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martedì 30 ottobre 2012

Paint Me The Moon: Capitolo 9


Perdonatemi lo dico sempre ma non basta mai..
Capitolo dolce-amaro ma abbiate fede...


Mio padre, Carl Morris, vive in Germania con la sua nuova compagna da 10 anni. E' un ex avvocato, diventato adesso professore di Diritto Privato all'Università di Colonia. E' anche coordinatore di moltissime attività culturali all'interno dell'Università, come l'introduzione di un Digital corner, uguale al The Page solo più piccolo e con un numero di libri digitali ridotto. Ovviamente l'idea è nata subito dopo che gli ho rivelato il mio progetto lavorativo. Papà è lontano chilometri, praticamente dall'altro lato del mondo e per via dei suoi innumerevoli impegni le visite quì a Baton Rouge sono notevolmente ridotte. Praticamente lo vedo una volta ogni due o tre anni. Non è riuscito nemmeno ad essere presente alla mia Laurea e anche se la cosa mi ha ferita non gliel'ho mai fatto pesare perchè riesce ad essere presente, comunque sempre, in mille modi diversi e per come può.
Il suo contributo al The Page è stato fondamentale pur di non farmi sacrificare il 100% dei miei risparmi.
Sentire la sua voce mi ha praticamente strappata dalla realtà, mi ha fatto girare la testa e mi ha trasportata in un sogno che per un attimo mi è parso vero.
Poi mi sono voltata e vederlo mi ha ridato uno dei miei punti fermi della vita. Con un braccio sollevato, la mano che regge un grosso ombrello, cerca di proteggerci dalla pioggia.
Con l'altro mi abbraccia fino a circondarmi tutta. Il mio papà. 



<<Claire andiamo piccola mia... andiamo subito a casa stai tremando e sei zuppa d'acqua... forza.. subito a casa, mio dio come sei bella.. mi sei mancata tanto>> mi stringe forte con la voce tremante, mi infila un braccio al collo e mi bacia la fronte. 
<<Papà....che ci fai quì ?>> la mia voce è ovattata, sepolta sul suo petto, il volto affondato nel suo maglione. 
<<Andiamo a casa... >> ancora sotto il suo braccio, fa per portarmi via velocemente senza darmi neanche il tempo di pensare con lucidità al fatto che sto piantando in asso l'ennesimo ragazzo stasera. Non voglio lasciarlo solo. Non volevo lasciarti solo, mi dispiace. Non puoi passare la notte così. Mi divincolo da mio padre invitandolo ad attendermi un istante. Torno indietro di qualche metro e mi chino per raccogliere il disegno che inizia a sbavare e rovinarsi; lo piego velocemente soffiandoci sopra, tentando con tutte le forze di asciugare le goccioline imprigionate tra i colori. Lo infilo subito in borsa.
<<Va da qualche parte, non restare quì... ti prego.. ti supplico..ti ammalerai..>> bisbiglio e in risposta ricevo solo silenzio. 
<<CLAY che succede ?.... piccola dobbiamo andare a casa...>> mio padre nel frattempo si è avvicinato tendendomi una mano per sollevarmi.
Lo seguo a malincuore camminando a passo svelto. Lascio la mia ibrida al parcheggio e salgo sul grosso Suv blu scuro di papà. I sedili in pelle sono riscaldati e l'aria è asciutta e deumidificata rispetto all'esterno. Mi muovo a disagio sul sedile mentre mette via l'ombrello e salta subito al posto guida. Gronda acqua dalle punte ispide dei capelli brizzolati e toglie gli occhiali da vista per asciugarli. 
I suoi dolci occhi grigi si posano indulgenti sui miei e nel silenzio dell'abitacolo restiamo a fissarci per qualche secondo. L'emozione di rivederci è talmente forte che è come se ci urlasse intorno. Rimette gli occhiali corrucciando la fronte, è bello come sempre. 
<<Papà....ti sto rovinando il sedile in pelle...sono tutta bagnata e sporca...>> mi acciglio e piego le labbra da un lato, avvilita. Lui scoppia in una risata e mi accarezza la guancia. 
<<Claire tesoro...sai che m'importa dei sedili in pelle...ti guardo e vedo soltano la mia piccola occhiverdi bagnata e infreddolita... cosa stavi facendo? Chi era quel tizio?>> solleva un sopracciglio preoccupato quando mette in moto il Suv e scivola via dal parcheggio immettendosi sulla strada a tutta velocità. Sospiro pesantemente mentre osservo la pioggia battere violenta contro il parabrezza davanti a me. Ogni goccia d'acqua, la forza che ci mette a infrangersi contro il vetro, è una fitta al cuore. Mi auguro che non sia così stupido da restarsene lì tutta la notte, che si trovi un riparo e che il suo pensiero non mi tormenti ancora. Non posso continuare a preoccuparmi così, e mi ha regalato un disegno, lo so che era per me. Ha usato il mio pastello di cera. Papà si incazzerebbe se glielo dicessi. 
<<Ahhhh Claire...non sei cambiata affatto.. prima di rispondere ad una domanda hai bisogno di fare spazio nella tua testa e mettere ordine....>> scuote la testa sorridendo e nel suo tono di voce sento la felicità del ritrovarsi. Sorrido e mi aggrappo al suo braccio mentre continua a guidare diretto a casa. 
Arrivati a destinazione parcheggia davanti al vialetto e sorride verso il portone; scende e recupera nuovamente l'ombrello, anche se adesso la pioggia è diminuita considerevolmente e cade morbida e costante. Mi apre la portiera con gentilezza e aspetta pazientemente che il mio corpo si metta in moto, ormai contratto dall'acqua e dal freddo. Mi infilo velocemente dentro casa ma all'ingresso mi blocco: mia madre sa che mio padre è in città? Cazzo. 
<<MAMMA...?! Mamma......>> corro fino un cucina dove mi si presenta uno spettacolo a dir poco apocalittico-culinario. La trovo avvolta in un buffo grembiule in plastica, i capelli sporchi di quella che credo riconoscere sia farina, le mani impegnate in due diversi fronti: piastre termiche e forno. Si volta ad accogliermi con un grande sorriso e ciò vuol dire solo una cosa: lo sapeva! Piego la testa e assottiglio lo sguardo <<Mammaaaaa .....da quanto lo sapevi?!>> metto le mani sui fianchi e faccio finta di infuriarmi ma la verità è che sono così felice di vedere mio padre che non riesco a serbarle rancore. Ma l'espressione di mamma crolla diventando subito preoccupata <<Clay tesoro ma sei bagnata fradicia...cosa ti è successo?>> 
<<Non provare a cambiare discorso distraendomi.. eh, non mi è successo nulla tranquilla; il temporale mi ha sorpresa nel bel mezzo della strada. Allora?>>
<<Amore credimi, tuo padre mi ha avvisata soltanto ieri...è arrivato questo primo pomeriggio a New Orleans...>> mi strizza l'occhio. Ecco il suo misterioso viaggio a N.O. Sento la figura alta di mio padre arrivarmi alle spalle e ridere di gusto. <<Lily ma che diavolo hai combinato quì dentro?>> mia madre sbuffa <<<Ho faticato tutto il pomeriggio per prepararvi una cena perfetta! Adesso per favore potete darmi una mano a preparare la penisola? E' tutto pronto! >>. Sarà meglio che mi asciughi e mi cambi. La cena abbondante preparata da mia madre questa volta non andrà persa. 

Dopo la splendida cena trascorsa tra un bicchiere di vino di Napa e aggiornamenti vari che ci ha portato papà dalla Germania, aiuto mamma a sistemare. Stanca ma felice lascio che mio padre mi accompagni in camera mia, desidera sempre due chiacchiere da soli quando viene a trovarci. 
<<Hai cambiato qualcosa? Le tende forse? .. >> punta l'indice sul mento e poi si guarda intorno con curiosità.
<<No, papà è tutto esattamente come l'ultima volta...>> mi butto sul letto di peso e scosto il libro Eclipse per poggiarlo sul ripiano a scomparsa. Si acciglia leggermente alla vista del libro e poi distoglie lo sguardo con un finto sorriso. Si siede sul bordo del letto.
<<Clay, non ti ho chiesto nulla davanti a tua madre... cosa ci facevi per terra prima? Chi era quello? Lo conosci?>> spalanco gli occhi, non mi aspettavo che aprisse nuovamente l'argomento. La sua domanda mi ricorda che nella borsa ho ancora il disegno. Mi sollevo dal letto e lo tiro fuori per farlo asciugare, anche se in diversi punti è già sbavato. Cavoli non avrei dovuto permettere che si bagnasse. 
<<E' un senza tetto che dipinge...meraviglie Papà, vorrei aiutarlo e non so come fare.. so che non posso prendermene cura e che non posso correre il rischio di espormi ad un perfetto sconosciuto..>> papà annuisce per enfatizzare le mie ultime parole. Gli metto il disegno davanti, sul letto, e noto la sua espressione aprirsi in un sorriso. 
<<Questo l'ha fatto lui?>> lo afferra e ne resta ammaliato. 
<<Si...è bravissimo..ha anche disegnato ..Londra.. cioè, il London Eye...per strada papà, per strada...domani, con la luce del giorno voglio fartelo vedere..>>
<<Clay, ciò non toglie che non puoi sederti per terra di sera, sotto un acquazzone, a parlare con uno sconosciuto..ti prego sta attenta, non farmi preoccupare coi tuoi colpi di genio..>> mi siedo accanto a lui e mi sposta una ciocca riccia dagli occhi <<Come stai..sei felice?>> sorrido <<Si...anche se mi sei mancato tanto..ma va tutto bene, il The Page va a gonfie vele..mamma lavora, tutto nella norma..>> annuisce e poi abbassa lo sguardo. 
<<E l'amore.. ? Non mi racconti mai nulla nelle tue mail...non c'è nessuno che si sia ancora perdutamente innamorato della mia bellissima figlia?>> ammicca ironico e poi mi strizza l'occhio. 
<<Papà......>> faccio finta di colpirlo sulla gamba e poi mi lascio andare, senza volerlo, ad un vistoso sbadiglio di stanchezza. In quell'istante il mio Tab vibra.
<<Okay ricevuto...non sei ancora pronta. Ti lascio andare a letto piccola... domani posso venire a trovarti in negozio? Facciamo colazione insieme ti va? Hai bisogno di un passaggio ricordi ? >> lancia un occhiata al mio tab con un mezzo sorrisetto.
<<Oh si Papà, ci conto...devi vedere il The Page..assolutamente, è praticamente grazie a te che->> 
<<Shh, non dirlo nemmeno...sei tu ad essere in gamba, quella che ha messo in piedi tutto e che continua a fare grandi cose.....>> si avvicina e mi bacia la fronte. Poi lentamente si solleva dal letto e arriva fino alla porta scorrevole della camera. Si volta <<A che ora passo a prenderti?>> 
<<Alle nove va benissimo..e...sono felice adesso che sei qui..>> gli lancio un bacio e va via. Afferro fremente il tab nella speranza che sia Matt.
*Sei allergica a qualcosa? Ehm...non ti ho svegliata vero? M* sorrido e rispondo 
*Solo alle alghe polinesiane...perchè?. Dormire? No, se poi mi arriva un messaggio non potrei rispondere ;)*
*Domani mi toccherà quella cosa divertentissima chiamata spesa, ho amici a cena. (Alghe Polinesiane?!)*
*Party infrasettimanale? Connor lo sa?*
*Connor non c'è....va a trovare la sua ragazza a Galvestone*
*Uhm.. texana!*
*Ci piacciono intraprendenti...è un vizio di noi Geller*
*Intraprendenti... quanto?*  deglutisco pensatemente perchè rischio di addentrarmi in un intima conversazione.
*Quanto basta per farsi sorprendentemente baciare in un parcheggio, di sera....mi manca..* .Ecco lo sapevo.
*....il parcheggio?* 
*..La tua bocca.... Clay*
*.....stai flirtano con me...con un tablet? *
*Che strano, ho pensato lo stesso di te... :D*
*Davvero vuoi cucinare tu? Se vuoi posso darti una mano...* 
*Se questo serve a farti arrivare prima a casa mia.. allora si..*
*Sono tua ospite....ma farò uno sforzo per te ;)*
*Mi manchi....non vedo l'ora che sia domani...sera*
*Idem, ti chiamo in giornata......sogni d'oro* 
*Non credo....l'oro colerebbe...a domani, non vedo l'ora*
*...a domani...baci sparsi*
*Clay!*
*Cosa?*
*....sadica, notte. Sei bellissima*
*Non puoi saperlo*
*Si che lo so...*

**

<<Cavoli, questa non era una colazione ma un pranzo! hmm.....>> finisco di assaporare l'ultima delizia gentilmente offerta dall'Hilton Baton Rouge Capitol Center, dove alloggia mio padre. E' quì che mi ha portata per fare colazione, dice che dividere quell'ampia scelta di frutta e pasticceria da solo è alquanto triste. Non mi sono fatta pregare neanche un po.
Usciamo dalla sontuosa sala colazione dell'Hotel, passiamo dalla Reception e velocemente raggiungiamo il Suv. In auto racconto a papà sugli ultimi sviluppi con il Sig. Price che non molla la sua crociata per rinchiudermi ad Orange dove un Digital Corner, secondo le sue ricerche di mercato, farebbe il botto. Papà è sempre dell'idea che sia meglio rifletterci su per una pura realizzazione personale oltre che un maggiore guadagno, visto che ne sarei proprietaria a tutti gli effetti come per quello di Baton. D'altra parte, però, sa che per me non è facile lasciare la mamma, ne la città che amo tanto e a cui sono intensamente legata. E questo non fa che riportarmi al punto di partenza: fidarmi del mio istinto e ... prendere tempo, la cosa che mi riesce meglio. Dovrò farmi inventare qualcosa di divertente da Matt, lui di solito mi tira fuori da questo inghippo. Sorrido agitata pensando alla cena di stasera, non so davvero cosa aspettarmi. <<Whouu....>> sospiro a voce alta facendo spaventare papà. <<Che succede... ?>>. Avvampo e scuoto la testa mentre arriviamo al parcheggio dove la mia ibrida non si è spostata di un millimetro. Stamattina c'è un bel sole anche se l'aria è fresca per la notte piovosa. Spero che stia bene, lo spero con tutto il cuore. 
Quando scendiamo dall'auto lancio un occhiata al Corner, già aperto da Lynn, e poi mi volto verso il suo angolo. E lo ritrovo esattamente al suo posto, sembra meno coperto, con meno strati di roba sporca addosso e si muove. Questo è l'orario in cui solitamente lo noto disegnare, fare schizzi sui fogli di carta. 
<<Vieni Papà, devi vedere una cosa....vieni con me>> lo prendo per mano e lentamente ci avviciniamo al punto del marciapiede in cui è disegnato il London Eye. Il suo viso si illumina della stessa luce che ho visto in altre facce e in altre persone prima di lui. L'effetto che suscita, il senso della bellezza e dell'originalità colpisce tutti indistintamente. E' la sua caratteristica, affascinare e comunicare qualcosa. <<Davvero straordinario....sei un artista straordinario lo sai?>> rimango attonita nel vedere mio padre chinarsi verso l'uomo e rivolgergli la parola. Come prevedibile, il ragazzo non risponde e papà si volta scuotendo la testa. Con l'espressione triste la scuoto anch'io incapace di dargli una spiegazione ragionevole sul suo silenzio.  <<Credo che non parli la nostra lingua...>> anche se l'esitazione nella mia voce rivela che non ne sono poi così convinta. Io so che lui mi capisce.
Papà si solleva, mi prende per mano e mi sorride <<Presentami finalmente il tuo piccolo paradiso...>> gli sorrido e mentre attraversiamo la strada mi volto e guardo il ragazzo per l'ultima volta. Si è proprio un ragazzo, ne scorgo i tratti del corpo, le mani..e alcuni lineamenti del viso sepolti da una fitta e lunga barba, ma non riesco a vedere i suoi occhi. Se solo riuscissi a guardarlo davvero. Sospiro.

La mia meravigliosa giornata al The Page trascorre in totale compagnia di Papà che ritrova le sue strambe ma adorate conversazione con Lynn che dal canto suo gli racconta gli ultimi sviluppi della sua vita sentimentale con il Dottor Ryan. Mio padre resta ovviamente sconvolto dal racconto dell'ambulanza ma per nulla sorpreso dalla mia capacità di rigirarmi le cose positivamente. Gli mostro come funziona il software da me, che è piu esteso rispetto a quello creato all'Università di Colonia e delle statistiche degli iscritti nell'ultimo paio di mesi. Parliamo di tutto e trova anche il tempo di servire qualcuno ai tavoli divertendosi un mondo. Le signore della mattina non gli levano gli occhi di dosso e il suo gongolarsi è assolutamente incorregibile. All'ora di pranzo Lynn vola in ospedale per godersi una breve pausa del suo ragazzo, probabilmente negli spogliatoi, ed io è papà restiamo a mangiare una cosa veloce e goderci un po di tranquillità. 
Guardo fuori e osservo ogni suo piccolo movimento, una signora distinta, dall'aria manageriale e impettita, lascia un sacchetto accanto ai piedi dello sconosciuto artista e come sempre, col suo inconfondibile movimento lento ed elegante, lo afferra facendo un cenno con le dita in segno di ringraziamento. Perché non gli porto mai da mangiare? Perché non faccio qualcosa per trovargli un posto dove stare. No, no e ancora no. Devo smetterla. Scuoto la testa in silenzio e due mani grandi e forti mi stringono le spalle come a sorreggermi. Eccole le piccole grandi cose di papà, sorreggermi in silenzio. 
<<Non puoi fare nulla...a volte sono costretti a diventare quello che sono, a volte invece lo desiderano perchè ritrovano se stessi cosi, trovano il modo di capire tutte quelle piccole cose che hanno perso per strada...facendo smarrire anche loro stessi...non puoi fare nulla, per lui non sei nessuno, uno dei tanti estranei che gli tendono una mano ma che per lui non ha significato...>> poi mi abbraccia stretta e continua a baciarmi la testa e le guance e le parole di papà mi incupiscono quasi da farmi piangere. Non posso dargli torto eppure non riesco ad accettarlo e sembra quasi che un altra parte di me stia lottando per qualcosa che ancora non sa. Mi lascio coccolare da papà davanti la porta d'ingresso per un tempo infinito. 

<<Stasera vedo tua madre, sono venuto in città per sistemare delle piccole faccende burocratiche con lei, nulla di importante ma meglio non rimandare e poi i miei impegni si prolungano ancora per domani, poi devo ripartire piccola mia.. ma ho bisogno che tu venga un po da me in Germania, anche solo per qualche giorno. Voglio farti vedere tutto, e vorrei che conoscessi finalmente Jordan di persona... siamo solo in due e la casa è grande abbastanza per starci quanto vorrai....>> abbasso lo sguardo sa che non mi sono mai sentita del tutto pronta per conoscerla, anche se sono consapevole che è una persona splendida che si è messa sempre da parte e ha reso felice mio padre in qualche modo.
<< Ti prometto che ci penserò su...io farò tardi, esco con un amico perciò magari passo da te in Hotel domani.. okay?>> .....sporge le labbra perplesso << un .... amico.. >> si volta verso Lynn che sta finendo di sistemare il locale per la chiusura, ma mima il gesto di cucirsi la bocca e papà scoppia a ridere <<Okay Okay... niente domande .. ho capito >> solleva le mani per aria e poi mi abbraccia stretta, ancora una volta, baciandomi la testa. << Ci vediamo domani.. sta attenta.. >> prima di vederlo chiudere la porta mi strizza l'occhio e fa per parlare <<Salutami il tuo artista...diglielo che è davvero in gamba.. >> si chiude la porta alle spalle e attraversando la strada gli passa davanti, si china e gli lascia qualcosa.
Sorpresa, mi fiondo sulla porta e sbircio, curiosa di sapere cosa mio padre gli abbia lasciato. Il ragazzo per la prima volta si toglie il cappuccio del giubbino e scorgo dei lunghi capelli castani quasi al limite con la barba, si volta verso la direzione in cui mio padre si allontana e poi si passa fra le mani quelli che sembrano dei soldi. Un bel po di soldi. 
Porto le mani davanti la bocca e sorrido. L'istinto è quello di avvicinarmi subito da lui ma poi mi blocco pensando che stasera non voglio pensieri. Stasera ho un dolce impegno e devo sbrigarmi per correre dal mio ragazzo che starà dando di matto pur di fare bella figura. Mi mordo le labbra, mi volto, afferro cappotto e borsa e poi mentre esco urlo a Lynn <<Devo correre a casa Lynn sono in ritardo per la cena...>> Lynn batte le mani entusiasta << Siii poi fammi sapere com'è andata.. voglio sapere tuttooo.. vai corri>>.
Faccio una corsa fino in auto e volo verso casa, dal diplay del computer di bordo dell'auto mando un veloce messaggio a Matt.
*Sono un po in ritardo.. ma questo lo sapevi già visto che sono una donna...tu mi stai ancora aspettando vero? :* C.*
passa qualche istante e vedo il messaggio aprirsi sul display 
*E' tutto il giorno che aspettavo questo messaggio credevo avessi cambiato idea ero sull'orlo di una crisi di nervi...ho cucinato davvero!*
*Scusami...ho avuto un po di impegni..ti racconto tutto tra poco..farò in un lampo promesso - Ps. Ho una gran fame sappilo* 
*A pranzo non hai mangiato?*
*Si ma una cosa al volo...ho avuto da fare in negozio*
*Si voglio proprio che mi racconti tutto......a tra poco M*
Quando arrivo a casa, salgo le scale di corsa e mi infilo sotto la doccia, mentre il getto dell'acqua calda cerca di rilassare i miei nervi tesi sento bussare.
<<Clay tesoro.. sto preparando la cena, c'è anche tuo padre...>>
<<No, mamma stasera esco....vedo Matt e gli altri.. tranquilla.. >>
<<Ah! Okay....ehm non fare tardi...>>mi mordo le labbra per la piccola bugia, o omissione chiamiamola così, ma voglio stare tranquilla e lasciarmi andare, niente pensieri da parte di nessuno. Panico. E adesso cosa diavolo mi metto? La mia espressione disperata davanti lo specchio mi getta ancor di piu nello sconforto. Tengo stretto il telo intorno al mio corpo umido e un altro più piccolo in testa per tamponare i ricci. Passo in rassegna l'intera piccola cabina armadio. Troppo sobrio, troppo sportivo, troppo sexy, troppo elegante, troppo studentessa, troppo da texana penserà che lo prenda in giro! Non voglio comunicargli nulla che non sia: sono quì, divertiamoci e ... vorrei che per te fossi uno schianto. Ok, quando finalmente decido cosa indossare mi dedico una panoramica molto critica davanti allo specchio: Abitino corto color porpora in pizzo, coprispalle nero con maniche morbide, autoreggenti velate nere, tacchi e ultimo tocco, piccolo accessorio tra i capelli. Perché sento che l'influenza di Lynn a volte si impossessa di me? Totalmente insicura della scelta outfit chiudo gli occhi e mi do la virtuale pacca sulla spalla da sola. Ce la puoi fare, non ti riderà in faccia. Tranquilla Claire.
Prendo il cappotto nero e sono pronta per salire in auto. Non so davvero cosa aspettarmi da questa serata, sono curiosissima di vedere com'è fatta casa sua, i suoi gusti, come se la cavano due fratelli con un appartamento, sorrido fra me e me anche per provare a controllare i battiti del cuore ormai frenetici. 
Ricordo perfettamente il palazzo dai mattoni scuri esterni, un vecchio edificio coloniale uno dei più belli ancora in città rimasti come una volta, trovo facilmente parcheggio sotto casa. 


*Mi sono completamente dimenticata di chiederti piano e appartamento* 
*Piano 2, appartamento 6...sulla destra, troverai me sulla porta di ingresso.. *
Sto letteralmente lottando contro la voglia di correre su per le scale e la necessità di calmarmi e rallentare i battiti ormai fuori controllo. Per la prima volta saremo davvero soli, una cena romantica, un appuntamento romantico da ragazzo e ragazza, come una coppia, con tutto ciò che comporterà. Non riesco a rallentare la corsa furiosa dei pensieri e di smielati flash in testa. Sento le vibrazioni del corpo e la gola secca. E quando sollevo lo sguardo, eccolo: è' affascinante come sempre, mi blocco imbarazzata. Ha un canovaccio tra le mani e mi sorride in attesa che salga l'ultimo scalino. Indossa un paio di pantaloni dal taglio semi-elegante blu scuro e una camicia ghiaccio, sopra, un cardigan stretto blu scuro aperto sul petto. Una bellissima vecchia canzone arriva in sottofondo proprio dall'interno.
<<Ciao...>> sussurro. 
<<Sei arrivata....finalmente>> 
<<Si, scusami ho fatto tardi...........>> 
<<Vieni, entra....non startene lì>> si volta ed entriamo in casa. Mi acciglio leggermente, nessun bacio, nessun abbraccio. La cosa mi mette leggermente a disagio. 
Quando mi chiudo la porta alle spalle mi trovo davanti ad un bellissimo open space con il rivestimento interno realizzato con gli stessi mattoncini scuri della facciata esterna dell'edificio. E' tutto rustico, molto funzionale, moderno: a sinistra, sotto dei faretti appesi di varie forme, c'è un piccolo angolo cucina completamente d'acciaio e quarzo nero. 
Davanti alla zona cucina, un grande divano scuro a forma di L padroneggia l'ampia stanza e di fronte al divano una parete termica in vetro scuro specchiato, è un caminetto solo che sembra una Tv LED incastonata al muro, rivestito con del materiale ecologico. Una parete finestra proprio davanti a me in fondo alla stanza e un arco, a destra, che porta ad un altra ala dell'appartamento. 
Proprio accanto alla parete finestra c'è un tavolo in cristallo apparecchiato con molta eleganza per due, fiori bianchi raccolti in una forma sferica e delle piccole candele rosse a forma di palla ai lati. E' bellissimo. 
Sento le mani di Matt afferrare da dietro di me i lembi del cappotto.Un brivido.
<<Posso...?>> scuoto la testa e ritorno a prestare attenzione a noi due. Sfila lentamente il cappotto dalle spalle e poi si blocca sospirando. Mi volto per sondare la sua espressione e i suoi occhi sono puntati contemporaneamente su più punti del mio corpo. Poi il percorso che compiono si ferma sul mio viso, sulle mie labbra e sui miei occhi. 
<<Sei...non sembri....sei...così bella.. divers....scusami.. >> balbetta e senza tanti complimenti lancia con un rapido gesto il cappotto che si poggia perfettamente sulla spalliera del divano. Si avvicina e porta le mani sulla vita, mi guarda intensamente e finalmente mi bacia. Un leggero bacio sfiorato, come se si trattenesse, le sue labbra strusciano sulle mie umide e poi si allontana irrigidendosi. Mi acciglio perché si comporta in modo strano, sento che c'è qualcosa che non va.
<<Matt, tutto bene?>> sorride con una smorfia tesa poi si volta per avvicinarsi in cucina.
<<Vino rosso... ?>> annuisco e lentamente, con le mani intrecciate dietro la schiena, mi avvicino per sbirciare i piatti che sembrano già pronti e fumanti per essere serviti. Matt afferra una bottiglia da una cantina frigo sotto uno dei ripiani e la stappa con un forte pop. Prepara due calici, lascia che il liquido rosso li riempia e poi si volta per offrirmene uno. 
Prendo subito un piccolo sorso per permettermi di sciogliere la strana tensione, gli poggio una mano sulla spalla e mi avvicino per baciarlo. Si lascia andare con un sorriso e mentre schiude le labbra ne approfitto per approfondire il bacio facendo ruotare la lingua sulle sue labbra con passione. In un attimo sento il suo bicchiere poggiarsi pesantemente sul ripiano della cucina e il mio strappato letteralmente dalle mani. Le sue mani mi afferrano per i fianchi e vengo spinta con veemenza fino al ripiano in quarzo nero dietro di me. Con un gesto altrettanto forte mi solleva fino a farmici sedere sopra. Con le dita si avvinghia alle cosce, le allarga con poca delicatezza e si sistema in mezzo senza rivolgermi uno sguardo. 
La sensazione che mi pervade passa subito dal desiderio acceso al disagio totale e tento di bloccarlo ma invano. Mi attira a se, strusciandosi duro contro di me e mi afferra per il viso iniziando a baciarmi con violenza, la sua lingua non mi lascia il tempo di adattarmi, di abbracciare la sua come vorrei, di far spiccare il volo al piacere come vorrei. Mi sento braccata, non mi piace. 
Mi è totalmente addosso, mi tocca, mi accarezza con forza, mi bacia con violenza e velocemente e non è da lui. Ad un tratto si stacca e mi guarda fisso negli occhi, una smorfia ironica e cinica sul viso. 
<<Quando ho detto che mi piacciono intraprendenti...>> mi bacia di nuovo con la stessa insistenza fastidiosa <<...non credevo andassi così lontano...non credevo ti piacesse giocare ... prendere in giro... non accontentarti....>> continua a toccarmi fino ad infilare una mano sotto il vestitino ormai tirato sulle cosce e la poggia sulla stoffa degli slip sottili. 
<<MATT! Fermati..... ma che diavolo ti è preso... smettila, smettila subito...>> mi divincolo e poi lo spingo via, stringo le gambe e rimango di ghiaccio appesa sul ripiano. Ansima pesantemente e il suo petto si solleva e si abbassa per l'affanno, il viso contratto e poi di colpo diventa triste e quasi sconvolto.
<<Chi cazzo era quello oggi? Chi cazzo era quello che ti abbracciava e baciava sulla porta del negozio..!? A che gioco stai giocando Clay?>> batte un pugno sul ripiano della cucina accanto a lui e poi abbassa la testa.



PS: Mi sono divertita un mondo a fare un piccolo "Cartoon" della mia piccola Clay e del suo Outfit per la cena a casa di Matt. Tanto per capirci ;)
 
 

11 commenti:

  1. che cazzone u_u' è l'unico commento che mi viene in mente.

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  2. Oh cacchio, l'ha vista con il padre ed ha travisato tutto e adesso saranno cavoli amari.....
    E poi mettiamoci pure il misterioso ragazzo (quindi un giovane) barbone che dipinge in modo divino e che attira Clay come una calamita....
    E in tutto questo non dimentichiamoci neanche dei libri della saga e della strana reazione che hanno la madre e anche il padre di Clay davanti a loro.......
    Sono troppo curiosa di svelare questi misteri e spero che il rapporto con Matt adesso non sia troppo compromesso!!!!!

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  3. Prima di tutto: le foglioline che cadono!!! ooo bellissime :-)
    Ora...non ci posso credere....Matt pensa che il padre sia un amante?? vabeh che diamine, mica si sono baciati in bocca! e poi c'è bisogno di mettere su sto teatrino?!? parlaci, domanda, non che a momenti la violenti sul tavolo! da lui non me lo sarei mai aspettata :-( Stavolta Matt mi ha deluso...
    Il padre cmq è una persona squisita. Un papà con la P maiuscola. Che bello il rapporto che hanno...mi ha fatto commuovere......
    E il barbone è un ragazzo...mmm e magari anche un BEL RAGAZZO ;-)
    p.s. (Clay è davvero deliziosa)

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  4. Matt ha toppato alla grande....chiunque fosse stato quel tipo che ha visto con Clay (che null'altro era che il papà -a quanto pare anche affascinante-), non giustifica il suo comportamento...è davvero caduto in basso, e non so come possa recuperare la serata ora....
    .... il barbone mi intriga sempre di più....


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  5. Ma Matt che cantonata che ha preso ...il papà, e poi mica erano baci sulla bocca appassionati ma lo stesso non giustifica il comportamento che ha avuto con Clay mi a un pò deluso ..da lui non me l'aspettavo !!! Il ragazzo barbone mi intriga parecchio!!!

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  6. lo sapevo che Matt doveva fare un passo falso prima o poi!!l'avevo detto che era troppo a posto u.u
    mmmm anche il padre ha reagito stranamente quando ha visto Eclipse,credo proprio che abbia a che fare con lui e Lily!

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  7. noooo Matt perchè mi fai questo?! ti ho sempre adorato ed ora mi hai deluso u.u
    Il rapporto tra Clay e il papà è bellissimo!!
    Aspetto il prossimo Silvia..
    Ps. le foglioline sono awwwww *__*

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  8. Le foglioliiiiiiine.. Checcariiiineeee! :D
    Lo sapevo che dovevi farci passare l'amore per Matt in qualche modo... Siiiigh.
    Dal dolcioso affettuoso allo stalker aggressivo... mmmmh, non va bene no.
    Il padre di Clay sembra proprio un brav'uomo, intelligente e comprensivo.
    Non so perchè, ma io il barbone me lo immagino un pò come il protagonista della serie "Arrow", disperso e selvaggio che sopravvive nell'isola.
    Quando torna alla vita normale però...... ehhhh... che pezzo di ragazzo!!! Ahahahah!
    Ok, sto andando troppo avanti di fantasia... Vedremo poi cosa avrai in mente tu nostra scrittrice prediletta! :p
    Love You! <3

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    1. Eccola li un altra che adora Arrow .. credo che nella mia prossima vita lo guarderò con tutti i crismi.. nel frattempo .. io urlerei al PLAGIO!!! Uff...
      Love u too

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  9. Matt.....ma cosa mi combini? falla parlare prima di arrivare a conclusioni errate......gelosone
    Complimenti per le foglioline.....

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  10. Oh, ma quant'è figo quel vestito? *______*

    Hai fatto benissimo a fare la bambolina, un'imbranata come la sottoscritta, ad esempio, aveva già in mente un mezzo vestito vittoriano xD puahahahahhahahahahahah

    Il tuo è DECISAMENTE più figo del mio ù.ù quindi, approvo.

    Detto ciò...

    Numero 1. Amo il padre di Clay. Obbiettivamente, è la fine del moondo *_____* forse perché è un po' il mio punto debole, ma credo che un padre così lo vorremmo tutte <3 Mi hai fatto sciogliere di tenerezza!

    Numero 2. Grrrrrrrrr! Di questo passo diventerò più pazza ed isterica di quel che ero, lo sai giusto? Marò, Matt prima lo odio e poi lo amo, e poi lo odio, e poi lo amo, UFFFFF!!!!!!

    All'inizio stavo così O_O (tipica espressione da "MACCHECCAZZSEISCEMO?"), poi diciamo che ho capito. La gelosia che fa diventare tutti gli uomini dei trogloditi affamati di possesso, come dei cani con litri e litri di pipì-segna-territorio preparata e pronta all'uso -.-"""""

    La motivazione mi ha ammorbidita un po', lo ammetto. Che ci posso fare, mi piace troppo sto ragazzo ç_ç

    Me lo godo finché ci sta ù.ù

    Capitolo stupendo *_* come lasci sul filo del rasoio te, nessuna! <3

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