Lo avevo scritto qualche capitolo fa, questa è la canzone di Clay e del suo Papà e la dedico a tutto il capitolo, soprattutto al finale - Buona lettura.
<<Vieni quì piccola Claire...fammi riempire le braccia di te finché posso, sei sicura che vuoi che parta? Posso prendermi qualche altro giorno, anche se ti prometto che questa volta io e Jordan verremo per Natale...te lo prometto tesoro>> stringo gli occhi per contenere quel pizzico di dolore che sento dentro.
<<Papà, dovranno passare 10 lunghi mesi....>>
<<Lo so, ma almeno non saranno anni, amore....almeno non saranno anni>> dondolata dall'abbraccio di mio padre cerco di godere del suo affetto piuttosto che lasciarmi trasportare dalla parte negativa di me che vorrebbe urlargli "Perché te ne vai.. ancora".
<<Tesoro, ho bisogno che tu mi prometta una cosa>>
<<Dimmi Papà...>> mi asciugo una lacrima.
<<Diciamo più di una....per esempio di smettere di piangere...>> mi asciuga il viso col suo fazzoletto di stoffa immacolato, tirato fuori da una delle mille tasche della sua giacca I-Tech elegante in nylon e fibra di carbonio che usa sempre per i lunghi viaggi. Sorrido.
<<E poi vorrei che continuassimo a scriverci più spesso, soprattutto per chiarire questa situazione che si è creata. Mentire, omettere o cercare di giustificare non cambierà le cose e so che in due giorni siamo riusciti a ferirti più che in tutti questi anni di separazione..lo so, sei una donna adulta adesso ma i tuoi 25 anni risplendono di innocenza ed io e tua madre abbiamo commesso un enorme sbaglio. Ti prego, permettimi di spiegarti, e scriverti. Non voglio che tu ti senta costretta a farne i conti da sola...voglio starti vicino..tu sei tutto quello che ho Claire>>.
<<Papà....>> non so cos'altro dire e lo abbraccio forte perché è questo che intendo quando dico che mio padre mi da tutto anche se siamo in due continenti diversi.
Mi circonda il collo col suo braccio chiuso a gomito, nel suo solito gesto, e mi bacia la tempia prima di guardare oltre le mie spalle con gli occhi lucidi e voltarsi per superare l'area di imbarco destinata al suo volo.
Come a cogliere perfettamente il momento, la voce ovattata e cantilenante in diffusione, annuncia l'imminente chiusura d'imbarco e non mi resta che guardare la bellissima figura di mio padre che solo poco prima di sparire, si volta e mi saluta toccandosi il cuore.
Quando salgo in auto per tornare a Baton Rouge dall'aeroporto di New Orleans, la mia mente sale, all'ultimo istante, sul solito treno in corsa di pensieri che viaggia a velocità sostenuta.
Fa male pensare ancora alle parole di Matt, mi fa male pensare a quanto io mi sia lasciata andare, all'intimità con cui gli permetto di entrare nella mia vita e in me, così sensibile con me, così duro e cinico con gli altri e con chi mi sta intorno. Proprio non lo capisco. C'è qualcosa nel suo atteggiamento che per ogni passo avanti che mi concedo con lui, c'è subito uno ostacolo che rischia di farmi cadere e che mi impone di tornare indietro. Quando il nostro rapporto è diventato esattamente così...strano? Complicato? Asimmetrico?
Come se non bastasse ha evitato accuratamente di approfondire l'argomento quando gli ho chiesto cosa lo spingesse a giudicare così tutto e tutti. Non si è mosso, ha spalancato gli occhi per il mio ringhio mentre mi rivestivo in fretta e mi avvicinavo alle vetrate sfiorandole con le dita, con un senso di vuoto. Ho fatto in modo che mi lasciasse da sola, ho fatto in modo che andasse a casa soddisfatto, gli ho sorriso e ho fatto sì che non fosse successo nulla quando non è assolutamente vero dannazione! A volte mi maledico per la mia perpetua abilità a rassicurare la gente. Matt, Jimmy.. e mia madre.
Per fortuna è stata proprio lei a risollevarmi incredibilmente il morale, la stessa da cui sono probabilmente fuggita per tutto il giorno. Da cui ho preso le distanze e che le ha spazzate via, per il momento, con tante carezze, una torta e nessuna domanda sul mio "ritardo". E di nuovo stamattina, quando sul tavolo della cucina ho trovato un mattone di libro avvolto da un fiocco rosso. Non ci potevo e non ci volevo credere. Lei non si è fatta trovare, probabilmente aveva qualche appuntamento o consegna o semplicemente ha evitato di pensare che Papà se ne sarebbe andato di li a poco e che sarei stata li con lui, a sentirmi non esattamente abbandonata ma qualcosa di molto vicino. Non voleva leggere sul mio viso la tristezza e la forza combattere contro e insieme.
Quando mi sono avvicinata per accertarmi dei dettagli che ho creduto di riconoscere perfettamente, ne ho avuta l'esatta certezza. E' matta! Ha messo un fiocco su Breaking Dawn per enfatizzare la sua inaspettata concessione. Il suo personale regalo non è il libro, ma il suo benestare a leggerlo. Nessun altro messaggio, nessun biglietto.
Non ci ho messo molto a fiondarmi a grandi passi su per le scale e poggiarlo sul ripiano a scomparsa della mia camera, accanto ad Eclipse.
Scuoto la testa sorridendo.
Sento un sibilo provenire dalla borsa e mi volto aprendone le estremità con la mano destra. Ricordo solo adesso di aver messo in silence il mio tab per non essere disturbata mentre salutavo mio padre. Sul display leggo Matt. Sbuffo.
Porto lo sguardo sulla strada e afferro saldamente il volante della mia piccola ibrida. A Baton Rouge. Lo chiamerò a Baton Rouge.
*
Sono ormai le tre del pomeriggio quando accosto, infilando la mia piccoletta nell'unico spazio disponibile. Il cielo è coperto da nuvole oggi e quando scorgo quelle più minacciose in lontananza inizio a sbuffare ansiosa. E' inutile, non riesco a non pensarlo. Non riesco a non sobbarcarmi il peso della preoccupazione se dovesse piovere, non voglio che i suoi dipinti vengano lavati via, non voglio che lui si bagni, non voglio che stia male. << Voglio che stia con me! >> sbotto a voce alta.
Voglio che stia con me. Metto le mani sul viso e poi con una mano batto sul volante nervosa. Ma cosa diavolo mi prende? Che diavolo mi passa per la testa? Cosa vuoi che faccia? Che prema quel dannato cercapersone, sempre se ha compreso davvero le tue parole, come se avesse solo te al mondo? Come se tu fossi la sua unica speranza? Come se il tuo desiderio che si aggrappi a te sia anche suo? E come posso avergli fatto promesse simili, di tirarlo via dalla strada, di trovare per lui una via di uscita.
Mi sto lasciando trascinare in questa assurda idea di entrare prepotentemente nella vita di uno sconosciuto senza neanche pensare alle conseguenze. Senza chiedermi chi diavolo sia, da dove venga e perché se ne sta lì da settimane. Incontrare un senza tetto oggi equivale ad acquistare un cd audio, è raro quanto improbabile ed è anche per questo che diventa un cruccio per me capire come si possa scegliere una vita del genere quando ormai ti sbattono in faccia soluzioni a portata di mano.
Eppure c'è qualcosa che proprio non riesco a farmi scivolare addosso, qualcosa di insensato mi attira verso di lui, il modo in cui si muove, le forme longilinee del suo corpo, i delicati tratti che usa mentre disegna, la sensazione che ho provato nel toccare la sua pelle fredda e la mente che si perde nel guardare ciò che le sue mani creano; l'incanto nello scoprire l'altra faccia di una vecchia medaglia: la parte oscura di una persona nel suo modo di vivere e la parte luminosa che esplode attraverso i suoi dipinti.
Sfioro il sensore che fa apparire il portaoggetti e afferro il pastello di cera verde, desiderando fortemente che tutto questo abbia senso. E' l'unica maniera con cui mi permette di comunicare, è il mio unico modo per fargli capire quanto sia meraviglioso quello che fa e quanto sia importante che capisca che non è solo. Alimentata dalla verità di questi pensieri, la mia voglia di rivederlo mi fa scattare prontamente fuori dall'auto. Mi copro con cura, unendo i lembi del cappotto con una mano, tirando il cappello sulle orecchie e stando attenta a non far cadere il contenitore termico usa e getta che contiene un doppio caffè caldo e un piccolo dolce di zucchero e mandorle.
Come se non bastasse fa anche piuttosto freddo e spero che la sciarpa sia al suo posto, avvolta sul suo collo.
Svolto l'angolo e dopo neanche un paio di metri mi fermo e sorrido. E' raccolto come una palla, semi sdraiato le ginocchia sfiorano il suo mento. Si stringe forte segno che anche lui purtroppo ha subìto il cambiamento di temperatura e l'idea che debba davvero passare una notte intera così mi schiaccia.
Mi avvicino lentamente, cerco di non aspettarmi nulla, ma senza volerlo inizio a guardarmi intorno con la sensazione che mille occhi si puntino e si blocchino su di noi. I passanti non si curano minimamente e la porta del The Page resta chiusa, le vetrate specchiate non mi permettono di visualizzare le presenze al suo interno ma non me ne curo. Se anche ci fosse tutta Baton Rouge non mi importerebbe e non mi toglierebbe il sorriso mentre lo raggiungo. Quando sono alla distanza di uno sfioro, fletto le ginocchia e poggio una mano sul suo braccio stringendolo appena. Una piccola vibrazione mi fa capire che forse l'ho spaventato, forse dormiva e non me ne sono accorta sepolto com'è.
<<Scusami...>> mi avvicino ancora di più e bisbiglio <<non volevo spaventarti...io, io volevo solo portarti questi, li poggio qui accanto a te, ti prego non lasciare che si freddino. Hai bisogno di qualcosa di caldo, è umido oggi...>> mentre lo dico non mi accorgo di accarezzargli il braccio come per scaldarlo. Un gesto così sconveniente eppure così inspiegabilmente necessario per me. I muscoli del suo braccio restano in rigidità e si muove impercettibilmente inspirando più volte col naso come se fosse influenzato. Anche un misero suono come questo per me vale quanto un "grazie". E' a questo punto che sono arrivata con lui.
<<Proprio non vuoi dirmi come ti chiami he? Eppure mi capisci...>> neanche il tempo di finire la frase che tira giù, sul viso, l'estremità del cappuccio, Si copre con la parte centrale della mia sciarpa, le cui frange spuntano aggrovigliate da qualche parte dietro il suo collo, e tira di nuovo su col naso. Uhm, testone! <<Puoi almeno bere qualcosa di caldo? aah.. >> sbuffo e mi sollevo. Anche se vedere qualcosa di mio scaldarlo mi rende euforica non posso fare a meno di provare un po di delusione. E' testardo o forse il suo è un modo per farmi capire che in realtà tutte queste pressanti attenzioni lo infastidiscono. E allora perché i disegni? Beh in effetti potrebbe farli per levarmi di torno.
Perché tutt'ad un tratto mi sento insicura? Abbasso lo sguardo e mi volto di scatto per raggiungere il The Page, sospiro.
In effetti oggi non ha dipinto nulla di blu, se lo avesse nascosto avrebbe potuto darmelo o lasciarlo in bella mostra. La gente ama i suoi dipinti. Non c'è istante della giornata in cui, chiunque gli passi davanti, non torni indietro colpito dai disegni sul pavimento ruvido su cui...vive.
Tiro dritta fino a fiondarmi rapidamente all'interno del Corner, dove faccio una veloce panoramica mentre mi libero del cappotto, subito avvolta dal tepore del riscaldamento.
Lynn è a testa bassa intenta a riempire alcuni bicchieri di bevande calde, poi la solleva di scatto e mi sorride.
<<Hey...Boss, freddo vero?>> si sposta e va a servire alcuni clienti. Pomeriggio è particolarmente affollato e la cosa non può che rincuorarmi nonostante abbia lasciato sola la mia Multicolor. La osservo mentre prendo immediatamente posto al banco e inizio a scorrere l'indice sul display touch spuntando tutti i messaggi raccolti sapientemente dalla mia fantastica collaboratrice. Ad un tratto mi si avvicina all'orecchio <<Ti ho vista prima Clay....tu e il killer siete amici? So che è da te, ma sembra quasi che tu ti stia sentendo responsabile per quell'uomo dopo le aggressioni di quel pazzo furioso del Sig. Coleman..forse troppo responsabile >> aggrotta la fronte semplicemente preoccupata.
<<Ragazzo..... è un ragazzo...non è un uomo, cioè non credo sia poi così più grande di noi .. sai?>>. Lynn spalanca gli occhi.
<<Sul serio.. ?>>
<<Si....da quel poco che sono riuscita a scorgere del suo aspetto fisico non credo sia così grande d'età....anche le sue mani... le sue mani sono... non lo so..>> scuoto la testa e guardo fuori.
<<Clay che ti succede.. ? So bene che sei una persona generosa ma sembra quasi che tu sia addirittura in ansia per lui.. >> mi stringe una spalla.
<<E lo sono Lynn! Lo sono....guarda dove sta, guarda come sta....! Sta per piovere....e fa freddo.. io non ce la faccio a lasciarlo così.... hai visto anche tu, li hai visti i disegni, i dipinti sulla strada, i fogli con gli schizzi che la gente ammira sconvolta..>> senza rendermene conto le mie mani sono aggrappate intorno al mio corpo come se cercassi di coprirmi o di sentire meno freddo, quasi come un riflesso incondizionato, come se fossi lui.
<<Perché non provi a contattare qualcuno, un centro, dei volontari....qualcuno che lo aiuti...>> mi guarda come se volesse consolarmi e contemporaneamente mi accarezza le mani. Scuoto la testa perché, nonostante ci abbia pensato, non ho idea di come la prenderebbe, se è quello che vuole o se soffrirebbe per il semplice motivo che le sue "abitudini" verrebbero stravolte. E poi...non riuscirei a vederlo andar via e non sapere più come ritrovarlo, questa non è generosità. Non lo è affatto.
<<Clay, conta su di me.....per qualsiasi cosa>> le braccia di Lynn mi stringono sincere e mi sorride prima di riprendere il suo posto.
Mentre finisco di scorrere gli ultimi messaggi spalanco gli occhi.
<<Lynn, merda... ha chiamato il Capo?>> mi volto verso di lei di scatto.
<<Ehm si Clay, una mezzora fa circa...ha lasciato soltanto detto di richiamarlo>>
<<E il tono? Petulante medio, alto o off limits?>> chiedo ansiosa mordendomi il labbro.
<<Incolore... >> scuote la testa incapace di trovare un altro termine e fa sbattere il piercing della lingua sui denti.
Okay, mi tocca richiamarlo. Lo sapevo, me lo sentivo. Ne avevo la netta sensazione. Il signor Price sa essere seriamente un ossessione. Digito il tasto per la chiamata rapida e infilo gli auricolari wi-fi correndo a chiudermi sul retro per non spaventare i clienti di un eventuale alterazione della conversazione.
-Price-Witterman Studios, chi desidera?
<<Sono la Signorina Morris, potrei parlare col Sig. Price ?>>
-Quale Digital?
<<Baton Rouge..>>
-Un attimo prego.
Sbuffo ruotando gli occhi. Mi poggio con le spalle alla porta e rimango rigida, cercando di inventarmi velocemente qualcosa che mi salvi dalle sue pressioni anche questa volta.
Avrei dovuto farmi inventare qualcosa da Matt come ha sempre fatto, ridendo delle assurdità che riusciva a tirare fuori. Il ricordo mi distrae quando sento la voce gracchiante da cartone animato all'altro capo del telefono.
-Signorina Morris!
<<Sig, Price che piacere risentirla....posso fare qualcosa per lei?>> mi lancio sull'indifferente e stringo gli occhi ticchettando sui denti silenziosamente. Perché dev'essere così fottutamente stressante.
-Signorina Morris....la sua domanda arriva perfetta con la situazione che le sto per dire. Lei sa benissimo che a breve apriremo, grazie al suo preziosissimo aiuto, un nuovo Digital Corner ad Orange. Mi segua. Qualche giorno fa ho ricevuto l'offerta per il locale che era stato visionato da me e dal mio architetto in uno dei rilevamenti della zona effettuati un mese fa. L'offerta sembra accettabile ma si da il caso che dovrò lavorarci ancora su. L'ultimo giudizio però spetta a Lei mia cara Claire, perciò le comunico che ha un appuntamento per Sabato pomeriggio con l'intermediario che le farà vedere zona e locale. Abbiamo anche predisposto un alloggio momentaneo finché non troverà qualcosa che faccia al caso suo, ha capito? Sono certo che le piacerà, piuttosto si porti qualcuno, magari familiarizza con il posto. Ah e mi faccia avere il conto delle spese lunedì mattina. Poi mi farà una relazione su quello che ha visto e come intende disporre degli spazi. Le faccio mandare gli indirizzi e gli orari. A presto e buona fortuna.
Ha chiuso. Ha parlato e ha chiuso. Ha dettato la sua legge e ha chiuso. Non ho potuto battere ciglio. Sono sconvolta.
Sabato?
Appuntamento?
Ad Orange in Texas?
Scivolo giù di schiena e mi stringo la testa tra le mani. Il mio peggior incubo si è appena materializzato con una telefonata di venti secondi. Mi ha rovesciato addosso le sue pretese, gli ordini perentori e nessuna possibilità di sottrarmi. Non posso andare ad Orange, significherebbe partire domani sera o sabato mattina presto, dovrei leggere queste fottute istruzioni. Potrei improvvisare un impegno, potrei chiedere un piccolo favore a Ryan tramite Lynn. Potrei fingermi immobile a letto.
Forse dovrei solo andare a Lafayette e affrontare il mio boia di persona. Non ha senso protrarre scuse o rimandare questa assurda situazione. Prima o poi demorderà e sceglierà qualcun altro per il suo intento commerciale. Io non lascerò Baton Rouge a costo di perdere le concessioni editoriali e il software della banca dati. Pensa, pensa, pensa Clay. Non puoi, pretenderà che gli dia una data, se vado lì sarà come farmi piantare in un vaso. Familiarizzare con il posto, che razza di stronzo dispotico.
Quando sento bussare alla porta, scatto velocemente dal pavimento spaventata.
La apro e Lynn mi guarda confusa e in cerca di risposte.
<<Lynn, sono nei guai...il Capo mi ha messa letteralmente alle strette...>>
<<Che ti ha detto?>>
<<Devo essere ad Orange questo sabato!>>
<<Ti devi già trasferire?!!...>> porta le mani sul volto in preda al panico.
<<No, no...per adesso ho solo un appuntamento con il broker per il locale, mi ha anche trovato una casa! E per addolcire la pillola si è offerto di pagarmi un rimborso spese...Lynn come diavolo faccio adesso? Se ci vado per lui sarà come se gli avessi messo una firma su quel cazzo di contratto!>> mi volto e inizio a camminare avanti e indietro tirando via violentemente gli auricolari.
<<Clay, senti...tu ci vai, visioni questo locale e se davvero devi fargli rapporto dirai che non ti piace nulla o che il locale non va bene, magari ti ascolterà e nel beneficio del dubbio proverà a cercarne un altro e tu avrai ancora un po di tempo per->>
<<Lynn, devo assolutamente parlare con il Sig. Price, devo andare a Lafayette non ad Orange....devo dirgli che non intendo assolutamente spostarmi da Baton Rouge, non se ne parla.>> la guardo con occhi spalancati, determinata.
<<Clay.....se lo fai incazzare potrebbe toglierti le concessioni editoriali...>>
<<Che lo faccia... mi farò aiutare da Matt.. in qualche modo farò, chiederò aiuto a mio padre...>> scuoto la testa.
<<Clay....ne sei sicura..? Ci hai messo tutta te stessa in questo posto...non fartelo rovinare così, proviamo a riflettere insieme.. forse una soluzione c'è>>
<<Lynn, quanto vorrei portare te con me....quanto vorrei...>> mi avvicino con piccoli passi e la abbraccio.
<<Hey....dai secondo me dovresti andare, vedere davvero com'è e poi decidere con calma, in fondo sarebbe come una promozione in carriera, cioè sarà faticoso ma guadagneresti il doppio! Le grosse imprenditrici fanno questo...>> mi strizza l'occhio e mi sorride cercando di farmi entrare in un ottica diversa.
Ma il punto è un altro: "guadagneresti il doppio". Come un campanellino che risuona improvvisamente nel mio cervello un unico e solo pensiero mi porta dritta verso ciò che sta gravando sulla mia famiglia. Mamma ha parlato di una grossa somma da risarcire per colpa di quel dannato processo. Ma a chi? Chi stanno pagando? E quanto potrei contribuire se il Corner andasse in porto come vorrebbe il Sig. Price?
Conscia del fatto che sono praticamente obbligata a rifletterci sul serio, io e Lynn torniamo in negozio lasciato in balia dei clienti.
Il mio sguardo rimane perso e la mente ibernata dentro questi due unici pensieri per tutto il resto del pomeriggio. Mi sono fermata a fissare le postazioni davanti a me quasi con devozione, mi sono regalata delle lunghe panoramiche di tutte le persone che ora dopo ora riempivano o svuotavano le poltrone. Dei loro volti immersi nella lettura, una risata che ogni tanto scoppiava o una lacrima sul viso di qualche signora intenta a leggere qualche pagina d'amore tra uomo e donna, tra fratello e sorella, tra madre e figlia.
Quasi all'ora di chiusura mi arriva la tanto attesa e-mail dall'ufficio del Sig, Price che mi elenca una serie di notizie che non riesco neanche a mettere a fuoco. Sono ancora così infuriata, ha giocato sporco e non posso farmi prevaricare così. Con un tocco veloce sul display spedisco in wi-fi il file al mio tablet. Matt.
Chiudo gli occhi in un ammonimento silenzioso verso me stessa, come ho fatto a dimenticarmene. Avrei dovuto richiamarlo.
Mi allontano di qualche metro e premo il tasto di chiamata rapida per il suo numero, rimetto l'auricolare e aspetto che risponda. Dopo diversi squilli nulla. Riprovo una seconda volta ma la chiamata viene rifiutata quando sento la porta aprirsi. Ne sono già sicura, è lui. Alzo gli occhi e ne ho la conferma quando lo vedo sorridermi e scuotere il suo tab per farmi capire che fosse già qui.
<<Hey....>> mi sollevo sulle punte e con imbarazzo misto a senso di colpa non riesco neanche a dirgli ciao, abbasso lo sguardo.
Matt si avvicina e si poggia ad uno degli sgabelli, con la coda dell'occhio vedo davanti a me penzolare qualcosa. E' la sua chiavetta.
<<Nuovi titoli della settimana...freschi freschi per te!>> mi fa l'occhiolino e quando faccio per afferrarla la tira via in un lampo.
<<Voglio prima che mi saluti...>> mi guarda con celata malizia e mi fa cenno con il dito di fare il giro del bancone.
C'è ancora gente al locale perciò mi limito ad avvicinarmi a lui e a lasciargli un leggero bacio a fior di labbra.
<<Ciao>>
<<Ciao>> sento dietro di me la sua mano scivolare sul bancone e poggiare la chiavetta con un lieve tonfo.
Abbasso ancora lo sguardo. <<Matt, devo parlarti..>>
<<Anch'io......>> improvvisamente abbassa lo sguardo anche lui. Il suo gesto mi lascia confusa e mi acciglio.
<<Vorrei che venissi a casa con me, mangiamo qualcosa così stiamo più tranquilli>> mi accarezza le braccia e i suoi occhi neri si fondono con una dolcezza incredibile nei miei.
Quando fa così non fa che mandarmi totalmente allo sbaraglio. Mi fa provare la scossa, il suo profumo mi riempie la testa di flash di ieri sera. Mi volto senza pensarci verso la poltrona su cui ieri sera mi ha fatta godere e deglutisco.
<<Già, non ho fatto che pensarla tutto il giorno, pensare te lì....>> si avvicina bisbigliandomi all'orecchio così che nessuno possa sentirci.
<<Va bene.. >>
<<Va bene che vieni da me?>>
Annuisco senza dire altro.
<<Perfetto, facciamo così...io adesso faccio un salto a casa, metto un po in ordine, vedo cosa c'è da mangiare e poi passo a prenderti a casa tua ti va? E' un problema per te?>> mi sfiora il mento con le dita. Continuiamo a fissarci e proprio adesso sembra rendere le cose così facili.
<<Preferisco venire in macchina, non c'è problema... dammi solo il tempo di rendermi presentabile..>> sorrido e Matt solleva un sopracciglio dubbioso.
<<Certo, come se ne avessi bisogno....>> si china e mi bacia schiudendo le labbra. <<A dopo allora..>>.
Annuisco e dopo aver salutato Lynn si volta per lasciare velocemente il locale.
<<Glielo hai detto?... di Orange?>> mi arriva alle spalle con voce morbida e mi abbraccia poggiando il mento sulla spalla.
<<No, vado a cena a casa sua...ha detto che, che deve parlarmi anche lui..>> chissà cosa vorrà dirmi, non sembrava neanche turbato dal fatto di essere stata silenziosa per tutto il giorno. Faccio spallucce e con Lynn ultimiamo la chiusura del negozio.
<<Vai da Ryan stasera?>> infilo il cappotto e le sorrido.
<<No, è di turno...a volte è davvero dura sopportare gli orari al massacro che gli riservano ma se ho scelto di stare con lui non posso che iniziare a farci l'abitudine...lo so, è ancora davvero troppo presto per dirlo ma sembra che sia una cosa..importante, per entrambi...non so ancora definirlo ma lo sento>> la vedo parlare per la prima volta con una luce diversa in viso ed è anche la prima volta che lascia da parte l'incanto per andarci coi piedi di piombo in qualcosa di vero. Non posso che esserne felice, non c'è nulla che Lynn meriti di più di una persona che la ami per com'è.
<<Lynn, si vede che è diverso... si vede>> le strizzo l'occhio.
Mi avvicino alle vetrate aspettando che anche lei prenda le sue cose e poggiando le dita fisso il punto in cui il mio artista è raggomitolato. Fa ancora più freddo e non si vede più. Quello che vedo è solo un cumulo di stoffa e un telo di plastica. Scuoto la testa e ancora una volta sento quel bruciore al cuore che mi rende angosciata.
Quanto tempo può ancora vivere così, quanto tempo resisterò io prima di portarmelo a casa? Proprio non riesco a staccarmi dall'idea di lasciare tutto com'è, di provare ad ignorarlo come fanno tutti.
<<Clay, cavoli mi stavo dimenticando!!!>> mi volto di scatto e noto Lynn con gli occhi spalancati e un mezzo sorriso mentre mi raggiunge con qualcosa in mano.
<<Pomeriggio quando sono arrivata c'era questo accanto alla porta. Era... arrotolato per terra.. credo sia......è suo vero? E' di quel ...ragazzo? >> punta il mento fuori dalle vetrate, indicandomi proprio il mio lunatico artista. Il respiro si ferma ed il cuore inizia a rimbombarmi nel petto sentendolo fino alle tempie. Lo srotolo lentamente e ad ogni sprazzo di colore sento il cuore scoppiarmi di gioia. Blu, blu ovunque...tutto blu. E' cupo, è un tornado...o qualcosa del genere... ed è suo.. è lui. Ha usato il pastello blu, di nuovo, per me.
Per me davvero perché è qui che lo ha consegnato, forse perché non mi ha vista arrivare stamattina e per non perdere l'occasione lo ha portato fin qui Si è alzato, si è spostato, ha camminato. Dio avrei voluto esserci, avrei voluto parlarci, dirgli grazie, fare qualcosa prenderlo per mano e dirgli di non tornare a buttarsi su quel marciapiede.
Perché fa questo per me se poi non si lascia aiutare? Lo fa solo perché lui dipinge? E' come se gli ordinassi dei dipinti e lui li eseguisse senza battere ciglio, senza pretendere nulla in cambio? <<E' blu Lynn....lo ha dipinto di blu...vado a portargli il verde, ora tocca al verde...si si..qualcosa di verde...>> annuisco come impazzita mentre rido senza morivo.
Sorride cauta con un sopracciglio sollevato ma poi annuisce e apre per me la porta.
Attraverso velocemente la strada con ancora il disegno in mano e mi chino gettandomi quasi sul suo corpp, facendo scivolare di lato la plastica che lo scopre in parte.
<<Grazie, grazie, grazie... l'ho visto solo adesso... è meraviglioso, è stupendo...incantevole. Sei un talento naturale, sei incredibile..tieni>> faccio rotolare sotto gli strati di stoffa il pastello di cera verde che frena la sua corsa di botto come se una mano lo avesse afferrato. Oltre i suoi piedi, vedo il contenitore termico vuoto e il dolcetto sparito. Sorrido mentre incrocio le mani sul petto tentando invano di calmarmi il cuore.
<<Ci sarò domani....ci sarò...non morirmi di freddo però, e ricorda che se avessi bisogno di me, sai come chiamarmi...non lo dimenticare, sta attento>> gli passo la mano su quella che percepisco essere la sua spalla e lo accarezzo. Di nuovo il mio istinto mi spinge verso gesti affettuosamente inopportuni ma proprio non riesco a farne a meno. E' come se attirasse amore.
Tiro su il telo di plastica per proteggerlo e mi volto verso il The Page.
Lynn sorride e annuisce.
Io sorrido e vado via.
____________
Ecco il suggestivo disegno che "Paint" ( ribattezzato dalla Mony ) ha fatto per Clay.
Presto il nuovo capitolo...
Grazie a chi legge e segue la storia, spero di non deludervi.
Sun

Noooo... è finitoooo :( ... Uffi :*
RispondiEliminaTi aspetto!!!!
ed io che pensavo non finisse più
Eliminavita grazie :*
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminail disegno è bellissimo....il blu è il mio colore preferito....
RispondiEliminaBene.....Clay sempre più attratta da Paint....e molto meno da Matt....mi piace......
Beeellooooo!!!! adoro la canzone e il disegno di Paint è stupendissimo :-)
RispondiEliminaSilvia il rapporto tra Clay e suo padre è troppo bello. Si vede che si vogliono un bene dell'anima e io mi sciolgo di fronte a certe cose.......
Ma quanto sono dolci insieme Paint e Clay...!?! *occhi a cuoricino*
O.o. mi aspettavo che Paint gli avrebbe fatto un altro disegno, ma non immaginavo che si sarebbe alzato (alleluia quindi cammina ihihih)e glielo avrebbe portato davanti al negozio!...che darei per stare nella sua testa, capire quello che pensa, quello che prova per quella strana affettuosa testarda ragazza, sapere quello che gli è successo e perchè si trova lì sbattuto x strada....questo ragazzo è un vero affascinante mistero.....
RispondiElimina..Matt a quanto pare comincia a perdere colpi agli occhi di Clay....chissà cosa vorrà dirgli a cena....oltre a volergli dare un'altra ripassatina sul divano ihihih
ps: comunque quel disegno è bellissimo....davvero azzeccato Silvietta mia :-)
mi avevi chiamato ed eccomi XD
RispondiEliminaPaint ha reagito allora,eppur si muove ahahaha XD adoro il rapporto misterioso che c'è tra lui e Clay *-*
e bellissimo il disegno,mi ricorda molto i quadri del Romanticismo...
Il repentino cambiamento della madre, mi lascia un pò così. Prima tra un pò la menava per via dei libri, e mò glieli infiocchetta. Bah, chiarimento a parte, è na tipa strana! xD
RispondiEliminaCheccariiino Paint che lascia il disegno davanti al The Page... *__* Vedremo se e cosa disegnerà la prossima volta col verde.
Sono proprio curiosa di conoscere cosa avrà da dire Matt a Clay... e soprattutto anche la sua reazione alla notizia di Orange.
:*
Bellissimo!!!!! Ci deve essere qualcosa che lega Clay a Paint, non vedo l'ora di scoprire qualcosa di piu, non so xche ma io me lo immagino uno splendore.... Vedremo.... Il diisegno e' stupendo
RispondiEliminaMatt comincia a stancarmi e vedo che anche Clay si e' accorta che c'è qualcosa che non va, anche la madre mi sembra strana, ci deve essere qualcosa che ancora tiene ascosto
"E' come se attirasse amore"
RispondiEliminaSi, è decisamente così ç________________ç
OMG, da dove inizio?! Da dove??? STRASOB!
Avevo un milione di cose da dire, e invece adesso l'unica cosa che riesco a pensare è "BLU.. AMORE.. BLU... TORNADO... CARINO E COCCOLOSO... ABBRACCIAMOLO!"
Correggo e rettifico. Non solo sono innamorata. Sono perdutamente innamorata! T_______T è di una dolcezza, e una delicatezza allucinanti!
Mi ritiro a piangere, scusa!