Che mazzata lo scorso capitolo eh?! Come notate faccio capitoli più corti, ma posto decisamente più spesso. In realtà mi godo questo momento di ispirazione o.O So ...secondo voi come sta Anthony? Domanda idiota, i know! So ... buona lettura!
E’ passata ormai una settimana, la rabbia e la delusione non
è passata. New York non mi è mai sembrata cosi spenta come adesso, e pure le
luci che si vedono dal mio appartamento illuminano le strade, le persone
intorno a me continuano la loro vita frenetica, prendono la metro per andare a
lavoro, attraversano la strada fregandosene delle macchine che suonano il
clacson come a rimproverarli, mi sento estraneo a tutto questo, sono a NY ma la
mia mente non è qui, è altrove.
Con il braccio poggiato alla vetrata e la fronte poggiata su esso, guardo fuori, è ormai il crepuscolo e i palazzi di fronte al mio iniziano ad animarsi.
Da una settimana sono un tutt’uno con questa casa, salvo quando Caroline vuole essere portata a Central Park. Ho ripreso a dipingere, resto ore chiuso dentro il laboratorio come se fuori non mi aspettasse nulla, come se non ci fosse più vita.
Le uniche persone che vedo sono i miei genitori, mia madre è perennemente in casa mia, è diventata quasi morbosa a volte non la sopporto neanche. Fa due milioni di domande, del perché abbia deciso di tornare a NY, che fine ha fatto Katherine … come se le dispiacesse poi.
Caroline mi ha chiesto di tenere delle foto sue con LEI, non ho avuto il coraggio di dirle no e più volte sono entrato nella sua stanza di notte per guardarle.
Loro due insieme che sorridono, che fanno delle facce buffe, noi tre insieme quei giorni qui, a New York. Il più delle volte esco di fretta da quella stanza e torno in laboratorio a dipingere con foga, fin quando non sento più il braccio per il dolore e la fatica.
Qualcuno bussa alla porta del laboratorio, mi gratto la fronte con le mani ancora sporche dei colori ad olio, dovrò staccarmi la pelle dentro la doccia per togliere il colore, Caroline entra ma rimane sulla soglia, sa che non ha il permesso di entrare qui dentro.
-Papino, è arrivata la nonna-
“Sai che novità” penso.
-Sto arrivando, grazie tesoro-
Con il braccio poggiato alla vetrata e la fronte poggiata su esso, guardo fuori, è ormai il crepuscolo e i palazzi di fronte al mio iniziano ad animarsi.
Da una settimana sono un tutt’uno con questa casa, salvo quando Caroline vuole essere portata a Central Park. Ho ripreso a dipingere, resto ore chiuso dentro il laboratorio come se fuori non mi aspettasse nulla, come se non ci fosse più vita.
Le uniche persone che vedo sono i miei genitori, mia madre è perennemente in casa mia, è diventata quasi morbosa a volte non la sopporto neanche. Fa due milioni di domande, del perché abbia deciso di tornare a NY, che fine ha fatto Katherine … come se le dispiacesse poi.
Caroline mi ha chiesto di tenere delle foto sue con LEI, non ho avuto il coraggio di dirle no e più volte sono entrato nella sua stanza di notte per guardarle.
Loro due insieme che sorridono, che fanno delle facce buffe, noi tre insieme quei giorni qui, a New York. Il più delle volte esco di fretta da quella stanza e torno in laboratorio a dipingere con foga, fin quando non sento più il braccio per il dolore e la fatica.
Qualcuno bussa alla porta del laboratorio, mi gratto la fronte con le mani ancora sporche dei colori ad olio, dovrò staccarmi la pelle dentro la doccia per togliere il colore, Caroline entra ma rimane sulla soglia, sa che non ha il permesso di entrare qui dentro.
-Papino, è arrivata la nonna-
“Sai che novità” penso.
-Sto arrivando, grazie tesoro-
***
Ennesima cena insieme ai miei, sembra proprio che non possa passare una serata da solo insieme alla mia bambina. Questo loro modo di fare mi sta portando alla esasperazione. Julie ad ogni parola detta da mia madre alza gli occhi al cielo, prima mentre mamma era in cucina ha fatto finta di tagliarsi le vene.
Mi sono trattenuto dal ridere ma ha assolutamente ragione, non la sopportiamo entrambi.
Si sente il rumore delle posate che sbattono sui piatti, Caroline che parla con mio padre, io mi limito ad osservare e parlare quando mi viene posta una domanda.
-Anthony, non puoi immaginare chi ho visto oggi-
non aspetta neanche una mia risposta che subito ricomincia a parlare. Non prende mai fiato sta donna!
-Ricordi la mia amica Francies? Tu e sua figlia giocavate insieme da piccoli, non puoi non ricordarla, si chiama Carola. Be’, ho visto proprio lei … è davvero carina sai-
-Non stento a crederlo, mamma-
-L’ho invitata a cena dopo domani, ovviamente qui a casa tua-
-E dimmi mamma, mi hai forse interpellato su questa cosa? Mi sembra che questa sia ancora casa MIA, non TUA, di conseguenza dovrei essere io a decidere chi invitare e chi no-
-Anthony, non ti rivolgere a me in questo modo-
-Mamma, devi smetterla di intrometterti nella vita di Anthony una buona volta. Caroline, puoi andare in camera tua? La zia tra un po’ ti raggiunge-
-Julie, lascia perdere non ne vale la pena, tanto farà sempre come le pare-
-No Anthony, mi sono stancata! Non fa altro che intromettersi nella tua vita e anche nella mia. Mamma, devi capire che non siamo più dei bambini e che siamo in grado di scegliere con chi stare e cosa farne della nostra vita!-
-Non mi sembra, prendi tuo fratello; una settimana fa stava con una ragazzina di 18 anni …-
-Non. Ti. Azzardare. Mamma. -
-Cosa, non è forse vero? Quella ragazzina pensava di poter competere con una donna matura, di far da madre a Caroli e …-
-Adesso basta! Hai superato ogni limite … vattene da casa mia, subito-
-Ma Anthony-
-Anna, basta. Direi che per stasera hai fatto abbastanza, prendi la tua roba e andiamo-
papà non è solito mischiarsi nelle discussioni ma, il tono con cui parla, non ammette repliche. Si alzano e anche Julia, ma non voglio che lei vada via, ho bisogno di parlare con qualcuno.
-Julia, resta-
-Sei sicuro?-
-Si …ho bisogno di parlare-
annuisce e si risiede. Mamma ci lancia uno sguardo furente, è ferita. Senza dire una parola esce dal mio appartamento, mio padre fa un cenno e entrambi sono fuori. Mentre mia sorelle sparecchia, io vado a controllare la bambina, odio quando è costretta a sentire queste discussioni e sembra che ultimamente in questa famiglia se ne sentano troppe. La trovo addormentata, con indosso ancora i jeans e la maglietta, piano la spoglio e la metto a letto.
Mi fermo un paio di minuti con lei, le accarezzo i capelli lunghi e morbidi, le guance rosa e paffute, la sto trascurando troppo. Prima di andar via le do un bacio sulla fronte " scusa amore"
In cucina è tutto pulito, quando vuole Julia sa essere una perfetta donna di casa. La trovo in soggiorno, con la sola piantana accesa, è rannicchiata sulla poltrona e tra le mani stringe una tazza di tea caldo guardando fuori i grattaceli illuminati.
-Tea caldo in estate. Le nostre origini inglesi le hai prese tutte tu-
-Sempre detto di essere nata nel posto sbagliato. Quello è per te-
con il capo indica il bicchiere di vino rosso sul tavolinetto, lo prendo e mi siedo nella poltrona di fronte alla sua.
Rimaniamo minuti in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Con lei è sempre stato cosi; ci basta stare nella stessa stanza in silenzio, ma so che stasera dobbiamo parlare.
-Ho sentito Katherine-
sorseggia il tea e mi guarda da sopra la tazza. La mia mano trema quando sento il suo nome, è assurdo come il mio corpo reagisca subito.
-Mh-
-E’ tutto quello che hai da dire? Non vuoi sapere come sta?-
-Sinceramente … no-
-Sei un bugiardo. Ti conosco bene Anthony, tu pensi a lei-
-Si Julia, penso a lei … penso a lei ogni fottutissimo secondo, la vedo ovunque. Sei contenta adesso?-
-Perché dovrei esserlo? Stai soffrendo e a me non piace vederti soffrire, lo sai. Anthony, sono sincera , a me tutta questa storia puzza parecchio. Lei che ti lascia cosi, all’improvviso, non lo so-
-Ci ho pensato anche io, ma sinceramente che senso avrebbe adesso? Mi ha lasciato Julia, mi ha ferito … dovevi vedere i suoi occhi, non l’ho mai vista così. Credo che alla fine sia vero quello che ha detto-
-Sarà, ma l’ho sentita parecchio giù. Domani ha la prima prova d’esame-
-Lo so, e so anche che andrà bene-
-Lei … lei vuole sentire Caroline-
-Non farlo. Se tieni almeno un po’ a me e soprattutto a tua nipote, non farlo. È già troppo vedere le sue foto in camera sua, non … non potrei sopportare anche le sue chiamate, anche se non sarei costretto a sentirle, ti prego Julia non …-
-Ehi, ehi, calmati-
si alza per sedersi sulle mie ginocchia, mi abbraccia forte e io la stringo a me.
-Abbiamo proprio una madre stronza, lo sai vero?-
soffoco le risate sulla sua spalla
-Si, lo sospettavo-
-Si chiama Carola, bla bla … bleah, mi sarei ficcata volentieri due dita in gola-
si stacca da me, ma resta seduta sulle mie ginocchia. Le accarezzo i capelli e la guardo. Mi rendo conto di quanto sia cresciuta, ci togliamo di 4 anni, ma per noi non è mai stato un problema , ci siamo sempre sostenuti a vicenda, mi ha sempre difeso con mia madre e io ho sempre fatto lo stesso.
-Julia, è da tanto che non parliamo io e te-
-Lo so. Ma hai avuto i tuoi problemi e non volevo romperti le scatole-
-Per te ci sono sempre, lo sai-
-Si ma … ho conosciuto un ragazzo sai, si chiama Oliver è un tipo ok, ma non lo presenterò a mamma, a lei non piacerebbe-
-A mamma non piacerà mai nessuno, a meno che non sia lei a presentartelo, ovvio! -
-Hai ragione … comunque, Oliver è un veterinario, ci siamo conosciuti perché ho salvato un gattino …-
non aspetta neanche una mia risposta che subito ricomincia a parlare. Non prende mai fiato sta donna!
-Ricordi la mia amica Francies? Tu e sua figlia giocavate insieme da piccoli, non puoi non ricordarla, si chiama Carola. Be’, ho visto proprio lei … è davvero carina sai-
-Non stento a crederlo, mamma-
-L’ho invitata a cena dopo domani, ovviamente qui a casa tua-
-E dimmi mamma, mi hai forse interpellato su questa cosa? Mi sembra che questa sia ancora casa MIA, non TUA, di conseguenza dovrei essere io a decidere chi invitare e chi no-
-Anthony, non ti rivolgere a me in questo modo-
-Mamma, devi smetterla di intrometterti nella vita di Anthony una buona volta. Caroline, puoi andare in camera tua? La zia tra un po’ ti raggiunge-
-Julie, lascia perdere non ne vale la pena, tanto farà sempre come le pare-
-No Anthony, mi sono stancata! Non fa altro che intromettersi nella tua vita e anche nella mia. Mamma, devi capire che non siamo più dei bambini e che siamo in grado di scegliere con chi stare e cosa farne della nostra vita!-
-Non mi sembra, prendi tuo fratello; una settimana fa stava con una ragazzina di 18 anni …-
-Non. Ti. Azzardare. Mamma. -
-Cosa, non è forse vero? Quella ragazzina pensava di poter competere con una donna matura, di far da madre a Caroli e …-
-Adesso basta! Hai superato ogni limite … vattene da casa mia, subito-
-Ma Anthony-
-Anna, basta. Direi che per stasera hai fatto abbastanza, prendi la tua roba e andiamo-
papà non è solito mischiarsi nelle discussioni ma, il tono con cui parla, non ammette repliche. Si alzano e anche Julia, ma non voglio che lei vada via, ho bisogno di parlare con qualcuno.
-Julia, resta-
-Sei sicuro?-
-Si …ho bisogno di parlare-
annuisce e si risiede. Mamma ci lancia uno sguardo furente, è ferita. Senza dire una parola esce dal mio appartamento, mio padre fa un cenno e entrambi sono fuori. Mentre mia sorelle sparecchia, io vado a controllare la bambina, odio quando è costretta a sentire queste discussioni e sembra che ultimamente in questa famiglia se ne sentano troppe. La trovo addormentata, con indosso ancora i jeans e la maglietta, piano la spoglio e la metto a letto.
Mi fermo un paio di minuti con lei, le accarezzo i capelli lunghi e morbidi, le guance rosa e paffute, la sto trascurando troppo. Prima di andar via le do un bacio sulla fronte " scusa amore"
In cucina è tutto pulito, quando vuole Julia sa essere una perfetta donna di casa. La trovo in soggiorno, con la sola piantana accesa, è rannicchiata sulla poltrona e tra le mani stringe una tazza di tea caldo guardando fuori i grattaceli illuminati.
-Tea caldo in estate. Le nostre origini inglesi le hai prese tutte tu-
-Sempre detto di essere nata nel posto sbagliato. Quello è per te-
con il capo indica il bicchiere di vino rosso sul tavolinetto, lo prendo e mi siedo nella poltrona di fronte alla sua.
Rimaniamo minuti in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Con lei è sempre stato cosi; ci basta stare nella stessa stanza in silenzio, ma so che stasera dobbiamo parlare.
-Ho sentito Katherine-
sorseggia il tea e mi guarda da sopra la tazza. La mia mano trema quando sento il suo nome, è assurdo come il mio corpo reagisca subito.
-Mh-
-E’ tutto quello che hai da dire? Non vuoi sapere come sta?-
-Sinceramente … no-
-Sei un bugiardo. Ti conosco bene Anthony, tu pensi a lei-
-Si Julia, penso a lei … penso a lei ogni fottutissimo secondo, la vedo ovunque. Sei contenta adesso?-
-Perché dovrei esserlo? Stai soffrendo e a me non piace vederti soffrire, lo sai. Anthony, sono sincera , a me tutta questa storia puzza parecchio. Lei che ti lascia cosi, all’improvviso, non lo so-
-Ci ho pensato anche io, ma sinceramente che senso avrebbe adesso? Mi ha lasciato Julia, mi ha ferito … dovevi vedere i suoi occhi, non l’ho mai vista così. Credo che alla fine sia vero quello che ha detto-
-Sarà, ma l’ho sentita parecchio giù. Domani ha la prima prova d’esame-
-Lo so, e so anche che andrà bene-
-Lei … lei vuole sentire Caroline-
-Non farlo. Se tieni almeno un po’ a me e soprattutto a tua nipote, non farlo. È già troppo vedere le sue foto in camera sua, non … non potrei sopportare anche le sue chiamate, anche se non sarei costretto a sentirle, ti prego Julia non …-
-Ehi, ehi, calmati-
si alza per sedersi sulle mie ginocchia, mi abbraccia forte e io la stringo a me.
-Abbiamo proprio una madre stronza, lo sai vero?-
soffoco le risate sulla sua spalla
-Si, lo sospettavo-
-Si chiama Carola, bla bla … bleah, mi sarei ficcata volentieri due dita in gola-
si stacca da me, ma resta seduta sulle mie ginocchia. Le accarezzo i capelli e la guardo. Mi rendo conto di quanto sia cresciuta, ci togliamo di 4 anni, ma per noi non è mai stato un problema , ci siamo sempre sostenuti a vicenda, mi ha sempre difeso con mia madre e io ho sempre fatto lo stesso.
-Julia, è da tanto che non parliamo io e te-
-Lo so. Ma hai avuto i tuoi problemi e non volevo romperti le scatole-
-Per te ci sono sempre, lo sai-
-Si ma … ho conosciuto un ragazzo sai, si chiama Oliver è un tipo ok, ma non lo presenterò a mamma, a lei non piacerebbe-
-A mamma non piacerà mai nessuno, a meno che non sia lei a presentartelo, ovvio! -
-Hai ragione … comunque, Oliver è un veterinario, ci siamo conosciuti perché ho salvato un gattino …-
[…]
Ero convinto che dopo quella lite mia mamma non avrebbe portato avanti il progetto di farmi conoscere Carola. Mai mio pensiero fu più errato, per questo quando apro la porta e trovo una ragazza dai capelli rossi e gli occhi verdi davanti la porta di casa la guardo con cipiglio alzato.
-Non dirmi che Anna non ti aveva detto nulla-
-Oddio, sei Carola, entra pure-
mi porge il soprabito leggero, indossa un vestito color smeraldo. È indubbiamente una bella donna, ma non è lei, nessuno sarà mai lei.
-Accomodati, io vado a chiamare mia mamma-
annuisce e probabilmente è parecchio imbarazzata data la mia reazione. Quando entro in cucina chiudo la porta, e mi trattengo dal non urlare.
-Mamma, cosa non ti è chiaro della parola “ non voglio conoscere nessuno?”
Julia alza gli occhi al cielo, ormai sta qui da me , sono stata io a chiederle di rimanere.
-Non potevo certo annullare l’invito, è da maleducati-
-Ovviamente, te lo dico mamma, non ho intenzione di vedere quella povera ragazza al di fuori da queste mura-
-Dovresti darle una possibilità-
-E tu dovresti imparare a farti gli affari tuoi. Vado a cambiarmi, una delle due vada di la per favore-
Faccio una doccia veloce, strofinando forte la pelle per far si che la pittura vada via. Poggio la fronte sulle piastrelle e do un pugno contro il vetro.
Credo di avere un crollo emotivo o qualcosa del genere e la presenza costante di mia madre non aiuta a fatto, cerca costantemente di controllare la mia vita, quella di Julia e di Caroline e tutto ciò sta diventando intollerabile.
Esco dalla doccia e dopo essermi asciugato, vado in camera per vestirmi. Non penso neanche a cosa indossare, per me è una cena come tutte le altre con eccezione di una persona in più. Dei jeans neri e una maglia bianca con lo scollo a V vanno più che bene. Mi guardo allo specchio e passo la mano sulla testa, i capelli stanno crescendo … e ripenso a quei momenti, non posso farne a meno. Lei che li accarezza, che districa le ciocche nelle sue piccole mani. Sospiro afflitto, prevedo una lunga serata.
Carola è simpatica, ed è indubbiamente bella ed è decisamente a disagio. Julia cerca di salvarla dalle domande di nostra madre, ma sembra non riuscirci, io dal canto mio cerco di metterla a suo agio ma fallisco miseramente.
Mi verso del vino ma la bottiglie è vuota, cosi colgo l’occasione per stare due minuti solo con lei.
-Carola, ti va di scegliere il vino insieme?-
-Si-
era alzata già prima di rispondere. Andiamo in cucina e la vedo uscire in terrazzo, la seguo e la vedo accendersi una sigaretta. Me ne offre una, la accetto e stiamo in silenzio godendoci quel momento di “silenzio”
-Grazie-
-E di cosa-
-Di avermi salvata dalle grinfie di tua madre, non la ricordavo cosi logorroica-
-Oh, sa fare di peggio, credimi-
-So perché mi ha invitata e mi dispiace, davvero, non ho potuto declinare l’invito-
-Non è colpa tua, solo che a volte tende a dimenticare che sono adulto e vaccinato-
-Conosco la sensazione, però una cosa devo dirtela … non sei affatto il mio tipo-
-Mmh, non ti piacciono gli artisti?-
-Diciamo che preferisco LE artiste-
la guardo e dopo pochi secondi scoppio a ridere, lei mi segue e per la prima volta dopo giorni rido davvero.
-O mio Dio, non ci posso credere tu … a mia madre potrebbe prendere un colpo-
-E ti dirò di più, sono anche felicemente impegnata-
-Pagherei per vedere la sua faccia -
-Mmh, anche io. Senti, ti va se un giorno di questi ci vediamo per un caffè? Giuro di non farti conoscere nessuna, non sono il tipo-
-Ci sto-
-Bene, io entro-
va via ma, quando sta per entrare dentro si ferma.
-Anthony, si sistemerà tutto, vedrai-
Si sistemerà tutto, si … sono le parole che continuo a ripetermi da giorni ormai. Non so quanto ci vorrà, ma so che passerà, deve passare. Mi sto annullando e non va bene. Senza rendermene conto prendo il telefono e compongo quel numero che so a memoria, l’ho cancellato dalla rubrica per non cadere in tentazione ma è abbastanza inutile quando lo si sa.
1,2 squilli, sto per chiudere la chiamata quando sento la sua voce.
-Pronto-
rimango il silenzio, cerco di dire qualcosa ma è come se la voce mi avesse abbandonato-
-Anth …-
lo sussurra ed è come se la sua voce fosse spezzata dal pianto. Ma è impossibile, per quale motivo dovrebbe piangere?
-Parlami, ti prego-
-Papino, ti vuole nonna-
e come un codardo do il telefono a Caroline, la sento urlare di felicità mentre corro verso il mio studio. Sento mia sorella e i miei genitori chiamarmi, ma non mi importa. Entro dentro e prima che sbatta la porta sento Carola dire “ lasciatelo solo”
Ero convinto che dopo quella lite mia mamma non avrebbe portato avanti il progetto di farmi conoscere Carola. Mai mio pensiero fu più errato, per questo quando apro la porta e trovo una ragazza dai capelli rossi e gli occhi verdi davanti la porta di casa la guardo con cipiglio alzato.
-Non dirmi che Anna non ti aveva detto nulla-
-Oddio, sei Carola, entra pure-
mi porge il soprabito leggero, indossa un vestito color smeraldo. È indubbiamente una bella donna, ma non è lei, nessuno sarà mai lei.
-Accomodati, io vado a chiamare mia mamma-
annuisce e probabilmente è parecchio imbarazzata data la mia reazione. Quando entro in cucina chiudo la porta, e mi trattengo dal non urlare.
-Mamma, cosa non ti è chiaro della parola “ non voglio conoscere nessuno?”
Julia alza gli occhi al cielo, ormai sta qui da me , sono stata io a chiederle di rimanere.
-Non potevo certo annullare l’invito, è da maleducati-
-Ovviamente, te lo dico mamma, non ho intenzione di vedere quella povera ragazza al di fuori da queste mura-
-Dovresti darle una possibilità-
-E tu dovresti imparare a farti gli affari tuoi. Vado a cambiarmi, una delle due vada di la per favore-
Faccio una doccia veloce, strofinando forte la pelle per far si che la pittura vada via. Poggio la fronte sulle piastrelle e do un pugno contro il vetro.
Credo di avere un crollo emotivo o qualcosa del genere e la presenza costante di mia madre non aiuta a fatto, cerca costantemente di controllare la mia vita, quella di Julia e di Caroline e tutto ciò sta diventando intollerabile.
Esco dalla doccia e dopo essermi asciugato, vado in camera per vestirmi. Non penso neanche a cosa indossare, per me è una cena come tutte le altre con eccezione di una persona in più. Dei jeans neri e una maglia bianca con lo scollo a V vanno più che bene. Mi guardo allo specchio e passo la mano sulla testa, i capelli stanno crescendo … e ripenso a quei momenti, non posso farne a meno. Lei che li accarezza, che districa le ciocche nelle sue piccole mani. Sospiro afflitto, prevedo una lunga serata.
Carola è simpatica, ed è indubbiamente bella ed è decisamente a disagio. Julia cerca di salvarla dalle domande di nostra madre, ma sembra non riuscirci, io dal canto mio cerco di metterla a suo agio ma fallisco miseramente.
Mi verso del vino ma la bottiglie è vuota, cosi colgo l’occasione per stare due minuti solo con lei.
-Carola, ti va di scegliere il vino insieme?-
-Si-
era alzata già prima di rispondere. Andiamo in cucina e la vedo uscire in terrazzo, la seguo e la vedo accendersi una sigaretta. Me ne offre una, la accetto e stiamo in silenzio godendoci quel momento di “silenzio”
-Grazie-
-E di cosa-
-Di avermi salvata dalle grinfie di tua madre, non la ricordavo cosi logorroica-
-Oh, sa fare di peggio, credimi-
-So perché mi ha invitata e mi dispiace, davvero, non ho potuto declinare l’invito-
-Non è colpa tua, solo che a volte tende a dimenticare che sono adulto e vaccinato-
-Conosco la sensazione, però una cosa devo dirtela … non sei affatto il mio tipo-
-Mmh, non ti piacciono gli artisti?-
-Diciamo che preferisco LE artiste-
la guardo e dopo pochi secondi scoppio a ridere, lei mi segue e per la prima volta dopo giorni rido davvero.
-O mio Dio, non ci posso credere tu … a mia madre potrebbe prendere un colpo-
-E ti dirò di più, sono anche felicemente impegnata-
-Pagherei per vedere la sua faccia -
-Mmh, anche io. Senti, ti va se un giorno di questi ci vediamo per un caffè? Giuro di non farti conoscere nessuna, non sono il tipo-
-Ci sto-
-Bene, io entro-
va via ma, quando sta per entrare dentro si ferma.
-Anthony, si sistemerà tutto, vedrai-
Si sistemerà tutto, si … sono le parole che continuo a ripetermi da giorni ormai. Non so quanto ci vorrà, ma so che passerà, deve passare. Mi sto annullando e non va bene. Senza rendermene conto prendo il telefono e compongo quel numero che so a memoria, l’ho cancellato dalla rubrica per non cadere in tentazione ma è abbastanza inutile quando lo si sa.
1,2 squilli, sto per chiudere la chiamata quando sento la sua voce.
-Pronto-
rimango il silenzio, cerco di dire qualcosa ma è come se la voce mi avesse abbandonato-
-Anth …-
lo sussurra ed è come se la sua voce fosse spezzata dal pianto. Ma è impossibile, per quale motivo dovrebbe piangere?
-Parlami, ti prego-
-Papino, ti vuole nonna-
e come un codardo do il telefono a Caroline, la sento urlare di felicità mentre corro verso il mio studio. Sento mia sorella e i miei genitori chiamarmi, ma non mi importa. Entro dentro e prima che sbatta la porta sento Carola dire “ lasciatelo solo”

E' un po faticoso commentare così a caldo..
RispondiEliminaAvere i Pov Anth sono davvero na bella botta..
Sicuramente sapremo come sta Kath, e non vedo l'ora.. ma in questo momento la "vita" a NY mi sconforta...
Quanto può reggere ?
Sinceramente non so quanto possa ancora reggere, ma nel prossimo capitolo si scoprirà qualcosa... ma forse sarà troppo tardi.
Eliminaaaah ho capito perchè serve ad Anth la spranga,per ammazzare la madre!!ha tutto il mio sostegno,che donna irritante!!ma farsi una padellata di cazzi suoi no??ben le sta che Carola sia lesbica u.u
RispondiEliminamadri snervanti a parte,questi capitoli sono strazianti,spero che venga fuori presto la verità!
la verità verrà fuori nel prossimo capitolo,ma sarà troppo tardi per rimediare?
Elimina...chissà.
Quella nn si può definire madre.....e qualcosa mi dice che in mezzo alla rottura ci sia lei, chissà proprio lei avrà incontrato Kath??? Anth mi spezza il cuore....
RispondiEliminascoprirete tutto nel prossimo capitolo.
EliminaQuesto capitolo è più triste del precedente, si capisce quanto sta soffrendo Anthony.
RispondiElimina"Caroline mi ha chiesto di tenere delle foto sue con LEI, non ho avuto il coraggio di dirle no e più volte sono entrato nella sua stanza di notte per guardarle" ammmore mio ç___ç e su quel "scusa amore" mi veniva da piangere!
La madre la ODIO, ancora che si intromette nella vita del figlio u__u Carola mi è piace (sarà che è lesbica xD) ma è tanto carina e gentile.
Sulla chiamata non so proprio cosa dire...stanno soffrendo entrambi anche se la colpa di tutta questa situazione è di Kath! Tanta tristezza e dolore Marti..
Lo so, lo so.
EliminaNeanche per me è semplice ma dovete avere fiducia in me e in loro due.
Posso dire che la madre è una grande stronza?????
RispondiEliminaBeh....l'ho detto.....
Mamma mia che sofferenza......anche peggio di prima.....
Lui che non riesce nemmeno a guardare le foto dove c'è Kathy....e lei che appena sente la sua voce-......piange subito......
Quanto deve durare questo strazio Marty???????????????
Tizi, sentiti libera di esprimere i tuoi pensieri come più ti piace LOL
Eliminasei stata anche carina a definirla, STRONZA!
So ... nel prossimo capitolo avremo una svolta,ma per rivederli insieme passerà un po' di tempo.
...(mo mi ammazza xD)
....tra le cose che Anth e Kath hanno in comune ci sono senz'altro le mamme rompicoglioni !!
RispondiEliminaSentirlo così "perso" mi spezza il cuore...
Marty malgrado la sofferenza nel sentire il tormento che sta vivendo Antho, ti faccio i complimenti per il bel capitolo fluido e sfizioso...diventi sempre più ingamba ;-)
La elimineremo sta mamma, PROMESSO!
Elimina...grazie Monicuccia ç_ç
quando rileggo i miei capitoli penso " ma sarò riuscita a far capire come si sente veramente?" e leggere questo tuo commento mi conforta.
E' anche vero che bo', con questa storia riesco a scrivere meglio facendo i pov Anthony
ahahahhahah una risata me la sono fatta, in mezzo a tanto dolore! Grande Carola ed è così bello sapere che anche Anth per un momento ha avuto un attimo di allegria.....non riesco a vederlo così, non ce la faccio. MI si spezza il cuore...quando sente la voce di Kath e non riesce a parlare. Stanno soffrendo entrambi come disperati, si capisce.
RispondiEliminaMarty, nonostante questo cap forse sia più sofferente del precedente, l'ho letto che è una meraviglia. BENEDETTA LA TUA ISPIRAZIONE! Sei diventata bravissima ormai ;)
Complimenti per il nuovo sfondo twinne! MI PIACE TANTO <3
Come ho detto sopra a Moni, mi fa piacere che riesca ad emozionarvi e a trasmettervi le emozioni dei personaggi.
EliminaCarola ... mmmh, non eliminatela del tutto, si farà viva presto e chissà, forse sarà d'aiuto!
(sto parlando troppo)
<3
Lo sfondo dovrebbe essere provvisorio o.O mo vediamo
Posso liberamente dire quanto sia BASTARDA la mamma.. poveri figli ....Carola una grande proprio ...sta situazione tra Anth e Katy non può continuare così nn la reggeranno entrambi e manco noi ;-( Vai Marty continua così che l'ispirazione sia con te ^_^!!!
RispondiElimina