Ed eccolo: Nuovo capitolo. Buona lettura. Sparatemi i vostri commentazzi a caldo e non lo divorate o vi perdete pezzi.. ;) -Sun-
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Ruoto gli occhi, risalendo da una spirale di asciugamani dopo aver tolto dai ricci l'eccesso d'acqua post shampoo. Come un tic, trovo quasi istintivo sbirciare a intermittenza lo specchio-display del mio bagno, che riproduce la schermata del tab tramite connessione.
La data è il primo elemento che salta agli occhi, come un dito puntato contro il mio naso. Mi rimprovera del tempo che passa sprecandolo lontano da Richard.
Se non altro i suoi infiniti e costanti tentativi di pentimento sono la buffa cornice a questa sempre più frustrante e insignificante separazione. Sotto il getto dell'acqua calda, mi sono ritrovata a coprirmi di carezze e di sentire ogni singolo punto ribellarsi alla mancanza delle sue mani. Mi sono sentita come anestetizzata, con le terminazioni nervose sopite e il cervello completamente spento. La sensazione violenta di desiderarlo accanto a me e riportare l'ordine fisiologico delle cose: con il mio corpo che vive del suo. Non esiste sopravvivenza.
Davanti alla mia figura riflessa parzialmente, piego la testa di lato, sbuffando in un sorriso storto non appena leggo la prima frase:
Mercoledì 3 Aprile 2039
*Non puoi ignorarmi ancora per molto, Lynn non mi sopporta piu*
Un pazzo. Impossibile non replicare.
*Posso farlo e smetti di darle il tormento. Non mi piace*
*Ti prego parliamo, sto meditando di far diventare questa cosa di dominio pubblico: che qualcuno mi aiuti a farla tornare da me*
*Se la notorietà non ti spaventa più, abbiamo davvero parecchie cose di cui parlare*
*Mi spaventa perderti. Il resto deve aspettare*
*Sono ancora furiosa. Non mi è rimasto niente! Non riuscirò mai a riavere il The Page! Perchè lo hai fatto?*
*Non farmi queste domande da un dispositivo virtuale. Vediamoci. Ho bisogno di spiegarti*
*Lynn ti ha detto che il mio capo e' ormai il mio "Ex" capo?"
*Si. Non ne vado fiero ma la cosa mi sembra giusta"
*Se continui sulla tua posizione, non vedo di cosa dovremmo parlare*
*Chiarirsi è la parola chiave*
*Impuntarsi è la tua*
*Per farti capire che era giusto, si*
*Buona notte Richard!*
*Vengo li*
*Vedi? Continui a decidere, ad importi...mi avvilisce*
*Perdonami, sto per impazzire! Torna da me...ti prego*
Giovedì 4 Aprile.
*Desidererei parlare con tua madre*
*No*
*Potrei scrivere a tuo padre*
*No, la tua vita sarebbe in pericolo*
*Oh capisco, mi piacerebbe bussare alla tua porta comunque*
*....Desidererei, mi piacerebbe, potrei. Che stai facendo?*
*Non mi impongo più, sto guarendo*
*Non sono nata ieri*
*Una scultura ecologica?*
*No*
*Una torta nuova d'invenzione, nella migliore pasticceria di Baton: La Clay Cake?"
*Sto sorridendo......ma No*
*Mi faccio prestare la tenda hi-tech da Sebastien e mi piazzo su una zattera nel Mississippi*
*Ci sono le correnti, Richard...ti sposteresti di 30km in 15 minuti!*
*Ma verresti a soccorrermi!*
*No, ci sono i battelli della sorveglianza praticamente ovunque. Saresti salvo*
*Un intera jazz session di pezzi su di te ( Jimmy ha acconsentito perché sono andato a suonare in prova da loro)*
*Richard!! Smetti di corrompere tutti! No. E poi, è così che soffri? Suonando con Jimmy? Wow*
*Si chiama "Blues" per quello! Quando i giovani di colore cantavano le loro delusioni d'amore, si sentivano giù and "I feel blue"*
*Sei incredibile... e stavolta è un complimento*
*Impasto ciambelle per un mese e cucinerò colazioni, pranzi e cene con le mie sole mani*
*Convinci Price a ridarmi le licenze*
*Neanche sotto morfina mescolata all'assenzio, lo detesto. Mi ci ha messo lui in questa situazione ed è tra i peggiori coglioni truffatori mai fiutati*
*E tu mi ci hai messo nella mia! Buona notte Richard*
Venerdì 5 Aprile.
*Non ce la faccio piu Clay, devo vederti. Non riesco a battibeccare adesso perché inizia a fare male. Vorrei solo poterti toccare e non sentirmi la persona peggiore che tu abbia mai incontrato. Non volevo allontanarti da me. Volevo solo che ti fidassi. Ho sbagliato a fare di testa mia e se te ne avessi parlato saremmo stati d'accordo e tu avresti preso la decisione migliore. Ho provato l'irrefrenabile impulso di seguire l'istinto, che come sempre fa parte di me. Non volevo che finissimo per parlarne in questo modo ma non mi dai scelta: E' chiaro che nn ne ho piu. Pensavo mi tenessi solo un pò sulle spine, ma sto esaurendo la gia piccola dose di fiducia in me stesso. Voglio stare con te in ogni senso e con ogni significato che conosco. Io ti aspetto perché non posso piu fare altro. Vorrei solo chiederti scusa e questo stupido dettatore vocale si rifiuta di riportare anche le parolacce cazzo! (L'ho dovuto digitare). Non ti lascio nei guai, non ci penso neanche. Mi manchi*
Gli occhi di Lynn e perfino di mia madre sono quasi una pozza di lacrime. Le trovo aggrappate alla mia schiena come avvoltoi, mentre leggono spudoratamente l'ultimo messaggio di Richard dal tab nelle mie mani.
Albert è partito per Orange, mia madre lo raggiungerà a breve. E' sempre più convinta a seguire - anche in questi venti giorni di agonia - le ultime attività del Corner digitale che le è ormai tanto caro. Ancora una volta le mie azioni portano a delle conseguenze sugli altri. Forse stavolta non direttamente, ma sento che in qualche modo anche Richard si sia lasciato coinvolgere nel tornando della mia vita senza rendersene conto. Avrei dovuto riflettere in questi giorni, ma qualsiasi pensiero ben presto ha lasciato il posto solo ad un tarlo, affisso come un manifesto in ogni parte di me: mi manca, sto male. Sto malissimo, mi manca.
Quando mia madre si allontana per prendersi un fazzoletto, Lynn tira via le lacrime con le dita e mi colpisce ad una spalla mettendo il broncio.
<<Sembri una bambina capricciosa, va al loft per la miseria! Sei senza cuore. Persino tua madre ti farebbe la valigia in questo momento: non hai che da chiedere e verresti rapidamente sbattuta fuori di qui e accompagnata per un gomito da lui>> puntando con l'indice la porta.
<<Mi sembrate i parenti degli sposi ad un matrimonio voi due. Ho bisogno di stare un po da sola. Perdonatemi.>>
<<Vuoi che torni a casa? Forse non è una buona idea->> mi volto accarezzandole il braccio.
<<Non se ne parla Multicolor voglio che tu rimanga qui stanotte. Ti lascerei andare solo se annullassero il turno di notte a Ryan!>> i miei occhi si spostano lentamente da lei a mia madre e sorrido non troppo convinta ad entrambe <<Datemi soltanto qualche minuto>>.
Mi allontano fino ad uscire fuori di casa e mi accascio pigramente sugli scalini del portico con il tab tenuto distrattamente nel vuoto. Tutta l'aria trattenuta fino a quel momento scivola via, svuotandomi con un lungo sospiro.
<<Che diavolo sto facendo?>> me lo ripeto continuamente da quando, oltre al corpo, anche la mente sceglie di separarsi da me per rifugiarsi nei ricordi.
Al diavolo il lavoro, al diavolo la preoccupazione di mio padre, al diavolo tutto! Non ce la faccio più.
Sorrido mentre ci vedo litigare tutte le volte che smonto le lenzuola dopo aver fatto l'amore: Richard detesta cambiarle. Poi piango, mentre ripenso a quante volte sfiora il display touch incassato nel bracciolo del sofà. Lo fa con una certa veemenza, imponendo allo schermo di cambiare canale, o addirittura spegnersi, tutte le volte che danno le news estere.
Correre da lui. Farlo stare bene. Convincerlo a darsi una vera possibilità, dimenticando per sempre la strada e rivedendo la sua famiglia. Non è un impresa impossibile sebbene difficile.
Col naso all'insù e lo sguardo rivolto al cielo, sfioro il display chiamando il suo nome.
Infilo l'auricolare ad orecchino e respiro più forte che posso.
<<So che è tardi, spero di non averti svegliato>>
-Non dormivo affatto - il tono è teso - Non sai quanto sia felice di sentirti Clay. E lo sento rilasciare un lungo respiro.
<<E' solo che... Mi manchi>>
-Scusami. Per tutto Clay.
Scuoto la testa. Una lacrima si stacca per dissolversi, quando sento il mio nome risuonare in testa come una melodia. La sua voce non somiglia a nulla di così armonico in natura. Smielata, esagerata o semplicemente affascinata dall'amore che mi fa provare.
<<E te la cavi così? Tu sei. Sei testardo, presuntuoso. Credi di sapere tutto, sei per le cose giuste ma l'istinto ti spinge a rompere le regole e riflettere poco. Sei ostinato e innalzi muri invalicabili quando ti chiedo di fare i conti con quello che hai lasciato. Lunatico, impossibile e incasinato. Rendi talmente facile mandarti a quel paese, non ascolti niente e nessuno come un ribelle fragile. Sei imprevedibile, una fottuta mina vagante e a volte posso capirlo. Ti chiudi e mi tagli fuori per poi aprirti e regalarmi tutto quello che hai dentro in un solo colpo. Così forte da non riuscire mai a contenerti tutto. E ti amo.>>
Dio, giuro che non sono riuscita a frenarmi. Non volevo, porca miseria non volevo.
Aleggio nell'aria come un pensiero che si disintegra. Come se ogni parola non avesse più significato e tutto ciò che avevo da dire si fosse ridotto a due sole parole che hanno un peso troppo grande.
Solo un lungo e infinito silenzio.
Non si sentono più neanche i respiri. Chiudo gli occhi perché è troppo tardi per tornare indietro. I legami sono importanti. I legami fanno scappare.
-Wow.
Il suo improvviso bisbiglio mi rende nervosa, alimentando la sensazione di aver detto qualcosa di profondamente sbagliato nel momento sbagliato.
Mi ripete continuamente quanto ci tiene a me, quanto voglia stare con me e mi coccola parlandomi dolcemente, sempre, con la voce del cuore e adesso ho rovinato tutto. L'ho fatto?
Lo sento deglutire più volte e la sua voce, ad un tratto abbassata di un tono, si fa cristallina e penetrante.
- Credo sia meglio vederci. Domani sera. Vediamoci domani sera. Non ammetto un altro no, escludilo.
Senza aggiungere altro, ripiombiamo nel silenzio assoluto.
<<D'accordo, devo andare adesso. Io... Devo andare>> mi muovo a scatti, alzandomi con l'istinto di scappare da me stessa.
- Domani. Ti prego. Me lo ripete a denti stretti.
<<Okay, notte>> mi tengo la fronte con la mano.
Conto fino a cinque prima di interrompere la comunicazione ridotta al puro mutismo e a poche sillabe.
Deja-vu. Come ho potuto essere così stupida? Dirgli la verità in quel modo.
Sento arrivare una valanga di panico e corro in casa. Quando mamma e Lynn si avvicinano preoccupate della mia espressione, le fermo puntando le mani avanti e scuoto la testa. Adesso no.
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Una Sabato strano, che mi scivola addosso senza sforzo ed energie.
Mamma ha ricevuto una nuova telefonata da Sofi, la donna coinvolta nello scandalo del sito web. Le ha parlato di una visita imminente a New Orleans e ne vorrebbe approfittare per rivederla dopo tanti anni. L'entusiasmo che ha mostrato a questa notizia non ha contribuito però a risollevarmi il morale. Sembrava inizialmente tesa, ma poi le ho detto che non avrei avuto alcun problema ad incontrare forse l'unica persona rimasta dalla parte di mamma. Adesso che conosco la causa di tanta sua reticenza a lasciarmi appassionare dalla famigerata saga vampiresca, non credo debba temere nulla.
Piuttosto è la reazione brusca ed esasperata di Richard, al solo nominare quei libri, che ancora rimane un buco profondo fra noi.
Non ho mai parlato a mia madre di questo strano comune denominatore fra i due. Non è una bella sensazione, ma è un argomento di cui vorrei che Richard mi parlasse chiaramente.
E' una coincidenza che, a pensarci, mi raggela.
Dopo il mio exploit di ieri sera con lui poi, vivo sospesa, combattuta tra il bello di avergli aperto il cuore e il brutto di averlo subito richiuso con una spilla da balia: punge e resta comunque aperto.
Evito anche di pensare alla sua di reazione, perché continuo a ripetermi che un "Fuck you", detto anche elegantemente nella sua lingua, sarebbe stato meno peggio del silenzio.
Come riuscirò a mantenere la calma davanti all'idea di rivederlo?
Lynn è tutto il giorno che mi trascina in giro per negozi, non mi ha neanche fatta avvicinare all'isolato dove si trova il The Page. Mi ha proibito di andarci perché secondo lei potrei sabotare di nuovo l'intenzione di fare pace con Richard. Il solo ricordo dell'ultima volta che siamo stati lì, in effetti, mi fa pensare ad un sacco di cose diverse. Tutte cose che ho perso.
Si è messa in testa che un paio d'ore da adolescenti, perse nel labirinto dei negozi glam, mi serviranno a piantarmi un sorriso pacifico da quì a stasera.
Poi c'è la reazione di Lynn al racconto delle due magiche paroline ,uscite dalla mia bocca come un incantesimo. Somigliava un po a quella che mi aspettavo da Richard: magari senza saltelli per la stanza e i pugni chiusi sul cuore. Sul mutismo di Richard e del suo 'Wow', uscito più come un lamento che come una sorpresa, invece non ha dubbi: è sconvolto. Piacevolmente sconvolto.
Io invece continuo a credere di aver alzato la posta in gioco quando facevo di tutto perché non accadesse, perché ci andassimo piano e ci focalizzassimo sulla sua vita per il momento.
E' pomeriggio inoltrato e mi sento sempre più stupida. Soprattutto quando mi lascio trattare come una di quelle modelle virtuali che puoi truccare, abbellire e pettinare, guadagnando crediti per passare dalla settimana della moda di Parigi a quella di Milano.
<<Lynn, cosa ci vedi di speciale in questo pezzo di stoffa? E' corto. E' stretto. Luccica.>>
<<E' perfetto. Ti rende diversa, meno sbarazzina e più... audace>>
<<Audace? Sembra la divisa degli angeli in gabbia>>
<<Ecco! Mi sembrava mancasse qualcosa... le ali. In effetti Richard impazzirebbe se indossassi anche un paio di ali con le piume di seta>>
Col volto scuro, per essere stata appena paragonata ad una di quelle finte ballerine chiuse in gabbie argentate dei discoclub, i miei occhi le lanciano eloquenti lampi a cui potrebbero seguire anche dei tuoni. <<Lynn, credimi l'occasione non richiede questo abbigliamento>> le ringhio sbuffando.
<<Clay, sei alta, hai le gambe lunghe e un culo da favola. Sei ingiusta! Ore e ore di lavoro su abiti fatti apposta per il tuo corpo e non li prendi neanche in considerazione. Cosa vuoi mettere stasera un parasole?>>
Al suo cipiglio rispondo con un espressione di colpo triste e rassegnata.
<<Non è un appuntamento, forse te l'ho fatto credere ma non lo è affatto. Abbiamo superato quella fase da un po. Uscire, mettermi in mostra per un appuntamento e poi frequentarsi. Tappe bruciate, andate. E poi io che dico... Credo sia finita.>> trattengo il respiro.
E' la prima volta che ci penso.
E' la prima volta che lo dico.
Guardo dritto davanti a me, sentendomi improvvisamente soffocare e impazzire dentro le paillettes. Lancio a Lynn uno sguardo di puro terrore e prima di farmi assalire dalla nausea, corro al salottino per levarmi di dosso il vestito e gettarlo sul divanetto.
Dopo qualche secondo Lynn mi raggiunge, lasciando la porta scorrevole satinata chiudersi automaticamente alle sue spalle.
Non capisco come faccia a sorridermi e a scuotere la testa come se non mi stesse capitando l'evento peggiore della mia vita. Mi abbraccia e continua a sorridere anche quando non riesco a fermare le lacrime.
Sembra non capire o non credere che tutto può accadere e che io possa da un giorno all'altro non rivederlo più.
Mi manca già il respiro e questo mi impedisce di focalizzarmi su quello che dovrei dirgli, sulla fiducia.
<<Adesso io e te ci coccoliamo con una fetta di torta ai Magazzini del the e poi a casa ad indossare il tuo parasole migliore! Ti va?>>
Mi sfugge un risolino contenuto ma qualcosa scatta e fa funzionare la piccola macchina del buonumore: è sempre stato uno dei motivi che hanno reso equilibrato dall'inizio il rapporto fra due tipe opposte come noi.
Al ritorno dalla massacrante ma energetica passeggiata con Lynn, ci fermiamo ad osservare mia madre intenta a svuotare vecchie scatole rigide sul pavimento del suo studio.
Perplesse ci scambiamo un occhiata.
<<Hai bisogno di aiuto? Cosa cerchi?>>
Mamma sussulta un istante, evidentemente non ci aveva sentite rientrare, poi ci guarda e sorride esitante prima di rispondere.
<<No, non serve. E' che ho promesso ad Albert di fargli vedere delle vecchie ristampe e le stavo cercando tutto quì. Eh, proprio non ricordo dove siano... >> si gratta la testa come una bambina colpevole. Non ci faccio caso, conoscendo il suo temperamento, perciò prendo Lynn per un braccio indicandole le scale con gli occhi.
<<Oh, so che mi odierai ma non posso restare ancora. Dopo un infinita serie di turni di notte, Ryan stasera mi ha finalmente promesso una serata speciale e Dio solo sa quanto siano rare!>>
Oh no! Ed io che avevo quasi puntato tutto sul suo supporto prima di andare da Richard. Sento già l'agitazione assalirmi ma la tengo a bada, perché il sorriso di Multicolor viene prima di tutto. Il suo istinto non sbaglia quando comprende in che stato mi lascia e la blocco prima che si senta in dovere di giustificarsi.
<<Lynn, no. Non c'è niente di più rassicurante che saperti con Ryan. E' tutto okay>>
<<Sicura?>>
<<Assolutamente, vai>>
<<Mi mandi almeno uno scatto di cosa indosserai? Lo voglio tra meno di un ora d'accordo?>>
Ruoto gli occhi, tanto so già che non le piacerà nessuna tra le alternative.
<<Pff, tormentati pure!>>
<<Clay>> ad un tratto si fa seria e ultimamente sta diventando un abitudine. L'amore di Ryan l'ha cambiata. L'amore quando è forte, leale e inspiegabile, ti cambia. <<Andrà tutto bene, Richard potrà anche aver sbagliato, ma io dico che sa anche come farsi perdonare>>
<<Non dopo quello che gli ho detto. E' troppo da gestire anche per lui>>
Sorride e si volta per andare via, senza prendersi nemmeno l'ultima parola. Strano.
Ben due ore dopo e sette cambi d'abito, ho finalmente l'approvazione della Clay pessimista. Quella ottimista era d'accordo con mia madre almeno cinque abiti fa.
<<Tesoro, devi rilassarti sei troppo tesa. Sei bellissima, e non ci si veste di tutto punto per un esecuzione. Su!>>
Invio lo scatto della mia figura dalla livecam del tab a Lynn, conscia del fatto che in questo momento poco le importerà.
<<Una decente sepoltura di ciò che resterà del mio cuore merita un outfit di tutto rispetto Mamma>>
<<Continui a portare avanti questa idea che fra voi due finirà. Ma non hai pensato neanche per un attimo che potrebbe semplicemente voler ricambiare le tue parole di persona? Com'è giusto che sia?>>. Sollevo un sopracciglio.
<<Il fatto che tu approvi questa relazione mi sorprende. Almeno quanto il fatto che Papà la disapprovi totalmente! Avrei giurato che saresti stata tu la rompiscatole.>>
<<Dev'essere questa fastidiosa fase romantica, ma passerà>>, agitando la mano con noncuranza. <<E comunque trovo difficile che faccia finta di nulla>>
<<Non lo sento da ieri Mamma. Nulla, nessun cenno. Nessun bip>>
Il sospiro di mia madre nutre i miei dubbi. Se per lui finisse quì, sento che potrei morire. Non come una frase fatta, no. Fisicamente, sento che non resterebbe nulla.
Con le braccia conserte fa spallucce e con la naturale preoccupazione materna, mi offre il suo ultimo avventato consiglio.
<<Al peggio ci prendiamo una sbronza, promesso!>>
Afferro la card, pronta per uscire e con pochi gesti veloci sono già per strada sulla mia ibrida. La musica si irradia dentro il piccolo abitacolo e lascio che vibri più alta che può.
L'ora di cena è quasi passata, non so neanche quale sarebbe stato l'orario adatto o se realmente avremmo avuto fame.
Il mio stomaco totalmente serrato mi comunica che, in ogni caso, la sola idea di rivederlo, non lascia spazio a nient'altro. E poi ci si mette anche questa intensa e stagliante mancanza che provo sulla pelle, sul corpo, nel cuore.
Sfioro il piccolo pulsante della chiusura automatica e mi fiondo spedita fin dentro il portone aperto. Le mani tremano, inizio a respirare velocemente e la gola si secca all'istante.
La mente si annebbia e il corpo risponde all'ansia e all'emozione che, combinati in una situazione del genere, portano solo tanto scompiglio.
Sfrego le dita per calmarmi, fissandomi i piedi per stare in equilibrio, e sbatto all'istante contro qualcuno.
Lentamente sollevo lo sguardo fissando Lynn a bocca spalancata. All'improvviso mi sento confusa, totalmente spaesata e possibilmente più agitata di prima.
Sbatto le palpebre più volte, mi convinco che non è immaginazione e mi blocco.
<<Sei terrorizzata, ti si legge in faccia ma.... ehm, sorpresa!>> con un sorriso forzato e pochissima convinzione agita le dita davanti al mio viso. <<Mentre torni in te, e so che ci vorrà un bel po, ne approfitto per trascinarti dove realmente dovremmo essere in questo momento. Siamo già in ritardo e tu... sei stupenda Clay. Meglio, molto meglio dal vivo>>
Quando in auto ritrovo il dono della parola, mi viene in mente una domanda: <<Mi spieghi dove stiamo andando? Per favore, mi dici che succede?>>. Due.
<<Non arrabbiarti ti prego, ma non posso dirti nulla. Fidati se puoi, ci siamo>>. Quando arriviamo al parcheggio, che conoscono fin troppo bene, la confusione aumenta.
<<Il The Page?>>
Lynn si volta lentamente e mi fa cenno di scendere dall'auto e di seguirla. Neanche mi ero accorta di essermi lasciata sfilare la borsa con la card della mia macchina.
Mi afferra sottobraccio per sostenermi, avendo notato il mio intontimento. Ci avviciniamo passo passo, calpestando la stessa superficie che mi ha visto attraversare questa strada così tante volte in questi ultimi mesi. Svoltiamo anche lo stesso angolo che mi teneva col fiato sospeso, che mi faceva sperare e sognare la sagoma scura seduta per terra che non aveva nome, non aveva voce ma aveva un anima dipinta in colori.
Quell'anima gentile che rispecchia lo spettacolo di uno straordinario ragazzo. Barcollo, come se in cuor mio mi aspettassi qualcosa. Non questo, ma qualcosa.
Una chiazza estesa di persone raccolte in piccoli gruppi, riempiono la strada da un marciapiede all'altro. Parlano, bevono, ridono come fossero invitati di una festa. Piccole isole quadrate in forex e plexiglass, illuminate a led bianchi dall'interno, formano un fantasioso e geometrico pentagono di pseudo cubetti di ghiaccio a grandezza umana. Al loro interno l'attività è frenetica come gli stand in una fiera. Quando mi fermo ad osservarli con più attenzione, mi accorgo della sequenza: un banco di una pasticceria nota di Baton che continua a piazzare in bella mostra ogni prelibatezza; Ad un paio di metri di distanza c'e il cubo più grande dove, vestiti di tutto punto, Jimmy e i Soulsky fanno una sorta di sound check come se dovessero esibirsi da un momento all'altro. Loro quì non possono essere capitati per sbaglio. Non so neanche definire a cosa sto assistendo esattamente. A seguire, un altra piccola isoletta e' semivuota, tranne che per un supporto metallico per le tele retroilluminate e svariati campioni di colori, materiali e tessuti in scampoli. Dall'asfalto una serie di cerchi sospesi e montati come a rappresentare una galassia completa di tutti i pianeti: ogni cerchio un colore diverso. Un affascinante sorgente di luce che cattura lo sguardo.
Continuo a sbattere ripetutamente le palpebre e a non capire. Lynn mi lascia con una strizzata alle spalle, prima di vederla sparire tra le braccia spalancate di Ryan. <<Stavolta considerami complice più che volontaria. Il tuo ragazzo è micidiale in amore!>>
Mi guardo attorno, chiedendomi dove io sia realmente ed in quale universo parallelo il The Page, illuminato e circondato da lanterne ondeggianti, diventa il protagonista imponente al suo party. Non puoi fare a meno di notarlo, un po ammaccato e semivuoto. Teli che ricoprono le sue ferite ma che mi ricordano la forza e la passione con cui è stato creato.
Le cerco tutte: allibita, scioccata, destabilizzata, stupita.
Nulla somiglia a ciò che questa visione mi provoca. Mi lascia senza fiato il pensiero che tutto questo abbia, a questo punto, a che fare con me.
Senza più neanche il coraggio di guardarmi attorno, per proseguire alla scoperta di cio che sta accadendo davanti ai miei occhi, la sagoma alta di qualcuno mi affianca restando a dondolarsi impassibile con le mani in tasca. In mezzo alla strada, proprio come me.
Nonostante il morbido cardigan rosa, che lascia le mie spalle scoperte, brividi istantanei si estendono a tutto il corpo, veloci, violenti.
Niente. Non mi volto, i muscoli si rifiutano di obbedire e resto incantata a guardare alcune piccole lanterne color miele che volteggiano fino al cielo con una lentezza rasserenante.
Anche il volto della persona che ho accanto resta all'insù. Riesco a scorgerne il profilo con la coda dell'occhio, ma rimango nella mia posizione troppo agitata per vederci chiaro.
<<La torta c'è. Jimmy pure. La scultura ecologica è quasi pronta. Mancavi solo tu. Manchi sempre tu, mi manchi anche adesso che ti sfioro col mio braccio e sento tutto>> una piccola falcata laterale basta a ridurre la distanza al minimo e far sfiorare i nostri avambracci. Si coccolano, sprigionando calore.
Un torrente in piena nel ricordo dei messaggi che ci siamo scambiati e sulle sue bizzarre idee per farsi perdonare: tutte, ci sono tutte.
E' inevitabile e intenso, non riesco a trattenermi e le lacrime si accavallano per poi scivolare giù tutte insieme. E' in quel momento che Jimmy scalda la chitarra e attacca di colpo una strofa intensa, calda. Sbilancia il mio autocontrollo e senza più difese mi volto verso Richard, che mi guarda preoccupato da sotto le ciglia. Solleva piano lo sguardo, mordendosi il labbro mentre un piccolo tremito lo scuote.
Continuo a fissarlo senza freni, senza filtri e con quelle due parole scritte su ogni smorfia del mio viso. Cerco di non pensare a quanto mi sia mancato, a quanto sia bello da far male e a quanta insicurezza leggo nei suoi occhi. Decisamente non era questa la reazione che mi aspettavo, ma non ho dubbi: io lo amo, che aspettavo a dirglielo?
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Clay era vestita così.
*_* - Richard ce lo godremo nel prossimo

bo, non so manco che dire ormai.
RispondiEliminaSono due stupidi zucconi, ecco.
Clay a sto giro è pesante,per la miseria figlia mia ...tra un po' quel ragazzo si butta sotto "UN CAZZU DI TRUCK" e lei sta ancora li a gingillarsi.
A volte lei ha il potere di innervosirmi a livelli assurdi.
So, aspetto lui con ANSIA, non vedo l'ora <3
.... non puoi citarmi Caterina te prego..
RispondiEliminaMORO.. ahahahaahahah non glia fo.
Lui c'è già e arriva sempre col botto e lei si frantuma in un nanosecondo *_*
no scusa deve mancare un pezzo...quello in cui Richard le dice che anche lui la ama!uff e vabbè aspetto il prossimo... a parte che anche lei eh,si fa un sacco di paranoie perchè non le ha detto un "ti amo" chiaro e tondo quando invece non fa che dirglielo con parole molto più originali!
RispondiEliminae comunque bisogna dargliene atto,lui sì che sa come farsi perdonare!
E secondo te lei gli dice ti amo e lui risponde "Anche io tesoro" ?
Eliminapffff ... sono una dalle cose difficili, dopo 37 Capitoli semo ancora quà! ^_^ *frustration*
Miseriaccia e come si fa a nn divorarlo??? All'inizio l'ho divorato si, poi per fortuna ho rallentato e me lo sono gustato.....
RispondiEliminaQuesto capitolo è il ritorno allo strepitoso, i messaggi, LUI, lui è il massimo, all'inizio parte tutto bello spavaldo e poi crolla come una scultura di ghiaccio e si scioglie "Voglio stare con te in ogni senso e con ogni significato che conosco." E lei bhè la dichiarazione d'amore più vera e perfetta che ci sia, quel ti amo ha lasciato scioccata me, figurarsi lui!!!! Non vedo l'ora del prossimo capitolo, lo aspetto con ansia....e poi questo tarlo ancora di come lui sia legato alla saga........
...ebbene sì , arrivati a questo punto se sono riuscita a perdonarlo io, può farlo anche Clay ihihihih
RispondiEliminaio già mi sono praticamente liquefatta da tanta dolcezza e AMORE "...Mancavi solo tu. Manchi sempre tu, mi manchi anche adesso che ti sfioro col mio braccio e sento tutto"....Il prossimo capitolo ho paura che mi uccida....
Come non perdonarlo ..impossibile..quella tenerezza e dolcezza in quei messaggi è da mal di cuore...E' Clay a resistito fino ad un certo punto ma poi si è sciolta...il Ti amo rimasto in sospeso è la chiave di tutto ... E' quello spettacolo finale ..non oso immaginare il prossimo capitolo!!!
RispondiEliminaCome al solito in ritardo.....
RispondiEliminaClay......un po' troppo testarda......vuoi mantenere il punto...ma non puoi perché lo ami.....
E di lui che dire......mi sconvolge sempre con le sue parole.....e chissà cosa succede nel prossimo.....
Sono in lacrime....Richard è una forza della natura, dio ma quanto è meraviglioso!!?! amoreeeeee
RispondiEliminaClay a volte sa essere più cocciuta e testona di lui, ma insieme sono devastanti. Non vedo l'ora di GODERMI Richard in tutto il suo splendore <3 <3 <3
(scusa il ritardo cronico :()
Finalmente leggo il capitolo..
RispondiEliminaOddiiio Richard è meraviglioso, ti fa mancare l'aria, è un amore!!!
"Voglio stare con te in ogni senso e con ogni significato che conosco.Io ti aspetto perché non posso piu fare altro" awwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww *___*
Aspetto il prossimo con ansia!