Salve gente!
Aggiornamento per voi.
Buona Lettura e............. fidatevi di Richard anche se è un TESTONE da sbattere al muro... in tutti i sensi *_*
Ps. Come al solito la SONG è parte integrante come una vera Soundtrack ;)
L'espressione "dormirci su" non è mai stata tanto adatta come in questo caso.
Svegliarsi quasi all'ora di pranzo, rendendomi conto di quanta stanchezza mi ero portata dietro in queste settimane, ha ristabilito un certo equilibrio fisico facendomi addirittura sorridere prima di sbadigliare.
Mi muovo lentamente girandomi su un fianco, ma il tonfo secco che sento sul pavimento mi ricorda di essermi addormentata con il tab tra le mani, poi disperso tra le lenzuola.
Richard.
Lo afferro, cercando alla cieca con una mano e me lo trascino al petto, verificando il contenuto del display: 8 messaggi, piuttosto recenti per altro.
Lynn se ne aggiudica quattro, ricordandomi che è Sabato e che vorrebbe passassimo un po di tempo insieme. Gli altri sono di Richard e tutti vocali.
Mi sistemo comoda sul letto e, con un comando a voce, li faccio connettere all'amplificatore della Tv per la diffusione nella stanza:
*How many special people change? How many lives are living strange? Where were you while we were getting high? ..english music breakfast baby*
Come se ne avessi predetto il contenuto, dal messaggio sento la sua voce espandersi nello spazio intorno a me con una sfumatura roca e calda, quasi simile al cantante originale. Rimango di stucco, come se lo sentissi cantare per la prima volta: il cuore inizia a correre follemente e mi ricopro di brividi, mentre i bassi fanno vibrare la mia cassa toracica. I sensi si aprono all'improvviso, assimilando l'emozione mista alla gioia di sentirlo. Sussurra quel baby come se mi invitasse spudoratamente nel nostro letto e minacciasse di farmi godere fino all'insopportabile. Riconosco subito la prima strofa di Champagne Supernova e, come trasportata dal vento della sua inflessione inglese, inizio a canticchiarne il seguito.
*Stai canticchiando tutta la canzone vero? Per questo non mi rispondi?* rido di cuore, scuotendo la testa. Oh Richard.
Si accoda il successivo.
*Credo di essere appena diventato triste*
L'ultimo è di pochi minuti fa.
*Oh già, vero. Svegliarti è un impresa, come posso dimenticarlo. Beh aspetterò un "Ciao Richard" a occhio e croce, verso le due del pomeriggio. Baci ovunque*
Converto la diffusione agli auricolari che infilo impaziente, inoltro la chiamata e rimango in attesa.
Non gli lascio il tempo di dirmi nulla se non sentire il suo respiro: <<Ciao Artista>>
Lo sento inspirare di colpo, poi rilassarsi e sorridere sommesso.
-Il "Ciao" però l'ho indovinato, hai mandato i miei saluti a tua madre?
*
Quando poco dopo scendo al piano di sotto, trovo mia madre intenta a sfogliare le pagine di uno pseudo ricettario sul display digitale della nostra cucina. Tanti ingredienti sparsi sull'isola e Albert intento a svuotare la borsa di tela della spesa.
E' lui il primo a sollevare lo sguardo per darmi un buongiorno sorridente. Di riflesso, anche mia madre accompagna il buongiorno con una smorfia buffa.
La visione di tanta serenità mi lascia dapprima perplessa, poi entusiasta.
<<Mamma ti ha costretto a fare i biscotti del Coniglietto di Pasqua, Albert? Non posso credere che ti abbia irretito fino a questo punto!>> fingo di sconvolgermi mentre mi abbandono pigramente su uno degli sgabelli, cercando con lo sguardo un po di caffè in mezzo al campo di battaglia.
Per tutta risposta, mette via la borsa di tela e si avvicina a mia madre baciandole una tempia con un affetto che scioglie ogni mia più piccola riserva.
Amo con tutta me stessa mio padre, lo ammiro e per questo accetto le sue scelte.
Mi manca moltissimo, spesso l'istinto mi porta a raccontargli di me prima ancora che lo faccia con mia madre.
Questo, però, è uno di quei momenti in cui mi rendo conto del vuoto che nel tempo ha lasciato. Soprattutto nella vita di mia madre, nonostante i suoi mille modi di essere presente per entrambe. Lei merita una ventata di aria fresca, ma mi terrorizza l'idea che un amore nato in maniera così drastica, appassionata e particolare possa concludersi con una separazione netta. Mi spaventa a morte. Non l'avevo mai considerata sotto questo aspetto, non prima di provarla sulla mia pelle con qualcuno come Richard.
<<Tua madre ha quell'accenno di follia di cui avevo bisogno e che non sono mai riuscito a tirare fuori. La vita sa sorprenderti davvero, nel momento meno atteso>> guarda lei, poi guarda me <<Siete due donne straordinarie>> e con aria imbarazzata, fa un buffo gesto con la mano dileguandosi in casa.
Lo seguo con lo sguardo per poi voltarmi e sollevare le sopracciglia in maniera eloquente.
Mia madre mi lancia un occhiata da sopra la spalla, poi si avvicina con un po di caffè appena fatto.
<<Esattamente in che rapporti siete tu e Albert, devo cominciare a chiamarlo...Papà ?>> sorrido piccata da sopra la tazza mentre bevo.
<<Esattamente in che rapporti siete tu e Tizio Barbuto, devo cominciare a chiamarlo Figlio ?>>. Colpo basso. Poggio la tazza ridacchiando.
<<Hai intenzione di adottarlo Mamma? La fratellanza però non era proprio quello che avevo in mente...>>
Impaziente, mia madre continua a dosare gli ingredienti da mettere in una sorta di planetaria parlante che le dice quando fermarsi e che farà praticamente tutto il resto. Nel frattempo, aspetta che inizi a parlarle una buona volta.
<<Si chiama Richard ed è più grande di me soltanto di un anno>> mormoro come a sottolineare il fatto che è davvero giovanissimo per sembrare già così uomo, vissuto, maturo.
<<Sul serio? Dalle tue poche descrizioni avevo capito fosse decisamente più grande>>
<<L'ultima volta che ci siamo viste, ti ho parlato solo dell'aspetto che riguarda la sua condizione: il fatto che evitasse di aprirsi, raccontarsi, che non avesse accennato all'aggressione o all'accaduto al The Page. Di come ha vissuto parecchio tempo per le strade di tutto il mondo. Ricordi?>>
<<Ogni cosa, si>>
<<Beh, di sicuro tutta questa parte non viaggia alla stessa velocità con cui invece viaggia il nostro... rapporto, mamma>> la vedo sollevare un sopracciglio e mi affretto a continuare <<E' successo qualcosa fra noi, qualcosa di molto intenso e inaspettato. Ti prego non giudicarmi, io provo qualcosa di sinceramente profondo per lui, qualcosa che si mescola all'amicizia, al rispetto reciproco e ad una...forte attrazione ecco....>> sposto lo sguardo un pò imbarazzata, sbattendo velocemente le palpebre.
<<Come se non lo avessi capito da un bel po. Perciò, deduco che sia anche un bel ragazzo ...>>
<<Oh Mamma, si decisamente. E' un po come le splendide creazioni che nascono dalle sue mani: devi vederle per renderti conto di quanto tolgano il fiato>>
<<E' un artista allora, dicevi sul serio?>>
<<Ha un dono. E' nato tutto da lì, non avrei mai pensato che succedesse...di, ecco, innamorarmi così>> intreccio e districo le dita a disagio.
<<E sei certa che lui ti ricambi?>> piega la testa di lato, scrutandomi.
Alla sua domanda, e a tante altre, rispondo con la stessa sincerità con cui mi sono aperta fin dall'inizio.
Racconto dei dipinti, dei pastelli di cera che proprio mio padre mi aveva regalato tanti anni prima e che mi sono stati restituiti sotto forma di amore.
Mi sono affidata alle emozioni e ho tirato fuori gran parte di quello che non riuscivo a capire.
E' successo tutto così in fretta: dalla strada, all'ospedale e al suo letto. Mi rendo conto che siamo un fiume in piena, quasi impossibile da arginare e questa cosa ci ha travolti in ogni senso.
Alcuni dettagli hanno impressionato mia madre, perplessa di come abbia fatto a far perdere le sue tracce, nonostante la varietà di paesi attraversati e gli spostamenti praticamente intercontinentali.
Ho evitato accuratamente di accennare al cognome Weller perché, per quanto mia madre si sia rivelata sorprendentemente comprensiva e intenerita, sento il dovere di proteggere e di tenere per me dei dettagli che per Richard sono decisivi. Non voglio esporlo, con nessuno.
E forse, dentro me, vorrei anche che il suo anonimato durasse ancora un pò, prima che possa trascinarci ad un punto di non ritorno.
La paura forte e reale di perderlo mi rende ancora una volta egoista, protettiva e pronta a tutto.
Più tardi, i biscotti di Pasqua sono disposti, pronti, sui fogli di tek e mentre aiuto mamma a rassettare, mi blocca per un braccio invitandomi a sedere.
<<Finisco io, così preparo il pranzo che siamo tutti affamati>> sorride <<Clay tesoro, ascolta, ti conosco e so perfettamente che non sei il tipo da cedere facilmente ad un innamoramento, ne c'è il rischio che tu lo confonda con un'infatuazione perché so quanto rimani sulla difensiva. Almeno fino a quando non trovi la risposta che cerchi. Mi pare di aver capito che è successo proprio questo con Matt. Di lui non mi avevi parlato in questo modo, in realtà, non lo hai fatto mai per nessuno. Questa cosa mi spaventa un pò>>
<<Stai dicendo che credi che io sia abbagliata?>>
<<No. Al contrario, ti vedo molto presa e da tutto quello che mi hai raccontato mi sembra parecchio coinvolto anche lui. Ma è tutto così fragile, tesoro. La fiducia che nutrite l'una nell'altra probabilmente vi aiuterà a portarla avanti ma... non può funzionare così. Stai parlando di una relazione Clay, un unione, progetti, una vita insieme nella migliore delle ipotesi. Non sapete nulla l'uno dell'altro. Tu non sai nulla di lui. Mi sembra di vederti camminare su un sentiero in cui è una fortuna se riesci ad avanzare un passo al giorno, senza farti male. Sono molto preoccupata>>
<<Mamma, lo so. So che prima o poi dovrà prendere una decisione e ribaltare totalmente la sua vita, di nuovo, ma sono anche certa che se le cose tra noi andranno bene lui troverà il coraggio che gli manca. E sarò al suo fianco quando tornerà a riprendersi la sua identità..>>
<<E la sua vita, la sua famiglia e tutte le cose che ha lasciato in sospeso. Da dove hai detto che proviene?>>
<<E' inglese>> sorrido alle immagini subito proiettate nella mia mente di Richard che sussurra le sue frasi ad effetto, nella sua lingua.
<<Dio Clay, ma te ne rendi conto? Non oso immaginare in che stato tremendo possa vivere la sua famiglia. Devi convincerlo, devi fare in modo che si lasci alle spalle il passato e torni a prendersi le sue responsabilità. Sei mia figlia, se ti accadesse qualcosa il dolore sarebbe troppo grande da sopportare. Non puoi reggere questo tipo di scelte, non puoi accettarle se ne sei davvero così coinvolta>>
<<Non le accetto, ma non posso fare altro che rispettare i suoi tempi, le intenzioni non gli mancano e so che è sincero. Gli credo e voglio aiutarlo>>
<<Ci sarà una denuncia di scomparsa Clay e....>> si blocca all'improvviso, accigliandosi. Una scia di pensieri le attraversano la mente ma alla fine scuote la testa e ritrova il mio sguardo <<Potresti passare dei guai seri, tuo padre non mi perdonerebbe mai per una cosa del genere>>
<<Quando ti ho chiesto tutto l'appoggio possibile era a questo che mi riferivo. Ci ho pensato anch'io, ma tu dovrai aiutarmi se mai accadesse!>>
<<Clay...>> un lamento di frustrazione accompagna il mio nome.
<<Parlerò a Papà>>
<<Dovrai farlo il prima possibile, almeno questo>>
<<D'accordo>>
<<E' una storia così triste, non posso credere che abbia vissuto per mesi come un eremita. Come può un... ragazzino trovare il coraggio di mollare tutto e andarsene, senza guardarsi indietro. Si, decisamente questa storia mi preoccupa ma voglio darti il beneficio del dubbio. Mi terrai informata di tutto e devi promettermi che a breve lo convincerai a presentarsi alle autorità. La sua famiglia deve saperlo. Lo stiamo nascondendo, non puoi vederla in nessun altro modo>>
Sospiro rendendomi conto della gravità della situazione, ma non posso voltargli le spalle. Non lo farò mai. Per quanto abbia scelto una orribile via di fuga, lo considero degno di rispetto e del tempo che mi ha chiesto.
<<Non è un ragazzino, è un uomo. Te lo assicuro. Andrò alla Polizia ma per un altra questione: mi ha dato.. una cosa>>
<<Quale cosa?>> di nuovo si punta su di me guardinga.
<<Non mi aspetto che tu comprenda, ma non voglio sfuriate mamma>>
<<Se sai che ci sarà non posso evitarla>> si ferma incrociando le braccia al petto, ora seriamente preoccupata.
Ricaccio indietro la voglia di mordermi la lingua e non dirle nulla, poi incamero aria e le parlo del disegno incriminato. Ascolta tutto in un silenzio inquietante, scuotendo energicamente di tanto in tanto la testa. Non è un buon segno.
**
Lunedì pomeriggio trovo Lynn ad aspettarmi al parcheggio in Florida Boulevard , la via principale nei pressi del The Page.
Ora più che mai non riesco a togliermi di dosso un vago senso di angoscia.
Avevo promesso a Richard che avrei fatto tesoro di questa distanza, durante tutto il week-end, per fare un po di spazio nella mia mente e prendere una decisione in merito all'identikit, che mi ha praticamente messo in mano, per risolvere i miei problemi. Non avevo considerato tutto il resto. E lui non aveva capito che a quel punto il mio impegno non era più per il The Page, ma per giustizia nei suoi confronti. Era per quello che aveva subito che non mi sarei data pace finché non li avessero stanati.
Dopo la sfuriata di mia madre sull'irresponsabilità e sul livello di incoscienza che mi tiene legata a Richard in modo folle, mi ha convinta e accompagnata personalmente in Centrale per parlare con uno dei poliziotti incaricati per le indagini sul The Page. Guardandomi bene dal consegnargli l'originale, ho spiegato loro di aver ricevuto in forma assolutamente anonima, sulla porta di casa, il ritratto in questione e che ho ritenuto fosse necessario avvisarli chiedendo loro di provare almeno a verificare.
Come già mi avevano spiegato chiaramente, le telecamere di sicurezza avevano ripreso solo un paio di frazioni di secondo prima di essere distrutte, perciò non avevano nulla. Non potendo dire la verità, con enorme disappunto di mia madre, ho lasciato loro la libertà di interpretare il gesto come una possibile "testimonianza".
Presa molto alla larga e data già come infondata per mancanza di prove.
Di più frustrante c'è stato solo il lungo silenzio di Richard e la sua evasività nel farsi trovare e rispondere. Lo avrei raggiunto ieri pomeriggio per non fargli trascorrere l'intera domenica di Pasqua da solo, ma con un tono pacato e sereno mi aveva risposto di no. Un secco e preciso no. Senza aggiungere altro.
Si era forse offeso per la mia uscita del sabato sera con Lynn? Le avevo promesso un po di compagnia durante il suo shopping, per concludere poi con una cena take away consumata in camera mia mentre la mamma faceva da guida ad Albert in giro per la città.
Lui, però, non si era affatto mostrato infastidito o arrabbiato, mi aveva addirittura sussurrato, attraverso gli auricolari, i suoi pensieri non proprio innocenti per augurarmi una bollente buona notte.
E adesso mi ritrovo a leggere per l'ennesima volta i nostri ultimi messaggi di ieri sera, cercando di capire perché ogni volta che non siamo insieme lui mi sfugge.
*Perché non hai voluto vedermi? Che succede?*
*Certo che voglio vederti, ma non ero al loft. Ho incontrato il Sig. Sebastien per un lavoro, ma ne parliamo di persona*
*Sul serio? E' meraviglioso. Ti va adesso?*
*Voglio vederti. Mi sembra di impazzire per quanto mi manchi. Non capisco neanche perché tu non possa tornare quì. Tua madre sa tutto*
*Già, e non dimenticare che pretende di conoscerti. Prima possibile. Allora aspettami, tra poco sarò li*
*Se vieni, resta*
*Richard, sai che non posso. Lei è ancora furiosa per la storia del disegno, se passo la notte da te inizierà a farmi un mare di prediche*
*Allora rimani dove sei. Non potrei sopportarlo. Preferisco vederti alla porta del loft con un trolley carico delle tue cose a costo di aspettare qualche altro giorno*
*Avevi ragione. Mi hai concesso spazio e mi si è ritorto contro: non riesco a smettere di sentirmi vuota, spenta, sola. Voglio vederti. Devo vederti*
*Anche tu avevi ragione in fondo: sentivi il bisogno di sfogarti e staccare un po da me. Lo dici sempre che sono un casino*
*Non mi stacco da te. Non lo farò mai. Non dirlo mai più*
*Siamo a due passi ma non ci stiamo vedendo: tortura terapeutica*
*No, è una stronzata!*
*Clay... non hai smesso di essere tutto per me, lo sei sempre di più e ti voglio così tanto. Va a letto, così andrà via un altro giorno.*
*Cercherò di decidere la cosa giusta e dare un senso a questa piccola pausa. Vederti sarà il mio unico desiderio*
*I miei vanno già molto oltre, notte little star*
Scuotendo la testa rimetto in borsa il tab. Ho provato diverse volte a chiamarlo, lasciandogli più di un messaggio ma per tutta la mattina e fino ad ora non ho ricevuto risposta, nessun cenno o messaggio. Stavo per andare all'appartamento, decisamente in collera, ma la telefonata di Lynn mi ha spiazzata facendomi schizzare in auto fin quì.
Un grosso intoppo insorto al cantiere, dopo giorni di lavori filati lisci. Questo in breve, ciò che era riuscita a dirmi.
Le faccio cenno non appena la vedo discutere con uno degli operai e mi precipito da loro.
<<Alt! Ragazzi che sta succedendo?>> metto le mani in alto per fermare la discussione,, improvvisamente rimbalzata a diversi componenti del cantiere.
Lynn incrocia frustrata le braccia al petto e scuote la testa.
<<Signorina Morris, siamo bloccati! Il Capocantiere ha chiesto di fermare i lavori per parlare con il Sig. Price e noi siamo quì in attesa di sapere cosa fare! Io però me ne andrei volentieri a casa!>>
<<Mi faccia parlare con lui, dov'è?>>
<<Lo trova laggiù, accanto al Tir dei materiali! Se riesce ad avere notizie ce le faccia sapere almeno lei!>>
La sua voce si smorza in lontananza mentre raggiungo a passi veloci il Capocantiere che sembra discutere in maniera accesa, davanti ad un display, con qualcuno che spero non sia il Sig. Price.
Si volta nella mia direzione mantenendo sul palmo della mano il mini netbook e non ho più dubbi: il Sig. Price ha uno sguardo di fuoco e sta intimando, in tutta la sua tridimensionalità, il Capocantiere di fermare tutto fino a quando non sarà arrivato a Baton Rouge.
Cazzo.
Quando mi trovo nel campo visivo della cam faccio cenno al Sig. Price di spiegarmi cosa sta succedendo, ma nel pieno della sua irrispettosa maleducazione chiude la comunicazione puntandomi solo un dito contro. Senza dire una parola, sparisce dietro uno schermata scura.
Scuoto la testa, disorientata.
<<Mi spiegate una buona volta cosa diavolo sta succedendo? Che significa tutto questo? Perché i lavori sono fermi? Perché lei non mi ha avvisata e messa al corrente?>>
<<Signorina Morris, si calmi. Ho solo eseguito gli ordini: se qualcosa non va devo avvisare immediatamente l'ufficio di Lafayette!>>
<<Cazzate! Questo posto è mio, ho il diritto prima di chiunque..>>
<<Non se i soldi non sono suoi!>> risponde a tono, con un sorrisetto ironico che mi ferisce.
<<Ma come si permette?>>
<<Come si permette lei a mandare quì un supervisore esterno al cantiere piuttosto!>>
Scuoto la testa con un espressione che la dice tutta. Che cazzo succede?
<<CLAY!!!>>
Senza voltarmi verso Lynn, le intimo con la mano di aspettare e di non poterle dare retta.
<<Ma di cosa diavolo sta parlando? Quale supervisore, le ricordo che io non sono a Baton Rouge, come potrei mandarle un supervisore?>>
<<CLAY, forse...>>
La fermo di nuovo con un indice sollevato, senza voltarmi.
<<Non ora LYNN!>>
<<Beh allora si informi sul pivello che non ha trovato di meglio da fare che mettersi a ficcare il naso nel cantiere. E' da venerdì che ci da il tormento infilandosi in ogni angolo e toccando dappertutto...ma chi cazzo si crede di essere?>>
<<L'architetto che ti fa perdere il posto stronzo! Abbassa la voce e tieni a freno la lingua!>>
Chiudo lentamente gli occhi e, per un attimo, il dubbio che non sia la sua voce, distorta e spezzata da un ira che non gli avevo mai sentito prima, si appropria della mia mente liberandola poi di colpo. Mi volto incassando le spalle, scossa dal suo tono di voce, ma lo sguardo intimidatorio che continua a mantenere fisso sul Capocantiere mi fa deglutire a fatica.
<<Richard, che ci fai tu qui?>> mormoro cercando di catturare il suo sguardo.
I suoi occhi blu cobalto hanno acquistato improvvise sfumature indaco e le pupille stanno coprendo, come un manto, quella meravigliosa tinta cielomare che amo. I suoi tratti sono induriti e ogni angolo spigoloso e sensuale del suo viso spicca teso, rompendo quella sua costante dolcezza. E' furente.
Oltre alla sua presenza però, c'è l'impeto della confessione, rivelando apertamente per la prima volta la sua professione.
Non mi aveva specificato di essersi laureato, credevo avesse abbandonato.
So con certezza che per me è impossibile dimenticare l'enormità del suo fascino, ma rivederlo adesso, dopo quattro giorni, è come mettere a fuoco: chiarezza e colore dopo un po di appannamento e l'inafferrabile profumo di buono che gli aleggia sempre intorno.
E' bello da morire, da perdere le forze, da chiedersi se sia reale un insieme di tanti piccoli preziosi dettagli. Mi manca la sensazione di saperlo mio.
Indossa un maglioncino di filo grigio fumo e un paio di jeans chiari e consumati sulle ginocchia. Ciocche castane sparse e disorganizzate affollano la testa, alcune trattenute a forza dalle dita della mano sinistra; L'altra invece se ne sta poggiata sul suo fianco.
Mi restituisce quasi lo stesso sguardo, addolcitosi di colpo mentre esamina le mie gambe, risalendo attraverso il cotone dell'abitino verde bottiglia a maniche corte. Una breve pausa indugiando sul seno e sul collo, poi raggiunge finalmente i miei occhi celando un sorriso colpevole.
In un istante, però, l'incanto nel rivederlo si spezza.
<<E' di te che sta parlando? Sei venuto al cantiere?>> piego la testa di lato, assottigliando lo sguardo.
<<Clay, lasciami spiegare>>
<<Richard!>>
Mi allontano di qualche passo sollevando i palmi e schermandomi da lui per raccogliere le idee.
Mi da il tormento perché non vuole esporsi, ne vuole che lo facciano gli altri per lui, e poi gironzola a mia insaputa al cantiere mettendo a repentaglio il lavoro di settimane. A che scopo?
Per ogni passo indietro che compio, c'è una sua falcata che annulla le distanze. Cerca di intrecciare le dita alle mie e per un attimo mi lascio attrarre dall'elettrico, intenso e coinvolgente contatto che ci calamita.
<<Ascoltami, ti prego. Stanno sbagliando tutto, fidati. Lo so. Ho fatto chiamare immediatamente il tizio che sta a capo di tutto..>>
Sgrano gli occhi <<Hai fatto chiamare tu il Sig. Price? Ma che ti dice il cervello, perché? Perché hai fatto una cosa del genere? Sono giorni che ti rincorro e tu che fai?....>>
<<Ti prego, dov'è finita la tua fiducia? Clay, ascolta, devo parlarti del progetto: fa acqua da tutte le parti e quel che è peggio..>> cerca di avvolgermi il viso con le mani ma lo scanso.
<<Quel che è peggio te lo dico io! Le tue decisioni! Senza di me! E parli a me di fiducia...>> non riesco a credere che continui a fare di testa sua e che mi tagli fuori, ancora una volta, da qualcosa che mi riguarda direttamente. Scuoto la testa, sono troppo arrabbiata per ascoltare qualsiasi cosa.
Iindietreggio di un passo scontrandomi involontariamente contro Lynn, dietro di me.
<<Clay, Richard si è accorto che qualcosa non andav->> la sua voce trema alle mie spalle.
Mi volto di scatto fulminandola con lo sguardo <<TU LO SAPEVI?>> poi i miei occhi roventi saettano da lei a lui.
<<DIO ma cosa diavolo avete tutti quanti? Non sono una bambina. Ho fatto sacrifici e preso le mie decisioni con responsabilità e coraggio per mettere su questo posto. Siete inguistificabili! Price verrà quì a farmi il culo e non credo gli fregherà un cazzo di voi che giocate a fare gli architetti. Giusto Richard? >> punto lo sguardo per terra prima di incamminarmi all'indietro verso il parcheggio.
<<Clay, guardami>> la sua voce è dura, un ringhio secco e allo stesso tempo profondamente turbato.
Non ci riesco. Mi sento una stupida delusa e sono davvero così arrabbiata.
<<No>>
Con le gambe pesanti mi incammino svelta per raggiungere la macchina.
Dietro di me Richard inizia ad imprecare tra i denti senza sosta <<Cazzo!>>.
----------------
Al prossimo capitolo
Sun
======================
-----------> Traduzione di "Champagne Supernova" così tanto per abbellire.. :D
Quante persone speciali cambiano?
quante vite vivono in modo strano?
dov'eri quando siamo arrivati in alto?
attraversando lentamente il lungo corridoio
più veloce di una palla di cannone
dov'eri mentre arrivavamo in alto?
Un giorno mi troverai
intrappolato sotto una frana
in una supernova di champagne nel cielo
Sveglia l'alba e chiedile perché
un sognatore sogna e lei non muore mai
asciuga quelle lacrime dai tuoi occhi
dov'eri quando siamo arrivati in alto?
quante vite vivono in modo strano?
dov'eri quando siamo arrivati in alto?
attraversando lentamente il lungo corridoio
più veloce di una palla di cannone
dov'eri mentre arrivavamo in alto?
Un giorno mi troverai
intrappolato sotto una frana
in una supernova di champagne nel cielo
Sveglia l'alba e chiedile perché
un sognatore sogna e lei non muore mai
asciuga quelle lacrime dai tuoi occhi
attraversando lentamente il lungo corridoio
più veloce di una palla di cannone dov'eri quando siamo arrivati in alto?
Eh però amore bello te la sei proprio cercata.
RispondiEliminaCapisco che è testone, che cerca sempre di aiutarla ma ha fatto tutto di testa sua e non va bene.
...sinceramente io questa volta sto dalla parte di Clay, Richard avrà anche le sue buone ragione ma no, ha toppato alla grandissima.
stavolta ha ragione Clay, ha fatto male Richard ad agire di testa sua e Lynn a nasconderle quello che le stava succedendo . però mi fido di lui o meglio della sua opinione da architetto se dice che il progetto fa acqua da tutte le parti,non vorrei che il signor Price avesse combinato qualche carognata...
RispondiEliminaMi è piaciuto molto il dialogo madre-figlia.....come Clay descrive ciò che significa Richard per lei......
RispondiEliminaLa lontananza inoltre ha aumentato il desiderio teciproco......ma Richard sta rovinando tutto....anche se sicuramente è animato da buone intenzioni...
Il tuo commento mi fa venire voglia di metterti in SPOILER una frase della saggia LILY che dice a sua figlia su Richard... Uhmmmmm
EliminaOk, stop. MUTA SONO!
Eh Richard, Richard che ci combini...
....a me sinceramente queste situazioni mi mandano in bestia! Richard può avere -e sicuramente le avrà- tutte le ragioni per diffidare del lavoro svolto per la ricostruzione del The Page, e forse, visto anche la sua professionalità nel settore, ha fatto bene ad intervenire, MA PRIMA DOVEVA PARLARNE CON CLAY! Non ci sono scuse!.....ed è meglio che sorvolo sul silenzio Lynn che non ha attenuanti!
RispondiElimina...vi dirò che sono anche contenta che Clay non si sia fatta "abbagliare" dalla presenza di Richard e abbia invece mantenuto ferma la sua posizione/delusione/incazzatura...
...uff....peccato che il capitolo sia già finito :-(
Ahia che tensione in questo cap .. Io adoro Richard per carità... ad intervenire ha fatto bene , è competente, e ne saprà di più riguardo al progetto, esporre le sue vedute è più che giusto... ma ha sbagliato...doveva parlarne non agire di testa sua. Clay è nera e fa bene, Lynn pure ha sbagliato a mantenere il silenzio con l'amica...eh chissà che succederà..
RispondiEliminaPienamente d'accordo con le altre. Per quanto Richard sia pieno di buone intenzioni e sappia ciò che fa dall'alto della sua professionalità come architetto, stavolta ha toppato. Clay sta facendo di tutto per fidarsi di lui, per dimostrargli che nonostante lui non si confidi con lei, lo appoggia e non lo lascia. Ma lui deve imparare a comunicare con lei, a dirle sempre tutto. Altrimenti la vedo dura.....
RispondiEliminaRichard ha sbagliato questa volta, avrà anche le sue buone ragioni ma doveva parlarne prima con Clay e ovviamente lei è incazzata nera..
RispondiEliminaSei bravissima Sil, ho divorato il capitolo *__*
"E forse, dentro me, vorrei anche che il suo anonimato durasse ancora un pò, prima che possa trascinarci ad un punto di non ritorno.
RispondiEliminaLa paura forte e reale di perderlo mi rende ancora una volta egoista, protettiva e pronta a tutto." e chissà perché mi viene da pensare che una volta scoperta la sua vera identità, la sua vita precedente saranno cavoli...
Poi passiamo a quello che è successo sul cantiere, eh no sbagliato alla grande Richard, qualsiasi cosa fosse non può tenerlo nascosto a Clay e fare solo di testa propria...
Ahi ahi Richard.
RispondiEliminaSe sperava che a Clay passasse in fretta l'arrabbiatura per la storia del ritratto, adesso mi sa che ha proprio peggiorato le cose.
A volte anche il troppo amore porta a scelte non proprio azzeccate.
Ad ogni modo, credo che anche questo li aiuterà a conoscersi e comprendersi meglio. D'altronde si conoscono da così poco tempo.
Ps. <3