Salve, oggi non vi do un po' di tregua. Voglio dirvi una cosa ... il finale non doveva andare in quel modo O_O giuro che non avevo nessuna intenzione ma, come dire ... Anthony ha fatto tutto e va be'. lo leggerete.
Buona lettura.
Per la prima volta dopo mesi mi alzo con il sorriso sulle labbra. Volto
il capo verso il corpo della ragazza vicino a me; dorme serena, le gambe
allacciate alle mie, il capo sul mio petto e il respiro leggero. La sveglia
segna le 7am, mi alzo per controllare Caroline, strano che non sia già qui.
Scosto piano il corpo di Katherine, facendo attenzione a non svegliarla, ed
esco dalla stanza per entrare in quella della piccola. Dorme ancora, le labbra
distese in un dolce sorriso, le manine sotto la guanciotta paffuta. Le
accarezzo il capo, le lascio un bacio sul capo e vado in cucina. Voglio
preparare la colazione, voglio che questa giornata inizi nel migliore dei modi
perché, per noi, è un nuovo inizio. Cerco di fare tutto nel silenzio più
assoluto, preparo l’impasto dei pancake, metto in forno i cornetti e preparo il
bacon croccante. Katherine è solita mangiare tanto a colazione e ho intenzione
di farle prendere i chili che ha perso in questi mesi. La presa sui miei
fianchi mi fa sussultare, non l’ho sentita arrivare tanto ero preso nel
preparare la colazione. Poggia il capo al centro della mia schiena, e io le
stringo forte la mano.
-Potevi svegliarmi-
-Mh si, potevo. Ma volevo preparare la colazione e iniziare la giornata nel modo giusto-
si stacca da me e si poggia al piano di lavoro, affondando un dito nella marmellata e, con un gesto innocente lo porta alla bocca mugulando. Rimango a fissarla, perlustrando il suo corpo e solo ora mi rendo conto che indossa solo la mia camicia, che a mala pena la copre, sentirla mugulare e vederla cosi vestita non è di certo un incentivo a comportarmi bene.
-Cosa, perché mi guardi in quel modo?-
-Non so se ti seri resa conto di come sei vestita e, i versi che emetti non aiutano affatto-
-Oh … quindi, professore, vuoi dirmi che ho ancora quell’effetto su di te-
-Mi sembra che ieri sera hai avuto un assaggio no?!-
-Mh, si-
si avvicina alle mie labbra sfiorandole, per poi baciarle piano. Morde leggermente il labbro inferiore per poi allontanarsi e guardarmi negli occhi. Quegli occhi blu come il mare, che hanno quella strana luce negli occhi che mi fa battere il cuore. Le afferro il volto e con movimenti lenti le carezzo le labbra, le schiude e il suo respiro mi solletica le punte delle dita, la guardo con intensità tale da farla imbarazzare, arrossisce e cerca di abbassare il capo ma non glielo permetto.
-Non immagini neanche quanto mi sei mancata. Le giornate senza te erano vuote, buie. Ci siamo persi, forse per colpa di mia madre, forse per colpa tua o semplicemente doveva andare così, ma non permettiamo che questa cosa accada di nuovo, non sarei capace di uscirne sano questa volta-
-Sono qui, sono qui. Non vado da nessuna parte. Anthony ti prego, devi credermi. Lo so che è difficile, che probabilmente ci metterò un po’ a riacquistare la tua fiducia ma ti farò capire quanto tengo a te e alla piccola. Tutto quello che è successo è si colpa di tua madre, ma è soprattutto mia e l'ho capito, l’ho capito nell’esatto momento in cui sono tornata a casa e ho pianto per giorni interi perché in cuor mio sapevo di sbagliare, ma non potevo rischiare di far arrabbiare tua madre, non dopo quello che mi aveva detto. Non so se sia il caso di parlarne adesso ma …-
-Siediti, ti prendo una tazza di caffè. E’ inutile rimandare, tanto prima o poi dovrai dirmelo-
annuisce e quando la lascio andare si lascia cadere sulla sedia. Quando le porgo il caffè, afferra la tazza stringendola tra le mani come a catturare il calore che emana. Mi siedo vicino a lei e, poggiando una mano sulla sua coscia, la invoglio a parlare.
-Era … era venuta da me qualche giorno prima, lo avevi notato anche tu ero strana. Ho ricevuto un messaggio in cui mi dava un appuntamento, all’inizio non sapevo chi fosse ma mi sono comunque azzardata ad andare. Eravamo al parco e c’era tanta gente, quindi ero relativamente preoccupata, sapevo che se avessi avuto qualche problema avrei comunque potuto chiedere aiuto a qualcuno. Quando sono arrivata nel luogo dell’appuntamento mi sono stranita nel vedere fosse lei, l’ho salutata come ero solita fare ma lei si è comportata in maniera fredda, scostante.
Ha iniziato a parlare di quanto fossi … sbagliata. Che di certo io non ero e non sono la persona giusta per te. Non voglio ripeterti tutte le parole poco carine che mi ha detto, ho avuto paura di lei quando ha minacciato di farti togliere la bambina. Ancora oggi mi chiedo come una madre possa pensare una cosa del genere, pensavo che la mia fosse stronza ma Anthony, scusa se te lo dico, ma tua madre è peggio. E’ cattiva, subdola … ha continuato a ripetere un’infinità di volte che ti avrebbe tolto la bambina, che se gli assistenti sociali avessero saputo della nostra relazione te l’avrebbero tolta. Le ho detto come potesse comportarsi in questo modo con te, con sua nipote e lei ha risposto che lo faceva proprio per voi. Mi ha lasciata li, sola e sono rimasta l’intero pomeriggio a fissare le famigliole felici che erano li al parco. Credo di aver preso in quel momento la mia decisione di lasciarti andare, non potevo permettere che lei ti portasse via Caroline, non me lo sarei mai perdonata-
-Non posso crederci …-
Mi alzo facendo cadere la sedia a terra, faccio avanti indietro e mi sento in gabbia. Come quegli animali nello zoo, che hanno a disposizione solo quei pochi metri quadri, con la differenza che io ho un appartamento a disposizione, ma sento come se le pareti mi stessero schiacciando, come se il respiro mi venisse meno. Esco nel terrazzo della cucina cercando un po’ d’aria. Non pensavo che la mente malata di mia madre potesse arrivare a tanto, è sempre stata una brava madre certo, un po’ possessiva, ma non mi ha mai fatto mancare nulla. Invece ha sviluppato una sorta di ossessione nei miei confronti, un ossessione malata e mi chiedo perché, cosa le ha fatto scattare questa cosa nei miei confronti. Rimango li minuti interi, cercando di regolare il respiro, mi volto verso al cucina cercando Katherine ma lei non c’è, merda.
Entro di fretta in casa chiamandola, ma non ricevo nessuna risposta. “Dio, fa che non se ne sia andata”, queste sono le parole che rimbombano in testa. Vado in camera da letto ma di lei non c’è traccia, inizio a preoccuparmi fin quando non sento le loro risate. Rilascio un sospiro di sollievo e rimango sull’uscio della camera di mia figlia a sentire i loro discorsi.
-Si e poi c’era un cattelloo glande glande-
-E immagino che dentro ci fossero le principesse-
-Ti, ma anche io elo una pincipessa-
-Non per nulla ti dico che sei la mia principessa-
inizia a baciarle il collo facendola ridere, la abbraccia forte come solo una madre e capace di fare. Mi beo nel sentire le loro risate, mi infondono tranquillità, pace. D’un tratto smettono e si guardano negli occhi, Caroline le sfiora il viso dandole un bacio sulla guancia.
-Mi tei mancata tanto-
-Anche tu amore mio, non sai quanto-
la stringe a se e le sue spalle hanno un sussulto. Sta piangendo.
-Ehi, state facendo baldoria senza me?-
-Papiinooo-
scende rapida dal letto, mentre Katherine si asciuga gli occhi e mi sorride. Con le labbra mi mima se è tutto ok, annuisco. E’ davvero tutto ok? Non lo so, ma fin quando lei sarà con me sono sicuro che le cose andranno per il meglio.
Suono il campanello con
insistenza, sento la sua voce urlare che sta arrivando ma non mi importa!
Quando apre la porta rimane impalata, non sa cosa dire e sinceramente neanche io. Avrei voglia di prenderla a schiaffi ma è pur sempre mia madre e soprattutto una donna.
-An … Anthony, cosa ci fai qui?-
entro senza risponderle portandomi al centro della stanza mentre lei chiude la porta.
-Non mi aspettavo di vederti, non dopo quella sera-
-Tranquilla, questa è l’ultima volta che mi vedrai. Sono venuto qui a chiederti solo una cosa, perché?!-
-Non capisco, perché cosa-
-Sai, da piccolo pensavo fossi la madre più brava e bella del mondo. Non mi hai mai fatto mancare nulla, mi hai amato e coccolato. Crescendo pensavo; da grande, quando avrò una famiglia, spero che mia moglie sarà una brava madre come la mia. Questo ho continuato a ripetermelo fino a quando non mi hai rovinato la vita la prima volta. Dopo quell’evento la mia, come dire, fiducia in te si è abbassata a livelli assurdi ma ti ho voluto dare il beneficio del dubbio, soprattutto quando hai accolto Caroline a braccia aperte. Sai, per la prima volta dopo tanto tempo ho creduto che tu fossi cambiata, che davvero fossi tornata la madre che stimavo fino a qualche tempo prima. Mi hai aiutata con la bambina, tu e papà vi siete fatti in quattro per farmi ottenere l’affidamento e poi, poi … come cazzo hai potuto fare una cosa del genere mamma. Seriamente, come hai potuto mettere in mezzo Caroline per dividermi da Katherine, ti prego illuminami perché non riesco a capire-
-Non so di cosa tu stia parlando e sinceramente mi sento offesa dalle tue parole. La tua ossessione per quella ragazzina ti ha fatto sviluppare queste strane idee-
-Smettila mamma, smettila con questa pagliacciata. Smettila di fare la santa. So tutto, TUTTO e solo Dio sa cosa mi ferma dal prenderti a schiaffi-
rimane immobile al suo posto, ma l’espressione del suo volto sta cambiando, Dalla freddezza che ha mantenuto fino ad ora si trasforma in rabbia.
-Cosa ne sai tu di quello che ho fatto io per voi, di quello che ho fatto per te! Ho fatto milioni sacrifici per farti andare nelle migliori scuole, ho affrontato le occhiatacce delle persone quando ti hanno visto con Caroline ma ci sono sempre stata per te, non potevo permettere che buttassi tutto nel cesso per lei!-
-Ma ti senti quando parli? Svegliati mamma, i sacrifici li fanno tutti i genitori, non solo tu! Pensavo non te ne importasse nulla di quello che pensavano i tuoi amici della mia decisione di tenere Caroline, ma come al solito mi sono sbagliato. Non ti riconosco più, tu non sei mia madre!-
-Oh smettila, non fare il melodrammatico. Devi crescere Anthony e cercare di fare qualcosa di buono nella vita-
-Su questo hai ragione. Farò qualcosa di buono nella mia vita. Scordati che esisto, scordati dell’esistenza di Caroline-
-Non puoi, non puoi farmi una cosa del genere-
-Oh si che lo faccio e se solo oserai fare qualcosa per togliermela, giuro sulla cosa che ho di più caro al mondo che te la faccio pagare-
rimane pietrificata quando lascio quella casa, sbatto la porta e mi appoggio ad essa. Andrà tutto bene.
****
Quando apre la porta rimane impalata, non sa cosa dire e sinceramente neanche io. Avrei voglia di prenderla a schiaffi ma è pur sempre mia madre e soprattutto una donna.
-An … Anthony, cosa ci fai qui?-
entro senza risponderle portandomi al centro della stanza mentre lei chiude la porta.
-Non mi aspettavo di vederti, non dopo quella sera-
-Tranquilla, questa è l’ultima volta che mi vedrai. Sono venuto qui a chiederti solo una cosa, perché?!-
-Non capisco, perché cosa-
-Sai, da piccolo pensavo fossi la madre più brava e bella del mondo. Non mi hai mai fatto mancare nulla, mi hai amato e coccolato. Crescendo pensavo; da grande, quando avrò una famiglia, spero che mia moglie sarà una brava madre come la mia. Questo ho continuato a ripetermelo fino a quando non mi hai rovinato la vita la prima volta. Dopo quell’evento la mia, come dire, fiducia in te si è abbassata a livelli assurdi ma ti ho voluto dare il beneficio del dubbio, soprattutto quando hai accolto Caroline a braccia aperte. Sai, per la prima volta dopo tanto tempo ho creduto che tu fossi cambiata, che davvero fossi tornata la madre che stimavo fino a qualche tempo prima. Mi hai aiutata con la bambina, tu e papà vi siete fatti in quattro per farmi ottenere l’affidamento e poi, poi … come cazzo hai potuto fare una cosa del genere mamma. Seriamente, come hai potuto mettere in mezzo Caroline per dividermi da Katherine, ti prego illuminami perché non riesco a capire-
-Non so di cosa tu stia parlando e sinceramente mi sento offesa dalle tue parole. La tua ossessione per quella ragazzina ti ha fatto sviluppare queste strane idee-
-Smettila mamma, smettila con questa pagliacciata. Smettila di fare la santa. So tutto, TUTTO e solo Dio sa cosa mi ferma dal prenderti a schiaffi-
rimane immobile al suo posto, ma l’espressione del suo volto sta cambiando, Dalla freddezza che ha mantenuto fino ad ora si trasforma in rabbia.
-Cosa ne sai tu di quello che ho fatto io per voi, di quello che ho fatto per te! Ho fatto milioni sacrifici per farti andare nelle migliori scuole, ho affrontato le occhiatacce delle persone quando ti hanno visto con Caroline ma ci sono sempre stata per te, non potevo permettere che buttassi tutto nel cesso per lei!-
-Ma ti senti quando parli? Svegliati mamma, i sacrifici li fanno tutti i genitori, non solo tu! Pensavo non te ne importasse nulla di quello che pensavano i tuoi amici della mia decisione di tenere Caroline, ma come al solito mi sono sbagliato. Non ti riconosco più, tu non sei mia madre!-
-Oh smettila, non fare il melodrammatico. Devi crescere Anthony e cercare di fare qualcosa di buono nella vita-
-Su questo hai ragione. Farò qualcosa di buono nella mia vita. Scordati che esisto, scordati dell’esistenza di Caroline-
-Non puoi, non puoi farmi una cosa del genere-
-Oh si che lo faccio e se solo oserai fare qualcosa per togliermela, giuro sulla cosa che ho di più caro al mondo che te la faccio pagare-
rimane pietrificata quando lascio quella casa, sbatto la porta e mi appoggio ad essa. Andrà tutto bene.
****
Quando entro in casa
tutto è stranamente silenzioso, stamattina quando sono uscito Katherine mi
aveva detto che sarebbe rimasta tutto il giorno in casa e invece di lei nessuna
traccia. Non abbiamo più avuto modo di parlare dopo quello che mi ha raccontato,
faccio un giro in casa e vedo Caroline con l’accappatoio, mentre Katherine le
spazzola i capelli. Non è andata via …
-Buon pomeriggio principesse-
-Papà-
mi salta in braccio e inizio a baciarla. Katherine si gode lo spettacolo sorridendo, mentre sistema le cose della piccola. Raccoglie anche la sua roba … ma che.
-Vai via?-
-Ho un appuntamento stasera, ho preso questo impegno settimane fa-
-Ah, pensavo restassi qui con noi-
la voce mie esce più acida di quanto avrei voluto.
-Anthony, non fare cosi-
-Cosi come, è la prima sera che … lascia perdere, vai dove ti pare-
la lascio sola e con ancora in braccio Caroline raggiungo la cucina. Prendo la frutta frullata dal frigo e inizio a darlo alla piccola che, in silenzio mangia tutto. Con la coda dell’occhio la vedo entrare in cucina, si avvicina a noi per dare un bacio alla piccola per poi avvicinarsi a me. Mi accarezza la guancia con il palmo della mano, mi da un leggero bacio sulle labbra e va via.
Rimango immobile fin quando non sento la porta sbattere; non ci credo, è andata davvero via.
L’intero pomeriggio lo passo vagando per casa, sbattendo ogni cosa mi capita sotto mano e guardando di continuo il telefono. Con diavolo deve vedersi stasera? Non posso credere che ha preferito uscire con chissà chi invece che stare con me. Mia sorella dal canto suo si sbellica dalle risate, non fa altro che prendermi in giro e, all’ennesima uscita infelici la fulmino con lo sguardo.
-Di un’altra parola e giuro che ti sbatto fuori di casa-
-Se tu la smettessi di camminare come un animale in gabbia, di sbuffare e di borbottare una pentola di fagioli, forse e dico forse, potrei anche smetterla.-
-Pff, non sto borbottando-
alza gli occhi al cielo continuando a dar da mangiare alla piccola e dicendole che padre stupido abbia.
-Ti sento-
-Tanto meglio. Per quale motivo non prendi quel dannato telefono e le chiedi dov’è?-
-Non ci penso neanche-
-Fai un po’ come ti pare, ma smettila di rompere le scatole!-
-Non vedo per quale motivo dovrei farlo poi. Lei è dalla parte del torto, lei dovrebbe chiamarmi-
-Ossignore liberaci. Le avevi forse detto di rimanere qui stasera? Le avevi chiesto di uscire?-
-Be’, no ma mi sembrava …-
-Scontato?-
-Si-
-Anthony, chiamala-
e alla fine non l’ho chiamata. E’ mezza notte e fisso il telefono. Non un messaggio, non una chiamata, nulla. Rigiro il telefono tra le mani, scorro i numeri nella rubrica e chiamo l’unica persona che può aiutarmi.
Dentro il locale c’è confusione, corpi che si scontrano, ragazzi che si baciano in tutti gli angoli. Perlustro ogni singolo angolo, con la paura di vederla con qualcun altro. Fortunatamente non riconosco il viso di lei in nessuna di quelle ragazze. Mi sto quasi arrendendo, probabilmente è tornata a casa, ma un tavolino nell’angolo più buio attira la mia attenzione e li la vedo; con le gambe accavallate, un drink in mano e un ragazzo di fronte a lei. Sono lontani l’uno dall’altra ma sento la gelosia montare. A passo spedito mi faccio spazio tra la folla, fino ad arrivare di fronte a loro. Lei strabuzza gli occhi, posando il drink sul tavolinetto di fronte a lei, cerca di avvicinarsi ma mi scosto.
-Anthony che ci fai qui-
urla e riesco a mala pena a percepire la sua voce. La fisso ancora per qualche secondo e vado via.
Sono arrabbiato, sento quasi il mio corpo vibrare tanta è la rabbia che ho dentro. Esco fuori sbattendo le porte e prendendo a calci il muro. Le persone fuori mi guardano, ma non si azzardano a dire nulla forse per paura di una mia reazione. In effetti avrei voglia di prendere a pugni qualcuno in questo momento, cosi giusto per scaricare il nervosismo.
-Anthony-
-Che diavolo vuoi, torna da lui-
-Che ci fai qui? Come hai fatto a trovarmi?-
-E’ di questo che ti preoccupi? Come ho fatto a trovarti? Che c’è, ho forse rovinato i tuoi piani? Puoi pure tornare dal tuo amiche …-
mi bacia, zittendo le mie parole senza senso. Si arrampica sul mio corpo, stringendo le braccia attorno al collo e strofinandosi. Mi spinge nel vicolo vicino, e non resisto un attimo. L’afferro per le natiche e la sbatto al muro, rilascia un gemito probabilmente di dolore ma non me ne curo. Le nostre lingue si cercano e si incontrano per dar via a una danza sensuale, mentre i nostri corpi sono legati.
Le bacio il collo mordendolo, spingo il mio bacino contro il suo facendole percepire la mia eccitazione, mi sembra assurdo tutto questo, trovarci in un vicolo buio, dove chiunque può vederci.
-Lo vedi, vedi cosa mi provochi?-
risponde gemendo all’ennesima spinta del mio bacino.
-Mi fai perdere il controllo e questo vestito …-
il vestito è praticamente sollevato fino ai fianchi, le sue cosce esposte e da qui riesco vedere la sua biancheria intima e, come impossessato avvicino le mie dita alla sua intimità. Sussulta mordendosi le labbra, mentre io continuo a toccarla, l’accarezzo da sopra la stoffa e riesco a percepire quanto sia eccitata.
-Se non fossimo in un fottutissimo vicolo, ti prenderei qui-
-Anthony …-
-Dovrai accontentarti delle mie dita-
aumento il ritmo e con lui il suo respiro, non oso andare oltre non riuscirei a fermarmi. Continuo a muovermi sopra la stoffa delle sue mutandine, le lecco il collo per poi morderlo e la sento arrivare al culmine, geme forte e sono costretto a soffocare i suoi gemiti con la mia bocca. Il corpo vibra, le sue mani cercano un appiglio sulla mia schiena.
-Sei mia-
-Sono tua … -
-Andiamo da te-
la lascio andare, si regge a mala pena sui tacchi. I capelli scompigliati, le labbra rosse come il resto del corpo. La bacio ancora, questa volta in maniera lieve e mi rendo conto che non è mai stata mia come adesso.
-Buon pomeriggio principesse-
-Papà-
mi salta in braccio e inizio a baciarla. Katherine si gode lo spettacolo sorridendo, mentre sistema le cose della piccola. Raccoglie anche la sua roba … ma che.
-Vai via?-
-Ho un appuntamento stasera, ho preso questo impegno settimane fa-
-Ah, pensavo restassi qui con noi-
la voce mie esce più acida di quanto avrei voluto.
-Anthony, non fare cosi-
-Cosi come, è la prima sera che … lascia perdere, vai dove ti pare-
la lascio sola e con ancora in braccio Caroline raggiungo la cucina. Prendo la frutta frullata dal frigo e inizio a darlo alla piccola che, in silenzio mangia tutto. Con la coda dell’occhio la vedo entrare in cucina, si avvicina a noi per dare un bacio alla piccola per poi avvicinarsi a me. Mi accarezza la guancia con il palmo della mano, mi da un leggero bacio sulle labbra e va via.
Rimango immobile fin quando non sento la porta sbattere; non ci credo, è andata davvero via.
L’intero pomeriggio lo passo vagando per casa, sbattendo ogni cosa mi capita sotto mano e guardando di continuo il telefono. Con diavolo deve vedersi stasera? Non posso credere che ha preferito uscire con chissà chi invece che stare con me. Mia sorella dal canto suo si sbellica dalle risate, non fa altro che prendermi in giro e, all’ennesima uscita infelici la fulmino con lo sguardo.
-Di un’altra parola e giuro che ti sbatto fuori di casa-
-Se tu la smettessi di camminare come un animale in gabbia, di sbuffare e di borbottare una pentola di fagioli, forse e dico forse, potrei anche smetterla.-
-Pff, non sto borbottando-
alza gli occhi al cielo continuando a dar da mangiare alla piccola e dicendole che padre stupido abbia.
-Ti sento-
-Tanto meglio. Per quale motivo non prendi quel dannato telefono e le chiedi dov’è?-
-Non ci penso neanche-
-Fai un po’ come ti pare, ma smettila di rompere le scatole!-
-Non vedo per quale motivo dovrei farlo poi. Lei è dalla parte del torto, lei dovrebbe chiamarmi-
-Ossignore liberaci. Le avevi forse detto di rimanere qui stasera? Le avevi chiesto di uscire?-
-Be’, no ma mi sembrava …-
-Scontato?-
-Si-
-Anthony, chiamala-
e alla fine non l’ho chiamata. E’ mezza notte e fisso il telefono. Non un messaggio, non una chiamata, nulla. Rigiro il telefono tra le mani, scorro i numeri nella rubrica e chiamo l’unica persona che può aiutarmi.
Dentro il locale c’è confusione, corpi che si scontrano, ragazzi che si baciano in tutti gli angoli. Perlustro ogni singolo angolo, con la paura di vederla con qualcun altro. Fortunatamente non riconosco il viso di lei in nessuna di quelle ragazze. Mi sto quasi arrendendo, probabilmente è tornata a casa, ma un tavolino nell’angolo più buio attira la mia attenzione e li la vedo; con le gambe accavallate, un drink in mano e un ragazzo di fronte a lei. Sono lontani l’uno dall’altra ma sento la gelosia montare. A passo spedito mi faccio spazio tra la folla, fino ad arrivare di fronte a loro. Lei strabuzza gli occhi, posando il drink sul tavolinetto di fronte a lei, cerca di avvicinarsi ma mi scosto.
-Anthony che ci fai qui-
urla e riesco a mala pena a percepire la sua voce. La fisso ancora per qualche secondo e vado via.
Sono arrabbiato, sento quasi il mio corpo vibrare tanta è la rabbia che ho dentro. Esco fuori sbattendo le porte e prendendo a calci il muro. Le persone fuori mi guardano, ma non si azzardano a dire nulla forse per paura di una mia reazione. In effetti avrei voglia di prendere a pugni qualcuno in questo momento, cosi giusto per scaricare il nervosismo.
-Anthony-
-Che diavolo vuoi, torna da lui-
-Che ci fai qui? Come hai fatto a trovarmi?-
-E’ di questo che ti preoccupi? Come ho fatto a trovarti? Che c’è, ho forse rovinato i tuoi piani? Puoi pure tornare dal tuo amiche …-
mi bacia, zittendo le mie parole senza senso. Si arrampica sul mio corpo, stringendo le braccia attorno al collo e strofinandosi. Mi spinge nel vicolo vicino, e non resisto un attimo. L’afferro per le natiche e la sbatto al muro, rilascia un gemito probabilmente di dolore ma non me ne curo. Le nostre lingue si cercano e si incontrano per dar via a una danza sensuale, mentre i nostri corpi sono legati.
Le bacio il collo mordendolo, spingo il mio bacino contro il suo facendole percepire la mia eccitazione, mi sembra assurdo tutto questo, trovarci in un vicolo buio, dove chiunque può vederci.
-Lo vedi, vedi cosa mi provochi?-
risponde gemendo all’ennesima spinta del mio bacino.
-Mi fai perdere il controllo e questo vestito …-
il vestito è praticamente sollevato fino ai fianchi, le sue cosce esposte e da qui riesco vedere la sua biancheria intima e, come impossessato avvicino le mie dita alla sua intimità. Sussulta mordendosi le labbra, mentre io continuo a toccarla, l’accarezzo da sopra la stoffa e riesco a percepire quanto sia eccitata.
-Se non fossimo in un fottutissimo vicolo, ti prenderei qui-
-Anthony …-
-Dovrai accontentarti delle mie dita-
aumento il ritmo e con lui il suo respiro, non oso andare oltre non riuscirei a fermarmi. Continuo a muovermi sopra la stoffa delle sue mutandine, le lecco il collo per poi morderlo e la sento arrivare al culmine, geme forte e sono costretto a soffocare i suoi gemiti con la mia bocca. Il corpo vibra, le sue mani cercano un appiglio sulla mia schiena.
-Sei mia-
-Sono tua … -
-Andiamo da te-
la lascio andare, si regge a mala pena sui tacchi. I capelli scompigliati, le labbra rosse come il resto del corpo. La bacio ancora, questa volta in maniera lieve e mi rendo conto che non è mai stata mia come adesso.

Oh per la miseria, pompieriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii c'è un incendio nelle mie mutande, eppure credevo che in un attimo di folle gelosia la prendesse li su quel muro nel vicolo!!!!
RispondiEliminaBene ehm mi riprendo un attimo....
La madre io sono senza parole, non riesco proprio a capirla, è un comportamento il suo fuori da ogni logica, cioè lo accusa di essere causa dei suoi sacrifici di madre??? Una donna così non deve neanche essere chiamata madre....
Katherine anche non la capisco, hai appena ritrovato Anth e esci con un altro??? ma stai fuori??? Meno mai che lui da buon uomo passionale se la va a riprendere!!!!!
Tu. Davvero. Non. Puoi. Capire.
RispondiEliminaCome esattamente loro due ... esattamente loro, danno vita a quello che scrivi. La sensazione è doppiamente forte perché la storia brucia e loro due la infiammano ancora di più.
Stop. Non ho altro da dire.
Ho Henry in testa e mi gira!
Oh per la miseria..... Serve ghiaccio molto ghiaccio!!!!!
RispondiEliminaQuesti due insieme mi fanno impazzire, non capisco perché lei sia uscita con un altro, ma immagino che presto lo scopriremo.....
Ho esultato quando è andato da quella arpia della mamma, il suo comportamento e' stato orribile!!!!
Porca miseria......questi due mi fanno impazzire......
RispondiEliminaSembrano che ci provino un gusto perverso a vedere chi fa incazzare di più l'altro.....ma poi la passione ha il sopravvento.....
Non oso pensare cosa succederà nel prossimo capitolo.....
La madre....pollice verso.....
oh miseria,sono io o fa improvvisamente caldo qui??quanto mi erano mancati i loro incontri passionali!mah non mi preoccuperei troppo per il ragazzo che era con Kath,forse era solo un amico e magari pure gay...
RispondiEliminaquello che penso della madre di Anth è tutto da censura,sempre ammesso che si possa definire madre una persona del genere,come si fa a minacciare di portare via la nipote e a rinfacciare a suo figlio di aver fatto dei sacrifici per lui?!?
.....e come si suol dire "Anthony ha preso in mano la situazione.....anzi l'ha presa con le dita!!!!....ehhhh
RispondiEliminaNon mi preoccupo per l'amico di Kath, non avrà potuto disdire l'appuntamento fissato da tempo, e comunque non credo che a Kath interessi una ceppa quel tipo, chiunque sia!
.....sono molto rammaricata per quell'arpia di madre che Anthony si ritrova, certi comportamenti non si dimenticano e lasceranno una cicatrice profonda in Anth, povero tesoro...
WOW.....il mio Anthony ci sa proprio fare, non c'è che dire XD
RispondiEliminammmm....con chi è uscita Kath?? sinceramente l'ho trovato poco carino...insomma vuole sistemare le cose con Anth però intanto esce con un altro?? e no....
Che goduria la sfuriata di Anth a sua madre!! ma quanto è stronza e malvagia quella donna?? addirittura arrivare al punto di usare Caroline, sua nipote....direi che è da rinchiudere, è una malata mentale.
Ora basta però, Anthony ne ha passate troppe tesoro mio, lo voglio vedere felice :(
Anthony Anthony... sospira .... che cosa è ...che calor.... chissà con chi è uscita Kath? mi sembra un comportamento un pò strano.. se ha scelto di riconquistare Anth perchè uscire insieme ad un altro !...Un gran applauso ad Anth, la madre ha ricevuto il trattamento che si meritava dopo avere fatto passare l'inferno al figlio .. è da pazzia quello che ha combinata al figlio! Povero Anth spero che vada avanti d'ora in poi alla grande!!!!
RispondiEliminaNon capisco il comportamento di Kath, si è riavvicinata ad Anth ma esce con un altro o.O beh immagino che lo scopriremo XD
RispondiEliminaComunque...mamma mia Anthony mi ha mandato la Jole a fuoco, BRUCIO!
Che dire della madre?! E' proprio una stronza, povero Anth :(
La bambina è adorabile come sempre *-*