Scusate il ritardo per l'aggiornamento di questo capitolo ma anche io mi sono dovuta riprendere dal fatto che finalmente HA PARLATO!!!!
Okay, mi ricompongo e vi lascio al capitolo.
La canzone si è infilata con prepotenza in questo capitolo perchè YUNA mi ha urlato all'orecchio
" OH MY GOD I SEE YOU CLEARLY NOW" .
Nb. Da un paio di giorni abbiamo inserito la barra dei commenti veloci, basta spuntare la vostra "impressione" sul capitolo in maniera ANONIMA, per aiutare me e MARTINA a capire se chi ci legge vorrebbe picchiarci o dirci "zitte basta che scrivete" - Ci contiamo silenziose e preziose lettrici.
Buona Lettura
Oh mio Dio, adesso ti vedo chiaramente
Nei miei sogni tu eri quì con me in qualche modo
Di il mio nome ed io starò in silenzio
Sono innamorata di uno straniero
Chi è questo estraneo
Dovrei essere spaventata, potrebbe essere pericoloso
Dovrei tenermi pronta
ma spero di non innamorarmi così perdutamente di te
Mi cammini a fianco ma non mi vedi
Movimenti lenti, così aggraziati
Sii mio amico e ti mostrerò cosa c'è intorno
Sono innamorata di uno straniero
Chi è questo estraneo
Dovrei essere spaventata, potrebbe essere pericoloso
Dovrei tenermi pronta
ma spero di non innamorarmi così perdutamente di te
<<Accarezzavi la mia testa in ospedale, quando dormivo....non stavo sognando vero? Era la tua mano, non la mia immaginazione..>> bisbiglio col timore che la mia voce possa lavare via il suono ancora pulsante della sua nei miei timpani.
Chiudo gli occhi e lascio che i secondi vengano scanditi dal costante gocciolare dell'acqua dalle sue mani.
Chi è la persona che ho davanti? Quella che mi ha guardata come se volesse gettarmi addosso tutto il calore del mondo?
Perché sono accovacciata tra le sue gambe dentro una vasca da bagno, vestita e tremante?
E' apparso dal nulla e solo adesso mi accorgo che ogni singolo evento della mia vita, in questi ultimi quindici giorni, da quando si è preso le prime botte dal Sig. Coleman, è collegato a lui. Anche in maniera del tutto inconscia e involontaria. Pensavo a lui. Sempre.
Non ricevo alcuna risposta e apro gli occhi di scatto, temendo che possa ripiombare nel silenzio; invece se ne sta lì a fissarmi con i solchi sulla fronte completamente distesi e l'angolo della bocca sollevato in un bellissimo sorriso. Le mie mani si poggiano sulle sue, che coccolano ancora come una culla il mio viso. Chiudo gli occhi e piego la testa di lato strofinando la guancia calda sul suo palmo <<parlami ancora...ti prego..parlami.. qualsiasi cosa pur di sentire ancora la tua voce>>.
Quando li riapro per l'ennesima volta, scopro che il suo viso è inclinato dal mio stesso verso, il pollice sinistro ruota sul mio zigomo ma non sorride più, mi guarda, mi scruta ed è così vivo e presente, quì con me che non sembra neanche la stessa persona che era ossessionata dal nascondersi da me. Il suo sguardo è completamente perso nel mio, affondato con intensità senza mai mollare la presa e mi sento quasi una stupida perché non riesco a sostenerlo tanto è luminoso. C'è un silenzio assordante spezzato solo dal lieve sciabordio che i nostri corpi provocano all'acqua della vasca ad ogni movimento. Afferro i suoi polsi e li stringo mentre sorrido e mi sporgo per afferrare di nuovo la spugna e riprendere la pulizia del suo corpo ma la sua mano mi blocca ancora prima di raggiungerla e mi volto verso di lui.
Deglutisce con forza e le sue labbra si schiudono di nuovo facendomi impazzire il battito <<Shave me... please>> è come l'acqua calda di questa vasca, come il sole in faccia d'estate, come la salsedine che si attacca sul viso quando passeggi sulla spiaggia. E' come quella canzone che vuoi ascoltare infinite volte, come quando esci per strada e respiri aria gelida scappando dalla folla asfissiante di un pub. E' così surreale questo momento che non riesco a trattenere uno di quei sospiri forti, che per passare dallo sterno tremano. Osservo e accarezzo la sua lunga barba e mi chiedo da dove potrei mai cominciare; è assolutamente inattesa come richiesta e rimango basita per qualche secondo. Raderlo. Io. Annuisco lentamente senza mai lasciare i suoi occhi e il suo viso si rilassa incredibilmente. Sospira e mi osserva quando mi sollevo coi vestiti pesanti e gocciolanti mentre esco dalla vasca in cerca di qualcosa che possa servirmi. Stando attenta a non scivolare e sbattere da qualche parte, completamente fradicia e grondante d'acqua dalla vita in giù, sfioro tutti i sensori che trovo rivelando infiniti piccoli e grandi scomparti incassati nel grande mobile bianco e lucido. Scandaglio invano ogni più piccolo spazio fino a quando non scorgo una custodia nera in pelle da barbiere. Mi incuriosisce e la apro trovandoci dentro proprio un antico rasoio a lama con il manico di legno, lo stringo ancora chiuso tra le dita e ritorno nella vasca tenendomi dai bordi mentre rientro in acqua. Tolgo via velocemente il suo pantalone ormai fradicio e galleggiante e sorrido pensando all'imbarazzante istante in cui l'ha sfilato sott'acqua per non farsi vedere.
Mi inginocchio ancora una volta tra le sue gambe stando bene attenta a non avvicinarmi troppo, l'imbarazzo colpisce anche me per la posizione così intima per due perfetti sconosciuti. Mi fermo incrociando nuovamente il suo sguardo rilassato e addolcito. Corruccio la fronte cercando di capire se è ancora quello che vuole, mentre poggio il rasoio sul ripiano in marmo accanto alla vasca <<Ne sei sicuro? Vuoi che vada avanti?>>
<<Yes, please...>> annuisce fortemente convinto e all'improvviso afferra lui stesso il rasoio riportandolo tra le mie mani. Lo guardo perplessa e nel dubbio cerco di non perdere più tempo. La barba è lunga e fitta e, dopo averla bagnata ulteriormente con le dita, inizio a recidere le ciocche a metà lunghezza per togliere l'eccesso. La lama è molto affilata, mi basta poggiarla appena per veder cadere l'ammasso castano tra le mie dita. Non potrei mai raderlo direttamente non sarebbe possibile e ho davvero paura di fagli male. La sua pelle sarà sensibile, esposta al freddo e al sole o alla pioggia per così a lungo sarà delicata e facile ai tagli profondi. Dio, una cosa più semplice no? Totalmente concentrata, con gli occhi fissi sulle mie dita e sulla sua barba, ciocca dopo ciocca inizio ad alleggerire il suo viso i cui tratti restano ancora celati. Le sue iridi blu penetrano pesantemente sul mio volto senza smettere di studiare i miei lineamenti. Trattiene il respiro quando taglio e poi manda via un leggero sospiro nasale che mi ricopre di brividi. E' in quel momento che sbircio nei suoi occhi bloccandomi per una frazione di secondo. Mi mette in soggezione il suo modo di scrutarmi, di leggermi. Sul pavimento accanto alla vasca si raccoglie in poco tempo un mucchio indistinto di ciocche fino a quando, qualche minuto dopo, raggiungo l'estremità del mento rasentando la sua pelle. Fremo al pensiero del contatto col suo viso d'ora in poi. Mi emoziona l'idea che poco a poco riveli quello che ho sempre desiderato vedere. Osservarlo da questa inconsistente distanza mi fa prendere coscienza del fatto che sia ancora più giovane di quanto credessi. <<Ci siamo...>> mi mordo le labbra in seria difficoltà. Ho una paura incredibile di tagliarlo e non so come dirglielo.
<<Please...>> con un espressione accorata, sempre pronto a leggermi nella mente, accompagna la mia mano e al contatto con le sue dita ancora una volta mi perdo tra le migliaia di sensazioni di dolcezza. Afferra con lieve e finta prepotenza il mio polso avvicinando pericolosamente il rasoio al suo viso <<No! Aspetta...sei pazzo?>>.
Con gli occhi cerco e trovo una boccetta di shampoo, la afferro e quando lascio a lui il compito di tenere il rasoio, lo redarguisco con lo sguardo.
Strofino i palmi pieni di liquido appena versato, fino ad ottenere un filo di schiuma morbida e profumata e, dopo un istante di debole esitazione, passo le mie dita sulle sue guance, sulla linea della mascella da entrambi i lati, movimenti lenti e circolari. Sento pungere sotto le dita, solleticare e sorrido senza mai guardarlo negli occhi. E' troppo. Sarebbe troppo, quello che sto facendo mi sta già creando forti palpitazioni a cui non voglio dare un nome, segnali del mio corpo, sensazioni della mente che prendono il sopravvento e mi obbligano a reprimermi. Sto appena massaggiando il suo viso e tutto si trasforma immediatamente in qualcosa di più. Il mio tocco su una parte nuova del suo volto, le sue palpebre che sbattono senza sosta come se gli levassi via l'aria. La mia bocca semiaperta da cui filtra l'aria necessaria a non farmi ansimare. L'acqua che si muove nervosa sotto di noi. L'ultimo tocco è dedicato allo spazio intorno alla bocca, sfiorando le labbra piene e screpolate. Passo un dito oltre il labbro superiore e i pollici sotto quello inferiore. Basta. E' come disinnescare una bomba, è svilente ed adrenalinico allo stesso tempo. Santo cielo Clay è solo una dannata barba.
Allontano le mani come se avessi preso la scossa e ammonendomi silenziosamente, prendo il rasoio inclinando di lato il suo viso con due dita per permettermi la massima delicatezza. Mi concedo qualche secondo per incontrare ancora i suoi occhi ed è impagabile la sua faccia: puro divertimento. L'angolo della sua bocca si storce, lasciandosi sfuggire un ghigno <<Stai ridendo di me? Hey, straniero, ho un rasoio in mano.. >> assottiglio lo sguardo e quando credevo di aver provato abbastanza scompiglio col suono della sua voce, non avevo ancora fatto i conti con la sua risata piena. Credo sia la prima volta in vita mia che sento qualcuno ridere con gusto mentre a me scoppia il cuore tanto da reprimere il pianto. Non è un uomo, è un ragazzino. La sua voce conserva ancora i toni dell'adolescenza ma ha qualcosa di profondamente musicale e roco, qualcosa di scuro e graffiante che mi fa trattenere il respiro pur di non perdermi nemmeno una nota. Vorrei poterlo registrare, farne un file audio e metterlo in replay fino a stordirmi. E non mi basterebbe.
Scuoto la testa ritrovando la freddezza necessaria a riprendere da dove avevo interrotto e anche lui sembra imitarmi.
Lentamente, facendo forza con le altre due dita, passo con la lama fino a sentirla scorrere liscia sotto la sua pelle, dalle basette al mento. Mando fuori l'aria trattenuta e ridacchio. Lui non si muove e mi fissa invitandomi a continuare. Quando prendo confidenza col rasoio mi bastano pochissime passate, aiutata sempre dalle mie dita, per togliere tutto l'eccesso della barba invecchiata e lasciare una rada peluria, come fosse lì da poco più di ventiquattro ore. Finisco col passaggio sul mento e la mia bocca concentrata in un broncio a pochi centimetri dalla sua. Sento il suo viso così morbido e anche così sensibile che non può pretendere che io vada più a fondo di così. Abbasso lo sguardo e prendo tempo, intenta a ripulire e mettere via il rasoio e a lavare i piccoli peli che pizzicano sulle mie dita. Si sciacqua prontamente il viso schizzandomi e lanciandomi sorrisi nasali e discreti. Lo ignoro trattenendo a stento gli stessi sorrisi. Con la coda dell'occhio lo vedo armeggiare con lo shampoo e il tonfo lieve e secco del rasoio mi fa voltare di scatto. Spalanco la bocca. Oh Mio Dio, adesso lo vedo chiaramente mentre lo osservo tagliarsi velocemente le ciocche dei lunghi capelli fin sopra l'orecchio. Un fendente dietro l'altro e sul suo pugno non c'è più spazio per contenerne altre <<I tu-tuoi capelli...che..che fai?>> mi guarda risoluto come poco prima e poi mi porge di nuovo il rasoio invitandomi a finire quello scempio. Deglutisco a fatica.
Mi sembra incredibile, ho di fronte una persona diversa, una persona che vedo solo ora per la prima volta. Il suo volto ha un identità, un carattere, una forza e una bellezza che non appartengono a nulla che abbia mai visto. Occhi blu cobalto che si infrangono luminosi e immensi su un viso pallido e spigoloso. Sopracciglia folte ma perfettamente in linea con la ruvidezza dei suoi tratti. Le sue labbra hanno una forma distesa ed addolcita, piena e imbronciata. Il naso sottile e leggermente appuntito. La sua pelle è trasparente e anche quando il suo sguardo si blocca, il suo viso continua ad esprimersi con gli occhi. Diiio non ha nemmeno trent'anni. Cosa diavolo ci faceva questo ragazzo per strada? Perché si è imposto questa vita? Prima era un ombra adesso è luce ovunque. Si nascondeva, si oscurava e appariva vecchio e stanco. E adesso? Adesso mi sorride col suo viso da angelo e i suoi occhi blu mi urlano vita. Una vena solca il centro della sua fronte quando mi mostra tutta la sua preoccupazione.
Troppe rivelazioni, troppe sensazioni. Mi guardo attorno confusa e agitata, poi mi concentro sui suoi capelli sistemando la lunghezza delle ciocche, cercando di dare un ordine ad una chioma ormai scompigliata e sfilzata. Corti ormai sulla nuca, lunghi che ricadono sul davanti in cima.
Poggio di colpo il rasoio e mi sollevo gocciolante uscendo quasi di corsa, scappando via da quella trappola fatta d'acqua e di lui. Strizzo con forza la felpa e mi avvolgo in uno dei grossi e caldi accappatoi.
Li sento, li sento i suoi occhi addosso e so che si starà chiedendo se sono impazzita. E vorrei saperlo anch'io. Mi fermo davanti al grande specchio sopra il mobile bianco e lucido e mi passo le mani tra i capelli. Mi osservo un istante, che mi succede? Poi i miei occhi scattano verso il suo riflesso in piedi dietro di me, ancora nella vasca. Il viola dei suoi lividi sono una segnaletica ad intermittenza. Chiazze scure e dolorose su un corpo splendido. Quella sulla costola è orribile come chi gliel'ha procurata, non lui. Lui no.
Mi fissa e ricambio lo sguardo non sapendo cosa fare.
Credevo che la sfida più grande sarebbe stata quella di prendermi cura di lui, di evitare che tornasse per strada e proteggerlo, di non abbandonarlo più e conquistarmi la sua fiducia. Ma mai avrei creduto che la vera sfida sarebbe stata quella di reggere il colpo dopo aver sbattuto contro la sua esasperante e selvaggia bellezza. E non una bella faccia. Qualcosa di più intenso e reale. Qualcosa di profondamente suo, come un marchio, un tatuaggio, un inequivocabile segno di riconoscimento. Lui è...lui e dopo quello che ho ancora davanti agli occhi, lo riconoscerei tra centinaia di persone. Non potrebbe più nascondersi da me e lui non lo sa. E' una semplice e crudele constatazione: lui è bello, bello da morire.
E se è vero che la bellezza interiore di qualcuno ti regala equilibrio, un viso e un corpo che spiazzano, ti spingono a perderti. Ed io mi sto perdendo.
Mi avvicino evitando di ispezionarlo troppo e gli porgo uno degli accappatoi invitandolo gentilmente ad uscire dall'acqua.
<<Fai con comodo, io torno con degli abiti asciutti>> dopo un ultimo sguardo occhi negli occhi, mi volto ed esco dal bagno chiudendomi la porta alle spalle. Spalanco la bocca e ritorno a respirare. Vorrei riempirmi di pizzicotti e liberare la tredicenne che dentro me sta scalpitando per urlare e saltellare in giro per casa. Sono entrata in questa stanza con un uomo sconosciuto senza volto ed esco lasciando dentro uno sconvolgente ragazzo dal sorriso d'argento e che mi ha rivolto la parola solo per dirmi che sono...un angelo.
L'ora, ho bisogno di sapere l'ora. Voglio ricordare il momento esatto in cui la mia vita è impazzita.
Afferro la maglietta "A-Team" abbandonata dove l'avevo lasciata qualche ora fa, trovo un altro pantalone di tuta nero e un boxer grigio in uno dei cassetti. Per fortuna sembra che il fratello di Lynn ci venisse spesso quì. Busso delicatamente alla porta prima di entrare con cautela e osservarlo mentre, seduto sul marmo, si passa le mani tra i capelli intento a studiarne la nuova forma. Poco dopo fa la stessa cosa con il viso e la nuca. Sta familiarizzando con il suo corpo dopo chissà quanto tempo di trascuratezza. Intenerisce ma stringe il cuore vederlo così smarrito ed estraneo a se stesso. <<Ti sei già pentito? Se proprio non ti senti a tuo agio sappi che ricresceranno, anche la barba....io però così ti vedo. Vedo chi sei..anche se in realtà...vorrei proprio saperlo>> con un piccolo telo strofina i ciuffi scomposti sulla fronte e ne approfitto per cercare un asciugacapelli anche per me.
Dopo aver finito coi miei ricci, più ribelli del solito, poggio il phon sul mobiletto e mi volto sorprendendolo ancora una volta a fissarmi <<Fatto, ci ho messo un attimo...ti lascio vestire in pace..se hai bisogno sono... di là>> annuisce cupo e dall'espressione avverto un po di tensione che prima in acqua non c'era.
Rivestita e asciutta lancio un occhiata al mio tab che segna le quattro del mattino e non ho idea di quanto tempo sia passato dentro quella vasca; sembrava piuttosto che si fosse fermato, scandito solo da quelle quattro meravigliose parole che per fortuna ho compreso. E' la conferma che ha origini inglesi, collegando perfettamente i pezzi dei suoi disegni londinesi. Un piccolo indizio, uno spunto da cui poter partire per conoscerlo meglio. Verso l'acqua bollente nelle tazze e poi ci butto dentro le piccole capsule solubili di tè sperando che ne abbia voglia. Non ha nulla a che fare con le sue origini, piuttosto con i miei sbadigli e il fatto che sia distrutta e assonnata. Avvicino uno sgabello alla grande vetrata alle spalle della cucina e guardo fuori riscaldandomi le mani intorno alla ceramica della tazza fumante. Lascio andare l'ennesimo sbadiglio interrotto bruscamente dalla pressione del suo corpo leggermente addossato al mio, dietro le mie spalle. Non mi ero accorta che fosse finalmente uscito. E' vestito con tutto quello che gli avevo portato, a piedi nudi, con in mano destra la tazza di tè e la sinistra che non smette di torcersi le ciocche di capelli guardando fuori senza osservare nulla stavolta. Un unico sguardo incolore.
Sorseggiamo il tè caldo così, persi ognuno nei pensieri dell'altro, consapevoli che questa strana situazione cambia col passare delle ore.
<<Qual'è il tuo nome?>> la butto lì, diretta e secca stavolta, sperando che non ci sia nulla di così complicato in un nome.
Nessuna risposta se non la sua testa che si abbassa, chiudendosi di nuovo a riccio.
<<Scusa. Vado a letto, sono esausta..>> lascio lo sgabello, la tazza nel lavello e salgo le scale a chiocciola. Mi butto tra le lenzuola con gli occhi già chiusi e senza nemmeno coprirmi.
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<<Scusami tu>> e il tono musicale della sua voce ritorna prepotente a rapirmi nel sonno, ovattato ma forte proprio sul mio orecchio. Un braccio caldo mi cinge la vita e il peso di una trapunta leggera mi avvolge per metà. Ormai lo so, non è la mia immaginazione.
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Arriccio più volte il naso catturando il forte aroma entrato prepotente nelle mie narici. Muovo gli occhi e poi tutto il corpo fino a ristabilire un contatto con il mondo e spalancare gli occhi. La mia testa rimbalza sul cuscino quando davanti al mio viso c'è una tazza piena di caffè tenuta da una mano.
La mano è attaccata al corpo che se ne sta seduto a gambe incrociate sul pavimento davanti a me. La persona a cui appartiene ha un espressione sorridente, stucchevole da levare ogni respiro, e sorseggia caffè indisturbato mentre attende che io afferri la mia dose. Schiaccio il viso contro il cuscino sperando di nascondere il mio viso a pezzi per poi sedermi sul letto scompigliando i ricci. <<Hai fatto addirittura il caffè?>> sorrido e afferro la tazza. Incredibile che sia successo tutto in così poche ore e non vorrei rovinare tutto cercando quella conferma che so non arriverebbe. Ne sono certa, ha dormito quì con me.
<<Stai bene?>> bevo un sorso e lui annuisce cambiando posizione. Piega un ginocchio poggiandoci sopra il braccio, l'altra gamba resta distesa e poggia la testa sulla parete.
<<Volevo prepararti la colazione>> il caffè mi va di traverso e quasi mi strozzo quando lo sento pronunciare le parole in perfetto accento americano. Lo guardo con gli occhi rossi, riprendendo fiato <<Stai bene?>> diio fermatelo, mi guarda accigliandosi ed io non riesco ad articolare una frase, mettendoci anche un senso compiuto. Non riesco a rendermi conto di quello che sto vivendo. Come se non fosse mai accaduto nulla, c'è un altra persona quì con me, che mi parla di colazione e mi offre il caffè. Mi sembra di vivere un altra vita da meno di ventiquattrore. Annuisco senza smettere di guardare i suoi tratti perfetti, quegli occhi ancora più pieni e densi di blu, quelle labbra che si muovono per fare cose semplici come bere o ... parlare. Ma c'è una cosa che adesso mi colpisce più di tutte, la stessa cosa che mi da la conferma che cercavo. C'è il suo odore su questo letto e me ne accorgo subito, arriva da ogni parte e si riconosce perchè sa delle sue mani. Le ho tenute a pugno sotto il mento per il resto della notte e hanno lasciato una traccia che non passa inosservata. Misto al profumo del bagnoschiuma c'è l'odore della sua pelle che sa ancora di asfalto ma prepotente lo copre una sfumatura dolce di legno e cera. Sono solo sensazioni che provo ad etichettare o che solo me li ricordano ma è comunque unico ed è fortemente maschile.
Poggio i piedi per terra tirando giù la felpa e quando mi alzo gli tendo una mano invitandolo a seguirmi di sotto <<Sto morendo di fame>> stavolta è lui ad essere sorpreso, risale con lo sguardo fino ai miei occhi sollevandosi da terra e prendendo la mia mano. C'è una sottile carica quando i palmi si incontrano e senza voltarmi indietro scendo l'insidiosa scaletta a chiocciola con lui che silenzioso mi accompagna fino agli sgabelli in cucina.
Rimango di stucco nel vedere la penisola piena di cibo: un piatto colmo di pancakes, pane e brioches calde, spremute, latte e biscotti. Mi siedo su uno degli sgabelli ed in silenzio anche lui prende posto di fronte a me, tenendo le braccia incrociate sul banco. Mando subito giù un boccone di pancake e poi mi fermo ad osservarlo, distratta ancora dal suo viso.
<<Grazie, ...non dovevi...tu non mangi con me? Devi mangiare ti prego...>> annuisce versandosi della spremuta e lanciandosi comicamente un biscotto in bocca <<Mmh.. questi pancakes sono buonissimi...tutto mi sarei aspettata ma non che ti mettessi a cucinare... mi sono persa la scena>> lo guardo di sottecchi e mando giù ancora un boccone. Dio che bontà, sono sbalordita. Sorride imbarazzato e continua a mangiare in silenzio, è così buffo e tremendamente meraviglioso vederlo con addosso quella maglietta ATeam che fa tanto macho, rimanere in silenzio com'è nel suo stile e mangiare come fosse un bambino pronto ad andare a scuola. E' di una semplicità disarmante, di un bellezza che va oltre l'aspetto umano e stento ancora a riconoscerlo.
<<Quanti anni hai?>> non faccio in tempo a mordermi la lingua che la domanda scappa via senza freni. Scuote la testa senza guardarmi e poi manda giù la spremuta.
Si alza e con un ultimo sguardo e un leggero sorriso, si avvia verso il bagno lasciandomi, come sempre, con i miei punti interrogativi.
Sbuffo finendo questa splendida colazione, preparata con la stessa dedizione con cui usa i suoi colori. Mi strofino la fronte frustrata quando mi accorgo dal display del frigorifero che sono solo le nove e mezza del mattino e sono già stanca.
Mi preparo velocemente, dopo aver avvisato mia madre che sono in procinto di rientrare ed aiutarla con i preparativi per la sua partenza. Sono sicura che non mi risparmierà la sua bella lavata di testa per averle detto solo all'ultimo momento che avrei passato la notte fuori, con spiegazioni e motivazioni per altro del tutto fragili. Ha colto ogni velato detto-non-detto riguardo a questo appartamento e a chi lo occupa ma per mia fortuna non è andata nel panico.
Riempio la borsa delle mie cose e quando sono pronta mi avvicino alla libreria dove sta curiosando ancora tra i testi. Ne afferra uno e si volta agitandolo in mano <<Posso?>> la sua è una gracile domanda ma il fatto stesso che me la ponga fa di me la felicità con gambe e braccia. Lancio uno sguardo sfuggente al titolo 'Washed Away? The Invisible Peoples of Louisiana's Wetlands di Donald W. Davis'.
<< Sii certo...non devi morire di noia, voglio dire.. questo è solo un punto di riferimento per te: puoi uscire, fare una passeggiata, prendere una boccata d'aria...>>
Scuote la testa energicamente <<No>> certo, come immaginavo. Non voglio che si senta relegato o prigioniero della mia fissazione. Non lo sopporterei.
Desidero solo non rivederlo in strada ed è ancora convalescente e tutto ciò che posso offrirgli è questo: un posto dove poter riflettere su cosa fare della sua vita.
Non aggiungo altro e proprio quando mi avvicino alla porta per andare da mia madre la sua mano afferra il mio gomito per fermarmi, gesto che mi fa voltare di scatto. Peccato che non mi da neanche il tempo di capire, mi trascina davanti all'enorme porta finestra alle spalle della cucina e poggia una mano sul vetro portandosi col corpo dietro il mio. Una sorta di trappola che costringe il mio cuore ad una fuga forsennata. Nonostante sia perplessa, mi aspetto sempre qualcosa di bello da lui e infatti non si smentisce. Scorre la porta finestra lasciando entrare prepotente l'aria umida e poi ci spinge lentamente fuori fino alla balaustra della piccola terrazza.
Lo sento inspirare e sulle mie spalle il suo diaframma riverbera. Mi mette i brividi e inspiro anch'io chiudendo gli occhi.
Mi volto lentamente col suo viso addosso ma si scosta per darmi spazio e lasciarmi andare <<Grazie..davvero>> sussurro piano, mi sorride scuotendo il capo e schiude le labbra ancora una volta <<Tu mi salvi ogni giorno>>.
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Leggo velocemente l'orario sul display del mio Tab: 15:30, Giovedì, 4 Marzo 2039.
Ho appena visto mia madre in videochiamata e non fa che ripetermi quanto sia bello l'appartamento e che le sue giornate volano via come un soffio, grazie anche alle frequenti incursioni del Sig. Stone a casa: 'Mi si è stretto il cuore quando mi ha detto che ha perso la moglie tanti anni fa, è davvero gentile, si offre sempre di aiutarmi in qualsiasi cosa abbia bisogno' sorrido pensando all'impressione che mi aveva fatto poco più di una settimana fa. E' incredibile come il destino si dirami per riportare tutto alla linea principale. Dove io vedevo infelicità mia madre ci trova serenità, forse con qualcuno.
Da quando lei è partita mi sono praticamente quasi trasferita all'appartamento. Ci ho dormito tre notti e per fortuna sembra che stia abbandonando l'istinto di dormire per terra alzandosi nel cuore della notte e costringendo me a dormire male, nell'ansia di vederlo tremare dal freddo come quella volta. Non l'ho più sentito nel letto accanto a me.
In una settimana non è cambiato molto, mi parla a monosillabi e non fa che dipingere e leggere libri vecchi. Niente Tv. La odia a morte, ribadendo il concetto più volte anche quando l'ho invitato a dare un occhiata alla schiera di giochi in 3d davvero spettacolari. Adora la mia cucina, ed io adoro il suo modo di contorcersi e gustare qualsiasi cosa gli prepari. Mi sforzo in maniera disumana di tenere lontano da me pensieri sconsiderati sul suo aspetto ma non fa che sbattermi in faccia ogni istante la sua spudorata bellezza.
Vestito, semi-nudo, in accappatoio. Da quando i lividi sono visibilmente scomparsi ha ritrovato una certa autonomia, lavandosi e radendosi continuamente. Tutto il contrario di quello che era.
Io e Lynn abbiamo avuto parecchio tempo libero da dedicare a chiacchiere e un po di compere per l'appartamento e per il mio imperscrutabile Mister Mistero. Non è più venuta all'appartamento e quando le ho raccontato cosa è successo nella vasca quella notte è rimasta con la bocca spalancata per tutto il tempo. Non credo si sia resa davvero conto di cosa intendessi quando le ho detto "diverso". Continua a ripetere che le sembra indelicato presentarsi nonostante quell'appartamento sia suo.
Sono passata sempre di soppiatto davanti al The Page, con non poca sofferenza, per non farmi vedere dal supervisore che il Sig. Price ha mandato per sovrintendere i lavori di ristrutturazione; procedono a gonfie vele ma ci sono parecchie forniture da ordinare e l'impianto elettrico e di sicurezza da rifare. Un piccolo cantiere a cielo aperto che pullula di operai e su questo il perfetto bastardo non si è smentito. I soldi possono davvero tutto.
Quando esco dalle porte dell'ascensore mi avvicino lentamente al portone dell'appartamento ma prima ancora di digitare il codice è proprio lui ad aprirmi in tutta la sua maestosa presenza. Mi sorride in pantaloni cargo e maglietta blu tutta sporca di colore, ed io rispondo con un sospiro frustrato. Dio mio, ma chi sei?
<<Dammi una mano a portare queste buste dentro... ho una sorpresa per te>> storce la bocca e poi sbuffa prendendo entrambi i sacchetti con una facilità estrema. Gli passo accanto e come tutte le volte sbatte la porta con un piede e segue il profilo del mio volto a pochi centimetri finché non lo supero e poggio la mia borsa sulla penisola.
Come faccio a chiedergli di smetterla di essere così sfacciato? Non capisco mai cosa lo spinga ad essere tanto arrogante e sfrontato un attimo prima e chiuso e cupo l'attimo dopo.
Il pavimento è, come sempre, traboccante di fogli sparsi. Mi volto a guardarlo col mio ormai cementato sguardo impazzito di meraviglia mentre mi avvicino ai dipinti appena fatti ancora freschi di sbavature e sfumature, l'odore dell'acrilico mi piace. Quando si libera dei miei acquisti si avvicina sorridendo con le mani completamente blu e se le porta ai fianchi in attesa del mio giudizio che attende impaziente tutte le volte. Scuoto la testa << Cosa vuoi che ti dica....non so come fai ma ogni volta mi costringi a trattenere le lacrime, sono meravigliosi...>> ne prendo uno accostandolo agli altri e anche le mie dita si tingono leggermente di blu <<Ho notato che sei fissato con i cieli... anche gli altri tuoi disegni che portavi nel tuo zaino...cieli stellati, cieli notturni, cieli luminosi e intensi...stelle ovunque...>> si avvicina ancora di più a me e sorride aprendomi il suo viso come una di quelle stelle.
Osservo ancora e poi un particolare salta ai miei occhi <<Come mai non dipingi mai la luna?>>.
O_______________________________O CAZZAROLA. CHE CAPITOLO!!!!!
RispondiEliminaDa dove inizio? da doveeee??? >_< aaaah!
Okay, con calma.
IO.TI.AMO.
E amo papera ç____________ç amore mio della mia vita, di una dolcezza disarmante, che oltre che bravo, si è rivelato anche un gran bel figo! Puahahahahahahahahah! U_U non poteva che essere così!
Parliamo della scena nella vasca.... porca paletta! Silvia, tu non hai capito, io sentivo proprio il rumore dell'acqua mentre leggevo O_O dire che ero lì sarebbe ancora riduttivo. Mammina bella, ho ancora i brividi!
Lui che dorme con lei.. la cucciolata della colazione (ovviamente sa anche cucinare il belloccio ù.ù tsk)... i sospiri, gli abbracci... io sto morendo di crepacuore appresso a questi due!!!
Mi piace un casino il suo lato artistico, e poi... mi molli l'ultima frase, così?!?!
OMG. MORIRO' PER COLPA DI QUESTA STORIA COSI' SOKDFGHPSHRPRH!!!!!!
*_________________* Ottimo lavoro Meat, MOLTO PIU' CHE OTTIMO!
ç_ç che cosa succederà adesso??? ANSIAAAAAAA!!!!! >_<
Love you T^T
Io inizio davvero a faticare a leggere questa storia Silvia mia, perché è di un'intensità pazzesca. Paint si sta aprendo, svelando piano piano e mamma mia.....come si fa a non innamorarsi di lui!? è impossibile.
RispondiElimina"Ma mai avrei creduto che la vera sfida sarebbe stata quella di reggere il colpo dopo aver sbattuto contro la sua esasperante e selvaggia bellezza. E non una bella faccia. Qualcosa di più intenso e reale. Qualcosa di profondamente suo, come un marchio, un tatuaggio, un inequivocabile segno di riconoscimento. Lui è...lui e dopo quello che ho ancora davanti agli occhi, lo riconoscerei tra centinaia di persone. Non potrebbe più nascondersi da me e lui non lo sa. E' una semplice e crudele constatazione: lui è bello, bello da morire." NO WORDS...
Il capitolo scorso rimane nel mio cuore, come non potrebbe??? ma questo lo segue di sicuro...........allora lui che le chiede di rasarlo e cosa ne esce fuori??? Un ragazzo bello da morire...
RispondiElimina"Diiio non ha nemmeno trent'anni. Cosa diavolo ci faceva questo ragazzo per strada? Perché si è imposto questa vita? Prima era un ombra adesso è luce ovunque. Si nascondeva, si oscurava e appariva vecchio e stanco. E adesso? Adesso mi sorride col suo viso da angelo e i suoi occhi blu mi urlano vita." questa descrizione è meravigliosa, quindi inglese, occhi blu cobalto che stanno diventando la mia ossessione, bello da morire, bel corpo da quello che dice Clay.......
Lei completamente andata, e come si fa a non innamorarsi?!
E adesso perchè non disegna la luna??? che cosa ci vuoi dire con questo Sil??? non vedo di scoprire tutto di lui, tutto!!!!!!!
.....Ti dico solo che ogni singola frase la rileggevo due volte proprio per imprimermela nella mente rivivendo quel momento nella sua perfezione!!!!....perchè Silvietta mia, hai il dono di FARMI VIVERE ogni singolo istante di questa pazza, bellissima e stramaledettamente eccitante Storia.
RispondiEliminaDioooooooo quanto è dolce,ombroso,ammiccante,sensuale....sto IMPAZZENDO PER LUI!!! ho stampato in testa il suo sorriso divertito,la sua risata cristallina, il suo viso così espressivo e BELLISSIMO perso nei suoi misteri.....
quando ha pronunciato "scusami tu" sono rimasta senza fiato....
...l'ultima frase mi ha lasciato un pò preoccupata....ho paura che presto verrà a galla la sua sofferenza e i traumi subiti....
ps: "salto temporale" : ti meriti un 9 ;-) (il 10 te lo scordi su questo perchè sai che sti salti li odio inside ihihi)
no vabbè io non so più cosa dire,sto saltando sul letto giuro!
RispondiEliminaforse era meglio quando non apriva bocca,almeno mi risparmiavo l'infarto ad ogni parola XD per non parlare della colazione,del bagno,del letto...ormai sono andata,partita,completamente innamorata *-* sai com'è, l'autrice scrive così bene che è impossibile non farlo ;-)
e la luna avrà a che fare con qualche trauma del suo passato avvolto nell'ombra,ci scommetto u.u
Non voglio rovinare la bellezza e intensità di questo capitolo con qualche commento banale o magari scherzoso dei miei, quindi ti dico (o meglio ripeto) solamente che sei FANTASTICA.
RispondiEliminaSi è fatto un pò attendere questo capitolo, ma ne è valsa la pena.
<3
Come al solito arrivo tardi.....se il capitolo precedente mi aveva fatto commuovere...questo non è stato da meno.......
RispondiEliminaPiano piano stiamo scoprendo la bellezza di quest'uomo e non parlo solo di quella fisica......
E sull'ultima domanda.....chissà cosa ci sarà dato scoprire.......
Tutto bellissimo tesoro.......
Emozionanti entrambi i cap .. Bè se Clay è cotta lo sono anche io .. il bagno , il letto e la colazione, LUI è di una dolcezza e tenerezza unica..non vedo l'ora di scoprire qualcos'altro !!!
RispondiEliminaFinalmente leggo il capitolo e mamma mia Silviaaaa...E' MERAVIGLIOSO!!!
RispondiEliminaLui è troppo un amore ed è dolcissimo.
Il bagno, il letto e la colazione...dovevo fermarmi e prendere aria per le troppo emozioni!!
Quando dice: <> Gesù stavo morendo...
Sta storia mi ha preso proprio tanto, te lo ripeto sei bravissima :)