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lunedì 15 settembre 2014

PAINT ME THE MOON ... RITORNA A BREVE

DOVE ERAVAMO RIMASTI ? 

Nonostante tutto, non mi sfiora l'idea che adesso quel ragazzo che viveva da clochard davanti al mio negozio, l'uomo di cui mi sono perdutamente innamorata, sia Richard Rey Pattinson. Il figlio che Robert e Kristen cercavano disperatamente da tempo. Il figlio della fama e dello star-system. Il figlio di Hollywood e della generazione Twilight. Il figlio di un Premio Oscar e della stimata produttrice Stewart. 
No. Non era solo l'attenzione del Sig. Coleman a non voler attirare su di se. Ne dei passanti. E' quello che vedo che odia e adesso capisco perché. Mi sento profondamente irritata e infastidita da tutto questo.
Quando a stento riesco ad avvicinarmi alle doppie porte di vetro del palazzo, non so bene come comportarmi ne cosa dire. Pensare per un attimo di venire allontanata come un'estranea o una curiosa giornalista mi squarcia il petto. Mi costringono, infatti, ad annunciarmi e ad attendere una conferma dall'attico per autorizzarmi ad entrare. 
Sono totalmente spiazzata. Adesso è così che funzioneranno le cose? Sono diventata una persona qualsiasi a cui viene permesso di avvicinarsi a lui? La nausea mi colpisce nuovamente e faccio in tempo a sostenermi al muro prima di abbandonarmi ad un paio di conati a vuoto. 
<<Signorina sta bene? Signorina Morris?>>
Mi volto, afferro la salviettina umida che uno dei due mi offre e me la passo sulla nuca. Sto malissimo.  
Annuiscono entrambi e mi fanno cenno di salire su. 
Mi tengo dalle pareti dell'ascensore, allargando le braccia per darmi equilibrio. Andrà tutto bene. Andrà tutto bene. Gli manchi. Gli manchi tanto. Vedrai. - 

Paint Me the Moon ... Sta per tornare con il GRAN FINALE tutto insieme...  

Capitolo 49 ( Anteprima )

Hanno tutti quell'aria severa ed un fisico scolpito e temibile. Sarà per quello che non ti aspetti che ti rivolgano un sorriso cortese ed un espressione rammaricata, svelando qualcosa di più personale e poco professionale. Si inchina lievemente, l'uomo della sicurezza, quello di colore rimasto ad assistere alla scena di ieri. Mi fa quasi un inchino ed apre il portone del lotf di Lynn come se fosse la suite del DoubleTree Luxury Hotel. Mi sento quasi in imbarazzo a dover varcare questa soglia con tanta ufficialità. La mente si riveste immediatamente di ricordi, tornando indietro di diverse ore. Rivedo Robert, Kristen e Richard proprio fra queste mura che d'un tratto mi sembrano fredde come quando era disabitata. E' tutto in ordine. 
Avanzo mettendo un piede avanti all'altro, lentamente, guardandomi intorno e cercando persino la sua ombra per terra che riconoscerei tra mille. Ordine e silenzio. 
Il contrario della battaglia insorta dentro di me e che divora cuore e mente. Sento il pulsare del sangue nelle vene, sui polsi. 
Improvvisamente sento l'odore del fumo di sigaretta provenire dall'esterno e, a braccia conserte e con lo sguardo basso, raggiungo il terrazzino.
Mi fermo sussultando, come spaventata, non appena sento la sua voce posarsi su di me e scuotermi. Anche gli occhi si spalancano involontariamente e mi blocco. 
<<Ciao>>.
Sollevo lo sguardo e lo trovo lì, la sigaretta appena accesa ed una mano dentro la tasca di un paio di jeans chiari mai visti prima. Al posto della solita t-shirt macchiata di colori o sgualcita, porta una camicia nera con le maniche arrotolate alla rinfusa fino a poco sotto i bicipiti. Il suo bellissimo volto è liscio come seta, nessun ombra di quella solita barba leggermente incolta che accarezza le sue guance ed esprimono libertà. I suoi occhi sono ora chiarissimi, nessuna densa colorazione indaco che vira al nero, come tutte le volte che si avvicinava per baciarmi o prendersi le mie carezze di fine giornata. 
Forse è solo suggestione, ma mi sembra di avere davanti la versione di Richard a cinque stelle. Nessuna emozione traspare dal suo viso e mi ferisce all'istante perché non ci sono abituata. Quasi sempre ogni suo più piccolo pensiero per me diventa udibile e leggibile, anche solo con un alzata di sopracciglia. 
<<Ciao>>, bisbiglio con un filo di voce ancora più rannicchiata fra le mie braccia. Non ho mai dovuto incassare le spalle davanti a Richard, non ho mai avuto paura di sentirmi inferiore, ne di provare insicurezza nell'esprimermi. Siamo ancora noi, ma non riesco a vederci. Sembra tutto offuscato e confuso. 
<<Dove sei stata?>>.

.....................
Volevo solo scusarmi con i lettori per la brusca interruzione ma parecchi problemi personali mi hanno tenuta lontana dalla scrittura. 
Voglia di riprendere? SI 
Voglia di concludere? SI
Voglia di scrivere ancora ? Probabilmente si... 
Cercherò di riprendere i ritmi piano piano ma ho deciso di postare solo a storia conclusa per cui a seguire, Capitolo 49, 50 ed Epilogo. 
A presto e vi chiedo sinceramente e profondamente perdono. 

Sun1600

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