Etichette

sabato 21 settembre 2013

I was lost ... cap34

Intanto ringrazio Silvia per il banner <3 
Piatto ricco mi ci ficco, è lunghino il capitolo ma tanto voi mi direte: pff è troppo corto -.-'
quindi, buona lettura!

Spingo il bacino contro il suo sedere, ansimando nel suo collo. Geme mentre cerca di aprire la porta, ma sembra che le chiavi non collaborino o forse, è il suo tremore alle mani a non aiutarla.
-Piccola, se …se non apri giuro che ti prendo qui, sul pianerottolo di casa-
-Se tu la smettessi … ti prego, non … non cosi-
le succhio quel punto dietro l’orecchio che la fa impazzire, continuando a strusciarmi sul suo sedere. Dopo un tempo che mi sembra infinito, riesce ad aprire la dannata porta, la spingo dentro iniziando a spogliarla. Raggiungiamo con fatica la sua stanza, le divoro le labbra mentre la spoglio e con le mani cerco di toccare ogni punto del suo corpo.
Quando siamo nella sua stanza si lascia cadere sul letto, mi perdo a fissare il suo corpo che, con la luce che arriva dalla strada, sembra anche più bello. Indossa un completo intimo nero, con delle piccole trasparenze che mi fanno eccitare, che mi fanno desidera di possederla. La guardo ancora, studiando il suo corpo, i suoi fianchi che, anche se è dimagrita, sono rimasti comunque evidenti.
-Vieni qui-
lo dice in modo languido mordendosi le labbra
-Mi manderai al manicomio Katherine, sei …-
-Cosa Anthony, cosa-
mi stendo sopra il suo corpo, con indosso ancora i jeans. Avvicino il volto al suo, leccandole le labbra e spingendo il bacino

-Tu …tu mi mandi fuori di testa, in tutti i sensi. Scateni in me delle emozioni cosi …cosi forti-
mi sposto sul collo, leccandolo e succhiandolo. Inarca il corpo e si strofina contro il mio cercando sollievo.
Proseguo lasciando scie umide sullo sterno, con la lingua scendo giù fino a fermarmi sull’interno coscia, la mordo e inarca il corpo gemendo.
-Anth-
non la ascolto, mi sposto sul suo centro amandola attraverso le mutandine. Stringe forte i miei capelli, muovendo il bacino.
-Anth … fermati-
continuo e sento che sta per raggiungere il piacere
-Anthony, fermati!-
mi stacco da lei, che diavolo?
-Il tuo telefono be’, vibra-
e in effetti lo sento vibrare, rispondo con la voce decisamente arrochita
-Anthony, dove diavolo sei?-
-Sono da Katherine, che succede?-
-Caroline si è svegliata, è andata nella tua camera e non c’eri e diamine, sta dando di matto. Non fa altro che piangere e urlare che vuole te. Ti prego, vieni-
-Merda. Si, arrivo 10 minuti e sono a casa-
vado nell’altra stanza e da terra raccolgo la camicia e con lei la giacca di pelle. Lei è dietro di me, con indosso solo una maglia che a malapena la copre. Dio, perché c’è l’hai con me, perché.
-Cosa succede-
-Caroline mi cerca e be’, ha una crisi isterica-
-Oh, se mi aspetti io … posso venire da te-
sto per risponderle ma lei è già sparita nel corridoio. Si sta facendo tardi e continuo a chiedermi perché mia figlia si stia comportando in questo modo. Non si è mai comportata cosi, di solito con la zia sta tranquilla e spesso non sono stato a casa per via del lavoro. Non capisco e di certo continuare a stare qui non aiuta.
-Katherine io vado-
-Sono qui, sono qui. Andiamo-
Chiude la porta dietro se mentre io inizio a scendere, lei mi raggiunge subito e mano nella mano andiamo in auto.
-Devo dirti una cosa Kath-
-Mh, devo preoccuparmi?-
-Direi di no. Domani, cioè oggi visto l’orario, è il compleanno di Caroline-
-Coosa? E me lo dici solo ora?-
-Diciamo che ieri non è stata poi una giornata cosi tranquilla, non credi?-
-Si ma … al diavolo Anthony, potevi dirmelo anche quando non avevamo ancora fatto pace e anche tua sorella non mi ha detto nulla. Devo assolutamente uscire per comprarle qualcosa. Farete una festa immagino-
-Si, a casa mia. Ci saranno i suoi compagni di scuola e la mia famiglia-
-Ah, be’ è il caso che io non ci sia. Le darò il regalo prima che la festa inizi-
-Per quale motivo?-
-Per lo stesso motivo per cui ci siamo lasciati mesi fa. Tua madre!-
-Lei non ci sarà, almeno lo spero. Dopo il discorso che abbiamo avuto ieri, non credo si farà viva-
-E’ sua nonna, ha il diritto di vederla-
-No, lo ha perso nel momento in cui ha pensato di portarmela via! Katherine, ti prego, ne parleremo ma non adesso-
Entriamo nel garage sotterraneo del condomino dove abito e, scendendo di corsa, prendiamo l’ascensore. Durante la salita si allontana da me, si mette nell’angolo e fissa il vuoto. Non va, non va affatto. Dobbiamo parlare, dobbiamo chiarire tante di quelle cose che, argh.
-Vieni qui-
la prendo tra le mie braccia stringendola forte, il naso affondato tra la sua folta chioma e respiro il suo profumo. Lei mi stringe le braccia attorno alla vita, stringendo i pugni nella maglia.
-Risolveremo tutto Katherine, te lo prometto. Dobbiamo solo parlare-
-Ho paura che …che tua mamma possa vendicarsi-
-Non succederà, non è cosi stupida. Adesso andiamo dalla nostra piccola, vieni-
Apro in fretta la porta di casa, e le urla di Caroline quasi mi terrorizzano. Corro verso la sua stanza e la trovo rannicchiata sul suo letto che piange sul petto di mia sorella.
-Caroline-
-Papà-
si fionda su di me e quando la prendo in braccio stringe forte le braccine attorno al collo, le sue piccole gambe strette sul mio petto. Che diavolo le prende?
-Ehi, calma. Respira amore, respira. Sono qui-
-Non … non c’eri più-
-Sono qui, non vado da nessuna parte-
il pianto si calma e il respiro pian piano si regolarizza. Mi siedo sul letto, mentre Katherine e mia sorella ci fissano chiedendosi cosa le sia preso. Piano la sua presa si allenta, si siede sulle mie ginocchia e mi accarezza il volto.
-Amore, vuoi dirmi cosa è successo?-
-Ho fatto un blutto sogno e tu non c’eri-
-Vuoi raccontarmelo?-
scuote il capo e riallaccia le braccine al mio collo. La cullo un po’ cercando di rilassarla, nel frattempo le ragazze sono sparite in cucina, le sento parlare a bassa voce e anche loro si chiedono cosa abbia potuto sognare di cosi brutto. Qualche minuto dopo entra Katherine con in mano un biberon con dentro la camomilla. Si siede sul letto piano le massaggia la schiena
-Ehi, guarda chi c’è?-
Alza il visino e le sorride, per poi arrampicarsi su di lei e stringerla forte.
-Amore, cosa è successo. Ci hai fatto spaventare. Tieni, prendi il biberon-
-No, dammelo tu-
Si accoccola su di lei e inizia a bere la camomilla, si guardano per tutto il tempo negli occhi, di tanto in tanto Katherine le bacia dolcemente la fronte fin quando non si rilassa del tutto e si addormenta. Rimaniamo ancora cosi, lei che le accarezza il nasino piccolo e perfetto, le bacia le guance morbide, la stringe a se.
-E’ perfetta-
lo sussurra, forse più a se stessa che a me. E in un momento mi vedo proiettato in un ipotetico futuro, certo molto lontano, ma sento che è la vita che vorrei. Perché sarebbe giusto cosi, perché lei è per mia figlia quella mamma che non ha mai avuto, quella figura femminile che le è sempre mancata. Si alza con lei ancora in braccio e mi fa segno di scostarle le coperte del piccolo lettino, la adagia li, le rimbocca le coperte e rimane ancora a fissarla accarezzandole i capelli.
-Ti voglio bene piccola-
lo sussurra nel suo orecchio e, con un’ultima carezza esce dalla stanza. Rimango ancora qualche minuto con lei, per essere sicuro che stia dormendo tranquilla. In casa regna il silenzio, l’unica luce accesa è quella della cucina, piano esco dalla stanza accostando la porta.
La camera di Julie è chiusa, probabilmente sarà già a letto, domani dovrà partire per lavoro e mancherà per una settimana. Raggiungo la cucina e li trovo Katherine, con in mano un bicchiere di vino e lo sguardo perso nel vuoto.
-Ehi-
-Ho preparato un bicchiere anche per te-
-Non dovresti bere, non hai l’età-
-Si, lo so professore-
mi siedo vicino a lei, le stringo una mano e con calma bevo il liquido rosso.
-Tecnicamente non sono più il tuo professore-
-Dettagli. Cosa credi avesse la piccola?-
-Sinceramente non lo so. Mi chiedo cosa abbia potuto sognare tale da terrorizzarla così-
-Sai, quando ero piccola anche io facevo gli incubi. Mi destabilizzavano, passavo l’intera notte a piangere. Crescendo sono diventati meno frequenti, ma ogni tanto rifaccio sempre lo stesso sogno-
-Cosa sognavi?-
-Mi perdevo nel bosco, cercavo di tornare indietro ma non riuscivo. Cadevo mi rialzavo e gli alberi erano sempre più fitti. Come ti dicevo, a volte lo rifaccio tutt’ora e mi destabilizzano tutte le volte. So che i bambini attraversano questo periodo, fanno incubi e a volte durano per tanto tempo-
-Mh, e tu come fai a sapere tutte queste cose?-
la volto verso me e le bacio le labbra dolcemente. Lei mi accarezza la guancia sorridendo sulle mie labbra.
-Ho letto, professore-
-Sai, mi ha sempre eccitato sentirmi chiamare professore da te-
-Ma dai-
un bacio accennato, giusto il tempo di far entrare in contatto le lingue.
-E cosi domani questa casa sarà piena di bambini-
-Si, e non ci sarà neanche Julie, il che sarà praticamente un inferno-
-Mmmh, ci sarà tua madre no?-
-No, non ci sarà-
prendo un altro sorso di vino e riporto lo sguardo su lei
-Ho parlato con mia madre, non si intrometterà più nelle nostre vite. In realtà le ho detto che deve starne fuori e che non deve più farsi vedere-
-Anthony io … lei è tua madre, è la persona che ti ha cresciuto e messo al mondo  non puoi tagliarla fuori cosi-
-Invece posso e voglio! Non ha fatto altro che rovinarmi la vita, mi ha sempre allontanato dalle persone che amo e mi sono stancato Katherine. Qui non c’entri tu, o meglio c’entra quello che fatto a noi ma credimi, prima o poi sarebbe successo. Lei è ossessionata da me, è protettiva anche con mia sorella ma non a questi livelli-
-Quindi domani …-
-Quindi domani, o meglio più tardi, io non andrò a lavoro e tu rimarrai qui, con me, a organizzare tutto quanto-
-Sai che tutto questo fa molto famiglia?-
-Era quello l’intento in realtà. Prima ti guardavo con Caroline e Dio solo sa cosa ha immaginato la mia mente-
-Posso immaginarlo-
-Non voglio metterti fretta Kath, sei ancora cosi giovane e devi finire gli studi ma mi piacerebbe costruire qualcosa con te, qualcosa di davvero concreto-
-Lo voglio anche io, credimi. Per me Caroline è come …-
-Lo so, lo so e tu per lei sei una mamma. Però un passo alla volta no?-
-Si, un passo alla volta il che mi porta a farti una domanda. Come diavolo facevi a sapere dov’ero?-
-Allie. L’ho chiamata e le ho chiesto se sapeva dove fossi e be’ si, il resto lo sai. Adesso sono io a chiederti una cosa … chi è lui?-
-E’ un mio amico, il primo ragazzo che ho conosciuto a New York! Voleva dei consigli come conquistare Allie.
-Ah-
-Già, ma siccome tu sei un inguaribile gelosone …-
-Be’ scusami se ho pensato preferissi uscire con lui e non stare con me-
-Oh lo so che lo hai pensato, per questo ho deciso di non disdire che mio appuntamento-
-Ma che …-
scappa da me correndo verso la camera da letto, la rincorro e, dopo aver chiuso la porta la raggiungo sul letto.
-Quindi lo hai fatto a posta …sei proprio una bambina cattiva-
-Oh si, lo sono-
mi spoglio con lentezza calcolata, piego con cura gli abiti mentre lei si limita a sollevare il bacino per togliere i jeans e rimanere con la maglia.
Sbatte la mano sul materasso, la raggiungo e mi stendo vicino a lei attirandola sul mio petto. Le bacio i capelli e con la punta delle dita le sfioro la pelle del braccio che si riempie di brividi.
-Devo comprare il regalo a Caroline-
-Domani ci penseremo-
-Mh e voglio farle io la torta. E’ il mio primo compleanno con lei-
-È vero, l’anno scorso non facevi ancora parte delle nostre vite o meglio, ero già perso della tua infinita bellezza …-
-Fai  il serio-
me lo dice pizzicandomi il fianco e stringendomi la maglia nel suo piccolo pugno
-Sono serissimo. Comunque va bene, farai tu la torta della piccola e mi aiuterai a preparare tutto quanto. Domani sarà una giornata in famiglia-
-Suona divinamente bene-
-Si, decisamente-
****
-ANTHONY-
giuro che se la sento urlare un’altra volta il mio nome la lascio seduta stante. E’ da stamattina presto che non fa altro che impartirmi ordini e da bravo compagno quale sono, l’ho sopportata ma adesso mi sta dando decisamente sui nervi.
-Cosa c’è Katherine-
-Niente, mi piace farti impazzire. Potresti assaggiare la panna? Ho paura sia troppo dolce per i bambini-
affondo un dito nella ciotola e lo porto alla bocca, godendomi quella delizia.
- È perfetta così ma secondo me manca qualcosa- 
prendo un altro po’ e la spalmo nelle sue labbra per poi baciarla e ripulirla.
-Mh si, adesso si che è buona-
la stringo a me ma lei fa un po’ di resistenza
-Dai, tra un po’ verranno i bambini e devo finire di decorare la torta. Va a vestire la piccola-
mi da un bacio veloce e torna a lavorare sul dolce. Sbuffando vado in camera di Caroline e la trovo davanti al suo armadio, con un ditino sul mento, che osserva i suoi vestitini.
-Allora amore, cosa vuoi indossare?-
-Quetto qua-
mi indica il vestitino blu, con la gonna morbida e le maniche corte.
-Ok, mettiamo i collant bianchi e le ballerine blu d’accordo?-
-Si. Dov’è Kath?-
-Sta finendo di preparare le ultime cose, tra un po’ arriveranno i tuoi amichetti-
Mentre la vesto canticchia una canzone a me sconosciuta, le chiedo cosa sia e lei risponde semplicemente che è una canzone che Katherine le canta sempre.
-Papino, quando si spengono le can …can, uff quelle cose la, è velo che si esplime un desidelio-
-Si-
-E posso esplime quello che voglio?-
-Certo che si, am non devi dirlo a nessuno sennò il desiderio non si avvera-
-Aaaah, ho capito-
-Hai un desiderio da esprimere?-
-Si, ma non te lo dico sennò non si avvela-
-Giusto, giusto-
mi da un bacio e dopo averle infilato la scarpina corre via, che la festa abbia inizio.

***
Voglio che qualcuno mi ricordi il motivo per cui ho accettato di festeggiare il compleanno di mia figlia qui in casa. Bevo l’ultimo sorso di vino e guardo il mio appartamento; sembra che un tornado sia passato qui dentro, bicchieri di plastica ovunque, macchie per terra  e nelle porte e bambini, bambini urlanti ovunque. Dio, ma cosa hanno dentro il corpo, un demone urlatore? Katherine e mio padre non fanno altro che correre a destra e a sinistra, io dopo mezz’ora me la sono data a gambe guadagnandomi occhiatacce da parte loro. So che avevo promesso che li avrei aiutati, ma proprio non riesco a stare in mezzo a quel casino, per questo sono chiuso in cucina e da qui controllo che nessuno rompi qualcosa.
Vedo Katherine entrare in cucina e riservarmi un’occhiataccia che farebbe tremare chiunque, è incazzata e ha tutte le ragioni per esserlo.
-Non avercela con me-
-Oh e perché dovrei avercela con te? Solo perché hai abbandonato me e tuo padre con 15 bambini urlanti? Ma dai Anthony, va tutto cosi bene mi sento fresca come una rosa-
-Kath-
-Kath niente. Puoi almeno portare la torta di la? Una bambina si è rovesciata addosso qualcosa e devo cambiarla, le do una maglia di Caroline-
-Si, certo vai pure-
-Grazie per il permesso-
è incazzata e anche tanto. Per farmi perdonare dovrò pulire questo casino da solo, è il minimo che possa fare nei suoi confronti. Sospirando prendo la torta dalla cucina e la porto di la, tutti iniziano a intonare “Tanti auguri” e la mia piccola principessa abbassa il visino imbarazzata. Mi posiziono dietro lei, stando attento che non affondi le manine nella meravigliosa torta che Katherine ha fatto per lei.
-Al mio tre amore. Uno, due … tre-
soffia forte e dopo aver spento la candelina si volta e mi abbraccia. Katherine ci raggiunge, ha le lacrime agli occhi e la prende in braccio stringendola forte a se. Facciamo le foto insieme agli amici e dopo aver mangiato la torta, i primi genitori iniziano a suonare al campanello per prendere i proprio figli. Dio sia lodato, nel giro di mezz’ora la casa torna silenziosa, l’unico suono è quello della piccola che fa il bagnetto in compagnia di Kath.
Papà è andato via, mi ha detto che deve parlarmi riguardo a mamma, sembra ci siano novità ma non ha voluto dirmelo oggi, non voleva farmi innervosire. Inizio a raccogliere l’infinità di bicchieri e piattini vari; ribadisco, non erano bambini ma piccole iene ambulanti. Mezz’ora dopo il soggiorno torna a prendere forma e dal bagno non arriva nessun rumore, devono essere in camera e io non me ne sono accorto. Spengo le luci del soggiorno, domani continuerò adesso voglio solo distendermi e magari fare finalmente l’amore con la mia compagna. Mi affaccio in camera di Caroline e la trovo addormentata, ma di Katherine nessuna traccia, probabilmente è già in camera ad aspettarmi. Con euforia entro dentro ma i miei piani crollano come un castello di carte, Katherine dorme e praticamente ha preso metà del nostro letto.
Deve essere distrutta e non posso darle torto, mi spoglio e mi stendo accanto a lei che, come se avesse percepito la mia presenza, si avvinghia a me come un koala borbottando qualcosa.
La guardo e più passa il tempo, più sono convinto di quello voglio e, soprattutto della decisione che ho preso … il problema e dirlo a lei e sperare in una reazione positiva. Voglio parlare con i suoi genitori, non sono stanco di questi segreti, voglio poter passare le vacanze natalizie con la mia famiglia e con la sua perché ormai è questo che siamo noi tre, una famiglia che pian piano sta costruendo qualcosa … un qualcosa che fa dannatamente paura ma la nostra storia non è mai stata semplice, abbiamo iniziato tutto in salita e forse, pian piano ci avviciniamo alla vetta per poi fare il percorso in discesa. Tutti meritiamo di essere felici, di trovare la persona giusta che ti renderà felice per tutta la vita e io credo proprio di averla trovata.

7 commenti:

  1. -Papino, quando si spengono le can …can, uff quelle cose la, è velo che si esplime un desidelio-
    -Si-
    -E posso esplime quello che voglio?-
    -Certo che si, am non devi dirlo a nessuno sennò il desiderio non si avvera-
    -Aaaah, ho capito-
    -Hai un desiderio da esprimere?-
    -Si, ma non te lo dico sennò non si avvela-
    -Giusto, giusto-

    L'ammmmoreeeeee! Datemela vi prego..
    Capitolo dolcisssimo... mi è piaciuta la piega family che ha preso nonostante l'inizio UNF
    Sono preoccupata per l'incubo di Caroline e sulla madre sospetto un dietro-front.
    Anth, te lo dico: MAI FESTEGGIARE I BIMBI IN CASA!!!! Povera Kath..
    Letto e volato in un soffio

    RispondiElimina
  2. Primo: dannato telefono cellulare, a volte penso che sia più una dannazione che un aiuto avercelo!!!! Il momento in questione si prospettava infuocatissimo....
    Tenerissimi insieme Anth e Kath, coppia in tutto e per tutto!!!
    Secondo: chissà cosa avrà sognato Caroline??? Non so perché ma lo vedo legato alla nonna.... che non abbia ragione Kath e la donna si vendichi....

    RispondiElimina
  3. Capitolo stupendo e dolcissimo *_____*
    Caroline è un amore, adorabile! Anth e Kath sono asjfkdjodoskcgjos, la scena con la panna awwww
    Sono preoccupata per l'incubo di Caroline, spero vada tutto bene.
    Il banner è bellissimo!!
    Detto ciò aspetto il prossimo ;)

    RispondiElimina
  4. Che dolcione di capitolo *__*
    Quanto è adorabile Caroline e povera cucciola, chissà che incubo ha avuto...però non credo ci sia da preoccuparsi e posso immaginare il desiderio che ha espresso (sarà lo stesso del suo papà...). Belli loro, spero tanto riescano a far avverare il loro sogno di crearsi una famiglia, ma direi che sono gia sulla buona strada (a meno che una certa persona non ci metta ancora lo zampino, grrr...).

    RispondiElimina
  5. ogni tanto fa bene spegnere i telefoni u.u comunque è di una dolcezza immensa questo capitolo,questi momenti in cui sembrano già una piccola famiglia sono adorabili!anche se festeggiare un compleanno in casa resta una pessima idea u.u sono un po' preoccupata per l'incubo di Caroline e soprattutto ho paura che possa tornare quella stronza della madre!!

    RispondiElimina
  6. Dolcissimo capitolo .... Che amore Caroline , troppo tenera *_*...Chissà che incubo ha fatto tesoro.... Ho una paura tremenda che la madre stia architettando qualcosa ..spero di sbagliarmi... Meritano di essere felici tutti e tre, e di coronare il loro sogno di essere una famiglia !!! Il telefono qualche volta conviene tenerlo spento hihi ;-)

    RispondiElimina
  7. .....che dolcioso questo capitolo! ammetto che il mio primo pensiero bastardo quando la sorella li ha interrotti x via del pianto disperato di Caroline, è stato " sti cazzi continuate pure, tanto la bimba la smetterà prima o poi di disperarsi!!!"....ma ora sono un po' preoccupata per quel sogno, non vorrei che la nonna gli abbia detto qualcosa e l'abbia spaventata....

    RispondiElimina

Se lasciate un commentino, renderete felici queste due ragazze (: