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mercoledì 13 febbraio 2013

CAP 16 I was lost crossed lines, I shouldn't have crossed



Scusate il ritardo, ma per questa storia non ho avuto problemi di blocco ... una semplicemente influenza mi ha bloccata LOL!!! Insomma si, CAPITOLO ROSSO!! Buona lettura

PovAnthony

-Potrei comprare tutto a New York, cosi non sarei costretta a tornare in quella casa-
-Prima o poi dovrai farlo e poi non pensi a tuo padre?-
Scosta il piatto davanti a se portando lo sguardo su Caroline.
-Non me la sento, non dopo …-
-Sono due giorni che non torni a casa Kath. Tuo padre è preoccupato e di certo non posso andare io a prendere i tuoi vestiti è … imbarazzante-
-Che esagerato-
borbotta stizzita. E’ bello averla a casa, è bello vederla muoversi con naturalezza in casa mia, come se il suo posto fosse qui da sempre ma ho visto suo padre, è distrutto e terribilmente arrabbiato con la moglie che non ho mai visto, sembra quasi volatilizzata ma so che c’è, suo padre più volte mi ha fatto segno di non parlare di Katherine, a quanto pare è molto arrabbiata. Ridicola, l’unico aggettivo che mi viene in mente per definirla, mi chiedo come una madre possa comportarsi cosi nei confronti della propria figlia, carne della sua carne poi.
-Non pensarci troppo Anthony, lei è fatta cosi-
-Come diavolo hai fatto?-
-Hai il mio stesso sguardo di quando penso a lei. Bene Caroline è ora di andare a fare il bagnetto-
la solleva dal seggiolone ma la piccola sembra non essere d’accordo
-Gnoooo, voglio stare qui con papà-
-Caroline …- la riprendo con tono bonario
-Papino, possiamo fallo insieme?-
-Direi di no-
-Daiiiii-
-Che ti costa fare il bagno con lei, io ne approfitterò per … per andare a casa a prendere la valigia-
-Sei sicura? Posso accompagnarti-
-No, devo farlo da sola-
-Come vuoi. Bene signorinella, bagno sia-



***
-Caroline, smettila di saltare sul divano-
-No-
-Caroline ho detto di smetterla-
-E io ho detto di no-
-Caro …-
il campanello di casa suona e sono costretto a lasciare una figlia urlante e milioni di compiti da correggere sulla scrivania. Apro e vedo una Katherine infuriata con una valigia più grande di lei e una borsone.
-Cosa fai li impalato, aiutami-
prendo la valigia mentre lei si scrolla la neve dalle spalle, ha iniziato a nevicare e io non me ne ero neanche accorto. Lascia cadere la borsa e posa il cappotto e a passo spedito va verso la cucina. Ok è molto arrabbiata, la seguo in silenzio lasciando perdere mia figlia che imperterrita salta sul divano. Prende il vino dal frigo e ne versa una quantità esagerata in un calice, è arrivato il momento di intervenire.
-Ehi, ehi da qua! Non hai l’età per bere-
-Dacci un taglio Anthony, non avrei l’età per fare parecchie cose-
-Giusto, ma l’acool non è la soluzione migliore ai problemi-
-No, ma li fa vedere con un’ottica diversa. Ti prego, solo questo e ti racconto tutto quello che è successo-
acconsento sedendomi vicino a lei che sorseggia il vino.
-Forza, parla-
-Mia mamma ha dato il meglio di se oggi, non l’ho mai vista cosi infuriata ma oh, questa volta no sono stata zitta, le ho dato pane per i suoi denti. Sai cosa mi ha detto? Che mia zia infondo ha ragione, che non sono ancora una poco di buono ma sono sulla buona strada. Per lei è immorale il fatto che io stia qui, a casa del mio professore che non si stupirebbe se venissi a letto con te solo per avere un buon voto. In mente mia pensavo “ Oh mamma, non sai che sane scopate mi faccio con il mio professore”-
sbianco davanti a quell’affermazione, non può averlo fatto
-Non gli ho detto nulla, puoi tornare a respirare ma credimi, ero molto tentata! In tutto ciò ha detto che non vede l’ora che vada via di casa, ha detto testuale: “ benedico la data del tuo diploma, cosi che tu possa andare via da casa mia”, le ho semplicemente risposto che non sa quanto felice sia io di questa cosa che l’unica vittima in questa storia è mio padre. Un povero martire succube di quella …-
-Ok, ho afferrato! Direi che il vino serve anche a me adesso-
-E’ tutto un fottuto casino Anth, non so cosa fare, non so più cosa fare-
poggia la schiena sulla poltrona, carezzando il bordo del bicchiere. Osservandola vedo quanto in realtà piccola sia, è stata costretta a crescere prima della sua età ma, ha imparato a difendersi da sola e forse ora è arrivato il momento che qualcuno si occupi di lei. Butta giù tutto il vino, continuano a muovere il dito sul bicchiere.
-A che ora partiamo domani?-
-Alle 10 del mattino. I miei verranno qui per stare con Caroline-
-Non possiamo portarla con noi?-
-No, ti voglio tutta per me e poi loro ci raggiungeranno il primo dell’anno-
-Ok-
le prendo il mento facendola girare verso me, tiene lo sguardo basso giocando con le dita delle mani.
-Ehi, cosa c’è?-
-Non lo so … non penso di farcela ancora per molto. Ho 18 anni e sulle spalle sento come se ne avessi 40-
-Lo so che è difficile ma tesoro mio, devi provare a resistere, devi stringere i denti e sopportare e poi, ci sono io con te. Non lascerò che tu ti lasci andare e te lo dimostrerò in questi giorni-
-Che hai in mente-
-Vedrai-
***
Davanti al Plaza di New York Katherine alza il viso in alto, osserva la struttura sbarrando più volte gli occhi.
-Il Plaza … noi alloggiamo al qui?-
-Si, direi di si, sennò non ci saremmo fermati qui davanti-
urla battendo le mani e un secondo dopo mi salta addosso incollando le labbra alle mie. Ho voluto prenotare qui perché so che è la sua prima volta qui a NY e voglio regalarle giorni indimenticabili, deve smettere di pensare ai problemi che ci siamo lasciati a casa. Qui siamo solo Anthony e Katherine, due ragazzi che hanno voglia di stare insieme e passare qualche giorno senza nascondersi da occhi indiscreti.
Il ragazzo che ci apre la porta ci sorride dolcemente, probabilmente ha assistito alla scena di prima e non posso non ricambiare.
La hall è immensa, di un lusso imbarazzante … ho soggiornato altre volte qui, per me è quasi normale ma lei… lei è estasiata, sembra una bambina a cui regalano il gioco preferito. Si stringe al mio fianco e intreccia le nostre mani. Alla reception ci chiedono i documenti e sistemato tutto, ci danno la chiave magnetica della suite che ho scelto. Il facchino ci accompagna al piano, portando anche le valige, nell’ascensore stiamo in silenzio ma con la coda dell’occhio vedo Kath saltare sul posto impaziente. Scuoto la testa rassegnato, saranno giorni folli questi e stasera abbiamo la mostra. Devo andare tra un paio d’ore a controllare che tutto sia al suo posto. Sono agitato, da tanto tempo non espongo i miei lavori e, la responsabilità che mi sono preso con i lavori di Katherine è tanta. L’organizzatore mi ha più volte chiamato chiedendomi se fossi sicuro della mia scelta, ha cercato di persuadermi a lasciar perdere ma ho rifiutato. Credo in lei e nel suo talento. Arrivati al piano, ci dirigiamo nella camera, a quanto pare l’unica del piano, il ragazzo apre la porta e Kath si precipita dentro mentre io ringrazio e do una sostanziosa mangia al ragazzo.
Si guarda intorno girando su se stessa, corre da una parte all’altra della stanza aprendo le porte che vi sono dentro per poi finire nell’enorme balcone che da su Central Park. Guarda lo spettacolo che le si para davanti, New York anche se affollata è sempre affascinante, saranno i grandi palazzi, le persone che corrono da tutte le parti ma è carica d’energia e quando cammini per le vie, non puoi non farti contagiare da questa strana euforia.
La abbraccio da dietro poggiando il mento sulla spalla, lei stringe forte le mie mani abbandonando il capo sul mio petto ispirando a fondo.
-Grazie, di tutto. Non avrei mai immaginato tutto questo fino a pochi mesi fa e invece adesso … ci sei tu, Caroline e santo cielo sono a New York e stasera verranno esposti i miei lavori. Senza te tutto questo non sarebbe stato possibile-
-Ti meriti tutto Kath, non devi ringraziarmi di nulla. Adesso che ne dici di entrare dentro? Qui si congela e poi devo fare la doccia, cambiarmi e andare alla mostra. Verrà una macchina a prenderti, io devo andare li qualche ora prima per andare a controllare che sia tutto apposto-
-Va bene-
Entriamo dentro, lei si tuffa nel letto  mentre io apro la mia valigia per prendere quello che dovrò indossare stasera. Sento il suo sguardo addosso, segue ogni mio movimento  azzardo uno sguardo verso lei ed è li, seduta al centro del letto, si arrotola una ciocca di capelli mentre mi fissa
-Ti piace quel che vedi?-
-Non immagini quanto ma, mi piacerebbe vederlo su questo letto … è cosi grande e soffice-
-So cosa stai cercando di fare ma no, non mi corrompi signorina!-
-Uff, sei sei … una palla, ecco-
-Su, non fare la bambina! Lo testeremo stanotte, promesso-
le vado vicino e la bacio con impeto, ma non approfondisco il contatto, so che finiremmo per rotolarci tra le lenzuola e, anche se lo desidero, non è il momento migliore per farlo. Mi stacco dalle sue labbra, le do un bacio in fronte e sparisco in bagno.

***
Mancano meno di 15 minuti all’apertura della mostra, è tutto un gran casino. Persone che corrono a destra e a sinistra, urla, rumore di bicchieri. Mi massaggio le tempie per calmarmi, non ricordavo fosse cosi frenetica l’organizzazione di una mostra, da quando ho Caroline ho lasciato perdere questo mondo ma questa è a scopo benefico e non potevo tirarmi indietro.
Il Signor Salivan si avvicina per avvisarmi che stanno aprendo le porte, metto su il miglior sorriso e mi avvio ad accogliere gli ospiti.
La sala in poco tempo si riempie, a quanto pare tutti erano curiosi di vedere i miei quadri, ho ricevuto un paio di complimenti, qualcuno mi parla dello stile o semplicemente di politica. Annuisco sorridendo a tutti cortese, non ho ascoltato praticamente nulla dei loro sproloqui, continuo a guardarmi intorno come un animale in gabbia, cerco Katherine in ogni angolo ma di lei nessuna traccia, fin quando non i miei occhi non si posano su una figura slanciati, le gambe lunghe e affusolate e quel collo che sembra dire “ vieni qui e baciami”. Anche lei come me scandaglia la stanza fin quando i suoi occhioni azzurri non si posano sui miei, ci avviciniamo insieme mantenendo il contatto visivo. Le persone intorno a noi spariscono, non sento più neanche il vociare, esiste solo lei. Quando siamo uno di fronte all’altro le prendo una mano e la sfioro con le labbra, lei arrossisce e sorride timidamente. Qui nessuno sa chi è lei in realtà, non sanno che è una mia alunna, ho detto loro che è un artista emergente, conosciuta per caso a cui ho dato questa enorme possibilità. Altre persone si avvicinano a noi, chiedendo se è lei l’artista che mi ha affiancato, annuisco stringendola al mio fianco. Ho visto quanti sguardi si sono poggiati sul suo corpo, come biasimarli stasera è stupefacente. Indossa un vestito beige corto, la parte superiore è piena di lustrini, i capelli sono raccolti ed è truccata con color pastello che risaltano l’incarnato della sua pelle.
Un cameriere si avvicina a lei offrendole un flute di champagne, gli sorride gentile e si dilegua verso gli altri ospiti. Si avvicinano tante persone, le fanno tante domande e lei, sempre in modo gentile e impeccabile risponde alle domande, è sicura di se non incespica mai … è fatta per questo mondo.
Dopo 20 minuti buoni la lasciano finalmente andare e, finalmente, torna a respirare normalmente.
-Sei stata fantastica-
-Sei sicuro? Non so come comportarmi e ho paura di sbagliare-
-Devi essere te stessa, non devi essere tu a parlare ma i tuoi lavori e adesso andiamo, voglio farti vedere i quadri-
Mano nella mano ci avviamo nei vari settori, ogni tanto qualcuno ci ferma per chiederci qualcosa riguardo i dipinti ma, quando ci avviciniamo al settore dove troveremo i lavori di Kath, sento la sua presa farsi più forte, le mani sono gelate e il suo corpo quasi vibra.
-Che ti prende, andrà tutto bene. Qui dentro amano i tuoi lavori-
annuisce poco convinta, svoltiamo l’angolo e troviamo la parte dedicata ai suoi lavori. Tutti osservano estasiati un quadro in particolare … è quello che ha presentato a scuola. Ha disegnato me di spalle mentre leggo una favola a Caroline, i dettagli sono cosi perfetti che sembra quasi una fotografia. Me ne sono innamorato sin da subito e infatti è l’unico a non essere in vendita, quel disegno andrà nella mia camera, ho già fatto spazio della parete.
-Hai … hai preso quello?-
-Certo che si, ma quello non è in vendita, è mio e andrà nella mia camera-
-Ma come quando … e poi che vuol dire non è in vendita, gli altri lo sono?-
-Certo che si, tutti i soldi andranno in beneficenza-
-Oddio …-
le sfioro appena la schiena per farla continuare a camminare, tutti ci sorridono cordiali e, non mi stupisco quando vedo una persona andare dall’addetta alle vendite per prendere il dipinto che ha fatto su Parigi.
-Vedi, quell’uomo sta comprando un tuo dipinto-
-Mmmmh-
è tesa come una corda di violino, si guarda intorno sempre timorosa. Cosi non va, non si sta godendo per nulla l’esperienza! La afferro per il polso e quasi correndo vado nell’ala opposto. Lei cerca di liberarsi dalla mia presa e, soprattutto a  rimanere in equilibrio su quei tacchi! La faccio entrare dentro i bagni, chiudendo a chiave la porta alle mie spalle. Ha l’affanno, rossa in viso e gli occhi lucidi.
-No ma dico, sei impaz…-
non le permetto di continuare che la bacio con impeto stringendola a me. Una mano dietro la nuca per farla star ferma, l’altra sulla schiena. All’inizio sembra smarrita ma, poco dopo, ricambia il bacio attaccandosi alle mie braccia. La spingo contro il lavello, facendola sedere sul mobiletto di marmo, le allargo le gambe e mi sistemo tra esse. Si stacca dalle mie labbra, guardandomi con sguardo eccitato e con il respiro accelerato.
Non le do il tempo di dirle nulla che le alzo il vestito e con un movimento veloce le tolgo le mutandine, per infilarle nella tasca dei pantaloni.
-Che diavolo stai facendo-
-Voglio rilassarti e conosco un solo modo per farlo-
-No credo sia il … ah-
una tra le gambe mentre le accarezzo la parte più nascosta di se, l’altra si chiude a coppa sul suo seno. E’ eccitata, il suo corpo non mente, getta indietro la testa iniziando ad ansimare e a muovere il bacino per venire incontro alle mie carezze. Ansima e il vederla cosi, persa dalle mie carezze fa eccitare anche me ma adesso, non devo pensare al mio di piacere ma al suo. Tolgo la mano e con un movimento veloce la porto più vicina al bordo, per poi alzarle il bacino e affondare le labbra nella sua intimità. Urla ma le tappo la bocca, non vorrei che qualcuno ci sentisse. Muovo veloce la mia lingua, concentrandomi in quel fascio di nervi che in poco tempo la farà arrivare al piacere, lei muove il bacino mentre stringe forte i miei capelli per farmi capire il ritmo che vuole. Si sta abbandonando al piacere e vederla cosi, lasciata andare mi eccita e sono costretto a mettere una mano nella patta dei miei pantaloni e accarezzarmi.
-Anth …-
continuo a darle piacere, fin quando non riesco più a resistere, apro i pantaloni e li porto giù insieme ai boxer. Mi stacco da lei e unisco il mio corpo al suo.  Rimaniamo immobili, godendo dei nostri corpi uniti, lei sbarra gli occhi per la sorpresa io abbandono il capo sul suo petto.
-Dio Kath-
inizio a muovermi con impeto, lei puntella i piedi sul marmo e inizia a venirmi incontro con le spinte.
Sento i suoi muscoli stringersi sul mio membro, mi stringe e la frizione aumenta facendomi gemere di piace. Ho paura di farle mano, vorrei spingere in lei con meno forza ma non ci riesco, sono cosi preso da lei, dal suo corpo che non riesco a essere delicato. Spingo forte, lei sbatte le mani sul marmo, si inarca e viene gemendo il mio nome, io continuo a spingere, una , due, tre spinte e finalmente mi libero dentro il suo corpo. Chiamo il suo nome, continuo a muovermi fin quando non mi rilasso.
Mi abbandono sul suo petto, le gambe mi tremano e anche lei dopo l’orgasmo che ha appena provato.
-Anth … io …-
-Senza parole bambina?!-
-Mmmh si professore, come al solito mi lascia senza parole-
-Bene, direi che adesso dobbiamo sistemarci e andare di la-
-Mmmmh-
-Non ho ancora finito con te, stasera in albergo avrai il bis-
-Non vedo l’ora. Dai alzati devo rimettere le mutandine-
-Non credo proprio, quelle rimangono con me-
-Che diavolo… dammi le mutandine Anth-
-Neanche per sogno-
Mi sfilo dal suo corpo, mi sistemo e la osservo mentre si sistema guardandomi dallo specchio.
-Vuoi giocare professore?-
-Decisamente si …-

QUESTI SONO I DISEGNI

e questo è il vestito!!





12 commenti:

  1. SONO LORO SONO LOROOOO .. VVVVVVVVVVVVVHHHHHH (SI MORDE LE LABBRA)

    http://25.media.tumblr.com/tumblr_m0dvpy17Bu1qcb6vco1_500.gif

    http://i1066.photobucket.com/albums/u416/hfh_graphics/HENRY%20CAVILL/GIFS/2-1.gif

    SONO LORO SONO LOROOO .... Ehm scusa Twinna mi sono lasciata prendere dall'entusiasmo skjhdakjshflkajdstupendo stupendo sono tutta una fiamma cribbio.. mamma mamma mammma...

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  2. Ooooh beh, direi che il museo andava assolutamente battezzato XD
    Awww quanto mi piacciono insieme sti due!!?! E a quanto pare la serata è ancora lunga...i disegni sono bellissimi. Il vestito....già sai ;-)

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  3. OH CACCHIO!!! e io che mi immaginavo un capitolo dedito all'arte!!!...emh... e in effetti è proprio vero, Anthony è un artista anche nel bagno della mostra ihihh!!!
    Quanto mi piacciono sti due!!! il loro rapporto è cambiato....è maturato..
    Mi dispiace molto per Kath, deve soffrire profondamente per l'atteggiamento della mamma, ma è forte e grintosa, supererà anche questo...e poi l'aspettano giorni a NY FAVOLOSI in compagnia del suo uomo!!!!

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  4. non pensavo che le mostre d'arte fossero così eccitanti,ho fatto bene a scegliere questa facoltà allora XD che caldooo,penso di aver sciolto la neve XD e comunque il vestito e i disegni sono bellissimi!
    comunque la mamma di Kath è proprio stronza,come può trattare così sua figlia???

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  5. Sti due mi piacciono un sacco...Anthony è asfjdfhslfjsdkfh DIO!!
    La madre è proprio na stronza, mi spiace per Kath
    I disegni sono bellissimi e wow l'abito!
    Marti capitolo bellissimo, aspetto il prossimo ;)

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  6. wow......il mio professore non si è smentito nemmeno stavolta.....dolce...premuroso e orgoglioso del lavoro di Kate.....
    Il vestito mi piace moltissimo.....il disegno poi è perfetto.....
    Spero che riescano a godersi totalmente i giorni a NY

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  7. Finalmente ce la faccio a leggere allelulia!!!!!!
    Intanto oddio se le avesse detto alla madre delle sane scopate con il professore è la volta buona che la madre sarebbe morta d'infarto....
    Poi bellissima la mostra e bhè il diversivo nel bagno ha fatto salire la mia temperatura già di per se alta!!!!!!! Urca......

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  8. Eccomi ce l'ho fatta a commentare ^_^.... ahahahahah mi sarebbe piaciuto vedere la reazione della mamma se Kate gli avesse detto delle sane scopate con il professore buahah...intanto Anthony sempre più dolce e protettivo ..alla mostra emozionante .. ma pure anche tanto sensuale da morire ...in quel bagno la temperatura si è alzata parecchio!!!!

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  9. oh mio dyooooo che mi ero persa?!? Ma per caso Anth vuole fare il bis con me? gli do anche le mie di mutandine ahhahahha

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  10. Iniziamo con il nervo per questa mamma che butta merda su sua figlia!!! Per questa parte preferisco non commentare grr grr grr!!! Ma poi passiamo a loro mammuzza santa il prof si prende proprio cura delle sue alunne!!! Che devo dire dal riuscire a sedare lei e il suo nervo in ogni momento!!!
    Leggendo mi sono sentita persa nei loro sguardi le strette di mano e tutte queste stupende emozioni da loro provate!!! In quel bagno penso di aver riperso la mia verginità anche se solo leggendo!!! SPETTACOLARE!!!

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