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lunedì 5 novembre 2012

I was lost crossed lines ... Cap8



YEEEEEE ci sono riuscita. Relativamente corto ma INTENSO! Il bel professore è tornato, voi lo odiate ma io lo amo e anche se si è comportato di merda be' lo amo u_u sono di parte lo so.
Detto ciò, buona lettura!

Quando entro a casa ho l’affanno, gli occhi mi bruciano ma non mi importa. Rivederlo ha fatto male, farà sempre male, ma dovrò abituarmi. Mi lascio cadere sul divano abbandonando vicino a me il sacchetto dei cornetti. Che gran casino, mi sono infilata dentro un grosso, enorme casino.
Strofino gli occhi con forza come per cercare di mandar via la mia frustrazione.
-Pensavo fossi andata via-
urlo dalla paura, ma che hanno questi uomini? Entrano di soppiatto e poi ti parlano, prima o poi morirò di infarto
-È cosi difficile annunciarti o quanto meno farmi capire che sei nella mia stessa stanza?-
-E perdermi il gusto di farti spaventare? Naaah non credo. Adesso posso sapere dove sei stata?-
-Sono andata a prendere i cornetti caldi, anche se non credo lo siano ancora. Fuori fa freddo, sono tutta congelata-
Si siede vicino a me stringendomi e baciandomi il capo
-Mmmh, dici che lo troviamo un modo per riscaldarti?-
-Lo stai già facendo-
-Sai, pensavo anche a qualche altro modo …-
-Mmmh, interessante ma … ho fame quindi alzati e andiamo a fare colazione-
-Ma ma …-
-Non possiamo mica stare tutto il giorno a rotolarci sul letto-
-Chi ha parlato di letto scusa-


***
La giornata la passiamo a casa, io a finire i compiti lui a scrivere degli appunti sul suo computer. Mia madre mi ha chiamata un’infinità di volte, chiedendo dove fossi e con chi soprattutto, più o meno alla sesta chiamata, ho visto Dan prendere il telefono al posto mio per parlare con lei. Mi è quasi partito un embolo quando ho visto la scena, ho iniziato a immaginare vari scenari della mia morte, ma stranamente è riuscito a convincere mia madre, non mi ha detto come so solo che sono ben due ore che il telefono non squilla o meglio, non è mia madre a farlo squillare.
Ho ricevuto un infinità di sms da parte di Anthony, vuole vedermi, vuole chiarire ma non ho risposto neanche a un sms. Voglio godermi questi giorni con Dan,  forse quando tornerò a casa, deciderò di vederlo.
Guardo l’orologio che sta nella parete in cucina, sono le sette di sera ed è l’intera giornata che siamo chiusi in casa, ho voglia di uscire.
-Dan usciamo stasera-
non ricevo nessuna risposta, eppure era sul divano, forse si è alzato e non me ne sono accorta. Mi alzo e quando raggiungo il divano lo trovo addormentato, un braccio a coprire gli occhi, l’altro abbandonato a terra.
-Dan …-
-Mmmmh-
-Dormi?-
-Mmmh-
Mi siedo sul divano iniziando a carezzargli il petto, salgo fino al collo e riscendo. Quando la mano si ferma sul petto lui stringe il polso con le sue lunghe dita e le labbra disegnano una curva perfetta.
-Sono sveglio-
-Bene, allora alzati va a fare la doccia e usciamo, sono stanca di stare a casa-
-Ok, dove vuoi andare?-
-Non lo so …-
-Ti va di andare in quel locale dove siamo andati con gli altri?-
Il locale dove ho baciato per la prima volta Anthony … e se fosse li?
-Ehm … si certo. Vado a fare la doccia-

Due ore dopo siamo in macchina, la doccia è durata troppo, colpa sua che ha avuto la brillante idea di raggiungermi … ho cercato di mantenere la calma ma una strana sensazione mi attanaglia lo stomaco.
Come ieri sera ho il presentimento che qualcuno ci segua, con la differenza che oggi posso dare un nome a quel qualcuno.
Stamattina quando mi ha detto quelle parole, per un momento ho pensato di dargli un’altra possibilità ma la paura di soffrire ancora è troppa. Volto il capo verso Dan, lo osservo mentre è concentrato nella guida, posso rinunciare a lui? A un porto sicuro, a un ragazzo che mi fa sentire bene? No, o almeno è cosi che la penso adesso, perché sono stanca di una vita mediocre, voglio vivere i miei diciotto anni in tranquillità, godendomi il mio ragazzo alla luce del sole, con lui non sarebbe semplice e poi … ha una figlia.
Una bambina che adoro, con cui ho legato immediatamente.  Lei ha bisogno di stabilità, si merita di essere felice e spero che lui trovi la donna giusta un giorno, quella che potrà fare da madre a quell’angioletto.
Una lacrime mi sfugge ma subito asciugo la guancia per paura che Dan possa vedermi, devo smetterla di fare questi pensieri.
-Quanto manca?-
-Siamo arrivati-
Parcheggia l’auto davanti il locale, una fila immensa si presenta davanti a noi. Non più cosi sicura di voler entrare li dentro.
-Ehi, non vuoi entrare?-
si è accorto della mia esitazione
-Credo ci sia troppa gente-
-Ma no, credimi entreremo prima di quanto credi-
E infatti ha ragione, in meno di dieci minuti siamo riusciti ad entrare, la maggior parte dei ragazzi era li fuori per fumare, scelta assurda dato che il locale è provvisto di sala fumatori.
Quando entriamo il suono martellante della musica ci investe, c’è puzza d’alcool, di sigarette e per assurdo, sento puzza di sesso.
Per quale motivo sono voluta venire nuovamente qui? Mi guardo a destra e a sinistra, come per cercare qualcosa …o qualcuno. Dan mi tiene stretta la mano e facendosi strada tra la folla, raggiunge la ragazza che si occupa delle ordinazioni. Le chiede se qualche privè è libero ma dice che stasera non è possibile trovarne uno.
Avvicina il volto al mio orecchio per dirmi di sederci vicino al bancone, annuisco e lo seguo. Ordina per entrambi e quando ci sediamo fa si che le mie gambe si incastrino tra le due. Ci fissiamo mentre la musica quasi mi trapana le orecchie, lo fisso ancora quando con la punta delle dita carezza leggero  la coscia scoperta per via del vestito.
Il barman ci fa tornare alla realtà, bevo il mio drink analcolico, niente documenti falsi stasera, lo butto giù e afferrandolo per il braccio lo porto in pista.
Ci muoviamo, i nostri corpi non fanno altro che scontrarsi mentre le nostre bocche sono sempre troppo vicine, si allontanano per poi riavvicinarsi.
Balliamo per minuti o forse ore, il resto intorno a noi scompare quando le nostre labbra finalmente si incontrano, ci baciamo con passione, le nostre lingue giocano e un leggero languore mi attanaglia in ventre, lui dal canto suo, non fa altro che strofinare il suo bacino su me, lo sento gemere un paio di volte. Sto per proporgli di andar via quando la vibrazione del suo telefono ci fa staccare, guarda il display e mi fa segno che deve uscire.
Rimango al centro della pista, vedo dei ragazzi avvicinarsi, faccio per andarmene ma qualcuno mi afferra per i fianchi. Cerco di liberarmi ma quando sento quell’odore mi blocco. E’ il suo odore, quell’odore non artificiale ma semplicemente il suo … Anthony.
Mi stringe iniziando a muoversi, il suo bacino che sbatte contro le mie natiche, il suo volto nell’incavo del mio collo. Sono rigida come una statua, ho paura a fare un solo passo, ho paura di farmi del male.
Mi sento come se fossi in bilico, dietro di me la terra, davanti a me un precipizio.
-Lasciati andare, non pensare-
mi beo della sua voce vellutata che fa riempire la mia pelle di brividi. Pian piano mi sciolgo e, come l’ultima volta in questo locale, inizio a ballare con lui. Mi fa voltare  e adesso siamo uno di fronte all’altro, le sue mani chiuse a coppa sul mio volto, i suoi occhi fissi sui miei.
-Fermami adesso, fermami se lo vuoi. Ma te lo dico Kath non mi arrendo, te l’ho già detto stamattina, non voglio rinunciare a te-
E non riesco a dire neanche mezza parola che le sue labbra si schiantano sulle mie, un bacio pieno di passione, desiderio, rabbia e paura. Mi aggrappo alle sue spalle per paura di cadere, ansimo contro la sua bocca mentre il fuoco si propaga su me.
Quando ci stacchiamo mi fa segno di seguirlo, non ci penso due volte e ci ritroviamo dentro al suo privè.
Chiude la porta e rimane li ad osservarmi. Io al centro della stanza, lui di fronte. I nostri respiri sono accelerati, i nostri corpi vibrano, si desiderano, emanano assoluto bisogno di appartenersi.
Il click della serratura fa si che il mio respiro diventi più pesante, si avvicina a me lentamente, gira intorno a me come se fossi un animale in gabbia, fin quando non si ferma dietro le spalle.
Con la punta dell’indice carezza il collo fino a fermarsi sulla spallina del vestito che, lentamente, fa scendere. Chiudo gli occhi e lascio andare un sospiro, dovrei andar via da qui, dovrei scappare ma non ci riesco, sono creta tra le sue mani.
Sposta l’attenzione verso  la cerniera dell’abito, in poche mosse mi ritrovo in intimo.
-Sei bellissima-
Con un movimento mi prende tra le braccia, stringo le gambe attorno ai suoi fianchi e inizio a baciarlo con passione, si siede sul divanetto con me in grembo. Continuiamo a baciarci mentre mi muovo sul suo bacino, ansima il mio nome quando riesco ad aprire i suoi pantaloni e raggiungo il suo membro costretto nei boxer.
Per facilitare i miei movimenti alza il bacino e fa scorrere giù sia il pantalone che il boxer e io mi fermo ad osservarlo. La camicia sbottonata, il suo petto muscoloso  che sale e scende velocemente, la sua intimità pronta a ricevere soddisfazione. Con lo sguardo salgo su e lo porto ai suoi occhi. Sono neri come la notte, pieni di passione e lussuria, le labbra leggermente gonfie per via dei miei baci, inumidisce le labbra con la lingua
-Kath …-
come se fossi caduta in trance scuoto la testa e facendo incastrare i nostri bacini inizio a muovermi su lui.
Con un movimento slaccia il reggiseno e si avventa sulle mie rotondità, prima uno poi l’altro, pizzica i capezzoli, li succhia e io gemo forte il suo nome, stringendo il suo collo per farsi che non si allontani da li.
-Kath … togli … alzati-
faccio come dice, si alza anche lui liberandosi dei pantaloni e dei boxer rimasti incastrati a metà gamba, mi fa girare e mi porta dietro una consolle, poggiata su una parete fatta di specchi.
Ci guardiamo mentre fa scendere le mutandine, lo guardo quando con una mano tiene il mio collo e l’altra scende tra le gambe.
Inizia a toccarmi, prima piano portando le dita nella mia entrata ma senza mai entrare, sale e scende fin quando non lo supplico di aumentare il ritmo e lo fa, concentra le sue dita nel mio clitoride, lo stringe, lo stimola velocemente. Chiudo gli occhi abbandonandomi al piacere
-NO. Guarda lo specchio, guarda come ti faccio sentire, cosa sono in grado di darti-
Toglie la mano dal collo e dallo specchio vedo che inizia a toccarsi, e mi piace. Mi piace vederlo toccarsi mentre tocca me, il suo sguardo fisso sul mio mentre ansima il mio nome, il suo corpo scosso da brividi di piacere.
Gemo più forte, le gambe tremano e mi lascio andare all’orgasmo più devastante che abbia mai provato in vita mia, mi stringe a se continuano a muovere la mano sull’erezione e lo sento venire sulla mia schiena.
Mi bacia le spalle mentre mi stringe a se, i nostri respiri pian piano diventano regolari. Tutto questo è folle, insano io sono qui con … oh cazzo, Dan!
Mi divincolo dalla sua presa cercando i miei indumenti, infilo le mutandine e il reggiseno.
-Dove vai, che stai facendo?-
il tono della sua voce è allarmato, oserei dire che ha paura
-Devo andare, sono venuta qui con Dan e … è tutto sbagliato, io non dovrei essere qui-
-Invece si, perché è qui che vuoi stare in realtà, vuoi me Kath, ti prego non precluderti la felicità-
-Sono confusa lo capisci? Non so neanche io cosa voglio, penso una cosa e ne faccio un’altra, io non sono mai stata cosi, ho sempre avuto le idee chiara ma adesso … tu .. mi mandi al manicomio-
-Lo so, lo so ma ti prego Kath, non lasciarmi, non dopo quello che c’è stato stasera e …-
il mio telefono squilla, lo afferro e vedo che è Dan. MERDA! Gli faccio segno di stare in silenzio e cercando di recuperare un po’ di lucidità rispondo.
-Ehi-
-Kath dove sei? Sono rientrato e non ti ho visto. Senti sono in ospedale, un mio amico ha avuto un incidente e sono dovuto andar via, non sai quanto mi dispiace. Ho lasciato le chiavi di casa al barman, è un mio amico. Prendi un taxi e torna a casa intesi?-
-Si, si certo. Ci vediamo domani-
-Scusami, davvero. Questo week end è proprio iniziato male-
-Si, hai ragione. A domani-
chiudo la chiamata e ripongo il telefono in borsa.
-Che c’è, devi tornare da lui?-
-No, è in ospedale un suo amico ha avuto un incidente-
torno al centro della stanza e prendo il mio abito, lo indosso e con la coda dell’occhio vedo anche lui rivestirsi. Quando entrambi abbiamo finito, gli faccio segno di aspettarmi fuori, vado a prendere le chiavi di casa di Dan, il barista mi da anche dei soldi. Quando gli chiedo cosa sono mi risponde che il mio ragazzo me li ha lasciati per pagare il taxi. Lo ringrazio e con il volto basso e il senso di colpa che pesa grava sulle spalle esco. L’aria fredda della notte mi colpisce, prendo le sigarette dalla borsa e ne accendo una. Non vedo Anthony, bene sono rimasta sola, perfetto. Mi guardo intorno non notando neanche un taxi, mi toccherà chiamare il call center.
-Me ne dai una?-
salto sul posto quando sento la sua voce
-Pensavo fossi andato via-
-E lasciarti qui, da sola? Sono solo andato a prendere la macchina vieni, andiamo-
mi porge la mano che subito afferro, la sua macchina e proprio di fronte il locale. L’abitacolo è caldo e impregnato del suo profumo, mi accoccolo al sedile e lo sento entrare.
-Vieni da me, stai con me stanotte-
-Non posso, Dan … Dan domattina rientra a casa-
-Di che i tuoi ti hanno chiamata, ti prego stai con me-
stringe la mia spalla costringendomi a voltarmi, il suo sguardo è dolce. Mi sta supplicando e io non so cosa fare, sento una tempesta dentro. Una parte mi dice di non fidarmi, che è sbagliato e soffrirò, l’altra … be’ l’altra dice di fidarmi che con lui sarò felice … annuisco e ringraziandomi si immette nelle strade deserte della notte.






VI PRESENTO DAN!

8 commenti:

  1. che caldoooooooooooo!!!!!!!!!il prof sarà pure uno stronzo ma cazzo quanto è sexy!!ci sa fare!!
    Marti se vai avanti così morirò di autocombustione!

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  2. per quanto Dan sia carino.....io sono pro Anthony.....mi piace troppo e sicuramente riuscirà a convincere Kath a stare con lui.....

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  3. Non saprei e non so proprio come commentarlo sto capitolo..ma che cacchio è successo in quel privè? O_O ... sto tipo .. O_O
    Kath non gliela dare.....vinta! Ancora non è tempo di fidarsi..ancora vedo sesso non vedo niente di quello che dice di provare. Picchialo! Graffialo! Arrh..
    Mettiti la sveglia piccola Kath.. o sono ca*** amati domattina! :(
    Twinna come sei cambiata nel modo di scrivere sei incredibile..si sente tutto!

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  4. Poveraccia, è confusa a grandi livelli e si vede.......
    Poi dentro quel privè mamma mia un certo caldo.....
    Solo vorrei tanto capire lui, il bel professore, a che gioco sta giocando!!!!!!

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  5. cioè...wow...!!! Kath non ce la fa proprio a resistergli, è più forte di lei. Anthony è una calamita. E' proprio vero che noi donne siamo fatte male: ci attirano più gli stronzi che i bravi ragazzi. Dan è proprio un tesoro, credo che soffrirà parecchio. E di Anthony ancora non riesco a fidarmi.....però è BONO!!!! mamma se è bono Martì XD
    E ora sono cavoli amari, di certo non si guarderanno nelle palle degli occhi tutta la notte o conteranno le pecore :p

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  6. Bè certo che il professore ci sa fare .. in quel privè si è alzata molto la temperatura ... cmq io non abbasserei la guardia ancora se fossi in Kath nn mi fiderei del tutto ..la confusione però ci sta tutta ..a chi non manderebbero fuori di testa due così..carino Dan ma vedo poche speranze per lui!!!

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  7. Porcocane Anthony ci sà proprio fare! e Kath perde decisamente il controllo di sè quando gli è anche solo a 2metri di distanza!
    ..cmq io ancora non lo perdono, Kath gliela sta servendo su un piatto d'argento e lui dovrebbe dimostrargli anche in altri modi quello che sente....sono ancora pro Dan anche se la foto mannaggia non m'attizza per nulla.... Anthony mannaggia a lui è proprio FIGO ALL'ENNESIMA POTENZA!!!!

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  8. Marty che capitolo bollente per la miseria!!
    Il professore è un pò stronzo ma anche a me piace più di Dan ahahah xD
    Ps. La foto di Dan è da sbavo :Q______

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