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sabato 1 settembre 2012

Paint Me The Moon: Capitolo 2

Grazie a tutti per l'accoglienza alla storia
spero di meritarvi
Ps.Per questioni tecniche ho dovuto cambiare font, sorry :(
Sun1600
 

CAPITOLO 2 

Chino su quei pezzi indefiniti di carta, lo vedevo scarabocchiare fino a consumarsi le dita, fino a consumare quei piccoli pezzi di legno colorati.
Impassibile, davanti ai passanti che lanciano monetine, sigarette, figurine di Santi, addirittura acqua da bicchieri o peggio ancora spazzatura, come credono sia lui.
L'ho visto avventarsi sui fogli, a volte rapito, per poi strappare tutto e far volare i pezzi come coriandoli sopra la sua testa.
Una volta, quelli come lui, li chiamavano clochard, barboni; 



Mia madre mi raccontava che, nonostante venissero considerati relitti abbandonati, falliti, pazzi, venivano ancora considerati degli esseri umani con storie incredibili alle spalle; Passati scanditi da lusso e una vita agiata o precarietà e fragilità psicologica.
Oggi, la Società li etichetta come "differenziata umana". Orribile.
Ho sempre provato un peso al cuore. Mi sono sempre chiesta se la loro condizione fosse una scelta improvvisa o un destino obbligato; Giorni trascorsi come se fosse l'ultimo.
E' anche vero che, col passare degli anni, i centri di accoglienza per dare sostegno a persone senza un tetto, sono letteralmente triplicati: volontari, dipendenti della Sanità Nazionale, medici. Un letto, un pasto e vestiti puliti.
E perché no anche un barbiere!
Come lui, in totale anarchia, ormai se ne vedono ben pochi; Sono sempre disposti a farsi aiutare e se un centro gli tende la mano spesso la afferrano come l'ultima cosa degna che devono a se stessi.
<<Sig, Coleman la avverto, trovi una spiegazione plausibile, perché non appena quel tizio verrà portato in ospedale è lei che verranno a cercare, può starne certo!>> lo fisso nella speranza di trovare un barlume di pietà che lo spinga a tornare là fuori e accompagnare personalmente quell'uomo al Pronto Soccorso. Provare a rimediare all'inguistificata violenza e farsi un esame di coscienza perché potrebbe avere la sua età, essere sposato e avere figli e voler tornare a casa, un giorno.
Nulla.
Piuttosto degenera e Il ghigno agghiacciante ritorna <<Signorina Morris, se ne vada, e non provi a minacciarmi... mi creda, non le conviene!>> i suoi denti sono serrati in una morsa d'ira <<Per quanto mi riguarda quella spazzatura fuori dal mio locale deve sparire.. in qualsiasi modo. Non voglio la sua sporcizia, non voglio quella bestia che gli sta vicino e non voglio che le sue putride mani lascino orrori incomprensibili sull'asfalto del MIO LOCALE! E ORA FUORI PRIMA CHE LA SBATTA A CALCI!>> le sue urla arrivano fino alla strada e il suo enorme corpo quasi sovrasta il mio. 
Con gli occhi spalancati, il panico e la paura si impossessano di me. Il mio primo istinto è quello di scappare via, mi stringo nelle braccia arretrando di qualche passo, pronta a voltarmi.
Dio mi tremano le gambe, le sento cedere, potrei cadere da un momento all'altro. Ma che razza di mostro è ?! 
E non so se sia colpa dell'adrenalina o del coraggio che arriva sempre nei momenti sbagliati, ma prima di lasciare le cucine e volare via a passi svelti fuori da li, lo fisso negli occhi per l'ultima volta <<Lei è una persona orribile. Non finisce quì. Avranno bisogno di un testimone ? Quel testimone sarò io>> e adesso via Clay, scappa. 
Scappa più veloce che puoi. Via da lì.
Corro via, sbattendo contro il bordo di una delle sedie infilate sotto ad un tavolo, barcollo per il lieve dolore ma sono fuori.
Mi guardo immediatamente intorno e noto che la folla di persone è sparita. Non c'è traccia dell'ambulanza e non c'è traccia di Lynn.
Non c'è traccia di lui.
Mi dirigo velocemente al negozio che nel frattempo si è ovviamente svuotato. Gli anni passano, l'omertà no. 
Trovo Lynn seduta su una delle poltone, col gomito poggiato al tavolino, si copre il viso con la mano. 
L'altra, stringe un bicchiere di carta.
<< Hey Lynn ....come stai? Che succede? Hai chiamato l'ambulanza.. ? Dov'è, dov'è lui... ? L'hanno già portato via?>> la bombardo e mi rendo conto che il tono pressante è anche frutto della paura che ancora mi fa tremare.
Di scatto solleva il viso e i suoi occhi luccicano <<Clay... che casino! L'ho chiamata si... io l'ho chiamata...ma non sono ancora arrivati .. e.. ... adesso..come facciamo? Cosa diciamo?...>> attacco di panico in corso, Lynn sta cercando di parlarmi ma la sento appena.
Se l'ambulanza non è ancora arrivata.. e fuori non c'è anima viva.. LUI dov'è?! 
<<Lynn... che vuoi dire? Cos'è successo ti prego .. calmati e spiegami.. >> ha il viso teso e preoccupato e balbetta come è solita fare quando è spaventata <<Clay non lo so, io sono entrata quì per chiamare l'ambulanza e quando sono uscita in strada .. lui non c'era più... non c'era.. capisci?! Si è alzato... o qualcuno lo ha portato via.. non lo soo.. scusami non sapevo cosa fare, ho sentito il Sig. Coleman urlare e sono corsa quì pronta a chiamare la Polizia...ma poi ho avuto un attacco di panico.. cioè.. ho ancora un attacco di panico.. mi dispiace Clay.. >>la mia piccola amica trema, con un solo lungo passo la raggiungo e, sedendomi sul bordo della poltrona, la abbraccio cercando di calmarla.. e di calmare me. << Shh calmati Lynn, adesso calma... non fa nulla.. hai fatto come ti ho detto e non è colpa tua.. quando verranno gli direm- >> la sirena dell'ambulanza ci fa letteralmente saltare in aria. 
Nel pieno della tensione cerco di raccogliere le idee e cercare una dannata spiegazione plausibile per .. rimandarli indietro e .. probabilmente beccarmi un bel richiamo.
Cosa diavolo mi invento? E LUI dov'è maledizione!! Come uno degli Uragani che spesso fanno visita a Baton Rouge, la mia mente è invasa da pensieri sotto forma di detriti, mi colpiscono, mi disorientano. 
Cosa diavolo è successo mentre io ero dentro, qualcuno lo ha portato via? Se n'è andato? Forse non stava così male.. forse qualcuno lo ha caricato in auto.. oh dio mi scoppia la testa. 
E se fosse ferito? Se qualcuno lo avesse lasciato sul ciglio di un altra strada ? Vorrei solo sapere, sapere che sta bene.
Guardo fuori dalla finestra e uno dei paramedici salta giù dal portellone dell'ambulanza guardandosi intorno, giustamente smarrito.
Lascio andare Lynn <<Hey, tu sta ferma qui, buona..  a loro ci penso io.. cosa c'è in quel bicchiere?>> chiedo nella più pura convinzione che sia un analgesico per il mal di testa.
<<Rum.........e Coca>>mi guarda come se nel bicchiere ci fosse un intera lattina di Coca e due gocce di Rum. Giuro che la uccido.
<<LYNN! Ma sei impazzita?! Sai che non devi tenere alcol qui dentro e non dovresti sbronzarti.. all'ora di pranzo poi... sei incredibile!>> la guardo, sapendo benissimo che la lattina non è per intero e le gocce di Rum non sono due. 
Sono allibita ma scelgo di rimandare il Sermone per risolvere il casino dell'ambulanza.
Mi alzo e mi dirigo svelta fuori dal negozio. Faccio un cenno al Paramedico che si avvicina all'istante <<Salve, ci ha chiamati Lei ?>> gli porgo gentilmente la mano cercando di preparare il terreno della diplomazia <<Si, si grazie.. vi ho chiamati io....la prego di....la prego di scusarmi ma credo che non serva più... davvero sono mortificata.. >> le mie dita giocano ad intrecciarsi e rincorrersi e il mio viso è talmente in fiamme che sono tentata di chiedere a Lynn anche una chiamata ai pompieri.
<<Signorina.. ne è sicura? Voglio dire.. c'è qualcuno in pericolo? Qualcuno sta male.. ?>> il Paramedico mi guarda come se sondasse l'eventuale possibilità che possa servire anche uno Psichiatra; Le mie dita stanno complicando l'intreccio <<No, adesso no.. la ringrazio, mi dispiace tantissimo, so che non bisogna abusare di un servizio che potrebbe salvare la vita a qualcun altro, non è stata una bravata.. vede.. >> la lampadina si illumina << vede la mia amica Lynn >> mi volto puntando col dito il negozio, ma i vetri specchiati non mi aiutano <<Ha avuto un malore ma credo sia stato solo un attacco di panico, uno di quelli forti, capisce.. che non ti da preavviso e non sai cosa ti prende.. >> cerco di sembrare credibile considerata l'unica idea insana che dovrebbe salvare la situazione assurda in cui mi ritrovo. 
<< Le spiace se entro a darle comunque un occhiata? Non posso giustificare il rientro in ospedale senza una visione del paziente..>> il tono serio del Paramedico mi suggerisce di non controbbattere e lo accompagno fin dentro al The Page dove, come manna dal cielo, trovo Lynn stavolta distesa sulla poltrona, con le gambe penzoloni e una pezza umida in fronte. Si è guadagnata il perdono per il Rum.
-
Dopo aver accompagnato Lynn a casa con la promessa di non rivederla nel pomeriggio, pretendendo riposo e una tazza di the non corretto, sono rientrata a casa.
Ho trovato mia madre nel suo studio, presissima col suo nuovo pezzo da consegnare entro domani perciò, evitando accuratamente che mi guardasse negli occhi o anche solo in viso, dopo un bacio veloce, ho fatto finta di portare su in camera il pranzo che mi aveva lasciato. Ovviamente senza toccarlo. Come potrei mandare giù qualcosa? Come potrei anche solo avere l'equilibrio di fare cose quotidiane dopo quello che è successo?
Il Sig. Coleman che mi minaccia, il suo fare viscido e violento che mi mette in guardia, solo per aver tentanto di difendere qualcuno, di proteggere un valore: l'altruismo.
Sono ancora così scossa dopo quello che ho visto, i calci, la cattiveria.. e quelle parole così dure e pesanti che mi rimbombano dentro.
Come si fa a parlare di qualcuno in quel modo? Come si fa a prendere a botte qualcuno in quel modo? E come fa qualcuno a sparire così!? L'ho visto piegato in due, non si è mosso, in preda a quello che ho creduto fosse dolore.
Credo di non averlo mai visto in piedi. 
Avevo addirittura pensato che fosse...non so, disabile o che fosse talmente abituato a stare per terra da aver dimenticato come camminare.
E' possibile che non parli la nostra lingua. O forse..Dio, forse è non-udente. Forse non ha sentito me che chiedevo a Lynn di far arrivare un ambulanza, per lui.
Forse non è la prima volta che il Sig. Coleman lo aggredisce. E' possibile che abbia avuto paura, come ne ho avuta io. Conosce i suoi modi bruschi e violenti e per questo ha preferito sparire, forse per non tornare mai più.
Mi sento stravolta, così stravolta che senza neanche accorgermene, deboli lacrime si tuffano dagli occhi alle guance. Lacrime di tensione accumulata, di frustrazione e probabilmente umiliazione. 
Quella che ho provato a sentirmi urlare contro parole di disprezzo, da un uomo che sarò costretta a fronteggiare ogni giorno, d'ora in poi.
Non può passarla liscia, ma non posso fare nulla... perché Lui non c'è più. Non c'è. 
E non so come aiutarlo e se dovrei aiutarlo dopo tutto.
Le lacrime si accavallano e dopo un istante di esitazione, scivolano tutte insieme lavando via un po di angoscia.
-
<<Signorina Morris, la zona è stata sottoposta a diversi esami. Abbiamo sondato accuratamente ogni aspetto: utenza, location, acquisto immobiliare, alloggio per lei, fasce d'età, categorie di interessi e livello di conoscenza tecnologica della comunità. Adesso deve darmi lei una data, la certezza è una cosa su cui possiamo già dormire sonni tranquilli. il The Page resterà in ottime mani, mani che sarà lei a scegliere. Non appena ci darà questa benedetta data Signorina Morris, mi ha capito?>> 
Fatelo stare zitto. Vi prego. 
No....no...e aggiungo no. Il caro Sig. "Finanziamento a vuoto", il cui vero nome è Aaron Price, non smette di aggredirmi psicologicamente da ben 42 minuti esatti. 
Ha avuto l'abilità di ripetere lo stesso concetto in almeno 6 o 7 modi diversi : il Digital CornerBook di Orange deve aprire al più presto. A decidere quando sarò io.
Il problema è che non accetta un MAI come data e sono letteralmente disperata, sto annegando nel mare delle mie motivazioni legittime per rifiutare. 
Non ce la faccio più. La tecnica che ha più successo per il momento è quella di ....prendere tempo, prendendo in giro lui.
<< Sig. Price, la prego, è un momento piuttosto complicato. Non posso lasciare mia madre senza aver prima sistemato le questioni economiche. Trasferirmi non è così facile come lei me lo dipinge... la prego, mi lasci qualche altra settimana e le prometto una risposta definitiva, va bene? Può concedermi ancora un po di tempo?>> vorrei avere uno specchio per vedere che razza di espressione corrucciata e contorta ho adesso, come se potesse vedermi mentre imploro pietà. Che umiliazione. << Risposta?! Non ci siamo Signorina Morris, non è una risposta che deve darmi ma una data.. un paio di settimane sia chiaro, non di più>> grazie al cielo ottengo la stessa identica risposta dell'ultima volta. Aaron Price sarà anche pieno di soldi fino alla gola ma è anche un tipo che propone e tralascia simultaneamente. Metto giù e finalmente il mio orecchio si rilassa.
<< Ciao Clay, potresti ricaricare la mia Card di 20$ per favore?>> 
<< Si, certo.... a proposito, sono arrivati 12 nuovi titoli per San Valentino se ti interessa >> strizzo l'occhio ad una delle mie tante clienti. 
Ho avuto altre 2 nuove iscrizioni questo pomeriggio ed è così che l'ho trascorso per la maggior parte del tempo; Concentrata sui clienti, sulle loro richieste e sull'aggiornamento del  sito web. Mi sono affidata a quante più cose possibili per non pensare. Senza Lynn in negozio, mi sono dedicata anche all'angolo ristoro e ho fatto avanti e indietro per rimpinzare il gruppo di lettura che nell'ultima ora è aumentato. E' il fine settimana prima di San Valentino, probabilmente hanno voglia di leggere qualche bella storia d'amore.
Ma succede quasi sempre così: quando la gente finisce il turno di lavoro o i ragazzi smettono di studiare sui testi obbligatori o quando le signore hanno voglia di prendere il vecchio the inglese, servito ormai in rarissimi locali, vengono a fare pausa quì. 
Senza accorgermene, mi ritrovo col naso schiacciato sul vetro che da sul ristorante di quell'essere viscido. Per mia fortuna i nostri visi non si sono incrociati di nuovo.
Non si è fatto vedere, rintanato nelle sue cucine a fregarsene di tutto come sempre.
Ma i miei pensieri non sono diretti a lui, fisso il punto in cui fino a stamattina quel pover'uomo se ne stava in pace a creare i suoi scarabocchi, quel cane, che a volte appare dal nulla per accoccolarsi vicino a lui in cerca di calore o attirato dall'odore di cibo che proviene dal locale.
Fisso quel punto che ho osservato per giorni, ora vuoto, e mi scopro preoccupata. Seriamente preoccupata. Spero che qualcuno lo abbia portato in ospedale o che gli abbia offerto un po di aiuto. 
Non avrei dovuto lasciarlo lì, sarei dovuta rimanere ed assicurarmi che nessuno ne approfittasse per cacciarlo definitivamente. 
Il sole ormai sta tramontando, è quasi ora di chiusura e l'idea di una notte trascorsa chissa come o chissa dove mi rende inquieta. Clay basta.
Non ha senso questa ossessione, hai fatto tutto ciò che potevi fare. Rimuginare sugli eventi o farsi sopraffare dall'angoscia non ha senso e sono stanca, stanca di questa giornata.
Ho solo bisogno di andare a casa, chiamare Lynn per sapere come sta e provare a rilassarmi con uno di quei bellissimi vecchi libri di mia madre.
Non vedo l'ora di cominciare quello con la copertina scura e il nastro rosso, sperando che non si accorga del mio "piccolo e innocente" furto. 
Se lo scopre sono finita.
Qualcosa nella visuale mi distrae immediatamente e noto un gruppetto di ragazzine che, a bocca spalancata, fissano qualcosa nel marciapiede gesticolando e catturando scatti con i loro I-Pick. Proprio nel punto in cui il tizio è stato aggredito dal Sig. Coleman. 
Cosa stanno guardando? 
In preda alla curiosità, infilo lo scaldacuore e mi dirigo verso la porta pronta ad uscire, quando il gruppetto delle signore del the monopolizzano la mia attenzione lanciando urletti e risate: hanno rovesciato come un domino tutte le pochette, le nostre tazze particolari per il loro stramaledetto the inglese.
-
Dopo aver ripulito ogni piccola goccia, lucidato i monitor, spolverato le poltrone e rimesso a nuovo il The Page, sono esausta abbastanza da desiderare ardentemente di concludere nel mio letto questa pesantissima giornata.
Prendo borsa, tecnologie, giacca e digito i codici sul display della porta d'ingresso; Dopo un paio di secondi le luci si abbassano fino a spegnersi e il dispositivo di sicurezza si attiva. Si è fatto particolarmente tardi stasera e con un po di tensione mi volto guardinga verso il ristorante. Provo quasi paura a ritrovarmi nuovamente faccia a faccia con le minacce di quel mostro, col suo tono di voce cattivo.
Mi concedo un ampia panoramica della strada e poi, con fare spedito, mi dirigo al parcheggio dove mi aspetta l'auto.
Quando attraverso la strada, un brivido mi percorre lungo la schiena e istintivamente mi blocco per poi voltarmi e tornare indietro. 
Il marciapiede, come ho fatto a scordarlo, devo assolutamente vedere cosa c'è su quel marciapiede. 
Cammino in tutta fretta fino a raggiungere esattamente il punto dove un ora prima sostavano curiose le ragazzine e mi blocco.
Spalanco la bocca più di quanto abbiano fatto loro tutte insieme e nello stesso tempo le mie mani la coprono.
E' uno spettacolo. Non posso crederci, non ci credo.
 

 


12 commenti:

  1. Accidenti Sorella nn ci puoi lasciare così.......grrrrrrrrrrrrr muoio dalla curiosità adesso...che cosa c'è su quel marciapiede? E dove è finito quel povero ragazzo?
    Bellissimo questo secondo capitolo l'ho letteralmente divorato!!!! Sei una scrittrice nata....il tuo stile ti cattura dalla prima all'ultima riga..nn riesci proprio a staccarti.....
    La curiosità ora è al mille per cento!!! Clay si dovrà presto trasferire? Quello schifoso del SIg. COleman le darà ancora problemi? Rivedrà presto il ragazzo?
    Clay comunque è davvero fantastica!! Geniale come ha risolto la situazione con i paramedici e come ha affrontato quel bastardo insensibile nel ristorante è una grande!!!
    Complimentissimi ancora Sorella e scrivi presto presto!!!!!TVB

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  2. nooo voglio vedere anche io (leggesi:a quando il prossimo capitolo?) XD

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  3. Uffff sembre sul più bello si interrompe !!!!
    Clay è tostissima e la storia è molto ben articolata ,e mi ha già moooooolto preso . Sembra come se venisse raccontato un fatto davvero accaduto per la minuziosità dei particolari .
    Il viscido e violento Sig. Coleman?! spero che paghi per tutta la cattiveria che ha rivolto agli altri !!!!!
    Il libro con la copertina scura e il nastro rosso che Clay vuole leggere una volta tornata a casa è per caso quello che penso mety ?!;)

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  4. curiosa......voglio sapere cosa ha visto Clay.....

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  5. ....uff...e ti pareva che finiva sul più bello! chissà che trova su quel marciapiede....
    ps: ma l'età approssimativa del "barbone" si può sapere?...thanks!

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  6. Nooooooooo!!!!!! Ci lasci così sul piu bello...... Che curiosità, voglio vedere anch'io!!!!!
    ...... Libro con la copertina scura e nastro rosso...... Se lo legge poi ne diventa dipendente e noi lo sappiamo bene.....

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  7. uffaaaaa proprio sul più bello!! Sono curiosa di sapere cosa c'è sul marciapiede.....comunque Silvia questa storia mi piace sempre di più...bravaaaa :))
    posta presto xD

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  8. E te pareva che non bloccavi sul più bello, sarà qualche bel ritratto stile murales??? curiosa.......

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  9. Sempre più bello *-*
    e chissà chissà cosa ci sarà xD
    ...mi darai delle anteprime in privato vero?XD
    sai com'è sia mai che colpa loro litighiamo buahahahha

    brava amor, davvero. Meno male che ti ho convinta <3

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  10. Cara sorella non si fa che ci lasci così ^_^ ..di nuovo complimenti sei bravissima è intrigante e scorrevole la storia..Clay è straordinaria tenace e intraprendente non vedo l'ora di sapere cos'è che ha visto in quel punto !!! Il signor Coleman non lo sopporto proprio spero che gli capiti il peggio !!! Posta presto ;-)!!!

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  11. ma questo capitolo è stupendo! si legge in un soffio...arrivi alla fine col fiato sospeso..ti cali completamente nela lettura..
    questa storia è troppo bella..scrivi in modo incredibile..
    brava brava brava!
    e ora attendo il prossimo! nn puoi finire così:(
    kiss:)

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  12. Ohohoh bellissimo capitolo!!! Tu poi sei una sadica da paura perchè immagino visto come sono messa io con la curiosità a mille per sapere cosa si cela in quel marciapiede!!! Goccie di sudore sulla fronte ma per fortuna io dopo una piccola pausa potrò sapere!!! IL bello di arrivare per ultima a questa lettura!!! Vado piccolo stacco e continuo con il terzo capitolo!!!
    Go AMORINO Go!!!

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