Salve ragazze! Eccoci nuovamente qui.Vedete che sono stata brava ...forse.
Cosa sarà successo al giovane Thomas? Chissà se lo scoprirete in questo capitolo ...
Volevo ringraziare voi che commentate ma anche le silenziose, siete davvero tantissime e sinceramente ne io ne Sun, ci aspettavamo una cosa del genere! So ... buona lettura!
Pov Laura.
Rimango qualche minuto ferma guardando la figura di Dean che scompare nel buio. I chiacchiericci attorno a me non sono cessati, di sicuro loro non hanno visto con i loro occhi qualcosa di terribile, perché a questo punto è solo questo il mio pensiero: hanno visto o fatto qualcosa di brutto.
Allontano il vassoio davanti a me, la fame è passata e la sola vista del cibo mi da la nausea.
Ripenso alle parole di Dean “Non andare, lascialo solo”. Se davvero è successo qualcosa di grave, rimanere da solo non gli farà di certo bene, ma seguo comunque il consiglio del suo amico; meglio lasciarlo solo.
Mi avvio verso la mia tenda, probabilmente il mio capo ha risposto alla mia mail, almeno mi farò due risate o magari gli inveirò contro.
Cammino lentamente, salutando di tanto in tanto le persone che incontro. È sempre molto affollato il campo, sembra quasi una città … pensiero stupido in questo caso, ma non riesco a trovare altro modo per descrivere questo posto.
Non riesco a non guardare il punto dove Thomas è solito andare a fumare, scorgo al sua figura insieme a quella di un'altra persona. Scuotono la testa entrambi, sono sicura che quello non sia Dean, ho imparato in questi due giorni a riconoscerlo.
L'altra persona si allontana, ma lui rimane li immobile continuando a fumare. Faccio un passo verso lui, ma poi ripenso al pensiero di lasciarlo solo e, con un sospiro rassegnato, gli volto le spalle e vado via.
Rimango qualche minuto ferma guardando la figura di Dean che scompare nel buio. I chiacchiericci attorno a me non sono cessati, di sicuro loro non hanno visto con i loro occhi qualcosa di terribile, perché a questo punto è solo questo il mio pensiero: hanno visto o fatto qualcosa di brutto.
Allontano il vassoio davanti a me, la fame è passata e la sola vista del cibo mi da la nausea.
Ripenso alle parole di Dean “Non andare, lascialo solo”. Se davvero è successo qualcosa di grave, rimanere da solo non gli farà di certo bene, ma seguo comunque il consiglio del suo amico; meglio lasciarlo solo.
Mi avvio verso la mia tenda, probabilmente il mio capo ha risposto alla mia mail, almeno mi farò due risate o magari gli inveirò contro.
Cammino lentamente, salutando di tanto in tanto le persone che incontro. È sempre molto affollato il campo, sembra quasi una città … pensiero stupido in questo caso, ma non riesco a trovare altro modo per descrivere questo posto.
Non riesco a non guardare il punto dove Thomas è solito andare a fumare, scorgo al sua figura insieme a quella di un'altra persona. Scuotono la testa entrambi, sono sicura che quello non sia Dean, ho imparato in questi due giorni a riconoscerlo.
L'altra persona si allontana, ma lui rimane li immobile continuando a fumare. Faccio un passo verso lui, ma poi ripenso al pensiero di lasciarlo solo e, con un sospiro rassegnato, gli volto le spalle e vado via.
***
Sono già sveglia da un po’, questa volta non mi ha svegliato nessun rumore o qualche militare infiltrato nel mio “alloggio”. E’ relativamente presto, cosi dopo essermi lavata e bevuto un caffè, mi siedo davanti al pc e leggo la mail del mio capo.
Strabuzzo gli occhi quando leggo che l’articolo gli è piaciuto, non ha apportato nessun tipo di modifica e questo mi rende particolarmente felice e orgogliosa. Sono poche le volte che quest’uomo è soddisfatto dal lavoro di qualcuno, non per niente è stato rinominato lo “stronzo”, però sa il fatto suo, non possiamo negarlo.
Gli rispondo ringraziandolo dei complimenti, assicurandolo che presto avrà un nuovo articolo ma, nel momento in cui clicco invia me ne pento. Ho bisogno di uscire da qui e con Thomas e Dean in quelle condizioni, non credo sia possibile.
Mi lascio andare sulla sedia, tamburellando le dita sul tavolo. Potrei parlare con il Colonnello, magari potrebbe affidarmi qualcun altro in questi giorni, giusto il tempo che quei due si riprendano, in fondo non è una richiesta così assurda.
Senza pensarci un attimo mi alzo e a passo spedito vado da lui
-Signorina Lewis, come mai qui?-
-Salve signore, vorrei chiederle un favore-
-Se posso-
mi fa segno di sedermi, obbedisco e pianto il mio sguardo sul suo.
-Senta, non so cosa sia successo ieri e mi creda, non voglio saperlo, ma sia il Capitano che Dean sono, come dire: un po’ sconvolti. Mi chiedevo se potesse assegnarmi qualcun altro, solo per oggi ovviamente-
-Non può rimanere al campo per oggi? Deve capire che, tutte le volte che faccio uscire un uomo dal campo, è un grosso rischio-
-Lo so, capisco il suo punto di vista e lo rispetto ma il mio capo ha delle … esigenze, se così possiamo chiamarle-
-Le sta con il fiato sul collo?-
-Più o meno. Davvero Colonnello, capisco il suo grosso problema e se potessi eviterei di chiederglielo ma …-
-Va bene, la affiderò qualcun altro, ma solo per questa volta-
-Certo che si. La ringrazio, davvero-
gli stringo calorosamente la mano e vado via.
Bene, pensavo sarebbe stato più difficile, ma a quanto pare il Colonnello non è poi così male. Quando raggiungo la mia tenda, vedo un militare li ad aspettarmi, deve essere il “momentaneo”.
-Salve Sig.na Lewis, sono Arnold e la accompagnerò oggi in città-
-Salve Arnold, mi chiami Laura. Prendo la mia macchina fotografica, taccuino e possiamo andare-
-Certo-
mi sta simpatico.
Un’ora dopo siamo in giro per la città, Arnold è rimasto sempre in silenzio a parte le volte che sono stata io a rivolgergli parola. Stiamo passeggiando per le vie della città, lui con la sua arma in mano, io con la mia macchina fotografica.
Ho indossato un velo, sarò anche americana ma porto rispetto per le altre culture, alcune donne mi osservano per poi abbassare lo sguardo e continuare dritto per la loro strada, mi chiedo se sia permesso loro di parlare o di fare qualunque cosa.
Ci fermiamo in un vicolo, è come un bazar, ci sono tanti colori e soprattutto tanti profumi. Diciamolo, da queste parti le spezie sono infinite e il profumo che invade la strada mi pizzica il naso.
-I primi tempi è stata dura anche per noi. Sentivamo pizzicare il naso e bruciavano anche gli occhi. Si abituerà-
-Non conto di stare così tanto tempo-
-E fa bene, Laura-
fotografo questa piccola via e chiedo a qualcuno se gli va di essere fotografato e intervistato. Alcuni annuiscono contenti, altri si coprono il volto o addirittura entrano nelle loro botteghe.
Arnold mi aiuta a parlare con loro, saprò scrivere delle domande nella loro lingua, ma sulla comprensione sono un po’ deludente, ma l’uomo che mi accompagna si dimostra molto paziente e non nega un sorriso agli uomini che, in un certo senso, mi stanno aiutando nel mio lavoro.
Quando finalmente finiamo, usciamo da li con una infinità di cose tra le braccia. Tutti regali che mi sono stati fatti e che, ovviamente, sono stati controllati dalla mia scorta!
-Però, sono generosi da queste parti-
-Sembra di si, ma credo sia stata lei a conquistarli. Sono poche le persone di cui si fidano e probabilmente lei si è dimostrata affidabile-
-Forse. Devo ringraziarti Arnold, senza te non avrei concluso molto-
-Se la sarebbe cavata-
-Puoi darmi del tu? Mi sento una vecchietta se continui a darmi del lei-
-Va bene. Possiamo tornare al campo o devi fare altro?-
-Possiamo rientrare, ti ho già rubato parecchio tempo-
-Eseguo solo gli ordini e poi oggi non avevo nulla di importante da fare, sai, ho disdetto tutti i miei appuntamenti-
mi fa l’occhialino e non posso che ridere di gusto.
-Deve essere difficile stare qui, voglio dire… la maggior parte siete così giovani, non vi manca la vita normale?-
-Dipendete il significato che dai alla parola normale, ma si, suppongo che mi manchi la “normalità”-
-Da quanto tempo non torni in patria?-
-Un anno, il mese prossimo torno a casa per qualche mese. Ma credimi quando ti dico che nulla tornerà mai come prima. La guerra ti cambia, questo posto ti cambia e quando torni a casa niente sarà più “normale”. Si, è vero, siamo circondati da persone che ci amano, che tirano un sospiro di sollievo quando ci vedono arrivare sulla soglia di casa, ma loro non capiscono e non capiranno mai-
restiamo in silenzio per tutta la durata del viaggio. Le parole che ha detto mi fanno riflettere; cioè che è normale per me, per loro non lo è più. Le cicatrici che hanno nel corpo, sono niente in confronto a quelle che hanno dentro … e non posso non pensare a Thomas e a Dean. Di sicuro ieri se ne è aggiunta un'altra e non oso immaginare come ci si sente dentro.
-Laura, siamo arrivati-
-Oh, scusami, non me ne ero accorta-
-Ho notato, ti ho chiamata cinque volte. Ti ho riportata a casa sana e salva, direi che il mio compito è finito!-
-Grazie, davvero. Ci si vede in giro allora-
-O, quello sicuro-
Esco dal mezzo salutandolo un ultima volta con la mano. Si sente il vociare dei ragazzi in mensa e mi rendo conto che è solo ora di pranzo. Non siamo stati fuori poi cosi tanto. Sento qualcuno chiamarmi, mi volto ed è Arnold che corre verso me con un sacchetto in mano.
-Laura, la tua roba-
-Oddio, è vero. Grazie, davvero, me ne ero completamente dimenticata-
-Hai la testa per aria-
-Si, già
un colpo di tosse fa trasalire entrambi e il mio corpo si irrigidisce immediatamente.
-Scusate, non vorrei interrompere questa bellissima scenetta, ma dovrei parlare con Laura, da SOLO-
calca bene sull'ultima parola e istintivamente deglutisco. Il tono della sua voce non promette bene.
-Arnold-
-Thomas. Laura, sicura sia tutto ok?-
-Si, si, tranquillo-
sento Thomas sbuffare e tossire un’altra volta
-Tranquillo Arnold, è tutto ok-
-Va bene. Capitano-
nessuna risposta da lui e con un ultimo sospiro mi volto verso lui.
-Thomas …-
non riesco a dire altro, mi afferra per il gomito e mi spinge dentro la tenda. Quando siamo dentro non lascia la presa anzi, stringe forte entrambe le braccia, tanto che sono costretta a lasciar cadere il sacchetto che avevo tra le mani.
-Dove cazzo sei stata-
-Cosa? Sono stata in città, razza di idiota-
-In città con Arnold, giretto romantico?-
-Quanto sei idiota. Mollami, mi stai facendo male-
-Per quale motivo sei andata in città con lui? Sei sotto la mia fottutissima responsabilità. Hai idea di come mi sia sentito quando sono venuto a cercarti? Pensavo avessi fatto qualche stupidaggine delle tue-
-Ma come osi! Ti ho detto di lasciarmi-
-Liberati, ne sei in grado no?-
Alza un sopracciglio come per sfidarmi, la vena della sua fronte è gonfia e il respiro affannato. Mi sta urlando a una spanna dal volto, riesco a sentire il suo respiro che profuma di dentifricio e nicotina. Chiudo gli occhi e respiro profondamente cercando di calmarmi, non so come riesco a liberarmi dalla sua presa e a mettere un po’ di distanza tra noi.
-Thomas, cerca di calmarti. Il Colonnello era a conoscenza di tutto, pensavo te lo avesse detto-
-Non è con lui che devi parlare, ma con me-
-Be’, tu non c’eri probabilmente eri da qualche parte a a piangerti addosso o chissà cosa …-
mi pento subito delle mie parole, mentre lui si immobilizza davanti a me.
-Thomas, non volevo…-
-Oh si che volevi. Bene, direi che sei stata piuttosto chiara e ho visto che con Arnold ti trovi bene. Dirò al Colonnello di affidarti a lui e a Dean, me ne tiro fuori-
esce via, mentre io rimango immobili al mio posto vedendo la sua figura allontanarsi.

ma allora è un vizio finire i capitoli con un finale di merda -.- e oltretutto ancora non si sa cosa è successo a Thomas ...a parte forse un pizzico di gelosia...ti avviso,la spranga brucia ancora di più di prima!
RispondiEliminammm il Capitano è geloso XD comunque sono ancora curiosa di sapere cosa è successo a Thomas..aspetto il prossimo capitolo con un finale migliore XD
RispondiEliminaC'è un motivo, ma la sua non è gelosia ... non so quando lo capirete, ma verrà fuori il perché di questa reazione, abbiate fede (:
EliminaMa non c'è pace per questi due.... Una tensione all'ultimo incredibile, quella discussione non porta a nulla di buono...a parte quel po' di gelosia che si è vista chiara in Thomas ... Io mi auguro che si chiariscano al più presto su tutto ...e pure c'è da sapere cosa sia successo a Thomas.... Quindi mi raccomando, non lasciarci più con un finale così !!!
RispondiEliminamerda.....invece di fargli un favore, mi sa che Laura ha peggiorato le cose....sono curiosissima ora di sapere che diavolo è successo a Thomas ma se se l'è presa così tanto, avrà le sue buone ragioni. Insomma sti due non riescono proprio ad andare d'accordo -.-
RispondiEliminaAhia...ancora non abbiamo scoperto cosa sia accaduto a Thomas,ma è evidente che è molto scosso e Laura poteva evitarsi quella frase infelice....già il loro è un rapporto difficile,ora ha solo peggiorato la situazione.
RispondiElimina....mmm...nervosetto Thomas...ma comunque Laura poteva anche evitare di sbottare con quell'affermazione!!!....ehhhh oramai è andata così....e ancora non abbiamo scoperto cosa diamine sia successo a Thomas poverino!!!!
RispondiEliminaMarty descrivi così bene quei posti che il naso pizzicava anche a me al pensiero di quelle spezie ;-)
mmm....nervosetto Thomas....ma comunque Laura poteva anche evitare di sbottare con quella battuta!!.. ormai è andata così....e non abbiamo neanche scoperto cosa diamine sia successo a Thomas...
RispondiEliminaMarty sei così brava a descrivere quei posti che pizzicava anche a me il naso al pensiero dell'odore di quelle spezie ;-)