Inizio seriamente ad emozionarmi quando si tratta di "Paint" come ormai lo avete ribattezzato.
Probabilmente troverete in Clay la persona meno razionale e in Matt quello forse giustificabile. Ma Clay è così, o si ama o la si lascia andare.
Buona lettura. GRAZIE - Sun
Le radici non le puoi sradicare come nulla fosse, se ben impiantate come le mie.
Il The Page è tutto quello che ho. E' tutto quello che voglio. E' tutto quello che vorrò sempre.
Era esattamente quello a cui avevo pensato poche ore fa, quando riflettevo sul senso che ha tutto questo per me.
Su cosa abbia davvero il peso del sacrificio per accettare di impormi l'isolamento ad Orange.
Non c'è un solo pensiero che non appartenga fisiologicamente al posto in cui ho desiderato spiccare il volo.
Un paradiso che adesso sembra avere pareti inconsistenti.
Porto le mani ai capelli lasciando che il tab mi scivoli dalla presa dei polpastrelli; Matt lo afferra prontamente spalancando gli occhi mentre risalgo con le gambe sul letto e mi accuccio inerme.
Lynn ha singhiozzato e balbettato vetrate in frantumi, postazioni fatte a pezzi e poltrone incastrate tra i vetri e la strada. Mi è bastato per sentirmi male, male fino a scavarmi un buco in gola, come a ingoiare spilli dalle punte avvelenate e agitarmi fino a volermi colpire per la sola frustrazione di essere a tre ore di distanza e non sapere chi, cosa e perché.
<<Lynn, calmati, Ryan...si cerco di calmarla e partiamo subito. Cosa cazzo è successo? Ti prego spiegami...>> i miei occhi schizzano da un angolo all'altro e nel campo visivo scorgo Matt che batte costantemente piccoli pugni sul ripiano della cucina, poco distante da me, mentre sospira pesantemente e si trascina la mano tra i capelli.
<<Porca puttana Ryan, Clay non è una di quelle persone che pesta i piedi, non è possibile quello che mi dici...dev'essere per forza un furto....>>
<<Forse non hanno fatto in tempo a portare via tutto, deve mancare qualcosa..non si distrugge un posto così per il solo gusto di farlo cazzo!>>
Matt si volta di scatto nella mia direzione attirato dai miei mugolii lamentati quando io stessa mi accorgo di piangere a dirotto.
<<Partiamo subito>> vedo ombre tremolanti d'acqua e quando lo sento sedersi sul letto accanto a me le sue mani mi stringono.
<<Clay, adesso ti alzi, carichiamo le cose in macchina e partiamo.. va bene? Calmati, ti prego.. vedrai che ci sarà una soluzione. Ti prego non è tutto perduto, più di metà del locale è in piedi. Sta calma...>>.
Neanche lo ascolto.
Si muove dentro e fuori l'appartamento e poco dopo, sulla porta d'ingresso, sento la voce del Sig. Stone, il padrone di casa, che mormora frasi di dispiacere ed incoraggiamento a cui non presto assolutamente attenzione.
Le braccia di Matt mi sollevano per sedermi sul letto. Lo guardo negli occhi e ho solo voglia di piangere, tanta voglia di piangere.
Vorrei anche spaccare qualcosa ma il solo pensiero che qualcos'altro vada in frantumi come il mio mondo mi fa rivoltare lo stomaco.