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martedì 25 giugno 2013

I was lost crossed lines ...cap26

È arrivato QUEL momento ... volevo evitarlo ma purtroppo eccolo qui. Vi chiedo di stoppare la musica del blog, strada facendo troverete dei link. Vi avviso che è corto ma non sono riuscita ad andare oltre!
Alla prossima.

Quando hai paura di perdere le persone che ami ti senti spenta, morta dentro. Quando sai che le persone che ami sono in pericolo ti senti impotente, ma se hai la possibilità di salvarle sei disposto a tutto.
Stringo forte al petto il cuscino e sfogo tutte le lacrime. Non pensavo sarebbe finita cosi, non in questo modo e soprattutto non per mio volere.
E invece sono qui a pensare a come dover lasciare andare quelle persone che tanto amo, quelle persone che hanno dato un senso alla mia vita, che l’hanno finalmente colorata.
Allie è qui con me, mi accarezza la schiena ma sta in silenzio, ha pianto insieme a me prima, ha letto la disperazione nei miei occhi. È mia amica e vuole solo il meglio per me, sa che il meglio per me sono loro, sa anche che probabilmente sto sbagliando ma non mi giudica.
-Katherine, devi parlare con lui-
-No, non lo farò-
-Ma …-
-Niente ma, non metterò in pericolo le loro vite, non permetterò che gli portino via Caroline. Se per vederli felici devo rinunciare a loro be’ -
-Be’ cosa?! Non lo capisci che nel momento in cui lo lascerai, gli arrecherai dolore comunque?! Hai pensato a quella povera bambina?-
-LO FACCIO PROPRIO PER LEI!-
rimane in silenzio, presa alla sprovvista dal mio urlo o forse perché in cuor suo sa che ho ragione.
-Quando hai intenzione di parlargli?-
-Stasera … rimani con me? Non so …non penso di farcela-
-Starò con te per tutto il tempo che vorrai-


La pioggia batte forte sul parabrezza, il rumore delle spazzole che strofinano è l’unico rumore che si sente insieme a quello della pioggia.
I fari della macchina sono spenti, vicino a me Allie mi stringe forte la mano per incoraggiarmi, coraggio che non ho, che mi ha abbandonato.
-Kath, non sei obbligata, puoi farlo domani-
-No, devo farlo adesso. Domani non avrei il coraggio-
-Va bene, ti aspetto qui. Guido io al ritorno, dopo sarai troppo …-
-Si, quello. Ok, a dopo-
scendo dall’auto, non preoccupandomi neanche di potermi bagnare. Sono un automa, busso e aspetto che qualcuno mi apra.
-Ehi, cosa ci fai qui-
-Dobbiamo parlare-
mi fa entrare, chiude la porta dietro se e sento il suo sguardo perforarmi la schiena. In casa c’è silenzio, probabilmente Caroline sta dormendo. È un sollievo, non sono costretta ad affrontare anche lei, non ne sarei capace.
Cerco di calmarmi e di indossare la maschera dell’indifferenza, di sembrare quanto meno spavalda e sicura delle parole che stanno per ferire l’uomo che amo.
-Katherine, perché sei qui?-
mi volto puntando lo sguardo sul suo, ha la mascella contratta e le spalle rigide. Deve aver capito che qualcosa non va, lui capisce sempre tutto e lo odio, perché sono sicura  sarà difficile, non mi crederà e dovrò essere spietata, dovrò ferirlo per far si che mi creda.
-Siediti, cosi possiamo parlare-
-Preferisco restare in piedi, non mi tratterò molto. Non dobbiamo vederci più-
-Come scusa?-
-Hai capito bene, non dobbiamo più vederci. Sono stanca di questa situazione, di nasconderci e tutto il resto. Voglio vivere una relazione a 360°, e con te ne vivo al massimo il 90-
-Wow, non pensavo stessi cosi male con me e pure non lo avrei mai detto sai. Mi sembrava ti piacesse stare con me, andare a Seattle per locali. Katherine, dimmi la verità che cazzo sta succedendo-
-Non sta succedendo proprio nulla, è stato bello stare con te ma … non ti amo più Anthony-
distolgo gli occhi dai suoi, guardo la porta, è più facile. Il suo sguardo ha uno strano effetto su  me, ha la capacità di leggermi dentro.
Si avvicina a me e chiude i miei polsi all’altezza del petto, fa in modo che i nostri sguardi si incrocino nuovamente e non sono capace di negarglielo.
-Guardami negli occhi e ripetilo. Dimmi che non mi ami, AVANTI KATHERINE, ABBI IL CORAGGIO DI DIRMELO GUARDANDOMI NEGLI OCCHI!-
alza la voce e la presa sui polsi è maggiore. Il suo respiro è accelerato, i suoi occhi pieni di rabbia e dolore. Lo sto ferendo ed è quello che voglio. Voglio che si dimentichi di me, che si butti alle spalle la nostra storia, che trovi la donna giusta per lui. Io continuerò a vivere, se cosi si potrà chiamare la mia vita. Probabilmente perderò brandelli di me stessa, ma sono disposta a rinunciare a lui pur di sapere al sicuro lui e Caroline.
-Non ti amo e probabilmente non l’ho mai fatto. Eri la novità, la trasgressione ma mi è passata. Sto frequentando un ragazzo della mia età, un ragazzo con cui posso vivere una storia alla luce del sole!-
ad ogni parola detta il suo sguardo si incupisce, le sue dita piano allentano la presa e lascia cadere le braccia lungo i fianchi.
-È cosi dunque? Ti sei solo divertita? Ovviamente, una ragazzina di diciotto anni cosa può volere dal suo professore? Cosa volevi, avere una carriera scolastica facile? Hai mentito tutto questo tempo, mi hai fatto credere che contavo qualcosa per te!-
-Ti ho voluto bene, ti voglio bene, ma non è amore non lo è mai stato. Mi sono divertita con te, mi hai fatto sentire amata e desiderata ma nient’altro-
-Non riesco a credere a nessuna delle tue parole, non credo neanche alle parole che ho detto fino a due secondi fa, perché ho visto come mi guardavi, le emozioni che abbiamo vissuto insieme! I tuoi occhi brillavano ogni qual volta mi dicevi ti amo e adesso vieni qui, in casa mia, in questa stanza dove tante volte abbiamo fatto l’amore, e bada mene Katherine AMORE, non SESSO, e vieni a dirmi che non mi ami, che è stata solo un’avventura! STRONZATE!-
-Pensala come vuoi, tutto quello che avevo da dirti l’ho fatto-
lo supero e vado via, lascio la porta aperta e da sopra la spalla guardo la sua figura. Immobile, le mani strette a pugno lungo i fianchi.


-Addio Anthony-
scendo le scale ma mi blocca, non lo guardo. Stringo forte gli occhi e le labbra.
-Katherine, ti prego …-
-Lasciami-
la pioggia ci bagna, ci inzuppa …tremo, ma non per il freddo. Cerco di controllare la mia voce, ormai le lacrime scorrendo sulle guance confondendosi con la pioggia.
-Lasciami andare, non rendere le cose più difficili-
la sua presa si scioglie e corro dentro la macchina. Allie ingrana la marcia e l’ultima cosa che sento è la sua voce che urla il mio nome.

Pov Anthony

La macchina diventa un puntino lontano, rimango a fissare il vuoto per minuti interi, fin quando un auto non passa vicino e suona insistentemente il clacson. Grido ancora una volta il suo nome, come se lei potesse sentirmi, come se il mio urlo servisse a qualcosa. Entro in casa sbattendo la porta, butto a terra tutto quello che ho davanti, calci, pugni … lacrime.
Mi lascio cadere a terra, guardo i palmi delle mani e piango, singhiozzo … sta succedendo ancora, ancora  una volta solo.
-Papino-
sento il sussurro della piccola, cerco di calmarmi e le faccio segno di avvicinarsi.
-Perché piangi papino?-
-Non è nulla-
la abbraccio forte, come se quel piccolo corpicino potesse trasmettermi la forza di cui ho bisogno adesso, è la mia ancora è l’unica persona al mondo che non mi deluderà mai, che non mi lascerà mai.
Guardo la casa che è stata testimone del nostro rapporto, del nostro amore, perché per è amore quello che c’è stato tra di noi, non ho altre parole per descriverlo. Tutto quello che abbiamo vissuto insieme era sentito, vero … ogni parola detta, ogni gesto. Mi rendo conto che stare qui per me è impossibile, vederla tutti i giorni a scuola, dormire in quel letto che è stato nostro fino a qualche giorno fa.
Non posso rimanere qui, non più.
-Amore … dobbiamo andare via-
-Perché?-
-Vedi, mi hanno trasferito- mentire, l’unica cosa da fare in questo momento- dobbiamo tornare a NY-
-E Katherine?-
un pugno nello stomaco. La bile sale, ma la caccio indietro. In tutto questo non ho pensato a Caroline a come si sentirà senza vederla, sembra che neanche lei se ne sia preoccupata. Al dolore si aggiunge la rabbia, rabbia per come ci ha trattati, per come ha illuso la piccola.
-Katherine ha gli esami, non può venire con noi-
-Ma …-
-Niente ma. Adesso andiamo su, è tardi-
stringe forte le braccine sul mio collo. Mi da un bacio sul collo e dice l’unica cosa di cui ho bisogno adesso
-Ti voglio tanto bene papino. Per sempre-

***
L’eco dei miei passi rimbomba nel corridoio della scuola, i ragazzi sono tutti in classe, nessun pericolo di incontrarli. Il preside mi aspetta davanti la porta, braccia conserte e sguardo interrogativo.
Quando stamattina l’ho chiamato, gli ho solo detto che avevo urgente bisogno di parlargli, ha provato a fare domande ma le ho troncate subito.
Quando mi siedo sulla poltrona di fronte la sua scrivania, rimaniamo in silenzio per un po’, nessuno parla fin quando non lancio la bomba. Gli spiego che ho ricevuto un’offerta a cui non posso rinunciare, che domani stesso partirò per NY. Sembra sorpreso, tra qualche settimana ci saranno gli esami e io pianto cosi i miei alunni. Non capisce il mio comportamento e non posso dargli torto, non è da me mollare tutto alla prima difficoltà, non sono mai scappato ma adesso è tutto diverso.
Dopo un’ora esco dallo studio. I ragazzi sono in giro per i corridoi, accelero il passo non voglio vederla ma il destino a volte tira brutti scherzi. Ci scontriamo e i libri che teneva in grembo cadono. Mi chino per aiutarla, sono a scuola e non posso comportarmi in maniera diversa. Le nostre mani si sfiorano e non faccio caso a quello che sento, le porgo i libri e vado via, non una parola, non uno sguardo.
Esco dallo stabile, raggiungo l’auto e non appena dentro mi lascio andare contro il sedile. Decisamente la scelta che ho fatto è giusta, avrei messo a repentaglio me e anche lei.
Sento picchiettare contro il vetro, è Allie.
Mi fa segno di abbassare il finestrino, mi chiedo cosa voglia.
-Ciao Anthony-
-Allie-
-Io … mi dispiace per quello che è successo, davvero. Voglio solo dirti che per lei non è stato semplice, sta male anche lei-
-Cazzate Allie. Mi ha lasciato, è stata lei a decidere tutto, non venirmi a dire che sta male, ti prego-
-Sei ferito, hai ragione. Senti, mi ha mandato qui lei …vuole salutare Caroline-
-Dille di dimenticarsi di me e di mia figlia! Stiamo andando via, non voglio più saper nulla di lei ne di questa cazzo di cittadina. Mi dispiace Allie, ma sono ferito, arrabbiato, non ha pensato neanche un secondo a Caroline. Le ha promesso che non l’avrebbe mai lasciata, ieri mi avrebbe potuto chiedere di lei e invece no, ha iniziato a sparare tutto quel veleno … sinceramente se questo è quello che sto perdendo, ne sono contento-
-Non ci credi neanche tu, te lo leggo negli occhi-
-Probabile, ma è quello che penso adesso. Devo andare, ho un aereo che mi aspetta-
-Dove andrete?-
-A New York, torno a casa mia. Addio Allie-
-Addio Anthony-

***
Seduti sulle sedie della sala d’aspetto dell’aeroporto, leggo il giornale. Cerco di rimanere tranquillo in presenza  di Caroline, dentro mi sento distrutto.
La bambina gioca con le bambole, le fa parlare tra loro … una si chiama Katherine, quando le ho chiesto perché mi ha risposto che ha i suoi stessi occhi. Mi rendo conto quanto le si sia affezionata e mi sento in colpa per averle negato la possibilità di salutarla un ultima volta.
Senza pensarci prendo il telefono e compongo il suo numero, un’ ultima volta.
-Pronto-
-Qualcuno deve parlarti-
freddo, distaccato non ho nulla da dirle, sarebbero  parole poco carine.
-Caroline, è per te-


afferra il telefono e quando sente la sua voce gli occhi le brillano. Gesticola, le descrive l’aeroporto. Le lascio stare e guardo fuori. Ripenso a tutti i momenti che abbiamo passato tutti e tre insieme. New York, Seattle , le serate a giocare sul tappeto a farci il solletico, mi chiedo che fine abbia fatto la ragazza di cui mi sono innamorato, perché di certo, quella che ho visto ieri, non era lei.
-Papino-
-Dimmi amore-
-E’ per te-
mi porge il telefono e ricomincia a giocare, so chi è
-Cosa vuoi-
-Ti prego, non … non portarmela via, so che non ho nessun diritto su lei, che ti ho ferito ma ti prego, lei per me è importante-
.Lo so, ma vedi, non ti sei fatta nessuno scrupolo a ferirmi e se ferisci me è un conto ma lei, lei no. E’ piccola ha bisogno di stabilità e tu non sei la persona più adatta. Dimenticati di lei, dimenticati di me-
-Anthony no … ti prego-
-
Addio Katherine-



7 commenti:

  1. ....ecco che quella terribile sensazione è diventata realtà :-( .....il Pov di Anthony è stato straziante....
    Kath ha sbagliato tutto, doveva parlare apertamente con Anth invece di chiudere così bruscamente la loro storia nel tentativo di salvarlo..
    Non ho altre parole da aggiungere...solo tanta tristezza e Speranza che la verità venga a galla presto....

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  2. questo capitolo è straziante ...ho sentito tutto il loro dolore e faccio fatica a trattenere le lacrime...
    Kath avrebbe dovuto dirgli del messaggio,affrontarlo in due era meglio...ma Anth mi sembra poco convinto del suo improvviso cambiamento ,spero che scopra la verità

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  3. e porco caxxo però!! non si fa così :'(
    E' tremendo il modo in cui Kath lo ha lasciato. Capisco che era l'unico modo, altrimenti non ne avrebbe avuto il coraggio e posso capire perché lo ha fatto....ma non è così che risolve il problema. Gli ha spezzato il cuore e anche se un domani Anth saprà la verità, forse la ferità resterà. Dio povero amore, quanto sta soffrendo. E fa benissimo ad andarsene. Per il bene di Caroline....non aveva scelta.
    Lo sapevo che sto cap mi avrebbe uccisa!!!!!! DISPERAZIONE MODE ON

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  4. E io lo sapevo che stavo ancora più male cazzarola ç_____________ç
    Perchè Kath Perchè?! Perchè non parlare con lui invece di arrivare a questa brutta conclusione. Ha spezzato il cuore del mio povero Anthony, meno male per la piccola Caroline anche se non può riempire il vuoto che ha dentro!
    Da una parte fa bene ad andarsene a NY, anche per la piccola.
    Spero che la verità venga a galla e che tutto ritorni come prima...in questo momento ho tanto dolore nel petto...

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  5. Eh cacchio però....
    ho la sensazione che ci sia stato qualcosa che nn ci hai ancora raccontato e che ci farai vedere come flashback, perché per un messaggio non può aver preso questa decisione...lei ha incontrato la persona che le ha mandato il messaggio vero? Anth povero, che dolore per lui....

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  6. Non capisco perchè Kath ha agito così d'istinto ..non ha pensato ...doveva parlarne con Anth..povero tesoro la lasciato così la ucciso proprio .....se ne andato adesso per salvare la situazione che è pesante e anche per la piccola ...mi ha straziato ..spero che si risolva tutto.. è la verità venga fuori in qualche modo!!!

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  7. ecco lo sapevo che il dramma c'era....ma non immaginavo tutta questa devastazione......
    Si è frantumato tutto in un attimo......quanto dolore....
    quanta sofferenza.....per Kathy che ha dovuto mentire su suoi sentimenti e per il mio professore che ha dovuto subire la sua decisione......
    Marty.....non farli stare troppo separati......è troppo straziante.....

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