Visto che rischio il linciaggio, mi inginocchio umilmente per il ritardo e non vi faccio perdere tempo..buona lettura. Voglio soprattutto scusarmi con i lettori silenziosi: Perdonatemi :(
Arrivo con passo svelto fino alla macchina stringendomi nelle spalle con tutta la forza di cui sono capace.
Ne ho contati almeno venticinque. Questo è il ventiseiesimo perché? Perché ho permesso alla paura di prendere il sopravvento? Perché sono scappata? Era quello che volevo, il motivo che mi ha spinto nel cuore della notte ad alzarmi dal mio posto sicuro e venire qui per il più insensato dei gesti.
Cosa diavolo mi è passato per la testa? Non capisco perché ora tutto ad un tratto le parole di Matt ritornano a colpirmi come un boomerang: "Hai fatto questo per un tizio che nemmeno conosci? Uno che vive di elemosina? Uno che potrebbe prenderti di mira se lo volesse o peggio seguirti?".
Quando arrivo all'auto apro la portiera e salgo su senza voltarmi indietro, vinta dal senso di smarrimento e con l'inspiegabile necessità di rifugiarmi subito a casa.
http://youtu.be/BCm_0DpPNXE (sottofondo)
Corre, lui corre nel video esattamente come ho fatto io; lui corre per senso di libertà e io corro per paura. Sono un idiota e non ho dormito per niente. Prima ancora che partissero le note della canzone, il giorno mi ha trovata già sveglia da un pezzo. Anche stamattina mi sento uno straccio e non credo che il caffè possa darmi un po di energia, figuriamoci il buon umore. Mi volto a guardare fuori lasciandomi cullare dalla musica, poi anche dalle immagini che la mia videosveglia proietta sulla parete. Io amo questo pezzo ma non riesce a tirarmi su. Perché devo sentirmi così? La mancanza di sonno mi renderà una corda di violino tutto il giorno. Andare al The Page non mi è mai sembrato un passo così insormontabile ed ho la testa così piena di se, ma e forse che stanno lentamente prendendo posizione, allineandosi in un pesante cerchio intorno alle tempie.
Mi trascino senza entusiasmo giù dal letto, strascico i piedi fino all'armadio per afferrare alla cieca la vestaglietta. Sbadiglio e quando apro l'anta mi trovo davanti una giacca maschile. Cavoli la giacca di Matt! Me la sono completamente dimenticata, meglio metterla subito da parte per restituirgliela.
Quando scendo nel vano tentativo di fare colazione trovo mamma a spadellare avvolta in una nuvola di buon profumo nell'aria. Chissà a cosa devo questo suo guizzo culinario.
<<Buon giorno...>> il mio tono è un po cupo ed entro praticamente a testa bassa mentre mi avvicino per baciarle una guancia.
<<Buon giorno tesoro... qualcosa non va? Alzata male..? >> si china per raggiungere il mio viso in cerca di indizi che non trova.
<<No, tranquilla solo un po di insonnia..>>
<<Non sarà mica per.. >> solleva la spatolino come fosse la paletta Stop dei poliziotti.
<<No mamma non ho fatto nottata a leggere tranquilla.. è lunedì e devo ingranare.. va tutto bene >>
<<Clay questa è la prima volta in un anno che ti vedo andare semi sconvolta al lavoro, di solito brilli come un led per la gioia.. >> curva la fronte corrucciandola in modo buffo e mi strappa un sorriso.
<<Mamma posso chiederti cosa stai cucinando..?>> con circospezione sbircio oltre le sue spalle, alle piastre termiche.
<<Ehm.. sono crepe su, mangiane una calda che ti ci ho appena versato sopra il cioccolato fuso.. dai.. >> e i cinque sensi si sincronizzano per assorbire l'odore di tutto, uova, cioccolato caldo e zucchero sciolto. Il buon umore inizia piano piano la sua lenta risalita mentre mi siedo ad uno degli sgabelli della penisola.
<<Clay, volevo avvisarti che oggi a pranzo resto fuori, ho delle commissioni urgenti di cui occuparmi perciò ti lascio qualcosa di pronto da riscaldare.. ti va?>>
<<Dove vai?>> la mia curiosità trova spazio mentre mastico un boccone.
Stranamente resta per un istante in silenzio come se stesse cercando le parole per rispondermi.
<<A New Orleans.. devo fare un po di giri.. tranquilla torno presto.. >> mi sorride e piega la testa con tranquillità.
<<Okay..e non star li a preparare, mangerò qualcosa al volo con Lynn stai tranquilla.. >> mi avvento sulla crepe senza tanti giri di parole anche se resto leggermente perplessa alla sua espressione.
Quando esco per salire in auto sento l'aria piuttosto umida e fredda e mi stringo nel cappottino verde, con me anche la giacca di Matt.
Guardo con ansia le grosse nuvole grigiastre che minacciano la parte ovest del Mississipi. Dio fa che non piova.
Salgo e cerco di riscaldarmi le mani che sembrano rispecchiare un po il gelo sparso intorno a me stamattina. Metto in moto il motore elettrico ed inizio a sospirare consapevole che fra pochi minuti mi ritroverò faccia a faccia, anche se non è esattamente così, con l'uomo da cui sono scappata.
Lascio vorticare i pensieri lungo il tragitto che mi porta meccanicamente al posto che amo tanto; mamma ha ragione amo il The Page con tutta me stessa, l'ho aperto quando ancora studiavo, imbarcandomi in questo progetto con l'appoggio di papà che ne ha desiderato finanziare una parte. Gli sono grata e vorrei che un giorno potesse vedere quanto io ne sia orgogliosa. Quel posto dove ognuno riesce a ritrovare quell'attimo di cielo terso dentro di se. Immergersi in vite parallele nelle storie che leggono, divertirsi con racconti audaci o controllare l'arrivo di qualche email tanto attesa. Nella mia vita lascio entrare le vite degli altri silenziosamente ed è così che mi comporto anche fuori dal lavoro.
Il suo silenzio riesce a mettere in moto un meccanismo strano che nella mia testa mi martella di non mollare, di provare ad aiutarlo, di provare ad ascoltarlo anche quando non dice nulla e poi mi prende la mano. Dovrei provare a convincerlo almeno a cambiare superficie, trovarsi un posto o spostarsi da me, al The Page, e non restare accanto al ristorante a prendersi costantemente botte da quel mostro del Sig. Coleman.
Ma le parole di Matt tornano a bussare con insistenza e le mie sicurezze esplodono in mille pezzi per lasciare posto all'istinto di conservazione, quello che ti porta inconsciamente a non fidarti e a mantenere delle distanze di protezione.
Quando arrivo al parcheggio faccio tutto d'un fiato: scendo e, a passo spedito, mi dirigo alla porta del Corner senza voltarmi nella sua direzione.
Tendo l'orecchio e sento del vociare tipico di chi probabilmente ha appena fatto colazione. Cazzo, avrà fame. Forse per quello resiste alle intimidazioni, giusto!
Sono una stupida, da un ristorante uscirà prima o poi qualcuno che lascia qualcosa da mangiare, fosse anche un avanzo.
Mi volto di scatto soddisfando la mia curiosità e il mio cuore sobbalza alla sua semplice vista, una sorta di emozione che non so spiegare, come se qualcosa fosse cambiato, qualcosa fra noi fosse diverso e tutto per quel breve tocco inaspettato. Le persone gli passano accanto mentre lui, da sotto i suoi strati scuri, armeggia come sempre con fogli e bastoncini colorati. Ed è proprio come immaginavo. Un ragazzo appena uscito dal ristorante gli lascia un sacchetto accanto ai piedi che l'uomo afferra con sorprendente tranquillità e lentezza.
Scorgo la sua mano da lontano che, con lo stesso movimento aggraziato di ieri notte, fa un piccolo cenno e stringe il sacchetto.
Sorrido e sento il corpo vibrare leggermente lasciando andare via tutta l'ansia e la paura. Forse inizio a capire, forse posso davvero comunicare con lui. Mi volto e faccio un paio di passi per attraversare la strada. Voglio andare a parlargli subito, qualsiasi cosa possa inventarmi ma voglio farlo adesso.
<<CLAY! dove vai?>>
Mi blocco sul posto e mi volto di scatto spaventata dal trillo di voce.
<<LYNN! Dio mi hai fatta spaventare.. cosa urli ?>> ha lo sguardo furbo e la cosa non promette bene.
<<Non dirmi che stavi andando dal tuo amico per la colazione.. >> indicando il ristorante e sollevando un sopracciglio.
Deglutisco imbarazzata.
<<Sarai matta! Potrei entrarci solo armata fino ai denti o con un esercito.. >> torno da Lynn sospirando e digito velocemente il codice per aprire il negozio. Le faccio cenno con la mano di entrare prima di me e mi passa davanti con un sorrisetto.
Mi volto per guardarlo ma non è cambiato nulla, ha un foglio in mano e continua a rigirarlo senza senso. Sbuffo frustrata cercando di trovare il giusto input per lavorare.
Dio, qualcosa mi dice che oggi non combinerò nulla.
Due ore dopo il The Page è ancora semi vuoto tranne che per alcuni studenti universitari e una signora di mezza età che viene quasi tutte le mattine a leggere un mattone digitale su antiche chiese e monumenti.
Lynn è intenta a sbuffare contro un giochino interattivo con cui lotta da settimane: deve riuscire a visitare quanti più pazienti possibili in un pronto soccorso virtuale prima che passino a miglior vita in un tempo stabilito. I pazienti sono degli animali di peluches.
<<Il tuoi continui sbuffi hanno finalmente un perché, ci pensi? Questo gioco con cui ti danni da settimane era ... premonitore amica mia!>>
<<Aspetta aspetta... sto suturando un pappagallo.. >> la lingua che preme sulla guancia dimostra il suo alto livello di concentrazione medica. Non riesco a fare a meno di ridere.
<<Si ma se tu ridi mi deconcentri, voglio dire, ti pare che in un pronto soccorso si ride? >> solleva il viso per guardarmi torva <<Ryan è sicuramente un chirurgo più bravo di me.. ha le mani fatate.. >> solleva gli occhi al cielo in adorazione e poi il colorito del suo volto diventa quello di un semaforo. Lynn che arrossisce! Dev'essere proprio bravo.
Incrocio le braccia al petto e la guardo urlandole con lo sguardo PARLA!
<<Okay, io non intendevo...cioè tu hai capito...aspetta, no!>> balbetta con un filo di voce. Io rimango immobile nella stessa posizione.
Dopo un lungo sospiro sorride <<Il nostro San Valentino è stato un casino...ho fatto come mi hai detto, ho cercato di sorprenderlo andando in Ospedale con un piccolo regalo...>>
si mette comoda e mi invita a sedermi. Lancio un rapido sguardo ai monitor dei Pc per controllare gli aggiornamenti che ho lanciato e poi mi siedo pronta ad ascoltare il resto con impazienza.
<<Quando sono arrivata speravo di rapirlo per qualche minuto e trascinarlo negli spogliatoi personali...>> schiocca la lingua ammiccando <<..ma quando ci ho provato mi ha gentilmente rifiutata perché non solo era di turno, ma sembrava che tutta la popolazione di Baton Rouge avesse bisogno delle sue cure contemporaneamente>> sbuffa attorcigliandosi uno dei codini. <<Gli volevo lasciare il pacchettino ma me ne sono dimenticata e me lo sono riportata indietro mentre lui praticamente mi liquidava in tutta fretta con lo stetoscopio al collo. Così sono tornata a casa triste e abbattuta per il mio primo e pessimo San Valentino vero.. >>
<<Oddio Lynn mi dispiace tanto... >>
<<A me no!>> si illumina d'un tratto <<Quando ormai non ci speravo più, era tardissimo, mi manda un messaggio ordinandomi di raggiungerlo in ospedale e così ho preso al volo la macchina e quando sono arrivata .... è stato, beh . lui a trascinarmi dentro lo spogliatoio personale...dio Clay...c'è mancato poco che facessimo sesso senza nemmeno chiudere a chiave.... >> si avvicina bisbigliando e io spalanco la bocca << Non avete fatto sesso? >> urlo senza voce.
Lynn mi guarda imbarazzata e la cosa non mi sorprende lei parla parla, ma poi non si lascia andare così facilmente per la più romantica delle leggi di coppia che non c'è sesso senza amore. Anche se non sono d'accordo Fa dei strani cenni con la testa, poi chiude gli occhi, perciò capisco cosa intendesse lodando le abilità delle mani del Dottor Ryan.
<<...dico solo..wow...direi che ha abbandonato definitivamente la lista degli ex idioti...quando lui tocca lì e poi sale..oddio Clay..>> sembra persa nei flashback fissando un punto fermo dietro le mie spalle e con un battito di mani la riporto alla realtà <<Lynn! Lynn! ti prego non adesso...calma, bevi un po d'acqua...>>.
<<Era la prima volta che ci lasciavamo andare a qualcosa di più..ecco, spudorato...e giuro che non mi aspettavo che fosse così..preparato.. !>> Lynn si tasta le guance come a voler controllare la temperatura e ha la tipica espressione di quando è la sua parte intima a farla pensare. Sorrido e non posso che essere felice per lei e per le emozioni che prova. Le conversazioni intime fra noi non sono mai state un problema, fra noi non c'è imbarazzo e a volte ci scherziamo un po troppo su.
<<Adesso tocca a te....il tuo Valentino cosa ti ha fatto ieri?..>> ammicca di nuovo ma la mia espressione deve averle tolto l'entusiasmo. <<Ahia! ..così tanto male?>> si incupisce.
Fisso le mie dita cercando di riordinare gli eventi di ieri sera, dando un senso a ciò che ha interrotto la mia serata con Matt.
<<No, affatto.. è andata bene. Io e Matt siamo stati al Riverfront per un po, poi al Capitol e poi l'ho riaccompagnato. Una serata tranquilla a due.. voleva farmi salire a casa ma..non me la sono sentita ancora..tutto qui > continuo a fissare le mani, poi in un gesto spontaneo mi volto per guardare fuori nell'unico punto che attira la mia attenzione. E' lì, immobile, stavolta sdraiato e sembra che stia dormendo.
<<Clay...devi darti tempo, anche se credi che sia un vantaggio, il fatto che già vi conosciate può essere che ti blocchi..farti vedere sotto un altro aspetto, più intimo, non sei pronta e va bene. Matt capirà vedrai..>>
<<Matt è dolce, per lui va bene tutto...sono molto fortunata..sai?>>
<<E perché quell'aria colpevole...?>>
<<Perchè ho paura di non farmi capire abbastanza...di essere una persona diversa da quella che credeva..una persona che non gli piace come pensava..>>
<<No Clay, non devi dire così...non puoi dirlo, state insieme da troppo poco tempo e lui sa perfettamente che oltrepassando il confine dall'amicizia a... quello che siete, il cambiamento ci sta..potrebbe capitare il contrario Clay perciò .. ci vuole solo tempo>> raggiunge una mia mano stringendola nella sua.
<<E' solo che..a volte mi lascio troppo andare con i pensieri, dovrei pensare di meno e lasciarmi andare.. >>
<<Questo te lo ripeto da una vita....>>
<<Devo imparare a farmi guidare un po di più dall'istinto e non punirlo per le scelte che spesso mi fa fare...>> lo dico ad alta voce ma in realtà era più che una confessione a me stessa per giustificare il fatto di essere uscita nel cuore della notte per andare da Lui. E dal fatto che non mi ancora sento pronta per raccontarlo a Lynn.
<<Buon giorno...chi è la Signorina Morris?>> mi volto di scatto e un fattorino mi guarda perplesso masticando sguaiatamente una gomma con un piccolo pacco fra le mani.
<<Sono io....arrivo>> lo raggiungo e con la penna digitale firmo sul display del suo tab.
<<Buona giornata signorina>> si volta e va via.
E' un piccolo pacchetto e sbircio subito il mittente: Papà!
Sorrido e poi mi rendo conto che non può che essere il suo regalo di San Valentino, come tutti gli anni. Ritorno in postazione e sorrido a Lynn. <<Me lo manda Papà dalla Germania!>> apro in fretta il pacchetto e sollevo senza pensarci il coperchio della scatolina quadrata blu scura. Rimango totalmente incantata dal piccolo ciondolo a forma di tazzina da caffè, con caffè annesso, tempestato di Swarovski! E' semplicemente meraviglioso come riesca da lontano a sorprendermi così. E' bellissimo e giro la scatolina verso Lynn con la bocca aperta.
<<Noo..ma è bellissimo...! E' proprio da te!>> unisce le mani felice per me.
<<E' un pazzo papà...non vedo l'ora di chiamarlo stasera per ringraziarlo...>> i miei occhi brillano emozionati, il caffè!
<<Ma non c'è un biglietto qualcosa...? Dai guarda...>>
Rigiro la scatolina tra le mani ma non c'è nulla, non rimango delusa perché Papà fa sempre così. Il ciondolo mi rispecchia totalmente e questo può solo volermi dire che resto sempre la Clay che conosce anche lui.
<<Ti lascio piagnucolare in pace...ho un pappagallo ormai morto sul mio tavolo...>> la mano di Lynn tocca la mia spalla e poi la sento allontanarsi.
<<Io, io vado a prendere qualcosa per il pranzo qui vicino...>> con la voce che trema e le dita che portano via un po di lacrime afferro il cappotto ed esco fuori mettendo in borsa la scatolina.
Fa freddo e le nuvole da grigie stanno diventando scure e dense. Merda, pioverà non ci voleva. Lentamente i miei occhi si posano sulla figura seduta di fronte a me e senza pensarci inizio ad attraversare la strada andando dritta verso lui. Inizia ad arrivare gente al ristorante che si ferma però a guardare il London Eye disegnato per terra e qualcuno lascia accanto qualche monetina.
Quando raggiungo anch'io il dipinto sul marciapiede mi fermo ad osservarlo per la milionesima volta e mi sporgo a fissare la stessa espressione nelle persone accanto a me.
<<E' un opera d'arte non è vero? Questo signore è un artista..è un genio!>> mi abbasso fino a cogliere ogni piccola monetina lasciata accanto a lui e, mentre il gruppetto di persone entra nel locale, mi avvicino porgendogliele dalla mia mano nella speranza che allunghi la sua.
Aspetto, ma non succede nulla. Mi avvicino ancora un po e poi la vedo spuntare.
Una mano dalle dita affusolate e lunghe; adesso le distinguo chiaramente. Sono sporche e rugose ma non sembrano affatto appartenere alla mano di un uomo di mezza età. Possibile che sia solo un ragazzo? Lo osservo meglio e anche le gambe sono longilinee, piegate in grembo, credo sia alto. Afferra le monetine dalla mia mano senza premere troppo ne graffiarmi con le unghie pronunciate e rotte. E' delicato, come ieri sera.
<<Fra poco pioverà, non voglio che ti bagni..ti prego vieni dentro il mio negozio...non puoi restare a bagnarti sotto la pioggia...riesci a capire cosa dico?>> aspetto cercando di rubare anche indizi sui tratti del viso ma è talmente incappucciato che non si vedono che ombre.
<<VOI DUE siete la rovina di questo locale...se mi farete perdere clienti con i vostri teatrini per strada giuro che ve la faccio pagare...!>> fortemente irritata dal solo tono di voce sollevo lo sguardo in direzione della porta del ristorante aperta solo dall'interno. Il Sig. Coleman mi punta il dito contro e con i denti digrignati mi intima ancora una volta di levarmi di torno. Prendo un respiro e mi affido al coraggio.
<<Stavolta non le urlerò contro, ne chiamerò la Polizia...ma sappia che se lei lo tocca anche solo con un dito..mando quelli del dipartimento della Salute nel suo merdoso locale! Così risolve anche il problema dei clienti!>> assottiglio lo sguardo e mi godo l'espressione intontita del mostro che senza dire una parola mi volta le spalle e se ne va.
Sospiro pesantemente lasciando andare la paura che mi ha attanagliata per tutto il tempo. Non posso credere di averlo intimidito così facilmente, oh si! Allora è questo il tuo punto debole bastardo! Il tuo locale fa schifo come te! Sorrido soddisfatta per aver lasciato che il mio istinto mi guidasse senza per questo sentirmi in colpa del passo azzardato.
Difendermi e proteggermi non mi è mai sembrato così giusto. Mi volto verso l'uomo di fronte a me e sorrido.
<<Hai visto? Lo abbiamo fatto scappare...voglio aiutarti..fidati di m->> senza neanche avere il tempo di finire la frase, la stessa mano che ha afferrato con tanta dolcezza le monetine dal mio palmo ora si muove fulminea scagliandole con forza oltre la strada, lontano da noi. Rimango attonita dal suo gesto e mi sollevo di colpo un po spaventata.
Cosa gli prende adesso? Perché le ha buttate via? Rimango a fissarlo in piedi frustrata e confusa dal fallimento del mio approccio. Eppure sembrava che mi capisse.
Con il viso senza espressione mi volto e vado via senza dire nulla. Raggiungo l'auto meccanicamente e vado a prendere il pranzo per me e Lynn.
Per tutto il pomeriggio il mio viso è rimasto prevalentemente senza espressione. Lynn mi ha chiesto almeno un milione di volte cosa avessi.
Che poi cosa diavolo le dovrei rispondere? Non lo capisco nemmeno io, so soltanto che non sono più riuscita a guardare fuori e a controllare cosa stesse facendo. Ha anche iniziato a piovere e nonostante il forte istinto che mi spingeva a controllare il suo stato, non ce l'ho fatta e ho dedicato quasi l'intero pomeriggio a nient'altro che al mio lavoro.
Gli aggiornamenti sui programmi mi sono serviti a recuperare un po di contabilità arretrata, perciò persa nei meandri di somme e detrazioni ho cercato la via di fuga per i miei quasi sensi di colpa. Se agisco d'istinto devo lasciarmi guidare. Niente sensi di colpa..me lo ha detto anche Lynn.
<<Clay basta...si può sapere che ti prende? Sai che faccio? Salto a prendere due belle cioccolate calde da Highland con panna e biscotti sbriciolati sopra e ci diamo la carica ti va?>> mi volto indulgente, conscia del fatto che non sono mai così taciturna e mai così distratta. MI ha osservata fuori, ha osservato tutta la scena ne sono convinta ma non mi ha chiesto nulla. Come se capisse che non sono pronta ad affrontare questo argomento, se possiamo chiamarlo così, con lei.
Le faccio di si con la testa sorridendole e faccio per prendere la prepagata <<Hey non ci pensare nemmeno, il pranzo l'hai offerto tu e adesso tocca a me.. >>
Le sorrido ancora <<Okay, te lo concedo...>>. Quando Lynn va via, sbircio nella borsa la scatolina del regalo di Papà e decido di attaccarlo immediatamente alla catenina che ho al collo. E' così bello che è un peccato non indossarlo subito. Appena lo aggancio mi sento già meglio, come se papà potesse infilarmi un braccio al collo e baciarmi la fronte come faceva sempre quando ero piccola. E ricomincio a sorridere di cuore.
Mentre il viva vai di clienti continua, regalando sorrisi e cortesia senza sosta, ad un tratto, il tab vibra due volte di seguito e quando controllo il display appare il nome di Matt.
E finalmente si fa sentire, anche se il torto è anche mio visto il continuo distrarmi troppo o lavorare troppo. Leggo i due messaggi: *Mi manchi tantissimo, giornata pesante*
*Ti sono mancato anch'io? ;) - Tra poco sarò da te..* rileggo un paio di volte prima di lasciare da parte il tab e tornare a lavorare.
Dopo le coccole che ci siamo concesse con la cioccolata calda, nel breve momento di calma piatta di fine giornata, mi sollevo per andare a soddisfare un impellente bisogno fisiologico.
<<Clay, vado sul retro a chiamare Ryan...lo trovo libero ancora per poco prima che attacca turno...>> le strizzo l'occhio e vado in bagno.
Quando esco il locale è ormai vuoto ma sollevando lo sguardo, un inconfondibile figura dalle spalle larghe è seduta su uno sgabello che continua a torcersi in dei lenti semicerchi. Mi avvicino con passo silenzioso e le mie mani si vanno a posare sui suoi occhi. Le labbra di poggiano nello spazio poco sotto l'orecchio e sussurro.
<<Mi sei mancato anche tu...>> sospiro sorridendo e sento Matt irrigidirsi piacevolmente per i brividi che gli ho appena regalato. Si volta immediatamente lasciando che lo sgabello compia un intero giro, allarga le gambe e mi attira fra di essere con impeto. Senza nemmeno darmi il tempo di respirare la sua bocca è sulla mia con voracità. Le nostre labbra si schiudono e le lingue si danno automaticamente libero accesso. Le mie mani si avvinghiano sulla sua nuca, tra i folti capelli neri e le mani di Matt si stringono poco sopra il sedere. E' un bacio affamato, intenso, carico di desiderio, come se servisse a scaricare la tensione di tutta la giornata e come se ogni separazione venisse poi ripagata con sempre più intimità. Ci stacchiamo con un leggero ansimare e riapro gli occhi per guardarlo. Sorride e ha il viso stanco.
<<E' bello sapere che ti sono mancato..se hai finito posso portarti via di qui e prepararti una cena gustosa a casa mia? Ho bisogno di stare con te...>> le sue parole sono quasi bisbigliate e traspare chiaramente il suo desiderio di saltarla questa cena. Gli sorrido guardandolo ancora negli occhi. <<Hai i capelli bagnati.. piove ancora vero?>>
<<Adesso no...ma New Orleans era anche peggio..per fortuna ho pranzato dai miei e mi sono asciugato un po >> continua a stringermi ma le mani passano più su, sulla vita.
<<Come stanno?>>
<<Benone direi..mia madre ha cucinato per un esercito..ma non le ho dato molta soddisfazione, dovevo lavorare e avrei rischiato un bel sonnellino per strada..>> mi da un bacio sulla guancia.
<<Lynn è sul retro sta parlando con Ryan.. aspettiamo lei e poi andiamo via...però..>> abbasso lo sguardo accigliata.
<<Però..?>>
<<Possiamo fare domani sera? Mamma è stata fuori e conoscendola, per farsi perdonare, avrà cucinato anche lei per un esercito..potrei invitare te a casa ma non sono sicura che tu sia pronto per incontrare ufficialmente Lilian Sheldon!>> lo guardo nascondendo l'imbarazzo di aver appena osato per un passo che credo sia affrettato in ogni caso. Matt allarga gli occhi con entusiasmo <<Quando vuoi...qual'è il problema?>>
<<Quando voglio la cena.. ?>> arrossisco e cerco di sviare sul mio scivolone. Ridacchia e annuisce capendo perfettamente il mio disagio.
<<Quando vuoi.. tutto.. >> e alla parola tutto si fa subito serio. Oh mio dio..sta parlando di quello. Sta parlando del dopo cena lo so. Lo guardo negli occhi e mi avvicino per strofinare le mie labbra contro le sue e poi la punta del naso. Matt coglie immediatamente l'invito e afferrandomi per il viso mi bacia di nuovo con passione.
<<Errhm...ciao Matt..>> Lynn appare semi nascosta dalla porta sul retro.
Ci stacchiamo bloccandoci un istante poi sorrido e mi volto <<Non stare lì impalata...siamo noi che ci dobbiamo scusare..>> mi allontano di un passo dalla presa delle sue gambe.
<<Matt lo so, stai iniziando ad odiarmi.. è la seconda volta che vi interrompo..>>
<<Lynn, non dirlo nemmeno.. sono io che mi sono lasciato andare..mi capita solo quando mi manca la mia ragazza...>> mi blocco deglutendo e fissando Lynn negli occhi che coglie al volo <<Capisco perfettamente...>> sorride a denti stretti sforzandosi di non esplodere di gioia per quella parolina magica usata da Matt per la seconda volta.
<<Ahm, Clay vai...chiudo io il negozio..non preoccuparti..>>
<<Non occorre Lynn, sto andando via...>> Matt mi stringe e poi si alza prendendomi per mano per farsi accompagnare alla porta. La delusione e la tristezza di dover rifiutare il suo invito attraversa anche il mio viso rendendomi subito cupa e silenziosa. Una volta fuori, mi abbraccia in una morsa serrata accogliendomi nell'apertura del suo giubbino, baciandomi i capelli.
<<Sto cercando di scaldarti...al momento è l'unico modo che mi è concesso.. >> mi dice in sussurro all'orecchio. Ridacchio e mi lascio baciare accoccolata a lui.
<<Mi piacerebbe sapere quali altri modi conosci.. ma credo che aspetterò soltanto un giorno, lo sai che devo ancora restituirti la giacca? E' in macchina vieni..> faccio per allontanarmi ma mi blocca.
<<Eccolo un bel motivo per obbligarti a venire a cena da me domani...>> sorrido e avvicino le labbra alle sue in un bacio a fior di pelle, poi la sua bocca spinge con passione per assaporarmi e infine la sua lingua scivola inesorabile a riempirmi di brividi lungo la schiena. Nel suo bacio ci sono leggeri gemiti e il respiro accelerato che mi accendono immediatamente. Con una mano lo tengo per la vita e con l'altra lo afferro dalla nuca schiacciandolo ancora di più contro la mia bocca. Siamo quasi senza respiro e per necessità siamo costretti a staccarci.
<<Sei sicura di non voler avvisare tua madre di un impegno improvviso ed improrogabile?>>
<<Domani.. >> bisbiglio guardandolo intensamente.
<<Domani...>> soffia sulle mie labbra mentre i suoi occhi scuri saettano dalla bocca ai miei occhi.
Dopo un passo lontano da me, ne fa un altro iniziando ad allontanarsi camminando all'indietro. Mi strizza l'occhio e poi si volta allontanandosi definitivamente.
Mi abbraccio le spalle per il brusco stacco dal calore del suo corpo. In questo momento mi sto detestando.
Mi volto ed entro nel locale per aiutare Lynn a chiudere.
http://www.youtube.com/watch?v=-1l0NYQUGHU (sottofondo)
<<Brr che freddo umido...io scappo a casa tesoro ci vediamo domani.. >> Lynn si incappuccia e mi bacia la guancia <<Sicura che non ho rovinato l'ennesimo momento? Mi sento una stupida...per->> piega la testa di lato ma sollevo una mano per fermare il suo senso di colpa.
<<Lynn non dirlo nemmeno, in negozio sono io che dovrei evitare certe situazioni.. scusami..e poi.. probabilmente recupereremo dom->> un improvviso boato ci fa letteralmente saltare sul posto, un forte tuono ci coglie in mezzo alla strada e nel giro di pochi secondi inizia a cadere una pioggia prima lenta fino poi a cascare giù battente e fredda.
Lynn lancia un urletto e ridendo scappa via. <<Corri subito in auto Clay....ciao a domanii!>>.
La fa facile lei, la sua auto è più vicina della mia, fino al parcheggio diventerò fradicia e prenderò una polmonite. Digito nuovamente il codice e rientro velocemente in negozio per prendere uno degli ombrelli che teniamo per le emergenze come queste. Lo afferro e ritorno alla porta chiudendo tutto in fretta.; e poi una scossa mi percorre dal cuore allo stomaco. Mi blocco e poi mi volto di scatto nella direzione del mio misterioso uomo. L'immagine di lui rannicchiato sotto dei grossi teli di plastica mi sciocca. Non posso proprio permettere che passi tutta la notte così. Apro l'ombrello e attraverso come un fulmine la strada saltellando qua e la qualche pozza d'acqua, quando lo raggiungo il cuore pompa a mille. Mi chino e nonostante l'ombrello sopra la mia testa, cerco di accovacciarmi quel tanto che riesco per provare a proteggerlo.
<<Hey ....senti, non farmi incazzare, non puoi restare qui a beccarti questo acquazzone, ti prego lasciati aiutare...non essere testardo... ti prego.. >> il mio tono di voce si spezza verso la fine e aspetto in silenzio qualche secondo.
Tutto ad un tratto si muove veloce tirando fuori un foglio di carta stropicciato da sotto la sua corazza.
Lo lascia per terra e si ritira accovacciandosi fino ad allontanarsi di qualche centimetro da me. Sul foglio rotola una minuscola pallina rossa che non riesco a riconoscere.
Rimango senza respiro, il suo disegno è mozzafiato. Un oceano di emozioni mi travolge quando capisco che il colore predominante è il rosso e che che quel piccolo pezzo che rotola è ciò che rimane del mio pastello di cera. Il cuore inizia a battere mentre osservo il viso di donna dai caratteri tipici delle afroamericane del posto. Ho bisogno di sedermi per terra, l'estasi di questo disegno mi travolge. Lo copro sotto l'ombrello mentre seduta inizio a bagnarmi in ogni centimetro dei miei vestiti. Mi sento vinta, vinta da milioni di emozioni. Questo disegno è per me.
Ha disegnato per me, perché gli ho regalato il pastello di cera. Un dipinto astratto ma intenso, con mille sfumature, le linee morbide, i tratti incantevoli, i colori stupefacenti.
Lo guardo e le lacrime inondano i miei occhi mischiandosi con la pioggia. Non riesco proprio a farne a meno, avrei voglia di abbracciarlo di dirgli grazie e proteggerlo da tutto questo senso di abbandono e solitudine che lo avvolge. Sono completamente e felicemente fradicia e dalle lacrime passo senza senso alle risate mentre passo una mano sul viso.
<<Vieni con me... non ti posso lasciare solo...>> silenzio, il nulla.
<<.... ti prego...>> bisbiglio nonostante il forte rumore della pioggia. Siamo zuppi, i capelli sono un cumulo confuso che gronda acqua penetrante, oltre i vestiti, sulla pelle.
<<CLAIRE PICCOLA MIA ........ ?!>> mi gelo sul posto e trattengo di colpo il respiro. Spalanco gli occhi, senza muovermi di un millimetro e sento che sto per svenire. Mi volto lentamente, senza forze, verso la voce alla mia sinistra. Scoppio in una serie di singhiozzi violenti, mi sollevo e mi avvento con tutta la forza tra le sue braccia. <<Papà!>>.
Il Disegno che il nostro "Artista" ha fatto per Clay
Il ciondolo regalatole dal padre.


E così il barbone-artista potrebbe essere giovane eh? Mh... Interessante.. Curiosissima di saperne di più!!
RispondiEliminaL'arrivo del padre proprio non me l'aspettavo!
Adesso conosceremo un pò anche lui immagino!
Intanto vedremo come andrà (se ci sarà..) questa cena (e soprattutto dopo cena xD) con Matt... ^^
Bello il momento del disegno.
Ehhhhh... Potere degli artisti...!
Aspetto già il prossimo capitolo! ;)
love u endlessly
EliminaBellissimo ritratto....anche il cionfolo...e bellissimo capitolo, ho vissuto tutte le sue emozioni altalenanti!!!! Ed è arrivato papà........e che ruolo ha il barbone/disegnatore con la sua famiglia e lei, perchè in qualche modo è legato...sono curiosa!!!!
RispondiEliminaMatt e Clay sono bellissimi insieme e nn facciamo scherzi......
...preparati ai miei scherzi allora.. :(
Elimina"Ciondolo" in primis.....e aiuto paiura dei tuoi scherzi.....
EliminaQuesta volta le lacrime mi sono scese: per la fine del cap, per le musiche, per il disegno, per il ciondolo....tutto.
RispondiEliminaQuesta storia diventa sempre più intrigante ed intricata. Ora è arrivato il papà e dovrà pur avere un significato....e Matt tesoro, sempre più dolce....e il barbone....
Cavolo che capitolo Sis emozioni a non finire.. musica bellissima come pure il ritratto e il ciondolo ..all'ultimo mi sono commossa .. Matt è molto dolce ..anche se un mio parere Clay stà tirando un pò troppo la corda con lui ..il papà che arriva all'improvviso *_* e il barbone colpo di scena non è anziano ma giovane.. è qui cè qualcosa sotto ..sono troppo curiosa di saperne di più!!!!
RispondiEliminammmm quindi il barbone-artista è giovane...chissà cosa nasconde!e adesso che è arrivato anche il papà,mi sa che la cosa diventerà ancora più complicata!
RispondiEliminaSilvia il capitolo è bellissimo e intrigante..
RispondiEliminaè arrivato il papà, sinceramente non me l'aspettavo..il ciondolo e il disegno sono bellissimi!!!
Matt lo adoro ormai lo sai *___*
Aspetto il prossimo capitolo....
Mamma mia, non ho parole.
RispondiEliminaè tutto intenso, tutto perfetto e Matt ...
posso prendermelo?
è dolcissimo ç_ç uff prenderai una cantonata amore mio, me lo sento!
Il papà è tanto ammore e io voglio il prossimo capitolo ecco *_*
...tòh...allora il barbone di mezza età è un giovanotto, magari un bel figo!! ihihih
RispondiEliminain questo momento mi balenano in testa mille pensieri...primo tra tutti l'atteggiamento del barbone nel gettare le monetine in quel modo....non riesco a capirne il motivo, quel ragazzo è un mistero...
Clay giuro che se domani non vai a cena a casa di Matt, ci vado io!!!!
Mi sa proprio che con l'arrivo di Papi, Matt si dovrà accontentare ;)
EliminaIo adoro tutto, silenziosamente e appassionatamente.. attendo il resto che, dentro di me, spero non finisca mai ;) ;*
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EliminaVita mia Mari *-*
EliminaPs.Posso solo spoilerarvi che Matt avrà la sua cena
anche qui in ritardo......che il barbone celasse qualche sorpresa l'avevo immaginato e secondo se riuesciranno a ripulirlo per bene verrà fuori che è anche bello....
RispondiEliminaMatt ha una pazienza infinita.....e adesso vediamo cosa succede con l'arrivo di papà....
Il ciondolo è bellissimo
Colpi di scena a go go in questo capitolo!!! La mamma che cucina già al mattino!!! Matt che non riesce a portarla a casa sua ma le prova tutte!!! Poi il barbone che è giovane wowww chissa com'è???
RispondiEliminaTuoni,pioggia e pure il papà arriva!!!
IL disegno è bellissimo!!!
Grazie Amorino ora vado a ninna perchè sono 1,22 domani ripiglio da qui!!! Go Silvia Go!!!
Cazzarola, ma quanto è bello quel disegno? *____* ma quanto??
RispondiEliminaPensare che una persona "invisibile" al mondo, possa nascondere COSI' TANTO, senza che la gente ne abbia la minima idea, ti da' molto da pensare, su quanto siamo superficiali nel giudicare.
Non tutte siamo Clay che incontrano il nuovo Monet, però... ogni persona merita di ricevere il rispetto e la dignità di un essere umano <3
Oh, se te lo stai chiedendo, sono tornata a perseguitarti, perché proprio non mi andava giù l'idea di non recensire =( quindi approfitto di questo freddo, e della voglia di stare sommersa sotto le coperte, per fare un passo indietro e farti sapere che cosa penso delle meraviglie che hai scritto.
Non sono mai abbastanza le voci che ti dicono che stai facendo un buon lavoro. E a te, Silviettina mia, manco il coro dell'Antoniano ti smuove xD quindi, ci pensiamo noi ù.ù
A fra poco con il prossimo capitolo xD