Solleva la testa puntando freddamente ai miei occhi, un nuovo sguardo mi coglie di sorpresa donandomi un nuovo lato di se stesso, ancora più cupo e introverso. Odio quando mi nasconde più del suo solito e costante tutto <<Non mi piace, non trovo un solo motivo per dipingerla, così pallida, e poi i cambiamenti lunari fanno... ... impazzire le persone>> stringe uno dei pennelli tra le dita quasi nervoso. Il suo gesto mi stupisce e mi porta a non indagare oltre anche se vorrei fare tutt'altro <<Non la penso affatto come te, permettimi, ma rispetto il tuo gusto e la tua scelta. I tuoi dipinti sono così formidabili che non hanno bisogno di soggetti specifici..>> accompagno le parole a gesti e movimenti lenti, avvicinandomi e chinandomi accanto, addolcendo il mio sguardo con la speranza che lo faccia anche lui. Poggio una mano sulla sua spalla e i suoi occhi lentamente si muovono verso di essa, seguendone il movimento. Sorride alla mano e poi si volta a guardarmi. Non mi ero accorta che i suoi capelli castani avessero dei riflessi dorati se colpiti dal sole; illuminano i suoi occhi blu e con i movimenti lenti della sua testa si spargono da un lato all'altro della sua fronte conferendogli un aria così selvaggia, di strada, tremendamente bella e intensa. Le sue labbra fanno il resto, raccogliendo in semicerchi i suoi sorrisi e le sue smorfie. Il suo viso è assolutamente una sorgente di espressività, anche il più insignificante movimento sul viso, lo fa suo.
<<Credo che dovresti farlo...>> annuisco guardando ancora i fogli sparsi.
<<Cosa?>> domanda asciutto e perplesso.
<<Quello. Sempre >> li indico palesemente con la mano ma non si volta, sebbene abbia capito perfettamente, e la serietà con cui decide di ignorarmi mi fa capire che non lo farà.
<<E' complicato...>> mi lascia lì per potersi prendere una bottiglia d'acqua che beve subito con voracità, ritornando in ginocchio sul pavimento.
<<E' complicato...>> mi lascia lì per potersi prendere una bottiglia d'acqua che beve subito con voracità, ritornando in ginocchio sul pavimento.
<<Complicato perché? Tu sei incredibile, voglio dire, se mandassi le foto di questi disegni on-line e le taggassi con "Cercasi Acquirente" venderesti tutto in meno di un ora>> allargo le braccia con ovvietà. Non ho nessuna intenzione di permettergli costantemente di lasciare cadere i discorsi.
<<Mh mh, daccordo seguirò il tuo consiglio>> il suo tentativo di liquidarmi mi fa ruotare gli occhi esasperata. Perché si ostina ad annientarsi in questo modo?
<<Potrei farti vedere come crearti un tuo prof->> si volta di scatto ma mi coglie di sorpresa quando, piuttosto che una sfuriata, arriva un sorriso pieno e accattivante.
<<Mi credi l'uomo delle caverne, vero?>> abbassa lentamente le palpebre in un gesto femminile ma dannatamente sensuale sul suo viso.
<<Beh, n-no>> ridacchio quasi istericamente sconvolta anche dalla sua espressione sfacciata <<Solo mi dimentico a volte che tu non sei veramente piombato ai giorni nostri dal passato..come la mia testa mi suggerisce>> sbatto le ciglia come un idiota e vorrei solo schiaffeggiarmi. Si sporge verso il mio viso, sebbene sia distante da me rispetto a prima.
<<Beh, n-no>> ridacchio quasi istericamente sconvolta anche dalla sua espressione sfacciata <<Solo mi dimentico a volte che tu non sei veramente piombato ai giorni nostri dal passato..come la mia testa mi suggerisce>> sbatto le ciglia come un idiota e vorrei solo schiaffeggiarmi. Si sporge verso il mio viso, sebbene sia distante da me rispetto a prima.
I suoi occhi si riducono a due fessure e si morde le labbra fingendosi offeso.
<<Conosco la tecnologia. Potrei conoscerla anche meglio di te ... e tu non lo sapresti..>> si volta a mescolare un verde acqua con un giallo ocra.
<<E' colpa tua se non so nulla di te>> l'ultima parola mi muore in gola per aver lasciato che la frase uscisse cruda e diretta.
Abbassa la testa. Pedina mangiata.
<<Te l'ho detto, e' complicato..un passo alla volta Clay>> sospira e continua a mescolare serio come se non fosse successo nulla. Ma è successo.
<<E' colpa tua se non so nulla di te>> l'ultima parola mi muore in gola per aver lasciato che la frase uscisse cruda e diretta.
Abbassa la testa. Pedina mangiata.
<<Te l'ho detto, e' complicato..un passo alla volta Clay>> sospira e continua a mescolare serio come se non fosse successo nulla. Ma è successo.
Clay. Dal nostro primissimo incontro, tre settimane fa, per la strada, non aveva mai pronunciato il mio nome. Mai. Neanche in ospedale. Neanche quella notte in vasca. Mai una volta in questo loft. Mi rendo conto di quanto sia incredibile che riusciamo ad eludere il momento in cui dovremmo chiamarci per.. nome. Forse cercava di metterci alla pari, non farmi implorare per sapere il suo dannato nome, e non avere l'esigenza di farlo. Ma è una bella sensazione. No. Una sensazione incredibile. Ho sentito pronunciare il mio nome per anni, da chiunque, ma anche se fosse suggestione, il modo in cui adesso lo ha fatto lui mi fa sentire importante. Vicina e presente in qualche modo. E la cosa più strana è che non gliel'ho mai detto. Lo sa e basta. E' tutto così diverso adesso eppure sembra non spogliarsi mai della diffidenza.
<<Non ti fidi di me>> scendo le spalle come se parlassi delusa più a me che a lui. Difatti non è nemmeno una domanda. Mi inchioda con lo sguardo e con una lenta torsione si sposta verso di me gattonando lentamente nella mia direzione come un bambino. Riecco il cuore che accelera e sbatte ribelle nel petto <<Tu, sembri essere l'unica persona al mondo che in questo momento si fida di me, come puoi pensare che io non ricambi?>> oltrepassando la mia spalla con il mento fa cenno alle grandi buste. Intontita dal suo cambio repentino balbetto cercando di riordinare i pensieri con lui a un passo dal mio viso.
<<Spesa>> rispondo secca.
<<Di nuovo?>>
<<Non mangi abbastanza>> i suoi occhi stanno mandando in frantumi i miei sensi.
<<Mh mh>> sorride storcendo la bocca.
<<Sei troppo magro>> non respiro più <<Che ti prende oggi sembri.. diverso?>>
<<Diverso buono o diverso cattivo ?>>
<<Diverso non-lo-so-ma-mi-piace >> sorride passandosi la lingua sul labbro inferiore
<<Sta scoppiando>> occhi negli occhi, senza sosta, senza respiro.
<<Si. Cosa?>>
<<Il frigo, sta scoppiando>>
<<Sei davvero così di buon umore?>>
<<Credo di si>>
<<Ti, ti..è successo qualcosa?>>
<<Si, tu>> mi gira la testa, che sta succedendo? Che sta facendo? Lui mi piace. Cazzo. <<Stai facendo così tanto per me che sorridere e farti sapere che sto bene è.. l'unico modo che ho per dirti grazie>>
<<Te l'ho già detto, non devi dirmi grazie. Voglio che tu stia bene>>
Si guarda intorno bloccandosi come se avesse udito un rumore, poi si avvicina al mio orecchio bisbigliandoci dentro <<Voglio fare una cosa con te>>.
Un lungo e insostenibile brivido scende lungo tutta la spina dorsale facendomi quasi tremare per la postura rigida che sto avendo, il respiro che sto trattenendo, la mente annebbiata. Continuo a sbattere contro l'idea che abbia davanti qualcun'altro; Il suo modo di parlarmi non ha nulla a che vedere col flirtare stupido di tutti i ragazzi e non è neanche qualcosa buttato li per caso. E' la sua idea di gentilezza, che ti lascia spiazzata, in cerca di qualcosa, in preda alla confusione. Vorresti capire, vorresti chiedere, vorresti di più.
<<Sai quando ho iniziato a fidarmi veramente di te? Quando ti ho sentita cantare Colors poggiata sulla mia spalla >>
Chiudo gli occhi come colpita in petto da qualcosa, ma trovo la forza di parlare <<La conosci?>> deglutisco bisbigliando.
<<La conosco>> sussulto quando, ancora con gli occhi chiusi, sento le sue dita sulla mia guancia strette e avvolgenti. Lui ricorda. Lui sa tutto, non si è perso mai neanche un gesto dei miei. Mi rendo conto di avergli mostrato tanti piccoli pezzi in cui tutte le volte ero vulnerabile e semplicemente me. Sto per chiedergli perché del suo silenzio ma la sua devastante voce mi blocca.
<< Yesterday I got lost in the circus, feeling like such a mess >> apro gli occhi saettandoli nei suoi sorridenti <<Diooo, hai una voce bellissima>>
Adesso alla lista breve delle cose che so di lui posso aggiungere la voce strappa-anima, graffiante da blues e acerba senza la sua metà: una vecchia chitarra.
<<Il Castello degli spettri...>> parla a bassa voce come se mi stesse dicendo qualcosa di importante e romantico. Sono totalmente disconnessa dalla realtà, annaspo in cerca di un po di lucidità ma ciò che trovo è solo uno spintonarsi e sgomitarsi di sensazioni ed emozioni che non avevo mai provato in vita mia.
<<Spettri?>> Clay ti prego, ricordi quella cosa chiamata realtà? Lui annuisce, spalancano gli occhi con finto terrore.
<<La cosa che voglio provare con te...ho visto che tra i giochi del simulatore 3D c'è il Castello degli spettri. Ci vieni con me o sei una fifona incurabile?>> continua ad annuire prendendomi in giro.
<<Immagino che dovrò dirti di si. Devo assecondare il tuo buon umore vero?>> si sporge lentamente abbassando le palpebre senza chiudere gli occhi e mi bacia una guancia, contento come un ragazzino. Incompleta. Ecco come mi fa sentire quel bacio a metà. Incompleta.
<<Aspetta!! Cos'era quell'ombra?>>
<<Dove?>>
<<Girati di là, lì, dietro quella tenda, vicino alla porta dello scantinato..>>
<<Quella che cigola?>>
<<Si...aspetta, fammi nascondere>> le mie mani si aggrappano alle sue spalle stringendo senza ritengo in preda all'ansia. Ho sempre odiato questo gioco e la sua sconcertante intelligenza e arguzia ci hanno fatti arrivare ai sotterranei, dopo ben 8 livelli di gioco. Nonostante il pesante casco indossato ci siamo totalmente catapultati in un altro paese, un altra epoca e siamo due semplici turisti in giro per un castello orribile e altamente reale. Il casco 3D ha la capacità di farti vedere a 360° l'ambiente del gioco, angoli, ombre, suoni impercettibili compresi. Mentre i guanti elettronici ti permettono di toccare e sentire oggetti presenti solo nell'ambiente di gioco, una percezione incredibilmente fedele al reale.
E' un esperienza terrificante che è stata censurata in molti paesi. Il fratello di Lynn è riuscito a scaricarlo comunque. Lui riesce in tutto.
<<Dai dammi la mano, dobbiamo scendere se vogliamo trovare la bambina>>
<<ODDIO! Quale bambina?>>
<<Clay, la bambina del primo livello, quella che ci ha indicato dove trovare il primo spettro>>
<<Ma io non l'ho vistaaa!>> ancora una volta il mio nome e non rispondo di me.
<<Con chi credevi che stessi parlando quando ho chiesto 'Indicamelo e non ti succederà nulla'?>>
<<Si, siii, vero. Non ci ho più pensato..hai ragione..>> porto la mano alla bocca sorpresa, incapace di capire come ha fatto a ricordare qualcosa di così fulmineo?
<<Sei terrorizzata e stai proseguendo istante dopo istante...ecco perché non ci hai pensato>> si volta completamente padrone della situazione e del gioco <<Vuoi che smettiamo?>> lo sento sorridere.
<<No! No...dai andiamo a vedere cosa c'è dietro la tenda, magari è la bambina.. no?>>
<<Esattamente quello che pensavo. Vieni dammi la mano>> la sensazione, per tutto il tempo, non è stata piacevole visti i guanti che interrompono il contatto pelle contro pelle. Lo desideravo. Desidero sempre stargli vicino, il più vicino possibile con l'istinto di toccarlo anche solo per sentirne la temperatura del corpo o sentire lui. E durante tutto questo tempo, se pur nel virtuale spazio di un gioco, abbiamo riso come non mai, spingendoci, strattonandoci o aiutandoci quando barcollavamo per lo spavento. Si muove lentamente nella scena virtuale procedendo a piccoli passi, simulando una camminata che lo fa avanzare, con me dietro attaccata, fino alla tenda. Silenzio. Di colpo una successione di respiri ci fa capire che forse abbiamo centrato l'obiettivo di gioco. Un lampo. Una frazione di secondo: la tenda si scopre mostrando un ologramma di una donna sfigurata e urlante. La concitazione che ne segue dura altrettanto brevemente. Con le grandi falcate in cui mi ha trascinata all'indietro siamo andati a sbattere contro un poltrona lontana dalla Tv e perdendo l'equilibrio siamo caduti per terra.
Ci liberiamo all'unisono dei caschi completamente sconvolti e col respiro affannoso.
<<Porca miseria! >> mi tengo il petto con le mani a causa del fiotto di adrenalina e quando metto a fuoco il suo viso lo trovo con le sopracciglia piegate in una smorfia seriamente preoccupata e ansiosa e con il respiro in continuo affanno; smorfie causate dai residui dolori alla costola. Non ci penso due volte e gattonando gli sono accanto <<Stai bene?>> gli poggio la mano sul fianco.
<<Si, sto bene. Scusami mi ha colto alla sprovvista, ti sono praticamente caduto addosso, Clay....scusami tanto>> il suo viso rimane serio e cerca di allontanarsi proprio quando improvvisamente suona il campanello della porta. Ci blocchiamo entrambi di colpo consapevoli ad un tratto che fuori da queste mura ci sono altre persone, un mondo intero di cui ci siamo completamente dimenticati. Non ci siamo neanche accorti dell'avviso dell'ascensore all'attico.
Scattiamo in piedi e mentre io mi dirigo alla porta lui raccoglie gli strumenti del 3D.
<<Clay, che succede? Hai l'aria di chi ha visto un fantasma, sul serio!>> alla frase di Lynn mi viene incredibilmente istintivo voltarmi verso di lui che fa lo stesso con me. Una frazione di secondo ed entrambi scoppiamo a ridere senza freni. La mia perplessa Multicolor avanza facendo capolino dalla soglia e si blocca a fissare il ragazzo dentro l'appartamento.
Dopo qualche istante di silenzio vedo il suo viso curvarsi in un espressione dubbiosa e quasi delusa.
<<Posso parlarti un attimo?>>
<<Si ma ti prego non rimanere li immobile, è casa tua mi sento a disagio>>
<<Scusate...>> mi volto, sentendo la sua calda e inebriante voce sussurrata, e lo vedo tirare dritto fino in bagno in una gentile concessione di privacy.
<<Clay...sai che non metto bocca sulla tua vita ma...che diavolo ci fa quello qui? E dov'è quel povero ragazzo? Non dirmi che lo hai lasciato andare via? E' tornato per strada? E tu lo hai lasciato fare, in quello stato? Non ti capisco.. >> scoppio di nuovo a ridere. Questa è proprio da Lynn.
<<Lynn..LYNN! Ferma, respira, conta fino a 5 e ....... è lui>> le poggio le mani sulle spalle e la tiro dentro chiudendo la porta d'ingresso.
<<Lui chi?>>
<<Lynn.. è lui, LUI! Con meno lividi, il dono della parola e una bellezza che ti fa dimenticare chi sei.. lo so>>
<<E una risata che arriva dritta in pancia! Sono sconvolta.. ma è proprio lui? Ma, ma avrà la nostra età o giù di lì. Dai, dimmi come si chiama? E' americano? Perché era per strada? Che gli è succ->> scuoto la testa agitando le mani per farla smettere.
<<Non so nulla. Non parliamo di questo...a dir la verità non parliamo molto...ma continuiamo a capirci, a bastarci>> mi guardo le dita intrecciandole l'una sull'altra.
<<La verità è che ho una stramaledetta voglia di sapere anche il più piccolo dettaglio della sua vita, ma non posso. Non è mio diritto indagare. E' una di quelle cose che sai benissimo non riesco a fare: mettere pressione, obbligarlo o spingerlo a scoprirsi senza alcuna volontà. Non potrei mai. E ogni giorno è sempre peggio..>>
<<La verità è che ho una stramaledetta voglia di sapere anche il più piccolo dettaglio della sua vita, ma non posso. Non è mio diritto indagare. E' una di quelle cose che sai benissimo non riesco a fare: mettere pressione, obbligarlo o spingerlo a scoprirsi senza alcuna volontà. Non potrei mai. E ogni giorno è sempre peggio..>>
<<In che senso?>> curiosa, Lynn, mi trascina per il gomito fino alle vetrate alle spalle della cucina.
<<Non voglio parlarne adesso, lo faremo quando saremo sole. Non sono sicura di essere in grado di spiegartelo..>>
<<Vediamo se indovino...ha a che fare con i sentimenti, il cuore e tutto il resto? Non posso bisimarti Clay è bello da morire...voglio dire chi se lo sarebbe mai aspettato?>> per la prima volta sul viso di Lynn non c'è ironia o malizioso divertimento, ma solo preoccupazione. Come se capisse appieno anche lei che un invisibile filo si è stretto attorno ai fianchi di entrambi senza chiedere permesso. Scuoto la testa e sorrido per come lo ha definito <<So solo che ha iniziato a parlarmi ed è meraviglioso. Senti... come procedono i lavori al The Page?>>
<<Oh Capo, ci danno dentro ma a volte saltano dei turni per la mancanza di qualcosa. Quando Price lo viene a sapere è sempre un casino! Oh beh, per il resto tutti mi chiedono come te la passi ad Orange..>>
<<Sul serio? Mi ci mancava solo fare la fuggitiva in casa mia..>>
<<A Proposito tua madre?...>>
<<Mh, mia madre.... lei sembra essere a spasso su e giu per le coste messicane.>>
*
Nonostante l'insistenza mia e decine di sinceri "grazie per l'ospitalità" da Mister Mistero, Lynn ha preferito non trattenersi per la cena, preparata per altro in fretta e furia quando erano ormai passate le dieci.
Ancora contorsioni, sempre affamato e pieno di mugolii di gradimento. A volte sembra me lo faccia apposta ma poi cerco di ricordarmi che non mangia decentemente da settimane e certo non è un pensiero che accompagna l'appetito. Se penso al suo silenzio per tutti questi giorni, se provo a ripercorrere ogni suo singolo attimo passato su quel marciapiede senza lasciare che facessi questo molto prima. Con lui non so mai come inizierà la mia giornata ne come finità; eppure ogni ora che trascorro quì dentro fa di me più simile a lui di quanto non credessi.A volte mi fermo impressionata dall'udire lo stesso ritmo di respiro quando, nel silenzio, lui dipinge e io leggo; lui legge ed io preparo la cena; io piego i vestiti e lui dorme. Non è mai vero silenzio con lui. Non lo è stato mai.
Sentendomi un po stanca ho preferito accoccolarmi a letto, vista l'ora tarda. Lui è di sotto intento ancora a dipingere. L'ho lasciato in preda al suo momento di frenesia artistica per potermi godere tutto solamente alla fine.
Da sopra il soppalco, sotto le coperte, non facevo che percepire i suoi respiri profondi, i suoi gemiti leggeri per lo sforzo nello postarsi da un lato all'altro. Il suono dei colori rimescolati e l'odore di acrilico.
Stavo per impazzire all'idea di non sapere bene come sfogare una frustrazione in cui mi sento imprigionata perciò ho infilato gli auricolari ad orecchino senza fili e ho pronunciato il nome della mia playlist che è partita all'istante.
E' come se il mio corpo e la mia mente vivessero ogni suono o odore proveniente da lui in maniera totale; il che mi rende esausta e triste perché non mi sono mai sentita così. Sono abbastanza stupida da voler ignorare tutto almeno fino a quando non mi sarà chiaro che lo sto facendo per lui e non per me.
Pensieri che diventano una nuvola confusa mentre mi addormento.
<<Clay>>
Mi sveglio di soprassalto, assonnata ma stranamente lucida, in mezzo al letto. Il fastidio e il ronzio alle orecchie mi ricordano di essermi distrattamente addormentata con gli auricolari indosso e la musica bassissima.
Un ombra scura ed armoniosa fa capolino dalla scala a chiocciola.
<<Hey stai male? Che succede?>> l'ombra avanza a piccoli passi mostrando due sfere incredibilmente luccicanti nella penombra. <<Non.....riesco.........a........dormire>> sembra spaventato da qualcosa, così gli faccio cenno di sedersi accanto a me sul letto <<Vieni quì>>
<<Perdonami non...volevo svegliarti...mi sono ritrovato a dormire per....terra>> lo sento sbuffare combattuto. Oh no. Sento che non posso frenarmi.
<<Vieni qui, ti prego...sdraiati quì>> gli tendo una mano a mezz'aria ma invece di avvicinarsi fa il giro spostandosi dall'altro lato del letto a passi piccoli ed incerti <<Non so, scusami è che ho solo bisogno di stare quì. Per un pò>> si piega sulle ginocchia dondolando, portandosi la mano sulla fronte e continua a sbuffare piano sempre più combattuto <<Tu continua a dormire..fa come se non ci fossi. Va giù ti prego. Dormi>>.
Non so bene come comportarmi, forse si sente a disagio per quello che mi chiede eppure io non riesco a contenere la gioia. E' come se ricambiasse un po di quell'immenso bisogno che invece sento io.
Mi volto cercando di lasciargli spazio e tempo per decidersi a scivolare nel letto accanto a me, sorprendendomi invece di sentirlo al mio fianco dopo neanche un secondo. Rimango accovacciata con le mani raccolte sulla bocca e le orecchie tese ad origliare ogni suo movimento alle mie spalle. Non so se sia lui ma riesco a sentire il calore del suo corpo sulla schiena. Una sensazione che mi procura brividi a dispetto del caldo. Il suo respiro sembra agitato ma regolare a dispetto del mio trattenuto in gola.
Un insopportabile ed elettrizzante silenzio carico di tutto quello per cui ci stiamo avvicinando. Tutto quello che è cambiato in una settimana. Tutto quello che è scoppiato dentro quella vasca.
Mi volto di scatto respirando a fatica e mi blocco impaziente di fare qualcosa, di porre fine al groviglio che sento tra stomaco e cuore e che mi rende inquieta.Il suo viso, rivolto a me, è incorniciato dal buio ma i suoi occhi lanciano lampi bluastri scuri. Il luccichio saetta veloce sul mio viso. Uno, due, tre respiri veloci. Agitati. Denti che stridono mordendo l'aria. Pensieri che rimangono sulle labbra. Pensieri che voglio assaggiare.
<<Dov'eri quella notte?>> bisbiglio senza tono di voce
<<Ero lì>> mi accompagna nel sussurro
<<Cos'hai visto?>>
<<Erano in tre, volevo farli a pezzi mentre facevano a pezzi il tuo mondo>>
<<Sei uno stupido...>>
<<Dov'eri?>>
<<Non c'ero>>
<<Lo so, dove sei stata?>>
<<Via>>
<<C'era anche lui?>>
<<Si>>
<<Dov'eri? Stavo impazz->>
La dolce sensazione di un invasione lenta, la mente che accompagna il desiderio forse più del corpo stesso.
Una terribile ondata di prepotente volontà che spazza tutto. Ho sempre sperato di farmi distruggere da un sentimento più forte di me. Aspettavo di provare quella sensazione così pericolosamente vicina alla pazzia, pazza di qualcuno. Folle. La mia lingua non smette di accarezzare le sue labbra nervose che rispondono con lunghi sospiri tormentati. Amo il sapore del suo essere, amo l'odore che sprigiona con me. Mi incanta questo calore che sento dalle sue mani. La mia scivola sulla sua nuca, tesa e morbida, per tenerlo più stretto al mio viso e non lasciare che mi lasci. Non lasciare che mi senta persa. Qualsiasi cosa io stia facendo, se sopravvivo, sarà un arma implacabile contre me stessa. Sospira, respira, si agita, si dimena. Tutto sulle mie labbra fino a morirmi sulla bocca abbandonandosi e schiantandosi contro di me, contro il mio corpo. Le sue mani corrono veloci sul mio collo e lo accarezzano premendo instancabili, accarezza le tempie, le guance, gli angoli della bocca. Non avevo capito quanto fossimo decisi ad appartenerci ma speravo di avere ragione sul mio istinto.Non soltanto era lui a stare su quel marciapiede per me. Ero anche io a volere che fosse così. Infila l'indice tra le nostre labbra, lo sento insieme alla sua lingua così dolce e calda. E' bellissimo. Sento che sto per piangere senza alcuna ragione. E' bellissimo. Non riesco neanche a pensare, darmi tregua. Ho bisogno. Ho bisogno di lui e se l'istante in cui te ne rendi conto è lo stesso in cui lo baci come puoi smettere? Come può non sopraffarti? Si stacca una frazione di secondo, deglutendo, poi sorride silenzioso, ride, ride scuotendoci e mi copre col suo viso ancora una volta. Le sue labbra sulle mie non sono mai state così necessarie. La sua lingua che attacca sicura e decisa la mia non è mai stata così appagante. E quando il vento cambia e si rafforza, niente, al suo passaggio, sarà più nello stesso identico posto.
****************
Alcuni disegni di Paintino *_*
Al prossimo capitolo....
Sun
<<Oh Capo, ci danno dentro ma a volte saltano dei turni per la mancanza di qualcosa. Quando Price lo viene a sapere è sempre un casino! Oh beh, per il resto tutti mi chiedono come te la passi ad Orange..>>
<<Sul serio? Mi ci mancava solo fare la fuggitiva in casa mia..>>
<<A Proposito tua madre?...>>
<<Mh, mia madre.... lei sembra essere a spasso su e giu per le coste messicane.>>
*
Nonostante l'insistenza mia e decine di sinceri "grazie per l'ospitalità" da Mister Mistero, Lynn ha preferito non trattenersi per la cena, preparata per altro in fretta e furia quando erano ormai passate le dieci.
Ancora contorsioni, sempre affamato e pieno di mugolii di gradimento. A volte sembra me lo faccia apposta ma poi cerco di ricordarmi che non mangia decentemente da settimane e certo non è un pensiero che accompagna l'appetito. Se penso al suo silenzio per tutti questi giorni, se provo a ripercorrere ogni suo singolo attimo passato su quel marciapiede senza lasciare che facessi questo molto prima. Con lui non so mai come inizierà la mia giornata ne come finità; eppure ogni ora che trascorro quì dentro fa di me più simile a lui di quanto non credessi.A volte mi fermo impressionata dall'udire lo stesso ritmo di respiro quando, nel silenzio, lui dipinge e io leggo; lui legge ed io preparo la cena; io piego i vestiti e lui dorme. Non è mai vero silenzio con lui. Non lo è stato mai.
Sentendomi un po stanca ho preferito accoccolarmi a letto, vista l'ora tarda. Lui è di sotto intento ancora a dipingere. L'ho lasciato in preda al suo momento di frenesia artistica per potermi godere tutto solamente alla fine.
Da sopra il soppalco, sotto le coperte, non facevo che percepire i suoi respiri profondi, i suoi gemiti leggeri per lo sforzo nello postarsi da un lato all'altro. Il suono dei colori rimescolati e l'odore di acrilico.
Stavo per impazzire all'idea di non sapere bene come sfogare una frustrazione in cui mi sento imprigionata perciò ho infilato gli auricolari ad orecchino senza fili e ho pronunciato il nome della mia playlist che è partita all'istante.
E' come se il mio corpo e la mia mente vivessero ogni suono o odore proveniente da lui in maniera totale; il che mi rende esausta e triste perché non mi sono mai sentita così. Sono abbastanza stupida da voler ignorare tutto almeno fino a quando non mi sarà chiaro che lo sto facendo per lui e non per me.
Pensieri che diventano una nuvola confusa mentre mi addormento.
<<Clay>>
Mi sveglio di soprassalto, assonnata ma stranamente lucida, in mezzo al letto. Il fastidio e il ronzio alle orecchie mi ricordano di essermi distrattamente addormentata con gli auricolari indosso e la musica bassissima.
Un ombra scura ed armoniosa fa capolino dalla scala a chiocciola.
<<Hey stai male? Che succede?>> l'ombra avanza a piccoli passi mostrando due sfere incredibilmente luccicanti nella penombra. <<Non.....riesco.........a........dormire>> sembra spaventato da qualcosa, così gli faccio cenno di sedersi accanto a me sul letto <<Vieni quì>>
<<Perdonami non...volevo svegliarti...mi sono ritrovato a dormire per....terra>> lo sento sbuffare combattuto. Oh no. Sento che non posso frenarmi.
<<Vieni qui, ti prego...sdraiati quì>> gli tendo una mano a mezz'aria ma invece di avvicinarsi fa il giro spostandosi dall'altro lato del letto a passi piccoli ed incerti <<Non so, scusami è che ho solo bisogno di stare quì. Per un pò>> si piega sulle ginocchia dondolando, portandosi la mano sulla fronte e continua a sbuffare piano sempre più combattuto <<Tu continua a dormire..fa come se non ci fossi. Va giù ti prego. Dormi>>.
Non so bene come comportarmi, forse si sente a disagio per quello che mi chiede eppure io non riesco a contenere la gioia. E' come se ricambiasse un po di quell'immenso bisogno che invece sento io.
Mi volto cercando di lasciargli spazio e tempo per decidersi a scivolare nel letto accanto a me, sorprendendomi invece di sentirlo al mio fianco dopo neanche un secondo. Rimango accovacciata con le mani raccolte sulla bocca e le orecchie tese ad origliare ogni suo movimento alle mie spalle. Non so se sia lui ma riesco a sentire il calore del suo corpo sulla schiena. Una sensazione che mi procura brividi a dispetto del caldo. Il suo respiro sembra agitato ma regolare a dispetto del mio trattenuto in gola.
Un insopportabile ed elettrizzante silenzio carico di tutto quello per cui ci stiamo avvicinando. Tutto quello che è cambiato in una settimana. Tutto quello che è scoppiato dentro quella vasca.
Mi volto di scatto respirando a fatica e mi blocco impaziente di fare qualcosa, di porre fine al groviglio che sento tra stomaco e cuore e che mi rende inquieta.Il suo viso, rivolto a me, è incorniciato dal buio ma i suoi occhi lanciano lampi bluastri scuri. Il luccichio saetta veloce sul mio viso. Uno, due, tre respiri veloci. Agitati. Denti che stridono mordendo l'aria. Pensieri che rimangono sulle labbra. Pensieri che voglio assaggiare.
<<Dov'eri quella notte?>> bisbiglio senza tono di voce
<<Ero lì>> mi accompagna nel sussurro
<<Cos'hai visto?>>
<<Erano in tre, volevo farli a pezzi mentre facevano a pezzi il tuo mondo>>
<<Sei uno stupido...>>
<<Dov'eri?>>
<<Non c'ero>>
<<Lo so, dove sei stata?>>
<<Via>>
<<C'era anche lui?>>
<<Si>>
<<Dov'eri? Stavo impazz->>
La dolce sensazione di un invasione lenta, la mente che accompagna il desiderio forse più del corpo stesso.
Una terribile ondata di prepotente volontà che spazza tutto. Ho sempre sperato di farmi distruggere da un sentimento più forte di me. Aspettavo di provare quella sensazione così pericolosamente vicina alla pazzia, pazza di qualcuno. Folle. La mia lingua non smette di accarezzare le sue labbra nervose che rispondono con lunghi sospiri tormentati. Amo il sapore del suo essere, amo l'odore che sprigiona con me. Mi incanta questo calore che sento dalle sue mani. La mia scivola sulla sua nuca, tesa e morbida, per tenerlo più stretto al mio viso e non lasciare che mi lasci. Non lasciare che mi senta persa. Qualsiasi cosa io stia facendo, se sopravvivo, sarà un arma implacabile contre me stessa. Sospira, respira, si agita, si dimena. Tutto sulle mie labbra fino a morirmi sulla bocca abbandonandosi e schiantandosi contro di me, contro il mio corpo. Le sue mani corrono veloci sul mio collo e lo accarezzano premendo instancabili, accarezza le tempie, le guance, gli angoli della bocca. Non avevo capito quanto fossimo decisi ad appartenerci ma speravo di avere ragione sul mio istinto.Non soltanto era lui a stare su quel marciapiede per me. Ero anche io a volere che fosse così. Infila l'indice tra le nostre labbra, lo sento insieme alla sua lingua così dolce e calda. E' bellissimo. Sento che sto per piangere senza alcuna ragione. E' bellissimo. Non riesco neanche a pensare, darmi tregua. Ho bisogno. Ho bisogno di lui e se l'istante in cui te ne rendi conto è lo stesso in cui lo baci come puoi smettere? Come può non sopraffarti? Si stacca una frazione di secondo, deglutendo, poi sorride silenzioso, ride, ride scuotendoci e mi copre col suo viso ancora una volta. Le sue labbra sulle mie non sono mai state così necessarie. La sua lingua che attacca sicura e decisa la mia non è mai stata così appagante. E quando il vento cambia e si rafforza, niente, al suo passaggio, sarà più nello stesso identico posto.
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Alcuni disegni di Paintino *_*
Al prossimo capitolo....
Sun

Oddio.
RispondiEliminaOddio O_O
ODDIO!!!!!!!!
SENTI, A STO COLPO NON MI RIPRENDI PIU' ç_ç SERIAMENTE!!!!
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!
Polps, ma come diamine fai a rendere tutto così... VERO?
O_O
sei di una bravura SCONCERTANTE.
DIO SANTO il bacio...è una vita che aspetto il loro primo MERAVIGLIOSO bacio!! Perché sapevo che sarebbe stato tale.
RispondiEliminaMi sento mancare Sil, mi gira la testa....menomale che sono seduta o_O
qualcuno lo faccia star zitto ahahahahahahahaha XD ogni volta che parla rimango scioccata,figurati a sentirlo parlare così tanto XD
RispondiEliminama la parte migliore è l'ultima,mamma mia che bacio...ho i brividi *-*
ODDIOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!ogni mia più piccola terminazione nervosa era su di giri nel sentirlo parlare...bisbigliare...pronunciare "Clay" !!!! ma IL BACIO DIO SANTO ditemi che non me lo sono sognatooooo!!! Non riesco neanche a scrivere dall'emozione....
RispondiEliminaE' STATO BELLISSIMO SILVIETTA MIA!!!.......sono stravolta...E NE VOGLIO ANCORA,!!!!
PS: Dammi il telefono di tuo cugino che LO MINACCIO di ridarti il pc IMMEDIATAMENTE!!!.....
OMGG Clay è in paradiso sentire pronunciare il suo nome per la prima volta da lui ...E che dire del bacio ..con ci sono parole, l'hai descritto perfettamente sorella da brividi, *_* un sogno che si avvera per entrambi !!!!
RispondiEliminaOH MIO DIO!! Ogni volta che apre bocca muoio, quando ha pronunciato il suo nome mi stavo sentendo male....per non parlare del BACIO awwwwww *__________* STUPENDO!!!
RispondiEliminaI disegni sono bellissimi!!
Queste le mie reazioni in ordine cronologico...
RispondiElimina???!!!!????!! O___________O ???!!!!????!!
*___________*
♥______♥
...Ahahahahahahaha!
No vabbè, ti giuro che la parte del bacio dopo qualche frase l'ho dovuta riprendere da capo dopo due righe perchè non credevo possibile stesse davvero accadendo ciò che stavo leggendo!!!
Tutto d'una volta si lava, parla, gioca, canta.... sco..... ehmmmm no vabbè sò già andata troppo avanti io.. ahahaahah però oh, ammazza se c'ha preso gusto Paint!!!
E mò che l'ha chiamata per nome però, ci vuol dire il suo PLEEEEAAASE?
Che è tutto sto mistero?
Sarà mica un principe?
Conosce troppo bene i castelli mi pare... Mwuahahahah!
Ok, la smetto di dire cavolate va... aggiungo solo questo:
QUAAANTOOO SEEEEI BBBBBBBBRAAAAAVAAAAAAAAAAAAA PAAAARTNEEEEER!!!!!!!!!!
I ♥ U
Dio mio......mi dovevi dare un indizio oltre al fatto di avvisarmi che avevi postato....
RispondiEliminaSilvia.....mi è sembrato di vederli di quanto tutto mi è sembrato reale.....è tutto dolcissimo.....loro due.....e questo bacio......preludio di qualcosa di ancora più intenso......
E poi i disegni......pazzeschi
Habemus Papa.........noooo quello non tocca a me.....
RispondiEliminaDio dl cielo ci ho messo giorni ma questo capitolo è da stomaco attorcigliato!!!!! Già da quando pronuncia il suo nome, all'essere così spensierato grazie a lei, ma mai avrei immaginato che arrivassero a quel bacio travolgente!!!!! Questo bellissimo uomo dagli occhi cobalto era lì per lei, pronto per trasportarla in un amore folle.....quasi quanto quello che lei legge nella saga.....e adesso ci rimane da scoprire tutto di lui, in primis il suo nome, penso avrò una sincope appena lo rivelerà e anche Clay ;-)
Bellissimo meraviglioso, le emozioni sono forti e tu sei straordinaria a farle sentire tutte!!!!
...Perché una sincope Simo? O_o è un nome normalissimo..
Eliminasemplicissimo..e non è come pensi. In ogni caso il nostro Mistery Man potrebbe anche optare per un nome falso.
Ps. Grazie *_* *smack*
Ho bisogno di lui e se l'istante in cui te ne rendi conto è lo stesso in cui lo baci come puoi smettere?
RispondiEliminaCHE MERAVIGLIA.. COSA MI SONO PERSA PER COSì TANTO TEMPO... Giuro che è fantastico tutto quello che scrivi, che susciti, come lo fai... Io lo amo sto ragazzo, mi ha trascinata in un mondo parallelo ... :*