Alzarsi nel cuore della notte colti dall'ispirazione.
Londra mi ha fatto male, Londra mi ha fatto bene. Londra è Londra.
Buona Lettura...siamo tornateeee!!!
<<Perché sento la piacevole sensazione che tu mi abbia perdonato?>> sorride sospirando e strofina la punta del naso sulla mia.
<< Mh, diciamo che stiamo solo procedendo per gradi, sai cosa manca per farti perdonare completamente?>> si scosta per guardarmi negli occhi curioso <<..il dolce che hai nel frigo!>> scoppia a ridere <<ne avrei proprio voglia.. >>. Solleva un sopracciglio e poi abbassa lo sguardo in direzione delle nostre intimità ancora incatenate tra la stoffa e decisamente cosparse dei nostri rispettivi piaceri. Solleviamo gli occhi all'unisono <<Bagno, decisamente!>> le nostre voci si confondono ma esprimono lo stesso pensiero tra i soffi nasali di due grossi sorridi complici.
**
<<Ancora..?>> affonda il cucchiaio sul dolce direttamente dal vassoio stavolta e me lo porta vicino alle labbra.
<<No, ti prego troppo piacere in una sola sera rischia di uccidermi..>> mi succhio la punta del pollice e sorrido.
<<Ti va qualcosa da bere? ...so che è una profonda offesa ma non ho qui al momento gli ingredienti per prepararti un Sazerac, possiamo sempre darci ad un bel mix di superalcolici se ti va>> punta il dito sul mento con ironia.
<<No, direi che l'alcol ha già fatto troppo al posto mio per stasera.. e poi ricorda che devo guidare...>> scuoto la testa ancora lievemente intontita ma più lucida.
<<Potresti ... restare quì..>> sorride ma poi si fa subito serio.
Sono seduta sullo stesso ripiano in quarzo nero di qualche ora fa, con la sola differenza che questa volta ci sono stata adagiata sopra con dolcezza. Dopo esserci momentaneamente separati nei due bagni dell'appartamento per rimetterci in ordine e rivestirci, Matt mi ha presa per mano ed a piedi nudi abbiamo raggiunto la cucina. Nel nostro momento "tutto perfetto" ora se ne sta seduto appollaiato, con le gambe penzoloni come me, nel ripiano accanto al mio, mentre si gusta le ultime cucchiaiate da cui trabocca il cioccolato fuso che ricopre la crostata di fragole.
Lo guardo come fosse un ragazzino, i suoi occhi neri mi restituiscono un sorriso incerto e subito dopo poggia il cucchiaio scivolando giù dal ripiano e avvicinandosi a me.
Stavolta sono io ad aprirgli spontaneamente le gambe per accoglierlo e farmi abbracciare per la vita.
<<...è stato meraviglioso...vedere il tuo viso avvolto dalle stesse sensazioni che stavo provando anch'io, dall'eccitazione...credo sia stata una delle cose più belle che abbia mai visto in vita mia>> abbassa improvvisamente lo sguardo, imbarazzato, facendo arrossire anche me. <<Sei bella....>> si avvicina lentamente e mi bacia per un istante, con un lieve tocco sfiorato.
<<Credo che il vino bianco abbia velocizzato la perdita di ... inibizioni, e comunque sei stato meraviglioso a lasciare che .. le cose accadessero...senza fretta, ecco>> lo guardo intensamente in segno di gratitudine, probabilmente per il fatto di aver capito la mia insicurezza.
<<Clay, ammetto che non è stato per niente facile ma non me lo sarei davvero perdonato un secondo errore con te...basta cazzate per stasera>> mi accarezza il viso e sorride. Si volta verso il piattino accanto a me che sembra sul punto di schiantarsi per terra. Si scosta per raccoglierlo, si allontana di qualche passo e poi lo poggia al sicuro accanto al resto dei piatti sporchi. Quando si volta e le mie gambe penzolano rilassate, il suo sguardo si accende puntando dritto dai miei piedi nudi alle cosce.
<<Tu...seduta lì.....così, adesso.... no, non è affatto facile...il modo in cui poggi le mani sul bordo....>> si avvicina lentamente malizioso <<il modo in cui adesso unisci le ginocchia per stringere le cosce..è in questi momenti che odio la parola "controllo" ...>> con un ultimo passo azzera le distanze. Mi stringe i polsi e mi fa staccare le mani dal ripiano; se le porta intorno al collo. Le dita accarezzano piano le mie braccia e poi affondano tra i miei capelli. Si avvicina quel tanto che basta per respirarmi sulla bocca, i soffi si fanno più corti e veloci. Anche il mio corpo risponde acuendo i sensi, come se dall'orgasmo provato poco prima si fosse acceso una specie di interruttore, una spia che si illumina ad ogni provocazione o sollecitazione fisica. In un attimo la mie labbra sono sulle sue, veloci, strane, incontrollate, la lingua che si mischia ai denti e si infila indelicata nella sua bocca. Matt si blocca un istante sorpreso dal mio scatto passionale ma poi si lascia andare accarezzandomi ovunque in cerca di qualcosa di più.
Con la stessa velocità mi stacco riprendendo fiato <<Ops...non so, cosa...>> mi tocco le labbra, poi tocco le sue e cerco di frenare l'entusiasmo per le sensazioni provate.
Un passo alla volta e soprattutto non è il caso di mandare in confusione Matt che è pur sempre un uomo! Sbuffo e lascio che gli istinti si calmino.
Un lungo sospiro arriva anche da Matt che sorride e poggia la testa sulla mia per riprendere definitivamente fiato.
Con una mano accarezzo le sue labbra e con l'altra tocco le mie.
<<Matt....grazie, odio anche doverlo dire ma...devo tornare a casa...domani è il mio ultimo giorno con Papà prima che parta..passerà un po di tempo prima che lo riveda>> ha ancora il viso rivolto in basso ma con una mano piantata sul suo mento, lo sollevo per farmi guardare negli occhi. <<E' tutto apposto, daccordo?>> so che si sente ancora in colpa. Annuisce senza aggiungere altro.
<<Sono felice che tu abbia dimenticato la card dell'auto insieme alla borsa...lo sai?>> sorride piegando la testa di lato.
<<Avestri dovuto rincorrermi...>> faccio finta di offendermi e poi sorrido.
<<Non mi ero accorto neanche che fossero ancora quì...so solo che rivederti dietro quella porta per un attimo è stato come vaneggiare.. non lo credevo possibile, non aveva senso e non avrebbero avuto senso neanche le mie scuse Clay..sono stato davvero un idiota>> si incupisce di nuovo ed era proprio ciò che volevo evitare. Ci guardiamo dritto negli occhi e stavolta ci metto tutta la determinazione che posso <<Smettila Matt, è davvero tutto okay...ti prego...dico che la serata va meravigliosamente ricordata per..altro>> avvampo sbattendo le palpebre imbarazzata ma Matt frena tutto con un profondo bacio.
**
Il trucco è leggermente sbavato,gli occhi sono lucidi e le labbra gonfie. Potrei giurare di vedermi diversa scrutando i tratti del mio viso riflessi nello specchio dell'auto, provo a darmi un colpo di cipria per coprire gli sbaffi sotto gli occhi e passo a sbiancare un po le labbra con del burro di cacao, vista la stagione non lo troveranno strano. Sfioro il pulsante touch che lo fa sparire nuovamente tra le pareti del tettuccio. La macchina di Papà è ancora davanti al vialetto, anche se non è tardissimo mi sembra strano che sia ancora a cena da mamma.
Scendo velocemente dall'auto stringendomi nel cappotto e con pochi e veloci passi mi infilo subito nel tepore dell'ingresso.
<<Per adesso è solo una falsa pista ma non è detto che non possano arrivare a te, sai benissimo che con questa situazione delicata in ballo non puoi permetterti di scrivere un articolo proprio su di loro.. fosse anche con uno pseudonimo Lily. Non puoi e basta e non devi. Stanno provando di tutto e stanno seguendo ogni possibile spiraglio di pista>>
<<Carl, un trafiletto a favore della ricerca non può darmi della "colpevole" di nuovo e poi non corro alcun pericolo. Ne ho già avuto abbastanza non mi sognerei mai di puntare i riflettori su di me.. e su quella maledetta storia!>>
<<Lily.. nostra figlia deve SAPERE...non è più una bambina, non possiamo tenerla all'oscuro di tutto. Il suo lavoro la porta proprio nella direzione opposta a quella che tu ti ostini a portare avanti. Libri, biografie, storie, articoli.. le arriva tutto davanti agli occhi ogni santo giorno e non è perchè sono passati poco più di venti anni che le possibilità diminuiscono.. lei deve sapere...>>
<<Carl, ti prego...non ricominciare con questa storia..quando sarà il momento.. >>
<<Lo sai che sta leggendo uno di quei libri vero?>>
<<Li ha letti di nascosto...le ho dato io il permesso di leggere Eclipse ..>>
<<Li ha letti.. di .. COSA? di nascosto?... perché si è fissata anche lei ? Non può farne a meno... ? Lily .. non dirmi altro.. hai tutto il mio appoggio, su ogni cosa, continuerò il risarcimento fino all'ultimo centesimo per non far pesare tutto su nostra figlia.. ma lei vive con te, non farmi pentire di avertelo lasciato fare>>
<<HEY! Non ti permetto... sei tu che te ne sei andato... non osare.. >>
Come grossi fiocchi di neve a raggelarmi le vene, il mio corpo non esegue un passo e non fa movimenti all'infuori del fisiologico su e giù del petto per permettermi di respirare, per quel poco che riesco ancora a fare. Faccio lentamente capolino in cucina dove i miei genitori sono divisi dalla penisola e discutono l'uno di fronte all'altro. In piedi. Animatamente.
Un brusco silenzio si espande per tutta casa, sento quasi l'eco dei respiri di tutti e tre. Tre paia di occhi si incrociano, sfuggono, si spalancano e si ritrovano ad intermittenza e sono l'unica prova che ho per comprendere che questa strana e brutta conversazione non è opera della mia fantasia. Non riesco a coordinarmi, ho la mente bloccata come un film messo in stand-by. Cosa? Che verità? Cosa devo sapere che non so? Non può essere reale, non può avere a che fare con mio padre. I libri che mamma non vuole che legga non hanno a che fare con mio padre, non è quella pazzia di pensiero che ogni tanto torna a tormentarmi e darmi una risposta sul perché mio padre non vive con me, con noi.
Nessuno parla.
Nessuno respira.
<<Claire, tesoro...non startene immobile, ti prego entra..>> la voce di mio padre spezza il silenzio ed è come se una parte di me si rifugiasse in quella frase così normale e calma.
<<State discutendo di me? Non volevo origliare.. non, non volevo origliare.. perché parlavate di...cosa, così? Che .. che succede.. ?>> sentivo calore prima, adesso non percepisco molto casa mia.
<<Clay...sono solo vecchie discussioni, tesoro, sul serio...tu non hai nulla a che fare con queste stupide, vecchie discussioni...ogni tanto a tuo padre manca una bella arringa finale e questa, credimi tesoro mio.. non era per te>> mamma mi scruta negli occhi, agitata, si porta verso di me con tutto il corpo e mi osserva così profondamente che riconosco quello sguardo quando le cose si fanno particolarmente serie.
<<Mamma...non sono una bambina, per rispetto al mio essere adulta...credo di aver diritto ad una spiegazione... di che parlavate? le frasi criptiche non sono il mio forte...ma non sono così stupida da non cogliere la gravità, credo, della... cosa di cui ...parlavate>> mi acciglio gesticolando nervosa.
<<Clay....no, okay....possiamo parlarne con calma in un altro momento..? >> porta le mani avanti mia madre mentre si volta guardando mio padre in segno di sfida e in cerca di un qualche supporto.
<<Claire, devi stare tranquilla...non è nulla di grave e non ha a che fare con te....mi dispiace, non avresti dovuto sentirci discutere...non è da bravi genitori, io e tua madre stiamo bene..non devi preoccuparti di nulla...>> mi sorride e lentamente si avvicina a me. Avvolge il mio collo chiudendo il gomito come fa sempre e puntuale arriva il suo bacio sulla tempia <<stiamo bene....proprio non ci sappiamo stare senza sbuffarci contro ogni tanto ma poi sappiamo di avere te e tutto va bene>> cerca i miei occhi e con un lieve sorriso cerca disperatamente di distrarmi. Non ci riesce.
Respiro profondamente, rivolgo ad entrambi un sorriso per nulla spontaneo, lascio andare le spalle e staccandomi con gentilezza dall'abbraccio di Papà faccio un passo indietro.
<<Bhe io ero solo tornata per prendere qualcosa per coprirmi, eravamo fuori e faceva freddo...io ecco se non vi dispiace salgo su un attimo e ritorno dai miei amici...mi aspettano..non farò tardi promesso, mi dispiace di avervi interrotti....vorrei solo che magari, Mamma... mi spiegassi. Salgo un attimo....>> punto le scale con le dita; non ho mai balbettato un intera frase così angosciosamente in tutta la mia vita. Salgo di corsa le scale trattenendo un singhiozzo involontario, afferro dall'armadio la sciarpa e il cappellino di lana e gli occhi puntano dritti sulla scatola di pastelli a cera aperta.
Al mio ritorno sono l'uno accanto all'altro e si guardano frustrati, poi sollevano lo sguardo verso me con evidente preoccupazione.
<<Clay ma sei sicura di voler uscire di nuovo, è tardi....non puoi avvisare i tuoi amici che..?>>
Sorrido con tutta la finta tranquillità che riesco a tirare fuori <<Mamma, Papà state tranquilli...torno presto. Fa freddo lo so ma torno presto, promesso. Papà ci vediamo domattina vero?>> annuisco disperatamente come se di colpo potesse rifiutarsi di vedermi.
<<Certo piccola, assolutamente...c'è un intera colazione intercontinentale che ci aspetta all'Hilton...non fare tardi e non fare preoccupare tua madre>>
<<No...>> scuoto la testa sorridendo con troppa enfasi, e riconosco un mio gesto nervoso.
Percorro a grandi falcate il vialetto per salire con altrettanta velocità in auto. Vorrei tornare da Matt.
Infilo la card e prima di lasciarmi andare a qualche gesto di sfogo mi allontano immediatamente da casa. A metà strada lo faccio, accosto e poggio la testa sul volante trattenendo a stento le lacrime.
Lily.. nostra figlia deve SAPERE...non è più una bambina, non possiamo tenerla all'oscuro di tutto. Il suo lavoro la porta proprio nella direzione opposta a quella che tu ti ostini a portare avanti. Libri, biografie, storie, articoli.. le arriva tutto davanti agli occhi ogni santo giorno e non è perchè sono passati poco più di venti anni che le possibilità diminuiscono.. lei deve sapere
Ma che cazzo succede? Che storia è questa?
Li ha letti di nascosto...le ho dato io il permesso di leggere Eclipse ..Li ha letti.. di .. COSA? di nascosto?... perché si è fissata anche lei ? Non può farne a meno... ? LIly .. non dirmi altro.. hai tutto il mio appoggio, su ogni cosa, continuerò il risarcimento fino all'ultimo centesimo per non far pesare tutto su nostra figlia.. ma lei vive con te, non farmi pentire di avertelo lasciato fare
Cosa diavolo centrano quei maledetti libri adesso? Perchè nessuno mi dice niente? Perché tutto questo gran casino nella mia famiglia? Perché penso che sia tutta colpa mia?
Le lacrime scendono lente, trattenute, non riesco neanche a capire perché io stia piangendo. Sollevo la testa e afferro il tab pronta a mandare a Matt un messaggio per lasciarmi passare la notte da lui. E sono quasi tentata ad avvisare Lynn che non ho voglia di andare a lavoro domani.
Mi asciugo le lacrime con due gesti pesanti delle mani, fanculo la cipria e il trucco sbavato, adesso si che non mi serve neanche lo specchio per sapere che sono un disastro.
Faccio ripartire il motore elettronico della mia piccola ibrida e vago senza meta per quasi tutta Baton. Nella mente solo le voci ovattate e sovrapposte delle frasi sensa senso dei miei genitori, della discussione che ha inesorabilmente messo un enorme punto interrogativo sulla mia vita e su quello che non ho mai cercato di sapere. E di nuovo la tristezza della possibile causa che ha scatenato la separazione dei miei genitori mi travolge. Voglio sapere, ho il diritto di sapere o la mia vita è solo un bella fotografia corretta e colorata per mascherare il bianco e nero.
No so quanto tempo sia passato ma finalmente parcheggio e sfilo la card spegnendo tutto. Mi rifiuto anche di guardare l'ora e scendo di scatto dall'auto asciugando quel che resta della superficie bagnata sul mio viso. Sbatto la portiera lasciando la borsa dentro, l'auto aperta e inizio a camminare senza curarmi di nulla.
Svolto subito il piccolo angolo e guardando dritto davanti a me noto la solita gente che entra ed esce anche a tarda ora dal ristorante.
Eppure fa freddo, lo sento che fa freddo. Ho indossato il mio cappello e la mia sciarpa. Fa freddo ma stranamente non è affondato sotto gli strati che celano il suo corpo notte e giorno. Ha le ginocchia sollevate e le sue mani ci sono poggiate sopra, tenendosi l'un l'altra, solleva i talloni e poi li riporta giù ripetutamente. Si muove. Movimenti più naturali più umani. Si passa una mano sulla fronte lentamente, con eleganza e poi giù a strofinarsi un po la barba. Di nuovo le sue mani si ritrovano sulle punte delle ginocchia.
Sospira. Dio mio ha sospirato, un tono di voce è racchiuso anche in un sospiro ed io l'ho sentito.
Mi lascio scivolare giù accanto a lui e senza neanche chiedermi come sia possibile poggio la testa sulla sua spalla.
Non si irrigidisce.
Non si spaventa.
Non mi caccia.
Non muove più i talloni e sospira di nuovo.
Inizio a piangere e non dice nulla, non si volta, non mi parla, resta morbido a supportarmi nel mio sfogo. China solo la testa quasi tra le sue gambe.
Dopo un lasso di tempo di cui non mi rendo conto, affondo la mano nella tasca del mio cappotto e tiro fuori il pastello di cera giallo.
Avvicino lentamente la mia mano alla sua e con un inatteso movimento, quasi impercettibile, ruota il palmo dandomi il suo spazio per accogliere il mio piccolo secondo regalo.
Le sue dita si chiudono leggere attorno al pastello e la sua posizione ritorna quella di prima. Senza dire una parola, senza fare rumore.
Sorrido asciugandomi ancora una volta le lacrime.
<< Voglio qualcosa di giallo...ho bisogno di un po di luce..fammi sorridere...non lasciarmi sola>> chiudo gli occhi mentre gli parlo, so che mi capisce. E' come se mi capisse sempre. E dopo le lacrime, in preda ad una vera e propria rivolta interiore inizio a canticchiare per cullare me e per confortare lui se mai ne avesse bisogno.
<<Yesterday I got lost in the circus
Feeling like such a mess
Now I'm down I'm just hanging on the corner
I can't help but reminisce
When you're gone all the colors fade>>
Feeling like such a mess
Now I'm down I'm just hanging on the corner
I can't help but reminisce
When you're gone all the colors fade>>
Parole insensate che fuoriescono senza alcun controllo. Mi stringo ancora un po sulla sua spalla fregandomene del cattivo odore e dei centimetri di fango e polvere.
<< Non sei il "nulla" ... nessuno lo è. Neanche per me lo sei...>> bisbiglio i miei ultimi insensati vaneggiamenti dettati dall'angoscia di tutto quello che ho dovuto affrontare stasera.
Poi mi sollevo sentendomi improvvisamente esausta e con una gran voglia di tornare a casa. Sfilo la sciarpa dal mio collo e la poggio tra le sue ginocchia.
<<A domani... chiunque tu sia...>>
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Traduzione del testo:
Ieri mi sono perso nel circo
sentendomi un vero casino
E ora mi sento giù, me ne sto quì in un angolo
non posso fare a meno di ricordare
Quando te ne vai i colori sbiadiscono.
Vi aspetto al prossimo capitolo...grazie
Welcome back my sisters!!
RispondiEliminaOk, ammetto che non ci sto capendo niente. Brancolo nel buio più totale. Non ho proprio idea di cosa possa essere successo 20 anni fa, a causa di quei libri. Ma una cosa è sicura: sono incazzata con Clay perchè non ha puntato i piedi e non si è fatta dare uno straccio di spiegazione dai suoi genitori. Come lei sostiene, non è più una bambina e ha il diritto di sapere. Ma ancora di più sono incazzata con i suoi cari, che la trattano invece ancora come una bimbetta di 2 anni.....vabeh ste cose mi mandano in bestia, che posso farci XD
La scena con il barbone è splendida. Si sta creando un legame tra loro due. Credo ci sia stato un feeling profondo fin dall'inizio, e non vedo l'ora di sapere come si evolverà la storia....
Matt rimane un tesoro, ma in Clay purtroppo non vedo tutto questo trasporto.
se comincerà a fumarmi il cervello darò la colpa solo e soltanto a te,mi sto scervellando a pensare cosa nascondono i genitori di Clay u.u non è che sono Rob e Kris in incognito?tanto a furia di spararle grosse prima o poi mi ci avvicinerò no?
RispondiEliminaawwwwww la scena finale con il barbone-artista è stupenda,hanno un feeling incredibile senza bisogno di parlare
.....mmm.....ma non è che anni fà la mamma di Clay pistò a sangue la cara Melissa e ancora oggi ne paga le conseguenze ?? buahahahahahah ..ok ok era solo un'idea, però why not? ihihih
RispondiEliminaClay deve assolutamente farsi spiegare ogni cosa, capisco lo shock del momento, ma a mente fresca dovrà affrontare i genitori...
.....il momento col barbone è stato dolcissimo...c'è davvero uno "strano" legame che li unisce...e quasi quasi mi dispiace per Matt...
buahahahaha in effetti...non vuole che Clay guardi i film e il padre deve ancora finire di pagare il risarcimento,come ipotesi ci può anche stare XD
Eliminami fate sbellicare ma.. No!
EliminaNn riesco ancora ha capire ancora che legame cè tra i due genitori con la saga ..Clay di sicuro deve farsi coraggio e affrontare l'argomento con i genitori !!! Oddio ma è dolcissimo il momento insieme al barbone cè un legame fra loro particolare..Matt l'ho rivalutato dopo l'altra volta anche se nn prevedo bene per lui in futuro !!!!
RispondiEliminaOk, i misteri da scoprire mi sono sempre piaciuti, ma essendo anche io una scimmia curiosa... voglio sapere!!!!!!
RispondiEliminaCosa ci potrà mai essere di tanto difficile da raccontare che possa essere legato a sto libro... Bah!
E per sedersi affianco a un barbone col freddo e il gelo bisogna esser proprio giù eh...... Grande scelta per Colors... Sempre bellabellabella.
Waiting for the next "episode"! :)
Quando scelgo il pezzo per il capitolo
Eliminati infili tra i miei neuroni e detti legge
ma questo tu gia lo sai <3
Voglio capire cosa succede tra i genitori di Clay, che legame hanno con la Saga!! *sto uscendo pazza*
RispondiEliminaLa scena con il barbone è bellissima....brava Silviè continua così xD
Mamma mia mi gira la testa, che cosa deve confessare la madre di Clay? e speriamo che Clay non lasci correre ed insista per sapere......e che cosa c'entra con i libri della saga? e poi il barbone che non so credo che cmq c'entri in tutto questo e temo ahimè farà scattare presto la gelosia di Matt.....insomma che gran casino!!!!
RispondiEliminacosa mai potrà essere successo di così grave da essere tenuto nascosto così? me curiosissima....
RispondiEliminaLa scena con il barbone è veramente dolcissima....ormai il suo legame con Clay è invisibile ma molto forte.....e di tuttoquesto credo che ne farà le spese il povero Matt
Dal prossimo capitolo iniziamo a sbrogliare un po questa matassa..c'è un filo unico...
EliminaMa chissà che cosa e' successo ..... Una cosa così grave in cui c'entra la saga, ma davvero non ho nessuna idea.... Poi il legame con il barbone, mi dispiace se sarà Matt a soffrire, e' un bravo ragazzo che la ama
RispondiEliminaMi tocca fare l'alba adesso x leggere gli altri....troppo curiosa!!!!
Posso piangere? Ti prego!!! T_____________________T
RispondiEliminaOkay, sono disperatamente innamorata di questi due. Seriamente.
Il colpo di scena ha sortito il suo effetto, ed è assurdo come il silenzio, spesso, faccia molto più di un discorso infinito.
Il momento in cui Clay appoggia il capo sulla sua spalla... Santo Cielo, polpz, VIBRO DI EMOZIONE. Davvero.
Non ho parole ç_ç
Le sue parole alla fine, poi.. la canzone di Amos (una delle mie preferite, a proposito <3)....
Scusa, mi ritiro col nodo stretto alla gola T^T