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lunedì 17 giugno 2013

Paint Me The Moon: Capitolo 32


Eccomi pronta ad aggiornare, capitolo ricco e ... multimediale! 
Sono sempre più innamorati !!! *_* <3 ...
Uno dei miei "personali" capitoli preferiti...  - E LE CANZONI!!! AWWW LE CANZONI! 
Buon Lettura e ... giù vi raccomanderò poi una cosa  :) 







Mi sveglio con un lieve sussulto, nell'immediata consapevolezza di sentire le labbra di Richard che mi baciano l'interno coscia, avvicinandosi pericolosamente lì dove riesce a far nascere tutto il piacere del mondo. Il mio corpo, rimasto nudo, diventa una distesa tremante. Non ho mai provato nulla di lontanamente paragonabile a quello che sento quando finisco nelle sue mani. Abile perfezionista sulla sua tela migliore, ovvero il corpo di una donna. La sua indiscussa capacità di mettere in gara ragione e istinto e di farmi sentire, anche con la mente, quello che normalmente si prova solo con il corpo.
Quando Richard mi bacia, l'appagamento non è solo fisico. Sento come se venisse fuori quella Clay che ho sempre saputo esistesse ma che non ho mai conosciuto. E mi piace. 
Lievemente stordita dal dormiveglia, sento farsi sempre più forte il bisogno di prendere ossigeno con l'avvicinarsi della sua bocca sulla mia intimità. 
Faccio in tempo ad afferrare le assi della testiera con le mani e aggrapparmici con tutte le forze, prima di sentire il ruggito di Richard quando afferra la sua preda. 
Mi sforzo di aprire gli occhi e regalarmi la visione più eccitante ed erotica del mondo. Quella che provoca un esuberante sensazione di potere femminile, nonostante in questo caso sembri io quella che subisce l'insaziabile amante che mi coccola sessualmente. 
Inginocchiato al centro del letto, esattamente fra le mie gambe, indossa solo un paio di morbidi pantaloni di tuta. 
E' notte fonda e c'è silenzio, ma l'ambiente principale è inondato dai ritorni di luce dei grandi fari puntati sul Mississipi. Lo vedo distintamente nella penombra, attraente e sinuosa bellezza chinata su di me. Le sue mani mi divaricano dolcemente e smetto di guardare per abbandonare la testa all'indietro, incapace di ragionare lucidamente. 
L'eccitazione esplode in maniera istantanea e una voglia tremenda di baciarlo mi toglie il respiro. 
<<Era l'unico modo per svegliarti, non riuscivo più ad aspettare...>>
<<Mhh...vieni qui, baciami...>>
<<Voglio rifare l'amore, rivoglio la mia splendida donna sotto e sopra di me>>
<<Si...>>
<<Rivoglio le tue labbra gonfie e rosse>>
<<Aspetta, così....non resis.....>>
<<...non so come farò a smettere>>
<<Mmh....oddio...>>
<<Si, brava fa la religiosa adesso...>>
<<Tu... non puoi, così è... >>
<<No? No...E se faccio questo?>>
Scatto in aria il bacino quando la presa delle sua bocca si fa oscena e piacevolmente invadente.
<< ....Richard...non, oh si...>> inizio a respirare a fatica, contorcendomi. Quello che provo è così forte da non sapere esattamente come sfogarlo.
<<Il mio amore sa di buono, il mio amore sa di lei...e me>> continua a parlare, respirarmi addosso e muovere la lingua come se mi stesse baciando in bocca.
<<Amore, non respiro...>> stacca le labbra dal mio centro, fulmineo ma delicato, e si arrampica sul mio corpo raggiungendo il mio viso con occhi luminosi ed espressivi. Col pollice fa per asciugarsi le labbra, brillando di gioia in tutto il viso. 
Sorride malizioso sospeso su di me <<Presa!>> annuncia trionfante.
Si fa spazio oscillando i fianchi tra le mie cosce che stringo bloccandolo in una morsa. Indolenzite per la presa ferrea, stacco le mani dalla testiera e le infilo tra i suoi capelli tirandogli la testa all'indietro. Mi ha eccitata cosi tanto. So esattamente a cosa si riferisce ma, continuando a giocare, provo a non dargliela vinta. Comincia a ridere soddisfatto mentre forza con dolcezza e decisione le mie cosce <<Aprile!>>
<<No!>> annaspo in cerca della sua bocca da baciare.
<<Apri le gambe o sarò indelicato.. >> continua a sorridere storto e malizioso mentre lo sfido.
<<Non potresti mai, non è nella tua natura..>>
<<La mia natura sa essere molto, molto suscettibile in certi casi>>
<<Allora vorrà dire che farò la sua conoscenza>> i suoi occhi si riducono a due fessure lanciandomi uno sguardo di rimprovero, scuro e inspiegabilmente sexy, la sua espressione si congela così <<Apri. Le. Tue. Gambe e lasciami entrare...vuoi che ti preghi?>>
<<Richard, io ti voglio così tanto che non mi lasci scampo. Questo mi metterà sempre in svantaggio e sarei perciò sempre io ad implorare te. Non c'e nessuno al mondo che possa toccarmi o parlarmi come fai tu e funziona così bene che ho paura...>>. Non mi accorgo di passare dal gioco a delle confessioni cosi spontanee in un secondo. La mia espressione triste si riflette all'istante sul suo viso.
Ci fissiamo negli occhi per un lungo momento e sembra che nessuno dei due voglia aggiungere altro. Forse la paura di finire su certi argomenti che ci strapperebbero dalla voglia fisica che in questo momento è un rogo tra il mio corpo e il suo.
Lentamente afferra le mie mani e quando le sue dita sono saldamente intrecciate alle mie, le solleva invitandomi a riafferrarmi alla testiera. 
<<Non avere paura, non averne anche per me. Striscerei ancora sulle strade per arrivare da te, mi farei prendere ancora a calci, persino sputare addosso e non mi sentirei umiliato. Ho cercato di difendere ciò che è tuo e farne parte per un momento>> spinge lentamente giù l'elastico dei pantaloni senza smettere di fissarmi <<Ora dimmi che sono tuo e io ci crederò, non avrò paura di perderti e dovrai crederci anche tu. Io non vado da nessuna parte, mai più>> il tono profondamente sincero si attacca al cuore come una pellicola protettiva, qualcosa di impermeabile che protegge quello che provo per lui. 
<<Sei mio. Ti rivendico perché tutto quello che ho fatto l'ho fatto per te. Rifarei tutto per te, perché sei mio>> rilasso il corpo sciogliendo la stretta sui suoi fianchi mentre lui si distende sul mio, aggrappandosi alla testiera poco sopra le mie dita.  
Chiude gli occhi prima di trovarmi, attratto dal mio calore, e penetrarmi quasi di getto. 
Dopo qualche secondo di smarrimento misto ad estasi, i miei occhi invece, restano aperti studiando le espressioni dolci e tormentate del suo viso. Una smorfia, poi strizza gli occhi e si ritrae pronto a invadermi di nuovo con una cadenza lentissima e spossante. Ha questo modo di fare l'amore che mi stupisce. Se sui dipinti è un treno in corsa, pronto a correre intorno alla tela con foga, su di me è un onda. La stessa anima dei corsi d'acqua impetuosi ma lenti. Sembrano privi di andatura e invece nel tempo corrodono, consumano mentre chi li abita vive in tutta tranquillità. Stavolta non riesco a trattenermi, non riesco ad accompagnare a lungo le sue spinte continue. La presa di entrambi sopra le nostre teste fa oscillare il letto di parecchio e le sue spalle spiegate, il suo profumo, il suo sapore sulle labbra mi stordiscono, fallendo il tentativo di non venire. Lascio andare un gemito sofferente, come prova della frustrazione e del piacere così intenso. 
Si ferma dal baciarmi sul collo sollevando piano i suoi occhi nei miei, sorpreso. Quando credo di averlo deluso un enorme sorriso da parte a parte mi rivela forse tutto il contrario <<Che meraviglia..ti ho sentita come un eco..>> abbandono le assi e mi attacco alle sue spalle baciandolo e attirandolo a me <<Continua, non ti fermare, continua a muoverti>> e nel chiederglielo mi accorgo di godere ancora, come se il solo sentirlo, così forte e pieno, provocasse un infinito piacere. Mi bacia la punta del naso, poi il mento e infine le labbra.
Obbedisce con un sorriso, aumentando il movimento del bacino. Si assesta tremolante sui gomiti concedendosi un profondo studio del mio viso, dei miei seni fino a quando, coccolandone uno tra le labbra, si irrigidisce lasciandosi trasportare dall'orgasmo. 
Ultimi e delicati movimenti per afferrare fino all'ultimo spasmo. Mi trascina sul suo petto mentre ricade di schiena e con un balzo della gamba, una nuvola fatta di lenzuola si solleva e cade su di noi coprendoci per metà.
<<Ti ho stancata ?>> mi abbraccia accarezzandomi la fronte e i capelli con la mano destra. 
<<Mi sento leggera>> chiudo gli occhi stringendomi a lui. 
<<Ti concedo un po di tregua, dormi adesso...dormi amore>> prende un profondo respiro che mi solleva la testa e la culla di nuovo giù. Ed è con il battito ancora galoppante del suo cuore e il suo respiro rilassato che trovo il confine con la pace.

**

Sento la porta d'ingresso aprirsi e richiudersi impetuosa. Mi volto di scatto, succhiandomi pollice ed indice per tirare via l'eccesso di zucchero, e guardo Richard con un viso splendente. 
Entusiasta, manda indietro buona parte dei suoi capelli, ancora più lunghi, ancora più ribelli e caotici del solito. Quel gesto della mano che amo da impazzire e che chiamo ragno.
E' stranamente vestito di tutto punto, dando sfogo alla sua nuova mania per i gilet, dopo il prestito di Ryan. Jeans e una t-shirt sdrucita con scollo a v profondo. Dev'essere uscito molto presto stamattina. 
<<Hey, sembra che tu stia tornando dal carnevale di New Orleans. Ti manca solo la trombetta in bocca. Che succede?>> lo guardo sbalordita con le dita ancora per aria. 
Si avvicina cingendomi la vita e poi, con un finto passo di danza, mi fa voltare su me stessa gonfiando inevitabilmente la gonnellina a fiori. Sollevo un sopracciglio e quando si accorge delle mie dita appiccicose, ci infila la bocca succhiando via gli ultimi granelli dolci. <<Stavi preparando l'insalata di frutta vero?>> qualche secondo dopo aver calmato l'eccitazione provocata dal suo gesto, riapro gli occhi e registro la sua domanda. 
<<Eh si... si, dici che fa troppo caldo per un pranzo vero e proprio e poi ne vai matto.>> 
<<Metti tutto in frigo, devi assolutamente venire con me! Devo farti vedere una cosa, una cosa fantastica!>> continua a sorridere senza il minimo sforzo, tanto da contagiare anche me. Annuisco stringendo i pugni emozionata, benché non ho la minima idea di cosa stia succedendo. 
E' la prima volta che lo vedo così. La prima volta che, rientrando da una delle sue poche ma ormai collaudate uscite, non è cupo o assorto ma divertito.
Sono passate poco più di due settimane da quella sua prima volta al Cadillac e da allora è riuscito ad acquisire sempre più autonomia nell'uscire addirittura da solo per comprarsi tinte, colori psichedelici e tele in fibra retroilluminate. Ha anche fatto pace con lo smartphone che gli avevo fatto comprare per me da Lynn, sopportando la pioggia di faccine strane che inviava sul mio quando si chiudeva in bagno.
Ogni giorno dipingeva come un matto. Ogni notte mi consumava nel suo letto. 
Ogni giorno mi teneva per ore con se per farmi cogliere un senso a quello che creava. Ogni notte mi trasportava tra ondate di sospiri, gemiti e qualche imprecazione spontanea mentre ampliavamo gli orizzonti sui nostri corpi. Un intesa perfetta di giorno. Un intesa prorompente di notte. 
Ciò che si può definire l'idillio se non fosse che, per qualche strana ragione, lo scoprivo spesso in silenzio, da solo sul terrazzino, immaginando una moltitudine di pensieri fare a botte nella sua testa. 
Tutti rigorosamente inespressi. 
A volte su quel terrazzino gli facevo compagnia io e, sorridendo e abbracciandoci, tintinnavamo due doppio malto. A volte lo faceva Ryan, in cui stava trovando un amico. 
Alle uscite del fine settimana, preferiva il relax in casa delle tipiche cene a quattro con finale a sorpresa. Ciò significava per me e Lynn giocare alla Fashion Week sulla piattaforma gioco e per Richard e Ryan rum nero e qualche sigaretta. Ho addirittura scoperto quanto fosse eccitante per me il connubio, quando tutte le volte che la sua bocca li fondeva io finivo per fare l'amore con lui in cucina. Ovviamente aspettavamo che Ryan e Lynn venissero magicamente sorpresi dallo stesso bisogno, congedandosi all'improvviso.
I lavori al The Page continuavano piuttosto a rilento rispetto ai tempi che mi ero prefissata e questo mi rendeva un po nervosa in alcuni momenti. Se avessi dovuto affrontare la cosa da sola probabilmente l'avrei presa decisamente peggio, avrei avvertito più pesantemente la delusione e la mancanza di lavoro, dopo un intero anno di piacevole routine. Ma la presenza improvvisa e inaspettata di Richard nella mia vita ha messo a tacere gran parte delle mie preoccupazioni. Questo grazie soprattutto alle decine di volte in cui, provocandomi con domande dirette, lasciava che io tirassi fuori tutto quello che solitamente tenevo dentro; Da mia madre confinata ad Orange all'impotenza della Polizia riguardo le indagini sull'aggressione. All'impudenza del Sig. Price fino ad arrivare a vomitare fuori la rabbia mai inespressa per il Sig. Coleman. 
Richard non ha mai raccontato chiaramente come sono andate le cose quella notte, ed io non l'ho volutamente forzato per evitare di metterlo davanti ad una scelta di cui non si sente pronto. Testimoniare a mio favore vuol dire fornire documenti di riconoscimento che non ha e che rischiano di farlo buttare fuori dalla città. Ma mi ha chiaramente fatto capire che ha bisogno di farlo. Abbiamo uno strano modo di comunicare ed aprirci e se da un lato non facciamo che raccogliere l'uno gli stati d'animo e le sensazioni dell'altro, dall'altro mettiamo a tacere argomenti fondamentali per il nostro rapporto e lo facciamo convinti di farci del bene. E' assurdo anche riconoscerci in faccia quanto sia sbagliato.  
Pianificare qualcosa o fare progetti non ci sfiora nemmeno perché per noi stare insieme non è un idea su cui riflettere, è una condizione inevitabile. Stiamo imparando a capire, giorno dopo giorno, quanto sia necessario per noi vivere insieme. Quella potente voglia di dividere il tempo che sembra sempre troppo poco, ma che tendiamo comunque a separare per non appassirci a vicenda. Tanto equilibrio misto a dipendenza non mi era mai successo, agli antipodi della storia con Matt.
<<Ricordi gli ultimi scarabocchi che ho fatto in questi giorni?>> guida la mia ibrida spedito tra le strade di Baton Rouge, sotto un sole piuttosto cocente ed umidiccio per essere il giovedì santo prima di Pasqua. 
<<Si certo scarabocchi, chissà se Dalì li chiamava così i suoi!>> punto ironicamente un dito sul mento facendo finta di riflettere. Poi mi taglia con uno sguardo cupo.
<<Sai chi era vero?>> per un attimo me lo chiedo sul serio.
<<Uh, si. Dicevo, e ti ricordi del tizio del negozio in centro? Quello delle chincaglierie vintage?>>
<<Si, ti prego non parlarmi ad episodi.. sto morendo di curiosità!>> gli scuoto il braccio e poi gli stampo un bacio sul bicipite. Il suo fisico ha riacquistato un forte tono muscolare. Lui dice che il sesso è magico sul corpo. E il mio si ricopre all'istante di brividi al solo pensiero. Anche mangiare tutti i giorni gli ha ridato uno splendido colorito alla pelle. La carnagione chiara rimane comunque un suo tratto distinto, ma non è più il ragazzo smagrito e smunto di due mesi fa. Pensare di averlo scoperto bellissimo già allora e ritrovarlo adesso un Dio in carne ed ossa che scoppia di salute, mi fa sentire come se avessi scoperto uno scantinato pieno di rilegature originali dei più grandi romanzi di tutti i tempi, solo miei.
<<Lo vedrai tra poco, fidati>> parcheggia maldestramente in un area apposita prima di infilarci a piedi nell'isola pedonale che ospita il centro artistico di Baton Rouge. 
Piena zeppa di piccoli negozietti, qui non vengono ammesse strutture moderne e diavolerie tecnologiche. E' come un area protetta, ed è devota alle antiche tradizioni del sud dell'America al cospetto dei turisti. La sera si riempie di luci ambrate e molti musicisti emergenti, la maggior parte di colore, conquistano le strade fino all'alba. Ora che ci penso, Richard dovrebbe fare anche questa esperienza. Baton Rouge è anche questa.
<<Ecco, ci siamo>> mi stringe la mano sbirciando dentro le vetrate del negozio, poi si volta e mi bacia. Un inatteso e caldo bacio schioccato con quel fiotto di desiderio che spesso lo coglie nei momenti in cui non ti aspetti. Mi apro in un sorriso e poi lo trascino io stessa dentro il negozio. 
Sei dipinti quadrati sono esposti sulla parete frontale. Tutti suoi. Faccio un passo indietro, rimanendo con la testa all'insù per ammirarli finiti e splendidi. 
<<Mi aveva chiesto di vedere qualche lavoretto, non credevo li acquistasse senza battere ciglio>> sento poggiargli le mani sulle mie spalle.
<<Sarei stato un pazzo a non farlo, non sai quanto valgono! Ciao Richard!>> il proprietario del negozio, che conosco da tempo solo di vista, si affaccia da dietro le tende di stoffa indiana. 
<<Oh, lei ne è così testardamente convinto, salve Sebastien, lei è la mia ragazza, Claire>> mi volto per guardarlo e poi riabbasso gli occhi.
<<Piacere di conoscerla Signore, mi chiami Clay>> mi avvicino per stringergli la mano sorridendoci entrambi. 
<<Piacere mio, caspita somigli moltissimo a tuo padre Carl>>
<<Lo conosce?>> spalanco gli occhi.
<<Si, qualche volta ci incontravamo. Prima che lasciasse la città. E' ancora in Germania?>>
<<Si, vive lì. E' venuto a trovarmi qualche settimana fa..>>
<<Oh, avrei voluto tanto salutarlo, spero di rivederlo prima o poi. Allora Richard, come d'accordo il saldo dei dipinti te lo do non appena consegno i primi tre>>
<<Li ha già venduti?>> Richard rimane di sasso.
<<Già venduti, si>>
<<Ma come ha fatto? Li ha solo da un paio d'ore>>  infila le mani in tasca e solleva le spalle. Poi, espressivo come sempre, si lascia andare ad un largo sorriso soddisfatto.
<<Eh il potere del web caro mio, e un bel giro di collezionisti e appassionati!>>
<<Non so davvero come ringraziarla>>
<<Ringrazia il tuo talento piuttosto. Il tuo stile mescola moderno e retrò, non tutti ci riescono. Perciò, se mi faranno ancora il nome di Rey,  ti dovrai cercare un procuratore per alzare i prezzi!>>
<<Rey?>> mi volto a guardarlo interrogativa. Stringe la presa sulle mie spalle. 
<<E'...il mio, li mio secondo nome>>
<<Oh..>>
<<Allora, cosa posso fare per voi?>>
<<Volevo farle vedere i dipinti finiti, solo... ne manca uno che volevo....>>
<<Beh si, quello in realtà l'ho tenuto per me. E' magnifico, sta meglio a casa mia!>> con una sonora risata sparisce di nuovo dietro le tende. E' buffo, sembra messicano. Tarchiato, scuro di pelle e baffetti mediterranei. 
Mi volto di nuovo per guardare Richard perplessa, non mi aveva mai detto di avere due nomi. Non che la cosa mi sconvolga, ma avrei tanto voluto che rivelasse prima a me il suo intento di firmarsi con questo nome. Puro capriccio probabilmente.
<<Lo so>> mi liquida così, indossando una faccia colpevole. 
<<Eccolo...>> Sebastien rientra con in mano un piccola tela che riconosco subito. Mi avvicino istintivamente poggiandoci delicatamente sopra le dita. Riconosco i tratti di Richard e con loro riaffiorano alla mente i ricordi di quella mattina. Stavo per partire per Orange e ci eravamo chiusi nel silenzio per ore prima di ritrovarci. Colpa anche allora dei suoi problemi con le risposte alle mie domande. Era la prima volta che aveva ammesso di fumare in qualche occasione. Vederlo finito mi provoca un emozione e capisco che Sebastien voglia tenerlo, l'anima di Richard è incatenata a questi colori.
<<A questo punto direi che ne manca uno alla collezione da vendere, quindi se ne hai altri... Esprimi la tua arte ragazzo, ti ritroverai pieno di soldi!>> ride con quell'espressione di chi la sa lunga.
<<Grazie Sebastien, cercherò di essere ottimista>> si stringono la mano e con un mio cenno di saluto usciamo dal negozio. 
Richard mi afferra la mano scivolando per il gomito, il polso, fino ad intrecciare le dita alle mie. Camminiamo lentamente lungo il viale assolato, riparandoci di tanto in tanto sotto le fronde. 
<<Rey eh?>>
<<E io che pensavo ti saresti concentrata sul "la mia ragazza">> mi guarda con la coda dell'occhio sporgendo le labbra in un broncio. Buffissimo. 
Scoppio a ridere e lo blocco con una mano sullo stomaco. Rimango immobile davanti a lui. 
<<E il tuo cognome?>>
<<Morris!>> si prende gioco di me, spalancando i suoi occhi blu eternamente luccicanti e si avvicina al mio viso.
<<Quello è il mio cognome...>> 
<<Appunto...sono tuo>> mi stampa un bacio sulle labbra. 
<<Richard>> mi guarda muovendo nervoso la bocca ma non risponde.
<<Cosa farai? Avviserai la mia famiglia dicendo loro dove trovarmi?>>
<<Vaffanculo!>> inizio a camminare prima che possa schiaffeggiarlo. Mi rincorre e mi afferra per una spalla.
<<Scusa, non lo faresti mai lo so>>
<<Allora sai che ti stanno cercando?>>
<<No, ma potrebbero non essersi arresi dopo tre anni!>> si infila le mani in tasca e con uno sguardo severo mi supera riprendendo a camminare. 
<<Richard, staranno malissimo. Non voglio neanche immaginarlo>> rallenta l'andatura dondolante, dandomi l'impressione non solo di rendersene conto ma di soffrire quanto loro.
<<Ho fatto una cosa che ti farà incazzare parecchio ma preferisco dirtelo io.. che Lynn>> si ferma di colpo e si volta, sul viso ancora un aria cupa e leggermente fredda. 
Abbasso le spalle vinta dal suo comportamento e allargo le braccia arrendendomi al suo ermetismo. 
<<Sei un totale casino dio santo! Che c'è ancora?>>
<<Le ho pagato l'affitto!>> 
A passi lenti mi avvicino a lui raggiungendolo sotto un albero. Inizia a fare dannatamente caldo, alimentato dal mio infervorarmi. Mi asciugo la fronte scuotendo la testa. Non ci credo. 
<<Perché lo hai fatto? E poi con quali...?>> spalanco occhi e bocca incredula nel realizzare <<Hai usato i soldi dei dipinti?>>
<<Clay, non posso e non me la sento di continuare a vivere di elemosina come fossi ancora sul marciapiede. La mia vita sta cambiando e lo devo a te. Ti devo parecchie cose e pagarle un misero affitto, perché è quello che mi ha concesso, è il primo passo per iniziare a prendermi io cura di te. Mi è sembrato di capire che entrambi desideriamo condividere il loft e che la cosa non è poi tanto provvisoria come sembrava. Questo mi rende felice, no incredibilmente felice, ma voglio che si prenda l'affitto. Voglio poter essere fiero di provvedere quanto meno ad un posto dove stare insieme. Se è quello che vuoi anche tu, ovvio.>> abbassa gli occhi fissandoli a terra, come se all'improvviso dal mio sguardo leggesse disagio al posto della solita complicità.
<<So che ti suonerà strano ma ti capisco. Okay. Non so come tu abbia convinto Lynn e so quanto questa tua scelta le pesi parecchio..>>
<<Si, è stato piuttosto difficile in effetti>>
<<Non mi piace che tu ti senta in debito con me, non lo accetto. Investi diversamente i tuoi primi soldi, non mi devi nulla>> 
<<Hai ragione, ho bisogno di mutande nuove>> scoppiamo a ridere.
<<Dovrò stare attenta a come mi comporto con te, Lynn prenderà ancora di più le tue parti. Ha un debole nel coalizzarsi con te>> gli accarezzo la guancia e lo invito a sollevare il viso per guardarmi. Quando i miei occhi agganciano i suoi, gli sorrido facendogli capire che va tutto bene. 
<<Non pensare mai più che potrei tradirti. Perderei io stessa la fiducia in me prima che lo faccia tu>> interrompo il contatto visivo ma solo per permettermi di abbracciarlo forte, stringendomi le dita dietro la sua schiena.
<<Non volevo fare lo stronzo. Sei tutto quello che ho. Ho così tanta fiducia in te che sto diventando una persona nuova>> mi avvolge col suo largo e caldo abbraccio e mi culla per pochi secondi baciandomi tra i ricci rossi. 
<<Ma io non voglio cambiarti>> mormoro sul suo petto.
<<No, sta tranquilla. Richard Weller non si cambia >>
Mi lascio andare ad una risata nervosa soffiata sul suo petto. Lo stringo più forte e l'ennesima rivelazione arriva come uno scoppio improvviso. Sollevo gli occhi per guardarlo e si china a baciarmi con un tocco deciso sulla pelle. Con un passo all'indietro si poggia sull'albero e trascina dal viso anche me. Incurante di ipotetici passanti o dell'orario insolito, inizia un vero e proprio assalto adolescenziale. Le sue labbra piene insistono per far schiudere le mie. Leccandosi più volte per annullarne la secchezza, mi stuzzica con la punta della lingua idratando anche le mie. Piccoli gesti dall'aria premurosa ed innocente che hanno su di me un effetto inverso. Il calore misto al suo odore sono la miccia in cima all'esplosivo. Il tono appassionato e marchiante dei suoi baci innescano il tutto facendomi reagire con impeto. Stringo i suoi capelli tra le dita premendo sulla nuca e lo spingo possessivamente per dargli completo accesso. La mia risposta innesca il suo di meccanismo facendolo già ansimare lievemente, spostandosi da un verso all'altro senza lasciare che trapassi un briciolo d'aria. Gioca, stuzzica, aumenta il vorticare sensuale e lento della sua lingua che colpisce a distanza e virtualmente anche tra le mie gambe. Mi stacco per prima, lentamente e controvoglia per poi guardarmi intorno e non vedere che poca gente, indifferente allo spettacolo.
<<Sei arrossita. Stai bene però, si intona coi capelli>> ridacchia accarezzandone qualche ciocca.
<<Vorrei che tornassimo qui stasera, voglio farti vedere il centro di notte. Ti piacerà>>
<<D'accordo. Ora però aiutami a spendere un altro po di soldi!>>

La vena puntigliosa nello shopping era una cosa di cui, in tutta onestà, non mi sarei mai aspettata da Richard. Non credo di essermi mai divertita tanto e riso fino alle lacrime nel vederlo all'opera, districandosi tra centinaia e centinaia di capi vintage a basso costo, in un microscopico negozio la cui proprietaria credeva che Richard fosse francese. 
Lei non aveva alcun problema a confrontarsi visto che la lingua principale è quella, ma la naturalezza e la fluenza con cui ha tenuto alto il tono della conversazione mi hanno lasciata basita. Senza contare che l'inflessione della "r" francese dalla sua bocca è stata deleteria per tutto il tempo. Un eccitante accento del sud che ha cotto a puntino la donna di colore sulla quarantina, che l'ha servito con infinita pazienza. Nel mucchio aveva trovato una t-shirt simile a quella del fratello di Lynn con su scritto "A-Team" e il suo viso si era illuminato. Ne voleva una tutta sua per ricordarsi sempre di quella notte. Non so come riusciva ad essere così tremendamente e spontaneamente dolce. 
<<Come mi sta?>>dopo aver ultimato un trucco leggero, mi affaccio timidamente dalla porta del bagno per raggiungerlo al centro dell'ambiente principale. Richard mi aspetta a gambe incrociate sul letto, giocherellando distratto con il piccolo display wi-fi per la diffusione della musica. Vederlo indossare i suoi primi acquisti mi lascia senza parole: un jeans consumato insabbiato, una camicia stropicciata a quadretti blu e sabbia, aperta un po sul petto. Emergono in un solo colpo l'orgoglio della conquista, la gioia di essere stato apprezzato come artista e la soddisfazione di rimettersi in piedi poco a poco.  
Quando solleva lo sguardo lo fa con meticolosità, osservandomi dalle gambe fino alle ciocche di capelli tirate su in una coda corta. Mi ha convinta ad indossare lo splendido abitino bianco in pizzo sangallo che lui stesso mi aveva regalato qualche ora prima. Quando lo aveva visto era rimasto in silenzio per un minuto prima di dirmi che ero fatta per quel vestito. Usando un tono serio, si era dimenticato di parlare in francese facendosi scoprire dalla proprietaria. Con enorme sorpresa di entrambi, la Signora del negozio ce lo ha regalato per le ore divertenti che le avevamo fatto trascorrere. 
<<Forse non te l'ho mai detto veramente, ma sei bellissima. Sei bella da togliere il fiato. Il tuo viso mi mette in soggezione a volte, quegli occhi così grandi. Sei davvero molto bella>>
<<Richard..>> gemo incapace di contenere quanto serio sia in questo momento. Rende sempre tutto così unico. Mi avvicino lentamente al bordo del letto <<Giuro che bastava un "si, ti sta bene" >>
<<Non basta neanche quello che ho appena detto, figurati un misero "si". Vieni qui, dammi cinque minuti prima di andare..>> mi afferra dai fianchi e con un gesto rapido si porta seduto sul bordo del letto con me in piedi tra le sue gambe. Poggia l'orecchio sul mio seno, lo sposta di poco sul cuore e abbracciandomi rimane in silenzio per un po. Gli accarezzo i capelli e senza dire una parola lo stringo forte a me. 

Spalanca gli occhi davanti allo spettacolo stupefacente che ci si presenta davanti. Si volta verso di me, poi di nuovo verso lo stesso viale in cui eravamo stati nel pomeriggio. 
Alle dieci di sera, con ancora gli ultimi sprazzi del tramonto dell'ultimo giorno di Marzo, l'atmosfera è completamente nuova. Archi fatti di piccoli led colorati si ripetono a perdita d'occhio. Altri, solo bianchi, scendono come pioggia poco sopra le teste.
Tantissima gente per strada che balla ammucchiata fino ai vicoli più lontani. Almeno una ventina di musicisti a distanza di una manciata di metri, ognuno col proprio strumento musicale e tutti paradossalmente coordinati in un unico immenso fiume di musica nera. Isole drink lungo tutto il percorso: dei banconi a cerchio con coloratissimi barman vestiti fluo al centro, pronti a preparare anche il più sconosciuto dei cocktail. 
<<Amore questo è il Paradiso! Mi sta salendo l'adrenalina!>> si volta e mi bacia con impeto <<Mi sembra impossibile che esista questo posto, tu, la musica....e alcol gratis!>>
Lo colpisco dolcemente sulla spalla e scoppio a ridere nella sua bocca <<Non è gratis, scemo!>>
<<Allora stasera offro io>> mormora piano mentre mi abbraccia bloccando le mie mani dietro la sua schiena. Insinua impetuoso la lingua nella mia bocca facendomi girare la testa in un secondo. Scuote la mia con colpi secchi e famelici come non aveva mai fatto. 
Trasportato da un sensualissimo ritmo soul inizia a muovere il bacino oscillandolo a destra e a sinistra e spingendomi così, bocca nella bocca, in mezzo alla folla. 
Non c'è angolo dove non mi faccia volteggiare e poi baciare con in mano bicchieri mai vuoti. La sua incredibile energia sembra riflettersi nelle persone intorno a noi e lo guardo, lo ammiro e ne colgo ogni espressione per pura gioia. Non avrei mai immaginato di vederlo in poco tempo così esuberante e carismatico, ma dentro di me ho sempre saputo che fosse così. Me lo hanno detto i suoi dipinti, me lo diceva il suo silenzio che aveva tutta l'aria di essere solo un meccanismo di difesa. Il suo viso è un insieme di fotogrammi meravigliosi, uno più bello dell'altro. Sorride scuotendo energicamente la testa quando capisce che proprio non riesco a smettere di fissarlo un po imbambolata. Non è mai stato così bello.
Ad un tratto mi deposita su uno scalino alto per poi allontanarsi accanto a dei ragazzi che stanno suonando. Attende l'attacco e poi inizia a cantare guardandomi, dedicandomi ogni parola. Inizio a ridere coprendomi il viso con le mani, agitando i palmi per farlo smettere ma invano. 
<<Hey Clay! Chi è il tipo che canta per te?>> riconosco subito la capigliatura afro e il suo viso sorridente. 
<<Jimmy!!>> agito la mano in direzione del mio amico e solo ora mi accorgo che sono i Soulsky ad improvvisare proprio accanto a Richard. 
Non faccio in tempo ad avvicinarmi che viene tirato per un braccio proprio dai ragazzi, invitandolo ad unirsi a loro. E' confuso ma divertito e solleva le mani per aria come a dirmi "Che posso farci?" scuote la testa sollevando un sopracciglio << Solo se mi dici si, Clay!>>  mi urla a distanza.
<<Sono tutta orecchi!>> gli urlo improvvisando un megafono con le mani. 



Dopo un istante di esitazione, le sue dita si posano a sorpresa sulle tastiere elettroniche, liberando una serie di accordi di puro pianoforte jazz. Il mio sguardo si fa impassibile, non riesco quasi a respirare e il cuore si gonfia battendo prepotente. Credevo cantasse e invece si è messo a suonare. Quanta arte può contenere una sola persona? E quante emozioni riesce a rilasciare in un solo gesto? Mi domando se c'è una cosa in cui riesce difficilmente. La sua aria così vissuta che lo fa sembrare poco più che trentenne, un fascino consumato e pulito allo stesso tempo e un carattere così forte da mostrarsi immune alla paura. Jimmy bisbiglia al suo orecchio e Richard annuisce, poi attacca una strofa perfetta con la sua voce potente e lui lo inizia a seguire solleticando i tasti come fa sulla tela, come fa sul mio corpo. Brividi, pioggia di brividi e la gente intorno a me si infiamma, urla e ride per la musica e per le parole della canzone che descrivono uno stuzzicante amplesso.
Vengo istantaneamente rapita dalla vista tanto emozionante del mio uomo e mi raggomitolo nelle spalle aspettando che passi questa sconfinata voglia di piangere.
Non c'è niente di più bello che vederlo così, non c'è niente di più grande dell'amore che provo per lui. Me ne sono innamorata così tanto da crollarne sotto il peso e vorrei che nulla cambiasse questo momento. Ripercorrendo velocemente tutto ciò che è accaduto in un mese, mi ringrazio silenziosamente per aver ascoltato l'istinto, la ragione e il cuore tutti maledettamente d'accordo. 
Gli schiocco un bacio da lontano ricevendo in cambio un goliardico occhiolino per poi concentrarsi sulle tastiere ridendo con i ragazzi. 
<<Ti lascio sola per un po e già sei pronta a schioccare baci a qualcun altro?>>
Sussulto per lo spavento nel sentire lo sbuffo delle parole poco sopra il mio orecchio. Rimango di sasso nel riconoscere la voce di Matt e mi volto di scatto indietreggiando di un passo.
<<Ciao Rossa, speravo di trovarti quì>>.



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Piccola nota perché dei lunghi capitoli spesso ci si ricorda poco.. 
"Richard Weller non si cambia" ecco, tenetela a mente.. per il futuro.  ;) 

Il Dipinto che Sebastien tiene per se e che Clay aveva visto dipingere a metà prima di andare ad Orange. Ehm... si, ci ho giocato un po con la fantasia U.U su..



L'abito in pizzo Sangallo regalato da Paintino della nostra piccolina! *_* 




9 commenti:

  1. E SCOPPIO' IL CASINO!
    Spacchiamo la faccia a Matt per cortesia, che so ... togliamocelo dalle palle una buona volta!
    Ricomponendo i miei pensieri omicidi[...]
    ma quando sono TANTO sti due?!
    Sono dolci, passionali, divertenti ... LI AMO ALLA FOLLIA!
    Lui è semplicemente ... LUI.
    Lei è di una dolcezza e di una simpatia unica.
    Sinceramente, non mi aspettavo di rivedere lo stronzo eh u_u COOOMUNQUE.

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  2. il sorriso da ebete che ho avuto stampato in faccia per tutto il capitolo è morto con le ultime frasi...ancora lui??pussa via Matt,sciò!nessuno ti vuole,meno che mai Clay che è più che felicemente impegnata e innamorata alla follia... *-* lei e Richard sono una bomba e allo stesso tempo di una dolcezza incredibile,sono sempre più adorabili!

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  3. "Il mio amore sa di buono, il mio amore sa di lei...e me" oddiiiio avevo le farfalle nello stomaco *______* Li adoro troppo, sono ajwhfiuhdwpdkw insieme, bellissimi e dolcissimi
    Ogni volta che Richard apre bocca svengo!!
    E ora di nuovo Matt?! Uccidetelo!!

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  4. Provo a commentare prima che di là mi sterminiate......
    Allora cominciamo con il risveglio di Clay, meno male che ero sul balcone e quindi ho avuto un minimo di refrigerio che mi ha permesso di salvarmi dalla autocombustione spontanea.....davvero Hot questi due insieme...
    Poi Clay con due piccole paroline racchiude tutto quello che loro sono e per cui li amiamo "Un'intesa perfetta di giorno. Un'intesa prorompente di notte.". Ma sappiamo anche quello che si nasconde, o meglio quello che non si dicono "non facciamo che raccogliere l'uno gli stati d'animo e le sensazioni dell'altro, dall'altro mettiamo a tacere argomenti fondamentali per il nostro rapporto e lo facciamo convinti di farci del bene. E' assurdo anche riconoscerci in faccia quanto sia sbagliato."....è sbagliato si perché prima o poi il passato se non risolto o affrontato ritorna sempre con i suoi strascichi anche ingigantiti, di questo passato dovranno parlare e molto.....e poi tu sganci la bomba nelle note finali " <>" che cosa intendi con teniamolo a mente? perché il cognome potrebbe riferirsi a qualcosa? O perché lui non cambia e dopo questa ondata di felicità e amore arriverà qualcosa che lo farà fuggire come 3 anni fa??? altra bomba Matt che li incontra......non so perché ma dopo questo idillio d'amore da strappare il cuore prevedo tempesta.....
    Dopo tutti questi dubbi chiudo però in bellezza, con il momento tenero di quando lui l'abbraccia posandole la testa sul cuore prima di uscire e il Richard spensierato durante la serata, il Richard che suona, che canta....e Clay che ama...."Vengo istantaneamente rapita dalla vista tanto emozionante del mio uomo e mi raggomitolo nelle spalle aspettando che passi questa sconfinata voglia di piangere." grazie sis, forte emozioni come sempre....

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  5. Li sto amando alla follia! Lui è così VIVACE E ESPLOSIVO che quasi stento a riconoscerlo e mi rattristo ancora di più nel pensare a quanto abbia REPRESSO il vero se stesso in questi 3 anni..... Clay è come se l'avesse in qualche modo "risvegliato" e ridato la carica per affrontare con grinta e a testa alta il mondo che lo circonda, l'AMORE fa anche questo....Sono ancora molte le "cose non dette", ma poco a poco Richard troverà la forza di aprirsi totalmente a lei. Quello che gli è successo deve averlo così traumatizzato che parlare del suo passato è ancora troppo doloroso...

    ...e poi mentre hai ancora gli occhi sognanti a cuoricino ti si presenta Matt a rompere i coglioni, e non vedi l'ora che RICHARD WELLER gli spacchi la faccia giusto per "marcare il territorio" ....

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  6. Ti ritrovi avvolta da una nuvola rosa!!! Riesci a sentirti come avresti sempre voluto essere AMATA IN TUTTO TONDO!!! Ti senti importante e sorridi come al tuo primo importante amore della tua vita!!! Tutto questo mi regala Paint e Clay!!! Mi sono sentita così coinvolta in questa lettura che vorrei poterti far vedere come è la mia faccia in questo esatto momento!!! IL loro modo di AMARSI è una botta di vita nella mia!!! Tolmente persi uno e l'altro!!! Vedere che Richard il mio Paint si stà risollevando dall'oscurità mi ha fatto sentire ORGOGLIOSA!!!
    Vederlo riprendersi il possesso della sua vita!!! Wowww!!!
    Mi sono sentita così felice mentre vivevano il loro momento di spensieratezza lui che si muove e canta e suona!!! Mi sento la Patrizia che ha provato cosa vuole dire essere una donna AMATA!!!
    Ma adesso scatta la rabbia che caspita ci fà Matt che ritorni nel suo mondo fatto di STRONZAGGINE!!! I quadri di Paint che EMOZIONE!!!
    <3 <3 <3!!! Questo Capitolo non poteva essere più PERFETTO!!!

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  7. Amoli entrambi sempre più!!! Momenti di passione e dolcezza all'inizio.. meravigliosi.. sono sempre più innamorati..E che dire del nostro Paint, Richard Weller sta sbocciando direi a nuova vita... si sta aprendo grazie a Clay piano piano...è proprio caso di dire che l'amore fa miracoli cambia le persone in meglio, le trasforma..incredibile mentre suona e canta e spensierato... L'arrivo di Matt non mi piace proprio per niente ..cosa cacchio vuole??? Sis capitolo stupendo!!!

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  8. In ritardo spaventoso, ma ce l'ho fatta!

    Quando si dice "trovare l'altra metà della mela...". Beh direi che loro due l'hanno trovata e combacia alla perfezione. Sono troppo belli e perfetti insieme. Si capiscono con un solo sguardo, non hanno bisogno di parole. Lui è così spiritoso e dolce. Lei così spensierata e amorevole...
    Mi aspettavo l'incontro con Matt e mi son detta "era ora!". Perché deve essere sfanculato una volta per tutte. Quindi forza Richard Weller, fagli vedere di chi è Clay ;)
    (le canzoni meravigliose e il disegno di Richard.....SPETTACOLO!)

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  9. Questa storia doveva intitolarsi "The man who comes from the moon" ...perchè cioè, non è proprio di questa terra sto ragazzo!!!
    Essì, beata Clay! Mò che si mette a vendere i dipinti le diventa pure ricco! Ahahah!
    Ora però ecco che rispunta fuori lui.. Matt... e so già che saranno cazzi amari! Ahahahah!
    Aspetto proprio il nuovo capitolo si si!

    <3

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