Ahhhhhhh Questo Capitolo era totalmente diverso, poi la solita follia notturna mi fa riscrivere tutto. Proprio come volevo che fosse. Bramo i vostri commenti questa volta lo ammetto!
Ma mi farò bastare i silenzi di chi leggerà e basta.
Un abbraccio - Sun1600
Ps. Non Betato :( provvederò.
PPS. Corretto il madornale errore sulla copertina di BD merito 100 frustate
Quando arrivo sotto l'alto palazzo di Matt trovo subito un posto piccolo dove riesco a parcheggiare perfettamente.
A casa ho avuto solo il tempo di farmi un bagno caldo, di ringraziare mamma per il suo inaspettato regalo e di raccontarle per sommi capi, restando praticamente in superficie, sul fine settimana che probabilmente mi attende ad Orange e dello sgambetto virtuale che il mio Capo mi ha affettuosamente riservato.
Ovviamente mamma mi riempiva di domande a cui non potevo e non riuscivo a rispondere saltellando mentre infilavo i jeans o concentrata a passare l'eyeliner, il mascara e l'ombretto glitter smoke per risaltare gli occhi verdi; Anzi direi che ne ho approfittato per farmi aiutare con la fila posteriore di venti bottoncini minuscoli della mia blusa di seta viola che lascia una spalla scoperta. Con una dolce tiratina dei miei ricci mi ha detto "Sta attenta e di ai tuoi amici che possono venire a cena da noi qualche volta.. " storcendo le labbra con disappunto e ironia. Ho fatto finta di nulla, ridendomela sotto i baffi e dandole un bacio veloce sulla guancia.
Quando premo sul pulsante che corrisponde al suo appartamento, in un istante il grande portone a due vetrate si apre a scorrimento, dopo un leggero sibilo elettrico. Mentre salgo le scale penso proprio all'altra sera, quando dopo pochi istanti tutto si era ridotto ad una conversazione del tutto indisponente. Chissà come potrebbe finire stavolta. Sorrido e quando sollevo gli occhi rieccolo lì, sulla soglia della sua porta d'ingresso che mi aspetta con un bellissimo sorriso. Stavolta anche lui sembra più rilassato nell'abbigliamento. Indossa un pantalone nero di tuta e sopra una magliettina bianca con il cappuccio, morbida, che lascia intravedere le forme delle sue spalle. Solleva le maniche poco sotto i gomiti e quando sono a pochi centimetri da lui mi afferra per la vita e mi bacia trascinandomi dentro. Chiude la porta con una mano mentre è ancora impegnato sulle mie labbra e poi si stacca per togliermi al volo il cappotto.
<<Sei proprio bella... e rossa....la mia rossa..>> si lascia scivolare due ciocche riccie sulle dita.
<<Ah ti prego non chiamarmi...rossa>> gli rivolgo una smorfia di disgusto e lui porta la testa all'indietro ridendo sonoramente come se avesse previsto la mia reazione.
<<Bravo prendimi in giro... >> mi libero dalla sua presa fingendomi offesa e faccio per avvicinarmi alla cucina dove un buon profumo mi attira. <<Mhh cosa stai preparando?>>
<<Ti piace il profumo? Sono delle semplicissime crepe al parmiggiano fuso e prosciutto italiano...so che adori il cibo italiano perciò ho fatto shopping nella mia gastronomia preferita...>> sorride compiaciuto e incrocia le braccia.
<<Wow...vuoi davvero impressionarmi stasera, uhm, questo vuol dire che ciò che hai da dirmi sarà la parte amara della serata? ...>> mi volto succhiando la punta del dito che avevo immediatamente infilato nella pentola del parmiggiano fuso.
<<Se devo essere sincero mi preoccupa di più la tua di notizia...forse è meglio se apriamo una bottiglia di vino prima...ti va?>> interrompe il contatto visivo e si avvicina alla cantina termica.
<<Si, forse è meglio...>> diventiamo entrambi stranamenti seri, in sincrono, dando l'uno all'altro già l'impressione che probabilmente non sarà nulla di buono per entrambi.
Quando riempie i due calici non mi guarda, mi avvicino e gli sfilo il mio dalle dita, poggiando una mano sulla spalla e costringendolo ad offrirmi un po di attenzione. Infatti si volta di scatto, sondando nei miei occhi per poi chinarsi a baciare la mia spalla scoperta; lentamente si avvicina fino al mento e poi si ferma con le iridi puntate nelle mie. Parla piano.
<<Sei così bella, il tuo modo di essere e il tuo corpo insieme sembrano per me un sogno inarrivabile, mi rende insicuro...poi ti muovi col tuo fare espressivo, istintivo... e non posso che desiderarti. Rifallo. Infila il dito e assaggia di nuovo...>> deglutisco trattenendo il respiro.
<<Se lo faccio ho paura che salteremo anche questa cena....e che finiremo per non dirci nulla>> sollevo un sopracciglio e nonostante il desiderio di tenere testa al suo stuzzicante gioco, qualcosa mi spinge verso la calma necessaria ad affrontare l'argomento Orange. Matt sorride rilassando tutti i muscoli del corpo come se si arrendesse mal volentieri alle mie parole.
<<Okay...visto che abbiamo entrambi appetito direi di cenare, io non ho fretta e spero non ne abbia tu...>> mi accarezza il viso con il dorso delle dita e poi mi fa cenno di accomodarmi al tavolo accanto alla grande finestra, preparato con dolce minuzia.
Matt è bravissimo a cucinare, le crepe sono davvero una delizia e le gustiamo pienamente sorseggiando il rosso che aveva appena stappato. Ci scambiamo chiacchiere leggere che tracciano un sentiero più sereno per poter tirare fuori al meglio le cose da dirci. Quelle importanti.
Dopo aver portato alla bocca l'ennesimo sorso di vino, mi prendo una piccola pausa giocherellando con le estremità del cucchiaio posto con cura in alto al piatto, quello probabilmente destinato al dolce che non abbiamo ancora consumato.
<<Matt...>> lo guardo intensamente. Solleva una mano a mezz'aria puntando il suo piatto.
<<Clay aspetta....qualsiasi cosa sia, vorrei che ascoltassi prima me. Non voglio essere scortese ne poco gentile ma ho bisogno di parlartene adesso...>> solleva lo sguardo incrociando le dita fra loro e poggiando i gomiti sul tavolo. Un respiro e la sua bocca si apre <<Ho ricevuto un offerta di lavoro, la copertura di una nuova zona e un contratto con degli editori per la diffusione dei loro titoli digitali, per lo più scienza e tecnologia che vanno per la maggiore. Significa che guadagnerei di più...se accettassi>> lo tira fuori d'un fiato ed io spalanco gli occhi lasciando le labbra serrate. Ci è capitata la stessa identica cosa nello stesso identico giorno, è incredibile quanto sia in qualche modo confortante sapere di dover affrontare praticamente lo stesso argomento e forse le stesse incertezze. Però.
<<Hai detto...nuova zona, che intendi?>> poggio le mani sul grembo e mando giù le spalle in ansia. Matt è immobile mi guarda e non dice nulla per qualche secondo.
<<Atlanta>> storce le labbra e continua a fissarmi senza muoversi di un millimetro. Atlanta? Non è possibile, sta scherzando. In Georgia? Cazzo non così lontanto. No, decisamente non è la stessa cosa. Abbasso lentamente gli occhi delusa.
<<Clay...aspetta, fammi finire....mi hanno proposto un lavoro che copre quattro giorni su sette, perciò tutto il week-end, ogni week-end io sarò qui e da nessun'altra parte..>>
<<Quindi non è più se accettasi, tu hai accettato non è vero?>> lo guardo animata da una profonda tristezza, non può avere deciso su due piedi.
<<No! No non ho accettato...e non dovrò farlo subito. Ma la settimana prossima devo incontrarmi per un meeting e starò via qualche giorno...>> inizia a muovere nervosamente il ginocchio sinistro fuori dal tavolo e sbuffa stringendosi gli occhi. <<Ti sembrerò pazzo ma sono felice che la cosa ti turbi, vuol dire che tieni a me...il punto è che a me invece fa impazzire. Io non posso stare lontano da te ma non posso metterti questa pressione addosso. Stiamo insieme da poco tempo ma io e te ci conosciamo bene, ci conosciamo da...io sto con te da sempre!>> le sue parole mi colpiscono nel profondo. Conosco i sentimenti di Matt ma probabilmente non riesco a vederli chiaramente. E' vero mi sento sotto pressione e allo stesso tempo proprio non ci so stare senza il suo volermi con se. Questo non può che essere il momento giusto per mettere tutto sul piatto, perché se lui andrà ad Atlanta io rischio di essere relegata ad Orange e le distanze aumenterebbero, staremmo a 2h di aereo, 10 ore di macchina e infinite speranze di riuscire a salvare questo rapporto.
<<Il Sig. Price oggi mi ha chiamata, questo sabato devo essere ad Orange!>> stacco l'anello all'ordigno, come poco prima, neanche io smetto di fissare Matt in attesa della sua reazione che arriva immediatamente. Si porta le mani tra i capelli e mi guarda sconvolto, come se gli avessi comunicato qualcosa di orribile.
<<Cazzo! Ti ha trasferita.. ? Così all'improvviso? Non puoi.....non può mandarti lì senza il tuo consenso...>> si agita e sbatte un pugno sul tavolo che mi fa tremare sulla sedia.
<<MATT!>> lo guardo attonita e mi alzo di scatto, non riesco a stare seduta. Mi afferra subito per il gomito senza irruenza, delicatamente e mi blocca.
<<Clay, no aspetta>> si alza e si porta davanti a me in un decimo di secondo. <<Non è possibile, voglio dire, la mia è solo un ipotesi, ma la tua è un imposizione, un allontanamento forzato...ecco perchè reagisco così. Ciò che riguarda me è solo una mia scelta, tu invece te ne vai perché Aaron è un pezzo di merda!>>
<<Matt, non me ne sto andando....mi ha imposto un appuntamento con il broker per il locale, ci devo passare per forza il week-end e poi lunedì devo fare rapporto e dargli il mio benestare, praticamente>>
<<Quindi non ti ha chiesto il tresferimento....? Devi solo visionare il posto?>> rimane rigido in attesa che risponda ma la sua espressione è già subito diversa, illuminata da una speranza.
<<Si, è così..>> porta le mani sulle mie spalle e si china per raggiungere i miei occhi impegnati a studiare il pavimento. <<Non ci vuoi andare non è così? Non avevi una delle mie solite scuse pronte.. he?>> sorride e solleva il mento con le dita per farsi guardare. Sorrido anch'io mentre annuisco. Per l'ennesima volta mi sento confusa. Come può essere tanto complicato stare insieme? Non c'è dubbio che nessuno dei due ha voglia di stare lontano l'uno dall'altro ma a volte sembra difficile anche stare vicini, così. <<Matt, vieni con me!>> le parole lasciano il mio palato e la mia lingua senza sostarci abbastanza.
<<Dici sul serio?>>
<<Si, vieni con me...ho bisogno di pensare ad ogni possibile prospettiva, e so che mi aiuteresti...e poi, forse abbiamo bisogno di un po di tempo per noi>>
<<Non chiedo altro, giuro che non chiedo altro>> i suoi occhi brillano nerissimi mentre mi porta sul petto in un abbraccio stretto. Poi si ritrae afferrando il mio viso tra le mani e baciandomi senza esitazione. Accarezza le mie labbra con le sue per poi bagnarle e approfondire il bacio. Lo stringo forte e mi lascio trasportare dal senso di sicurezza che mi infonde in questo momento. E' un attimo in cui la temperatura sale lievemente e i brividi si impossessano della mia schiena.
<<Prima o dopo?>> si stacca di pochi centimetri e fissa con occhi sottili il portellone ultrapiatto del frigorifero con un grande display led che indica ora, temperatura interna e che ricorda a Matt, con un leggero bip, l'ora del dessert che credo avesse precedentemente impostato. Quando mi volto di scatto leggo perfettamente a caratteri stilizzati "Soufflé e gelato".
Aggrotto la fronte e ritorno da lui <<Dopo cosa?>> il mio tono interrogativo lo fa sorridere malizioso. Si china lentamente e si aggrappa alla mia bocca.
Le sue mani, posate sul viso, scivolano, senza mai interrompere il contatto, fino alle spalle e subito dopo arriva alle mani intrecciando le dita alle mie e portandosele dietro la schiena. Mi guarda ed inizia a baciarmi dalla fronte per ogni centimetro del viso, elencando a raffica di tutto <<Un film, della musica, un ballo, una partita a Texas'Holdem....visto che siamo in tema, uscire, guardare le stelle, le foto di quando ero bambino, baciarti sul divano, baciarti e toccarti, accarezzarti, sentirmi tuo...>> la sua voce diventa un debole bisbiglio <<sentirti mia...>>.
<<Matt.....>> mugolo lievemente.
<<Dimmi.....>>
<<Matt....non fare così... >> i suoi tentativi di distogliermi da un argomento sono quasi infallibili.
<<Così come... >> con gli occhi chiusi succhia la pelle sotto l'orecchio tenendo ben salde le mie mani intorno alla sua vita, dietro la schiena.
<<Quando dovresti partire?...>> apro piano gli occhi guardandolo da due fessure strette.
<<Mercoledì mattina devo essere da loro...>> continua a baciarmi sulla spalla. <<Ho tutto il tempo per accompagnarti Clay, sta tranquilla>>
<<E quando tornerai?>> mi guarda come se le mie domande fossero assurde.
<<Non lo so ancora, credo per il week-end...dobbiamo pensarci proprio adesso?>>
<<Si, è bene pensarci...il problema rimane Matt, se tu deciderai di accettare ed io sarò costretta a stare ad Orange...avremo dei problemi, questo lo sai>> non posso. Non voglio fare l'amore con lui, so perfettamente che è quello che desidera ma non posso farlo perchè va via e non posso farlo perchè vado via io. Non posso fare l'amore con lui se la cosa subirà dei cambiamenti. Si stacca lentamente e mi guarda aggrottando la fronte. <<Troveremo il modo, non dovrò decidere adesso...non possiamo pensarci adesso>>
<<E cosa ti fa pensare che rimandare sia la soluzione...?>> mi irrigidisco un istante.
<<Clay, mi stai praticamente dicendo che sei tu che hai già accettato le imposizioni di Aaron..stai cercando di dirmi che andrai ad Orange?>>
<<Mi seguiresti?>>
<<Certo che no!>> spalanca gli occhi <<Cioè, non lo so...aspetta Clay...non puoi chiedermi una cosa del genere.. >>
<<Matt, non te lo sto chiedendo infatti...>>
<<Clay, verrò con te...voglio starti accanto..>>
<<Starmi accanto per trovare milioni di 'contro' per il Sig. Price...ma anche rimanendo a Baton Rouge, saremmo comunque lontani..>> incrocio le braccia, non so perchè continuo a metterlo in difficoltà ma è come se sentissi che vogliamo cose diverse.
<<Non ho accettato. Non sto pensando a nulla. Se vorrai andare ad Orange non te lo impedirò. Dico solo che troveremo il modo di stare insieme. Se anche tu lo vuoi, Clay. Se mi vuoi.>>
<<Hai ragione, scusami.. >> abbasso gli occhi e lentamente cerco di avvicinarmi. Mi accoglie subito fra le sue braccia. Spero che basti per fargli capire che lo voglio anch'io.
<<Clay, proviamo a vedere come si mettono le cose la prossima settimana e poi ne discutiamo...non dobbiamo farlo proprio adesso, per forza stasera. Se vuoi ancora che venga con te ad Orange, ne riparleremo>>
Sollevo lo sguardo incrociando i suoi occhi velatamente tristi <<Certo, voglio che tu venga con me...e voglio anche il gelato, adesso>>.
Sorride scuotendo la testa. <<E il soufflè?>> solleva un sopracciglio.
<<Sono già caldi no?>>
<<Decisamente...molto caldi>> strofina la punta del naso sul mio mentre con una forte stretta di mano lo trascino fino in cucina.
**
Guardo fuori dalle porte finestre della mia camera, sta piovendo a dirotto. E' quasi mezzanotte.
Il temporale scoppiato all'improvviso mi ha fatta praticamente tornare di corsa a casa. Le nuvole minacciose che avevo notato pomeriggio non si sono fatte attendere. Le gocce d'acqua sbattono violente contro le vetrate, si rincorrono e infuriano l'una contro l'altra lanciate da piccole ondate ventose.
Leggo e rileggo continuamente istruzioni, luoghi ed orari inviati dall'ufficio del Sig. Price. Sono costretta a partire proprio domani sera per Orange visto che il mio appuntamento è per le otto del mattino seguente con il tizio del locale. Ho già contattato il proprietario del monolocale che mi è stato assegnato e ho avvisato che arriverò nella tarda serata di venerdì.
Assorta e distratta quasi non sento bussare alla porta.
<<Mamma vieni..>>
<<Clay...tesoro come mai sei ancora sveglia?>> le faccio segno di sedersi accanto a me.
<<Stavo solo organizzando la partenza mamma..ho l'incontro con il broker alle otto del mattino, perciò preferisco partire domani sera ed evitare di fare un alzataccia..dovrei partire come minimo alle quattro e non me la sento di guidare assonnata...>>
<<Decisamente, è meglio partire domani sera,...certo che così all'improvviso. Cosa diavolo gli è preso ad Aaron?>>
<<Mamma mi ha messa alle strette, quasi me lo aspettavo... era inevitabile per tutte le volte che ho rimandato...ed ho sbagliato. Avrei dovuto presentarmi al suo ufficio e fare il contrario. Mettere lui in qualche modo alle strette... >> sbuffo lasciando scivolare il tablet sulle gambe.
<<Sta attenta e datti tempo...non puoi fare altro>> con le mani sul viso mi apro un piccolo varco e lancio la bomba.
<<Tranquilla, comunque non andrò sola..>> la guardo di sbieco <<ho chiesto a Matt di accompagnarmi mamma..per avere anche un parere esterno ecco>> la guardo vaga giustificandone così la presenza. Mi guarda sbattendo piu volte le palpebre. Storce il naso.
<<Clay....sai che non ti impedisco certe cose..se è proprio necessario. Cerca di decidere tutto con la tua testa però. Letti separati. Grazie>>
<<Mamma! Ovvio.....>>
<<Ovvio...? Uhm...>>
<<Si, ovvio>> annuisco cercando di tranquillizzarla ma la cosa è abbastanza imbarazzante.
<<Tuo padre mi ha mandato un messaggio, era a Parigi in attesa del volo per Colonia...>>
<<Si, lo so.. ha scritto anche a me>> sospiro e guardo verso la finestra un istante.
<<Vado a letto...fallo anche tu, è tardi>> mi accarezza un ginocchio da sopra le coperte e mi sorride.
<<Okay...notte..>> la guardo camminare verso la porta <<Mamma..? Come mai.. ?>> agito il libro Breaking Dawn nella mano destra, afferrato di colpo dal ripiano.
Solleva le spalle fissando la regina bianca sulla copertina. <<Perché spero che per te sia solo una lettura come un altra, proibirtelo sarebbe solo peggio...forse non ha senso per te.. ma lo ha per me.. >>
<<Mamma io amo questi libri, li amo davvero...sono pagine bellissime, ci trovo risposte a cui non sapevo nemmeno di avere domande...sto letteralmente mangiando le pagine di Eclipse solo per iniziare questo...non so quanto sia "una lettura come un altra"...>>
Sospira e scuote la testa <<Fa in modo che lo sia Clay. Notte>>
<<Notte>>.
Una vibrazione dal tab. *Odio i temporali, soprattutto quando mi interrompono sul più bello. Ad Orange è prevista pioggia, devo preoccuparmi?*
rido del messaggio di Matt mentre ripenso a come sono praticamente saltata su dalle sue gambe sul divano, dopo la serie di tuoni fragorosi. Digito al volo la risposta.
*Staremo sotto lo stesso tetto, al massimo scappo nell'altra stanza*
*Bene, lì posso riprenderti. Ora sono più tranquillo - Notte Rossa*
*MATT!*
**
<<Forza forza forza...sbrigati!>> dopo aver inutilmente fatto due volte il giro del parcheggio, rimango letteralmente alle costole di una signora che sta per lasciare l'unico posto disponibile in tutta l'area. Ma che diavolo succede stamattina? Neanche un buco per la mia ibrida. Quando mi infilo, chiudo tutto velocemente saltando giù dall'auto. Mi incammino a passo svelto dovendo percorrere qualche metro in più prima di svoltare il mio tanto caro angolo. Non ho quasi chiuso occhio pensando alle condizioni disastrose in cui ho il terrore di ritrovarlo. Zuppo, fradicio, o peggio con un febbrone o esausto. Stanotte ha piovuto tantissimo.
Dio fa che non sia rimasto per terra. Stringo gli occhi tenedo i palmi intrecciati quando svolto l'angolo riaprendoli di scatto.
Merda. Non c'è.
Sento un formicolio improvviso su gambe e braccia e una sensazione di paura mi assale. E' talmente sgradevole che sento quasi il bisogno di poggiarmi al muro o sedermi per terra. Prendo un profondo respiro toccandomi la fronte e trovo sostegno sulla vetrina sporgente di un negozio.
Dov'è? La mia parte razionale mi spinge a pensare che abbia trovato un riparo per la notte, la parte a cui non so dare un nome, tantomeno una spiegazione, mi suggerisce con più intensità che sia nei guai o stia male.
Ryan!
Come un fulmine a ciel sereno corro verso il The Page entrando praticamente come un tornado. Lo stesso che mi ha disegnato Lui, con quella forza e intensità e l'adrenalina che ogni volta fa a pezzi la ragione.
<<Lynn!....>>
Lynn mi guarda sconvolta lasciando a mezz'aria una tazza di caffè. Per fortuna all'interno non c'è ancora nessuno altrimenti avrei spaventato tutti.
<<Clay mi spaventi che succede cos'hai ? Sei pallida.. >> mi corre incontro ma la sorpasso.
<<Lynn...Lui non c'è... stanotte c'è stato un temporale..lo hai sentito no? Hai visto? Ha piovuto tutta la notte, forse è in ospedale, puoi chiedere a Ryan? Potresti chiedere se può controllare i ricoveri di questa notte?>>
<<CLAY! CLAY! calmati adesso, siediti.. calma!>> non mi accorgo di liberarmi in maniera incontrollata e spasmodica del cappotto e del cappello, poggiando di botto la roba sulla mia postazione. Non mi accorgo nemmeno di essere rossa e di sentire contemporaneamente freddo e caldo.
Lynn mi scuote le spalle e mi spinge giù fino a sedermi sulla poltrona. <<Clay! Calmati.. ti prego.. mi stai spaventando. Si lo so c'è stato un temporale e si, tranquilla chiamerò Ryan se la cosa ti farà riprendere colore e lucidità. Adesso respira>>
La musica proveniente dal mio Tab mi fa saltare sul posto lo afferro con la mano che trema e rispondo.
<<Si? .. cosa?>>
-Clay, tesoro che succede? Cos'hai?
<<C-Ciao, Scu-scusami...>> la sua voce mi riporta per un attimo sulla terra ferma e involontariamente rieduco il tono di voce alla normalità per non farmi bombardare di domande a cui davvero non saprei come rispondere. Tesoro. Questa è nuova.
-Sei affannata tutto bene? Dove sei?
<<Matt, sto bene... scusami. Sono appena arrivata a lavoro ed ero solo di corsa. Si sono solo un po affannata, mi dispiace non volevo farti preoccupare.. >>
-Tranquilla...volevo solo dirti che oggi ho una giornata piuttosto piena perciò cerco di sbrigarmi il prima possibile e poter partire in orario. Tu hai già tutto pronto?
Partire. Cazzo partire. Ho completamente perso la percezione di tutto, non so cosa rispondere ho solo un tarlo. Ho bisogno di calmarmi.
<<Si sta tranquillo...ti chiamo piu tardi, ora devo andare..ho bisogno di un caffè, non connetto a sufficenza...>> forzo un sorriso sperando che mi lasci libera di impazzire.
-Ehm, si...okay...chiamami quando saprai quanto fanno due più due, mi manchi. A più tardi.
<<A più tardi...un bacio, scusa>> trattengo l'affanno dandomi un tono tranquillo, sto faticando ma riattacco.
Senza neanche contare fino a 3 lascio cadere di peso il tab sul banco e mi sposto con tutto il peso verso Lynn. Mi blocco, prendo un profondo respiro e cerco di calmarmi. <<Lynn, scusami. Sono preoccupata da morire per Lui, per il mio..bho amico. Potresti per favore chiedere a Ryan se in ospedale...non so...>>
Lynn afferra il suo telefono e chiama davanti a me. Con un palmo sollevato mi invita ad aspettare e calmarmi annuendo.
Dopo aver spiegato tutto nei minimi dettagli ricevo un secco no. Nessun ricovero. Nulla di nulla.
Le mani tra i capelli e Lynn che mi accarezza le spalle storcendo le labbra. E' così che passo le successive due ore.
Mi impegno a distrarmi, cerco di lavorare, mi ostino a caricare i nuovi titoli a controllare i conti. Sbaglio due schede e le relative iscrizioni e quasi non litigo con un cliente. La prima volta in un anno. Quando ormai mi sento esausta è quasi ora di pranzo. Il locale si svuota in fretta e mi accascio su una delle poltrone con lo sguardo fisso fuori dalle vetrate. Lì dove ogni giorno lui dipigne, riposa, mangia, crea, tossisce, fuma o incanta qualcuno.
Sento Lynn avvicinarsi alle mie spalle e poggiare una mano sui capelli.
<<Clay, non ti ho mai vista così. Che ti prende? Non fraintendermi, ti prego. Mi preoccupa il tuo senso così forte di protezione nei confronti di qualcuno che ... non conosci>>
<<Si che lo conosco, e lui conosce me. Disegna per me, non mi lascia da sola. Non lo fa>> mi volto di scatto con le lacrime agli occhi verso una Lynn sconvolta dal mio atteggiamento. Non so neanche io cosa dico.
<<Ti prego non piangere, mi dispiace non volevo sminuire la cosa..ma mi dispiace vederti così>>
<<Mi dispiace Lynn... è tutto un casino, il lavoro, mia madre, mio padre...e adesso lui non c'è. Non so com'è potuto accadere ma la sua presenza mi faceva stare bene, mi regalava un sorriso e il suo tempo, dipinge per me....>>
<<Che vuoi dire?>>
<<Lynn, la scatola dei pastelli di cera che sono caduti quel pomeriggio in camera mia ricordi?>> Lynn afferra le mie mani ascoltandomi con attenzione
<<Si, certo>>
<<Ogni giorno, io gli regalo un colore diverso e lui dipinge per me. Ogni giorno lui dipinge per me con quel colore. Ne ha già fatti tre....ieri era quello blu..>>
<<Il disegno che c'era davanti al negozio?>> mi sguarda spalancando la bocca.
<<Si....ieri mattina quando ho accompagnato Papà lui non mi ha vista arrivare e lo ha lasciato quì perchè io lo vedessi, perchè io continuassi a comunicare con lui...>>
<<Non ho parole...e non ti ha detto nulla? Non sai come si chiama, chi è ?>> ad ogni domanda scuoto la testa e mi asciugo le lacrime.
<<Sono io che parlo a lui...e non so per quale strano miracolo lui mi capisce e riesce a comunicare anche con il più sordo dei silenzi...io lo sento>> ed è proprio quando pronuncio queste ultime parole che mi accorgo di provare un bruciore sul cuore. Qualcosa che mai avevo provato prima. E' da li che arriva tutta la mia angoscia. Il modo in cui mi ha legata è impossibile da spiegare ed è irrazionale quanto assolutamente pericoloso.
Non posso lasciare che tutto accada in sua funzione anche senza accorgermene. Una fitta mi attraversa lo stomaco all'idea di non rivederlo ma mi sollevo asciugando la tempesta che si è abbattuta sul mio viso, pregando Lynn di portarmi via per qualche ora.
Quando passo la card sulla porta del The Page, faccio apparire sul display esterno la scritta a led 'Apertura ore 16:00' e lascio la connessione Wi-fi aperta.
Voci concitate dall'altro capo della strada incuriosiscono me e Lynn. Ci scambiamo una veloce occhiata per poi prestare attenzione alla scena.
Ci mancava solo lui.
Due tizi dall'abito immacolato portano con se due ventiquattrore, con loro un terzo tizio con uno strano camice e delle confezioni in pvc contenenti oggetti che apparentemente sembrano provenire dal ristorante. Il Sig. Coleman sbraita agitando le braccia e poi sbatte forte il pugno sul muro.
<<Non finisce quì, il mio locale è a norma, lo è sempre stato. Fate questi cazzo di controlli ogni anno, cos'è quest'improvvisata adesso? Non ho nulla da nascondere, fate, fate pure...è tutto a norma. Quì è tutto in regola!>>
<<Senta si calmi, a quanto pare non è come dice lei. La revisione delle piastre è ferma al 2035 se ne rende conto? Ha superato la quantità di nichel prevista dal dipartimento per gli allergeni. Uno dei forni non è a norma di igiene. Per ora le costa una multa. Le verrà notificata nei prossimi giorni. Cerchi di calmarsi o si metterà nei guai>>
Ci scambiamo un occhiata veloce allontandoci a passo svelto verso l'auto della mia amica.
Quando arriviamo al Capitol Park, ci regaliamo una lunga passeggiata in cui le racconto di Lui.
<<Almeno una cosa positiva in questa mattinata orribile. Dio, grazie. Spero che se la cavi peggio che con una multa, quello stronzo dovrebbe stare in galera e la chiave buttata in mare..>>
<<Lynn, non potresti avere più ragione di così. Sono così tesa che non riesco neanche a godermi il momento. Che bastardo.>>
<<Ti va di mangiare qualcosa?>>
<<No, non mi va...ho bisogno solo di fare due passi. Ci mancava soltanto il sole adesso..>>
<<Clay, se è vero che ha capito come funziona il cercapersone, credi che non l'avrebbe usato per farsi aiutare? Secondo me ce l'ha un posto alternativo. Ricordi quando è stato aggredito dal Sig. Coleman la prima volta? Poi è tornato...ricordi? Vedrai che torna Clay. Non puoi stare così... vedrai che torna.>>
<<Lo spero, spero che sia così. Non so davvero cosa augurarmi. Ma sinceramente non posso neanche impazzire pensando a che fine possa fare uno sconosciuto. Rischio davvero di perdere le cose importanti così. Non capisco cosa mi succede...>> porto le mani sul viso. Mi sento confusa ma devo darci un taglio.
Forse partire mi farà bene. Stare con Matt mi farà bene. Devo solo lasciare che tutto mi scivoli via, ci devo provare o il pensiero mi tormenterà.
C'è già la storia di mamma a rendermi nervosa, non riesco nemmeno a parlare con Matt o Lynn per buttare fuori tutta la rabbia degli anni di bugie. Devo darci un taglio. Subito.
<<Hai ragione. Basta. E' solo uno sconosciuto. Uno che vive così, potrebbe essere andato via o lo potrebbe fare domani e non mi deve nulla. E' uno spirito libero. Non è nessuno per me. Non posso farmene carico. Mi rifiuto>> agito le mani per scuotermi dando enfasi alle mie parole. Costringendomi a farle diventare una legge prentoria per il mio cuore.
<<Clay...odio dovertelo dire, ma è la prospettiva giusta con cui devi vedere la cosa. So che ti costa, ma hai già fatto tanto per lui. Gli hai offerto moltissimo aiuto e in fondo saprebbe come farsi vivo se davvero vede in te un punto di riferimento. Non lasciare che succeda il contrario. O Impazzirai>> Mi volto e le sorrido.
<<Sai che ti dico Lynn? Andiamo a mangiare qualcosa, abbiamo ancora un ora prima di rientrare....>> Lynn sorride e annuisce contenta mentre insieme ci dirigiamo fuori dal parco immerso in un glorioso verde. Verde.
Le ore successive del pomeriggio si trascinano lente, troppo lente al di fuori della mia prospettiva. Dentro invece sento una specie di vuoto.
Come promesso a Lynn e soprattutto a me stessa cerco di allontanare il pensiero di Lui lì fuori chissà dove, ma con scatti quasi involontari avrò sbirciato dall'altro capo della strada almeno un centinaio di volte, sospirando pesantemente e provando una sorta di scavo allo stomaco ad ogni "niente" che mi risuonava in testa.
Ho trovato la lucidità necessaria per scrivere una mail al mio carnefice assicurandogli che l'indomani mattina mi sarei trovata al luogo di incontro con il tizio del locale e che sarei partita stasera stesso. Mi spiace solo non poter esercitare il mio libero arbitrio aggiungendo un sentito Fanculo ai miei "Cordiali Saluti".
Con le dita premute sull'estremità alta del naso afferro il tab e chiamo Matt.
<<Matt...hey...>>
- Clay, tesoro sono appena arrivato a casa. Faccio una doccia e poi metto due cose al volo in borsa. Come stai?
<<Quattro, due piu due fanno quattro.. >> sorrido dalle narici cercando di ristabilre un contatto con il mio ragazzo. Lo sento sogghignare divertito.
- Non preoccuparti, sei ancora con Lynn?
<<Si, sto andando via prima...così finisco di preparare anche le mie cose..ce la fai a passare per le otto?>>
- Okay, non vuoi cenare prima?
<<Scusami, in realtà non ho molto appetito..ti dispiace se prendiamo qualcosa per strada?>>
- No, per me va bene.
<<Aspetta, non sarai mica digiuno dal pranzo? Possiamo mangiare qualcosa da qualche parte...e poi partire non->>
- Hey frena frena! Ho pranzato, grazie per esserti preoccupata. Tranquilla, prendiamo qualcosa per strada. Alle otto a casa tua, mh...tua madre è daccordo? Sorrido.
<<Mia madre lo sa, non dev'essere daccordo Matt.. alle otto, un bacio>> lo sento inspirare nervoso ma capisco che sta sorridendo.
- Me lo farò bastare finchè non saremo insieme. A più tardi.
Una settimana. Stiamo insieme da una settimana soltanto eppure è come se ci stessi da più tempo. Mi tornano in mente le sue parole di ieri sera "Io sto con te da sempre" ed è proprio vero che non me ne sono mai resa conto. Spero solo di fare tesoro di questi due giorni con lui per vederci chiaro nel districato intreccio che sono i miei sentimenti per lui.
<<Clay, vai amica mia... sta tranquilla, per qualsiasi cosa ti terrò informata...>> Lynn poggia una mano sulla mia spalla mentre fisso ancora assorta il display del tablet. La guardo e le sorrido. Annuisco e prendo le mie cose.
<<Lynn, ricorda di lasciare il wi-fi in libero accesso per il week-end e per qualsiasi cosa chiamami, io sarò di ritorno per martedì mattina al massimo>>
<<Okay Boss, non preoccuparti...>> punta due dita sulla fronte a mo di saluto militare e poi mi sbeffeggia facendomi segno di andare via.
La saluto velocemente ed esco scontrandomi con l'aria tiepida ma sempre umida del tardo pomeriggio di Baton. Lo stronzo è ancora avvelenato, sento le urla del Sig. Coleman contro il personale da quì. Mi sa tanto che i suoi amati clienti si siano lamentati di qualche pecca nascosta sotto il falso gradevole aspetto del posto.
Se lo merita tutto, avrei dovuto mandarglieli io, come avevo promesso. Ruoto gli occhi quando di colpo mi fermo sul marciapiede. I miei piedi stanno appena calpestando quel che resta del meraviglioso London Eye dipinto sull'asfalto e del viso di donna poco sotto. Le forme e i contorni sono sbiaditi ma per qualche strana e meravigliosa ragione i colori sembrano fusi col cemento. Il giallo vivido sulle guance della donna afroamericana, la forma ellittica della ruota.
Dove sei?
Mi stringo nelle braccia e mi chino accarezzando con il palmo ogni centimetro della superficie che ospita il suo corpo, la sua schiena mentre dorme.
Dove sei?
Traccio con la punta delle dita le chiazze lasciate come un impronta della sua figura sul pavimento. Poi un pensiero mi coglie improvvisamente.
Se gli fosse successo qualcosa, non avrebbe fatto in tempo a raccogliere la sua roba, i suoi disegni e non lasciare nulla di suo. Se invece avesse un riparo alternativo come mi ha suggerito Lynn, avrebbe senz'altro raccolto ogni cosa per portarla con se. Mi guardo intorno, in cerca di nulla di specifico ma la sensazione positiva che mi pervade mi scuote liberandomi come da decine di pesi portati sulle spalle per un giorno intero. Mi alzo di scatto sorridendo senza motivo.
Ha ragione Lynn, tornerà ne sono certa.
Raggiungo in pochi passi la mia auto, rimasta parcheggiata come stamattina,poco piu distante del solito. E' una parte che rimane solo un po più buia perciò, davanti alla portiera, mi affretto a rovistare tra le mille cose che ho in borsa in cerca della card.
<<Dai dai.. dove diavolo sei>> non faccio in tempo a finire di imprecare a denti stretti che un rumore sordo mi blocca i movimenti. I miei occhi fanno una rapida panoramica senza muovere nessun altro muscolo. Il cuore inizia a battere agitato e prendo un profondo respiro cercando di stare calma. Sono a due passi dal The Page, mi basta urlare per farmi sentire da chiunque. Qualche negozio è ancora aperto. Mentre decine di ipotesi mi rassicurano sento tirare sul col naso.
In quel modo. Due volte.
Aspetto un istante e lo sento ancora, seguito dal un leggero colpo di tosse. Quel modo di tossire. Stavolta il cuore prende il volo, e non è per la paura.
Dall'altro lato dell'auto, in corrispondenza del verde che delimita il parcheggio, scorgo una massa scura che lentamente sembra alzarsi da terra. Cazzo, adesso ho paura.
Si ferma, in piedi. E' alto.
Decisamente alto e non si muove, non fa neanche per avvicinarsi. Spero che sia per non spaventarmi più di quanto io non lo sia. Ma in realtà non lo sono, sono solo incontrollabilmente agitata perché spero di non avere le visioni, quì, adesso.
Vedo un braccio sollevarsi e sfilare qualcosa dalla massa scura.
Oh Mio Dio!
Sono i lembi della mia sciarpa. Non è possibile. Cerco di trattenere l'impeto che mi spinge a tirare fuori le lacrime represse per tutto il giorno.
Lentamente, portandosi i lembi a coprirsi metà del viso, a piccoli e deboli passi senza forma ne equilibrio, si avvicina alla portiera opposta continuando a tirare sul col naso e a strofinarsi nervosamente con la manica.
Un altro lieve colpo di tosse, poi qualcosa di bianco e arrotolato si posa leggero sul tetto dell'auto. Porta ancora le dita a solleticarsi il naso in un gesto così infantile, da ragazzino e poi abbassa la testa come se fosse....imbarazzato.
Non riesco a muovermi, resto immobile, guardo la scena come fosse un film e non riesco a trattenere l'emozione, mi sembra surreale, non sembro io, non sembra lui.
Riesco solo a pensare ad una cosa: sta bene.
Ed è quì. Respiro con affanno a bocca spalancata, quasi boccheggiando per la sorpresa.
Mi volto e mi sporgo afferrando al volo quello che sembra un foglio arrotolato, inizio a sorridere, a connettere e a morire di gioia. Se è quello che penso è la prova che lui ha bisogno di me, in un modo che non comprendo e che francamente non mi interessa. Io voglio aiutarlo. Sta bene ed è quì.
Srotolo il foglio di carta sul parabrezza dove riflette un po di luce di un faro al led del viale ed in un nanosecondo porto la mano davanti alla bocca.
Ancora l'Inghilterra, ancora Londra. Ed è meraviglioso, spettacolare e .. verde. Alzo gli occhi puntandoli nella direzione dove lui rimane impassibile e in assoluto silenzio.
Faccio per avvicinarmi, completando il giro dell'auto ma si ritrae compiendo dei passi indietro, solleva sulle spalle qualcosa che sembra un grosso sacco. Si muove con lentezza ed esitazione.
<<Hey no! Aspetta.. aspetta ti prego...non puoi andartene.. aspetta>> sollevo i palmi per fargli capire che non mi avvicinerò a lui. Poi le porto giunte pregandolo di restare <<Non andartene, aspetta...non vuoi sapere qual'è il prossimo colore? Voglio dartelo, ti prego...ti prometto che è il penultimo..ancora uno e poi basta, ti lascerò stare, promesso>> deglutisco a fatica pensando alla promessa che gli ho appena fatto. Lasciarlo andare.
Afferro la borsa e inizio a cercare lì dove ho tenuto il pastello di cera nero per tutto il giorno, quasi in procinto di gettarlo al parco, con Lynn, all'ora di pranzo.
Lo trovo e lo poggio esattamente dove lui ha poggiato il disegno, inclinato sul tetto della mia auto per non farlo rovesciare.
Mi allontano dandogli il tempo di capire se accettare o di smetterla adesso. Senza neanche accorgermene lo afferra e poi inizia a camminare a passo svelto verso l'altro lato della strada, ogni passo sempre più lungo, più veloce fino a sparire come un ombra apparsa nei miei sogni e poi volatilizzata, nelle zone che portano ai vecchi magazzini, oltre il viale alberato.
Con occhi spalancati e il cuore impazzito rimango stordita per qualche minuto, porto la mano sul petto per fermare il battito che sento fino in gola. Mi guardo intorno come a chiedermi cosa cazzo sia successo in meno di due minuti.
Devo essere impazzita, non può avermi aspettata, non può essere successo davvero. Perché mi fa questo?
Come fa a non deludermi? Come può rendermi felice in questo modo così sbagliato? Come può disintegrare la mia ansia e lasciami incantata a sognare?
Come è possibile che lui sia questo per me? Come fa a fare tutto questo per me?
Riesco a stento ad aprirmi la portiera e a lasciarmi cadere sul sedile. Sta bene. Ed era quì.
Il disegno in Verde
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Non posso dire ancora "Giro di Boa" ma le cose stanno per cambiare..
Già... TAAAANTI AUGURI DI UN FANTASTICO NUOVO ANNO. Ne abbiamo tanto bisogno. Buon 2013, ci leggiamo a Gennaio ;)

giubbotto rosso sbrigati a scrivere il nuovo capitolo o vado giù di testa!!
RispondiEliminasu una cosa ci metto la mano sul fuoco:Paint è inglese u.u
Dici ? ^_^
RispondiEliminaPaint Paint....perché sento che mi/ci farai morire come un certo english man XD
RispondiEliminaQuesti disegni sono meravigliosi.
La frase "ma le cose stanno per cambiare" mi piace assai eheh.
Allora questo Paint è sempre più misterioso e concordo con Greta sul fatto che sia Inglese.......ormai è diventato un punto fermo per Clay.......forse più di quanto lei stessa pensi.....
RispondiEliminaMa Paint allora cammiiinaaaaa! Ahahaha!
RispondiEliminaScherzi a parte, non saprei dirti bene il perché, ma è forse uno dei capitoli che mi è piaciuto di più.
Sono molto curiosa di sapere come andrà ad Orange e di scoprire man mano questi cambiamenti! ;)
...sarà la canzone.. chi lo sa..
Eliminaanche a me è piaciuto un sacco questo capitolo.. non so perché *_* ..
grazie infinte my love
Finalmente ho recuperato tutti i capitoli!!!
RispondiEliminaCapitolo bellissimo (anzi capitoli bellissimi xD)...la canzone è stupenda e i disegni poi *__*
Come dice Greta anche secondo me Pain è inglese!
ahhhhhhhhhhhh mi aspettavo sarebbe successo qualcosa!..almeno adesso sappiamo che Paint è in grado di stare in piedi! ihihih
RispondiEliminaa questo punto anche io penso sia inglese, non può essere un caso che disegni sempre Londra....
Il rapporto con Matt è molto controverso....forse il suo trasferimento è la cosa migliore, bye bye Matt ;-)
Finalmente io ho potuto leggerlo tutto SENZA interruzioni... Bellissimo tutto, senza parole come sempre.. ogni volta più emozionata ed ogni istante sempre più desiderosa di sapere.. di leggere .. di vedere dove vuoi e sai arrivare.. Ti stimo sorella!! :*
RispondiEliminaE se non è inglese lui ...
RispondiEliminami sa proprio di dolcino sto ragazzo e sapevo che prima o poi avrebbe fatto un passo verso lei.
Cazzarola. Quel disegno è...è...ASODGWHPFHWPFHPAFHPH!!!!! *_______*
RispondiEliminaMA CHE FIGATA E' QUESTA STORIA, POLPZ??? com'è che dopo ogni capitolo sono sempre più presa, ufffff!!!!!! Finirai col farmi ammattire ç_ç lo so! lo sento!
Prima di andare...
1) Quest'uomo è qualcosa di.... indescrivibile! Mai letto di un uomo così incredibilmente.. delicato. Mi ricorda una palla di cristallo <3
2)"avrò sbirciato dall'altro capo della strada almeno un centinaio di volte, sospirando pesantemente e provando una sorta di scavo allo stomaco ad ogni "niente" che mi risuonava in testa."
Meraviglia <3 Questa frase è poesia.
3)Mi spiace solo non poter esercitare il mio libero arbitrio aggiungendo un sentito Fanculo ai miei "Cordiali Saluti".
PUAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHH X'D QUI L'HO AMATA DELIBERATAMENTE!
4) "Io lo sento"
E qui, io me ne andrei ç_________________ç QUESTA FRASE E' MERAVIGLIOSA. STUPENDA. FANTASTICA. SNDFGSWHEPFIHWSWèHèRHJ <3 E' da quando l'ho letta che sto con gli occhi lucidi, non so se te ne rendi conto! U_U
Sei un'artista Polpetta. Lo sei davvero <3
Mi hai incantata...