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giovedì 21 febbraio 2013

GEORGES DUROY.. One Shot






Vecchia storia che qualcuna di voi ha letto, l'ho trovata e mi son detta perché no? Buona lettura



George Duroy se ne stava al suo tavolo, con una bottiglia di whisky in mano. Non sapeva come avrebbe fatto ad andare avanti i soldi in tasca stavano finendo, doveva escogitare qualcosa, subito. Si alzò traballando, non riusciva neanche a tenersi in piedi. Aveva esagerato, un’altra volta, gli capitava spesso di ubriacarsi, ogni sera era la stessa storia; tornava a casa traballante, le gambe gli cedevano più volte prima di riuscire a varcare la soglia di casa, si stendeva sul letto per crollare in un sonno profondo fino all'indomani mattina.



Quando l’indomani mattina si alzò aveva un forte mal di testa, non riusciva neanche a tenere gli occhi aperti, per questo fu costretto a chiudere le tende della sua squallida camera. Accese la candela, unica fonte di luce li dentro, lei non gli dava fastidio la luce era bassa e gli permetteva di focalizzare gli oggetti in camera non che fossero molti ma almeno fu in grado di sciacquarsi il viso e bere un lungo sorso d’acqua. Aveva la bocca amara per colpa dell’alcool e anche il suo odore non era dei migliori, decise di fare un bagno, doveva toglier via la puzza d’alcool che aveva in corpo. Quando si immerse nell'acqua calda i muscoli si rilassarono, si lascio avvolgere dal calore dell’acqua e, si accese una sigaretta. La mente vorticava e tutto intorno a lui girava. Non sapeva se fosse ancora ubriaco ma questa sensazione gli piaceva, non pensava ai milioni di problemi che aveva in quel periodo, al non riuscire a vivere una vita decente! Era un tipo che viveva alla giornata, che andava con la prima puttana di turno quando aveva bisogno di sfogarsi a livello fisico. Sapeva l’effetto che aveva sulle donne, d'altronde era bello e ne era consapevole a volte non aveva neanche i soldi per pagare la puttana di turno ma a lei non importava, aveva avuto Duroy per una notte e gli andava bene così. Sorrise tra se, è dire che non era questa la fine che voleva fare, non era quella che volevano i suoi genitori per lui ma, si era ritrovato così e non sapeva come venirne fuori. I suoi genitori erano convinti che avesse fatto carriera, che vivesse nel lusso o almeno, era quello che lui raccontava loro nelle lettere che sporadicamente gli inviava. Loro vivevano in campagna, nella loro vecchia casa dove era praticamente cresciuto prima di andar via in cerca di fortuna, fortuna tra l’altro mai trovata. Uscì dall'acqua ormai fredda, non si preoccupò di asciugarsi e grondante d’acqua si sedette nella poltrona che aveva in camera. Si lasciò cadere portando le dita sulla fronte, strofinandola con forza. Si allungò fino a sfiorare con i piedi i pantaloni che aveva lasciato abbandonati vicino la poltrona, li avvicinò con non poca fatica e, dalla tasca, prese il suo vecchio orologio. Erano le nove di sera, quanto tempo era rimasto dentro quella vasca? Dall’altra tasca sentì un tintinnio famigliare, erano gli unici soldi che gli erano rimasti e sapeva come spenderli. Aveva voglia di divertirsi stasera, voleva godere dentro il corpo di una donna, voleva sentirla gemere sotto di lui. Solo quel pensiero lo fece eccitare, il suo membro si era gonfiato e la mano lo aveva stretto in una morsa iniziando a fare su e giù, soffermandosi sulla punta. Lo sentiva caldo e vibrante e il suo respirò si fece pesante godendo delle sue stesse carezze ma non continuò. Si alzo da quella lurida poltrona, si vesti indossando il solito vestito prese il suo bastone e si incamminò verso le strade affollate di Parigi. Non ci volle molto ad arrivare a destinazione, sapeva come arrivarci utilizzando le strade secondarie, era un habitué del luogo. Quando varcò la soglia lo colpì forte l’odore dei sigari, li dentro c’erano più uomini ricchi che morti di fame come lui. D'altronde  chi poteva permettersi una puttana ogni sera se non loro? Si guardò intorno e riconobbe molte persone illustre della Parigi per bene, molti ministri erano all'interno  Sorrise tra se -avranno anche i soldi, ma non hanno una moglie che li soddisfi- questo fu l’unico pensiero che gli venne in mente. Con non poca fatica raggiunse la sua meta, la donna che l’avrebbe fatto godere, colei che avrebbe goduto ad ogni sua spinta. Si guardarono negli occhi, lei lo prese per mano e lo condusse in una delle tante camere di quel bordello. Indossava un vestito dalla ampia gonna, il corpetto le strizzava il seno quasi a farle scoppiare e lei non vedeva l’ora di vedere la testa di lui li in mezzo. Quando entrarono nella camera lui si avventò contro la ragazza sbattendola al muro. Le loro lingue si cercavano, mentre lui cercava di alzarle la gonna per avere accesso alla sua intimità. La trovò calda e bagnata, lo desiderava, eccome se lo desiderava leggeva il suo desiderio negli occhi ma, non era ancora arrivato il suo turno no, voleva essere lui il primo a godere.Con poca galanteria fece capire alla ragazza il suo desiderio,premette contro le sue spalle per farla scendere, lei non sembrava turbata da ciò. Voleva vedere il suo cliente godere grazie a lei, alle sue mani, alla sua … bocca. Sciolse la cinta che gli teneva su le braghe trovandolo già eccitato e fu involontario passare la lingua nelle labbra, sentiva la gola secca come se si trovasse nel deserto. Carezzò l’erezione di Duroy e un gemito uscì da le loro labbra, continuò a masturbarlo, avanti e indietro, su e giù ma a lui questo non bastava, voleva sentire il calore della bocca di lei sul suo membro. Spinse il bacino verso la sua bocca ma lei lo aveva preceduto, trovo quell'orifizio caldo e umido e si senti morire. Fu costretto a poggiarsi con le braccia al muro o rischiava di cadere per il piacere che stava provando. Lei continuava con il suo lavoro, lo sentiva duro nella sua bocca e questo la eccitava più del lecito, di solito non si eccitava, ormai era così abituata da non sentire neanche piacere ma con lui, con lui era diverso. Lui era dannatamente erotico, con lo sguardo riusciva a farla bagnare, le sue dita le facevano provare piacere immenso perché a differenza degli altri non era egoista... no, faceva provare piacere alla sua partner, sempre. Continuava a dargli piacere con la bocca, il bacino di lui inizio a muoversi aumentando il ritmo, i suoi gemiti erano sempre più forti fin quando non lo senti venire nella sua bocca. Raccolse tutto, continuando a leccare il membro dell’uomo che, nonostante avesse provato piacere, rimaneva comunque duro. Dopo essersi ripreso dall'orgasmo  fece alzare la ragazza conducendola nel letto. La spogliò delle sue vesti, non perse tempo in cerimonie andando direttamente li, dove il piacere di lei era concentrato. Con palmo aperto iniziò a carezzarla, e lei gemeva alzando il bacino per fargli capire che voleva di più. La accontentò penetrandola le dita, il ritmo era lento, cadenzato, mentre con l’altra mano le stimolava il clitoride. Stava arrivando, lo sentiva i muscoli della sua intimità si stringevano intorno alla sua mano ma non gli permise di venire, non così. Tolse le mani dal suo interno, e non dandole neanche il tempo di capire cosa fosse successo, la penetrò con forza. Inizio a spingere con forza dentro lei, dentro e fuori, dentro e fuori, sempre più forte. La spalliera del letto sbatteva contro il muro, le urla della ragazza erano sempre più forti. Lo eccitava ancor di più sentirla così abbandonata a lui, sentiva il piacere montare dallo stomaco ma si fermò, ancora una volta. La fece mettere a pancia in giù, le gambe strette per poi penetrarla di nuova e Dio, era magnifico sentirla così stretta. Sentiva la sua fine, sentiva ogni muscolo avvolgere il suo membro. Iniziò a spingere, dapprima piano poi sempre più veloce, ancora e ancora fin quando entrambi non esplosero. Venne dentro lei, la riempì del suo seme caldo lasciandosi cadere sulle spalle di lei. Rimasero così per qualche minuto, era stata la scopata migliore di sempre, si sentiva appagato e senza forze. Si alzò dal corpo di lei per rivestirsi, non appena finito prese i soldi che aveva in tasca per lasciarli alla ragazza ma lei lo fermò. Non voleva i suoi soldi, avvicinandosi a lui gli sfiorò le labbra, mentre con la mano gli carezzò in maniera lasciva il suo membro. Uscì dalla camera per sparire in mezzo alla folla e lui non poté far altro che uscire da quella camera per andare al bar e ubriacarsi come ogni sera.

6 commenti:

  1. me l'ero persa io questa,dove l'avevi pubblicata?comunque è molto bella e tanto per cambiare anche per stasera ho dato la mia bella sudata XD

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  2. ...comunque il dubbio di averla letta mi è rimasto...o forse avevo letto solo una piccola parte...
    Fatto sta che le SPINTE di Duroy mi mandano sempre fuori di testa!!!!!

    ....ehm...potresti anche stupirci con un seguito!!!!

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  3. No no, questa non l'avevo mai letta. Me la ricorderei diamine...e come si fa a dimenticare Duroy e le sue spinte!!!! Ehm...quoto mony: magari un seguito non sarebbe male ;-)

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  4. Oddio che one shot sto sudando e sbavando...
    Le Duroy spinte sono...meglio se non ci penso, mi censuro da sola!

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  5. Anche a me è rimasto il dubbio di averla letta, forse qualche anteprima di qualche pezzetto??? Cmq FA CALDO!!!!!!!

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  6. Non l'avevo letta.....bellissima e molto reale......
    Condivido l'idea di un seguito

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