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mercoledì 5 febbraio 2014

"This is war" cap3

E rieccoci qui con questi due che noto vi hanno catturate! Sono tosti entrambi, ve ne siete accorte subito. Oggi ne vedremo delle belle, vi dirò che mi sono divertita a scrivere questo capitolo, il che è tipo un MIRACOLO -.-
Quindi, BUONA LETTURA, ci leggiamo nei commenti!


Pov Laura 

Mi rigiro sulla mia piccola brandina, le coperte fin sopra il naso. Adoro stare cosi, come se la coperta potesse proteggermi da tutte le mie paure.
Due giorni in questo posto e mi sono già cacciata nei guai. Sospiro passandomi la mano negli occhi; sinceramente non so come sarebbe andata se non fossi riuscita a scappare, ho capito che da queste parti l’essere compassionevole può portare guai … guai grossi.
Quando ho deciso di venire qui ero consapevole che nulla sarebbe stato semplice, mi hanno avvisata in molti, dai miei amici ai miei genitori, ma non ho voluto sentire nessuno dei loro consigli, sono venuta qui perché per una volta voglio raccontare la verità. Alcuni giornalisti tendono a scrivere quello che più fa comodo al paese o alla testata giornalistica, nascondono la verità perché fa più comodo, ma io sono per la teoria inversa; le persone devono SAPERE, devono conoscere tutto, dal lato positivo della guerra a quella negativa.
Molti dei miei colleghi non sono obiettivi quando scrivono un articolo, il più delle volte scrivono secondo il proprio credo politico, cercando di idolatrare il pensiero del politico di turno …ma questo non è giornalismo, questa è falsità!

Scalcio via le coperte, sono stanca di stare qui a rigirarmi senza riuscire a chiudere occhio. Afferro il pc e, senza pensarci un attimo, attivo la connessione con la chiavetta e accedo a Skype.
Qui sono le 3 del mattino, a NYC sono le 7 del pomeriggio, in teoria mia madre dovrebbe essere collegata.
Do una spulciata veloce ai miei contatti e, quando credo  di dover rimandare la chiamata, ecco che si collega.
Clicco immediatamente per avviare la video chiamata, in pochi secondi appare l’immagine sgranata di mia madre. Scuoto la mano e le sorrido per rassicurarla, mentre lei porta le mani al viso e mi regala un dolce sorriso.
Non azzardo neanche ad attivare l’audio, se l’immagine è già cosi pessima non riesco neanche a immaginare di poterla chiamare.
“Ciao mamma, ti trovo in forma”
“Amore, mio come stai? Come ti trattano? Sei in mezzo a tanti uomini e ogni giorno prego Dio che non ti succeda nulla”
“Mamma, dovresti pregare per altro, credimi. I ragazzi sono il male peggiore. Comunque stai tranquilla, mi trovo bene. Mi hanno affidata a due ragazzi, sono simpatici e mi trattano da veri gentleman!”
“Ok. Sai, l’altro giorno è venuto qui tuo fratello, dovevi vederlo insieme alla piccola Charlotte, è diventato completamente stupido”
“Notizie di Juliet?”
“Stazionaria … Mike sta sempre da lei, porta qui Charlotte e va da lei in ospedale. Non so che dirti, non so neanche darti delle teorie. Sapevamo quanto a rischio fosse la sua gravidanza, era stata avvisata ma …”
“Tu che avresti fatto mamma, avresti abortito?”
“Mai”
“Esatto, quindi non giudicatela. Senti, qui sono le 3 del mattino, non riuscivo a dormire così ho deciso di collegarmi ma, sarà meglio che vada a dormire”
“Oh tesoro, certo vai. Aspetta, qui c’è tuo padre se vuoi …”
“Non posso mamma finirò tutti i byte a mia disposizione. Salutalo tu per me e dagli un bacio … be’, non tanto romantico, mi raccomando”
“Quanto sei sciocca. Ciao amore, fatti sentire”
la saluto un’ ultima volta con la mano e spengo immediatamente il video.
Le mani stringono forte i capelli, cosi tanto che sento le unghia graffiare la cute e per un momento quel dolore è quasi piacevole. Sono andata via e ho lasciato dietro me un bel casino, Juliet  lotta tra la vita e la morte, mio fratello vive tra ospedale e casa dei miei … tempismo perfetto per lasciare casa, devo darmi delle pacche sulle spalle da sola.
Sospirando rialzo lo sguardo sullo schermo, controllo la mail e vedo che molte sono state inviate dal mio capo redattore. Le inizio a leggere e come sempre il suo tono è petulante, vuole un articolo immediatamente, vuole tutti i dettagli sul campo e sulla città. Oh be’, al momento potrei scrivere “ La mia esperienza al campo è stata interessante: ho salvato un uomo, ho litigato con l’uomo che mi ha dato il via libera per stare qui, ho sfidato un capitano dell’esercito e, ciliegina sulla torta, sono quasi stata rapita. La vita al campo è davvero INTENSA”.
Fanculo. Chiudo con forza il computer, domani risponderò allo stronzo e vedrò di scrivere qualcosa di decente da inviargli, per domani niente esplorazione, è meglio rimanere qui al sicuro e non fare nessuna bravata delle mie.
Sento degli strani rumori che provengono da fuori,  sento qualcuno gridare e il rombo di una camionetta rimbomba nella notte. Aspetto di sentire qualche altro rumore, ma sembra che tutto sia finito, come se mi fossi immaginata tutto. Esco fuori e vedo una figura camminare nel buio, ha un non so che di familiare e ci metto poco a riconoscerlo.
Lo seguo con lo sguardo, ha un fisico cosi esile che a vederlo sembra fragile, ma in realtà ha delle spalle larghe abbastanza da incutere paura, ma sono i suoi occhi quelli che mi hanno colpita. Sono chiari, vanno dal celeste al turchese ed è impossibile non perdersi in quello sguardo cosi profondo, sembra quasi che ci si possa leggere dentro qualcosa, ma poi ti rendi conto che non è cosi, quel ragazzo è un muro di cemento, impossibile da capire fino in fondo.
Passa da uno stato d’animo a un altro, come ieri sera dentro la mensa: era furibondo, la sua voce non ammetteva repliche eppure, non appena ho iniziato a parlare, il suo sguardo da furente è passato a preoccupato , per poi divenire quasi tenero.
Nel frattempo la sua figura è praticamente sparita, entro dentro la tenda ma un “boom” sussurrato vicino al mio orecchio, mi fa sussultare e urlare.
Non sento l’urlo che ho appena lanciato, una mano mi sta tappando la bocca
-Sta buona, sono io-
mi divincolo dalla sua presa e lo colpisco con una serie di pugni sul petto
-Imbecille, hai deciso di farmi morire d’infarto?-
-Ehi Rambo, frena!-
-Frena un corno. Che diavolo ci fai qui-
-Be’, ho visto una ragazza fissarmi e mi chiedevo cosa ci facesse sveglia a quest’ora-
-Oh-
-Quindi?-
- Cosa?-
-Cosa ci fai sveglia a quest’ora?-
-Nulla, solo non riuscivo a dormire, cosi ho deciso di chiamare mia madre, ho letto un paio di mail e poi …-
-E poi …-
inarca un sopracciglio, il suo sguardo è inscrutabile.
-E poi ho sentito dei rumori, cosi sono uscita ma l’unica cosa che ho visto eri tu-
-Ok-
-Ok è tutto quello che hai da dire?-
-Si. Bene, direi che adesso posso lasciarti andare-
Inebetita lo guardo uscire, per poi rivedere il suo capo
-Ah, più tardi io e te facciamo lezione di autodifesa, credo sia meglio che tu vada a dormire-
Argh!
La luce mi acceca, i rumori fuori mi danno fastidio. Nascondo la testa sotto il cuscino e schiaccio forte nella speranza di attutire i rumori, ma nulla da fare, sembra proprio che debba alzarmi.
Sbuffo come una bambina e, non con poca fatica, riesco a strisciare fuori dal letto.
-Iniziamo con il botto la giornata-
-Oh, puoi dirlo forte mia cara-
sobbalzo quando sento la sua voce e cado di sedere, fortunatamente sul letto.
-Cazzo, mi vuoi morta sul serio-
-No, mi diverto solo un po’. Ti informo che sono le 10 del mattino e io ti aspetto da circa un’ora. Sai, odio i ritardatari, ma questa volta lascio correre, sei stata sveglia fino a tardi-
-Tu non dormi mai?-
-Mai. Ti aspetto tra 10’ dall’altro lato del campo. Saremo soli io e te. Oh guarda, è già passato un minuto, tic tac, il tempo scorre-
Gli lancio contro il cuscino mentre esce dalla tenda e mi sembra anche di sentire il suono di una leggera risata. Che gran bastardo!
Vago per il campo, non potendo fare a meno delle occhiate che mi lanciano i ragazzi. Ok, forse sono un po’ svestita, ma sinceramente al momento i loro pensieri non mi importano molto. Ho bisogno di un caffè, un enorme caffè e questa mattina è iniziata decisamente con il piede sbagliato.
Raggiungo la persona che mi aspetta, ha indosso il pantalone di una tuta e la maglietta aderisce sul suo petto. Continua a fare le sue flessioni e osservo il modo in cui i suoi muscoli di contraggono, alle goccioline che lente scendono su quella mascella perfetta. Ma che ...mi do uno schiaffo mentale e con un leggero colpo di tosse mi annuncio
-Ti avevo sentita arrivare, hai il passo leggere come quello di un elefante-
-Sei sempre cosi gentile, sono commossa-
-Non ne dubito. Forza, a lavoro-
-Ehm esattamente cosa dobbiamo fare-
-Hai detto che sai qualcosa di autodifesa, bene fammi vedere cosa sai fare-
-Eh? No, ma dico, stai scherzando? Sei dieci volte me, non esiste, nono-
-Non fare la stupida, vieni qui e fai finta che sia l’uomo che ieri è riuscito a toccarti-
a quelle parole rabbrividisco e per un attimo chiudo gli occhi ma, pessima idea. Lui è dietro di me che mi blocca le braccia, non stringe tanto ma abbastanza da farmi provare dolore. Cerco di divincolarmi, ma sortisco l’effetto contrario, la presa aumenta e con lei anche il dolore.
-Ci stai pensando troppo, concentrati sui suoni e sui movimenti. Forza-
Faccio come dice e non con poca fatica riesco a liberarmi dalla sua presa. Adesso gli sono di fronte, i palmi aperti verso lui, ci fissiamo negli occhi e iniziamo a muoverci.
-Forza piccola, non mi hai neanche sfiorato e credimi se avessi voluto ti avrei potuto far del male-
quelle parole mi fanno vedere rosso, gli sferro un calcio sul fianco sinistro ma riesce a intercettare il movimento e ad afferrare la gamba, maledetto stronzo.
Non mi arrendo e con la mano colpisco il costato, indietreggia e alzo un sopracciglio a mo di sfida.
-Non mi fai nulla, te l’ ho detto. Sei troppo concentrata a battermi-
Riesce a farmi cadere a terra con un movimento veloce, ma che diavolo … mi rialzo in fretta e inizia una vera colluttazione.
Riesco a parare con le braccia alcuni suoi colpi, ma ne ricevo altri sul costato e porca miseria … FA MALE!
-Non è che l’inizio-
di nuovo e alle mie spalle e mi immobilizza.
-Fai finta che sia armato, come ti comporti. Non pensarci troppo, agisci-
Chiuso un attimo gli occhi per poi riaprirli in fretta, riesco a liberarmi in fretta e con una gomitata al livello del mento sono libera ma non mi fermo, so che il mio assalitore avrebbe il tempo materiale per riprendersi, ma lui non è un assalitore normale, è un fottuto militare e per l’ennesima volta riesce a bloccarmi.
-Sei stata brava ma non abbastanza. Direi che per oggi possiamo anche smettere-
Cosa, di già?
-Eh, di già? Ma non stiamo lavorando da molto, ci stavo prendendo gusto-
-Siamo qui da due ore, fa un caldo maledetto e tra un po’ devo andar via-
-Ah. Dove vai, se posso saperlo, ovvio-
-In città, dobbiamo fare il solito giro e prima che tu me lo chieda ; no, non puoi venire-
-Perché, sono venuta per questo-
-Non oggi, c’è …c’è un po’ di aria tesa in giro e se dovesse succedere qualche casino, non posso permettermi di distrarmi per proteggerti-
-So badare a me stessa-
-Infatti ieri ti sei quasi fatta ammazzare. Stai buona qui, è l’unico posto dove sei veramente al sicuro-
e con l’asciugamano sul collo e una bottiglia d’acqua in mano va via, lasciandomi li come una povera idiota.
Raggiungo la mia tenda lentamente, sento i muscoli che gridano pietà. Sono un po’ arrugginita, sono mesi che non vado in palestra, non che ne avessi il tempo, e trovo assolutamente esilarante che ricominci qui, in un campo militare.
Il campo sembra deserto, eccetto per qualche ragazzo che passeggia nei dintorni. Sono tutti armati, certo che qui non si rilassano mai.
Mi attardo a tornare nella mia “camera”, continuando a girare e provare a sentire qualcosa o quanto meno a parlare con qualcuno ma nulla, hanno la bocca cucita.
Un  ragazzo mi chiede da dove vengo e il motivo per cui sono qui, cerco di essere gentile spiegandogli tutto ma mi lascia li, scuotendo la testa e dicendomi che sono fuori di testa. Bene, direi che qui non caverò un ragno dal buco, sono tutti cosi reticenti nel parlare con me, ho il presentimento che Thomas gli abbia detto di non dirmi nulla, non mi stupirebbe affatto. Sbuffo per l’ennesima volta e torno al mio posto, è ora di scrivere un articolo.

Sgranchisco la schiena e guardo fuori, è già sera e non me ne sono neanche resa conto. Lo stomaco brontola e pensandoci, mi rendo conto di aver saltato il pranzo.
Il campo è tornato alla normalità, solito via vai, rumori che arrivano da tutte le parti. E’ quasi confortarli sentirli, mi sentivo quasi sola oggi.
Clicco su invia e finalmente l’articolo è finito e inviato, sono contenta di ciò che ho scritto e sono sicura che al mio capo piacerà. Diciamoci la verità, sarà pure stronzo, ma sa il fatto siamo sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda il giornalismo.
Con ancora tante parole in testa, mi avvio verso la mensa. Un leggero chiacchiericcio invade il posto, prendo  il mio vassoio e raggiungo Dean che se ne sta tutto solo piluccando il cibo.
-Ehi, ci si vede finalmente-
-Ciao, ti trovo bene-
-Mi riprendo in fretta. Tu invece, perché quel muso lungo?-
alza le spalle con non curanza, celandomi il suo sguardo e continuando a piluccare il cibo. Decido di lasciar perdere, c’è sicuramente qualcosa che non va e guardandomi intorno noto che Thomas non è qui con noi.
-Dov’è il Capitano-
-Al solito posto, ma non andare, lascialo solo-
-Che cosa è successo, si può sapere?-
-Non posso dirtelo, ma … scusami-
va via lasciando li la cena intatta. All’improvviso la fame passa e le mani si gelano. Che diavolo è successo a questi ragazzi? 

8 commenti:

  1. E quindi???? Uffff
    Twi complimenti per il cambio di scrittura! Non sembri neanche tu...
    ADORO ADORO!!

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    1. E quindi ... nel prossimo leggerai!!

      Awii, grazie twinnina <3

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  2. O.O ma come,e mi lasci così??aggiorna presto!!!

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  3. Non lasciarci così .....ma che. e sarà successo???? Aggiorna presto Marty .....

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  4. eh adesso che è successo?????!!!!!!!!
    Cmq ho idea che i loro allenamenti corpo a corpo siano ben graditi ;-)

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  5. eccomi ciccia!!
    questa storia mi sta prendendo un sacco, mi piace perchè è diversa da tutte le tue storie e poi sei bravaaaaaa!!! continua così ;)

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  6. Quanto sei brava QUANTO SEI BRAVA *applaude e si inchina*
    Sti due mi piacciono sempre di più ma ora sono curiosa di sapere cosa è successo. Perchè mi hai lasciato così?! T__T aggiorna presto ;)

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  7. In ritardo,ma ce l'ho fatta a leggere!Mi è piaciuto proprio questo pov Laura...così abbiamo capito qualcosa in più su di lei!Ora però sono curiosissima di sapere cosa è successo!!!

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