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giovedì 2 gennaio 2014

Paint Me The Moon: Capitolo 44





Lettura piena! 
E siamo a -6 ..... ç_ç 
Sul prossimo vi consiglio na bella sedia e una camomilla..  perché Clay farà una bella scoperta!



<<Ti sei alzato molto presto, avrei voluto essere sveglia>>
-Ti avrei svegliata solo per fare l'amore ma ho preferito partire prima. Così posso tornare al The Page non appena mi sarò liberato. Non voglio perdermi proprio tutto del tuo trionfale ritorno in pista. 
<<Richard...>> esito un istante, per l'ondata di desiderio che le sue parole mi suscitano, <<Trionfale sarà la vista di quella meraviglia che hai dipinto su tutta la parete, mi toccherà raccogliere parecchie bocche da terra. Non farò altro per tutto il giorno, lo so>>, ruoto gli occhi sorridendo, ma l'immagine di tutti i miei clienti, imbambolati davanti al suo dipinto, mi esalta quasi più della riapertura. 
- C'è un vento pazzesco piccola, la tua ibrida a volte mi sbanda tra le mani. Il colore del cielo di New Orleans all'orizzonte ha qualcosa di profondamente affascinante, quanto terrificante. 


<<Richard, il fatto che tu vada incontro ad un uragano non ha nulla di affascinante, nulla di artistico, ne di poetico. Sono preoccupata da morire e ti prego, ti chiedo solo di metterti costantemente in contatto con me, ogni volta che potrai.>>
-Sweety, mi si è abbattuto addosso di tutto per strada, e di certo non avevo una macchina per ripararmi. Credo che in questo caso me la caverò alla grandissima. Sta tranquilla Clay, non devi preoccuparti, sarò sempre in contatto con te. Okay?
<<Si, ti prego. Preferisco saperti al sicuro a New Orleans che in viaggio per tornare a casa. Perciò, non avere tutta questa fretta di rientrare. Ti amo e non fare di testa tua>>
-Non lo faccio mai.  Ridacchia sospirando al telefono. 
<<Sei davvero divertente!>>, ironizzo.
-Non vedo l'ora di tornare a casa da te, spero che con questo tizio vada tutto per il verso giusto e che possa assicurarmi qualche incarico.
<<Non ho dubbi Richard, sei un pozzo di idee>>
- Hai già fatto colazione?
<<Ahw, provo a mandare giù qualcosa ma sono troppo nervosa per mangiare>> 
- Quindi non sei ancora andata in cucina;  Borbotta quasi fra se e se, ma capisco subito.
<<Oh, aspetta....>>, smetto immediatamente di passare il rimmel sulle ciglia, tampono le guance e con un sorriso enorme, lascio subito il bagno per fiondarmi accanto al ripiano in cucina. Come al solito, penisola imbandita e una piccola stella di carta argentata accanto alla spremuta d'arancia. E' riuscito a fare tutto, approfittando del fatto che abbiamo dormito di sopra, sul soppalco che ospita il mio dipinto di nudo. Non mi sono accorta di nulla, dormivo proprio come un sasso. 
-A che ora verrà Lynn a prenderti?
<<Stai per caso cercando di distogliere l'attenzione da quello che ho davanti? Richard, amore, non posso mangiare tutta questa roba! Dio, sei... meraviglioso.>>
- E' solo la colazione, credevo ti fossi abituata. 
Ride con quel suo modo dolce che mi fa già immaginare come piega la testa o come la sua bocca si allarga e il suono riempie l'abitacolo. 
<<Non esiste la parola abitudine con te, tutto è istantaneo e unico e... non credo di essere mai stata tanto felice in vita mia>> le ultime parole mi muoiono in gola, si spezzano lasciando il posto ad un bisbiglio accennato. In realtà lo stavo dicendo a me, mi stavo solo dicendo:  "Contro ogni segreto, contro ogni pregiudizio Clay". 
Cosa? Cos'hai detto? Ho sentito una parola che mi piace. Ridimmi quella parola che mi piace.. 
<<Istantaneo?>>
- No
<<Unico?>>
- No
<<Vita mia?>>, strizzo gli occhi anticipando la sua sonora risata. 
- Ah ah ah ah ti amo da impazzire e quando parli di me mettendo in ballo la tua felicità, sento una bella responsabilità addosso. Come sento te.
Chiudo gli occhi iniziando a mandare giù piccoli bocconi di una profumatissima crostata ai frutti di bosco e crema pasticcera. Mmmhh il palato la assapora lentamente e mi prendo qualche secondo per leccarne la dolcezza con la punta della lingua, scavando la crema fino al fondo della pasta frolla di un porzione rotonda appena tagliata. 
- Allora, te la stai godendo la colazione, piccola?  Il tono di voce improvvisamente basso e vibrante inizia a darmi i brividi. 
<<Mmmh...mh>>
- A che ora verrà a prenderti Lynn? Non mi hai risposto.
<<Tra un quarto d'ora. E saremo pronte per..... uhm, riaprire il Corner solo grazie a te>>, sospiro, premendo l'auricolare ancora più a fondo all'orecchio e non perdermi un solo respiro di Richard <<Se non ci fossi stato tu ad accorgerti di tutto, a fare le pazzie che hai fatto e ad andare contro la mia ottusità>>
- Beh, io l'avrei chiamata testardaggine acuta, in fase terminale. 
<<Ti ho fatto la guerra, che stronza che sono stata>>, sospiro sentendomi una stupida. 
-  Si, un po. Cosa stai mangiando adesso?; Il tono torna a farsi sensuale e tagliente, è un invito a non so cosa. 
<<Mh... la... la crostata, è buonissima Richard>>
- Ti piace? Già me la immagino la tua bocca tutta presa ad assaggiare... e poi? Cos'altro vedi che ti fa gola?
Mi blocco un attimo guardandomi intorno, come se qualcuno mi stesse osservando ma in realtà è solo imbarazzo. Mi sta stuzzicando. Okay. 
Tra le dita ho ancora il boccone, e con il mignolo pulisco velocemente le briciole dall'angolo della bocca. Sorrido. 
<<Hai messo la crema pasticcera avanzata nella ciotola di vetro, con i bastoncini di biscotto accanto.. quella, quella mi fa gola..adesso>>, lo dico con voce bassa, sexy, un mormorio delicato che fa proprio il suo gioco. 
- Perché non fai una cosa allora? La assaggi e mi dici esattamente com'è... mh? 
L'inflessione e quell'accento inglese improvvisamente più asciutto e marcato, rendono la sua voce un infuocato bisbiglio erotico che mi lascia senza fiato. 
<<Richard...>>
- Dai, ho la tua voce in surround in auto, ti ascolterò con attenzione. Promesso. 
<<Vuoi davvero giocare così sporco?>>
- Yes, please.
<<Se proprio insisti. Beh..sto avvicinando la ciotola e ho appena afferrato un biscotto. Hanno entrambi un profumo invitante e mi fanno venire voglia di caffè. Mi sono appena alzata per versarmene una tazza calda>>.
Mentre torno a sedermi sullo sgabello provo ad ascoltarlo, ma niente. Non dice una parola. Sento solo il suo respiro regolare. 
<<Okay, approfitto del sapore del caffè in bocca per assaggiare la crema. Sto annusando il biscotto perché ha davvero un profumo buonissimo, mmh. Però...però il mio dito ha la meglio. L'ho appena affondato nella crema e ....mmh sono stata piuttosto rapida..>>, la crema si sparpaglia in bocca facendomi borbottare le parole e ridere nello stesso tempo. Il suono della suzione del mio indice è l'unica cosa che riempie il silenzio. Adesso il suo respiro è cambiato, lo sento spezzarsi.
- Clay......o signore, Clay. 
<<Sto seguendo le tue indicazioni>>
- Continua...
<<E' morbida e ha un sapore dolcissimo, sto affondando nuovamente l'indice perché tu sei eccezionale e ne voglio ancora..e ancora. Vorrei che fossi qui per...>>, con la mano a coppa sulla bocca sussurro i dettagli di qualcosa che lui adora particolarmente. 
- Dio, sono un uomo morto adesso. 
Rido continuando a leccarmi il dito e ad immaginare il suo volto frustrato. Non può chiedermi di fare una cosa simile e non aspettarsi di eccitarlo a morte. Anche perché la cosa sta eccitando pure me e siamo lontani. E' davvero controproducente. 
<<L'hai voluto tu. E sappi che il tuo torbido gioco sta fregando anche me!>>
- Clay, ti amo tanto. Sei la cosa più bella che abbia mai meritato al mondo. 
<<Richard..>>, ed eccole lì quelle parole che a volte dice senza alcun preavviso. Come se poi ne avessero uno. Le stesse parole che un istante prima, magari, gli avrei detto io. 
- Metti tutto in frigo, perché quando torno..
Rido. In attesa che smetta di ansimare e completi la frase. Ma non arriva. 
<<Quando torni? Sentiamo... voglio proprio saperlo>>
Non sento più neanche il fruscio del suo respiro e tocco l'auricolare per controllare l'audio. 
<<Amore? Richard?>>, nulla. 
Di colpo la comunicazione si interrompe e sento l'operatore avvisarmi che la linea è andata.
Dando una rapida occhiata all'ora, giro su me stessa e scendo al volo dallo sgabello per mettere tutto di corsa in frigo. Lynn starà per arrivare a momenti. 
<<Chiama Richard!>>, il comando vocale si espande nel silenzio del loft. Aspetto che la linea ritorni ma nulla. Sbuffo spazientita perché non avrei mai voluto interrompere proprio questo genere di conversazione. Ho ancora addosso voglia di lui e mi basterebbe sentirlo solo un istante. Il tempo di un "ti amo" e di "a stasera".
Non faccio in tempo a rimandare al tab il comando della chiamata che Lynn arriva puntuale come un orologio. 
Spero raggiunga presto New O' e si faccia sentire. 
*
La gloriosa riapertura del The Page non poteva essere accolta con più entusiasmo di così. Siamo state letteralmente travolte dai clienti, venuti per ammirare lo splendido e accattivante restauro. Alcuni anche solo per curiosare e altri per capire di cosa si tratta e come mai tanta folla al seguito. 
<<Clay, finalmente. Questo posto è irriconoscibile! Complimenti!>>
<<La ringrazio Signora Scott>>
A molti degli iscritti è stato mostrato un piccolo tutorial per il nuovo software, che hanno trovato assolutamente semplice e intuitivo. Matt ci ha davvero fornito il meglio della funzionalità e un numero impressionante di nuove opzioni. Un successone. 
<<Clay sei bellissima, fatti abbracciare prima che scappi in Ospedale>>
<<Grazie Ryan!>>
Ho sentito il calore di tante mani strette nelle mie, di complimenti e anche qualche rassicurante pacca sulla spalla. 
Certamente non sono mancate le critiche, le lamentele per il prolungarsi dell'apertura o per il semplice cambiamento che non avrebbero poi così gradito. Ma fa tutto parte del pacchetto. Quando un attività funziona e abbraccia anche la parte futuristica della tecnologia, molta gente ha paura dei cambiamenti, vedendoli come azzardi o passi più lunghi delle proprie gambe. Ma sono soddisfatta che il The Page alla fine, arrivi sempre e comunque dritto al punto. E' questo che rende le mie fatiche ampiamente ricompensate. 
Questa volta, però, il merito non è ne mio, ne di mio padre. Stavolta devo tutto a Richard. 
Questo posto parla di lui più che mai, nelle scelte dei colori, nell'architettura, nei particolari eleganti e affascinanti. E parla attraverso quella parete da cui non riesce a staccarsi nessuno. 
Letteralmente nessuno. 
Avrei scommesso qualsiasi cosa sul rapimento sensoriale che avrebbe colto tutti. Indistintamente. 
<<Se Richard ti vedesse sai cosa direbbe? "Rossa hai un sedere a pennello dentro quel tailleur blu">>
<<Jimmy!! Ti staccherebbe la testa..>> rimango a bocca aperta, puntando l'indice contro il suo viso rotondo e nero. Jimmy ride di gusto, alzando le mani in segno di resa. 
A braccia conserte, nonostante sia passata da un pezzo l'ora di pranzo, continuo a starmene in piedi a qualche passo dalla calca. 
Osservo loro che osservano Richard: nelle pennellate, nei dettagli del mio viso e nei colori di un mondo perfetto che vive solo dentro di lui. Il mondo di fantasia e calore che solo lui riesce a far rivivere attraverso i soggetti che dipinge. Non c'è niente di più bello che vedere l'anima di qualcuno mostrarsi con tanta generosità. Ho compreso moltissime cose del suo essere misterioso, raro e tanto complicato. Ho imparato a capire quanta semplicità e quanta umanità possa celarsi dietro una finta corazza di silenzio, di tristezza e di mutismo autoimposto. Richard rappresenta il paradosso per eccellenza e sentirmi amata da una persona che è tutto e il contrario di tutto non mi da insicurezza ma gioia pura, vera e incondizionata. 
Scuoto la testa, ancora una volta intrappolata a fissare quella parete che incolla tutti. 
Rileggo al volo il suo messaggio, inviatomi proprio un paio d'ore fa: 

"Linea interrotta. Mister Uragano si avvicina ma io sono già al sicuro. Al s-i-c-u-r-o. Tizio è buffo ma mi porta a mangiare in un posto fantastico. Vale la pena dare un occhiata a questi pseudo dipinti che ha in cantina. Se non ricevi mie notizie per le 16:00 vorrà dire che, o sono ubriaco di sidro o mi ha rapito. Tutto questo solo per farti stare tranquilla, amore mio. Non vedo l'ora di tornare a casa, la mia vera tempesta sei tu e aspetto solo di essere travolto. Ti amo" 

Mi acciglio, osservando preoccupata l'ora: le 15. Lo ritengo ancora fuori dal coprifuoco ma la situazione in città non mi piace affatto. Un uragano è comunque un uragano, al diavolo la categoria. 
Nello stesso istante, mi sento tirare per un gomito e trascinare alla mia postazione di comando, al bancone principale. 
<<Multicolor, tesoro, non ti si è abbassata ancora l'adrenalina? Da stamattina?>>
<<Tua madre. Tua madre e la sua amica stanno discutendo da mezz'ora. Mi mettono ansia!>>
<<Guardano il dipinto di Richard e discutono. Lo so. Ti ho già raccontato stamattina cos'hanno combinato ieri a pranzo vero? Ed è mia intenzione scoprire di cosa esattamente si fanno quelle due, credimi!>>
<<Clay>>, con le mani sui fianchi e un piede a battere inquieto, Lynn si volta dando le spalle a mia madre e Sofi. Mi guarda dritta negli occhi e si avvicina per bisbigliarmi qualcosa: <<Non so perché ma ho uno strano presentimento. Ti sembrerò stupida, ma questa cosa credo abbia a che fare con i libri sui Vampiri. Ricordo il particolare che mi raccontasti, della reazione di Richard alla lettura di... cos'era Eclipse? Non so, è come se mi rimbalzasse in testa. Da quando mi hai detto che Sofi parlava del suo seminario sul "Fantasy", eppure non ha minimamente accennato alla quella Saga. Ma lei e tua madre ne sono immerse fin dentro le ossa, no? Strano che non ne abbia fatto parola>>
<<Forse non voleva mettermi a disagio con la questione di mia madre e del processo. Non sapeva se Richard ne fosse al corrente. Ed è così, Richard non sa nulla. Non nello specifico almeno.>>
<<Si, forse hai ragione ma c'è comunque qualcosa che non mi torna. Perché non hai più voluto affrontare l'argomento con lui? Dovresti. Forse ti aiuterebbe a capirci qualcosa.>>
<<Lynn, vorrei provare ad affrontare una cosa alla volta. Richard sta già sciogliendo da solo le sue matasse, senza forzature. Ed io apprezzo il fatto che si confidi con me spontaneamente. Ma a questa storia di mia madre non mi arrendo. Non mi piace. E questa tua osservazione su Sofi mi fa comunque riflettere. Lei è stata a disagio tutto il tempo, osservava Richard in modo strano e non può essere semplice..disagio fra sconosciuti.>>
<<Tua madre e lei hanno in comune lo stesso argomento che stranamente hanno tua madre e Richard. E' qui che.. non torna>>
Perplessa le osservo, sembrano scambiarsi opinioni più tranquillamente ora, interagire con tutti. Nello stesso momento, noto mia madre scusarsi con qualcuno ed avvicinarsi. 
Il mio sguardo deve colpirla subito, perché si acciglia piegando la testa preoccupata. 
<<Tesoro, qualcosa non va?>>
<<No Mamma, scusami>>, scuoto la testa. <<Notizie di Albert?>>
<<Purtroppo non riuscirà a raggiungerci per oggi. Con il mal tempo che ha colpito anche la sua zona preferisce restare ad Orange e partire un altro giorno>>, mi strofina le braccia affettuosamente e mi sorride <<Ma ti manda un infinità di "in bocca la lupo" e non vede l'ora di ammirare da vicino questo famoso dipinto a parete intera. Richard è una forza della natura. Lui è davvero speciale ed è un peccato che non sia qui adesso>>, lo sguardo turbato e gli occhi che brillano. 
Non c'è dubbio che mia madre veda in Richard qualcosa che a me non è concesso. 
Non riesco ad affrontare le sue lusinghe con naturalezza, perciò le lascio un mezzo sorriso e torno dai clienti. 

Come previsto, il meteo non ci ha concesso che qualche ora di fitte nuvole e folate a tratti violente.
Adesso, un grosso temporale con forti scariche di vento sono diventati la cornice peggiore per la seconda inaugurazione del The Page. L'acqua sbatte con forza contro le vetrate, ormai non più lucide e brillanti come questa mattina. 
Con il passare delle ore l'ambiente resta però carico di adrenalina, di persone intente ad osservare la parete e a leggere, indifferenti alla burrasca che imperversa fuori. 
Siamo rimaste io e Lynn, siamo tornate io e Multicolor ad occuparci, finalmente, di tutto. 
Sofi ha continuato a complimentarsi con sincera ammirazione, anche al momento di lasciare il Digital corner con mia madre. Ha scattato qualche foto al dipinto di Richard e non faceva che ripetermi di trovare i suoi lavori meritevoli di un esposizione in grande stile. Collezionisti e Vintagisti avrebbero fatto follie per il suo stile. 
Non so proprio come avrebbe reagito Richard a tanto interesse. So solo che lo avrei voluto qui, invece che disperso chissà dove. Ormai sono ore che non ho sue notizie e il tarlo inizia a diventare vera e propria ansia. 
Quando inserisco i dati per completare una nuova iscrizione, l'alert impostato sulle condizioni meteo di New Orleans mi avverte di un aggiornamento.  
Consegno tutto salutando il cliente e mi fiondo nel priveé, scoprendo immediatamente che la situazione è parecchio critica e che si contano i primi danni. 
Richard non mi scrive dal suo secondo ultimo messaggio, poco dopo le 16, in cui mi implorava di stare tranquilla e di non preoccuparmi del possibile black out di rete che sarebbe avvenuto di li a poco. Mi aveva giurato di essere al sicuro, con altre persone, in uno dei tanti locali a prova di uragano, in attesa della calma. 
Avevo comunque provato a chiamarlo più volte, ma nonostante le centinaia di opzioni date dalla tecnologia, il mal tempo non consentiva alcun tipo di comunicazione fra noi. Tranne qualche breve botta e risposta con l'alternarsi della copertura di rete. 
Provo a scrivergli, a rimettermi in comunicazione con lui in tutti i modi per i successivi venti minuti, ma niente. Non riesco più a parlargli e sembra sparito nel nulla. 
<<Lynn! Puoi cambiare il canale interattivo dalla musica alle news?>>, mi gratto la testa attraverso i ricci mentre ritorno in postazione. Lynn esegue, guardandomi di sottecchi. 
La vedo avvicinarsi allo schermo piatto e con un veloce gesto delle dita, aprire il mosaico per selezionare il canale locale. 
Osservo il caos già dall'anteprima e quando si amplia la visuale davanti a me, scandaglio inerme le immagini del centro di New Orleans, messo sotto sopra come già altre volte in passato. Ma stavolta qualcosa mi chiude lo stomaco, sapere Richard lì è un buon motivo per entrare letteralmente nel panico. 
Dalle didascalie che scorrono come un nastro impazzito, sembra che le deviazioni improvvise dell'uragano lo abbiano fatto sostare e ruotare intorno alle zone centrali della città più del dovuto. I danni si estendono per diversi chilometri, ma tutti convergono nel punto in cui le attività commerciali brulicano. Li dove Richard aveva appuntamento, in uno dei depositi storici appartenenti ad un ricco cliente del Sig. Sebastien. 
Vedere quartieri allagati, strade messe letteralmente sotto sopra e qualche vecchia casa senza tetto, con la gente sconvolta tutta intorno, mi disarma e terrorizza. Conosco bene le misure di protezione adottate in questi ultimi anni, sia dalle autorità che dall'ente che supervisiona l'entità degli uragani in tutta la Louisiana. So anche che si registrano parecchie meno vittime che in passato, proprio grazie all'utilizzo di risorse anti-calamità, ma tutto questo non basta ad essere ottimista e a pensare Richard al sicuro.
Guardo lo schermo e quello che vedo mi riempie solo di un senso di vuoto tremendo e gli occhi di lacrime. 
Avevo promesso a entrambi che non avrei perso la testa ma davanti a tutto questo è letteralmente impossibile. Lynn mi guarda con gli occhi sbarrati dalla paura e scuote la testa non sapendo cosa fare. Le faccio cenno di evitare di agitare i clienti se può, ma li vedo comunque tutti con lo sguardo rivolto verso lo schermo.
Decine di messaggi istantanei, provo e riprovo a contattare Richard ma niente. Il pensiero che la zona sia completamente isolata, che gli costi fatica spostarsi fino ad un luogo coperto e sicuro, mi manda letteralmente fuori fase. 
<<Non so cosa fare, sono spaventata a morte. Mi sono lasciata condizionare dalla sua calma e dal suo istinto di sopravvivenza, ma non avrei dovuto permettergli di andare a New Orleans. L'allerta è stata data ieri, lo sapevo, lo sapevo>>, sibilo a denti stretti, con i palmi aperti sul bancone e lo sguardo a terra.
<<Clay, dai calmati. Sono sicura che starà bene e che semplicemente al momento non può mettersi in contatto con te.>>
<<Deve essere così Lynn. Se gli accadesse qualcosa nessuno lo riporterebbe da me. Non ha documenti, non lo conosce anima viva e fondamentalmente è come se lui non esistesse. Lo sai.>>
<<Già, hai ragione. Non ci avevo pensato>>
<<Non si era mai esposto così tanto fino ad ora, so che sta soltanto... cercando di andare avanti, ma questa proprio non ci voleva. Non so davvero a cosa aggrapparmi>>
<<Che hai intenzione di fare?>>
<<Vorrei infilarmi in macchina ed andare a riprenderlo, ovunque sia>>
<<Non puoi. Non si discute.>>
<<E cosa vuoi che faccia? Che mi sieda qui ad aspettare che accada qualcosa o che non accada affatto?>>
<<Proviamo a fare qualche telefonata, avverto Ryan. Magari conosce qualcuno negli ospedali di New O.>>
<<Si, ti prego. Grazie, spero che non ce ne sia bisogno>>, mi verso un po d'acqua e chiamo al volo mia madre per avvisarla della situazione, nel caso conosca qualcuno che possa aiutarci a trovarlo. Senza battere ciglio, inizia a ripetermi "Certo, vedrò che posso fare" seguito da un laconico "Sta tranquilla". Mi domando a chi realmente lo stia dicendo. 
Il suo fragile entusiasmo si scontra con la preoccupazione che sento nella voce. Perché diavolo sto chiedendo aiuto a lei, poi? Dopo tutto quello che sta succedendo sotto i miei occhi senza capirci un accidenti.
<<Mamma, non appena Richard sarà tornato a casa - perché tanto lui torna, lo so - io e te dovremmo fare due chiacchiere. Sole.>>
<<Ma certo che tornerà, Clay. Devi stare calma. Lo troveremo, non dubitarne>>
<<Si, anche a costo di andarci di persona>>
<<Adesso calmati, vedrai che tutto si sistema>>
<<Contaci!>>, le chiudo quasi la comunicazione in faccia perché il suo comportamento inquieto, adesso, mi da realmente sui nervi. Questa storia finirà non appena Richard sarà a casa nostra, al sicuro, con me.
Mi prendo qualche minuto da sola nel priveè e continuo a consumare le dita sul tab, cercando modi possibili e immaginabili per mettermi in contatto con Richard. L'attesa mi distrugge, ho davvero paura. 
Penso e ripenso al perché sia stata accondiscendente sulla sua partenza, consapevole dell'allerta meteo. Che diavolo mi era passato per la mente? E cosa diavolo passa nella sua di mente, andando incontro ad un uragano con uno smartphone minimalista e una micro macchina. Solo perché in Louisiana ne aspettiamo uno a settimana, non vuol dire che non sia pericoloso o da incoscienti. Mi infilo la testa tra le mani e fisso il tab. 
Lo fisso per minuti interi. 
Scivolo sul pavimento senza fare altro che aspettare. 
Quando Lynn viene a raccogliermi da terra non so nemmeno quanto tempo sia trascorso, ho gli occhi che mi bruciano e sono letteralmente infreddolita. 
<<Che ore sono?>>
<<Dobbiamo chiudere, sono le 8>>
Deglutisco, la nausea mi colpisce alla gola. Sono passate quattro ore, non so più niente di Richard da quattro ore. 
<<Vengo a casa con te, adesso chiudo tutto e andiamo via. Dai Clay, vedrai che ora che l'Uragano si è spezzato a nordest, qualcuno riuscirà a contattarci>> 
<<Mi sembra di impazzire. Sto malissimo>>
<<Lo so, andiamo a casa. Se Richard fosse già di ritorno, sarebbe il primo posto dove andrebbe. Ci raggiunge anche Ryan: più saremo meno impazzirai>>
La guardo con occhi persi e mi sollevo senza dire una parola. 
Qualche minuto dopo, mentre Lynn chiude e attiva il nuovo impianto di sicurezza, mi stringo nelle spalle e fisso le strade come se cercassi qualcosa, tornando indietro di qualche mese. Riportando alla mente giorni in cui Richard spariva, e anche il quel caso la voglia di saperlo al sicuro e tutto intero mi divorava. 
Inevitabilmente lo sguardo si posa su quel pezzo di strada che era stata la sua casa, la sua prigione e il suo isolamento. 
Fisso le porte del ristorante del Sig. Coleman ed inopportunamente la rabbia mi coglie. Ritornare alla normalità ha anche i suoi risvolti negativi, come quello di riaffrontare giornalmente una persona vile come lui, che contro Richard ne ha sempre fatto una crociata personale.
Il mio respiro aumenta come quello di chi avrebbe una voglia pazzesca di infierire contro qualcuno, anche solo per sfogare la frustrazione di non avere la più pallida idea di dove si trovi l'unico amore che abbia mai avuto. Poi trovo quasi perfetta l'idea di attraversare la strada e replicare il disastro del The Page con il suo ristorante.
Ma è ancora una volta Lynn a calmare i miei istinti quasi violenti, puntando dritte alla sua macchina per tornare al loft. Lì dove l'unica cosa che mi aspetta è una logorante e dolorosa attesa. 
-
<< D'accordo, ti ringrazio Kyle. Allora aspetto tue notizie, a presto>>
<<Tieni>> 
Ascolto Ryan parlare con qualche suo collega mentre Lynn mi ha appena poggiato sulle mani una tisana calda.
Le sue dita non smettono di accarezzarmi i capelli e la mia aria stanca si riflette anche sui loro visi. Le abbiamo provate tutte, e anche mia madre non riesce ad avere che notizie poco confortanti. Non c'è traccia della mia auto, la casa del cliente riccone è irraggiungibile, e al centro di New Orleans c'è troppo caos tra militari, volontari e forze dell'ordine per potersi concentrare su una persona sola. 
Nonostante tutto, siamo comunque focalizzati sull'unica notizia a cui mia madre ha voluto dare peso: uno screzio, quasi rissa tra un ragazzo e un reporter di un network internazionale americano. Sembra che lo stesso lo abbia braccato e pressato pur di avere sue foto e che sia soffermato ben poco sulla gravità della situazione, nonostante pare che il ragazzo stesse dando una mano tra i volontari. La descrizione fisica sembra calzargli a pennello ma mi sembra tutto così assurdo. 
Non capisco cosa possa avere a che fare con Richard. 
Conoscendolo, di sicuro si metterebbe sul serio ad aiutare disagiati, ma arrivare ad una rissa per un'inquadratura di troppo. 
Oh no. Ti prego no!
Un network internazionale, la tv, foto ed inquadrature di troppo mi fanno improvvisamente pensare ad una cosa sola: niente tracce. 
Niente attenzione mediatica. Nessun riflettore puntato addosso. 
Mi alzo di scatto, afferro al volo il tab e le chiavi dell'auto di Lynn. Mi rincorre sfiorandomi un braccio, ma a stento la ascolto. 
Le dico che devo andare, proprio mentre le porte dell'ascensore si chiudono e scuoto la testa per non farmi seguire. 
Le mando un rapido messaggio: "Non lasciate il loft finché Richard non sarà tornato a casa!"
Tremo, in piedi fuori dalla porta di casa mia. Milioni di domande affollano la mia mente ma una, fra tutte, mi sta davvero facendo impazzire. 
Il mio ingresso dirompente spaventa Sofi, seduta sul divano davanti al canale delle news. Non mi sorprende.
Spaventa mia madre, che in quello stesso momento esce dal suo studio, guardandomi come se fossi sbucata dalle mura come un fantasma. 
<<Novità? E' tornato?!!>>, unisce le mani come in segno di preghiera e attende trepidante che gli dica perché sono li. 
<<Come facevi a saperlo? Cosa ti ha fatto credere che il ragazzo contro lo pseudo giornalista potesse essere Richard, Mamma?>>
<<Clay, sei impazzita per caso? Non lo so. E' l'unica notizia che mi hanno dato, per la miseria!>>
<<Già, ma guarda caso sapevano cosa cercare! O forse chi?>>
<<Ma non sappiamo neanche se fosse davvero lui. Hai saputo qualcosa?>>
<<Perché voleva foto sue? Forse perché  tu sai che è più eclatante di uno stramaledetto Uragano?>>
<<Clay, sono tua madre! Non mi metto a fare la freelance con mia figlia! Non vedermi come un paparazzo a caccia! Conosco la situazione delicata di Richard e ho chiesto solo un favore!>>
<<Quanto? Quanto conosci la sua "situazione delicata", mamma? Ti ho parlato sempre di lui, ti ho spiegato più volte la situazione, ma non credo di essere scesa in certi particolari, soprattutto quelli legati al vedersi spiattellato in tv o su internet!>>
Nessuna risposta. Abbassa lo sguardo e scuote la testa senza più niente che possa valere una giustificazione. 
Lo capisco. Lo noto, soprattutto quando sento Sofi avvicinarsi e accostarsi a me con molta attenzione.
<<Tu conosci Richard, Mamma? Conosci Richard Weller, Mamma??>>
Entrambe scattano guardandosi. Entrambe spalancano gli occhi. Sofi si siede velocemente su uno degli sgabelli accanto a me e non parla più. 
Le guardo come un idiota. Una stupida idiota.  
<<Lilian...>>
<<Sofi, sta zitta!>>, poggia i gomiti sul tavolo tenendosi la testa tra le mani. 
<<Mamma?>>
Solleva lo sguardo più triste che le abbia mai visto in volto da quando sono nata. Neanche parlandomi del processo. 
Sospira profondamente e afferra le mie mani gelide. 
Il cuore mi esplode nel petto, batte così forte da stordirmi e sento che qualcosa da qui a un istante cambierà tutto. 
Mi domando se ne vale la pena. Se vale la pena capire, sapere. 
<<D'accordo. Clay, puoi andare nel mio studio. C'è tutto quello che ti serve sapere. Non sono vigliacca, ne voglio mentirti ma la scelta è tua. 
Richard è importante per te quanto tu lo sei per lui, nonostante sia l'ultima persona al mondo che avrei voluto che incontrassi!>>
Non la faccio neanche finire, sono già inginocchiata per terra a svuotare tutti gli scatoloni che mia madre ha sempre tenuto sapientemente riservati.
Un momento.  
Mi risollevo di scatto, lasciando tutto sparpagliato per terra. La testa fra le mani. Non posso, non voglio sapere. 
Contro ogni pregiudizio Clay, contro ogni segreto. Tanto non cambierebbe quello che provo per lui, forse non cambierà nulla neanche per Richard. 
Si sentirà più sollevato, più tranquillo, libero. 
Non ci può essere niente, niente che possa distogliermi dall'amore che provo per lui. 
Non importa, noi resteremo insieme. 



Un abbraccio Sun 

6 commenti:

  1. DIOOOOO CHE ANSIAAAA!!tra Richard scomparso e l'attesa della grande scoperta non so cosa mi agita di più!!aggiorna più presto che puoi ,TI PREGO!

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  2. O____O non so se ho più panico per l'uragano o su tutta la situasione o.o
    Ma dddeoooo

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  3. Oh Gesù che capitolo ansioso dall'inizio alla fine O.O la scomparsa di Richard e tutta questa situazione..ansia a 1000!!!

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  4. Che ansiaaaaa da impazzire.... Richard che è scomparso l'uragano.. E adesso Clay e' un passo dallo scoprire tutta la verità O.o .... Sis abbi pietà, aggiorna il più presto che puoi!!!!

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  5. oddio.....che ansia, che ansia....!!! finalmente ci siamo, è il momento della verità. Sarà la svolta!!
    E Richard.....perso a New Orleans!!
    Aggiorna presto smandry :'(

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  6. nuooooooooooooooooooooooooo proprio sul più bello mi finisci il capitolo!!!!!!....oddio che ansia!!!

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