Mi dispiace tantissimo per il MOSTRUOSO ritardo con cui posto questo capitolo.
Vi chiederete perché tanta attesa, se la scrittura è in crisi o se non ho idea di dove stia andando..
NO. La Storia sta proseguendo come deve, senza tralasciare o accelerare nulla. State tranquilli.
Ho solo avuto una serie di intoppi e per finire il portatile si è rotto, quindi per poter scrivere ho faticato.
Ho scritto materiale per due capitoli perciò ne rendo due più corti senza, come l'ultima volta, farvi attendere ere!
Ultima cosa e poi vi lascio alla lettura, siamo in dirittura di arrivo in un certo senso perché sin dall'inizio avevo calcolato 50 capitoli e credo, non ne sono certa, ci staranno perfettamente.
Prometto e MI AUGURO di non deludervi. Questa è la mia prima e non so se ultima storia e NON ho intenzione di volare pur di finirla e darvi pace! Sorbitevi le attese... CON AMORE
-Sun
Ps. Vi lascio sulle note di una delle splendide canzoni che accompagnano Clay fin dai primi capitoli.
Vi chiederete perché tanta attesa, se la scrittura è in crisi o se non ho idea di dove stia andando..
NO. La Storia sta proseguendo come deve, senza tralasciare o accelerare nulla. State tranquilli.
Ho solo avuto una serie di intoppi e per finire il portatile si è rotto, quindi per poter scrivere ho faticato.
Ho scritto materiale per due capitoli perciò ne rendo due più corti senza, come l'ultima volta, farvi attendere ere!
Ultima cosa e poi vi lascio alla lettura, siamo in dirittura di arrivo in un certo senso perché sin dall'inizio avevo calcolato 50 capitoli e credo, non ne sono certa, ci staranno perfettamente.
Prometto e MI AUGURO di non deludervi. Questa è la mia prima e non so se ultima storia e NON ho intenzione di volare pur di finirla e darvi pace! Sorbitevi le attese... CON AMORE
-Sun
Ps. Vi lascio sulle note di una delle splendide canzoni che accompagnano Clay fin dai primi capitoli.
Fine Aprile - 20 Giorni dopo.
<<Hai
intenzione di tenermi nascosta quella parete per molto?>>,
incrocio le braccia sul petto e batto furiosamente la punta del piede a
terra. Un ticchettio d'impazienza che riflette soltanto la mia voglia di
vederlo. I suoi bellissimi occhi blu si voltano di scatto ed il
movimento un po brusco gli causa un oscillazione che lo fa sembrare
un funambolo in aria. Le maniche della camicia di lino blu sono
arrotolate fin sopra i gomiti. Il pantalone cargo invece, con le mega
tasche piene di pennelli, dovevano originariamente essere sabbia.
Osservo lo stuzzicante strato di barba curata che mi riporta indietro di
diverse settimane, a quando il presente era solo immaginazione. Una
rara specie di gentiluomo dai tratti spudoratamente perfetti.
E'
un delizioso e buffo tripudio di colori sul viso, sulle braccia e su
ogni angolo di tessuto che lo veste. Rispecchia perfettamente ciò che è e
come ama esprimersi quando viene rapito dal moto di ispirazione.
<<E'
tornato il mio uragano rosso>>, il suo sorriso è carico ed
intenso mentre si pulisce le mani con un canovaccio intriso già di
colori e rimette a posto i pennelli. Salta giù dal ponteggio con un
movimento agile e flessuoso e mi viene incontro, tirandosi su le ciocche
castane che ricadono nuovamente, incuranti delle sue dita. Osservo
l'imbracatura fissata al soffitto da cui si snoda un lungo telo
inamidato. Ricopre per intero la nuova parete ampia che fronteggia le
vetrate dell'ingresso del The Page.
In un lasso di tempo
relativamente breve rispetto al previsto, venti giorni, sono stati
completati tutti i lavori di impiantistica, compresa
la sostituzione delle digital-cam di scarsa fattura che aveva fatto
installare il Sig. Price. La supervisione ovviamente è stata affidata a
Richard mentre io sono stata costretta ad un trascinato e pesante addio
definitivo con il mio ormai ex Boia. Con l'aiuto prezioso di mio padre
sono riuscita ad azzerare qualsiasi presunto debito per mezzo di un
accordo privato con cui il Sig. Price si impegnava a pagare tutte le
spese dei lavori svolti, senza chiedermi un dollaro. Lo stesso prevedeva
anche che mi concedesse un bonus per evitargli un azione legale e la
libertà totale dal Corner di Orange, in cambio di un piccolo tutorial
per la nuova gestione.
Così, ho permesso al mio lato solidale
di prendere il sopravvento e accettare questo piccolo ultimo
compromesso. In realtà quando ho detto sì ho solo pensato a mia madre.
Portarla
con me ad Orange, mentre facevo da tutor un paio di giorni a settimana,
significava evitare ad Albert di fare da pendolare, almeno fino a
quando non prenderanno entrambi una decisione coraggiosa sulla loro
relazione. Immaginavo che non sarebbe stato facile. Mia madre sa essere
molto determinata ma la presenza di Albert sembra
averla ammorbidita parecchio. Non mi è mai piaciuto vederla da sola
e sapevo avesse bisogno di tempo, oltre che della persona giusta. Certo,
non avevo idea che l'avrebbe trovata per merito o causa mia: almeno
qualcosa di buono in queste inutili trasferte.
Papà ha
lavorato per me tutto il tempo e vederci, anche se dai mega schermi di
casa mia, ha contribuito a tranquillizzarlo dopo la nostra ultima
conversazione su Richard.
Lo stupore misto ad una certa forma
di riconoscenza, hanno animato costantemente il volto di mio padre
durante tutto il resoconto di ciò che Richard era riuscito a mettere in
piedi per me. Vederlo sorridere è stata come un ammissione, un voler
mettere da parte i dubbi e sospendere il giudizio su di lui, per il
momento. Un silenzio-assenso ed il ricordo di un uomo seduto a terra
come un sacco, sotto una pioggia battente.
<<Non vuoi
mostrarmi neanche un angolino piccolo e insignificante?>>, tremo
prima di infilargli le braccia al collo e stringerlo forte. Il mio corpo
reagisce come sempre, vibrando quando gli è accanto. E non importa che
sia un giorno o una settimana di assenza, mi emoziona sempre. Le sue
mani si tuffano tra i miei capelli, come adora spesso fare quando
pretende di controllare l'intensità dei baci. Cosa che gli riesce
puntualmente impossibile.
<<Finalmente hai concluso il
tuo servizio sociale, ora sei pronta per tornare in pista, qui. Con
me.>>, mi bacia sviando la domanda e facendomi sentire quanto
pesante può essere la mancanza di soli due giorni. <<Hai parlato
con Lynn?>>
<<No. Sono arrivata appena in tempo
per sorprenderti ancora qui. Ho lasciato mamma a casa, immersa nei
preparativi per l'arrivo di un amica da ospitare. C'è qualche
problema?>>, mi sorride dolcissimo e scuote la testa. <<No,
nessun problema. Mi sei mancata tanto...>> con l'indice sfiora il
profilo del seno fino a scendere sul fianco senza mai staccare gli occhi
dai miei. Gli ormai inconfondibili brividi che mi attraversano quando
mi sfiora mi sollevano da terra. Mi aggrappo alle sue spalle e mi lascio
andare a piccoli e umidi baci che vanno dal suo collo fino alla tempia.
Richard ringhia sommessamente ad occhi chiusi mentre percorro la sua
pelle profumata con le labbra. Quando li riapre, sono già seduta sul
desk principale con le gambe aperte e le sue braccia che mi coprono i
fianchi. Mi osserva in silenzio da sotto le ciglia, comodamente
posizionato tra le cosce, mentre con le dita tiro via una sfumatura di
verde dal suo mento. Il suo viso, all'altezza della mia pancia, affonda
immobile per un paio di minuti sul mio stomaco. Chino la testa per
osservarlo nel suo cantilenante respiro, gli accarezzo i capelli e
restiamo così, senza dire una parola. Il suo soffio dolce e regolare
sulla pancia e le mie mani che non smettono di spettinarlo.
<<Amore, che succede?>> bisbiglio, continuando ad accarezzarlo.
<<Le
tue carezze mi fanno ricordare di quando avevo più o meno dieci anni.
Erano tutti un po fissati con i miei capelli, li portavo più lunghi e
mio padre proibiva sempre alle sue sorelle di portarmi a tagliarli. Dio,
le mie zie sono...davvero maniacali>> con una dolcezza
disarmante, sorride dalle narici e mi lascia piccoli baci sull'addome.
In questi istanti di pura serenità sento l'andatura lenta e malinconica
dei ricordi. In queste tre settimane avevamo adottato uno schema di vita
piuttosto meccanico e prevedibile, per via delle mie visite ad Orange e
il suo impegno full time al The Page. C'era poco tempo per tutto ma
faceva sempre l'amore con me e mi raccontava sempre più cose di se.
<<Richard,
hai fatto un lavoro magnifico. Per ogni sforzo, dal primo all'ultimo,
che hai compiuto per questo posto io non smetterò mai di ringraziarti.
Sei stato forza, impegno e determinazione. Non smetti mai di darti in
maniera così incondizionata, credo che faccia parte del tuo carattere.
Credo che questa tuo innato entusiasmo per la vita manchi moltissimo a
tutte le persone che ti vogliono bene e che hai lasciato a casa>>
<<Non
andare lì, ne abbiamo già parlato tante volte. Mi sembra già
incredibile che io ti racconti queste cose senza sentirmi in procinto di
vomitare dal rimorso>>
<<Lo so bene. Ma da ciò
che mi hai raccontato, da quando vi siete trasferiti a Londra hai
iniziato a vivere la tua vita con la libertà che desideravi e la
direzione che sognavi di prendere. Sei un eccellente architetto, fanculo
l'attestazione! Sei il migliore. Dovrebbero saperlo tutti, mi hai
raccontato cose incredibili, per esempio della tua permanenza in
Brasile!>>
<<Si, e più cercavo di non espormi più i
riflettori mi si puntavano addosso, sono un vero disastro a farmi degli
amici. Ci metto meno di un quarto d'ora ad entrare in un buon
giro>>
<<Chi è andato in controtendenza e ti ha
teso una mano per farti fare un minimo di vita civile si è accorto di
cosa sei, di quanto talento hai e di cosa sei capace anche nelle piccole
cose. Perché non vuoi tornare a casa?>>
Solleva la
testa lentamente con la solita espressione rassegnata. Odio il fatto che
faccia passare la sua decisione come qualcosa di destinato e
irreversibile.
<<Perché io voglio te. E voglio stare con te>>, le mie spalle cedono e sorrido perplessa.
<<Io
ci sarei comunque. Sempre. Non esiterei un attimo a starti accanto e
non ti libererai di me. Sei esattamente la mia ossessione ed io la tua
minaccia più grande>>
<<Questo rende la mia vita
molto interessante Clay..>>, le sue labbra riempiono lentamente lo
spazio fra le nostre bocche e, consapevole dei centimetri che ci
separano, accolgo il suo bacio con venerazione. Controvoglia, mi stacco
pur di non lasciar cadere l'argomento.
<<Avevi
accennato al fatto che spesso la tua famiglia riusciva a mettersi in
contatto con te, perciò sono consapevoli del tuo assurdo
girovagare?>>, lo vedo scuotere energicamente la testa, ma per mia
fortuna resta tranquillo.
<<Non ci siamo mai parlati
Clay, non sono certo di queste informazioni. Ho avuto l'impressione che
qualcuno riconoscesse la mia faccia e si facesse vivo con loro. A
chiunque piace fare l'eroe con la gente scomparsa. E' ammirevole, se non
fosse che io non cercavo aiuto. Ero piuttosto eloquente col mio
silenzio! Tu hai conosciuto solo la versione ammansita di me..>>
<<Non dire così, non ci credo neanche un po. Non puoi essere peggiore di cosi.. >>, lo punzecchio sorridendo.
<<Essere
consapevoli dei propri lati bui non ti migliora affatto. Ma io non
voglio deluderti>>, la sua serietà mi fa storcere il naso.
<<Farti
cattiva pubblicità non cambia i miei sentimenti. Fissalo in quella
testa dura!>>, lo bacio. <<Voglio vedere la parete>>,
un altro bacio.
<<Non ancora>>, le sue labbra pizzicano le mie con dolcezza interrompendo il mio sbuffo.
<<Mia madre insiste nel volerti conoscere, vuole congratularsi con l'uomo che sta facendo così tante cose per me>>
<<Mh, adoro avere le donne di casa Morris in pugno>>
<<Devo prenderlo come un si? Sei sicuro di... >>
<<Clay, ti amo. Non c'è nulla di cui preoccuparsi se si tratta di te>>
<<Ma si tratta anche di te, non sentirti sotto pressione>>
<<Sarei onorato di fare la conoscenza di colei che ha messo al mondo il mio piccolo uragano>>
Rido
gettando la testa all'indietro mentre sento sciogliersi lentamente
l'abbraccio di Richard dai miei fianchi. Lo seguo allontanarsi fino
all'ingresso principale dove le vetrate sono ancora tutte ricoperte da
pannelli pubblicitari a specchio. Fortunatamente nascondono l'interno
dalla visuale della strada.
Con un semplice tocco su un
display proiettato sul vetro dell'ingresso, ennesima innovazione
permessa dagli inattesi finanziamenti, Richard attiva la messa in
sicurezza ed il The Page chiude. Si volta lentamente, osservando con una
panoramica l'intera superficie ora riarredata con precisione matematica
ed un eleganza da togliere il fiato. Le nuove postazioni sono a
mezzaluna alta, con i display incassati nella struttura stessa. Richard
ne ha ricavato più spazio, più privacy e più colore. La prima volta che
ho rimesso piede quì dentro ho faticato a controllare il respiro. Tutto
innovativo, lineare, minimalista e ancora più accogliente. I toni del
bianco, del nocciola e del verde mela mi hanno spiazzata e affascinata.
Indecisa sulla monocromia, avevo rimandato la scelta del colore del
nuovo arredamento. Richard, invece, non ha esitato un attimo a
mescolarli, ricavandone un abbinamento perfetto. E poi il tocco finale:
Lynn aveva suggerito che un segmento di parete venisse utilizzato per la
cromoterapia: un pannello che ricicla acqua con l'andatura cangiante di
una piccola sorgente, illuminata da scie iridescenti di varie sfumature
di colore. Un piccolo paradiso zen.
Il tetto, ricoperto da
piccole lucciole in fibra ottica speciale, espande un incredibile
effetto cielo stellato. Fonti luminose a scomparsa dietro le rientranze
delle pareti. Rimango sempre a fissare ogni angolo di questo posto, così
diverso ma sempre e comunque lo stesso. L'aria che ci respiro e le mie
impronte sull'invariata postazione.
Ogni metro quadro
possiede il tocco perfetto di un architetto e la mente geniale dell'uomo
che amo. Solo due mesi fa era l'ombra che osservavo attraverso le
vecchie vetrate, che dipingeva l'asfalto e spariva per giorni. Un
perfetto sconosciuto su cui mi sentivo gravitare, qualcuno che attirava
inconsapevolmente la mia completa attenzione.
Sorrido mentre
ci scambiamo un occhiata eloquente, una di quelle che quasi parla e mi
comunica che anche Richard ha rivolto i suoi pensieri a quei giorni. Le
luci si spengono e resta solo qualche lucciola stella che debolmente
proietta una meravigliosa penombra argento. Quasi come i raggi di una
luna crescente, quegli stessi raggi che in tante notti al loft mi hanno
fatto vedere il volto di Richard, il suo corpo, la sua tristezza e la
sua passione.
La stanchezza del viaggio da Orange di colpo
sparisce. Neanche la fame dell'ora di cena mi attanaglia più. Riesco
solo a visualizzare le sue lente e dondolanti falcate, mentre torna tra
le mie gambe. E quel sorriso che, mi ci gioco tutto, è l'anticamera del
suo desiderio.
Un improvviso fiotto di calore mi avvolge e
senza accorgermene, col sapore delle sue labbra addosso, faccio
scivolare dalle braccia il leggero scaldacuore azzurro.
Con
una lunga carezza, le sue dita accompagnano il mio movimento, fino a
quando non tocca le mie mani per stringerle forte tra le sue.
Vedo il mio sterno andare su e giù, seguendo il moto agitato del mio respiro.
<<Hai caldo?>>
<<Improvvisamente>>, gracchio chiudendo lentamente gli occhi.
<<Baton
Rouge è afosa in questo periodo?>> e con la sua proverbiale
indifferenza, solleva l'orlo del tubino grigio fin sopra le cosce
continuando a baciarmi sotto l'orecchio e lungo tutto il collo.
<<Dovrei
darti le previsioni meteo? Proprio adesso?>> fisso il soffitto
facendomi catturare dalle piccole stelle artificiali.
<<Ti
ho mai detto quanto sei bella? Te l'ho mai detto?>>, il suo tono
graffiato si scontra con le vibrazioni del mio stomaco, della pancia e
quando le sue labbra toccano l'interno coscia, mi aggrappo di un pelo ai
bordi del bancone sospirando forte.
<<Se riesco a distrarmi, devo farti vedere una cosa...>>, oh non vorrà fermarsi proprio adesso?
<<Richard,
non contare su di me>>, sollevo la testa di scatto e lo afferro
per le spalle, obbligandolo a raggiungere nuovamente il mio viso. Smetto
per qualche secondo di respirare ma i suoi occhi mi puntano così
taglienti che per riprendere fiato lo bacio. Si, per assurdo lo bacio
spingendo lingua e adrenalina dentro di lui. Lo artiglio per le spalle e
mi dimeno nel cercare quel contatto che mi fa sentire parte di Richard.
Con le labbra, con il corpo e il cuore.
L'attacco inatteso
lo fa gemere e per tutta risposta mi afferra dalle natiche avvicinandomi
al suo bacino. Quasi in braccio, mentre le lingue non smettono di
aggredirsi dolcemente, sento i piedi toccare il pavimento in una postura
forzata e instabile. Si stacca dalla presa ferrea del mio bacio con una
smorfia di frustrazione.
Lo guardo negli occhi perplessa mentre le sue dita rimettono a posto l'orlo del tubino con tocco rassegnato.
<<Ho bisogno di te>>, il mio sguardo fatica a staccarsi dal suo.
<<Solo
un paio di minuti, fa la brava o dovremo riarredare questo posto per la
terza volta>>, mi bacia lentamente, con le labbra in bilico l'una
sull'altra per qualche secondo.
Accompagnata dal suo braccio intorno alla vita, ci avviciniamo proprio davanti alla parete coperta dal telo.
<<Non devi chiudere gli occhi, voglio solo che tu faccia questa cosa con me>>
Chiude
lentamente le palpebre e inizia a fare il conto alla rovescia con le
dita, da tre a uno proprio davanti al mio viso. Quando solleva soltanto
l'indice, all'improvviso attacca la diffusione musicale che si espande
velocemente ad una qualità paragonabile al miglior studio di
registrazione della SonyWave. Sussulto per la sorpresa e sento dentro
montare l'emozione che le note di questa canzone mi suscitano. La
conosciamo bene io e Richard. La conosciamo perfettamente.
Con
un sorriso incantevole, afferra i miei polsi portandoseli sulla nuca.
Mi invita ad aggrapparmi a lui mentre mi stringe a se con dolcezza,
seguendo l'iperbole delle note della meravigliosa "Colors" . Faccio per
parlare, fissando il calore che sprigiona il suo sguardo blu, ma me ne
pento subito e poggio la testa nell'incavo profumato del suo collo.
Bisbiglio un Richard e mi lascio cullare, ballando insieme a
lui. I nostri passi si intrecciano, i nostri visi si sfiorano e mai come
in questo istante sento di aver fatto la cosa migliore della mia vita.
Regalare un pastello di cera rosso si è rivelata una vera e propria
svolta, un emozione nascosta, un amore, la vita stessa dentro i suoi
abbracci, l'eleganza della sua libertà. Non c'è niente di meglio che
avrei potuto augurarmi per sentirmi parte di qualcosa di grande, in così
poco tempo. Con così poche certezze.
E se anche l'intero universo lo stesse cercando, in questo istante il suo posto sarebbe comunque con me.
Con
un passo all'indietro mi trascina poco distante dalla parete, mi
solleva il mento per baciarmi con passione, avvolgendo le labbra per non
lasciarmi respirare.
<<Sorpresa...>>, sussurra a fior di labbra facendomi voltare con gentilezza.
Completamente rapita dal nostro ballo non mi ero accorta del telo andato giù. Quando? Come? E soprattutto... Oh mio dio!
Mi fermo con le mani a coprire una bocca ormai spalancata.
<<Oh mio dio, non... è...>>
<<Si esattamente la reazione che speravo>>
<<Non
so cosa dire. Quella sono..., dio non so cosa dire>> rimango
sbigottita davanti all'ennesima prova di grande talento di Richard.
Questa forse la più forte, intensa. Nel mio negozio, davanti ai miei
occhi ogni giorno un altra prospettiva che ha di me, non so se sentirmi
lusingata o infinitamente riconoscente. Un intarsio di fuoco e oro che
unisce il groviglio dei miei capelli alle pagine asciutte e raggrinzite
di un vecchio libro. Delle piccolissime volpi fantasma che volteggiano
indisturbate tra un foglio e l'altro, sprizzando libertà e suggestione.
Il verde, i colori e l'incastro di svariati significati a cui solo la
sua mente può dare un senso. Un invasione di antico in un ambiente
minimalista e futuristico. Un espressione, la mia, che mi riporta ai
giorni in cui mi bloccavo ad osservarlo per strada, ponendo mille
domande e scontrandomi solo con il suo silenzio.
L'effetto è
spiazzante, intenso. <<E' fantastico, nel vero senso del termine. I
dettagli, i colori e tutta l'idea è pazzesca. E' grandissimo, non puoi
non bloccarti davanti a questa parete per almeno dieci minuti
buoni...>>
<< E andartene senza tesserarti, giusto?>>, ribatte Richard con una vena di professionale interesse per gli affari.
<<Colpita
e affondata!>> sorrido abbassando lo sguardo, piena di orgoglio e
gioia. <<Perciò adesso sei d'accordo con me che ho fatto bene ad
insistere perché tu dipingessi il The Page? Sai perfettamente di avere
un incredibile talento, basta con i ma e i se. Non lo credevi possibile
eppure ti stai guadagnando da vivere con le piccole commissioni del Sig.
Sebastien e Rey sta diventando un artista quotato>>,
strizzo l'occhio riferendomi al suo secondo nome di
battesimo-pseudonimo. Ma il dubbio mi porta inevitabilmente a fargli la
fatidica domanda: <<Se appartenessi a qualcuno della tua famiglia,
sarebbe così facile vedere te dietro questo nome. Anzi, lo prenderei
come un segno inequivocabile, visto che io stessa già riconosco la tua
mano. Non credi?>>, arriccio le labbra perplessa.
Fa
spallucce, stranamente indifferente alla remota ipotesi che uno degli
osservatori possa addirittura essere uno di loro. A volte il il mio
istinto sembra proprio avere ragione: Richard ha voglia di rivedere la
sua famiglia, ne sente il bisogno fisiologico come le radici si
aggrappano alla terra fertile. Per essere quello che è, sono più che
convinta che sua madre e suo padre siano stati fondamentali. E poi quel
nonno che tanto ama e di cui si porta addosso chissa quale peso di una
colpa che magari non ha. Se solo si sentisse pronto, se solo potesse,
restituirebbe la vita a tutti.
<<Hai finito?>>, mi artiglia i fianchi spingendomi contro il suo addome.
<<Di fare cosa?>> lo guardo accigliata.
<<Di
pensare, pensare, pensare...>> la sua lunga lista di parole
finisce sulle mie labbra in un bacio che impone il silenzio. Ad un certo
punto.
*
Da qualche tempo Richard sembra avere una strana predilezione, oltre che abilità, per il sesso verticale.
In
ascensore, di ritorno a casa, la mia gamba destra è rimasta sollevata
sul suo avambraccio per tutto il tempo mentre cercava, scopriva,
accarezzava e stuzzicava tra gli spazi concessi. A stento sono riuscita a
reggermi in piedi, respirare, guardare per qualche secondo il suo
ardore negli occhi e poi richiuderli e sentirmi al centro delle sue
meravigliose attenzioni.
Un altra erotica sosta ce la siamo
concessa proprio sul portone di ingresso del loft. Le sue dita calde
stavano lasciando il posto alla sua eccitazione, ma con un certo sforzo
l'ho bloccato conquistando il suo letto, che senza troppi convenevoli ci
ha accolti già irrimediabilmente intrecciati ed eccitati.
Da verticale ad orizzontale... e di nuovo in verticale.
<<Ma
non stavamo andando solo a fare una doccia?>>, ansimo sulle sue
spalle con un soffio roco di voce. Stretta contro la parete, lungo il
corridoio che porta nell'ampio bagno.
<<Vuoi che smetta?>> lo dice provocante, lo dice spingendosi dentro. Ancora più a fondo.
<<Non
credevo di esserne capace... per tre volte di seguito, brucia tutto cio
che bacio di te, bruci sotto le mie impronte>>
<<Animi
tutto cio che desidero e ti amo così tanto>> un altra stoccata
spezza i respiri all'improvviso, seguiti da un lungo gemito da parte di
entrambi. <<Resta con me>>, ancora un altra, profonda,
travolgente spinta. Richard mi trattiene sul suo bacino mentre si muove
avanti e indietro, con la dedizione di sempre ma come se fosse la prima
volta. Come se fossi sempre la sua unica volta.
Avvolti da un
calore asfissiante e dall'umido strato che ricopre i nostri corpi, ci
lasciamo andare ancora una volta al culmine del desiderio. Richard mi
morde una spalla mentre si irrigidisce al ritmo dell'ultimo e misurato
affondo dentro di me. E tutto quello che riesce a farmi provare è
racchiuso quì, nello spazio che separa il mio cuore dal suo, il mio
corpo dal suo. Lo bacio sulla fronte, poi dolcemente mi rimette giù. Le
gambe dolenti, traballanti mentre rimango avvinta al suo collo e gli
massaggio la nuca attenuando la tensione muscolare. Il suo respiro
bollente sul viso, sposta alcuni ricci rossi rimasti incollati sulle mie
labbra. Lo inspiro e chiudo gli occhi. Un odore inconfondibile che
traccia una passione sfrenata, un amore su cui è stato difficile puntare
ma che adesso è tutto quello che ho.
<<Stavolta la
doccia la faremo sul serio o stanotte non riuscirò a smettere. Sei una
scarica di adrenalina, il mio posto è qui con te>>
<<Ed
io ci sto credendo con tutta me stessa, perciò ridimmelo...dimmelo
ancora>>, strofino la guancia contro il suo collo arrendendomi a
lui.
<<Vieni, ho ancora qualcosa da dirti ma lo farò
quando il tuo viso sarà sotto il getto dell'acqua>>, afferra la
mia mano, incastrandone le dita alle mie. Lentamente, mi guarda dal
basso verso l'alto per poi condurci, nudi, verso un bagno fresco.
**
Una
lieve scarica di piccoli baci, sul viso addormentato e sbuffante di
Richard, sono il modo per farmi perdonare la rapida fuga verso casa. Nel
trolley solo ciò che ho usato in questi due giorni ad Orange, perciò mi
occorrono cambi puliti da portare con me. Mi sono offerta di ospitare
Sofi in camera mia, per il tempo che si tratterrà a Baton Rouge, ma
prima del suo arrivo vorrei che fosse tutto in ordine portando con me
tutto ciò che ho di personale. Dopo la grottesca situazione in cui mia
madre è stata coinvolta, e di cui ancora ne paga il prezzo, mi domando
cosa potranno tirare fuori dalle loro conversazioni. Sopratutto dopo la
sua ultima telefonata in cui accennava a delle ricerche fatte, qualcosa
che era riuscita a scovare. Spero solo che avverta mio padre ed eviti di
cacciarsi nuovamente nei guai. Dubito che venga a trovare mamma per
farsi solo un paio di tazze di té.
"Buon giorno uomo d'acciaio", bisbiglio al suo orecchio.
"Mh, dove vai ? E' presto"
"Si,
se l'alba spunta alle dieci del mattino forse si. Vado a casa, fai il
bravo", mordicchio il suo orecchio ricavandone un sibilo osceno.
"Non
sono Cavill. E' il nostro vicino. Credo. Ancora. Non ne ho idea..mh.." ,
borbotta impastato, con le ciocche castane che puntano alle palpebre
chiuse.
Fisso Richard per qualche istante e sorrido. Un uomo
bellissimo e intraprendente dorme imbronciato tra le lenzuola che sono
sicura non mi permetterà di cambiare, mormora roco un "Salutami tua
madre" per poi voltarsi, portandosi dietro una nuvola di cotone
stropicciato sopra il suo sedere tondo. Uno schiaffetto malizioso sulla
pelle nuda, prima di sentirlo lamentarsi mentre lascio l'appartamento.
Al prossimo capitolo e scusate gli errori.
--
Questo è il risultato di Richard al THE PAGE, approssimativo ovvio.
Immaginate 5 metri di parete così dipinta!
Amo quest'uomo.
Al prossimo capitolo e scusate gli errori.
--
Questo è il risultato di Richard al THE PAGE, approssimativo ovvio.
Immaginate 5 metri di parete così dipinta!
Amo quest'uomo.

Bellissimo il dipinto *-*
RispondiEliminaChe cosa aggiungere? Loro due sono perfetti insieme, sono proprio come quel dipinto....
ma ci sono ancora fantasmi da scoprire nelle loro vite, l'insinuazione finale di Clay sul fatto che la famiglia di Richard potrebbe riconoscere le sue opere, il legame ancora non svelato con la saga e adesso l'arrivo di Sofi mi sembra tutto u po' legato a pochi capitoli dalla fine....
Beh che dire, credo che il The Page non sia mai stato più bello....me lo sono immaginata tutto, ad avercelo un luogo così!! Io non ne uscirei più....e il disegno di Richard è stratosferico.
RispondiEliminaQuanto mi sono mancati sti due piccioncini *__*
.....non so perchè, ma ho la sensazione che questa Sofi abbia qualcosa a che fare con Richard O_o
ehm cmq se avessi Richard nel mio letto e come vicino di casa Cavill......IL MANICOMIO è ASSICURATO.
L'immagine dell'opera di Richard è bellissima e suggestiva!
RispondiElimina....deve mancargli davvero molto la sua famiglia, e ogni volta che ne parla, anche se di sfuggita ma con grande affetto, mi si stringe il cuore....
li ho lasciati conigli...e li ritrovo conigli,forse anche peggio!possibile che non riescano a fare due passi senza saltarsi addosso?XD oltre a questa passionalità c'è sempre tanta dolcezza tra di loro e sempre meno segreti...
RispondiEliminabellissimo il disegno,se provo ad immaginarlo su una parete di 5 metri diventa proprio spettacolare!e mi piace anche il nuovo The Page,mi dà l'idea di una specie di oasi,molto rilassante
Che adorabili i piccioncini mi erano mancati.... Questa Sofie mi sento a che fare con il passato di Richard ...bellissima un opera d'arte quell'immagine di Clary per il The Page..e' un gran artista il nostro Richard
RispondiEliminaHo la sensazione che nei prossimi capitoli tutti i misteri si scopriranno!!!!
Il dipinto è favoloso *___* e il nuovo The Page è bellissimo, voglio anch'io un luogo così!
RispondiEliminaRichard e Clay sono asjhdiohdhbgfiusjap..mi erano mancati, li amo troppo sono dolcissimi
Per quanto riguarda Sofi penso anch'io sia legata con il passato di Richard!
Ci sono riuscita, in enorme ritardo ma ci sono.
RispondiElimina...bo va be', sono adorabili ma ho paura che prima o poi la bomba scoppi e li sono grandissimi cazzi amari per tutti.
Per quanto riguarda il vicino ehm ... mica mi ospitano per un po', no eh?XD
Ci ho provato buahahha