SONO TORNATAAA!! (^_^)'
ma prima...
Dove eravamo rimasti?
Dal Capitolo 34
"" <<Richard. Come puoi dire una cosa del genere? Sei un incosciente e se penso che in tutto questo la tua preoccupazione era quella di ritrarli, senza pensare alle conseguenze.... Dio, potevano picchiarti a morte! Mi nascondi una cosa del genere e poi ti tormenti perché pensi che non abbia io qualcuno da denunciare? - <<Cosa vuoi che faccia con questo?>> sollevo in punta di dita il foglio, inespressiva e profondamente triste.
<<Verrò con te e spiegherò tutto>>
<<E andrai via..non se ne parla!>> chiudo gli occhi tenendomi la fronte con la mano.
<<La mia famiglia mi cerca, batte a tappeto ogni angolo di questo pianeta e non chiedermi come lo so. - <<I want to kiss you so hard..>> sibila lentamente soffiandomi il suo profumo sul viso, sporgendosi in avanti con una spinta indecente del bacino. Avvampo di colpo, come una fiammata nata dal petto intenta a bruciare fino all'interno coscia.
- <<Se ti bacio resterai qui?>> sorride silenziosamente.
<<Domattina devo tornare a casa, non cambierò idea>> assottiglio lo sguardo senza cedere alla persuasione e alla dolcezza. -*Richard...*
*Vorrei poterti dire che sto gongolando nel provocarti, ma non riesco a vederci nulla di divertente*
*Sono tua*
*Ci puoi giurare. Ora va a riposare, per colpa mia non hai chiuso occhio questa notte*
*Sono a pezzi, ma preferisco sempre quando mi tieni sveglia. Qualunque sia il pretesto* ""
Dal Capitolo 35
" *Perché non hai voluto vedermi? Che succede?*
*Certo che voglio vederti, ma non ero al loft. Ho incontrato il Sig. Sebastien per un lavoro, ma ne parliamo di persona*
*Sul serio? E' meraviglioso. Ti va adesso?*
*Voglio vederti. Mi sembra di impazzire per quanto mi manchi. Non capisco neanche perché tu non possa tornare quì. Tua madre sa tutto*
*Già, e non dimenticare che pretende di conoscerti. Prima possibile. Allora aspettami, tra poco sarò li*
*Se vieni, resta*
*Richard, sai che non posso. Lei è ancora furiosa per la storia del disegno, se passo la notte da te inizierà a farmi un mare di prediche*
*Allora rimani dove sei. Non potrei sopportarlo. Preferisco vederti alla porta del loft con un trolley carico delle tue cose a costo di aspettare qualche altro giorno*
*Avevi ragione. Mi hai concesso spazio e mi si è ritorto contro: non riesco a smettere di sentirmi vuota, spenta, sola. Voglio vederti. Devo vederti*
*Anche tu avevi ragione in fondo: sentivi il bisogno di sfogarti e staccare un po da me. Lo dici sempre che sono un casino*
*Non mi stacco da te. Non lo farò mai. Non dirlo mai più*
E' bello da morire, da perdere le forze, da chiedersi se sia reale un insieme di tanti piccoli preziosi dettagli. Mi manca la sensazione di saperlo mio.
In un istante, però, l'incanto nel rivederlo si spezza.
<<E' di te che sta parlando? Sei venuto al cantiere?>> piego la testa di lato, assottigliando lo sguardo.
<<Clay, lasciami spiegare>>
<<Richard!>>
Mi allontano di qualche passo sollevando i palmi e schermandomi da lui per raccogliere le idee. - <<Ti prego, dov'è finita la tua fiducia? Clay, ascolta, devo parlarti del progetto: fa acqua da tutte le parti e quel che è peggio..>> cerca di avvolgermi il viso con le mani ma lo scanso.
<<Quel che è peggio te lo dico io! Le tue decisioni! Senza di me! E parli a me di fiducia...>> non riesco a credere che continui a fare di testa sua e che mi tagli fuori, ancora una volta, da qualcosa che mi riguarda direttamente. Scuoto la testa, sono troppo arrabbiata per ascoltare qualsiasi cosa. -
<<Clay, guardami>> la sua voce è dura, un ringhio secco e allo stesso tempo profondamente turbato.
Non ci riesco. Mi sento una stupida delusa e sono davvero così arrabbiata.
<<No>>
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Capitolo 36
Affondo le mani tra i ricci. Sono cresciuti parecchio dalla festa di San Valentino.
Rimugino costantemente sul ben servito che mi ha riservato il Boia. Liquidata. Mi ha tolto tutto e non vedeva l'ora.
Ho cercato in ogni modo di ottenere un appuntamento da lui, al quartier generale, ma non mi ha neanche ascoltata.
Il pretesto che Richard gli ha servito su un vassoio di platino, l'ha messo in un vantaggio irreversibile.
"Signorina Morris, chiunque si presenti senza alcuna autorizzazione nelle mie proprietà, viene immediatamente denunciato. Perciò visto che quanto meno il locale è suo, mi trovo costretto a togliermi dagli impicci con modi meno complicati. Quanto è accaduto è davvero spiacevole e mette in discussione la nostra collaborazione. Mi ero offerto, a suo beneficio, di mettere in attività un intero cantiere per andare oltre le semplici riparazioni, dando una ristrutturata decorosa non poi così necessaria. L' avanzo di accuse assurde per mano di un perfetto sconosciuto, in sua assenza per giunta, non è ammissibile. Pertanto è con rammarico che le comunico che, a tutti gli effetti, decadono gli accordi di finanziamento. Con essi, le licenze editoriali per la diffusione nel software di sua proprietà e un parziale risarcimento per i lavori già eseguiti. Senza alcuna opposizione, dovrà concedermi 20gg come termine per valutare la sostituzione del Corner di Orange. Mi spiace anticiparle la notizia così..." e bla bla bla.
La peggiore batosta digitale ricevuta in vita mia. Somiglia quasi ad un pesce d'Aprile: tanto assurdo da risultare vero. Quasi.
Fuori da ogni contatto con l'esterno, ho passato l'intera notte in bianco. Ho cercato di ricacciare quel fastidioso senso di vuoto.
Le cose non sarebbero mai potute andare peggio. A deludermi non doveva essere Richard, non così e non per questo motivo.
Zelante, presuntuoso e scorretto: eppure i suoi occhi mi mostravano un profondo senso di smarrimento, un eccesso di protezione come è da lui. La voglia di starmi a fianco, nei modi forse meno adatti che conosce.
Capisco ogni aspetto che lo riguarda e lo accetto, ma a tutto c'è un limite: eppure non riesco a smettere di pensare a lui, al tono di voce che sembrava volermi bucare i timpani per quanto fosse torturato. Perché controllare i lavori? Perché non dirmelo? Perché agire così? E perché mi manca terribilmente?
<<Ti ostini a non voler sentire ciò che quel ragazzo ha da dirti in favore di uno come Price? Clay!>>
<<Anche tu dalla sua parte? Tutti dalla parte di Richard? Non vi capisco>>
<<No, io sto dalla parte di mia figlia. Ma non farebbe mai qualcosa per danneggiarti. Non ci credi nemmeno tu>>.
Mia madre ha appena fatto l'espresso italiano: niente fa riflettere meglio di un caffè italiano dopo pranzo.
<<No. Non lo farebbe mai>> sussurro quasi impercettibilmente, con lo sguardo affondato nel pavimento. Ma il fastidio e la delusione delle sue omissioni non le riesco a sopportare. Continuo a non capire perché prende iniziative senza consultarmi.
<<Ascolta, non ho confidenza con il rapporto che avete instaurato, ma ho una mia teoria...>>
<<Sentiamo>> allargo le braccia in un gesto di esasperazione.
<<Sta cercando di mettere in pari la bilancia del dare-avere. Sembra quasi che voglia ricambiare tutto quello che di importante hai fatto e fai ancora per lui. Mi da quasi l'impressione che ne faccia una missione, tanto è determinato>>
<<Non c'è una bilancia! Questo è strafare per dimostrarmi che può sdebitarsi, ma a me piace da morire così com'è. Non stiamo gareggiando: nessuna competizione, nessun debito e lo sa benissimo>>
<<Dillo a uno che ha vissuto da solo per tre anni senza limiti, chiuso a riccio e indipendente. Un ragazzo che ora si ritrova un tetto, una vita e qualcuno che gli da tutto questo.
Nel giro di quanto poi?>>
<<Beh deve darselo un limite!>>
<<E tu parlaci, si starà torturando solo per aver letto la delusione sulla tua faccia>>
<<Mamma non...>> ed è con l'avviso sonoro all'ingresso che lascio cadere la frase. Senza pensarci, mi muovo fino ad aprire la porta, convinta di trovarci Albert.
<<Clay>>
Un lungo sospiro mentre la guardo negli occhi. Arrossati.
<<Dai entra Multicolor!>> non riesco ad avercela con lei, mi detesto per essermi negata per tutto il giorno. Anche con Richard.
Con un lieve sorriso e lo sguardo basso, ci avviamo in silenzio su per le scale. Sollevo la testa, quanto basta per fare un cenno a mia madre che, contrariata, fa quel gesto all'altezza della gola che significa inequivocabilmente "dacci un taglio". Una vera e propria Weller-coalizione. Ruoto gli occhi.
Quando mi chiudo la porta alle spalle, sento già il senso di colpa ed una tensione innaturale fra me e Lynn.
Con le mani sui fianchi, pronta a sbuffare, mi guarda con aria di sfida.
<<Così tu decidi che nessuno può darti uno straccio di spiegazione e rimani delle tue idee, giusto?>>
<<Sono così arrabbiata! E' il minimo visto che io e te non abbiamo più un lavoro Lynn!>>
<<Andiamo per ordine, okay? Non ne sapevo nulla! Per fortuna fra noi e Richard, e includo Ryan, si è instaurato un bel rapporto, ma non tanto da essere informata sui suoi spostamenti Clay! Come puoi pensare che sapessi tutto tenendoti fuori da una cosa del genere?>>
<<Beh, io...>> le spalle scivolano giù e rimango ferma ad ascoltare.
<<Stavo cercando di dirtelo, ma tu mi zittivi e Richard continuava a dirmi che aveva dato un occhiata ai lavori in questi giorni, trovandoci decine e decine di irregolarità>>
<<Non gli dava comunque il diritto di agire così. Non ha perso tempo ad attaccare il Sig. Price e tu sai quanto non aspettasse altro. Siamo fuori. Sono fuori. Ormai è andato!>>
<<Sono d'accordo con te: Richard ha sbagliato. Però credo che ti abbia risparmiato un bel po di soldi e un incazzatura colossale non molto più tardi: materiali di terz'ordine, un fantomatico Ingegnere a supervisionare i lavori mai esistito e addirittura l'installazione di metà delle digital-cam rispetto a quelle messe da te!>>
Sollevo le sopracciglia sinceramente presa in contropiede, rimango attonita davanti alle parole di Lynn.
<<La lista è lunga Clay, chiedi a Richard!>> incrocia le braccia, soddisfatta di aver attirato la mia attenzione.
<<Dio! Ma cosa diavolo aveva in testa quel gran pezzo di...>> inizio ad andare su e giù per la stanza <<Beh, Richard non avrebbe dovuto in ogni caso agire senza di me. Per la miseria si trattava del mio locale, il mio lavoro, una mia responsabilità! Lui non... non lo so>>
<<Era furioso, non credo si sia dato il tempo di contare fino al famigerato tre. Ti ha fatto un grosso favore, non mi dispiace affatto che il Sig. Price sia fuori dai giochi. So che non siamo della stessa idea, ma Richard è stato provvidenziale. Lo è sempre. Non te ne accorgi?>> mi sorride come se mi stesse mostrando qualcosa che non avevo visto fino ad oggi.
Abbasso lo sguardo e scuoto la testa. L'avrebbe preso a calci nel sedere se avesse potuto. Lo so, sto imparando a conoscerlo. La sua tolleranza per certe cose è davvero bassa, soprattutto su argomenti su cui è preparato. Su quale non lo è poi? Mi chiedo da quanto sarà laureato, dove avrà lavorato e quanta esperienza gli sia servita per bocciare dei lavori in meno di ventiquattro ore? So che lo ha fatto per me. So che cerca di prendersi cura di me, ma non posso continuare ad accettare il fatto che mi tagli fuori. Parlandoci, finirei per essere accondiscendente. I suoi ragionamenti non farebbero una piega e troverei quasi eroica ogni premessa.
<<Beh sono furiosa anche io, perciò adesso avrà qualcosa su cui riflettere. Il problema, in ogni caso, è che devo concentrarmi sul preavviso che mi ha fatto il Sig. Price, leggi...>>
Afferro il tab dal letto e la osservo mentre scorre con le dita sul messaggio del Boia. La sua espressione mi dice già tutto: siamo nella merda.
<<Dovremmo fargli causa noi per i danni che stava creando. Le persone sanno scendere davvero a compromessi discutibili per i soldi. Cosa vuoi fare adesso?>>
<<Non ho scelta: Parlare con mio padre, sperando che mi aiuti anche legalmente.>>
<<E Richard?>>
<<Non posso parlare di lui in questo momento, se inizierà ad assillarti digli solo che...mi farò viva io>>
<<Clay, chiamalo!>>
<<Oh no. E' quello che vuole! Gli basterà la sua voce suadente, le sue parole migliori e il suo solo respiro per farmi mandare in aria ogni proposito di farlo ragionare. Si è preso silenziosamente tutto di me e la cosa bella è che non esiste nulla al mondo che voglio di più. Sono sempre stata nelle sue mani. L'apparente bisogno di creare qualcosa per noi mi spaventa, è troppo presto!>>
<<Cosa vuoi dire?>>
<<Ho sempre paura che vada via Lynn, più mette radici e più ho paura che mi lasci>> libero un forte sospiro e mi lascio cadere sul letto. Il solo pensiero mi stanca e mi rende vulnerabile.
<<Clay, permettimi di osare: Lui ti ama, ne sono più che certa>>
<<E credi che sia sufficiente perchè quì ci pianti sul serio le tende? L'unica certezza che hai adesso è che io amo lui. Così tanto...>> copro gli occhi con le mani per ricacciare le lacrime e quando sono certa di averle frenate, guardo Lynn che accarezza i miei ricci senza replicare.
*
<<Avresti dovuto avvisarmi ieri che la mamma era in pianta stabile ad Orange, non avrei dovuto saperlo da lei. D'accordo, non è un problema comunque.>>
Scuote la testa, seduto comodamente sulla sua poltrona ovale laccata di bianco, che si erge sospesa dal soffitto. Papà ha l'eterno dono della comprensione.
<<Non è necessario che mi invii i file digitali del contratto perché all'apertura del Corner avevo già ogni cosa. Sta tranquilla Claire, non hai motivo di preoccuparti. E' tutto discutibile, perciò non forzerà la mano se non vuole avere davvero problemi. Mi sembra assurdo che Aaron si sia esposto con tanta superficialità, ha forse dimenticato che tuo padre è un avvocato? Idiota!>>
<<Papà, mi dispiace. Volevo solo augurarti una serena Pasqua e non sobbarcarti di problemi. Sono desolata, hai fatto tanto per me, per il The Page. Ti prometto che farò di tutto per rimettere in sesto il locale e tornare a fare il mio lavoro. Non riesco proprio ad immaginare di fare altro, devo solo trovare una soluzione per le licenze editoriali>>
Papà piega la testa con uno sguardo dolce: il suo bellissimo viso coperto da una barba brizzolata e curata, esprime tutto l'affetto che sento raggiungermi anche da uno schermo. Nonostante le migliaia di chilometri di distanza. Mi manca tantissimo e quando entrambi scegliamo la video-call è anche peggio.
<<Clay, trovi sempre il modo di sviare le mie domande ogni volta che conversiamo solo per messaggi. Ora ti guardo e vedo che tante cose non vanno. I tuoi occhi verdi non brillano come dovrebbero. Vuoi dirmi che succede o il tuo papà sta diventando troppo vecchio per le confidenze?>>
Continua a piegare la testa e lanciarmi sorrisetti ambigui e invitanti. Io invece deglutisco a fatica perché stavolta è difficile.
<<Onestamente non ho idea di come tu possa prendere questa... cosa. In realtà te ne ho sempre parlato, ma in maniera trasversale. Ora che questo rapporto ha subito una svolta, non so come reagirai. Non vorrei che giudicassi troppo in fretta>> e come tutte le volte, il groviglio di dita che si muove senza sosta combatte l'agitazione, aiutandomi nel formulare i pensieri.
Solleva titubante un sopracciglio, sorpreso dalle mie parole. Con lui non ho mai temuto giudizi e so che dipende dalla mia insicurezza e dai sentimenti che provo per Richard.
<<Si tratta di quel senzatetto vero?>> unisce le mani portandosele perpendicolari sul naso e sulla fronte, modificando la postura da Avvocato a Professore.
<<L'ultima volta mi hai scritto che era in qualche modo coinvolto con l'aggressione al The Page; Non è così? Ho anche fatto come mi hai detto, aspettando che si decidesse a darci la sua versione dei fatti>>
<<Esatto. L'ha fatto. Me ne ha parlato, riuscendo a confidarmi anche tante altre piccole cose della sua vita. Ricordo ancora quello che dicesti, dopo che tu stesso avevi tentato una timida conversazione sul disegno che aveva fatto in strada, hai presente?>>
-
<<Non puoi fare nulla. A volte sono costretti a diventare quello che sono, a volte invece lo desiderano perché così ritrovano se stessi; Trovano il modo di capire tutte quelle piccole cose che hanno perso per strada, facendo smarrire anche loro stessi. Non puoi fare nulla, per lui non sei nessuno o al massimo uno dei tanti estranei che gli tende una mano, ma che per lui probabilmente non significa nulla.>>
-
<<Si, e sono contento che tu sia riuscita a guadagnarti la sua fiducia tanto da decidersi a parlare. Ma tu? Puoi fidarti?>> sorvolo sul tono accusatorio, mentre il bellissimo viso di Richard appare nella mia mente.
<<Ha solo ventisei anni, è inglese ed è un architetto. Ho scoperto che il suo livello culturale supera il mio, che ha un cuore grande e che... prova qualcosa per me>> abbasso lo sguardo incapace di reggere quello di mio padre. Dall'ultima smorfia, non sembrava particolarmente entusiasta del finale.
<<Come diavolo c'è finito per strada? Dio mio. Ha una famiglia in Inghilterra?>>
Annuisco e rimango in silenzio.
<<Clay, non sanno dove si trova?>> il tono si fa immediatamente agitato.
Annuisco ancora.
<<E tu lo stai volontariamente nascondendo? E' questo che volevi dirmi?>> sollevo di colpo lo sguardo e noto mio padre iniziare a scuotere la testa e dimenarsi sul posto.
<<Non è così. Ha bisogno di tempo, è stato molto chiaro sulle sue intenzioni ma, ha bisogno di tempo Papà e voglio concederglielo. Ho fiducia in lui>>
<<Cosa prova per te? Sai dirlo con certezza? Vi siete cosa..? Presi una cotta?>>
<<No, assolutamente no. Non è una cotta. Mi sono innamorata e mentre mamma era ad Orange io sono rimasta con lui, aiutandolo a rimettersi in piedi. Un passo alla volta.>>
Spalanca impercettibilmente gli occhi quando comprende perfettamente quanto racchiuda la frase "rimasta con lui". Sembra teso, ma subito dopo si abbandona ad un lungo respiro.
Mi guarda storcendo le labbra, enfatizzando la sua disapprovazione ancora prima di parlare. Sapevo che anche le menti più aperte a volte fanno un eccezione.
<<Questa situazione non mi piace. Tua madre ovviamente sa tutto vero? Ha pensato bene di non dirmi nulla>>
<<No, le avevo promesso che te ne avrei parlato io. Era compito mio>>
<<Beh lo credo! E' assurdo! Tu non sai in che guai ti stai cacciando Clay! Hai verificato se esiste una denuncia di sparizione? Se le ricerche sono in corso? Se sanno dove si trova o se ormai lo danno per morto? E lui, come può infischiarsene? Dio, è assurdo! Questa infatuazione dovrebbe essere l'ultimo dei vostri pensieri e se vi state giurando amore eterno guarda che state soltanto peggiorando le cose: lui non può farti nessuna promessa, lo capisci vero? Avrà parecchie cose da spiegare e la sua famiglia non lo lascerà andare così facilmente!>>
<<Si, si e ancora si! Ne abbiamo parlato. Più o meno>>
<<Conosci almeno il suo cognome?>>
<<Papà, ti prego non farlo! Ti prego, non farmi questo. Non fare l'avvocato!>>
<<Io mi sto preoccupando per mia figlia, le leggi non c'entrano nulla, non come credi tu almeno! Sai che rischi grosso?>>
<<Si, ne abbiamo parlato con la mamma ed è stato il motivo per cui mi ha rimproverata di non avertelo ancora detto>>
<<Quindi voi due state insieme? Spiegami in che rapporti siete, ci sei andata a->>
<<Papà!>> lo fulmino con lo sguardo esattamente come sta facendo lui con me. Temevo tutto questo, temevo che sarebbe stato un problema spiegargli anche la parte meno bella dell'intera faccenda. Probabilmente non agisco fino in fondo per il bene di Richard, ma non posso tradirlo. Non è solo un capriccio, lui ha bisogno dello spazio che mi ha chiesto.
<<Ha solo bisogno di tempo per farsi carico di tutte le conseguenze, non permetterà che mi accada nulla. Lo so>>
<<Come fai ad esserne così sicura? Tu non sai praticamente nulla di lui, a parte il fatto che sa ottenere quello che vuole da mia figlia!>> alzatosi dalla poltrona, fa avanti e indietro nel campo visivo, con una mano a torturarsi la barba.
<<Avevo ragione, lo stai giudicando. Come puoi? Non sono una stupida che si lascia lusingare dalle romanticherie. Ci è costato tempo e fatica, ma alla fine non abbiamo potuto evitarlo. Nel momento stesso in cui ha iniziato a fidarsi di me, io ho iniziato a fidarmi di lui. E non ci giuriamo nessun amore eterno: parliamo più spesso di ciò che ci separerà che di quello che ci unisce e nessuno dei due lega l'altro con un ti amo buttato lì, Papà. Siamo giovani, non bambini.>>
<<Tempo! Sono tornato in Germania solo da un mese Clay! Cerca di capirmi, non me l'aspettavo! Credevo che la tua fosse solo compassione>> allarga le braccia ed è la cosa più vera che mi abbia detto fin'ora. Per lui è una di quelle notizie bomba: la figlia si innamora di un senzatetto che ha deciso di buttarsi via, fino a quando non trova una casa, da mangiare e una donna che lo appaga. E' così che Richard ed io ci mostriamo al resto del mondo? Mi rifiuto di pensarlo, soprattutto quando mi ostino ad arrabbiarmi con lui perché vuole solo il mio bene.
<<Fammi almeno digerire la cosa in un paio di giorni. Vorrei solo capire a cosa vai incontro se dovessi trovarti nei guai in futuro. Sei grande abbastanza da capire cosa è giusto per te ma al momento non hai la mia approvazione Clay! Non sei una bambina e non posso impedirti di stargli accanto...>> lo vedo sedersi di colpo e battere una mano sulla parete della poltrona a cubicolo.
<<Papà, ti prego. Non essere arrabbiato. Se solo potessi parlarci, conoscerlo o guardarlo negli occhi, capiresti>>
<<E' proprio questo! Vorrei solo essere lì con te e non posso. E' questo>> china la testa con una mano sulla fronte.
Un broncio quasi infantile mi fa tremare le labbra.
Questo è il momento in cui, se potessi, mi alzerei e lo andrei ad abbracciare. Mi direbbe ancora che non approva e il giorno dopo Richard se lo ritroverebbe alle costole con un muso lungo di due o tre ore al massimo. In seguito, parlerebbero di come rimettere in piedi il The Page e nel giro di ventiquattro ore Papà lo convincerebbe a dargli delle prove inconfutabili a garanzia dei suoi sentimenti per l'adorata figlia.
<<Ti voglio bene Papà, mi manchi tantissimo>> avvicino il viso allo schermo del televisore 4D della mia camera, fingendo di accorciare una distanza insopportabile: la sensazione è quella di vederlo muoversi tra le tue stesse pareti, come se allungare una mano bastasse a toccarlo. Non è così. <<Ora so di non essermi mai innamorata prima, volevo solo che lo sapessi. E' un bel casino quello in cui mi sono andata a cacciare, ma spero che saprai aiutarmi se qualcosa... girasse storto>>
<<Storto. Tipico eufemismo dei Morris!>> quando solleva gli occhi, le piccole rughe ai lati si distendono impercettibilmente, e un accenno di sorriso sulle labbra accompagnano l'ironia della battuta. << Perché non mi stupisce la cosa? Dopo tutto era chiaro che trovarti accanto a lui, turbata e sotto un acquazzone, andava ben oltre la compassione.>>
<<So che ti sembrerà strano, ma per me non era così chiaro. Lui è una sorpresa continua!>>
<<Tesoro mi dispiace. Non riesco a viverla in maniera tranquilla, perciò dovrai promettermi che da quì a breve le cose cambieranno. E' disumano per la sua famiglia vivere nella rassegnazione>>
<<Lo so Papà, ho davvero fiducia in lui e presto capirà che non è solo. A parte me>>
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Prometto solennemente che il prossimo capitolo arriverà a breve!
Croce sul cuoricino ;)
Sun
Corto, DANNATAMENTE corto e pieno di fijnjnvfkjvnfjvnfkjnvfnfkjf
RispondiElimina...ricapitolando: quello stronzo voleva fottere Clay, ma è arrivato paintino che, pur sbagliano, ha fatto il lavoro sporco e giusto, Clay in cuor suo lo ha già perdonato, figurarsi!
Papà tutto sommato non ha tutti i torti, sono le paure giuste di un genitore ...che casino, C H E C A S I N O
T__T rivoglio Richard, sigh.
Al prossimo faremo tutti BOOM!
EliminaE' corto ma bello pregno.....il signor Price è proprio un gran bastardo ..voleva fregarla bene a Clay.. Dai che l'intervento di Richard è stato azzardato solo perchè non ne ha parlato prima con Clay : che in fondo, in fondo lo ha già perdonato.. Deve imparare questo a non fare di testa sua e mettere a conoscenza subito Clay ..Il padre logicamente ha paura per tutta la situazione ..Mi auguro che al più presto si riconcilino !!!
RispondiEliminaHai capito il signor Price che gran figlio di buona madre.....
RispondiEliminaMi spaventa il fato che in un commento hai scritto che faremo BOOM nel prossimo, ci dobbiamo preoccupare????
mi ero dimenticata che eravamo rimasti alla megacazzata che Richard aveva combinato!...Avrà anche tentato di aiutare Clay - e a quanto pare a ragion veduta visto le volute negligenze che Pirce stava facendo alle sue spalle-ma resta cmq il fatto che ha agito senza interpellarla......Clay dovrà fargli un bel discorsetto....
RispondiElimina....La reazione di quel gran pezzo d'uomo del papà di Clay la comprendo pienamente, è naturale la sua grossa preoccupazione soprattutto perché si è reso conto quanto sua figlia sia presa da quel "sensatetto"....
Mi manca Richard!!!!!! fallo tornare prestoooooo!!!!!
ahahahahhah "quel gran pezzo d'uomo del papà..." e ormai ho la faccia di Gere stampata davanti agli occhi *__*
EliminaCmq quoto mony! Mi manchi Richard, torna presto :'(((
Che stronzo il Signor Price, Richard ha fatto bene ad intervenire anche se doveva parlarne prima con Clay!
RispondiEliminaIl padre giustamente è preoccupato per la figlia..Ed ora aspetto questo BOOM di capitolo XD
me lo sentivo che il signor Price aveva combinato qualche carognata,che stronzo!!però resta il fatto che Richard avrebbe dovuto prima parlarne con Clay...
RispondiEliminala reazione del padre di Clay è comprensibile,è un genitore che si preoccupa perchè vede la figlia molto presa e ha paura che finisca per soffrire.
però è un po' corto,aggiorna presto!