Ultimo capitolo, si!
Chiedo perdono per il ritardo,non sono neanche sicura su come sia questo capitolo ma DOVEVO darvelo, è un po il mio REGALO di Natale, ecco!
Giusto appunto ... VI AUGURO UN BUONISSIMO NATALE! Qui nel blog, almeno per me, ci si vede l'anno nuovo. Dopo questo ci sarò l'epilogo. Buona lettura.
Fisso la mia amica con occhi sgranati, è già tanto se non
stanno rotolando a terra dallo stupore.
I miei genitori, qui … perché?
Non mi hanno detto nulla, ci siamo sentiti ieri e non una parola, non un riferimento a questa loro decisione.
Ok, forse stavano facendo più domande del solito, il tempo, come stavo, se indossavo roba pesante ma non avrei mai immaginato questo, voglio dire; loro mi fanno sempre queste domande assurde, non ho pensato che potessero essere avvisaglie su un loro probabile viaggio a New York.
-Katherine, ci sei? Oddio, Anthony dalle uno schiaffo, magari si riprende-
Non mi hanno detto nulla, ci siamo sentiti ieri e non una parola, non un riferimento a questa loro decisione.
Ok, forse stavano facendo più domande del solito, il tempo, come stavo, se indossavo roba pesante ma non avrei mai immaginato questo, voglio dire; loro mi fanno sempre queste domande assurde, non ho pensato che potessero essere avvisaglie su un loro probabile viaggio a New York.
-Katherine, ci sei? Oddio, Anthony dalle uno schiaffo, magari si riprende-
-Sto bene, sto …perché non mi hanno detto nulla?-
-Doveva essere una sorpresa, ma conosci mia madre se lo è fatto scappare e, a questo punto, non posso che ringraziarla. Senti, so che è un gran casino ma devi tornare a casa con me, non vorrei dirti questo ma credo sia il caso che tu dica ai tuoi come stanno le cose. Lo so, lo so, è una questione delicata ma seriamente, volete continuare cosi? Non siamo più a casa, siamo a New York santo cielo, nessuno sa …- lancia un’occhiata alla piccola che è intenta a bere il latte. – ci siamo capiti. Secondo me la prenderanno bene … spero-
-Allie, hai presente chi è mia madre? Darà di matto-
-Kath, ne avevamo parlato, mi sembrava fossi d’accordo sul dirlo ai tuoi-
-Si Anthony, si, ma non pensavo sarebbe successo ADESSO!-
-Non che cambi molto, prima o dopo la situazione non cambia. Vedila così, le nostre famiglie si incontreranno per il prossimo Natale-
-Oddio-
mi accascio sulla sedia tenendomi la testa fra le mani.
-Kath, piccola, andrà bene, te lo prometto ma è giusto che sappiano, sono stanco di nascondermi e di sentirti inventare stupide bugie ai tuoi, non è giusto nei loro confronti e neanche nei nostri-
-Lo so. Ok, si … dobbiamo farlo, Allie tu ci aiuterai vero?-
-Ehm, in cosa esattamente?-
-Non so, magari nel preparare una camomilla a mia madre-
-Oh certo, certo. Manderò i miei genitori fuori comunque, voi ditemi quando avrete intenzione di dirglielo, io spedirò i miei in qualche posto, vedrò cosa inventarmi. Torni con me stasera?-
-No, resta qui. A che ora arrivano i vostri genitori?-
-Domani alle 2pm-
-Ok, la verrò a lasciare a casa domani mattina. Grazie Allie-
-Di nulla. Bene, direi di andare-
-Noooooooo, resta qui Allie-
-Caroline, devo tornare a casa devo sistemare un po’ di cosine-
-Papino, potto andare con Allie? Dommo con lei-
-Caroline, non credo sia il caso-
-Posso portarla con me? Davvero?-
-Allie, perché sei cosi dannatamente entusiasta all’idea di portare con te mia figlia?-
-Perché le voglio bene? Dai Anthony, starà bene con me. Andremo a letto presto, guarderemo un cartone sul lettone e poi ci addormenteremo-
-Tiiiiiiiiiii, daiii papiiinoooo-
Allie si avvicina ad Anthony e sollevandosi sulle punte gli sussurra qualcosa all’orecchio, ridono e mi chiedo cosa abbia in mente la mia amica.
Sfinita poggio il capo sul petto muscolo di Anthony, inspiro l’odore della sua pelle, sesso e Anthony, due odori che amo, che mi fanno sentire amata.
La sua mano fa su e giù sulla mia schiena, a volte fa una leggera pressione sulle vertebre facendo si che la mia pelle si increspi.
-Va meglio?-
-Mmmh, si-
-Vedi, non è stato poi cosi male mandare Caroline con Allie …-
-Si ma mi manca la mia bambina-
-Mi ritengo offeso, non vuoi passare un po’ del tuo prezioso tempo con me?-
-Certo che si …lasciami stare, sono solo nervosa. Non riesco a credere che i miei stiano venendo qui a New York-
-Che abbiamo detto prima? Andrà tutto bene, vedrai. Poi dovrei essere io quello preoccupato, voglio dire …come minimo tuo padre cercherà di farmi fuori-
rido della sua espressione terrorizzata, mio padre in realtà è quello che mi preoccupa meno, ma lo tengo per me e mi accoccolo sul suo petto cercando di non pensare a nulla.
-Dormi adesso, è tardi. Vedrai che domani vedrai tutto sotto una luce diversa-
-Mh-
Mi rigiro per l’ennesima volta sul letto, guardo la sveglia sul mio comodino e segna appena le 6am. Bene, questa giornata inizia con il botto. Anthony vicino a me russa appena, la bocca leggermente aperta, un braccio sul mio busto.
Gli accarezzo la guancia e la sua leggera barba mi solletica il palmo della mano. Sono fortunata ad averlo, mi ha perdonata e a volte mi chiedo se mi sono meritata il suo perdono. Ha sofferto tanto a causa mia, però è rimasto qui, con me. Mi ha dato la possibilità di farmi perdonare, di fargli vedere quanto lo amo in realtà.
Gli lascio un ultima carezza e decido di alzarmi, non riesco a stare qui, continuando a rigirarmi.
Prendo la felpa del mio uomo e la indosso, fa freddo questa mattina e dai nuvoloni grigi immagino che come minimo verrà giù un bel temporale.
In silenzio vado in cucina, il caffè è già pronto e, dopo essermene versata una tazza, mi siedo sul davanzale della finestra del soggiorno e mi perdo a guarda la città.
Stringo la tazza tra le mani, cercando di non far scappare il calore che emana, mi ha sempre calmato questo gesto e stamattina ne ho assolto bisogno.
La città sotto di me è già in pieno fermento, corrieri che scaricano le merci, persone che corrono dentro i tunnel della metropolitana.
Mi abituerò mai a la frenesia di questa città? Abito qui da quasi 4 mesi, ma mi sembra tutto cosi assurdo che a volte mi chiedo se ho fatto la scelta giusta. Poi mi guardo intorno e vedo le persone meravigliose che ho vicino e si, mi dico che la scelta è stata giusta.
Prendo il pacchetto di sigarette poggiato sulla piccola mensola vicino a me, ne accendo una e tiro una lunga boccata.
Resto in questa posizione per un bel po, bevo caffè e fumo fin quando un rumore vicino a me non attira la mia attenzione.
Anthony si siede di fronte a me, anche lui con la sua tazza di caffè in mano e lo sguardo fisso fuori.
-Sai, ho sempre amato New York di mattina-
-E’ affascinante, ma questa città lo è sempre-
-Ti sei alzata presto-
-Non riuscivo a dormire …-
-E hai bevuto caffè e fumato fino ad ora? Ti vuoi davvero bene Kath-
-Non iniziare-
-Non inizio nulla, ma di solito non fumi mai la mattina-
-Vedila così, oggi non è una mattina come tutte le altre. Ho aperto la finestra se è questo che ti preoccupa, vado a farmi la doccia-
fa per dirmi qualcosa ma lo lascio li, senza dargli la possibilità di rispondermi.
Pov Anthony
Siamo in macchina e Katherine è maledettamente silenziosa, non so neanche se rimanere a casa da loro o prendere Caroline e tornare a casa.
Ho cercato di rassicurarla che tutto sarebbe andato bene, la verità è che non ne sono del tutto sicuro, non mi preoccupa suo padre, lui posso gestirlo, ma sua madre … quella donna ha un modo tutto particolare di pensare, diciamo un po’ all’antica e non so proprio cosa aspettarmi.
Quando arriviamo a casa sua, esce dalla macchina dic orsa come se avesse qualcuno che gli corre alle calcagna. Mi prendo un attimo per me, per fare ordine nella mia testa. Da quando sono cosi? Ho sempre affrontato i problemi, invece oggi sembro un quindicenne che ha paura di conoscere i genitori della propria ragazza, che poi, se proprio vogliamo essere pignoli, io li conosco già.
Quando entro in casa delle ragazze, Caroline è in braccio a Katherine, le sta raccontando quello che ha fatto stanotte insieme alla sua amica, e io riesco solo a rimanere poggiato alla porta osservandole.
-Sei preoccupato?-
Allie mi offre una tazza di caffè, la prendo e faccio un segno d’assenso.
-Andrà tutto bene, vedrai che piacerai ai suoi genitori. Certo, sono dei tipetti un po’ particolari, soprattutto sua madre, ma vedrai che dopo qualche urlo andrà tutto bene-
-Non mi incoraggi-
-Senti, non so cosa avete deciso tu e Kath, ma a parer mio dovresti rimanere e aspettare il loro arrivo-
-Mi stai dicendo di lanciarmi contro le fiamme?-
-Esatto. Al massimo prenderai qualche pugno da parte di suo padre-
-Non sei divertente-
-Coraggio professore. Non ti facevo cosi fifone-
-Non sapevo di esserlo. E’ passato tanto tempo dall’ultima volta che ho fatto questa cosa, è anche vero che la nostra non è una relazione normale-
-Be’ no. Potresti, non so … potreste dire che vi siete rivisti qui, forse cosi sarebbe più semplice no?-
-Si, l’ho pensato anche io ma vedi, Katherine è entrata in una sorta di mutismo.-
-Ci penso io a parlarle, le dico che tu sei d’accordo, ok?-
-Grazie Allie-
-Di nulla. Vado da lei-
Siamo seduti come se stessimo attendo il plotone di esecuzione. Seduti sul divano, Caroline sulle mie ginocchia, Katherine alla mia destra e Allie a sinistra. Lascio cadere il capo indietro chiudendo gli occhi: tutto ciò è ridicolo.
-Ragazze, tutto questo è ridicolo. Sono persone, non bestie-
-Parla per te, mia mamma è una bestia, so già cosa dirà: “allora avevo ragione quella volta, tu e il tuo professore. Uh, lo sapevo, ho una figlia poco di buono”-
-Katherine!-
-Papà, cosa è una figlia poco di buono?-
lancio un occhiataccia alla mia ragazza, che mima uno scusa
-E’ una bambina poco buona amore. Insomma, non sempre fa la brava, ecco-
-Quindi io sono una poco di buono?-
-NO, no …senti, dimentica questa parola amore, va bene?-
-Ok-
Ed è quando finisco di dire queste parole a mia figlia che il campanello suona e tutte e tre saltiamo da quel maledetto divano.
Quattro secondi per arrivare alla porta, 2 per chiedere chi è … dieci per sentire quel maledetto campanello suonare.
-Andrà tutto bene amore, te lo prometto-
Io e Caroline rimaniamo in soggiorno, sento le ragazze salutare i loro genitori, sento schiocchi di baci, mentre io sento solo il mio cuore battere all’impazzata. Com’è che adesso non mi sembra poi una cosi buona idea?
-Si mamma, ehm … devo presentarti una persona-
-Oh, hai conosciuto qualcuno?-
-Non proprio … diciamo che è stata una piacevole sorpresa-
-Dai, dai … sono curiosa-
Devo dire che dal tono di voce che usa sembra elettrizzata, magari in questi mesi è cambiata … ma questa mia speranza sfuma quando li vedo entrare e nel loro sguardo leggo stupore e anche qualcos’altro.
-Katherine, cosa ci fa il tuo professore di arte seduto nel tuo soggiorno?-
-Ecco, è di questo che vorrei parlarvi. Allie, fai accomodare i tuoi di la e porta con te Caroline-
Mi alzo e, dopo aver baciato la mia piccola, mi avvicino a Katherine cingendogli il fianco.
-Signori Morgan, credo sia inutile presentarci. Piuttosto sediamoci e parliamone-
come automi si siedono sulle poltrone di fronte a noi, li imitiamo e non mollando mai la presa sulla mano di Katherine, decido che è meglio iniziare a parlare.
-Vi chiederete cosa ci faccio qui, vi chiedo solo di non giudicare. Prima ascoltate quello che abbiamo da dirvi-
-Cosa c’è da dire. Mia figlia sta con il suo professore di arte, il che mi fa molto pensare-
-Mamma …-
-No, mamma un corno. Ti ho mandata con quest’uomo a New York un anno fa, mi sono fidata di te ma soprattutto, mi sono fidata di lei Anthony, che razza di uomo è-
-Senta signora, lei è arrabbiata e mi creda ne ha tutto il diritto. Ma tra me e Katherine è nato tutto in questi mesi, ci siamo incontrati per caso. Sua figlia è grande abbastanza da prendere questo tipo di decisioni, avevamo intenzione di dirglielo ma …-
-Ma abbiamo rovinato i vostri piani, be Katherine, questa cosa deve finire. Adesso prendiamo il primo aereo e torni a casa con me e tuo padre-
- Mio dio mamma, ti senti quando parli? Tu hai sempre deciso per la mia vita, sempre. Non hai mai preso le mie difese. Ti ricordi il casino dell’anno scorso a Natale, quando la zia disse quelle parole poco carine nei miei confronti be’, tu non ti sei degnata di difendermi. Porca miseria mamma, sono tua figlia, sangue del tuo sangue, carne della tua carne, ma te ne sei sempre sbattuta di me. Dovevi pensare alla chiesa, al circolo di cucito e a tutte quelle cose che hanno sempre preso il mio posto. Dov’eri quando avevo bisogno di una madre? Dov’eri?! Papà è sempre stato presente, non mi ha mai criticata, mi ha sempre incoraggiata in tutto, mi incoraggiava anche a sbagliare perché sapeva che dagli errori avrei imparato. Papà … lo so che ti ho delusa, che probabilmente non ti aspettavi nulla di questo ma credimi, io … io amo quest’uomo e con lui anche quella piccola Caroline. Dovresti conoscerla papà, è un amore di bambina-
-Kath … io … sono cosi confuso piccola mia. Ti ho sempre appoggiata ma non lo so, non so se questa volta potrò appoggiarti-
-Signor Morgan, la prego. So quanto vuole bene a sua figlia, sono padre e capisco i suoi sentimenti , ma mi creda, io amo sua figlia non le farei mai del male. Santo cielo, ho litigato con mia madre per le e lo rifarei altre 100 volte, ma mi dia una possibilità-
-Io … Marie, prendi i bagagli, torniamo a casa-
rimango spiazzato, pensavo che suo padre ci avrebbe appoggiato, che capisse davvero quanto sia importante il nostro rapporto. Mi sono illuso e con me anche Katherine, che sento piangere vicino a me. La attiro tra le mie braccia, lei si aggrappa al mio corpo nascondendo il volto sull’incavo del mio collo mentre io vedo i suoi genitori andare via.
-Mi dispiace Katherine, mi dispiace tanto. Ci sono io con te amore, non ti abbandonerò mai. Sssh, respira, ti prego-
A volte la vita ti mette davanti delle scelte, è come se ti trovassi davanti ad un bivio e tu non sai quale strada imboccare, corri il rischio di farti male ma hai anche la possibilità di trovare la felicità.
Con Katherine abbiamo imboccato la strada più difficile, sapevamo a cosa andavamo incontro, ma insieme siamo forti, non potrei mai immaginare una vita senza lei, ne ora ne tra qualche anno.
Lei è la mia ancora, il mio punto fermo e anche adesso, che è qui tra le mie braccia che piange, sento che il nostro legame è forte, che niente e nessuno potrà mai dividerci.
-Ti amo piccola Katherine, ti amo.
-Ti amo anche io … professore-
Siamo in macchina e Katherine è maledettamente silenziosa, non so neanche se rimanere a casa da loro o prendere Caroline e tornare a casa.
Ho cercato di rassicurarla che tutto sarebbe andato bene, la verità è che non ne sono del tutto sicuro, non mi preoccupa suo padre, lui posso gestirlo, ma sua madre … quella donna ha un modo tutto particolare di pensare, diciamo un po’ all’antica e non so proprio cosa aspettarmi.
Quando arriviamo a casa sua, esce dalla macchina dic orsa come se avesse qualcuno che gli corre alle calcagna. Mi prendo un attimo per me, per fare ordine nella mia testa. Da quando sono cosi? Ho sempre affrontato i problemi, invece oggi sembro un quindicenne che ha paura di conoscere i genitori della propria ragazza, che poi, se proprio vogliamo essere pignoli, io li conosco già.
Quando entro in casa delle ragazze, Caroline è in braccio a Katherine, le sta raccontando quello che ha fatto stanotte insieme alla sua amica, e io riesco solo a rimanere poggiato alla porta osservandole.
-Sei preoccupato?-
Allie mi offre una tazza di caffè, la prendo e faccio un segno d’assenso.
-Andrà tutto bene, vedrai che piacerai ai suoi genitori. Certo, sono dei tipetti un po’ particolari, soprattutto sua madre, ma vedrai che dopo qualche urlo andrà tutto bene-
-Non mi incoraggi-
-Senti, non so cosa avete deciso tu e Kath, ma a parer mio dovresti rimanere e aspettare il loro arrivo-
-Mi stai dicendo di lanciarmi contro le fiamme?-
-Esatto. Al massimo prenderai qualche pugno da parte di suo padre-
-Non sei divertente-
-Coraggio professore. Non ti facevo cosi fifone-
-Non sapevo di esserlo. E’ passato tanto tempo dall’ultima volta che ho fatto questa cosa, è anche vero che la nostra non è una relazione normale-
-Be’ no. Potresti, non so … potreste dire che vi siete rivisti qui, forse cosi sarebbe più semplice no?-
-Si, l’ho pensato anche io ma vedi, Katherine è entrata in una sorta di mutismo.-
-Ci penso io a parlarle, le dico che tu sei d’accordo, ok?-
-Grazie Allie-
-Di nulla. Vado da lei-
Siamo seduti come se stessimo attendo il plotone di esecuzione. Seduti sul divano, Caroline sulle mie ginocchia, Katherine alla mia destra e Allie a sinistra. Lascio cadere il capo indietro chiudendo gli occhi: tutto ciò è ridicolo.
-Ragazze, tutto questo è ridicolo. Sono persone, non bestie-
-Parla per te, mia mamma è una bestia, so già cosa dirà: “allora avevo ragione quella volta, tu e il tuo professore. Uh, lo sapevo, ho una figlia poco di buono”-
-Katherine!-
-Papà, cosa è una figlia poco di buono?-
lancio un occhiataccia alla mia ragazza, che mima uno scusa
-E’ una bambina poco buona amore. Insomma, non sempre fa la brava, ecco-
-Quindi io sono una poco di buono?-
-NO, no …senti, dimentica questa parola amore, va bene?-
-Ok-
Ed è quando finisco di dire queste parole a mia figlia che il campanello suona e tutte e tre saltiamo da quel maledetto divano.
Quattro secondi per arrivare alla porta, 2 per chiedere chi è … dieci per sentire quel maledetto campanello suonare.
-Andrà tutto bene amore, te lo prometto-
Io e Caroline rimaniamo in soggiorno, sento le ragazze salutare i loro genitori, sento schiocchi di baci, mentre io sento solo il mio cuore battere all’impazzata. Com’è che adesso non mi sembra poi una cosi buona idea?
-Si mamma, ehm … devo presentarti una persona-
-Oh, hai conosciuto qualcuno?-
-Non proprio … diciamo che è stata una piacevole sorpresa-
-Dai, dai … sono curiosa-
Devo dire che dal tono di voce che usa sembra elettrizzata, magari in questi mesi è cambiata … ma questa mia speranza sfuma quando li vedo entrare e nel loro sguardo leggo stupore e anche qualcos’altro.
-Katherine, cosa ci fa il tuo professore di arte seduto nel tuo soggiorno?-
-Ecco, è di questo che vorrei parlarvi. Allie, fai accomodare i tuoi di la e porta con te Caroline-
Mi alzo e, dopo aver baciato la mia piccola, mi avvicino a Katherine cingendogli il fianco.
-Signori Morgan, credo sia inutile presentarci. Piuttosto sediamoci e parliamone-
come automi si siedono sulle poltrone di fronte a noi, li imitiamo e non mollando mai la presa sulla mano di Katherine, decido che è meglio iniziare a parlare.
-Vi chiederete cosa ci faccio qui, vi chiedo solo di non giudicare. Prima ascoltate quello che abbiamo da dirvi-
-Cosa c’è da dire. Mia figlia sta con il suo professore di arte, il che mi fa molto pensare-
-Mamma …-
-No, mamma un corno. Ti ho mandata con quest’uomo a New York un anno fa, mi sono fidata di te ma soprattutto, mi sono fidata di lei Anthony, che razza di uomo è-
-Senta signora, lei è arrabbiata e mi creda ne ha tutto il diritto. Ma tra me e Katherine è nato tutto in questi mesi, ci siamo incontrati per caso. Sua figlia è grande abbastanza da prendere questo tipo di decisioni, avevamo intenzione di dirglielo ma …-
-Ma abbiamo rovinato i vostri piani, be Katherine, questa cosa deve finire. Adesso prendiamo il primo aereo e torni a casa con me e tuo padre-
- Mio dio mamma, ti senti quando parli? Tu hai sempre deciso per la mia vita, sempre. Non hai mai preso le mie difese. Ti ricordi il casino dell’anno scorso a Natale, quando la zia disse quelle parole poco carine nei miei confronti be’, tu non ti sei degnata di difendermi. Porca miseria mamma, sono tua figlia, sangue del tuo sangue, carne della tua carne, ma te ne sei sempre sbattuta di me. Dovevi pensare alla chiesa, al circolo di cucito e a tutte quelle cose che hanno sempre preso il mio posto. Dov’eri quando avevo bisogno di una madre? Dov’eri?! Papà è sempre stato presente, non mi ha mai criticata, mi ha sempre incoraggiata in tutto, mi incoraggiava anche a sbagliare perché sapeva che dagli errori avrei imparato. Papà … lo so che ti ho delusa, che probabilmente non ti aspettavi nulla di questo ma credimi, io … io amo quest’uomo e con lui anche quella piccola Caroline. Dovresti conoscerla papà, è un amore di bambina-
-Kath … io … sono cosi confuso piccola mia. Ti ho sempre appoggiata ma non lo so, non so se questa volta potrò appoggiarti-
-Signor Morgan, la prego. So quanto vuole bene a sua figlia, sono padre e capisco i suoi sentimenti , ma mi creda, io amo sua figlia non le farei mai del male. Santo cielo, ho litigato con mia madre per le e lo rifarei altre 100 volte, ma mi dia una possibilità-
-Io … Marie, prendi i bagagli, torniamo a casa-
rimango spiazzato, pensavo che suo padre ci avrebbe appoggiato, che capisse davvero quanto sia importante il nostro rapporto. Mi sono illuso e con me anche Katherine, che sento piangere vicino a me. La attiro tra le mie braccia, lei si aggrappa al mio corpo nascondendo il volto sull’incavo del mio collo mentre io vedo i suoi genitori andare via.
-Mi dispiace Katherine, mi dispiace tanto. Ci sono io con te amore, non ti abbandonerò mai. Sssh, respira, ti prego-
A volte la vita ti mette davanti delle scelte, è come se ti trovassi davanti ad un bivio e tu non sai quale strada imboccare, corri il rischio di farti male ma hai anche la possibilità di trovare la felicità.
Con Katherine abbiamo imboccato la strada più difficile, sapevamo a cosa andavamo incontro, ma insieme siamo forti, non potrei mai immaginare una vita senza lei, ne ora ne tra qualche anno.
Lei è la mia ancora, il mio punto fermo e anche adesso, che è qui tra le mie braccia che piange, sento che il nostro legame è forte, che niente e nessuno potrà mai dividerci.
-Ti amo piccola Katherine, ti amo.
-Ti amo anche io … professore-

dalla madre mi aspettavo una reazione del genere ed è vero che il padre avrebbe potuto essere più comprensivo,ma capisco che non è una situazione semplice da digerire...fortuna che Kath ha sempre Anthony a sostenerla! gli addii li rimando al prossimo capitolo,non sono ancora pronta,mi mancheranno :'-(
RispondiElimina....wuauu sinceramente questo finale mi ha spiazzata, sapevo sarebbe stato difficile, ma non immaginavo che i genitori riprendessero i bagagli e se ne andassero via, soprattutto da parte del padre......mah....spero che il tempo li aiuti a riflettere sul grave errore che hanno commesso a lasciare la figlia così.......
RispondiElimina...Tutto può succedere, ma ciò che conta è la profondità dell'Amore che lega Anth a Kath, nulla li può più dividere....
No! O_O
RispondiEliminaPorca miseria... no no fermi tutti! Quindi non vogliono ? Nada? Nisba?
E io che speravo che la madre di Kath pigliasse na sberla dal padre come la madre di Anth...
Nuuuuuuu..... non è giusto... Povera Kath.
Però sinceramente ne hanno passate troppe e i genitori a questo punto ( E quì parto sul personale diamine ) sono assolutamente l'ultimo dei pensieri per la loro felicità. La vita che vivono entrambi e l'amore che li tiene assolutamente uniti e inseparabili basta per tutto. ANTH sai che ti dico? MARRY HER!
MA ma credevo che con loro non sarebbe stato tanto con i genitori di Kath, mi aspettavo si la reazione da matta della madre... Ma che il padre reagiva così proprio non l'avrei detto... Io credo che se non subito..ma mi auguro che il padre e insieme capiscano che abbandonare la figlia così ..e' stato lo sbaglio più grande e che rimedino subito!!!! Ma tutto può accadere ma la cosa più importante e che entrambi Anthony e Kath non perdano mai di vista tutto quello che hanno passato per il loro amore ...x stare insieme e che rimangono uniti sempre !!!
RispondiEliminaImmaginavo una reazione del genere da parte dei genitori ma perfortuna Anth e Kath non si sono fatti scoraggiare......si ok è difficile accettare certe cose ed è difficile vivere senza l'appoggio della propria famiglia....ma al diavolo tutti!!! L'amore non si può comandare e quello che lega questi due è forte e indissolubile. Gli altri se vorranno capire, si ricrederanno e torneranno sui loro passi. Altrimenti AMEN. Chi non capisce (e nemmeno si sforza di farlo) non merita di far parte della vita di certe persone.....(mi sa che ho deviato un pò la situazione....XD)
RispondiEliminaPremessa: LEGGO QUESTO ULTIMO CAPITOLO CON LA TRISTEZZA NEL CUORE...E' FINIIITOOO *PIANGE*
RispondiEliminaComunque immaginavo la reazione della madre, ma la reazione del padre mi ha lasciato un pò così pensavo che alla fine capisse invece "Io … Marie, prendi i bagagli, torniamo a casa" O__O Povera Kath :'(
Ma il loro amore è forte supereranno anche questo e spero che i genitori facciano un passo indietro!
*Detto ciò torna a piangere*