Sei mesi e tre giorni. Non leggete questa storia da troppo tempo e me ne vergogno. Vi avevo parlato del mio blocco e pur troppo è durato troppo. Non dico che aggiornerò regolarmente da ora in poi, ma mi impegnerò per farlo! Sono molto soddisfatta di questo capitolo,anche se l'ho preso e ripreso una decina di volte alla fine è uscito qualcosa di carino! Quindi, facciamo mente locale e cerchiamo di ricordarci dove eravamo rimaste!
Dal capitolo9: Due giorni dopo, siamo dentro questo aereo enorme. Non ha l’aspetto di un aereo di linea e poi è pieno di attrezzature mediche, pronte per essere usate in caso di emergenza. Thomas è in una barella, con una maschera di ossigeno a coprirgli quasi tutto il volto. Da due giorni non mi rivolge parola e non lo sopporto, Phil si è accorto di questo nostro silenzio, mi ha chiesto cosa stesse accadendo ma mi son limitata a scuotere il capo.
Siedo nel posto vicino al finestrino poco distante da lui, vicino a me John. Fisso un punto indefinito fuori mentre tutte le manovre per il decollo iniziano. Di tanto in tanto guardo Thomas con la coda dell’occhio, ma lui rimane li impassibile, fissando suo padre.
-Paura di volare?-
non mi degno neanche di rispondere a John, mi sistemo sul sedile e chiudo gli occhi.
-Paura di volare?-
non mi degno neanche di rispondere a John, mi sistemo sul sedile e chiudo gli occhi.
-Laura, svegliati-
lentamente apro gli occhi e mi ritrovo davanti gli occhi di Phil, occhi così simili a quelli del figlio.
-Thomas vuole parlare con te-
-Mh-
-È uno stupido e testone, ma ti vuole bene. Mi siedo qui, tu va da lui-
con le membra ancora intorpidite mi siedo vicino a lui, azzardo un contatto delle nostre mani e fortunatamente non si tira indietro.
-Come ti senti?-
“sono uno stupido, non avrei dovuto comportarmi in quel modo. Hai ragione, devi andare dai tuoi, è giusto così. Hai fatto tanto per me in questo periodo e io come un ingrato non ti ho neanche detto grazie! Hai ragione tu, siamo a solo un’ora di volo e quando starò meglio potrò venire a trovarti”
lentamente apro gli occhi e mi ritrovo davanti gli occhi di Phil, occhi così simili a quelli del figlio.
-Thomas vuole parlare con te-
-Mh-
-È uno stupido e testone, ma ti vuole bene. Mi siedo qui, tu va da lui-
con le membra ancora intorpidite mi siedo vicino a lui, azzardo un contatto delle nostre mani e fortunatamente non si tira indietro.
-Come ti senti?-
“sono uno stupido, non avrei dovuto comportarmi in quel modo. Hai ragione, devi andare dai tuoi, è giusto così. Hai fatto tanto per me in questo periodo e io come un ingrato non ti ho neanche detto grazie! Hai ragione tu, siamo a solo un’ora di volo e quando starò meglio potrò venire a trovarti”
-Lo hai capito finalmente! Potevamo evitarci tutte queste scenate, ma sono contenta tu abbia capito le motivazioni. Vedrai, starai presto bene e potremo uscire e andare da qualche parte insieme-
annuisce appena, mentre continua a scrivere qualcosa nella lavagnetta.
-Stai lontana da John”
annuisce appena, mentre continua a scrivere qualcosa nella lavagnetta.
-Stai lontana da John”
Il rientro a casa era stato traumatico. Dopo aver salutato Thomas,
ho attraversato mezzo aeroporto per prendere il volo per Boston. È stato il
viaggio più lungo della mia vita, sebbene durasse solo uno h. Ho odiato le
hostess che mi chiedevano se fosse tutto di mio gradimento, il mio vicino di
poltrona che non faceva altro che battere furiosamente i tasti del pc e anche
la bambina 10 file avanti rispetto alla mia. Non vedevo l’ora di toccare terra,
prendere il bagaglio e buttarmi alle spalle quel dannato aereo. Dopo una fila
infinita ai controlli e al recupero bagagli, mi sono lanciata fuori dal terminal,
dove ho trovato mia madre e mio fratello. Quando ho scorto la figura di mio
fratello, mi sono lanciata su di lui senza pensarci un secondo. Mi ha stretto
forte, come se da un momento all’altro potessi svanire. Mi era mancato davvero. Per quanto i batti becchi fossero all’ordine
del giorno, è sempre stato la mia ancora, l’unica persona che mi ha sempre sostenuto
appoggiando anche la mia decisione di partire per una terra martoriata dalla
guerra. L’abbraccio era durato un’eternità, ma un leggero rumore non mi aveva
fatto alzare lo sguardo.
Un piccolo fagottino tra le braccia di mia madre: Charlotte.
-È …oddio, è piccolissima-
Mike mi ha sorriso, non mollando mai lo sguardo dagli occhi di sua figlia. Quei piccoli occhi neri mi erano cosi familiari …
-Mike, posso prenderla?-
-Certo che sì, sei sua zia, non devi chiedere il permesso-
Mia mamma si è limitata a lasciarmi una piccola carezza sulla guancia, le ho sorriso ma la mia attenzione in quel momento era tutta per la mia piccola nipotina. Quando l’ho stretta al petto, ho subito poggiato le labbra sul suo piccolo collo. La pelle in quel punto è cosi morbida e il profumo di neonato sembra essere concentrato lì …
-È perfetta-
In quel momento ho letto tristezza negli occhi di Mike. Sì, sua figlia sta bene ma una parte importante manca. L’unica cosa che ho potuto fare è stata stringergli la mano cercando di fargli capire i miei pensieri “Juliet starà bene, presto tornerà a casa”.
Un piccolo fagottino tra le braccia di mia madre: Charlotte.
-È …oddio, è piccolissima-
Mike mi ha sorriso, non mollando mai lo sguardo dagli occhi di sua figlia. Quei piccoli occhi neri mi erano cosi familiari …
-Mike, posso prenderla?-
-Certo che sì, sei sua zia, non devi chiedere il permesso-
Mia mamma si è limitata a lasciarmi una piccola carezza sulla guancia, le ho sorriso ma la mia attenzione in quel momento era tutta per la mia piccola nipotina. Quando l’ho stretta al petto, ho subito poggiato le labbra sul suo piccolo collo. La pelle in quel punto è cosi morbida e il profumo di neonato sembra essere concentrato lì …
-È perfetta-
In quel momento ho letto tristezza negli occhi di Mike. Sì, sua figlia sta bene ma una parte importante manca. L’unica cosa che ho potuto fare è stata stringergli la mano cercando di fargli capire i miei pensieri “Juliet starà bene, presto tornerà a casa”.
***
E ora eccomi qui, a casa, con mia madre che non fa altro che fare avanti e indietro per la cucina, come se l’unica cosa importante sia quella di darmi da mangiare. Non appena arrivati a casa mio fratello è andato via con la promessa di rivederci domani, mentre mia madre non si è seduta neanche un secondo.
E ora eccomi qui, a casa, con mia madre che non fa altro che fare avanti e indietro per la cucina, come se l’unica cosa importante sia quella di darmi da mangiare. Non appena arrivati a casa mio fratello è andato via con la promessa di rivederci domani, mentre mia madre non si è seduta neanche un secondo.
-Mamma, sono esausta, il jet leg mi sta uccidendo. Voglio solo dormire, non ho
fame-
-Sei troppo magra, DEVI mangiare e non voglio sentire storie!-
sbuffo, accasciandomi sulla sedia. Controbattere con lei è in pratica impossibile.
-Allora amore, come sta Thomas?-
-Mh-
-Cosa era quello?-
-Nulla. Sta bene, credo. Non ho ancora chiamato suo padre per avere notizie, dopo tanto tempo rivedrà sua madre quindi non voglio disturbare. Domani mi farò sentire-
- Mi sembra giusto. Hanno parecchio da recuperare o almeno così mi è sembrato dai tuoi racconti. Nell’ultimo mese ti ho sentito davvero preoccupata, tesoro. Sei molto affezionata a quel ragazzo e so che hai passato dei brutti momenti, non sai quanto avrei voluto essere con te-
-Lo so, ma mi sei stata vicina anche se eravamo lontane, dico sul serio. Senza le tue chiamate mi sarei sentita persa. Le cose sono andate meglio quando è arrivato il padre di Thomas, è davvero un brav’uomo-
-Non c’era anche suo fratello? Com’è?-
-Insomma, non mi convince molto e poi …non so, prima di scendere dall’aereo Thomas mi ha detto di stargli alla larga, non che avessi intenzione di frequentarlo, ma questa cosa mi ha colpita-
-Oh oh, conosco quello sguardo, non vorrai fare delle ricerche su quel ragazzo? Tesoro, devi mettere da parte questo tuo animo da giornalista e lasciare tutto come è. Magari Thomas è solo geloso, chi lo sa-
Non le rispondo, limitandomi a dare un morso all’hamburger. Accidenti, ero davvero affamata.
-Sei troppo magra, DEVI mangiare e non voglio sentire storie!-
sbuffo, accasciandomi sulla sedia. Controbattere con lei è in pratica impossibile.
-Allora amore, come sta Thomas?-
-Mh-
-Cosa era quello?-
-Nulla. Sta bene, credo. Non ho ancora chiamato suo padre per avere notizie, dopo tanto tempo rivedrà sua madre quindi non voglio disturbare. Domani mi farò sentire-
- Mi sembra giusto. Hanno parecchio da recuperare o almeno così mi è sembrato dai tuoi racconti. Nell’ultimo mese ti ho sentito davvero preoccupata, tesoro. Sei molto affezionata a quel ragazzo e so che hai passato dei brutti momenti, non sai quanto avrei voluto essere con te-
-Lo so, ma mi sei stata vicina anche se eravamo lontane, dico sul serio. Senza le tue chiamate mi sarei sentita persa. Le cose sono andate meglio quando è arrivato il padre di Thomas, è davvero un brav’uomo-
-Non c’era anche suo fratello? Com’è?-
-Insomma, non mi convince molto e poi …non so, prima di scendere dall’aereo Thomas mi ha detto di stargli alla larga, non che avessi intenzione di frequentarlo, ma questa cosa mi ha colpita-
-Oh oh, conosco quello sguardo, non vorrai fare delle ricerche su quel ragazzo? Tesoro, devi mettere da parte questo tuo animo da giornalista e lasciare tutto come è. Magari Thomas è solo geloso, chi lo sa-
Non le rispondo, limitandomi a dare un morso all’hamburger. Accidenti, ero davvero affamata.
***
Quando apro gli occhi, sono un po’ spaesata. Il morbido
cuscino sotto la testa, il caldo piumone che mi avvolge e quella poca luce che
entra dalla finestra. Proprio li punto lo sguardo e mi rendo conto che il sole
è già alto da un po’. Mi stiracchio per bene e involontariamente tocco
qualcosa. Un cioccolatino. Mio padre è stato qui. Lo faceva sempre quando ero piccola,
soprattutto quando tornava tardi da lavoro e non riuscivamo mai a vederci. Era
il suo modo per dirmi: ti voglio bene e vengo a vedere sempre la mia piccolina.
Quando ho preso la decisione di partire per il medio-oriente, ho avuto una
brutta discussione con lui, era contrario alla mia partenza e dopo aver vissuto
un breve periodo in quel posto, mi rendo conto di quanto avesse ragione ad
avere dei timori.
Ripensando a quella discussione, rifletto su una cosa; non ho più un lavoro. Fantastico. Non che fosse retribuito, però … però era pur sempre un lavoro, qualcosa da aggiungere a quel dannato curriculum!
Sospiro, passando le mani sul viso. Devo trovare qualcosa, odio stare con le mani in mano e al momento l’unica cosa che posso fare è alzarmi e fare una doccia!
***
Ripensando a quella discussione, rifletto su una cosa; non ho più un lavoro. Fantastico. Non che fosse retribuito, però … però era pur sempre un lavoro, qualcosa da aggiungere a quel dannato curriculum!
Sospiro, passando le mani sul viso. Devo trovare qualcosa, odio stare con le mani in mano e al momento l’unica cosa che posso fare è alzarmi e fare una doccia!
***
Dopo una doccia durata mezz’ora, sorseggio un caffè bollente
nella cucina dei miei. Mi è mancata quella sensazione di casa, di calore. Il
profumo di casa, l’odore del bucato pulito. Ho dormito un mese in una tenda e
quando ero lì, non mi rendevo conto di nulla ma, ripensandoci, tutto questo mi
è mancato.
Il telefono vicino a me vibra, lo afferro e quando sblocco lo schermo e il viso della mia nipotina mi fa sorridere.
"Ciao zia, vorresti stare con me tutto il pomeriggio? Papà ha da fare e sarebbe molto contento se mi raggiungessi qui a casa nostra per stare con me”
Scoppio a ridere. Mike è sempre il solito idiota.
“Ciao amore di zia. Tuo padre che è il solito idiota, ma sono più che contenta di venire da te”
Abbandono il telefono sull’ isola della cucina e corro in camera a vestirmi.
Ogni minuto che passa mi rendo conto che il mio posto è qui, che ho fatto bene a lasciare tutto … la c’era troppa sofferenza, troppo dolore da sopportare. Ho rischiato di perdere un amico e sinceramente non so come mi sentirei se Thomas non fosse sopravvissuto.
Mi blocco a quel pensiero: Thomas. Non ho pensato neanche a chiamarlo o a mandargli un semplice sms. Gli avevo promesso che non sarei sparita e invece …be’, tecnicamente neanche lui mi ha cercata, ma questa non è una giustificazione. Gli manderò un sms quando sarò a casa di mio fratello.
Il telefono vicino a me vibra, lo afferro e quando sblocco lo schermo e il viso della mia nipotina mi fa sorridere.
"Ciao zia, vorresti stare con me tutto il pomeriggio? Papà ha da fare e sarebbe molto contento se mi raggiungessi qui a casa nostra per stare con me”
Scoppio a ridere. Mike è sempre il solito idiota.
“Ciao amore di zia. Tuo padre che è il solito idiota, ma sono più che contenta di venire da te”
Abbandono il telefono sull’ isola della cucina e corro in camera a vestirmi.
Ogni minuto che passa mi rendo conto che il mio posto è qui, che ho fatto bene a lasciare tutto … la c’era troppa sofferenza, troppo dolore da sopportare. Ho rischiato di perdere un amico e sinceramente non so come mi sentirei se Thomas non fosse sopravvissuto.
Mi blocco a quel pensiero: Thomas. Non ho pensato neanche a chiamarlo o a mandargli un semplice sms. Gli avevo promesso che non sarei sparita e invece …be’, tecnicamente neanche lui mi ha cercata, ma questa non è una giustificazione. Gli manderò un sms quando sarò a casa di mio fratello.
***
-Ssh, amore di zia, non piangere. Vuoi questo peluche? No, non lo vuoi. Acqua, magari hai sete-
Sono circa 20’ che Charlotte piange ininterrottamente, non capisco cosa voglia. Ha preso il suo latte 1h fa, quindi è escluso che sia fame, il pannolino è pulito e più volte ho cercato di stenderla per addormentarla, ma sembra proprio che non abbia intenzione di smettere.
Il mio telefono squilla e Charlotte smette di piangere. Rimango a bocca aperta, mentre osservo mia nipote infilarsi le mani in bocca. Musica, questo era il segreto. Il telefono smette di squillare e solo lì mi rendo conto di non aver risposto. Per mia fortuna la piccola non ricomincia a piangere. Ma decido di accendere la radio per sicurezza.
La poggio sul seggiolino e la osservo con un sopracciglio alzato. Ha pianto ininterrottamente e tutto quello che voleva era della musica. Giuro che se mio fratello ha omesso questo dettaglio, lo strozzo!
Il telefono riprende a squillare, lo prendo senza guardare il nome che mi sta chiamando.
-Non so per quale motivo prima non mi avessi risposto, ma sono contento di sentirti-
-Thomas!-
-Ciao straniera, com’è stato il rientro a casa?-
-Dovrei essere io a chiederlo, il rientro è andato bene. Tu, piuttosto, dalla voce sembra che stia meglio-
-Sto …sì, sto meglio. Qui sono tutti molto gentili con me. Non ho più quella fastidiosa maschera per l’ossigeno, quindi riesco a parlare meglio-.
-Non hai più l’ossigeno? È meraviglioso-
-Lo ho ancora, come anche la febbre. Ma sto bene, dico davvero-
Proprio in quel momento la bambina decide che ora di piangere, ancora.
-Hai un figlio e non me lo hai mai detto?-
-Spiritoso. Su, piccola, fallo per la zia, prendi il ciucciotto-
-Mi piace questa piccola, fa di tutto per far arrabbiare la zia, sono sicuro che andremmo d’accordo-
-Giuro che non appena ti vedo ti uccido. Dovevo lasciarti in mezzo al deserto-
-Su piccola, so che non lo pensi veramente-
-No, non lo penso-
-Lo so-
rimaniamo in silenzio per secondi interi, l’unico suono che si sente è quello del suo respiro affannoso.
-Quindi ti stai occupando della tua nipotina-
-Oh sì, dovresti vederla, è davvero un amore. Ovviamente ha preso tutto dalla mamma e dalla zia, no di certo da quel bruto di suo padre-.
-Modesta. Senti, ti ho chiamata anche per un altro motivo-
-Ecco, sapevo non si trattava solo di gentilezza. Spara.-
-Ricordi quando ti ho detto di non fidarti di mio fratello?-
-Certo. Ammetto che è stato strano …-
-Il mio avviso è ancora valido. Lui …oggi mi ha parlato di te, è troppo interessato a conoscerti e non mi piace. Non so cosa abbia in mente ma ti prego, se dovesse contattarti, lascialo stare, ok?-
-Thomas, mi fai preoccupare, lo sai?-
-Non devi, ci sono io a proteggerti … metaforicamente parlando al momento, ma non appena starò bene, lo terrò d’occhio io-
-Ok. Se volessi venire a trovarti …-
-Sei la benvenuta, ma devi stare lontana da lui, ovvio. Adesso devo andare, sento le loro voci, ti prego sta attenta. Ci sentiamo presto-
Non ho il tempo di salutarlo che ha già terminato la chiamata!
Sbatto stizzita il telefono, non può comportarsi cosi tutte le volte. Confessa qualcosa e riesce a lasciarmi con più domande di prima, odioso.
Mille domande e nessuna risposta. Che cosa nasconde di cosi brutto quel ragazzo? Che cosa sa Thomas? Vorrei avere una sola di queste risposte, ma non credo le avrò facilmente e sicuramente su internet non troverei molto. L’unica cosa che so è che non sono fratelli di sangue … potrebbe essere una pista, ma così tradirei la fiducia di Thomas. Pensandoci qualcuno che potrebbe aiutarmi ci sarebbe. Quella persona che in quel posto è stato un fratello per me e che non sento da un po’. Dean!
-Ssh, amore di zia, non piangere. Vuoi questo peluche? No, non lo vuoi. Acqua, magari hai sete-
Sono circa 20’ che Charlotte piange ininterrottamente, non capisco cosa voglia. Ha preso il suo latte 1h fa, quindi è escluso che sia fame, il pannolino è pulito e più volte ho cercato di stenderla per addormentarla, ma sembra proprio che non abbia intenzione di smettere.
Il mio telefono squilla e Charlotte smette di piangere. Rimango a bocca aperta, mentre osservo mia nipote infilarsi le mani in bocca. Musica, questo era il segreto. Il telefono smette di squillare e solo lì mi rendo conto di non aver risposto. Per mia fortuna la piccola non ricomincia a piangere. Ma decido di accendere la radio per sicurezza.
La poggio sul seggiolino e la osservo con un sopracciglio alzato. Ha pianto ininterrottamente e tutto quello che voleva era della musica. Giuro che se mio fratello ha omesso questo dettaglio, lo strozzo!
Il telefono riprende a squillare, lo prendo senza guardare il nome che mi sta chiamando.
-Non so per quale motivo prima non mi avessi risposto, ma sono contento di sentirti-
-Thomas!-
-Ciao straniera, com’è stato il rientro a casa?-
-Dovrei essere io a chiederlo, il rientro è andato bene. Tu, piuttosto, dalla voce sembra che stia meglio-
-Sto …sì, sto meglio. Qui sono tutti molto gentili con me. Non ho più quella fastidiosa maschera per l’ossigeno, quindi riesco a parlare meglio-.
-Non hai più l’ossigeno? È meraviglioso-
-Lo ho ancora, come anche la febbre. Ma sto bene, dico davvero-
Proprio in quel momento la bambina decide che ora di piangere, ancora.
-Hai un figlio e non me lo hai mai detto?-
-Spiritoso. Su, piccola, fallo per la zia, prendi il ciucciotto-
-Mi piace questa piccola, fa di tutto per far arrabbiare la zia, sono sicuro che andremmo d’accordo-
-Giuro che non appena ti vedo ti uccido. Dovevo lasciarti in mezzo al deserto-
-Su piccola, so che non lo pensi veramente-
-No, non lo penso-
-Lo so-
rimaniamo in silenzio per secondi interi, l’unico suono che si sente è quello del suo respiro affannoso.
-Quindi ti stai occupando della tua nipotina-
-Oh sì, dovresti vederla, è davvero un amore. Ovviamente ha preso tutto dalla mamma e dalla zia, no di certo da quel bruto di suo padre-.
-Modesta. Senti, ti ho chiamata anche per un altro motivo-
-Ecco, sapevo non si trattava solo di gentilezza. Spara.-
-Ricordi quando ti ho detto di non fidarti di mio fratello?-
-Certo. Ammetto che è stato strano …-
-Il mio avviso è ancora valido. Lui …oggi mi ha parlato di te, è troppo interessato a conoscerti e non mi piace. Non so cosa abbia in mente ma ti prego, se dovesse contattarti, lascialo stare, ok?-
-Thomas, mi fai preoccupare, lo sai?-
-Non devi, ci sono io a proteggerti … metaforicamente parlando al momento, ma non appena starò bene, lo terrò d’occhio io-
-Ok. Se volessi venire a trovarti …-
-Sei la benvenuta, ma devi stare lontana da lui, ovvio. Adesso devo andare, sento le loro voci, ti prego sta attenta. Ci sentiamo presto-
Non ho il tempo di salutarlo che ha già terminato la chiamata!
Sbatto stizzita il telefono, non può comportarsi cosi tutte le volte. Confessa qualcosa e riesce a lasciarmi con più domande di prima, odioso.
Mille domande e nessuna risposta. Che cosa nasconde di cosi brutto quel ragazzo? Che cosa sa Thomas? Vorrei avere una sola di queste risposte, ma non credo le avrò facilmente e sicuramente su internet non troverei molto. L’unica cosa che so è che non sono fratelli di sangue … potrebbe essere una pista, ma così tradirei la fiducia di Thomas. Pensandoci qualcuno che potrebbe aiutarmi ci sarebbe. Quella persona che in quel posto è stato un fratello per me e che non sento da un po’. Dean!

Ciaoo, il capitolo è stato bellissimo e non vedo l'ora che quei due si rincontrino...adoro la tua storia quindi per favore continuala! se vuoi ti do un consiglio per il tuo blocco...anch'io scrivo e quando capita che non mi vengano più idee rileggo la mia storia aiutandomi con della musica, magari leggo anche altre storie per rilassarmi e quando ho un momento libero ripenso a dove mi sono fermata nello scrivere. piano piano le idee si formano e le scrivo tentando di metterle insieme poi modifico fino a quando non sono soddisfatta...spero ti sia utile questo mio consiglio...non arrenderti! baciiii
RispondiEliminaCiao.
EliminaIntanto grazie per le belle parole, fa sempre piacere leggerle.
Scrivo sempre con la musica, purtroppo quando ci sono questi momenti di buio mi sento in colpa soprattutto nei confronti di voi lettrici.
Spero che andando in vacanza riesca a svuotare la mente e a scrivere il prossimo capitolo!
Grazia ancora per il commento
xoxo
ahi mi sa che questo lanciare qualche avvertimento qua e là di Thomas senza spiegazioni non farà altro che stimolare sempre di più la curiosità da giornalista di Laura...e non vedo l'ora di scoprire cosa salterà fuori!
RispondiElimina