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giovedì 10 gennaio 2013

Paint Me The Moon: Capitolo 17



Vi lascio al capitolo.... 
Se qualcuno se lo chiedesse è una storia a lietissimo fine, perciò 
prima del sole c'è sempre un po di tempesta.
Se potete, ascoltate il pezzo mentre leggete, credo che senza non sia la stessa cosa.
Vi abbraccio e Grazie! 
Sun 

<<Dio, mi sembra di giocare di nuovo a Jenga con mamma con queste padelle quì dentro. Perché devono essere tutte impilate male, uff>> bisbiglio sottovoce cercando di preparare la colazione. Ancor prima che il tab suonasse la sveglia in dubstep, facendo probabilmente cadere Matt dal letto, ho aperto gli occhi con inaspettata naturalezza già alle sei.



Così, le mie palpebre si sono aperte come se stessi riflettendo più che dormendo. 
A giudicare dal mio umore, il sonno in questo momento mi è indifferente se non altro ho già avuto comunque bisogno di una dose di caffè. Cerco disperatamente di sfilare una padella piccola dalla pila senza far cadere le altre, assicurando a Matt una frastornante sveglia. Okay, niente uova. Pane tostato, burro, marmellata e la frutta che ho visto in frigo. Che meraviglia c'è la macchina che fa il cappuccino italiano, il caffè espresso che ho già gustato.
Lo odio. Odio quel boia del mio Capo. 
Sbuffo seccata mentre dispongo il pane tostato su di un piatto, spalmandoci sopra un po di burro e marmellata e metto sul banco due tazze pregustandomi già il suono secco del vapore sul latte che monta la schiuma. Quando sistemo i manici dal verso opposto mi fermo a pensare a questa breve e, fino al momento, piacevole convivenza con Matt. 
Ho dormito tranquillamente fra le sue braccia come se non fosse la prima volta, è stato sereno e silenzioso, colto dal sonno profondo per tutta la notte.. o quel che restava del giorno.
Abbiamo fatto la doccia insieme, con poco imbarazzo, se non per il fatto che Matt oltrepassava spesso la soglia che delimita la pulizia dall'esplorare nel dettaglio il mio corpo. Ed è stato esaltante, decisamente. 
Non avevo mai diviso i miei spazi con un uomo, neanche al residence all'Università, neanche con il perditempo con cui ..perdevo il mio tempo dentro e fuori dal letto. Occasionalmente, più di 2 anni fa.
E' solo un breve week-end, come quelli che ci aspettano se Matt accetterà il lavoro ad Atlanta. Non so, magari può davvero funzionare, potrei raggiungerlo qualche volta. Scuoto la testa anche se il pensiero del mio appuntamento di stamattina non lascia presagire nulla di buono. Il locale potrebbe essere perfetto ed io non saprei a cosa appigliarmi. Non è tempo di fare progetti, non posso permettermi di buttarmi a capofitto senza sapere come andranno le nostre reciproche attività e cosa vogliamo l'uno dall'altro. E' ancora troppo , troppo presto. Ho imparato sulla mia pelle che la vita può farti vivere mesi o addirittura anni sempre con uno statico susseguirsi di azioni e reazioni, cause ed effetti e poi buttarti giù in un attimo, farti cambiare visione sulla tua vita, sui tuoi genitori o rimescolare le prospettive. E' questo che mi confonde, manco di sicurezza e di lungimiranza e vorrei solo viverla giorno per giorno. 
Io e Matt abbiamo a volte qualche problema di comunicazione e una prova ardua come questa non so proprio dove ci possa portare. 
Se ci aggiungo anche l'insidioso passato di mia madre che rimane oscurato su molti aspetti, mi sento sempre più fragile dal fare valutazioni.
<<Buongiorno>> sussulto quando le labbra di Matt si posano sulla mia spalla e le sue mani si chiudono sulle mie braccia. <<Non volevo spaventarti, credevo mi avessi sentito, come stai?>> mi bacia la tempia e poi si porta davanti a me poggiandosi coi gomiti sul ripiano e allineandosi al mio viso piegato di lato. Annuisco ripetutamente facendogli capire che stavo riflettendo.
Porto il dito di burro alle labbra mentre tolgo via l'eccesso sulla lama arrotondata, quando pulisco anche l'altro lato Matt intercetta il mio gesto e fulmineo afferra l'indice portandoselo alla bocca. La sua lingua lecca via fino all'ultimo strato e poi lo succhia fino a rilasciarlo con uno schiocco. Mi guarda serio da sotto le ciglia mentre le labbra si muovono come se stesse masticando e gustando qualcosa di profondamente goloso. Lo fisso negli occhi mentre il coltello scivola via rumorosamente dalla presa della mano fin dentro il lavandino. Deglutisco abbassando lentamente le palpebre poi gracchio un incomprensibile <<La colazione è pronta>>.
Matt non risponde e si avvicina fissandomi le labbra, scontrandosi contro la mia bocca. Le mie mani si appigliano ai suoi capelli dietro la nuca e vengo sollevata di poco da terra per poi essere lasciata di peso su uno dei grandi sgabelli a conchiglia. <<Allora facciamo colazione>> mi accarezza il viso per poi lasciarmi e sedersi accanto a me.

Quando manca un quarto d'ora alle otto io e Matt ci ritroviamo già pronti per uscire dal monolocale. 
Mando un messaggio a Lynn per avvisarla che mi sono appena infilata nell'estenuante mattinata ad Orange e di avvisarmi se ha bisogno di qualcosa, nonostante oggi il Corner rimanga chiuso. Scrivo anche a mia madre ribadendole la promessa che mi farò sentire non appena l'appuntamento col broker si concluderà. 
Matt guida lento tra le strade sconosciute di questa cittadina, guardandosi un po intorno. 
E' presto e l'atmosfera è ancora addormentata intorno a noi, manca ancora la luce possente e densa del sole della tarda mattinata che tramuta in colori e personalità delle semplici vie desolate. Lo sguardo si sposta velocemente in tutte le direzioni, per curiosare ogni angolo delle vie che percorriamo e decisamente non è una città che si perde a vista d'occhio. Sembra tutto molto piccolo e a misura dei suoi abitanti. Un Museo d'arte e due teatri, molti richiami di interesse culturale che non sono proprio un buon segno per me ma sono un ottimo punto di partenza per un Corner Digitale. 
Cazzo.
Quando Matt mi fa segno con l'indice sul display che siamo proprio nella zona dove il Broker mi ha dato appuntamento, spostandolo per altro all'ultimo momento dal pomeriggio alla mattinata, lo guardo e annuisco e mi rendo conto di quanto abbia fatto bene a chiedergli di venire con me. Il suo sostegno mi è di estrema importanza, anche dal suo punto di vista ho assoluto bisogno di una valutazione. Lui di certo, però, non sa quanto i presupposti sui guadagni siano il fulcro di tutto. 
Il debito che mia madre ha con la Legge e, ancor prima con mio padre, sono diventati quasi un ossessione silenziosa, come se dai profitti potessi riscattare tutta quanta la verità. 
Matt spegne il motore su di un ampio spazio circolare dove alle spalle troneggia un locale tondeggiante nuovo di zecca, con gli esterni in cemento e metallo cromato da rifinire, enormi vetrate e un tizio grassoccio in abito azzurro con un IPad di ultimissima generazione tremolante sotto le due dita.
Libero un profondo sospiro e scendo dall'auto. Matt mi accompagna silenzioso guardandosi intorno.
<<Il Sig. Bosworth? Salve, Claire Morris>>
<<Signorina Morris, è un vero piacere>> borbotta mentre afferra la mia mano con un sorriso di cartone.

*

<<Clay, vuoi smetterla di agitarti?>> 
<<Matt, sono fregata! Lo hai visto anche tu sono totalmente e incondizionatamente fregata! Questo posto ha tutto!>> porto le mani sul viso affranta. 
<<Clay ragioniamoci su, devi comunque ancora vedere la zona un po meglio>> Matt piega di lato la testa, le mani in tasca mentre passeggia accanto a me, con una convinzione nelle sue parole al di sotto dello zero.
<<Matt, fottuta! Potenzialmente ha tutto, spazi, ampio parcheggio, wireless esteso, demograficamente la fascia over 30 esplode e credimi mi chiedo come sia possibile visto che per il resto quì è un completo deserto! Il ristorante dove ci ha portati, ma lo hai visto? Sembrava un'osteria degli anni 90, abbiamo percorso il centro almeno quattro o cinque volte e già lo conosco a memoria, inizia a mancarmi l'aria!>> porto la mano sul collo e il mio viso urla disperazione. Matt mi blocca per strada e con le mani mi afferra il viso baciandomi come premio di consolazione.
<<Vieni ti porto a casa>> mi abbraccia e una volta in auto il mio mantra è solo scuotere la testa e ripetere di voler fuggire il prima possibile.
<<In meno di un mese potrei gettarmi dalle rive del fiume Matt>> scoppia a ridere accarezzandomi il viso, voltandosi un istante nella mia direzione <<L'appartamento ti piace però!>>
<<L'appartamento è il solo posto dove correre a rinchiudersi usciti da quel locale, ecco perchè lo ha trovato dotato di tutti i comfort!>>
<<Clay, basta che tu me lo dica e torniamo a Baton Rouge>>
<<Ahhh che suono meraviglioso, dimmelo ancora...>> socchiudo gli occhi poggiando la testa sul sedile e sospirando.
<<Basta che tu me lo di->>
<<No, ripetimi il nome della mia città....>> quasi strillo per riportarlo all'ordine e insieme ridacchiamo.
<<Baton Rouge....Baton Rouge.... Baton Rouge...>>
<<Matt.. la tua r francese è orribile>> apro gli occhi alla fine della frase proprio mentre parcheggia davanti al vialetto dell'appartamento. E' meraviglioso anche dall'esterno si vede la punta del lucernario. Mi volto e anche Matt ha la testa poggiata sul sedile mentre mi guarda in silenzio. 
<<E' sabato, questo appartamento è tutto nostro, Orange fa schifo ma questo non ci impedisce di godercelo...solo se lo vuoi>> mormora serio invitandomi a riflettere alla sua offera di poco fa. 
<<Non devi convincermi a stare con te quì, devi aiutarmi a non tornarci proprio più e a restare con te a Baton Rouge...>> lo pronuncio con il più impeccabile degli accenti franco-americani e mi avvicino lentamente alla sua bocca che rimane sigillata quasi in un dispetto.
<<Hey, devi chiamare tua madre...aprirò le mie labbra su di te quando saremo dentro... promesso>> deglutisco, spalancando gli occhi per l'avermi ricordato mia madre ed avermi messo poi davanti un immagine decisamente erotica.
<<Ok-Okay... >> sbatto ancora le palpebre e poi scendo dall'auto con il tab in mano. 

Dopo un ora di deliri telefonici con mia madre, gironzolando per tutto il perimetro esterno dell'appartamento, rientro in casa ancora più avvilita pensando a quanto anche lei si senta con le mani legate dal dispensare consigli. Arrivo agli scalini che portano all'open space e mi ci siedo abbandonandomi ad un bel respiro rilassante. 
Chiudo gli occhi togliendomi lentamente gli stivaletti e i calzini, sfilo via il cardigan bianco restando in canotta bianca e pantaloni neri morbidi dal cavallo ampio. Neanche il riscaldamento da problemi quì, è tutto disposto sul filo sottilissimo della perfezione per chi vuole ripartire da zero in un posto nuovo. 
Non io.
Mi massaggio il collo roteandolo per cercare di stendere i nervi e sciogliere la tensione accumulata da stamattina. 
Il pranzo col Sig Bosworth è stato così noioso che non ho praticamente toccato cibo, non faceva che parlare di futili opportunità che non coglierò mai. Ho cercato di spronarlo sul tema denaro, guadagni e quello che mi ha prospettato è il solo e unico argomento che ha catturato la mia attenzione. Cavoli, ha parlato di circa 150 mila dollari nel primo semestre, compresi sponsor e marketing. Sono praticamente quanto guadagno in un anno con il The Page che è già avviato. Non ho idea a quanto ammonti il risarcimento ma non credo che 150 mila dollari non potrebbero contribuire. 
Se Papà si è offerto di aprirsi sull'argomento dovrà farlo alle mie condizioni. 
Devo assolutamente saperne di più. 
<<Vuoi dormire un po?>> non sento Matt uscire dal bagno perciò sussulto quando mi abbraccia da sotto la linea del seno e si siede dietro di me poggiandomi sul suo petto. 
<<Non sono stanca....o forse si un pò, ma non voglio dormire..tu?>> lo chiedo distrattamente mentre di colpo mi ritornano in mente le sue parole di prima in auto. 
<<Non ti nascondo che il letto è tremendamente invitante in questo momento....>> mi bacia la spalla e piano sale fino al collo. 
<<Non riesco ad immaginarlo..>> sorrido maliziosa e mi sposto per aiutarlo nel compito di continuare a stuzzicarmi.
<<Bhe, come ogni altro angolo di questa casa in effetti..>> le dita risalgono piano fino a sfiorare i seni.
<<Grazie per aver sopportato questa giornata....>> socchiudo gli occhi mentre abbandono la testa sul suo petto lasciando che mi accarezzi.
<<Non è ancora finita....voglio portare la mia ragazza a cena, qualsiasi buco carino possa trovare da queste parti...voglio farti mangiare qualcosa che ti piace...e bere del vino texano che dicono sia meraviglioso>> con le dita scorre sui capezzoli da sopra la stoffa per poi scivolare sotto il tessuto e riempirsi le mani delle mie rotondità da sopra il reggiseno.
<<Quello è vero...mh il tuo programma mi piace tantissimo...>> il respiro accelera non appena mi sforzo di finire la frase.
<<Prima però ho una promessa da mantenere....>> lo dice con voce bassa e sensuale mentre abbandona il mio seno e si alza lentamente per scende gli scalini ed inginocchiarsi davanti a me. Sorrido stanca e pronta e in un attimo mi si stringe il cuore per la sua espressione dolce sul viso. 
Seduta in alto agli scalini lo guardo sollevare il viso per fissarmi negli occhi per poi accarezzarmi le guance. Scivola giù fino al petto e riprende le carezze di un istante prima facendomi chiudere di nuovo gli occhi. 
C'è un piacevole silenzio intorno a noi e sento solo un susseguirsi di respiri potenti e veloci. 
Matt si avvicina quel tanto che basta per far aderire le sue labbra al mio collo e baciarmi con impeto fino ad arrivare alla mia bocca e schiuderla con forza, spingendosi con prepotenza e passione. Gemo dentro la sua gola quando accompagna ai baci violenti il suo districarsi nel gancetto del reggiseno che si stacca in un attimo e si lascia risucchiare dalla gravità. 
Mi aspetto che anche la canotta faccia la stessa fine invece è il viso di Matt ad allinearsi allo sterno per cospargerlo di baci e carezze. 
<<Voglio fare sesso con te Clay......>> bisbiglia sulla mia pelle e il mio corpo vibra violento irrigidendosi un istante. <<Però se non te la senti posso aspettare, è solo che è un peccato sprecare questo appartamento e non farci qualcosa ad ogni angolo>> deglutisco presa dal piacere e dal fastidio delle sue parole. Afferro il suo viso e lo allineo al mio. 
Gli lecco le labbra e le tiro leggermente guardandolo negli occhi. <<Mi dispiace torturarti così...dammi solo un po di tempo...>>
<<Mi stai torturando è vero...non posso negarlo...ho davvero voglia di farlo con te...non desidero altro..sei così bella e sexy...>> rapisce le mie labbra che spariscono nel vortice della sua bocca e della sua lingua. Mi lascia senza respiro per poi staccarsi di colpo e tirare il lembi dei miei pantaloni che scendono facilitate dal tessuto morbido, mi sollevo di poco per lasciarmi spogliare e in un attimo spariscono. 
Mi bacia lentamente nell'interno coscia fino ad avvicinarsi pericolosamente all'inguine facendomi tremare e lamentare per la posizione scomoda a cui mi forza, poggiandomi con la schiena sul taglio dello scalino. 
<<Dio come profuma la tua pelle....si, cazzo mi stai decisamente torturando...>> artiglia gli slip e li lascia scivolare giù fino alle caviglie, con i palmi puntello la pedata dello scalino appoggiando anche i gomiti quando l'eccitazione inizia a farmi crollare. <<Matt....>> gemo non sapendo bene neanche io cosa chiedergli. Vampate di calore arrivano al viso e in tutto il corpo, quando all'eccitazione si aggiunge anche l'imbarazzo nel sentirmi così spalancata davanti a lui. 
Imbarazzo che rasenta l'indecenza quando solleva le mie gambe e se le porta oltre il collo, poggiandole sulle spalle e lasciando gli slip a fare la legaccio per tenere unite le caviglie.
<<Ch-che fai.. ? Oh mio dio....>> getto definitivamente la testa all'indietro non potendone più. Sospira pesantemente sulla mia intimità che si infiamma e si bagna in un attimo.
Con la punta del naso mi stuzzica per farmi fremere, nell'attesa che mi faccia godere nel modo a cui mi sta abituando e viziando. Quello che fa e come lo fa mi regala momenti di piacere intenso a cui una donna desidera aggiungerne sempre di nuovi e forti. Inizio a gemere inconcludenti sillabe quando la sua lingua affonda proprio dove desidera completo accesso. Continua a farmi sua poco per volta, imparando a conoscere ogni tremolio, ogni sospiro e ogni odore e sapore del mio corpo. 
La sua foga aumenta facendomi sentire più dolore nella mia scomoda posizione. Mi lamento cercando di fargli capire che non riesco a spostarmi ne a muovermi e che il desiderio sta perdendo aderenza facendomi vacillare verso il fastidio e non più il piacere. 
<<Matt.....devo spostarmi....>> ansimo violentemente quando sento le sue labbra baciarmi una coscia e staccarsi.
<<Scusa.....>> si libera dalla presa erotica in cui mi aveva intrappolata e mi solleva in braccio per spostarmi sul letto. Mi ci adagia piano e accarezzandomi le cosce getta via gli slip. Allarga nuovamente le mie gambe e si porta sopra di me. I suoi occhi lucidi mi scrutano immobili. 
<<Sai di buono....sei fantastica quando tremi...>> sento il viso arrossarsi di colpo e sbatto le palpebre imbarazzata. Rimane distante con il bacino e la sensazione di non avere il suo corpo a contatto col mio mi fa desiderare immediatamente di renderlo libero, come me. Afferro la cintura dei suoi jeans e la slaccio mancando la presa un paio di volte per la frenesia. Matt sorride e si sposta per darmi più spazio. Quando basta un tocco per liberarlo da tutto, premo i palmi sulle spalle con tutta la forza che posso riuscendo in parte a ribaltarlo. Lo fisso compiaciuta da sopra il suo corpo e quando lo aiuto a sfilarsi via tutto, aderisco su di lui sdraiandomi contemporaneamente sul suo petto. Raggiungo le sue labbra che bacio lentamente, passando la punta della lingua. Mugola trattenendo i gemiti in gola e sulla mia intimità spinge la sua che si inonda ad ogni mio movimento casuale.
Sentirci così, l'uno sull'altro, pelle su pelle, anche se non totalmente, ci spiazza facendoci giocare con ogni parte sensibile dei nostri corpi. 
Ci strusciamo, ci baciamo, ci stuzzichiamo con le mani, con il corpo, ci lasciamo bagnare l'uno dell'altro. 
Mi muovo su di lui, si muove su di me, sfioro la sua eccitazione con le labbra più volte fino a sentire un po del suo sapore.
Il tempo scorre, la stanza è silenziosa, la stanza geme, la stanza ansima e urla quando le sue dita affondano impetuose dentro me fino a darmi il colpo di grazia. 
Mi muovo su di lui, lo accarezzo, poi dondolo avvolgendolo fra le pieghe bollenti fino a quando getta la testa all'indietro irrigidendosi e abbandonandosi a me. Mi accascio su di lui ritrovando lentamente il respiro regolare.
Matt mi accarezza i capelli portando via la patina umida. La mia mano sul suo petto sta facendo la stessa cosa. 
<<Non so come ci riesci >> mormora adesso più tranquillo.
<<A fare cosa?>> bisbiglio socchiudendo gli occhi. 
<<A torturarmi ed appagarmi...anche così>> mi stringe più forte <<Se penso che una settimana fa non credevo possibile neanche solo uscire per un caffè con te...diio se mi basta!>>
<<Già....ti ho biaciato, ti ho trascinato fin quì, cerco di renderti le cose facili....>> ridacchio e gli lascio un bacio casto sul petto. 
<<Lo vedo! Sembra che tu mi stia facendo fare un training per qualche scalata in Colorado..>> scoppiamo a ridere entrambi per poi cedere ad un meritato dormiveglia. 

**

Piego con cura l'ultimo maglioncino dentro il piccolo trolley. Mi gratto i capelli sbuffando. 
Se non fosse stato per Matt sarei fuggita da questo buco già dopo un ora dall'incontro col Sig. Bosworth. 
Il Sig. Price mi ha mandato già decine di mail da stamattina, è impensabile che mi ossessioni anche di domenica solo perchè sa che sono ancora quì. 
Ho bisogno di raccogliere le idee e capire davvero come possa fare, quei soldi mi servono e non appariranno magicamente neppure se tesserassi il quadruplo delle persone che tessero a Baton Rouge. Lì ci sono musicisti, turisti e parecchi emigranti di passaggio, sono il mio punto di forza. Quì una volta tesserata la città non hai più nulla da fare se non oziare e sopravvivere al rumore del nulla.
Matt mi ha aiutata a far volare questi due giorni, siamo andati ad ascoltare un gruppo jazz discreto ieri sera dopo cena, sentendone parlare nel locale. Siamo tornati su di giri iniziando a scandagliare ogni cosa dentro questo appartamento. Abbiamo scoperto che quella mega tv ha anche una Wii integrata con più di 700 giochi: Matt ha pensato bene di farmi scaricare la frustrazione di odiare questo posto in meno di 48 ore, con il poligono di tiro virtuale. Non so quante persone esattamente io abbia ucciso ma avevano tutte la faccia di Aaron. 
Matt rideva come un pazzo mentre imprecavo come mai in vita mia. 
Come due quindicenni abbiamo passato più di mezz'ora sotto la doccia a baciarci stamattina, solo baciarci. 
Mi sono imposta di provare almeno a fare compere in centro, se così possiamo chiamare un solo viale di stores non proprio alla moda. 
Una chiavetta Usb a forma di arancia con il cappello texano per la collezione imbarazzante di mamma ed una pashmina arcobaleno per la mia Multicolor.
Di comune accordo io e Matt abbiamo deciso di comprare una bottiglia di finissima grappa texana, che da queste parti è considerata un sacro Graal, e di chiuderla nel posto più sperduto del suo appartamento con la promessa di tirarla fuori solo e soltanto se nel giro di poche settimane ci ritroveremo a 10 ore di distanza l'uno dall'altro. Una sorta di festeggiamento al contrario, una celebrazione insolita che prevede scolarsi quella grappa e farsi probabilmente ricoverare in ospedale subito dopo. 
Stasera non ci andava per nulla di uscire, Matt sembra decisamente pensieroso ed io non ho detto una sola parola nell'ultima ora. Ci siamo ridotti a guardare un film on demand e e a provare oziosamente gran parte di quei giochi toccando solo lo schermo da una distanza ravvicinata. 
La voglia di tornare a casa, nonostante la tranquillità di coppia, è tanta ma nessuno dei due lo confessa. Non sento Lynn da due giorni, se non per qualche sporadico messaggio via tab, e già mi manca tantissimo; la mia stanza, mamma, mi manca anche accarezzare la copertina di Eclipse, la sera, prima di chiudere gli occhi 
Ma più di tutto, più di qualsiasi cosa a cui possa aspirare, mi manca il The Page. Il mio universo, la parte di me che ho messo in piedi con tutta la passione e l'adrenalina di cui il mio corpo e la mia mente erano capaci. Ho fatto dei miei sogni la realtà più bella che potessi mai toccare con mano, ho dato a quattro pareti un anima, degli occhi puntati su milioni di parole, orecchie per sentire il battito del cuore di chi si rifugia lì dentro, sotto il mio piccolo cielo fatto di fantasy, storie d'amore, Saghe, racconti erotici, avventure paranormali, thriller, storie di culture, passatempi, lacrime e sorrisi. 
Le solide e calde braccia di cemento che ogni giorno mi accolgono come la più affettuosa delle case, lì dentro c'è il mio odore, scorrono le parole di Lynn, ci sono i profumi e i colori della mia città e delle persone che hanno fatto della mia idea un piacevole canale di svago. E più ci penso, più sorrido. Il The Page sembra tracciare incontenibile, giorno dopo giorno, i bordi che delimitano la mia strada, quella che ho scelto di percorrere. Lynn e Ryan, Matt, Jimmy, quasi mi sorprendo di come tutto converga lì dove il mio cuore ci ha messo le radici. 
E' questo che dovrei spiegare al Sig. Price. 
Le radici non le puoi sradicare come nulla fosse, se ben impiantate come le mie. 
Il The Page è tutto quello che ho. E' tutto quello che voglio. E' tutto quello che vorrò sempre. 
<<Perché sei così silenziosa ?>> Matt si siede sul ciglio del letto accanto a me e mi prende una mano.
<<Scusami, stavo pensando...lo sai che ogni tanto mi .. assento>> sorrido indulgente. 
<<Infatti mi sei mancata...ma ho pensato anch'io sai? Senti quì... >> mi afferra per la vita e mi poggia sulle sue gambe invitandomi a sedermici sopra.
<<Sentiamo..>>
<<Credo che tu debba assolutamente accettare, o meglio, la tua valutazione sarà esattamente per quello che hai visto>> mi volto di scatto guardandolo storto. 
<<Matt, sei forse impazzito?>>
<<Senti, sai bene che ti metterà comunque alle strette...>> si fa serio d'un tratto. 
<<Non può obbligarmi Matt, che mi tolga le licenze editoriali, proverò a cercare qualcun'altro. Magari conosci qualcuno...questo posto...potrei morirci quì>>
<<Ma non ci dovrai stare tu. Accetti. Sistemi le cose e poi, una volta tuo, assumerai qualcuno che rimanga qui per te..>> storco le labbra e mi guardo intorno. Non è una cattiva idea in effetti. Il punto è che nessuno con le nozioni basi dell'intelligenza, abitante di una città come Baton Rouge, avrà voglia di rifugiarsi quì. E non posso fidarmi di nessuno del posto se non rimanendo come tutor per qualcuno. Questo vuol dire comunque un trasferimento temporaneo. E in ogni caso perderei almeno la metà dei soldi.
<<Si, in effetti potrebbe funzionare...>> il punto è che quei soldi servono a me e per intero. 
<<Clay tu guadagni bene a Baton, non saranno certo i soldi ad impedirti di dare in gestione il locale a terzi. Il Sig. Price guadagnerebbe la tua esperienza e tu potrai avere carta bianca>>
<<Si proverò a pensarci---e grazie, vedi che avrei dovuto portarti? >> lo bacio velocemente <<Hai fame?>>
<<Uhm si direi di si, ma non abbiamo nulla in casa...>>
<<Uso l'App del Worlding' food e ordiniamo...mmmh..>> esito lasciando a lui la scelta. 
<<Una pizza.. >> sorride. 
<<Ok.. vada per una pizza>>.



Dopo cena ci accoccoliamo sugli enormi cuscini disposti sul tappeto guardando un film in 3D ma non lo seguo con interesse. Mi stacco dal suo abbraccio e afferro il tab poco distante da me andando diretta nel programma di posta istantanea per parlare con Papà. 
Matt, accanto a me, sbircia senza interessa poi si volta a fissare la Tv. 
Inizio a scrivere sommariamente a mio padre di come si è evoluto questo fine settimana e che appena possibile ho assolutamente bisogno di una videocall e di parlare un po con lui di tutto quello che è successo. Evito i dettagli e poi sorvolo chiedendo di Jordan e se il viaggio di ritorno è andato bene. 
Compatibilmente col fuso orario aspetterò sue notizie. Mi alzo e mi dirigo verso il trolley dove poco prima ci avevo poggiato la borsa.
<<Matt, non ti dispiace se vado a fare una doccia?>> Matt si volta e mi sorride, continua ad avere quella espressione un po preoccupata <<tutto bene?>>
<<Credo di si.. tu stai bene?>> 
<<Si, ci metto un attimo e poi sono subito da te... >> gli strizzo l'occhio e voltandomi di scatto sollevo la mano facendogli ciao con le dita maliziosamente. 
Sotto il getto dell'acqua smetto di pensare, lavo via tutti i pensieri e in poco tempo trovo il giusto spirito per rilassarmi e godermi queste ultime ore da sola con Matt. 
Mancano pochi giorni e poi partirà, sarà solo per una settimana o forse meno ma non voglio che si senta in qualche modo obbligato a rivedere le sue posizioni per me o per qualsiasi altro motivo. Non è esattamente la cosa migliore separarsi dopo questi due giorni in cui ho trovato davvero piacevole averlo sempre con me ma non è mia intenzione dirglielo.
Esco via dal semicerchio della doccia avvolgendomi in un morbido e caldo telo. Mi sposto davanti al grande specchio sopra l'alta vasca in pietra che fa da lavabo.
Strizzo via l'eccesso d'acqua e i miei ricci scattano subito a molla un po più asciutti. Mi guardo in viso facendo mille smorfie e lamentandomi del tempo che sto perdendo chiusa qui dentro invece che andare a farmi coccolare dal mio ragazzo. 
Sorrido e mi vesto velocemente indossando una tuta con la casacca più grande di due taglie che lascia la mia spalla scoperta. 
Abbigliamento poco sexy senza dubbio. Finisco di asciugare i miei ricci con un veloce colpo di phon e sfilo via il pantalone della tuta. 
Dopo tutto fa caldo e la maglia due taglie più grandi mi copre fino al ginocchio.
Apro di scatto la porta facendo un tah-dah con un sorriso ampio e ammiccante. 
Mi blocco sul posto quando vedo Matt seduto sull'angolo del letto con un espressione seria in viso sventolando un foglio tra le mani. Solleva gli occhi incontrando i miei e sorride storto. <<Cos'è? Ti è caduto dalla borsa, sei entrata in bagno e con la mano hai fatto cadere la borsa...>>
Mi avvicino lentamente ma a pochi passi da lui ho già visto di cosa si tratta. Avvampo immediatamente deglutendo, il cuore inizia a pompare velocemente e a risuonarmi nelle tempie. 
<<Bha nulla, è solo un disegno.. >> ripiego i pantaloni della tuta sistemandoli con aria disinvolta.
<<E' molto bello, è fatto a mano? >> continua a sventolarlo rigirandoselo tra le mani. Mi innervosisce.
<<Mh mh.. >> lo afferro delicatamente e lo ripiego senza neanche degnarlo di un occhiata.
<<Singolare... tutto verde, mi ricorda l'Inghilterra...dove lo hai trovato?>> il suo tono di voce cambia impercettibilmente leggendo disagio. 
<<Per strada...>> mento.
<<Per terra...forse uno di quelli che fa quel tizio, ..quello che dorme per strada e che non si sposta di un centimetro dal marciapiede davanti al tuo negozio, te lo ha dato lui?>> la voce si incrina mostrando nervosismo.
<<Mh mh... è bravissimo te l'ho detto, è un artista incredibile. Quel ragazzo ha un talento innato.. >>
<<Ragazzo.. ? Chi è ? Lo conosci.. ?>> mi sorride fintamente tranquillo mentre nervosa scuoto i capelli nel tentativo inutile di domarli dopo lo shampoo. Rimango in silenzio davanti a lui qualche secondo poi allungo una mano per accarezzargli la guancia. 
<<No, non so chi sia Matt>> mi chino per baciarlo sulle labbra dolcemente ma la sua mano mi afferrra dalla nuca bloccandomi davanti la sua bocca che si schiude approfondendo subito il contatto in modo indelicato.
Nello stesso momento il mio tab inizia a vibrare accompagnato subito dalla musica trillante. 
Dopo qualche squillo mi stacco con forza spingendo via Matt che mi scruta serio <<Scusa, vado a rispondere...>>
Afferro il tab, sorrido è Lynn. 
<<Hey Multicolor... sapevo che la mia mancanza ti avrebbe stremata.. allora? Sai che ore sono? Dovresti essere a letto domani si lavora..>> dall'altro capo del telefono un misto di voci concitate catturano la mia attenzione. Sopra un silenzio spezzato, dei violenti singhiozzi. 
-Clay..........
Mi sento gelare il sangue senza capirne bene il motivo, una strana sensazione mi coglie facendomi tremare e mi siedo sul letto. 
<<Lynn, tesoro che succede..si tratta di Ryan?>>
-Clay, no..... Clay....devi tornare subito. E' succes- è successo, hanno distrutto tutto. De-devi partire, devi partire ora. 
Chiudo gli occhi facendomi assalire dal panico, inizio a tremare violentemente e la gola si secca lasciandomi una striscia infuocata indomabile e un freddo nel petto. 
<<Distrutto cosa?>> bisbiglio impercettibilmente con sguardo assente, come se nella domanda avessi in qualche modo percepito la risposta stessa.
-Il The Page..

9 commenti:

  1. Nooo!! Il The Page no!!! Povera Clay, quel posto è tutta la sua vita....ma chi può aver fatto una cosa così :-(
    Sono preoccupata anche per Paint: qualcosa mi dice che lui ha visto tutto e magari ha provato anche a fare qualcosa....spero solo non si sia preso una raffica di mazzate :'-(((
    Matt mi spaventa certe volte...immagino il suo volto quando ha trovato il disegno. Per me è un po' psicopatico o_O se dovesse sapere che Clay ci ha parlato e si è pure accoccolata a lui....oh mamma!!

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  2. ...e adesso???!!! no Silvia non puoi lasciarci così! Clay tiene così tanto al The Page!!! e se fosse successo qualcosa anche a Paint??.......aggiorna presto bastardazza!!!!!

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  3. NOOOOOOOOO il The Page noooo!!chi è stato così bastardo da appiccare il fuoco?e non è che è successo qualcosa anche a Paint??di solito non lo faccio,ma MUOVITI AD AGGIORNARE!!!

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  4. SII ho recuperato *_*.. Il the Page nooooo... chi è stato ha distruggere bastardi, a Paint speriamo non gli è successo niente di male.. non teneric troppo sulle spine Sis ;) aggiorna presto!!!

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  5. E chi può aver fatto questo?
    Ho sudato freddo quando letto che Matt aveva trovato il disegno......
    Oggi mi manca Paint

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  6. porca miseria ladra e mo?
    O_______________________________O
    il the page ... mi sento male per il locale e per il fatto che Matt
    abbia trovato il disegno ... merdaccia di eva o_o

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  7. Uhmmm... Questo gesto di vandalismo mi puzza... si si.
    Che sia legato al fatto che Clay si sia preoccupato di Paint e che c'entri col tipo del ristorante che ha ricevuto i controlli nel locale...? O forse.... boh.... Chissà, però ripeto, mi puzza parecchio la cosa!
    Ora che Matt ha visto il disegno, sono certa che sta cosa non se la leverà facilmente dalle mente... e ne ho timore...!!!
    Ps. Ho dovuto faticare nel leggere il cap senza mettermi a canticchiare la canzone! Ehhhh memorieesss!!! ;) <3

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  8. Noooooo io The Page.... Mamma mia che butto tiro mancino, chissà chi ha fatto una cosa del genere....
    Quando Matt ha visto il insegno o pensato che sarebbe scattata la lite e invece no, almeno x il momento......
    Adesso sono troppo ansiosa di sapere cosa e' successo posta in fretta!!!!!!!

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  9. O_______________________________________________________O

    Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!

    Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    O______________________________________________________O

    Cioè... io... lei... e lui... e il disegno... IL THE PAGE! NO!!!!!ç_ç

    Okay, calmiamoci.

    Nooo, io non mi calmo!!!! Ma com'è possibile che.. che.. era tutto così tranquillo, e invece... nuuuuuuuuuuuu! Altro che tempesta, è arrivato lo tsunami, figlia mia!

    T^T OMG, ANSIAAAAAAAAAAAAAAAA!

    E comunque, Matt è un po' troppo violento quando arriva la gelosia. Abbiamo capito amico, ma datti una calmata ù.ù Ecco!

    ç________ç sono distrutta!

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