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martedì 10 dicembre 2013

"This is war" cap1

Buon pomeriggio gente!  Come al solito sono in ritardo ma, abbiate pietà!
Per questa storia è di sicuro l'ultimo aggiornamento dell'anno, vedrò di spremere le meningi per Anthony e di darvi almeno un capitolo prima delle vacanze natalizie! Quella ormai è alla fine, credo manchino gli ultimi due capitoli. So ... buona lettura!!
Lascio andare la mano di quello che è per me come un padre, quel padre che in realtà non ho mai avuto ma, che ironia della vita, ho trovato qui .
Esco fuori da quella maledetta tenda, tutti mi guardano in quel modo che odio, spingo anche la nuova arrivata ma non mi importa, non voglio vedere ne sentire nessuno.
Raggiungo quell'angolo solo  mio, iniziando a tirare calci nella sabbia.  Incrocio le braccia dietro il collo e urlo, butto fuori tutta la rabbia che ho nel corpo. Perché, perché tutto questo è successo quando io non c’ero? Con lui abbiamo sempre combattuto vicini e forse … forse se ci fossi stato io lo avrei coperto, sarei riuscito a salvarlo a costo di beccarmela io la pallottola.
Sento dei passi, non mi volto e aspetto che la suddetta persona parli, anzi vorrei mandarla al diavolo, dirgli di lasciarmi in pace ma non posso, so che sarà qualche ragazzo che viene a dirmi che il mio superiore vuole parlarmi, dovrà dirmi come è successo.
-Thomas …lui è vivo, mi hai sentito? E’ vivo-
il corpo si pietrifica e lentamente mi volto per cercare il suo sguardo
-Vivo? Ma ha … oddio-
cado a terra in ginocchio, lasciando andare le lacrime che ho trattenuto fino ad ora. Mi aggrappo al mio amico che mi abbraccia, mi stringe forte restando in silenzio, lasciando sfogare tutto quello porto che dentro.
-Laura, è stata lei. Ha iniziato a urlare al medico, gli ha detto che  non poteva rimanere li impalato senza fare nulla. E’ stata lei a fargli il massaggio cardiaco, di li a poco anche il medico l’ha aiutata e … ha ricominciato a respirare. Non so dirti dove ha trovato il coraggio di parlare in quel modo al medico, ma è riuscita a salvarlo. Lo stanno trasportando con l’elicottero, vuoi … vuoi andare con lui?-
-Io …no, devo rimanere qui-
mi stacco dal suo abbraccio strofinandomi gli occhi.
-Quella ragazzina ha fegato, dovevi vederla, sembrava una furia-
-Posso immaginare. Dov’è adesso?-
-Con il Colonnello …la sta, come dire, riprendendo. Ha comunque mancato di rispetto a un superiore e … DOVE DIAVOLO VAI! Thomas, non fare cazzate-

-Signorina, le sono grato per quello che ha fatto ma …-
-Ma? Dovevo lasciare morire un uomo? Senta Colonnello, so che per lei sono solo una giornalista che è venuta qui a romperle le scatole, e le ho anche promesso che non creerò nessun genere di problemi ma non potevo rimanere li impalata, lo capisce?-
mi blocco fuori dalla porta quando sento le urla. Quella ragazzina si metterà nei guai, me lo sento
-Moderi i termini, sono un superiore …-
-Lei non è un mio superiore Colonnello, non sono un suo sottoposto. Adesso, se non le dispiace, io me ne torno nella mia tenda!-
-Signorina Lewis …-
la tenda si apre e faccio appena in tempo a spostarmi; cammina a passo spedito, i pugni chiusi e petto in fuori; è agguerrita. Entro dentro la tenda del mio superiore, beve un liquido ambrato e deve essere davvero infuriato, perché di solito non beve mai a quest’ora.
-Colonnello-
-Oh, Thomas … vieni qui. Hai saputo di Patrick? Sono contento si sia salvato, solo quello che rappresenta per te-
-Si, pensavo fosse… ci siamo capiti e invece-
-Invece la Signorina Lewis lo ha salvato. Sinceramente sono contento per quello che ha fatto, ma non deve dimenticare dove si trova. Questa volta passa, ma la prossima sciocchezza la rispedisco in America!-
-Signore, credo stia esagerando. In fondo ha solo preso in mano la situazione quando il medico non lo ha fatto… ha carattere la ragazza-
-Anche troppo per i miei gusti. Devo chiederti un favore Thomas … ho affidato la Lewis a Dean ma con il suo carattere non so, ho come l’impressione che non riuscirebbe a stargli dietro per questo mi chiedevo se …-
-Mi sta chiedendo di fare da baby sitter alla Signorina? Colonnello, senta … io sono grato a quella ragazza ma non so se sia il caso-
-Forse non ci siamo capiti, non ti sto chiedendo se ti va bene o meno, è un ordine! Adesso esci fuori, questa giornata è iniziata male e ho paura  possa solo peggiorare!-

I ragazzi mi fanno rapporto, mi dicono come è andata la vicenda e, come tutte le volte, sono bambini e donne quelle che irrompono e creano questi gran casini.
Una donna con in braccio un bambino si è avvicinata chiedendo aiuto, voleva del cibo e dell’acqua . Il militare di guardia si è allontanato per poter prendere i viveri è li che degli uomini armati sono entrati dentro il campus.
Li ascolto in silenzio, tenendo lo sguardo puntato in un punto indefinito. Ho detto loro milioni di volte che non devono cedere a queste cose, che se mai qualcuno viene a chiedere qualcosa da mangiare, non devono MAI lasciare il loro posto ma non mi sento di urlare con loro, alcuni di loro sono nuovi e questi errori li abbiamo fatti tutti ma non possiamo permetterci di compiere altri passi falsi, non un’altra volta!
-Ragazzi non voglio urlare, ne prendere provvedimenti ma,  vi chiedo solo una cosa: non  abbassate mai la guardia! Qui noi non siamo i buoni, siamo i cattivi, tenetelo sempre in mente. Potete andare-
Si sparpagliano con il capo chino, capisco come si sentono, i sensi di colpa li uccidono ma passerà, come tutte le volte. 
Inizio a scrivere il rapporto da presentare al Colonnello, non toccherebbe a me dato che ero assente durante i fatti, ma sembra che il capo questa mattina non si fidi di nessuno se non di me. Mi lascio andare sulla sedia chiudendo gli occhi, ripenso alle parole che ho sentito dentro quella tenda:  di certo quella ragazza ha fegato, nessuno si sognerebbe di parlare con a un Marines, ma a quanto pare a lei non importa molto, d'altronde lei non lo è, non deve rendere conto a nessuno ma di certo deve capire come funzionano le cose.
Il pensiero di fargli da “baby sitter” non mi entusiasma, non sono un tipo pazienze e il pensiero di andare in giro non è proprio il massimo. Non sono neanche socievole, Dean è adatto. Quel ragazzo non fa altro che parlare, parlare, non ci si annoia mai, forse dovrei parlare nuovamente con il Colonnello, cercare di convincerlo.
Sento la sirena suonare, è ora di cena e praticamente sono rimasto tutto il giorno qui dentro, mi sgranchisco ed esco fuori. Dean mi raggiunge dandomi pacche sulle spalle, gli parlo del nuovo ordine e sembra entusiasta che ci sia anche io con lui, dice che mi farà bene passare del tempo con una donna  e non riesco a non vedere lo strano bagliore nei suoi occhi.
-Dean, dacci un taglio!-
-Ti farebbe bene amico, credimi-
-Certo, come no e anche se fosse dimmi un po’, dove potrei portarla; dietro una tenda? Non essere sciocco, e smettila di fare certi pensieri-
sbuffa , ma sono sicuro che non si arrenderà , lo conosco troppo bene.

Quando entriamo in mensa si sente un leggero chiacchiericci, ogni qual volta succede una cosa del genere gli stati d’animo crollano, per poi tornare tutto uguale il giorno dopo.
Dean prende da mangiare per entrambi e ci sediamo nell'angolo più isolato, non ho tanta voglia di stare in compagnia e lui sa quanto senta il bisogno di isolarmi in certi casi. Rimaniamo in silenzio per tutto il tempo e, quando finisco di mangiare lo lascio li, a chiacchierare con un ragazzo che si è avvicinato a noi. Solo in quel momento mi rendo conto che manca qualcuno.
Uscendo dalla tenda mi accendo una sigaretta, una delle tante che ho fumato oggi. La temperatura si è abbassata, qui la sera fa dannatamente freddo e durante il giorno si soffoca. Cammino per il campo, i raggi della luna illuminano la terra rossa, tanti piccoli animaletti sbucano dal sotto suolo, ricordo ancora la prima volta che trovai un animale dentro la scarpa, non so neanche che specie fosse ma  da quel giorno le controllo sempre prima di indossarle.
Scorgo una figura, i capelli sono lunghi fin quasi al sedere e ondeggiano lenti a ritmo del leggero vento che si è alzato. Ha le spalle curve e dal movimento sembra stia scrivendo. Cercando di fare meno rumore possibile mi avvicino ma sembra abbia avvertito la mia presenza. Volta appena il capo, poggiando il mento sulla spalle e due occhi di una strana tonalità mi colpiscono. Accenna un sorriso e torna al suo lavoro, a questo punto è inutile camminare lentamente, cosi la raggiungo e mi siedo vicino a lei continuando a fumare.
Non parliamo,  continuo a fumare mentre lei scrive non so cosa sul suo taccuino. Il sole scompare tra la sabbia e lascia spazio al crepuscolo e noi rimaniamo ancora li, in silenzio ognuno perso nei propri pensieri. Solo ora noto che ha smesso di scrivere e con le ginocchia strette al petto,  il capo poggiato su esse, guarda l’orizzonte.
-Volevo ringraziarti, so cosa hai fatto stamattina e be’, te ne sono immensamente grato-
-Non devi ringraziarmi. Il medico si è fatto prendere dal panico era molto legato a quell'uomo, come tutti voi, e per un attimo ha solo perso la freddezza necessaria-
-Non doveva perderla, qui non possiamo permetterci di perderla-
-A te non è mai capitato?-
-No!-
Di nuovo silenzio, ma questa volta non fisso l’orizzonte, ma la ragazza seduta vicino a me. Ha il fisico minuto, ma è molto alta. I capelli sono neri, le arrivano quasi al sedere ma gli occhi sono quelli che mi hanno colpito. Sono chiari, sembrano verdi ma prima sembravano azzurri. Mi chiedo come una ragazza cosi bella decida di venire qui.
-Perché sei qui?-
-Come?-
-Perché sei qui, perché sei voluta venire in questo paese? Avresti potuto scegliere un altro posto o dedicarti a un altro settore del giornalismo, qui non si scherza, qui c’è la guerra-
-Credi che non lo sappia? In tanti mi hanno fatto questa domanda e la risposta è sempre la stessa; non lo so, ma sento che il mio posto è qui-
-Qui, con tanti bei posti nel mondo tu credi che questo sia il posto per te?-
-Si!-
-Senti … sarò chiaro con te, ti hanno affidata a me e all'altro ragazzo che oggi era con me in aeroporto, te lo dico sin da adesso: niente cazzate o gesti avventanti, intesi?-
-Non ho bisogno della baby- sitter, per quanto mi riguarda potete anche restare qui, me la vedrò da sola-
-Ci siamo capiti, Laura?-
-Non potevi essere più cristallino-

Sbuffo per l’ennesima volta, schiacciando l’ennesima sigaretta. Mi stropiccio gli occhi e butto indietro il capo.
-Thomas, rilassati-
-Rilassarmi? Dean, avevamo un appuntamento 20 minuti fa, ma la signorina ha deciso di farsi attendere, sinceramente sono tutto tranne che rilassato-
-E’ una donna, è normale che si faccia aspettare-
-Dean …non è un appuntamento galante, è lavoro, semplice lavoro-
Dopo 40 minuti, di lei non c’è nessuna traccia.
-Adesso basta,  anche se nuda entrerà dentro quella tenda-
-Thomas, aspetta …-
a passo spedito raggiungo la tenda, Dean è dietro di me sta per bloccarmi ma è troppo tardi, apro la tenda ma di lei non c’è traccia.
-Ma che diavolo?-
-È vuota-
-Si genio, me ne sono accorto. Non può essere …-
-Credo sia andata via-
-Lo credo anche io, merda! Le avevo detto niente cazzate e lei cosa fa? Va via-
-Senti, non potrà essere lontana. Vado a chiedere in giro-
-Aspetta, c’è un biglietto. Questa ragazza mi manderà al manicomio-

“Sono in giro, da sola. Non farti saltare i nervi Capitano, andrà tutto bene. Per la sfuriata ci si vede stasera, solito posto. Laura”

-Cosa dice?-
-E’ andata in giro, da sola … questa ragazza mi manderà al manicomio, me lo sento-



8 commenti:

  1. sia Laura sia Thomas sono dei bei tipetti con un carattere molto forte e indipendente,prevedo scintille!

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  2. Si parte per una nuova avventura!!!!...mmm...non credo proprio a Thomas aspetti un compito facile, Laura sembra avere un bel caratterino eheheh

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  3. Intanto bellissimo sfondo natalizio del blog, le palline a lato sono fantastiche!!!!!
    Poi eccoci qui con la nuova storia e con una protagonista davvero peperina, se ne vedranno delle belle, in un contesto decisamente pericoloso!!!!

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  4. Thomas e' duro di carattere, ma ha trovato chi è più tosto di lui, Laura gli darà un bel da fare !!!

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  5. Che caratterino ragazzi sia Laura che Thomas non scherzano..sono troppo curiosa di sapere come si svilupperà il loro rapporto!

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  6. Eh...mi sa che fare da baby sitter a questa Laura sarà la "missione"più impegnativa del nostro Capitano...è veramente un bel tipetto..ne vedremo delle belle tra questi due!!!

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  7. Laura, figlia mia iniziamo male.. molto male.
    Non si scherza con i campi militari! Thomas andrà al manicomio sul serio!
    Cioè... sola! SOLA!

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  8. Laura, figlia mia, non sei uscita di casa per andare a farti un giro, sei in un paese in guerra.....povero Thomas, credo che starle dietro sarà la sua "mission: impossible"

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