Abemus capitolo. Non so quando aggiornerò, come sapete parto e si insomma... SONO IN VACANZA XD magari riesco a scrivere qualcosa e a postare, non prometto nulla però. Buona lettura.
PS: STOPPATE LA MUSICA DEL BLOG, VERSO LA FINE TROVERETE IL LINK DI UNA CANZONE CHE VOGLIO ASCOLTIATE.
Pov Katherine.
Fisso il telefono e il numero di Anthony. Non so cosa fare,
vorrei chiamarlo per chiedergli se posso andare a prendere la piccola a scuola.
Oggi non ho lezione e passare qualche ora in sua compagnia non mi
dispiacerebbe. Allie mi guarda dalla penisola della cucina scuotendo la testa.
Le ho raccontato tutto quello che è successo ieri e ancora non riesco a credere di averlo abbracciato in quel modo. Per un attimo eravamo la coppia di qualche mese fa, sentire le sue braccia attorno al mio corpo, riscoprire il calore del suo corpo …pochi secondi che mi hanno fatto scaldare nuovamente il cuore.
Sospiro e poggio il telefono sul divano, mi copro gli occhi sbuffando.
-Giuro che se non lo chiami tu lo faccio io-
-Taci Allie, fatti gli affaracci tuoi-
-Mangiato yogurt scaduto?-
ignoro la sua battuta e continuo a pensare al momento in cui l’ho rivisto. Non è cambiato poi molto, i capelli continua a tenerli rasati, ha perso anche lui qualche chilo ma per il resto ho rivisto Anthony, il mio Anthony.
Quando ho sentito la sua voce il respiro si è fermato, il suo tono duro e il suo trattarmi in maniera fredda mi ha ferita, certo non mi aspettavo un’accoglienza calorosa ma neanche quella totale indifferenza.
Per questo la sua chiamata di ieri mattina mi ha stupita, dopo due giorni di totale silenzio non mi aspettavo di certo una sua chiamata. Ero pronta a chiamare Caroline e a dirle che era meglio non vedersi, almeno fin quando suo padre non si sarebbe calmato e invece la sua chiamata mi ha sorpresa parecchio.
L’incontro è andato meglio di quanto sperassi, un po’ di imbarazzo all’inizio ma non mi aspettavo nulla di diverso, nei momenti in cui siamo rimasti in silenzio mi son persa a guardarlo di sottecchi, mi sono beata della sua presenza, del suo profumo che, per assurdo, è riuscito a coprire i profumi attorno a noi.
Quel profumo capace di infondermi tranquillità, quel profumo che ho immaginato per notte intere. Ho ancora una sua felpa, ricordo di una sera passata a passeggiare per le vie di Seattle. Faceva freddo quella sera e lui se la sfilò per non farmi prendere freddo, non gliela ridiedi più e da quando ci siamo lasciati, la tengo vicino a letto e ogni sera la stringo forte al petto come se potesse compensare la mancanza di lui.
Torno a guardare il telefono, mi tremano le mani quando sblocco lo schermo e con il dito scorro fino ad arrivare al suo numero, con un ultimo sospiro avvio la chiamata.
Uno, due, tre squilli, sto quasi chiudendo quando dall’altra parte sento la sua voce. Rimango in silenzio e continuo a sentire la sua voce dire “pronto”. Sta quasi per chiudere quando riesco a dire il suo nome
Le ho raccontato tutto quello che è successo ieri e ancora non riesco a credere di averlo abbracciato in quel modo. Per un attimo eravamo la coppia di qualche mese fa, sentire le sue braccia attorno al mio corpo, riscoprire il calore del suo corpo …pochi secondi che mi hanno fatto scaldare nuovamente il cuore.
Sospiro e poggio il telefono sul divano, mi copro gli occhi sbuffando.
-Giuro che se non lo chiami tu lo faccio io-
-Taci Allie, fatti gli affaracci tuoi-
-Mangiato yogurt scaduto?-
ignoro la sua battuta e continuo a pensare al momento in cui l’ho rivisto. Non è cambiato poi molto, i capelli continua a tenerli rasati, ha perso anche lui qualche chilo ma per il resto ho rivisto Anthony, il mio Anthony.
Quando ho sentito la sua voce il respiro si è fermato, il suo tono duro e il suo trattarmi in maniera fredda mi ha ferita, certo non mi aspettavo un’accoglienza calorosa ma neanche quella totale indifferenza.
Per questo la sua chiamata di ieri mattina mi ha stupita, dopo due giorni di totale silenzio non mi aspettavo di certo una sua chiamata. Ero pronta a chiamare Caroline e a dirle che era meglio non vedersi, almeno fin quando suo padre non si sarebbe calmato e invece la sua chiamata mi ha sorpresa parecchio.
L’incontro è andato meglio di quanto sperassi, un po’ di imbarazzo all’inizio ma non mi aspettavo nulla di diverso, nei momenti in cui siamo rimasti in silenzio mi son persa a guardarlo di sottecchi, mi sono beata della sua presenza, del suo profumo che, per assurdo, è riuscito a coprire i profumi attorno a noi.
Quel profumo capace di infondermi tranquillità, quel profumo che ho immaginato per notte intere. Ho ancora una sua felpa, ricordo di una sera passata a passeggiare per le vie di Seattle. Faceva freddo quella sera e lui se la sfilò per non farmi prendere freddo, non gliela ridiedi più e da quando ci siamo lasciati, la tengo vicino a letto e ogni sera la stringo forte al petto come se potesse compensare la mancanza di lui.
Torno a guardare il telefono, mi tremano le mani quando sblocco lo schermo e con il dito scorro fino ad arrivare al suo numero, con un ultimo sospiro avvio la chiamata.
Uno, due, tre squilli, sto quasi chiudendo quando dall’altra parte sento la sua voce. Rimango in silenzio e continuo a sentire la sua voce dire “pronto”. Sta quasi per chiudere quando riesco a dire il suo nome
-Katherine?-
-Si, si …sono io-
-Perché non hai risposto prima?-
-Oh, non ti sentivo, il telefono non prende bene-
-Mh. Allora, cosa c’è?-
-Volevo chiederti se posso andare a prendere Caroline a scuola, non ho lezione cosi …-
-Va bene. Adesso devo lasciarti, ci si sente-
-Ehm, o-ok- peccato abbia già chiuso la chiamata.
-Ci sei riuscita a chiamarlo-
-Come ti ho detto prima, taci!-
-Ti hanno morso le tarantole per caso? Non fai altro che mandarmi a quel paese-
-Scusa. Solo che … Anthony è cosi strano. E’ freddo anche se, come ti ho detto ieri sera, c’è stato un momento in cui ho rivisto l’uomo che amo. Non lo so, ho paura che questo ricongiungimento non porti a nulla di buono-
-Katherine, santo cielo, lo hai ferito lo capisci o no? A parer mio ti ha trattata anche troppo bene-
-Tante grazie-
-Sai cosa intendo, non puoi pensare che tutto passi con un colpo di spugna. Lo hai umiliato, lo hai lasciato cosi, senza un motivo valido-
-Credi che sia stato semplice per me? Abbiamo fatto questo discorso due milioni di volte Allie, lo sai come sono stata quei giorni, lo sai come mi sono sentita e come mi sento tutt’ora. A volte pensavo: chissà se mai riuscirò a riprendermelo, se mai farà nuovamente parte della mia vita. A volte mi sono detta “massì Katherine stai tranquilla, vedrai che riuscirete a sistemare le cose, ma dopo ieri e dopo questa telefonata, credo di aver rovinato tutto per sempre-
-Sei melodrammatica amica mia, cosa è tutta questa negatività? Devi prendertelo, devi riconquistare la sua fiducia un’altra volta. Non voglio più sentirti parlare cosi. Io adesso devo andare, ma tu smettila di farti tutte queste inutili seghe mentali! Hai capito?-
-Si-
-Non sentito bene-
-SI, va bene. Ho detto SI. Adesso vai a lezione o farai tardi-
mi scompiglia i capelli e con un bacio sulla guancia si dilegua fuori dalla porta. Guardo l’orologio e diamine, se non mi do una mossa arriverò in ritardo da Caroline.
Percorro in fretta i pochi metri che mi dividono dalla scuola e proprio in quel momento la campanella suona. Sospiro di sollievo, arrivare qui è stata più dura del solito. I mezzi erano quasi tutti in ritardo, non ho ben capito se ci fosse uno sciopero o che so io, so solo che di maledizioni ne ho buttate giù tante, la paura di non arrivare puntuale e di dare un altro motivo a Anthony di avercela con me era troppa.
Vengo investita na un fiume di bambini, non fanno che urlare e correre, riesco a scansarmi per un pelo quando un bambino quasi mi prende in pieno. Allungo il collo per scorgere il visino di Caroline e, quando la vedo inizio a spingere e a chiamarla.
-Caroline-
quando mi scorge inizia a correre verso la mia direzione, e faccio appena in tempo a piegarmi sulle ginocchia e ad afferrarla. Rimaniamo abbracciate per minuti interi fin quando non sento qualcuno tossicchiare, alzo lo sguardo e vedo una ragazza che all’incirca avrà 28 anni.
-Mi scusi signorina, posso chiederle chi è?-
-Oh, ehm …-
-E’ la mia mamma, Signorina Michelle-
quasi mi strozzo quando sento quelle parole, che diavolo le passa per la testa?
-La tua mamma? Caroline, lo sai che non si dicono le bugie-
-Non sono la sua mamma, Signorina Michelle. Sono un’amica di suo padre e mi ha chiesto di venirla a prendere-
-Mi dispiace Signorina, ma non posso lasciare la bambina a lei. Veda, Anthony non mi ha avvisata quindi …-
alzo un sopracciglio quando dice il nome del “mio” uomo. Quell’aria da finta stralunata, il suo modo di incespicare nella N. Patetica.
-Possiamo rimediare no? Chiamo ANTHONY, cosi le dirà che non c’è nessun problema-
questa volta non esito un attimo a chiamarlo, stranamente mi sento sicura di me.
-Anthony, ciao. Sono davanti la scuola di Caroline ma la Signorina Michelle non vuole lasciarmi la bambina. Si, te la passo-
le porgo il telefono e alzo gli occhi al cielo quando la sento civettare. Mio Dio, ma cosa fa quest’uomo alle donne. Nel frattempo mi piego all’altezza di Caroline, la fisso negli occhi e lei abbassa lo sguardo.
-Caroline, avevamo detto niente più bugie-
-Uff-
-Senza uff, sennò ti accompagno da tuo padre, ci siamo capite?-
-Si-
-Bene. Adesso vediamo di sbarazzarci della Signorina Michelle-
la vedo fare su e giù per il corridoio mentre si arrotola una ciocca di capelli. O SANTO CIELO, sta flirtando con Anthony con il MIO telefono. A passo spedito la raggiungo, le afferro il telefono e parlo con la persona dall’altro capo del telefono.
-Conversazione interessante?-
-Non immagini quanto-
-Bene, sono contenta per voi. Posso prendere Caroline si o no?-
-Certo che puoi, mi sembrava di aver detto …-
-Argh, mi riferivo alla Signorina con la puzza sotto il naso-
-Oh, Michelle. Si, non ti darà più fastidio-
-Bene-
-E’ tutto ok?-
-Una favola, adesso vado. Ciao-
questa volta sono io a chiudere per prima la conversazione. Ma come osa …argh. La Signorina, che da oggi è decisamente nella mia lista nera, si scusa per avermi fatto perdere tempo e finalmente sono libera di prendere la piccola.
Decido di portarla al Mc Donald’s, so che suo padre non sarebbe d’accordo e forse proprio per questo decido di portarla li.
-Papà si allabielà-
-Arrabbierà Caroline, arrabbierà e comunque, non lo saprà-
-Ma hai detto che le bugie non si dicono-
-Non quelle per una buona causa-
-Uff, voi grandi siete strani-
-Hai ragione e adesso, Mc Donald’s!-
Un ora dopo siamo coricate sul prato di Central Park, fa ancora caldo qui a New York e godersi gli ultimi raggi di sole della bella stagione non dispiace. Caroline è seduta a cavalcioni sul mio petto, mi guarda e fa strane facce cercando di farmi ridere, ma lei non sa che sono imbattibile in questo gioco che in realtà mi sto perdendo in ogni dettaglio del suo viso.
Diventerà bellissima, chissà com’erano i suoi genitori, chissà perché sua mamma l’ha lasciata dietro quel cassonetto e mi chiedo che fine avrebbe fatto se Anthony non l’avesse trovata quella sera.
Con un movimento veloce la abbraccio forte e le riempio il collo di baci facendole il solletico.
-Noo, batta-
ride, si dibatte e quando entrambe non riusciamo più a respirare la smetto. Avvicina il suo faccino al mio, siamo occhi negli occhi e mi sorride.
-Mi sei mancata Katherine, tanto tanto-
-Anche tu amore mio-
-Potto chiederti una cosa?-
-Certamente-
-Perché tu e papà non state più insieme?-
-Amore, è complicato-
le sistemo una ciocca di capelli dietro l’orecchio e continuo a carezzarle il capo quando lei poggia il capo sul mio petto.
-Vedi, a volte noi grandi facciamo degli sbagli e non sempre si può rimediare. Con tuo padre ho sbagliato, dovevo parlargli di una faccenda ma ho preferito non farlo e scappare. Forse un giorno mi perdonerà, ma non credo lo farà molto presto-
-Però, puoi plovale a parlare co lui-
-Potrei, ma non adesso, è già tanto che mi permetta di stare con te e dobbiamo farcelo bastare-
-Papà è sempre triste. Plima stava chiuso nel suo studio, non giocava con me. Adesso sta meglio ma per me sta male-
-Perché dici cosi?-
alza le spalle ma non parla. In effetti quando ci sentivamo al telefono mi diceva dello strano comportamento di Anthony, ma non pensavo stesse cosi male … l’ho ferito più di quanto pensassi.
-Be’, ma adesso sta bene no?-
-Si, ma per me fa finta-
-Per me invece si è ripreso, adesso che ne dici di andare a fare merenda? Sono le 5-
-Yaiiiiiii, andiamo-
Arrivati allo Starbuck Caroline schiaccia il nasino contro la vetrina, iniziando ad indicare tutte le torte che vuole.
-Ti verrà il mal di pancia. Ne devi scegliere una-
-Va bene-
entriamo e dopo aver preso posto, entrambe ordiniamo una fetta di torta al cioccolato, un bicchiere di latte e una frappuccino.
-Se tuo padre viene a sapere che ti ho fatto mangiare tutta questa roba, come minimo mi fa fuori-
ma lei sembra non ascoltarmi, continua a mangiare la torta sporcandosi le manine e il faccino di cioccolata. E’ buffa e mentre lei non se ne accorge, le faccio una foto. Passa cosi un’altra ora, tra foto buffe e risate, fin quando il telefono non inizia a squillare e il nome di Anthony compare sullo schermo.
-Pronto-
-Ciao, dove siete? Cosi passo a prendere Caroline-
-Oh, siamo allo Starbucks vicino casa tua. La lascio io-
-Va bene, ci vediamo sotto casa mia-
chiusa la chiamata la bambina inizia a fare il labbruccio
-Non piangere, ci rivediamo un altro giorno, promesso-
annuisce poco convinta e mi prende la mano per portarmi fuori. Camminiamo con calma, nessuna delle due ha voglia di andar via.
( cliccate qui ) Il cielo inizia a scurirsi, un
temporale estivo è in arrivo e le persone iniziano a correre a destra e a
sinistra. Scorgiamo la figura di Anthony, le mani nelle tasche dei jeans scuri,
una maglietta nera con lo scollo a V. Sorride quando ci scorge e per un momento
mi chiedo perché non possa essere sempre cosi, ma nello stesso istante in cui
faccio questo pensiero la vocina dentro me si fa viva “ te la sei cercata”. La
piccola lascia la mia mano per correre da suo padre che la solleva e la bacia.
Rimane in braccio a lui mentre io mi avvicino a loro. Mi regala un accenno di
sorriso e mi blocco a pochi passi da loro.
-Ehi-
-Ciao. Ti ha fatto disperare?-
-No, è stata buona come sempre-
un tuono squarcia il cielo e piccole gocce iniziano a scendere. Caroline scende dalle braccia di suo padre, mi bacia e corre dentro dove ad aspettarla c’è il portiere.
-Be’, allora io andrei-
-Si, sta piovendo e se non sbaglio la strada da qui a casa è lunga-
-Giusto. Be’ allora ciao-
-Ciao-
mi incammino, la pioggia incolla i miei capelli al viso ma non mi importa, è piacevole… non come l’ultima volta. Mi giro un’altra volta e lui sta per entrare dentro quando sente la mia voce chiamarlo.
- Anthony. Grazie e scusa, per tutto-
mi fissa ed entra dentro.
-Ehi-
-Ciao. Ti ha fatto disperare?-
-No, è stata buona come sempre-
un tuono squarcia il cielo e piccole gocce iniziano a scendere. Caroline scende dalle braccia di suo padre, mi bacia e corre dentro dove ad aspettarla c’è il portiere.
-Be’, allora io andrei-
-Si, sta piovendo e se non sbaglio la strada da qui a casa è lunga-
-Giusto. Be’ allora ciao-
-Ciao-
mi incammino, la pioggia incolla i miei capelli al viso ma non mi importa, è piacevole… non come l’ultima volta. Mi giro un’altra volta e lui sta per entrare dentro quando sente la mia voce chiamarlo.
- Anthony. Grazie e scusa, per tutto-
mi fissa ed entra dentro.

Allie ha assolutamente ragione,Anth è stato fin troppo buono con lei u.u mi sa che ci vorrà un bel po' prima di riguadagnarsi la sua fiducia...
RispondiEliminaawwww Caroline è troppo adorabile!
E' vero che è stato difficilissimo per lei, che ha sofferto quasi quanto lui, ma Kath LUI NN LO SA, non sa cosa sia successo, sa che c'entra la madre, ma nn cosa sia successo (neanche noi....) quindi non sa quanto lei ha sofferto!!!!! Quindi lui fin'ora ha reagito anche troppo bene.... Eppure avrei creduto che lui alla fine la richiamasse.....invece di farla bagnare!!!!!
RispondiEliminaQuanto mi piace il rapporto tra Kath e Caroline awwwww *___*
RispondiEliminaAlla fine pensavo che Anth invitasse Kath ad entrare visto che piove, ma lo so lo so lui è deluso e arrabbiato!
La reazione di Kath durante la telefonata tra Anthony e la Signorina Michelle mi ha fatto ridere...lei è stragelosa XD
Ci me lo aspettavo anche io... :'(
Eliminaahahah Kath è gelosa marcia e la possiamo capire XD
mi dispiace per Kath, ma come dice lei stessa "se l'è cercata", e il comportamento così distaccato di Anthony è comprensibile dopo tutta la sofferenza che gli ha fatto patire considerando che lei avrebbe potuto parlagli con sincerità piuttosto che mollarlo....
RispondiElimina...Che cucciole Caroline e Kath insieme !!!!
Marty se ti venisse l'ispirazione anche in vacanza noi siamo qui che aspettiamo fiduciose!!!!
AWW un amore Caroline, i momenti tra lei e Kath tenerissime !!! Mi dispiace per Kath , ma è più che comprensibile che ci vuole tempo per Anthony per cambiare atteggiamento è tornare a fidarsi di lei, cmq sbagliando si impara e Kath l'ha capito!!!
RispondiEliminaMamma che tenerezza mi ha fatto Kath alla fine. Me la immagino bagnata come un pulcino, li davanti a lui che lo guarda mentre gli dice quelle poche parole....che magone......
RispondiEliminaE' presto, ci vuole tempo prima che Anth possa perdonarla. Ma già il fatto che le permette di vedere Caroline, è un enorme passo avanti.
Purtroppo Kate ha sbaglaito e non sarà semplicissimo ricucire il rapporto con Anthony......d'altronde lui non sa di cosa si tratta....
RispondiEliminaCoraggio....respiro profondo cara Kath.....se vuoi riprendertelo degi agire....
Caroline è dolcissima.....con l'innocenza tipica dei bambini vede tutto semplice e lineare....
Epic finale per Anth che NON invita Kath dentro..
RispondiEliminaQuanto adoro quando le cose si complicano *_*
*masochismo*