Rieccoci qui, con questa storia che bah, devo dire che non sta iniziando proprio in maniera positiva.
Nello scrivere questo capitolo ho avuto un po' di difficoltà, per questo non sono proprio convinta di quello che andrete a leggere! So ... buona lettura, ci leggiamo nei commenti.
Mordo ripetutamente l’indice, la gamba sinistra sembra
vivere di vita propria non fa altro che tremare anche se cerco di fermarla.
Sono due ore che giriamo in città, ma di lei nessuna traccia. Dove diavolo è finita? Qui i giornalisti sono presi di mira e una ragazzina come lei non è in grado di difendersi, porca miseria, non è neanche armata!
Proprio a questo proposito penso debba avere una pistola e soprattutto devo insegnarle a sparare, quanto meno sarò più tranquillo.
Sono due ore che giriamo in città, ma di lei nessuna traccia. Dove diavolo è finita? Qui i giornalisti sono presi di mira e una ragazzina come lei non è in grado di difendersi, porca miseria, non è neanche armata!
Proprio a questo proposito penso debba avere una pistola e soprattutto devo insegnarle a sparare, quanto meno sarò più tranquillo.
Dean si ferma di botto, una macchina ha inchiodato davanti a noi e il guidatore inizia a sbraitare contro qualcuno. Rilascio un sospiro disperato, sbattendo il capo ripetutamente contro il poggia testa!
-Thomas, cerca di calmarti. Se ci fosse stato un’esplosione lo avremmo saputo-
-Come se l’esplosione fosse la cosa peggiore che le possa succedere -
- In effetti … senti, è una tipa in gamba, vedrai che sta bene-
la discussione tra quei due li fuori continua, cerchiamo sempre di rimanere fuori dalle loro faccende, non siamo ben visti qui e cerchiamo di farci gli affari nostri, ma oggi sono nervoso, e il loro discutere non fa altro che innervosirmi e rallentare la ricerca!
-Senti Dean, quei due mi stanno snervando! Vado a piedi, tu continua le ricerche quando si sblocca tutto. Ci sentiamo via radio-
-Non fare il coglione, guai a te se scendi da questo mezzo-
-Minacci un capitano Dean? Saremo anche amici, ma sono sempre un tuo superiore e come tale pretendo rispetto da parte tua! Se non lo avessi capito non ti sto chiedendo il permesso, il mio è un ordine e adesso silenzio soldato, fai come ti dico-
-Quando le fa comodo è un mio superiore, bene vada la fuori e si faccia uccidere, sa quanto me ne importa. Se lei muore li fuori, ne mandano un altro a sostituirla quindi vada, non è un mio problema! Riferirò la sua decisione al campo, adesso vada-
Prendo il mio zainetto e sbattendo la portiera lascio il mezzo. Odio litigare con i miei colleghi, soprattutto con Dean, ma deve capire che so badare a me stesso, che di certo non sono uno sprovveduto e sono benissimo a quali rischi vado incontro lasciandolo.
Le persone, quando mi vedono, mi lasciano passare spostandosi. Sono abituato a questa loro reticenza nei nostri confronti, gran parte di loro non vuole il nostro aiuto e sono pochi quelli a vederci come la parte “buona” della situazione; per quanto in una guerra possa esserci una parte buona.
Vago per le vie affollate della città, ma di lei non c’è nessuna traccia. Sparita, svanita nel nulla.
Dopo due ore di silenzio è Dean a rompere il silenzio radio, gli chiedo se ha avuto qualche notizia dal campo, magari è riuscita a tornare, ma sembra che neanche li l’abbiano vista.
Il momento dell’arrabbiatura è passato, adesso sono davvero preoccupato per la sua incolumità. Se solo mi avesse ascoltato …
-Thomas … manca da 8 ore-
-Lo so. Dove sei adesso?-
-Sono vicino ad un bazar, a circa 6 km da dove mi hai lasciato. Non ho fatto poi cosi tanta strada. Ho controllato ogni vicolo e praticamente ogni persona che incontravo-
-Vengo a prenderti, rimani li-
Continuo comunque a guardarmi intorno, tenendo l’arma sempre stretta tra le mani. Due bambine mi passano vicine e con la manina mi salutano sorridendo. Ricambio il sorriso, cercando di sembrare il più gentile possibile, in questo momento sarei capace di sputare fuoco.
Dopo quelle che mi sembrano ore, vedo la camionetta avvicinarsi, per un po’ potrò quanto meno abbassare la guardia. Salgo dentro velocemente e ripartiamo controllando ogni angolo delle strade.
-Dove diavolo può essere. Non ti aveva detto nulla dei suoi piani?-
-No, nulla. Le avevo raccomandato di non fare cazzate, di non allontanarsi MAI da sola … devo dire che mi ha ascoltato alla lettera-
-Non vorrei essere nei suoi panni se la ritroveremo-
-La ritroveremo Dean e fossi in lei, inizierei ad aver paura-
Quando rientriamo al campo è sera inoltrata, tutti sono in mensa ma di lei nessuna traccia. Chiedo al colonnello se sono arrivate notizie dal paese, magari li hanno informati di un rapimento ma niente, anche da li nessuna notizia.
Vado nel luogo dove la sera precedente abbiamo chiacchierato. Fumo cosi tanto che, ad un certo punto, la sigaretta mi da la nausea. Ripenso alle parole che ci siamo scambiati ieri, a qualcosa che possa farmi capire dov’è, ma nulla niente mi viene in mente. E’ qui da due giorni e ha già creato casini rendendo realtà le mie preoccupazioni. Dove diavolo è finita.
Fisso un punto della tenda, il sole sta iniziando ad alzarsi
e io non ho praticamente chiuso occhio. Ho sperato di vederla comparire durante
la notte, ma nulla.
Scalcio la coperta ed esco da quel posto che non mi è mai sembrato cosi piccolo. Il campo inizia ad animarsi, sono tutti in allerta, sanno che stiamo cercando quella ragazza e tengono gli occhi aperti.
Entro dentro la mensa e rimango pietrificato. Lei è li, Dean accanto a lei, la abbraccia gentile e le sussurra qualcosa. Lei ha le spalle curve e un singhiozzo mi arriva alle orecchie.
-Sssh, l’importante è che tu stia bene, ma devi promettermi che non ti allontanerai mai più da sola. Qui non si scherza-
-Lo so, adesso lo so davvero. Thomas …-
-E’ infuriato. Ieri abbiamo passato l’intera giornata a cercarti, eri come sparita! Sinceramente, io fossi in te starei zitta quando lo vedrai, ha tutte le ragioni per essere infuriato-
-Non immagina neanche quanto sia infuriato. Dean, lasciaci soli-
sobbalzano entrambi quando sentono la mia voce, Dean le lascia un ultima carezza sul braccio e, prima di andare via mi ricorda di non essere troppo duro con lei.
Annuiscono e sempre immobile rimango dietro le spalle di Laura. Il movimento delle spalle mi suggerisce che è nervosa, cosi come il suo modo di stringere tra le mani la sua tazza. Cerco di calmarmi, di certo iniziare una conversazione urlando, non è il miglior modo per ottenere risposte. Mi siedo di fronte a lei e rimaniamo minuti a fissarci negli occhi, alla fine sospiro e distolgo lo sguardo.
-Allora, Laura, dimmi come mai hai deciso di andare a fare una scampagnata tutta sola-
-Io … sono stata una stupida, lo so, pensavo di non aver bisogno della guardia del corpo, così ho deciso di sgattaiolare fuori all’alba. La guardia all’entrata non mi ha vista, cosi sono riuscita ad andare via.
Sono arrivata in città e tutto era tranquillo ma … -
-Ma?-
-… ho conosciuto una bambina, era cosi carina, dovevi vederla; ha gli occhi neri e cosi espressivi- sospira e beve un sorso di quello credo sia tea. – si è avvicinata, il fatto che parli inglese mi ha stupita, cosi mi ha chiesto se avessi qualcosa da mangiare per lei e il suo fratellino più piccolo, mi sono lasciata intenerire, cosi l’ho seguita. Con me avevo un paio di panini e delle barrette di cioccolato. La sua casa si trova parecchio fuori città e all’improvviso mi sono ritrovata circondata dal nulla e … ho cercato di mantenere la calma, abbiamo raggiunto casa sua e davvero aveva un fratellino, ho dato loro da mangiare e rimasta con loro. Sono soli, non hanno genitori ma … ma qualcuno in città deve avermi notata e… mio Dio, ho avuto cosi paura-
-Cosa ti hanno fatto?-
-Sono …sono arrivati da dietro, hanno iniziato ad urlare nella loro lingua, non ho capito molto. I bambini erano cosi spaventati … ho capito di dovermi inginocchiare, e portare le mani dietro la testa. Mi hanno legata, ma non sono poi cosi bravi con i nodi. Dopo un po’ sono andati via, cosi ho cercato di liberarmi,-
- A quanto vedo ci sei riuscita-
-Te l’ho detto, non sono bravi con i nodi. Una volta libera ho aiutato i bambini e siamo scappati. Solo in quel momento mi sono accorta fosse già buio. Sono tornata qui a piedi, stando attenta a non farmi notare, i bambini non ho idra di dove siano, ma probabilmente sono al sicuro-
-Tutto ciò … ti rendi conto in che razza di guaio ti sei messa? Ti sei resa conto di non essere in America?-
-Si, si. Ti prego, non urlare-
-Non urlare, NON URLARE DICI? Io urlo quando mi pare qui dentro. Hai messo a rischio la TUA vita e quella dei miei uomini. Siamo stati tutto il giorno a cercarti, abbiamo temuto il peggio e a quanto pare, c’eri molto vicina! Cosa ti ho detto ieri sera? NIENTE CAZZATE, ma sembra che tu non abbia molto chiaro il concetto! Hai messo in subbuglio l’intero campo e credimi, non possiamo permetterci di esserlo. Adesso, te lo dico un’ultima volta; hai intenzione di obbedirmi?-
-Si, farò tutto quello che mi chiederai, prometto-
-Bene-
La fisso, giocando distrattamente con il tappo di una bottiglia. Tiene gli occhi bassi e le guance sono arrossate dalle lacrime. Porta una ciocca di capelli dietro l’orecchio, mentre con la manica della felpa scaccia gli ultimi residui di lacrime.
-Stai bene?-
-Si, sto meglio-
-Non voglio essere cattivo, credimi, è solo che … non sei addestrata, non so neanche se sai sparare e saperti li fuori-
-No, hai ragione, sono stata una sciocca, ho messo in pericolo te e Dean. Mi ha detto che siete stati fuori tutto il giorno che … che vi siete divisi-
Le guance le diventano rosse, mentre io penso che Dean abbia la lingua un po’ troppo lunga.
-Lo avrei fatto per chiunque-
-Lo so-
Finisce il suo tea e per la prima volta alza i suoi occhi verdi sui miei.
-Ho voglia di una sigaretta, capitano-
-Andiamo fuori, vieni-
La temperatura è decisamente scesa, è anche più freddo rispetto alla sera precedente. Si stringe la felpa intorno al corpo, fissando l’orizzonte. Le porgo una sigaretta e l’unica luca è quella del tabacco che lentamente brucia.
- So sparare, ho una mira quasi perfetta-
-Ah. Bene, direi che dobbiamo lavorare sul “quasi perfetta”-
-Davvero? Cioè posso?-
-No, non puoi, ma vedila cosi: anche a me piace infrangere le regole e poi, se mai dovessero attaccarci, mi potresti essere d’aiuto-
-Sono d’accordo. Ho anche preso lezioni di autodifesa-
-Una ragazza piena di risorse. Come mai hai preso lezioni di autodifesa-
-Il mio ex mi ha aggredita sul pianerottolo di casa, sono riuscita ad urlare e il mio vicino di casa me lo ha tolto di dosso. Da li ho deciso di prendere lezioni, non sempre ci sarà un vicino di casa pronto ad aiutarmi-
-Be, no. Direi che dobbiamo anche affinare la tecnica dell’autodifesa-
-Mi addestrerai tu?-
-Decisamente. Vedi, forse tu non te ne rendi conto, ma stai creando subbuglio qui dentro. Sei l’unica ragazza e sono molti gli uomini che non ricordano come è fatta una donna. Non ti aggredirebbero se è questo che stai pensando ma … diciamo cosi, so controllarmi e poi sei sotto la mia responsabilità-
-Ah be’, se sono sotto la tua responsabilità-
ride e io mi unisco a lei. Per la prima volta, da stamattina, mi sento rilassato.
-Direi che si è fatto tardi, e tu hai bisogno di dormire-
-Si-
Ci alziamo e con calma ci dirigiamo verso la sua tenda. Una volta li fa una cosa che di certo non mi sarei mai aspettato. Si alza sulle punte e mi lascia un bacio leggero sulla guancia.
-Grazie per essermi venuto a cercare-
-Non c’è di che-
Scalcio la coperta ed esco da quel posto che non mi è mai sembrato cosi piccolo. Il campo inizia ad animarsi, sono tutti in allerta, sanno che stiamo cercando quella ragazza e tengono gli occhi aperti.
Entro dentro la mensa e rimango pietrificato. Lei è li, Dean accanto a lei, la abbraccia gentile e le sussurra qualcosa. Lei ha le spalle curve e un singhiozzo mi arriva alle orecchie.
-Sssh, l’importante è che tu stia bene, ma devi promettermi che non ti allontanerai mai più da sola. Qui non si scherza-
-Lo so, adesso lo so davvero. Thomas …-
-E’ infuriato. Ieri abbiamo passato l’intera giornata a cercarti, eri come sparita! Sinceramente, io fossi in te starei zitta quando lo vedrai, ha tutte le ragioni per essere infuriato-
-Non immagina neanche quanto sia infuriato. Dean, lasciaci soli-
sobbalzano entrambi quando sentono la mia voce, Dean le lascia un ultima carezza sul braccio e, prima di andare via mi ricorda di non essere troppo duro con lei.
Annuiscono e sempre immobile rimango dietro le spalle di Laura. Il movimento delle spalle mi suggerisce che è nervosa, cosi come il suo modo di stringere tra le mani la sua tazza. Cerco di calmarmi, di certo iniziare una conversazione urlando, non è il miglior modo per ottenere risposte. Mi siedo di fronte a lei e rimaniamo minuti a fissarci negli occhi, alla fine sospiro e distolgo lo sguardo.
-Allora, Laura, dimmi come mai hai deciso di andare a fare una scampagnata tutta sola-
-Io … sono stata una stupida, lo so, pensavo di non aver bisogno della guardia del corpo, così ho deciso di sgattaiolare fuori all’alba. La guardia all’entrata non mi ha vista, cosi sono riuscita ad andare via.
Sono arrivata in città e tutto era tranquillo ma … -
-Ma?-
-… ho conosciuto una bambina, era cosi carina, dovevi vederla; ha gli occhi neri e cosi espressivi- sospira e beve un sorso di quello credo sia tea. – si è avvicinata, il fatto che parli inglese mi ha stupita, cosi mi ha chiesto se avessi qualcosa da mangiare per lei e il suo fratellino più piccolo, mi sono lasciata intenerire, cosi l’ho seguita. Con me avevo un paio di panini e delle barrette di cioccolato. La sua casa si trova parecchio fuori città e all’improvviso mi sono ritrovata circondata dal nulla e … ho cercato di mantenere la calma, abbiamo raggiunto casa sua e davvero aveva un fratellino, ho dato loro da mangiare e rimasta con loro. Sono soli, non hanno genitori ma … ma qualcuno in città deve avermi notata e… mio Dio, ho avuto cosi paura-
-Cosa ti hanno fatto?-
-Sono …sono arrivati da dietro, hanno iniziato ad urlare nella loro lingua, non ho capito molto. I bambini erano cosi spaventati … ho capito di dovermi inginocchiare, e portare le mani dietro la testa. Mi hanno legata, ma non sono poi cosi bravi con i nodi. Dopo un po’ sono andati via, cosi ho cercato di liberarmi,-
- A quanto vedo ci sei riuscita-
-Te l’ho detto, non sono bravi con i nodi. Una volta libera ho aiutato i bambini e siamo scappati. Solo in quel momento mi sono accorta fosse già buio. Sono tornata qui a piedi, stando attenta a non farmi notare, i bambini non ho idra di dove siano, ma probabilmente sono al sicuro-
-Tutto ciò … ti rendi conto in che razza di guaio ti sei messa? Ti sei resa conto di non essere in America?-
-Si, si. Ti prego, non urlare-
-Non urlare, NON URLARE DICI? Io urlo quando mi pare qui dentro. Hai messo a rischio la TUA vita e quella dei miei uomini. Siamo stati tutto il giorno a cercarti, abbiamo temuto il peggio e a quanto pare, c’eri molto vicina! Cosa ti ho detto ieri sera? NIENTE CAZZATE, ma sembra che tu non abbia molto chiaro il concetto! Hai messo in subbuglio l’intero campo e credimi, non possiamo permetterci di esserlo. Adesso, te lo dico un’ultima volta; hai intenzione di obbedirmi?-
-Si, farò tutto quello che mi chiederai, prometto-
-Bene-
La fisso, giocando distrattamente con il tappo di una bottiglia. Tiene gli occhi bassi e le guance sono arrossate dalle lacrime. Porta una ciocca di capelli dietro l’orecchio, mentre con la manica della felpa scaccia gli ultimi residui di lacrime.
-Stai bene?-
-Si, sto meglio-
-Non voglio essere cattivo, credimi, è solo che … non sei addestrata, non so neanche se sai sparare e saperti li fuori-
-No, hai ragione, sono stata una sciocca, ho messo in pericolo te e Dean. Mi ha detto che siete stati fuori tutto il giorno che … che vi siete divisi-
Le guance le diventano rosse, mentre io penso che Dean abbia la lingua un po’ troppo lunga.
-Lo avrei fatto per chiunque-
-Lo so-
Finisce il suo tea e per la prima volta alza i suoi occhi verdi sui miei.
-Ho voglia di una sigaretta, capitano-
-Andiamo fuori, vieni-
La temperatura è decisamente scesa, è anche più freddo rispetto alla sera precedente. Si stringe la felpa intorno al corpo, fissando l’orizzonte. Le porgo una sigaretta e l’unica luca è quella del tabacco che lentamente brucia.
- So sparare, ho una mira quasi perfetta-
-Ah. Bene, direi che dobbiamo lavorare sul “quasi perfetta”-
-Davvero? Cioè posso?-
-No, non puoi, ma vedila cosi: anche a me piace infrangere le regole e poi, se mai dovessero attaccarci, mi potresti essere d’aiuto-
-Sono d’accordo. Ho anche preso lezioni di autodifesa-
-Una ragazza piena di risorse. Come mai hai preso lezioni di autodifesa-
-Il mio ex mi ha aggredita sul pianerottolo di casa, sono riuscita ad urlare e il mio vicino di casa me lo ha tolto di dosso. Da li ho deciso di prendere lezioni, non sempre ci sarà un vicino di casa pronto ad aiutarmi-
-Be, no. Direi che dobbiamo anche affinare la tecnica dell’autodifesa-
-Mi addestrerai tu?-
-Decisamente. Vedi, forse tu non te ne rendi conto, ma stai creando subbuglio qui dentro. Sei l’unica ragazza e sono molti gli uomini che non ricordano come è fatta una donna. Non ti aggredirebbero se è questo che stai pensando ma … diciamo cosi, so controllarmi e poi sei sotto la mia responsabilità-
-Ah be’, se sono sotto la tua responsabilità-
ride e io mi unisco a lei. Per la prima volta, da stamattina, mi sento rilassato.
-Direi che si è fatto tardi, e tu hai bisogno di dormire-
-Si-
Ci alziamo e con calma ci dirigiamo verso la sua tenda. Una volta li fa una cosa che di certo non mi sarei mai aspettato. Si alza sulle punte e mi lascia un bacio leggero sulla guancia.
-Grazie per essermi venuto a cercare-
-Non c’è di che-

Forse hai trovato difficoltà nel concentrarti per scriverlo, ma io lo trovo molto bello e ben fatto, questi due promettono scintille!!!!
RispondiEliminaAvevo scritto il commento prima di cena,ma mi sa che dal cel ho fatto casino e non l'ho inviato....lo riscrivo.
RispondiEliminaNon è una storia facile da scrivere questa,ma stai andando benissimo Marty,anch'io trovo che sia un bel capitolo!Laura è stata davvero un'incosciente...è andata bene e sono sicura che queste lezioni di autodifesa si dimostreranno molto interessanti per entrambi!!!
Io ho trovato molto bello questo capitolo.... E' la storia che è tosta come dicevi tu....Laura ha un bel carattere; ha fatto un gesto davvero da incosciente ...penso che adesso abbia capito la lezione..Di sicuro e' necessaria anche qualche lezione di autodifesa ;-)
RispondiEliminaBel capitolo Marti!! Laura è stata davvero una stupida ad allontanarsi...
RispondiEliminaLoro sono così cariiiini...ed ora aspetto queste lezioni di autodifesa ;)
a me è piaciuto molto,certo la storia non è facile per tutta una serie di motivi ma te la stai cavando bene :-) Laura è sicuramente un bel tipino,non si farà mettere tanto i piedi in testa nemmeno da uno abituato a comandare...
RispondiEliminaMarty questo cap è scritto benissimo a mio parere! E poi la storia non è decisamente facile e usuale.
RispondiEliminaMa quanto sono teneri sti due hihi Laura è stata proprio incosciente ma credo che ora abbia capito e Thomas dietro quella corazza dura e inflessibile, è un dolcione *_*
Se questi non sono capitoli al TOP allora non scrivere capitoli TOP perchè così sono PERFETTI!
RispondiEliminaVa giu che é una goduria ... mamma mia mi sembrava di essere li...
MAH MAH... il bacinooooo
Thomas la sua faccia.. fatemi vedere la sua faccia
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaMarty in tutta sincerità questo capitolo scorre una meraviglia e mi hai fatto talmente immedesimare che è come se mi trovassi lì!.......spero che Laura abbia capito la lezione e si sia resa conto del pericolo che la circonda e del rischio che ha fatto correre a Thomas stesso......
RispondiEliminaSono così dolciosi e quel bacio sulla guancia è stato tenerissimo!!!!!!.....aspetto nuovi sviluppi <3 <3