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domenica 30 novembre 2014

I was lost ...Christmas edition


Ordunque, eccoci qui! Sapete, ho molta difficoltà a lasciare andare questi due e sembra proprio che con loro la voglia di scrivere non passi mai. Per questo ho deciso di dedicar loro un'edizione straordinaria, che non andrà a sostituire i piccoli outtake che ho già scritto su loro. Amo il Natale, così ho ben pensato di condividere quei giorni speciali con loro. Saranno pochi capitoli e sono ambientati nel pieno della loro relazione, quindi i batti becchi non mancheranno. Entro fine dell'anno la mini storia sarà conclusa. Quindi, bando alle ciance e ... Welcome back Anthony e Kath!




Seduto sul divano, mi godo il tepore di casa. Il camino a gas acceso, le luci di casa basse e la neve che scende.
Quest’anno il freddo è decisamente arrivato prima e con lui la neve. Mi piace l’atmosfera che si crea, quel silenzio surreale e le luci hanno tutt’altro aspetto, un po’ meno le lastre di ghiaccio sugli scalini dell’entrata.
Mi godo ancora questi attimi di tranquillità, versandomi del buon vino rosso in un calice e perdendo lo sguardo oltre la vetrata in soggiorno.
Katherine e Caroline sono uscite, per andare non so neanche dove, ma sono uscite da parecchio e saranno sicuramente sulla via del ritorno.
Carolina ha insistito così tanto nel voler uscire, ha provato anche a convincere il sottoscritto, ma sono riuscito a svignarmela; l’ultima cosa di cui ho voglia è quella di uscire per andare in giro a fare shopping.
Rabbrividisco al solo pensiero. Ho avuto un assaggio di quello che sono capaci loro due e, dal mese prossimo, sicuramente sarò costretto ad andare in giro con loro per via dei regali di Natale.
Manca poco meno di un mese a quel giorno e ad essere sinceri sono emozionato. Non è il primo Natale insieme, stiamo insieme da 3 anni ormai, ma sarà la magia di questa festa. Addobbare l’albero, preparare la notte della vigilia il latte con i biscotti per quel simpatico vecchietto, aprire i doni il giorno dopo e sentire le urla felici di mia figlia e anche quelli della madre. Sua madre. Pensavo che Katherine avrebbe avuto qualche difficoltà a calarsi nel ruolo, d’altronde chi non ne avrebbe avuto? Ma lei è stata brava, si è sempre comportata nel modo giusto con Caroline, a volte ha paura di sbagliare ed è in quei momenti che vedo quanto ancora sia fragile, quante insicurezze porta ancora dentro. Abbiamo lavorato a tutto questo, a volte ho anche pensato di chiedere aiuto a qualcuno ma quando ho provato a parlarne con lei, si è immediatamente tirata indietro dicendo di non aver bisogno l’aiuto di nessuno, se non il mio.
Sento delle voci provenire dal pianerottolo, sorrido sentendole discutere e mi chiedo cosa abbiano in mente.
-Caroline, non possiamo!-
-Ma, mami…-
-Niente mami-
Caroline corre da me, saltandomi in braccio. Le riempio il viso di baci, ma non ride come al suo solito, nasconde il visino sul collo stringendomi forte.
-Oh, ciao Anthony. Pensavo fossi ancora sul divano a poltrire-
-Ehm…no. Dove siete state?-
-In giro. Sai, le vetrine sono già addobbate, peccato tu non sia venuto ti sarebbe piaciuto-
-Non ho dubbi. Caroline, perché non vai in camera? Parlo con mamma e ti raggiungo-
la faccio scivolare fin quando non poggia i piedini a terra e la vedo correre verso la sua stanza.
-Ti va del pollo a cena? Ho proprio voglia di pollo, con una valanga di patate sopra-
-Ehm … si. Kath, posso parlarti?-
-Certo, fallo mentre cucino-
mi siedo sullo sgabello mentre lei tutta indaffarata prende l’occorrente dal frigo, accende il forno, pela le patate, come se tutto fosse maledettamente normale.
-Katherine, che è successo con la bambina?
-Nulla. Perché questa domanda?-
-Vi ho sentite mentre entravate in casa e il modo in cui le hai risposto, sai com’è; non è difficile fare due più due-
-Ma niente di che, davvero Anth, non preoccuparti-
mi liquida cosi, avviandosi verso la camera da letto.
Ma che diavolo!? Col cavolo non è successo nulla, Caroline quando è entrata era sconvolta. La seguo, controllando prima la bambina. È tranquilla, sta giocando con le barbie nella sua camera.
-Katherine, non raccomandarmi bugie, lo sai che non lo sopporto!-
sobbalza quando sente la mia voce e soprattutto per il tono che ho usato. Raramente alzo la voce, soprattutto quando in casa c’è la piccola e rischia di sentirci, ma odio le prese in giro e lei lo sa benissimo.
-Anthony, non ti sto mentendo, non è successo nulla, solo un piccolo capriccio-
-E posso sapere quale è questo capriccio?-
-No, perché gliela daresti vinta!-
-Ma che …Kath, sai bene che non lo farei, non dopo la tua risposta negativa-
-Oh si che lo faresti, lo fai sempre! Viene da te, fa i suoi occhioni dolci e tu cedi, quindi non venire a dirmi che non cederesti-
È MIA figlia, è normale sia così-
involontariamente alzo la voce, di nuovo. Ma questa volta faccio lo sbaglio di calcare troppo su quel MIA.
Si blocca mentre sta per sfilare la maglia. Sembra che in quel momento il tempo sia congelato. In un attimo riabbassa la maglia, mi passa vicino e la porta d’entrata sbatte.

***
-Papà, dov’è la mamma?-
non lo so.
-È uscita, doveva comprare una cosa-
-Ma è tardi, io ho fame-
-Andiamo in cucina, così puoi mangiare. La aspetto io-
-No, voglio mangiare con lei-
Sono due ore che provo a chiamarla, il telefono squilla ma non risponde. Non so chi chiamare, la sua amica non è a NY, quindi chiamarla significherebbe farla preoccupare inutilmente, esclusa lei non conosco altre persone a cui rivolgermi. Impreco mentalmente, soprattutto contro me stesso e quella parola infelice che ho detto. Non volevo neanche dirla, soprattutto con quel tono, so quanto le faccia male quando dico “MIA FIGLIA”, ma è una frase che anche io non sopporto. Da quando è andata via mi chiedo cosa sia successo, il perché di questa discussione senza senso. L’unica che puo’ darmi una risposta è Caroline.
-Caroline, cosa hai chiesto alla mamma prima? Quando lei ha alzato il tono di voce-
-Oh. Le avevo chiesto di comprare un nuovo albero di Natale, sai di quelli grandi grandi che arrivano fino al soffitto? Ma la mamma ha detto no, perché tu non c’eri e poi … poi ha detto che lei non puo’ prendere una decisione del genere-
-E perché non potrebbe?-
-Non me lo ha detto. Papà, dov’è mamma?-
-Non lo so-
-Ma hai detto …-
-Lo so, ma non so dove sia andata e inizio a preoccuparmi-
Perché, perché tutte le volte scappa? Perché non riesce mai a dire quello che le passa per testa. Poi, cosa è questa storia che lei non puo’ prendere nessuna decisione? Quella ragazza mi farà uscire di testa un giorno o l’altro, ma mi rendo conto che la colpa è anche mia, alcune cose non le ho mai messe in chiaro, ma pensavo fossero cose palesi.
-Caroline, mangia qualcosa. Non so quando tornerà mamma ed è già tardi-
-Papà, mi fai il latte con i biscotti?-
-Ok, ma poi fili a dormire-
Quando la porto a letto, mi sdraio con lei vicino al suo piccolo corpicino. Le racconto una storia, rassicurandola che la mamma tornerà presto a casa e che di certo non l’ha abbandonata. Dopo un’ora riesco ad addormentarla e piano riesco ad uscire dalla stanza senza svegliarla.
Chiudendo la porta mi appoggio ad essa, sospirando per la frustrazione e la preoccupazione. Ma quando vedo la luce della cucina accesa sobbalzo. Sono sicuro di averla spenta, solo una persona può averla accesa.
Con l’ansia di rivederla e di stringerla forte, entro in cucina.
Katherine stringe tra le mani una tazza fumante, gli occhi fissi su un punto indefinito. Ha gli occhi rossi e i capelli tutti in disordine. Mi avvicino piano a lei, come se avessi paura di spaventarla. La abbraccio da dietro respirando contro il suo collo e beandomi del calore che emana il suo corpo.
Rimaniamo in questa posizione per minuti interi, non una parola ne un sospiro. Tutto si ferma.
La sua mano incontra la mia, stringendola leggermente. Le sue spalle si rilassano e per la prima volta da quando sono entrato, la vedo rilasciare un sospiro.
-Scusa- il suo è un bisbiglio appena udibile, ma abbastanza forte per il mio cuore. Lei si scusa, ma non è la sola a doverlo fare. Abbiamo sbagliato entrambi, ma quello che voglio sapere è perché per la millesima volta, si sente come se non facesse parte di questa famiglia, della NOSTRA famiglia.
Con l’altra mano riesco a sciogliere la sua presa sulla tazza, la afferro per la vita e, prendendola in braccio, la porto con me in camera da letto. Quando la faccio scivolare davanti al nostro letto, inizio a spogliarla mantenendo sempre un contatto visivo con lei.
“Ti amo, non posso fare a meno di te.” Questo cerco di dirle attraverso esso e lei sembra capire, mentre una lacrima scappa al suo controllo. Quando entrambi ci stendiamo sotto il piumone caldo, la avvicino a me carezzandole il volto e riempiendolo di baci.
-Katherine, dove sei stata? Sono morto un milione di volte-
-A Central Park, avevo …avevo bisogno di stare  sola. Non sapevo neanche se tornare a casa, ma poi mi son detta che non posso scappare sempre, no?-
-No, non puoi. Ho chiesto a Caroline cosa fosse successo oggi. Kath, perché non ti senti ancora parte integrante di questa famiglia? Cosa vuol dire che non puoi prendere certe decisioni. Ti ho mai vietato di comprare qualcosa per la casa, ti prendere qualcosa per Caroline?-
-No, ma …Anthony, onestamente, io chi sono per voi? Non sono nessuno. Aspetta, non fraintendere le mie parole, fammi finire il discorso. Io so che per voi sono importante, che la piccola mi considera davvero sua madre ma non lo sono. Quando dici che lei è tua figlia, hai ragione. Per quanto io possa sentirla mia, lei in realtà non lo è.  Amo questa casa ma non la sento mia, capisci quello che voglio dire? Quando Caroline mi ha chiesto di prendere il nuovo albero, stavo per dirle si, ma poi ho pensato: e se Anthony non fosse d’accordo? So che è una cosa stupida ma lo vedi, a volte chiedo ancora il permesso per entrare in una stanza o semplicemente aprire uno sportello-
-Kath …io …perché non me lo hai detto prima?-
-Perché mi sento stupida, ecco perché! Hai fatto così tanto per me, mi hai messo a disposizione tutto e io non riesco ancora a pensare a noi come una vera famiglia basandomi su cose stupide-
-Non sono stupide, non lo sono. Domani andiamo a comprare questo benedetto albero di Natale, lo addobberemo tutti insieme, ok?-
-Ok-
-Devo chiederti scusa. Non avrei mai dovuto dire quelle parole. Caroline è mia quanto tua-
-No, non è vero. Lei è solo tua-
-Agli occhi della legge è solo mia, ma nel mio cuore e soprattutto nel suo, tu sei la sua mamma-
-Lo so, ma …hai idea di quanto sia brutto dover farsi delegare da te per prendere la bambina a scuola? Le maestre mi guardano sempre con quel velo di compassione misto a disprezzo. Come ti sentiresti? Questo intendo: lei non è veramente mia. Lo è nel mio cuore, è sempre stata mia, ma per gli altri sono nessuno-
-Kath, io …-
-Non preoccuparti, sto bene, davvero. Quindi domani albero di Natale nuovo?-
-Assolutamente si-
-Sai che dovremo comprare nuovi addobbi, nuove luci-
-Oh si che lo so-
-Questo vuol dire SHOPPING natalizio-
-Che Dio mi aiuti, ma si sono pronto!-
-Awww, sono proprio felice. Sai quanto amo il Natale e poi diciamolo, il vostro albero è veramente piccolo!-
-Piccolo? È alto 1.80-
-Si, piccolo. Per questa casa lo è. Lo voglio altissimo e pieno e avrà tante luci!-
-Ossignore, i tuoi occhi e le tue parole non promettono nulla di buono-
-Ci divertiremo, vedrai. Sai, ho sempre voluto un albero così grande-
-Sono qui per esaudire ogni tuo desiderio e sistemeremo tutto, promesso-
-Lo so e ti amo, soprattutto perché sopporti i miei colpi di testa-
la bacio con calma, assaporando nuovamente le sue labbra che in queste ore mi sono mancate. Ci baciamo lentamente, senza fretta e quando ci stacchiamo rimango incantato davanti ai suoi occhi.
-Pensavo di andar via dopo Natale. Io, tu e Caroline, ti va?-
-Mi va. Dove pensavi di andare?-
-In montagna, potremmo affittare uno chalet. Non so, ti piace la British Columbia?
-Andrei anche in capo al mondo con te, ma direi che possiamo accontentarci della British Columbia al momento-
-Bene, sarà un Natale magico-
la bacio lentamente e abbracciandola forte ci lasciamo cullare dalle braccia di Morfeo.



1 commento:

  1. sono contentissima di ritrovare questi due-tre,pardon-anche a Natale,nonostante i battibecchi riescono sempre ad essere dolcissimi alla fine e lo saranno ancora di più con l'atmosfera natalizia *-*

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