 
<<Non è tardissimo ma è meglio rientrare... domani ci vediamo a lavoro?>> sollevo lo sguardo ammirando il suo volto mediterraneo. 
<<No, domani mattina ho i giri di New Orleans ma dovrei essere a Baton per le 19:00 se ti va passo a prenderti a lavoro...>> mi guarda con dolcezza.
<<Ci conto>> lo stringo e sorrido.
Ci avviciniamo a passo lento e rilassato alla mia piccola ibrida. 
<<Guido io.. >> gli strizzo l'occhio dall'alto del tetto dell'auto.
<<Ovvio, devi darmi un passaggio.. uh, che umiliazione... farmi dare un passaggio dalla mia ragazza>> finge un pungo allo stomaco.
Improvvisamente e all'unisono i nostri sguardi si fanno seri, poi Matt sorride e mi lascia intontita dalla bomba appena lanciata e si infila in auto. Dopo un istante di esitazione il mio cervello registra la notizia e non so perchè ma non me l'aspettavo. Ridicolo visto che, di fatto, ormai stiamo insieme. Apro la portiera e mi infilo nel calore della mia auto senza dire una parola.
Mi volto lentamente e gli sorrido. Okay, la sua ragazza. Quindi lui è...
<<Sig. Geller dove la porto?>> stringo le mani al volante e col tono da vecchio taxista mi volto lentamente verso di lui sollevando il mento.
<<Ovunque, basta che lei resti con me>> ammicca e allungando una mano da un un ultimo colpetto alla card e la infila per far accendere il display dell'auto.
Quando arriviamo sbircio il vecchio edificio dove Matt mi ha indicato di fermarmi e mi domando come mai i suoi abbiano scelto proprio un palazzo e non la tipica villetta immersa nel verde di Baton.
<<Che c'è?>> chiede curioso.
<<Carino il palazzo..>> sollevo un sopracciglio ancora un po perplessa.
<<Diciamo che al momento è ciò che io e Connor possiamo permetterci, lui ancora studia perciò le spese le gestitsco tutte io.. >> 
<<Ah ma tu vivi da solo?!>> spalanco con un po troppa evidenza la bocca.
<<Ahm.. con Connor..e si i miei genitori non vivono quì..loro sono a New Orleans e domani passo a pranzo da loro così li saluto.. >> mi strizza l'occhio.
<<Incredibile, ci conosciamo già da un pezzo e non sapevo che i tuoi vivessero a New O. >> sorrido e mi allungo per baciarlo quando fa per aprire la portiera.
<<Non ti va di salire?>> si blocca preso un po alla sprovvista. 
<<Ehm...mi piacerebbe ma.. forse è meglio rimandare.. >> abbasso lo sguardo conscia del fatto che noi due, soli, nel suo appartamento rischieremmo di saltare i convenevoli. Quando inizia a baciarmi in un certo modo sento di perdere il controllo, mi piace, mi piace davvero tanto e ogni suo tocco o gesto mi mette in una piacevole tensione. Mi fa volere di più. 
<<Cena a casa mia la prossima volta.. non si discute>> pianta un indice sulle mie labbra e poi mi bacia infilando subito la sua lingua calda. 
Ecco. Appunto.
<<E' meglio che vada ora...>> bisbiglia guardandomi negli occhi e poi scende chiudendo piano la portiera. Si abbassa e sorridendomi mi lancia il baschetto che sfila dalla sua tasca e un piccolissimo pacchetto sul sedile. Mi strizza l'occhio. <<Per quanto tu possa odiarlo... Buon San Valentino mia dolce Clay>>. Volta le spalle e si avvia spedito verso il portone senza voltarsi indietro.
Rimango per tutto il rempo attonita con la bocca spalancata, guardo il piccolo pacchetto sul sedile e Matt che piano sparisce dalla vista. Saltello dal pacchetto a Matt. 
Cosa diavolo è questo? Lo afferro immediatamente e con fare nervoso cerco di aprirlo senza distruggerlo. Una piccola scatola nera con la scritta bianca "Apple". Oh cavoli.
Apro la scatolina e ci trovo una bellissima piccola mela rossa rotonda, di plastica, con una spirale di piccoli strass al centro. E' una penna Usb limited edition. E' bellissima. 
Il mio viso si illumina mentre combatto contro la tentazione di salire su da lui e abbracciarlo per il gesto dolcissimo. Una mela. Lui sa benissimo cosa significhi la mela per me e questo rende il mio primo San Valentino meritevole. 
Quando apro la porta di casa sento la TV accesa e facendo capolino scorgo mia madre accucciata sul divano intenta a ridere di qualcosa. 
<<Ciao Mamma... hey che stai guardando.. ?>>
<<Hey tesoro.. andata bene la serata?>> si volta di colpo sorridendomi e mi strizza l'occhio. Uff adesso ogni volta che le dico che esco penserà a Matt. Anche se non ha tutti i torti. <<Ehm.. bene mamma.. >> sorrido e mi siedo un istante sul bracciolo del divano, il tempo di baciarle i capelli.
<<E' un vecchio programma di candid..fa morire dal ridere... >>
<<Hai cenato?>>
<<Si davanti alla Tv, figo!>>
<<Salgo su, sono stanca.. la mia camera brilla adesso.. e vorrei leggere un pò.. >>
<<Okay tesoro notte.. non fare tardi leggendo okay?>> mi guarda con lo sguardo di chi la sa lunga sulle nottate a leggere di vampiri. 

E per quanto io possa essere stanca è quasi mezzanotte ed io non riesco a dormire.
Sto rallentando la lettura di Eclipse mossa dall'angoscia che stia per finire e che mi sia vietato leggere il seguito, il più importante. Dio questa cosa continuo proprio a non capirla e l'irritazione che ne consegue non fa che alimentare la mia insonnia. 
Guardo fuori e la mia mente inizia a girovagare da un posto all'altro. Mi chiedo cosa stia facendo Matt, potrei mandargli un messaggio ma poi il pensiero si sposta velocemente alla nostra conversazione al Riverfront. Dovrà imparare a capire che per me non è facile essere indifferente a certe cose, che il mio primo istinto mi spinge ad agire, ad aiutare qualcuno che magari non te lo chiede ma ha bisogno di aiuto. 
Mi blocco e con uno slancio di irrequietezza scandaglio la stanza. Dove sono? Il ripiano a scomparsa. Ci passo nuovamente la mano e si apre rivelandomi la scatola di pastelli a cera che avevo messo da parte. 
Non ce la faccio. 
Non posso.
Devo farlo ora.
Devo vederlo.
Mi sollevo come un fulmine dal letto e con su la maglietta del pigiama indosso i jeans, prendo la giacca, la card e la borsa e apro piano la porta sbirciando all'esterno. 
Tutto tranquillo. 
Con passi veloci e felpati da fare invidia a un Cullen scendo giù e, oltre l'arco, sbircio in direzione dello studio. Nessuno. Mamma è a letto, se mi scopre mi uccide.
Schizzo fuori dalla porta e infilo il baschetto di lana, corro fino in auto e avvio il motore, grazie al cielo, silenzioso.
Percorro le strade per nulla deserte, anche se è domenica sera c'è ancora chi si diverte fuori dai locali e chi si attarda ascoltando o suonando musica.
Quando arrivo al parcheggio il cuore ormai martella incontrollato nel petto, sia per la paura di poter incrociare lo sguardo violento del Sig. Coleman e sia per la paura, ancora più grande e bruciante, che lui non ci sia più. La sola idea mi attanaglia la gola e mi affretto a spegnere e scendere, portandomi all'angolo della strada per dare una prima e veloce occhiata. Si. Si. Si. Nel petto ormai il cuore lo sento volare.
Oh Grazie a Dio, Lui è lì. 
Una coppia esce dal ristorante del Sig. Coleman, lei si attacca al braccio di lui e con fare indifferente gli passano davanti rivolgendogli un rapido sguardo. La donna si blocca un istante e poi torna indietro. Quando raggiunge di nuovo la figura scura, stavolta seduta non più sdraiata, si immobilizza davanti a quello che credo sia Il London Eye disegnato per terra; non riesco a decifrare la sua espressione per colpa della penombra ma la sento borbottare qualcosa in apprezzamento. Poi tira fuori dalla tasca qualcosa e la poggia per terra accanto a Lui. Se ne vanno come nulla fosse.
Aspetto che si allontanino del tutto e poi prendo un enorme respiro e lentamente mi avvicino. Sto facendo una cazzata, lo so. Potrebbe aggredirmi, potrebbe difendersi, potrebbe non capire la mia lingua. Sto facendo un enorme cazzata. 
Mi avvicino lentamente fino a raggiungerlo e all'improvviso non so più che sto facendo. Mi fermo a guardare ogni centimetro della roba sporca che lo avvolge, del suo viso chino sulle ginocchia. So che mi sente, mi percepisce, sono davanti a lui e nemmeno solleva la testa. Ma chi sei?.
Mi abbasso sulle ginocchia e mi porto esattamente davanti a lui.
<<Ciao...riesci a capire la mia lingua?>> la mia voce è resa irriconoscibile dal tremore e dal tono stridulo dell'ansia. <<Vorrei tanto aiutarti...prova a comunicare con me, ti prego..fatti aiutare, non voglio che ti faccia ancora del male.>> Silenzio.
Aspetto ancora qualche secondo, poi tiro fuori dalla tasca la scatola di pastelli a cera e scelgo quello rosso, come la mela, poggiandolo a terra proprio tra i suoi piedi. 
In una frazione di secondo, con una velocità disumana, dall'ammasso di stoffa sporca una mano rugosa afferra la mia in un tocco gelido ma morbido, delicato e per nulla violento. 
Il mio corpo si gela e rimango immobile senza nemmeno riuscire a respirare, il suo pollice si muove impercettibile in quella che sembra una carezza. La ritraggo immediatamente con un gesto brusco e improvvisamente, colta da una strana sensazione, mi alzo e corro via. Paura. Non mi ha fatto nulla e io ho avuto paura.


NOTA: Se mai qualcuno di voi se lo stesse chiedendo, non ci sono Vampiri in questa storia se non tra le pagine della Saga di Twilight. 
Questo è il Riverfront dove Matt e Clay si incontrano: http://www.flickr.com/photos/hanneorla/97685160/

Questo video è molto molto significativo della storia è la seconda canzone che mi ha ispirato PAINT ME THE MOON.





14 commenti:

  1. O_O
    che scappi idiota, cosa scaaappiii
    oddio la meno, posso menarla?SI?!
    Grazie twinnah, sapevo mi avresti detto SI XD


    fvinfeovnofjn che capitolo hai sfornato o_o
    ne è valsa la pena aspettare, decisamente

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  2. ...no cacchio allora vuol dire che non ci saranno neanche i licantropi!!!..peccato, ci speravo così tanto buahhahaahhh!

    ehhh...ci sarebbero tante cose di cui parlare su questo bel capitolo: la chiaccherata con la mamma con quelle parole così vere e profonde nel descrivergli il VERO AMORE, .....l'attenzione -fin ora inspiegabile- che clay ha verso il barbone, la dolcezza di Matt....
    ...ma adesso voglio solo dire due cose:
    1)Clay maledizione potevi anche salire sù casa di Matt!!!!
    2)......adesso che il barbone ha finalmente "reagito" TU SCAPPI??!!!!!!
    ....ehhhh....Silvia ci farai soffrire parecchio, già lo so...
    kisses ;-)

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  3. Nooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!! O_____________O

    Oddio.

    CHE CAPITOLO!!!!!!!!!!!!

    Allora................ AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH!!!!!!!!

    Scusa, avevo bisogno di sfogare un attimo!

    Dunque, il panzone mi sto già organizzando per mitragliarlo il prima possibile ù.ù Francamente ha rotto parecchio!

    Matt..... grande punto interrogativo. Prima è dolciosissimo, poi dice qualche cazzata e lo odi, e poi ritorna un orsetto dolce ç_________ç Non so più cosa provo per lui! xD Ho cambiato idea almeno 20 volte lungo il corso del capitolo! O_O


    E poi Clay........ ti dirò, quasi la capisco. Cioè, posso capire perché è scappata via.. d'altronde è sempre una persona sconosciuta, che non ha mai tentato di comunicare con lei, nonostante lei ci abbia provato diverse volte! E' notte, è da sola, e quella carezza arriva totalmente inaspettata. Si, concordo pienamente con la tua scelta narrativa ù.ù Very good, meatball!

    Anche Clay e sua madre non riescono a capire il gesto zoccolesco di Bella. Beh, carissime, consolatevi, non l'ha capito manco la Meyer secondo me -.-"""""""""""" No. Comment.

    Cosa succederà per Bd? Non credo che Clay riuscirà a resistere a lungo, perciò.... ANSIAAAAA!!!! >_<

    Per finire... quella canzone è stato il colpo di grazia! La adoro alla follia!

    E vuoi sapere il colmo?? Ho letto tutto il capitolo con questa canzone a repeat di sottofondo. Dimmi tu se non è una coincidenza assurda!!! O_____________O


    Very proud of you Meatball! Capitolo stupendo <3

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  4. Troppo bello !!!!! Questo intreccio con la saga poi mi incuriosisce da morire e la mamma chissà cosa ha passato, non può esse solo amore incondizionato per TW....
    Non parliamo poi di Matt che adoro, prevedo scintille nel prossimo capitolo hihihihiihihih!!!!!
    Lo dico sempre ma davvero complimenti Silvia, aspetto Con ansia il prossimo cap

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  5. <>.
    aaaah Clay tesoro, è quello che ci chiediamo tutte e ancora non abbiamo una risposta! e mai l'avremo se è per questo XD
    Sil questo cap è dolcissimo ma anche pieno di momenti di tristezza, pensieri contrastanti.....Matt lo adoro, anche se gli riesce difficile capire l'interesse di Clay per il barbone.
    Clay è adorabile, davvero. Ma anche tanto coraggiosa, io di certo non sarei andata li da sola nel cuore della notte, davanti a uno sconosciuto.....però non doveva scappare, mannaggia!!
    Al prossimo, che non vedo l'ora <3
    p.s. (smettila di chiedere scusa per il ritardo, grrr....)

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  6. benvenuta nel club Clay,è quello che ci stiamo ancora chiedendo anche noi!-.-"
    eh no Clay che fai,finalmente reagisce e tu scappi??anche se in effetti ha già avuto abbastanza fegato ad andargli vicino u.u tutto sommato capisco il punto di vista di Matt,per quanto sia poco altruista...
    e comunque valeva la pena aspettare:-)

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  7. E il cuore perde battiti per le milioni di sensazioni ognuna nettamente differente dall'altra .
    Nn so cm tu faccia a toccare qst corde del mio animo ? e poi mi chiedo dove stavi nascosta ? dove sei stata nascosta fino ad ora???
    Meth sei ancora nell'età per diventare la prossima Meyer lei ne aveva 37 quando pubblicò twilight !!!
    Io il tuo libro lo Comprerei, eccome se lo comprerei !!!!Facci un pensiero ...
    Quello che mi fa pensare e nonostante qst storia sia lontana parecchi anni dalla realtà attuale le emozioni di un amore , di voler aiutare il prossimo sono uguali ad oggi . E qst mi rincuora ..tanto !!!
    "Perciò un giorno potresti essere Bella e trovarti confusa; Ognuno di noi può vivere relazioni che ti consumano o ti calmano, si può essere appassionati dell'amore e vivere tutto con la convinzione di amare..ma quando trovi quello vero...tesoro, non è più la mente che ti dice cosa fare e nemmeno il cuore che spesso gioca brutti scherzi. E' l'anima..che scappa per andare a nascondersi nell'altra persona senza che tu possa fare nulla. La differenza è proprio quella...una parte di te resterà con lui sempre.>>"
    E se qst nn è POESIA ...nn saprei proprio come chiamarla .
    Mi EMOZIONI STOP !!!!

    P.S. Nn c'entra nulla con la storia , o quasi , forse nn ci crederai nemmeno ma sono esattamente due giorni che mi frullano in testa le canzoni dei "the Script " forse il misto Edward che c'è in me ci ha preso ancora .
    "E tu chiamale se vuoi Emozioniii"
    <3

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  8. Sis è stupendo complimenti cara... ma Clay che gli piglia ha avuto l'opportunità proprio sul più bello scappa... bellissimo il discorso della mamma che gli spiega cosa significa la saga ...Matt lo adoro sempre così dolce... aspetto con ansia il prossimo capitolo ne vedremo delle belle penso *__*

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  9. Wow capitolo lunghissimo e bellissimo....
    allora da dove cominciamo.....dalla saga va, èh cara mia ancora nn lo sappiamo neanche noi perchè Bella ha baciato Jacob, ma il discorso della mamma di Clay è molto bello anche se questa donna davvero nn riesco a capirla, ne parla con tanta passione ma poi nn vuole far leggere i libri alla figlia.....
    Uh fare l'alba leggere, guarda tu non conosco per niente quella sensazione ;-) Clay e Matty mi piacciono sempre di più (magnifico il regalo di s.Valentino) solo che giustamente passare da amici a coppia ha i suoi vantaggi e svantaggi!!!!!
    E adesso passiamo alla scatola dei ricordi, con i pastelli a cera che Clay ritrova, pastelli regalati dal suo papà.....guarda caso, non so perchè ma comincio a farmi un idea di chi potrebbe essere il barbone.....

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  10. Capitolo stupendo!!!
    Matt è dolcissimo e poi il discorso della mamma è bellissimo...aspetto il prossimo...

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  11. So d'essere l'unica felice del fatto che non ci siano ne vampiri ne licantropi nella storia... Vabbè... Ahahah!
    Certo che è 'na bella testarda Clay eh?!
    Ho anche un leggerissimo timore per queste diversità di vedute tra lei e Matt... Mmmmh!
    Vedremo un pò... >.<

    Tu comunque scimmiottola sei sempre più brava!
    E io sempre più orgogliosa di te!
    :*

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  12. mi piace moltissimo il discorso della mamma.....ancora oggi è un mistero capire il gesto di Bella.....comunque....brava Clay....ritorni sui tuoi passi per stabilire un contatto con il barbone e poi scappi???????????????
    una hola per Matt....quanto mi piace.....
    i complimenti ormai non te li faccio più.....brava

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  13. Sinceramente non capisco il comportamento di Matt!!! Non mi convince!!! Ma stiamo a vedere se si ripiglia!!! La mamma un personaggio niente male prima non vuole che lei legga i libri di Twiligh e poi gli parla dell'amore vero mettendo come paragone Bella!!!Grande Clay che si fionda nella notte per parlare con il barbone e donargli i pastelli a cera!!! Ma perchè scappa Clay dopo un piccolo contatto con quella persona che lei ha tanto cercato???
    Tu Amorino mi manderai alla neuro!!! <3 <3 <3!!!

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