Il Capitolo è tutto ambientato ad Orange e la nostra Clay se la vedrà con un po di cose.
Buona lettura..
Grazie a TUTTI I LETTORI, davvero di cuore...
NON HO PAROLE!
Sun1600
<<Doveva essere proprio stanca>>
<<Vuoi svegliarla?>>
<<Si credo che dovrei...vorrei che cenasse, conoscendola sarà partita digiuna..>>
<<Allora vi lascio..a domani, vi porto a pranzo fuori>>
<<E' un idea carina, a domani Al...grazie...>>
<<Lo faccio con piacere, lo sai...>>
Un lieve bisbiglio e le dita di mia madre che mi toccano il viso mi fanno riprende quasi subito conoscenza da quello che mi è sembrato un sonno brevissimo ma pesante. E' come se mi fossi addormentata cinque minuti fa.
Il tonfo del portone mi fa sedere sul letto cercando mia madre con gli occhi <<Mamma! Che ore sono?>>
<<Clay! Hey..ti abbiamo svegliata allora? Sono quasi le otto, dovevi essere a pezzi>> si avvicina sedendosi di nuovo sul letto con me <<Come ti senti? Mi sei mancata tanto..>> poggia la testa sulla mia spalla abbracciandomi con un solo braccio.
<<Abbiamo?>>
<<Si, Albert mi ha accompagnata a casa, mi fa praticamente da autista da quando sono quì... e da cuoco a volte, consigliere, aiutante..te l'avevo detto no?>>
<<Tu e il sig. Stone vi...cosa? Frequentate? >> sbatto le palpebre stupita, indicando con le dita il portone chiuso e mia madre.
<<Aspetta, che intendi? No, siamo solo amici! La sua gentilezza e i suoi modi così cortesi mi hanno dato una specie di..benvenuto ecco! Ma che vai a pensare?>> sorride arrossendo con quell'aria colpevole ma compiaciuta di chi pensa di non poter più attrarre un uomo.
<<Perché stai sulla difensiva allora? Guarda che non c'è nulla di male sai? Sei ancora molto sexy, devono essere i tuoi occhi Mamma, li ho sempre adorati>> ridacchio e ci spingiamo spalla a spalla <<Mi sei mancata tanto anche tu, è assurdo tutto questo..>> sospiro frustrata, improvvisamente poco sicura della scelta di farla esiliare in questo posto.
<<Dai Clay, non ricominciare. Lo ammetto tesoro, avevo delle riserve su questo posto ma credimi..è carino! Sul serio! E la cosa più assurda è che non credevo mi piacesse così tanto questo lavoro! Lo sai che siamo a 325 iscritti? 325!>> sorrido e ci guardiamo in silenzio per qualche minuto. L'aria cambierà presto e sembra quasi che ne temiamo le conseguenze.
<<E di carino c'è anche un posto dove andare a mangiare fino a scoppiare? Sto per svenire dalla fame..>>
<<Ci puoi contare, io e Al li stiamo scovando tutti..>>
<<Tu e AL..uhm, Lily e Al. Suona molto...primaverile!>> scoppiamo a ridere preparandoci poco dopo ad uscire.
Sapevo che in Texas la cultura delle viti, l'enogastronomia e i calici di cristallo fossero il piatto forte per chi ama sorseggiare dell'ottimo vino. Ne avevo avuto un piccolo assaggio anche con Matt, ma non lo avevo colto. Non mi era piaciuto, non avevo trovato divertente neanche criticare questa città, ma con mia madre tutto questo sembra cambiare faccia.
Mi mancava da morire ridere così tanto, sputare dell'ottimo vino da 35$ a bottiglia per la risposta biascicata di una Lily piuttosto brilla ad un cameriere robotico pieno di display, tasti, pulsanti e cuffie in linea con le cucine. Soprattutto non vedevo mia madre così spensierata e libera da ombre scure da un tempo che non ricordo.
Quando rientriamo all'appartamento le ho praticamente spiattellato gran parte della mia pseudo convivenza con l'uomo misterioso, tralasciando accuratamente alcuni dettagli tipo quanto sia maledettamente bello o quanto siano blu i suoi occhi o di quanto sappia andare bene di lingua, almeno con la mia.
Mi aveva ribadito il concetto e le sue parole le ricordavo bene : <<Sei un essere umano tesoro mio avrei fatto la stessa cosa e al diavolo chi avrebbe pensato che sia un taglia gole o un maniaco pervertito. A volte si va a pelle, a sensazione, spero solo che tu stia attenta e che non ti faccia prendere la mano della generosità, in fondo è ovviamente uno sconosciuto..un piccolo raggio di luce in tutto questo disastro>>.
Dettati dall'alcol, anche i miei pensieri si spostano su un terreno minato che però vanno al di la delle pure esigenze fisiche. Quelle che invece avevo dimostrato egoisticamente con Matt. Sbagliando. Ancora flash delle onde che portavano i suoi fianchi sui miei, del suo tentativo di distrarmi da ciò che stava facendo in basso, con le sue labbra sulle mie più indelicate che mai, più frementi che mai. Ed io sempre più schiacciata contro quello stipite di metallo.
Scuoto la testa rivolgendo l'attenzione su mia madre che stava per parlare.
<<Sai, non ti nascondo che un po me la sono cercata questa...sbronza!>>
<<Mamma dai, non sei sbronza..non ricordi neanche la differenza con l'essere un po su di giri?>>
<<In vino veritas Clay>> si fa improvvisamente seria, cupa, seduta su uno degli sgabelli dove due settimane prima Matt aveva cercato di fare sesso con me. Stavolta è una smorfia di rimorso che mi fa riemergere <<So che mi farai delle domande a cui ho intenzione di rispondere, perciò via un po di strati di autocontrollo..>> svolazza una mano in aria con una frivolezza che non le è naturale. La trovo anche buffa.
<<Lo fai sembrare come un interrogatorio dell'FBI Mamma, mi sembra esagerato dopo tutto sono tua figlia e forse adulta quanto basta>>
<<Lo sei sempre stata, avrei dovuto farlo prima. Tuo padre ha cercato di convincermi tante volte ma ho sempre avuto paura>> mi siedo di fronte a lei cercando di mostrarmi una confidente e non l'inquisitore <<Ti va un caffè?>>
<<No, grazie tesoro...è tutto okay>> mi guarda negli occhi come se aspettasse di togliersi un peso dal petto. Le facilito il compito.
<<Parlami di questa telefonata, è davvero una tua amica?>>
<<Lo era. Facevamo parte dello stesso fandom. Se la Saga di Twilight fosse stata una star in persona, io sarei stata la sua groupie. Ho vissuto in pieno gli anni della sua ascesa e della sua piena realizzazione sia editoriale che cinematografica. Ne ero innamorata come lo si è di una persona con un cuore che batte. Facevo dei miei giorni quasi una sorta di missione fino a trovarmi di fronte ad una distesa d'acqua infinita fatta di persone esattamente come me. A volte non ne vedevo il confine fino a quando, solo qualche anno fa, è scemata del tutto. Ma mai per quelli come noi. Quando entri nella dinamica delle emozioni in cambio di emozioni inizia la dipendenza. Per moltissime di noi era dipendenza sana, di cui non conoscevi assuefazione. Ti scontravi intellettualmente, discutevi della stessa passione con persone ai poli opposti della terra e ti ci ritrovavi perché suscitavano le stesse reazioni. Un enorme massa umana fatta di gruppi e sottogruppi. I "team", gli "haters" e tutto ciò che può venire fuori da un fandom che contava almeno 40 milioni di fans in tutto il mondo.>>
Rimango attonita davanti alle parole di mia madre che riecheggiano nella mente, riportandomi a quello che già mi aveva accennato quando la scoprì a discuterne con mio padre. Ricordo che aveva parlato di diffamazione. E che Papà in realtà non era che il suo avvocato.
<<E ovviamente anche io ho voluto fare la mia parte, seppur piccola all'inizio. Un semplicissimo forum, un weblog amministrato da un paio di amiche con un unico fine: divertirci e tenerci al passo con tutto ciò che accadeva intorno a questo mondo. Eravamo tosti, c'era anche un ragazzo con noi. Andavamo contro chi ci screditava, chi menzionava notizie false, chi marciava sui nostri successi e chi cercava di farci fuori per la troppa notorietà che avevamo raggiunto con il passaparola anche a livello internazionale. E venivamo supportati da chi ci seguiva con genuino affetto. Avevamo messo in piedi un vera e propria attività e avevamo ricevuto anche diversi riconoscimenti dalle fonti ufficiali. Anche quelle cinematografiche. Eravamo ciò che si può definire il top dell'affidabilità, della serietà e professionalità fino a diventare un vero e proprio sito web certificato e creditato dalla stessa casa cinematografica. Avevamo iniziato a guadagnare con le pubblicità e tutto questo in meno di quattro anni...>> la voce di mamma inizia ad incrinarsi ma resto immobile, schiacciata sotto il peso del mio stesso corpo, assorbita dal suo racconto.
<<Sofy era nello staff, si occupava di seguire alcuni attori. Ci sono stati parecchi momenti difficili nel corso degli anni perché in qualche modo la macchina che avevamo costruito faceva gola a molti e in tanti chiedevano un "argomento" su cui lavorare. A volte subentrava la stanchezza e con la conclusione cinematografica temevamo l'accumulo di materiale da smaltire, eventi da seguire e la successiva calma dopo la tempesta mediatica. Ci preoccupavamo anche delle ripercussioni sui fans stessi perché, so che ti sembrerà assurdo, ma era vissuta davvero male. Con un trasporto pari ad un...lutto>>
<<Credo di poterlo comprendere, ma ciò che mi fa venire i brividi è come tutto questo ti ha portata ad un...processo! Quando sei stata segnalata a Papà per quell'articolo sulla scomparsa, hai detto che all'epoca eri stata denunciata...>> vedo mia madre alzarsi e pescare qualcosa dal suo portafoglio in borsa. Un piccolo quadrato che estremità dopo estremità si apre su una pagina di una vecchia rivista. Aggrotto la fronte davanti alla foto, una delle tante viste e riviste in giro per il web. Guardo mia madre e lei mi indica la didascalia. Poi si volta per preparare del thé con gesti secchi e nervosi.
Leggo con attenzione, notando un triangolo rosso che sposta l'attenzione su un indirizzo internet: www.thetwilightworldcoven.com.
Poi ritorno alla didascalia : "Questo lo scatto originale dell'intero cast al party di fine riprese di The Twilight Saga Breaking Dawn Part1 e 2, si nota maggiormente come sia stata brutalmente manipolata e spacciata per autentica dal sito in questione, denunciato per diffamazione e truffa. I membri, tenuti in custodia cautelare, non hanno rilasciato dichiarazioni in merito e il sito è stato ufficialmente oscurato".
<<Oscurato?...Era questo il sito internet che gestivate? Che diavolo è successo? Truffa...?>>
Poggia le due tazze bollenti sulla penisola e incrocia le braccia asciugandosi una lacrima <<Questa foto è stata manipolata. Vedi? Sono quasi tutti piegati su delle cartoline ufficiali da firmare per i fans e qualcuno beveva o fumava. Non si erano accorti del paparazzo perché non era una trovata pubblicitaria, lo avevano deciso loro stessi per amore dei fans. Le card firmate e successivamente vendute, hanno finanziato degli enti benefici. Non so come abbiano fatto, ma quella che ci è stata consegnata per autentica era questa...>> recupera anche il tablet e, digitando un indirizzo IP, mi mostra all'istante una foto che mi fa girare la testa. Un brivido gelato scorre lungo la schiena e spalanco gli occhi davanti alla stessa identica foto, perfettamente modificata, in cui mostra lo stesso intero cast intento ad armeggiare con quella che sembra polvere bianca. Non è possibile. E' assolutamente grottesco e inaccettabile. Complice la penombra del locale, una penna tenuta sospesa accanto al naso era diventata una sniffata, una firma su una card, della droga tagliata. Un viso stanco di uno dei protagonisti era diventata la faccia di uno strafatto. Il tutto contornato ovviamente da bicchieri svuotati sui tavolini.
<<E' stata pubblicata a nostra insaputa da una dello staff ed è scoppiato l'inferno>> chiude le mani intorno al viso con rabbia e delusione.
<<Tu, tu non c'entravi affatto, cosa...e ne hai pagato le conseguenze? Solo perché eri una delle responsabili?>> annuisce portandosi una mano alla bocca.
<<Tutti. Ovviamente anche lei>> avvampo d'ira, come se questo potesse calmarmi.
<<Ma com'è successo? Come ha potuto fare una cosa simile? Diiio era di attori che si stava parlando! Dio mio non posso accettarlo..>> mi alzo immediatamente agitata e con le mani nei capelli. Impossibile trattenere le lacrime. <<Perché non avete semplicemente detto che non c'entravate? Come hanno potuto credere alla sua parola contro la vostra?>>
<<Perché la barca la remavamo tutti Clay, i soldi sono stati presi dal conto comune per le spese amministrative e pubblicitarie>>
<<Quali soldi?>>
<<Susan Brown ha pensato che cinque mila dollari fossero un buon investimento per pubblicarle nel nostro sito! Non ha avuto nessun dubbio, nessun rimorso, ha creduto come acqua fresca al peggiore dei fake, non ha battuto ciglio. Non ha pensato fosse un incastro bello e buono, soprattutto si è scoperta anche compiaciuta quando eravamo nell'occhio del ciclone del peggiore incubo vissuto nelle nostre vite distrutte. Si parlava di lei, oltre che di noi, e ci ha visto solo fama e soldi. Ci ha rovinati, ci ha annientati. Non si è fatta scrupoli pensando a quanto male avremo fatto ai nostri idoli, ai fans come noi, a chi si fidava..>>
<<Tu, hai dovuto combattere per metà della tua vita per l'errore di qualcun altro? Perciò Papà sta saldando il debito di una FIGLIA DI PUTTANA?>> mi sento accecata dalla rabbia.
<<Tesoro calmati, ti prego siediti e lasciami almeno finire..ti prego>> ora capisco perché non si è mai sentita veramente in vena di confessioni.
<<La casa cinematografica, in accordo con il cast, ha sporto denuncia e in termini di denaro sarebbe stato forse il caso più dispendioso e fallimentare portato mai in tribunale. Non avremmo mai e poi mai potuto restituire i danni morali, pubblicitari e commerciali ad un intero cast>> con un repentino gesto della mano cerca di asciugare naso e guance, sto odiando vederla in questo stato. <<Con il trascorrere dei mesi, man mano che la verità sulle dinamiche veniva a galla, molti membri del cast avevano rinunciato a costituirsi parte civile in cambio di una pena severa per tutti. Questo è stato ancora più umiliante: rinunciavano ai loro risarcimenti personali pur di non avere più nulla a che fare con il processo. La foto originale venne fuori quasi subito e il fandom non aveva dubitato neanche per un secondo, mantenendo sempre integre le loro reputazioni mondiali, ecco perché la scelta di venirne fuori il prima possibile>>
<<Quindi restava la casa cinematografica? E il danno da spartire fra tutti voi inconsapevoli del disastro..>> faccio fatica a respirare con regolarità.
<<Ci odiavano tutti, abbiamo finito per odiarci fra noi e voltare pagina a processo finito>>
<<La sentenza?>>
<<Il 50 % del risarcimento è andato a carico di Susan mentre l'altra metà ripartita fra gli altri quattro membri.>>
<<Perché non vi hanno creduto, mamma perché? Non ne sapevate un cazzo!>>
<<Questo non lo so, lei ha fatto di tutto per affermare il contrario!>> scuote la testa dimostrandomi come la cosa sia ancora oggi del tutto inaccettabile <<Tuo padre e gli altri studi legali sono riusciti a toglierci da parecchi guai Clay, non mi ha fatto trascorrere una sola notte in carcere>>
<<E poi hai conosciuto Papà, mi avevi detto che in realtà era il tuo avvocato...>> sospiro affranta come mai in vita mia <<Si era già innamorato di te?>>
<<Credo di si..>> e nel bel mezzo di una dolorosa confessione, come un lampo, il sorriso amorevole di mia madre spazza via una parte dell'immensa inquietudine che mi ha intorpidita.
<<Tutto questo disastro per una semplice passione, una piccolissima miccia accesa ed esplosa solo per essersi innamorati di un libro.....>> come un pugno nello stomaco ripeto nella mia mente le stesse esatte parole che ho appena pronunciato e che mi si ritorcono contro come aghi sul viso. Tutto per un libro. Porto le mani alla bocca scuotendo la testa <<Era per quello che non volevi che li leggessi? Credevi che per passione avrei scavato fino a trovare tutto e soffrirne?>>.
<<..e giudicarmi o trovare semplicemente inconcepibile giocarsi una stabilità economica e psicologica per.. una passione>> mia madre continua a sentenziare su se stessa ben oltre i limiti del processo. Come può pensarlo? Non ha colpe. Chiudo velocemente la distanza fra noi e senza esitare la stringo in un abbraccio di pieno conforto.
<<Mamma, non dirlo più. Hai aspettato tutto questo tempo per nulla, come potevi pensare che non avrei capito? Io ho perso entrambe in un colpo solo...stabilità economica e psicologica andati a farsi benedire insieme ai resti della mia.. passione! il The Page è tutto per me e adesso non ho più niente. E come se non bastasse ottengo il tuo esilio e la mia infelicità nascondendomi nella mia stessa città. Eppure tu sei al mio fianco, come Papà. Capisco le tue paure in questi anni, ma leggere l'intera Saga non mi sconvolgerà la vita, questo te lo prometto. La amo profondamente ma proprio questa esperienza mi fa prendere le giuste distanze. E credimi adesso posso immaginare l'intera situazione, gli pseudonimi che ti senti costretta ad usare e la reticenza di Papà sui temi che a volte tratti>> l'abbraccio più forte.
Dopo interi minuti, in un misto piagnucolante di lacrime e rassicurazioni date e ricevute, non posso fare a meno di prendere le distanze da questa assurda scena e placare il senso di frustrazione.
<<Mamma...sembriamo due che hanno appena finito di vedere Titanic 4D..>> sento mia madre ridermi sulla spalla e staccarsi dolcemente.
<<Come ho fatto a trasmetterti la mia sfortuna?>>
<<Dna?>> ridacchiamo entrambe ma poi, con fare serio, cerco di chiudere l'argomento con l'ultima martellante domanda.
<<Sei ovviamente libera di non rispondermi, lo capisco..ma come mai con Sofy sei ancora in buoni rapporti?>>
<<In tutti questi lunghi anni, è stata l'unica a restarmi in qualche modo vicino. Era una collaboratrice esterna perciò non è stata coinvolta nel processo ma ha anche aiutato tuo padre a trovare elementi importanti per ridurre la pena per il risarcimento. E' un vero segugio per le notizie.. è in gamba. Ha sempre avuto molta stima di me, non so perché, ma non credevo mi ricordasse più. Non la sento da moltissimo tempo>>
<<Si riferiva a qualcosa da tr....>>
<<Claire tesoro..>> scuote la testa come a darmi la conferma che ha raggiunto il limite dell'esternazione del proprio stato d'animo e non ho intenzione di procurarle altro stress. Ho già sentito abbastanza da rendermi più esausta di quando sono arrivata. In più è davvero tardi.
Dopo una notte agitata per entrambe, ed un risveglio piuttosto tardivo, la colazione nell'appartamento di Orange è diventata presto un invito al pranzo domenicale da parte del Sig. Stone che ha tentato di non lasciar trapelare la sua discutibile simpatia per la mamma. Sono riuscita ancora una volta a trovare una punta di divertimento nello stare in questa cittadina. Se non altro ho scoperto che Albert non è solo un uomo affascinante ma anche decisamente comico e dalla risata contagiosa.
Il Corner completato e avviato è davvero molto bello, gli interni e il locale hanno una punta più folcloristica rispetto a Baton Rouge ma molto, molto invitante. Dai colori al solo aspetto innovativo. E' stato anche piacevole sorprendere molti ragazzi intorno all'area del Corner per sfruttare il wi-fi libero nel week-end.
Durante tutto il tempo trascorso al negozio, chiusi all'interno per mettere a punto alcune cose lasciate in sospeso da mia madre, sono rimasta a debita distanza nell'osservare il comportamento di lei e del Sig. Stone che sembrano avere un affiatamento particolare, una confidenza apparentemente amichevole ma che parla di qualcosa di più. O forse è solo il mio stato d'animo che suggerisce romanticherie ovunque.
Perché mi manca.
Perché Lynn ancora non è andata a trovarlo.
Perché odio il fatto che nel 2039 mi è praticamente impossibile comunicare con lui.
Sono stata così distratta da non curarmi affatto di lasciargli un cellulare, qualsiasi cosa, ma vista la mia imminente partenza di domattina mi era sembrato futile. Mi sbagliavo. E' una tortura, alimentata da quella sempre presente paura di non ritrovarlo, di perderlo, di non sapere dove sia. Nonostante i cambiamenti radicali fra noi due, ancora non riesco a capacitarmi di come dentro quell'appartamento accada di tutto. E dall'esterno non sembra nient'altro che un...sogno immaginario.
Quando Albert ha declinato gentilmente la mia offerta per la cena all'appartamento, io e mia madre abbiamo optato per un sandwich veloce davanti al mega schermo, un vecchio film dall'on-demand e le chiacchiere tranquille che mi mancavano da tempo. Sono usciti fuori altri piccoli dettagli della sua vicenda ed è riuscita a strapparli a me sull'uomo che abita nell'attico della mia amica, generosamente offerto per intercessione.
<<Mi dispiace per questo ragazzo, non dev'essere facile vivere così..la sua fortuna è stata capitare davanti al tuo negozio e attirare la tua attenzione..>> solleva un sopracciglio con una punta di dubbio.
<<Mamma sei fuori strada, credimi se ti dico che non ha nulla a che vedere con l'approfittarsi o l'impadronirsi usando a suo piacimento la mia pietà..è totalmente diverso. E' una fatica costante convincerlo a farsi aiutare, a riordinare i pensieri e provare a lasciarsi il marciapiede alle spalle..la sua sensibilità non è fatta per l'opportunismo>>
<<Questo non deve vietarti di stare attenta, la situazione non deve sfuggirti di mano e ripeto che dovresti convincerlo a sporgere denuncia contro chi lo ha ridotto così male da mandarlo in ospedale...>>
<<Ci sto provando, ha bisogno di fidarsi di qualcuno..ma non ci riesce>>
<<Di te si fida..>>
<<A volte sembra di si, ma non ho ottenuto informazioni su di lui, anzi è sempre più chiuso>>
<<Questo dev'essere un campanello d'allarme Clay, sono preoccupata e non faccio che pensare a te che passi tutto il tempo con lui, non vorrei che la tua amicizia venisse... fraintesa>>
Avvampo e mi volto di scatto fingendo di mettere da parte la bottiglietta d'acqua <<Non devi preoccuparti per questo...>> non per ora almeno.
<<E Matt?>>
<<Non ci sentiamo da un po...l'ultima volta stava partendo per Atlanta..per un impiego>> sospiro ripensando al momento in cui ero seduta su questo stesso punto con lui.
<<Non sarà al settimo cielo per questa insolita "intrusione" , non ti va di parlarne ?>>
<<Sinceramente no e poi non c'è molto da dire...non credo potesse funzionare, credo di aver sottovalutato l'amicizia e lasciato che le cose fra noi corressero un po troppo...>>
<<Non è da madri dire così ma.. non è sempre una cattiva idea provarci quando qualcuno ci mostra interesse..magari ti delude.. o ti sorprende..>> mi volto sollevando un sopracciglio verso il suo sorriso e colgo l'occasione per spostare il fulcro della conversazione <<Sai che non so più se stiamo parlando di me o di te?>> si volta a fissarmi dai suoi occhi verde salvia spalancati e poi sorride <<Tieni a freno la lingua Morris!>>.
Quando lascio mia madre appisolata sul letto, qualche ora dopo, mi dirigo in bagno per cambiarmi per la notte. Porto con me anche il tablet e non appena entro nella mia bolla di privacy telefono a Lynn.
-Hey! Hai fatto bene a chiamarmi..devo dirti un paio di cose.
Ringrazio Dio che questa volta il suo tono di voce non abbia niente a che vedere con lo sconvolgimento dell'ultima volta, leggo piuttosto entusiasmo. Trilla come una campana e quasi allontano l'auricolare, infilato per avere le mani libere.
<<Lynn! Cos'è tutto questo entusiasmo non dirmi che tu e Ryan avete deciso di scappare a Las Vegas a sposarvi?>>
-Uh non ci avevo pensato, mi hai lanciato un idea niente male sai? Ma non si tratta di me...ma di te!
Ridacchia, davvero al settimo cielo e la cosa mi incuriosisce ancora di più, tanto da agitarmi.
<<Lynn che succede? Sei andata all'appartamento? Come sta?>> la riempio di domande come un treno in corsa senza accennare a rallentare.
-Hey calma, calma. Si, ci sono stata e ho portato con me Ryan. Clay, perché non mi hai detto che oltre ad essere bello senza speranza è anche così dolce e premuroso e gentile...è tante cose insieme? E' stato quasi surreale, sentirlo parlare e ringraziarmi così tante volte da aver perso il conto e averlo implorato di smettere. Non sembra la stessa persona e anche con Ryan è stato così cordiale, si è fatto controllare le spalle, le costole senza battere ciglio. E poi....
Mi lascio andare ad un lungo sospiro, dio grazie. Non è scappato. E' ancora lì ed è tranquillo. Non potrei essere più felice di così, sento lo stress accumulato scaricarsi ed evaporare dalle mie braccia e gambe tanto da obbligarmi a sedermi sulla tazza del bagno coperta. Credevo non rivolgesse a loro neanche un cenno di saluto e che non si fidasse. Avevo paura che si offendesse in qualche modo a vedersi piombare senza preavviso padrona di casa e fidanzato/dottore al seguito.
<<Gli hai chiesto se ha mangiato? E' uscito? Se ha bisogno di qualcosa.. ?>>
-Clay, non ha parlato molto ma quello che ha detto mi ha lasciata di stucco.
<<In che senso?>> mi acciglio rimanendo improvvisamente in silenzio.
-Ha assunto un espressione che diceva già tutto ancora prima di parlare e ho avuto la sensazione che si stesse quasi..confidando. Ha detto che tutto ciò su cui riesce a concentrarsi sei tu e che se sta bene lo deve a te. Ha detto che tu lo salvi ogni giorno. Ryan è rimasto quasi di pietra ad ascoltare quelle parole mentre lo finiva di visitare. Ed io mi sono zittita all'istante. Clay ho avuto l'impressione che...
<<Lynn no! Non è come pensi..non dirlo, non è lucido, è nel pieno della sua vulnerabilità ed ha un bisogno fisiologico di tenerezza dopo tre anni di completa solitudine. Non posso permettermi di vedere cose al di fuori della realtà..>>
-Non lo hai visto, tu non hai visto il suo viso e la sua espressione. Quasi la visualizzo la mia Multicolor scuotere la testa contrariata.
<<Invece ti sbagli, una delle prime frasi che mi ha rivolto è stata proprio questa..e il problema di questa conversazione non è quello che prova lui Lynn...>> lascio cadere la frase a metà speranzosa sia che lasci perdere sia che capisca abbastanza.
-Se ti va di parlarne al tuo ritorno io ci sarò, non ti ho mai vista così. Sei sempre stata con un braccio teso all'altro lato della strada, anche davanti al resto del mondo e al tentativo di Matt di riportarti alla normalità ma lo sapevo. L'ho capito quel giorno che sei entrata, con la furia negli occhi, nel ristorante del Sig. Coleman a farti in quattro per lui.
<<Ho agito d'istinto, lo rifarei..>>
-Lo stai facendo ancora.
<<Le cose sono diverse adesso...>>
-L'ho capito, ma stavolta guardando lui non te.
Mi prendo qualche secondo per sospirare pesantemente e riprendere fiato. Questo suo fare due più due non mi è di nessun aiuto. Non solo adesso mi manca intensamente ma mi fa anche paura l'idea che io sia solo l'appiglio che lo protegge dal mostrarsi al mondo. Una volta fuori, potrebbe ringraziarmi ancora e ritrovare la sua vita. Lontano da me.
<<Non vedo l'ora di rivederlo..>> me lo lascio sfuggire quasi come un bisbiglio e il sorriso sommesso e prolungato di Lynn fa da specchio al mio.
Controllare convulsamente l'ora non mi aiuterà a far volare magicamente le tre ore che mi separano dalla mia città e dal mio coinquilino dalle mani arcobaleno.
Mentre faccio colazione, sorrido con malizia verso mia madre in attesa del suo cavalier servente che la porterà dritta dritta nel loro piccolo angolo di paradiso a quanto pare.
Ne ha subite così tante a questo punto che credo abbia bisogno di un po di tangibile serenità.
Ho preferito non scambiarci saluti troppo strappalacrime perciò lei andrà via e solo dopo salterò sulla mia ibrida coreana per tornare..a casa.
Il tablet squilla e senza badare al display rispondo.
-Signorina Morris, buon lunedì! Come se la passa ad Orange, le sta piacendo non è vero?
Rimango a fissare il tablet per qualche istante completamente disorientata, poi, nonostante l'assurdità della domanda cerco di rispondere ad uno squillante Sig. Price.
<<Sig. Price, beh non c'è molto da dire. Appartamento perfetto, corner perfetto, tutto perfetto.>> quasi mi mordo la lingua per non ringhiargli contro.
-Ha visto? Le avevo detto che si sarebbe ambientata. Ho letto i suoi ultimi dati insight e devo dire che non mi ha deluso. Sono sbalordito dal numero di iscritti e le devo ricordare che è assolutamente merito suo, per questo ho insistito così tanto.
Minacciato vorrai dire brutto stronzo.
<<Beh, faccio solo del mio meglio..>> ruoto gli occhi al cielo pensando all'astrusa situazione in cui mi trovo. Sono davvero ad Orange e ho appena visto con i miei occhi come vanno gli affari. La cosa mi rende tranquilla e inquieta allo stesso tempo per via della piccola modifica apportata al contratto su questo posto. Spero con tutta me stessa che non sospetti minimamente.
-Oh si, questo lo so. Lei è in gamba. Se lo ricordi. A tal proposito la volevo avvisare che nei prossimi giorni farò proprio una sosta a Orange con alcuni soci, devo mostrare loro i nostri frutti e convincerli ad espandersi altrove. Le farò dare maggiori dettagli dalla mia assistente. Si tenga libera per una bella cena a base di bistecca texana, mi raccomando! - mentre in sottofondo la sua voce sguaiata lancia urli simili a risate, il tablet quasi mi cade di mano. Verrà quì. Non può essere possibile. Non posso andare via.
Raccolgo il contegno minimo sindacale per continuare la conversazione senza scoppiare in lacrime. Odio questo posto.
<<Si certo, e mi dica quando es-esattamente ha in programma di raggiungermi?>> non riesco a trattenere un balbetto insensato alle ultime parole, credo che sto per piangere.
- Devo annullare degli impegni, ma non si preoccupi cercherò di avvisarla prima possibile. Buon lavoro e a presto.
<<Fanculo. Fanculo. Fanculo.>> in piena crisi isterica inizio a scalciare cuscini per tutta casa cercando di calmarmi.
Non ero preparata ad un improvvisata del genere, non ci avevo neanche mai pensato e come un irritante scherzo del destino mi vedo obbligata a prendere in fretta una decisione, visto che la mia unica soluzione in questo momento è darmi per scomparsa, dispersa, introvabile, evaporata nel nulla.
Come al solito, mi affido alla mia unica ancora di salvezza sperando che duri tutto il meno possibile.
Due ore dopo, Lynn era pronta a consegnare uno smartphone al mio angelo dalle mani arcobaleno e a spiegarli per quale assurdo motivo non sarei stata con lui oggi.
Sperando che mi chiami e che si ricordi della mia promessa: tornare prima possibile.
Due giorni dopo, il mio angelo dalle mani arcobaleno non aveva mosso un ala per mettersi in contatto con me e quel che è peggio è che Lynn non riusciva a cavargli una parola di bocca.
Due giorni dopo, lo stronzo del mio Capo mi faceva sapere, tramite la sua sgradevole assistente, che sarebbe arrivato, accompagnato dai soci, solo l'indomani dopo pranzo.
Due giorni dopo, avevo già affrontato l'argomento con mia madre: le cose dovevano cambiare, non sopportavo più di essere tenuta in pugno così. Improvvisamente la mia vita aveva subìto un cambio di prospettiva e anche se abitava in me il dubbio che potessi rischiare di distruggere ogni mia certezza, cuore compreso, era ora di cambiare priorità alle cose. The Page compreso: lo rivolevo indietro, il più presto possibile.
Giovedì sera, a testa bassa, avevo presenziato alla cena a base di bistecca texana con il Boia e i suoi soci. Mi avevano spremuta come un limone ottenendo da me la più cristallina descrizione di profitti e strategie di vendita, clientela e promozioni. Avevo anche giustificato la presenza di mia madre come supporto morale. L'unica nota positiva era che, sebbene fosse per finzione, ero tornata al mio lavoro di sempre. L'idillio durava giusto l'orario di lavoro, una volta tornata all'appartamento non riuscivo ad aprire bocca neanche con mia madre. Dal mio comportamento aveva finito per capire molto più di quando le nascondevo.
La sveglia del mio tablet suona alle 08:00 in punto di Venerdì mattina, con le note di Lost dei Coldplay. Mi è costato parecchio ricavare un mp7 da un antiquato cd musicale impolverato tra i ricordi di una giovane Lily. Ma me li ha cuciti sotto pelle e da bambina me li faceva ballare davanti ad uno dei loro vecchi videoclip super colorati.
Dopo la doccia, davanti allo specchio, cerco inutilmente di coprire le occhiaie, il pallore e il rossore alle leggere borse causate da una notte di pianto accovacciata accanto alla tazza del bagno. Le quattro ore di sonno le ho dappertutto. Sul viso sfatto, sulle gambe e braccia irrigidite e sul mio terribile umore.
Ciò nonostante ho preso l'impegno di salutare appositamente il Sig. Price con un mio personalissimo arrivederci, prima di partire come in una competizione di Formula uno per Baton Rouge. Viaggio di sola andata.
Quando arrivo nella sala ristorante dell'albergo per un incontro per colazione, lo trovo seduto già ad attendermi mentre armeggia come un ossesso con un piccolo Booknet.
<<Sig. Price, buon giorno>>
<<Oh! Che brutta cera, buon giorno Signorina Morris, si sente bene?>> solleva piano il suo anonimo sguardo dai tasti al mio viso, inorridito.
<<Si, benissimo..>> inciampo leggermente sulla poltrona in tek e alluminio, mentre mi accomodo evitando il suo disappunto.
<<La prego, non faccia complimenti. Chieda tutto ciò che desidera...>>
<<Si, è proprio di questo che volevo parlarle>> senza dargli il tempo di renderlo perplesso, attacco <<Sig. Price, come lei stesso mi ha ripetuto più volte, riesco ad ottenere ottimi profitti in cambio dei suoi finanziamenti e licenze editoriali. Ne sono lusingata. Ma se il mio è vero talento, e lei davvero crede in me e ciò che alla fine conta per lei sono...soldi..>>
Si acciglia, assottigliando velocemente lo sguardo per parlare. Attacco di nuovo <<Non è un mistero per nessuno, e non è un problema visto che il ritorno è per entrambi. Ma la verità è che questo "nuovo" investimento quì ad Orange non è abbastanza motivante per me>>
<<La prego, 325 iscritti in poco più di una settimana, la dovrebbe motivare eccome>>
<<Sig. Price, secondo il contratto sono io che gestisco il punto vendita, a mio piacimento pur di farla guadagnare. E' stato così per Baton Rouge e vorrei fosse così per Orange. Ho intenzione di darlo in sub-gestione. Farei comunque da supervisore 24 ore su 24 e verrei anche una volta a settimana se è necessario. Ma non ho intenzione di stare quì. Ho bisogno di tornare al mio lavoro a Baton Rouge, di rimettere insieme i pezzi e di far rinascere il mio mondo. La passione che metto nel mio lavoro e la voglia di crescere sono stati fatti a pezzi e lasciati in terra accanto alle macerie. Non è andando via che mi sento appagata. Non in un altro posto. Posso restare un altro mese al massimo, poi lo darò in gestione e mi assumerò le spese e le scocciature dell'assunzione. La sto solo informando, per contratto lei non può che darmi solo suggerimenti. Se la cosa non le piace, Orange chiude>> rimango rigida sulla sedia cercando di ostentare sicurezza, ma sono così stanca e triste che temo di non reggere un altro ricatto. E con il The Page può farlo, ancora. Lo fisso sul volto attonito, intento a soppesare ogni mia parola senza darlo a vedere. Dopo qualche istante sospira e sorride. Due cenni a mio sfavore. Annuisce incrociando le braccia, poi mi guarda.
<<Lei crede che io tiri la corda non è vero? Si ricordi sempre che i miei sono affari. Non sono interessato ad ostacolarle la vita, ho anch'io una famiglia. Perciò, diciamo che non ho nulla in contrario se non che i profitti devono salire Signorina Morris, non è un..suggerimento ma un imposizione. Se non ottengo i miei risultati lei è fuori dalla mia supervisione. E intendo ovunque. Perciò non mi resta che augurarle buona fortuna, lei potrà tornare al suo lavoro non appena il The Page sarà perfettamente pronto a ripartire>>
<<No, aspetti, forse non ha capito. Non posso aspettare con le mani in mano ad Orange mentre a Baton Rouge finiscono i lavori. Io voglio seguire i lavori del mio negozio e velocizzarli>> stringo forte le mani sui braccioli della poltrona in metallo, pregando la mia debolezza di non cedere alla volgarità.
<<No, lei non ha capito. Io mi assicurerò che i lavori vengano realizzati con una certa celerità e lei intanto può cominciare a fare da tutor a qualcuno della zona>>
<<Voglio sapere di quanto tempo parliamo..>> insisto stringendo la bocca nervosamente.
<<Tra poco ci saranno le vacanze di Pasqua...cercherò di dare una...accelerata..non so dirle di più>>
<<Lei è bravo, è davvero bravo. Almeno quanto me...a ostentare il suo manico di coltello però. Se lei vedrà cosa può fare allora anch'io vedrò cosa posso fare..buon ritorno a casa>>
Mi alzo di scatto e lascio l'albergo in brevissimo tempo.
All'appartamento, mi lascio andare ad un lungo pianto aspettando l'ora di pranzo.
<<Sono andati tutti via tesoro, ho mandato Albert in avanscoperta al loro albergo. Sono andati via più di un ora fa...>> le mani di mamma sui miei ricci sono incessanti ad accarezzarmi e confortarmi. Dopo quanto è successo, sia lei che il Sig. Stone si sono prodigati in rassicurazioni sul fatto che il Corner di Orange sarebbe continuato nelle loro mani, a dispetto di tutto e di nascosto. Il Sig. Price non aveva sospettato assolutamente nulla e per quanto ne sapeva l'esilio era solo mio.
Dopo aver mangiato un boccone con entrambi, sono riuscita a pensare più lucidamente e non farmi carico di troppe preoccupazioni. Mamma sembra davvero starci bene quì e ringrazio la presenza di Albert senza cui probabilmente non avrei retto la permanenza di mamma un giorno di più.
Dopo una serie di abbracci e rassicurazioni, lascio mamma davanti all'appartamento con Albert al suo fianco. Sul sedile accanto al mio un intera confezione di caffè da viaggio e il tablet collegato con l'abitacolo in vivavoce. Al terzo bip Lynn risponde trafelata.
-Hey dimmi che stai tornando ti prego o vengo a prenderti io stessa e faccio a botte con quello stronzo di Price.
<<Sono in auto Lynn che succede? L'hai visto? Sei riuscita a parlarci?>>
-Non parla. Lo strozzerei. Se ne sta lì da quattro giorni a leggere e dipingere come un pazzo. L'ho ritrovato in tutto e per tutto il tuo Serial Killer di strada. Neanche Ryan ci è riuscito.
<<Diiio, ma perché? Aveva il cellulare, doveva usarlo! Lui sa come usarlo diamine! Non può avercela con me..gli ho promesso che sarei tornata..non è stata colpa mia..>> un tonfo sordo allo stomaco al pensiero di cosa possa passargli per la mente in questo momento e al fatto di non riuscire a capirlo guardandolo negli occhi. Quegli splendidi infiniti occhi blu che come una fotografia nitida mi strappano alla vista della strada. Scuoto la testa in preda ad una profonda tristezza. Mi manca da togliermi le forze. Più di quanto avrei creduto.
-Io, io credo che lui lo sappia, non sembra arrabbiato..Clay.. solo molto triste. Sembra perso, solo che stavolta non è per strada ma a casa mia! Ho provato a dargli il mio telefono, spiegargli che ti avremmo chiamata insieme. Non sapevo cosa fare.
<<Gli hai detto che sto tornando non è vero? Lo sa?>>
-Si lo sa, ma non ha battuto ciglio...si è stropicciato il viso ed è uscito sul terrazzo senza dire una parola. C'è una cosa però che mi ha chiesto. Due giorni fa.
<<Cosa?>>
-Ha voluto sapere se al The Page stanno proseguendo i lavori.
Sospiro pensando a cosa possa significare per lui questa informazione. Lo sospetto, dopo tutto ha una mente brillante e l'intuito non gli manca.
<<Okay, senti Lynn lascia stare. Grazie, grazie per tutto. Hai fatto da tramite a due...idioti. Proverò a chiamarlo ancora sperando che mi risponda almeno questa volta. Non so cosa gli prenda ma prometto di essere a casa presto. E' che sono stanca e non ho dormito.. ho bisogno di restare lucida e riposare se ne sento la necessità. Non so quando sarò a casa. Cercherò di affrontarlo una volta lì. Eh si, lo so.. è da strozzare a volte>>
-Mi spezza il cuore vederlo così. Credo che tu gli manchi Clay, esageratamente.
<<Non lo so, non lo so più>>
===========
Non disperate, sta tornando a casa!
"Non disperate, sta tornando a casa!"
RispondiElimina...io sono tranquilla, ma ho l'ascia a portata di mano!
Mio Dio, perché con questo ragazzo si fanno un passo avanti e 200 indietro?! Non credo sia arrabbiato, ma secondo me soffre sempre della sindrome dell'abbandono.
Per quanto riguarda la storia della mamma di Clay ... non ho parole, solo che di persone cosi infami ne è pieno il mondo e mi dispiace per tutto quello che ha dovuto sopportare.
Adesso mi chiedo dove sta tutta la connessione con lui e la mamma di Clay perché oh questi due hanno la Saga in comune e a parer mio non è un caso!!!
E così abbiamo saputo cosa lega la mamma di Clay alla Saga.....totalmente assurdo
RispondiEliminaE le parole di Liyn su Paint "Ha detto che tutto ciò su cui riesce a concentrarsi sei tu e che se sta bene lo deve a te. Ha detto che tu lo salvi ogni giorno.".......bellissime......
Spero solo che il mutismo in cui lui si è chiuso adesso non sia un brutto segnale visto che ha voluto sapere anche lo stato dei lavori del locale
e almeno un mistero è stato risolto!che ingiustizia,povera Lily!
RispondiEliminaawwww lo sapevo che quei due non riuscivano a stare distanti nemmeno per pochi giorni *-* anche se il ritrovato mutismo di lui un po' mi preoccupa...mah spero che sia solo triste perchè gli manca Clay!
....e un mistero è stato svelato...mi chiedo che collegamento abbia con la reazione di Paint davanti al libro di Eclipse...
RispondiEliminacorri Clay schiaccia l'acceleratore!!
Quello che è successo a Lily e tutto quello che ha dovuto passare è pazzesco....quando hai raccontato del fandom e della passione e amore nei confronti della saga, mi sono commossa perché ho rivisto tanto noi...
RispondiEliminaAncora non riesco a capire il collegamento con Paint (non può essere uno degli attori, perché sarebbe troppo giovane...).
Credo che non sia arrabbiato con Clay, semplicemente gli manca da morire...e non vedo l'ora che si rivedano!
Finalmente abbiamo scoperto il legame tra la mamma di Clay e la Saga, ma non capisco il collegamento con Paint...troppo curiosa di saperlo!!
RispondiEliminaNon disperiamo, ma come "non lo so più?" Clay gli manchi disperatamente.....
RispondiEliminasolo che anche lui come la madre di Cley ha i suoi scheletri nell'armadio.
Intanto abbiamo svelato il legame della madre di Clay con Twilight e tutte le conseguenze ahimè negative che ne sono venute e poi scopriremo tutti i segreti di Mr Occhi Blu cobalto (visto che tu nn gli dai un nome gliel'ho dato io) ;-)