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lunedì 14 gennaio 2013

Cap 13 "I was lost crossed lines, i shouldn't have crossed, "


Ringraziate la mia insonnia. Vi avviso il finale è un po' di merda, ma dato che l'aggiornamento è arrivato presto ci sta u_u Il tutto non doveva andare cosi, ma purtroppo quando scrivi senza darti una scaletta succedono queste cose ... non so neanche dirvi se dovete preoccuparvi o meno, non so nulla!!
Buona lettura a voi


Pov Anthony.

Mi stiracchio cercando Kath, ma quello che le mie dita incontrano è solo il freddo delle lenzuola. Mi alzo di scatto scandagliano la stanza con lo sguardo, non ci sono più i suoi vestiti e anche il suo telefono, che si trovava sulla cassettiera, è sparito.
Scalcio via le coperte e corro nella camera di Caroline, magari si è svegliata e io non l’ho sentita ma nulla, la piccola dorme ancora beata nella sua stanza! Una strana sensazione si impossessa di me, scendo le scale di fretta rischiando di spezzarmi l’osso del collo, niente non è neanche qui.
Noto un bigliettino sul frigo, ho quasi paura ad aprirlo consapevole di non voler sapere quello che vi troverò scritto.



“Se stai leggendo questo biglietto vuol dire che ti sei alzato e non mi hai trovata. Questa volta un semplice scusa sussurrato nel cuore della notte non basta, non dopo il modo in cui mi ha trattata ieri sera davanti ai tuoi. Troppe volte ho perdonato questo tuo modo di fare ma questa volta no, mi dispiace. La nostra relazione è già un gran casino e tu … sembra quasi che tu non capisca come mi senta io in realtà. Credi che per me sia semplice mentire ai miei genitori? Sai quanto odio farlo eppure per te lo faccio, ma vorrei un po’ di collaborazione anche da parte tua. Non ti sto lasciando se è questo che stai pensando, come potrei dipendo praticamente da te ma ti prego, lasciami i miei spazi, almeno per oggi.
Tua Kath”
Sbatto il pugno sul tavolo in un moto di rabbia, è scappata via un’altra volta. Non pensavo se la fosse presa cosi tanto ieri sera, si ok forse ho esagerato con il mio comportamento soprattutto davanti ai miei genitori ma il suo modo di fare mi ha infastidito, delle volte sembra quasi che si vergogni di stare con me.
“non si vergogna di te idiota, è solo che vi siete infilati in una situazione del cazzo” la coscienza parla ma io faccio finta di non sentirla. In fondo gli ho solo chiesto di parlare con i suoi genitori come professore … bene, non vuole parlarmi? Va bene cosi, di certo non la cercherò, mi limiterò a parlare con i suoi genitori, perché una cosa è certa parlerò con loro, fosse l’ultima cosa che faccio al mondo!

Due ore dopo sono davanti casa sua, ho chiamato mia mamma per dirle di tenere Caroline, sono uscito fuori come una furia … e ora perché mi sembra di fare la cazzata più grande della mia vita? Forse perché so quanto lei si arrabbierà e la paura che mi dia un due di picche è tanta, troppa.
Con un ultimo sospiro esco dall’auto e a passo svelto attraverso il vialetto, altro sospiro e suono il campanello. Dall’interno della casa si sente un mormorio e subito dopo lo scatto della serratura. Mi aspetto di vedere suo padre e invece è lei quella che mi si presenta davanti. Strabuzza gli occhi e si regge alla porta
-Che caz … Che diavolo ci fai qui-
ringhia, e negli occhi vedo le fiamme della rabbia. La “paura” che provavo prima sembra svanire anzi, il mio comportamento si fa più sfacciato.
-Salve Signorina Jones, vorrei parlare con i suoi genitori sono in casa?-
-Mi prendi per il culo o cosa?-
sibila e stringe le mani contro la porta, sembra molto arrabbiata ma non posso farci nulla, mi sto godendo il momento.
-Kath, chi è alla porta?-
la voce dolce della madre si avvicina e lei scuote la testa sconfitta.
-Salve lei è …-
-Salve Signora Jones, sono il professore di arte di sua figlia-
-Oh salve professor …-
-Morgan, Anthony Morgan-
gli porgo la mano e lei arrossisce.
-Prego, si accomodi. Katherine, per quale motivo non l’hai fatto entrare. La scusi delle volte è cosi tra le nuvole …-
-Non si preoccupi-
Le passo vicino stando attento a sfiorarle la mano, un gesto per rassicurarla ma lei ricambia sibilando un “questa me la paghi cara”, il tono con cui lo dice non ammette repliche.
La madre mi accompagna verso il salone e mi fa accomodare in uno dei grandi divani bianchi che vi sono, Katherine si siede su un pouf e la madre in una poltrona.
-Allora Signor Morgan, cosa la porta qui il 23 dicembre?-
-Si professore, cosa la porta qui?-
-Sperche mia figlia non ne abbia combinate una delle sue-
-Oh no di certo, anzi le farà piacere sapere che sua figlia è in assoluto la più brava del corso-
-Ah, non mi avevi detto niente tesoro-
-Semplicemente perché non lo penso-
-Sua figlia è molto modesta signora, comunque sono qui perché ho una proposta da fare a lei e su marito-
-Oh si aspetti vado a chiamarlo, è in garage e non avrà sentito la porta. Tesoro prepara un caffè al tuo professore-
La madre sparisce nella porta che da sul garage mentre lei si alza zittita e va verso la cucina ma, quando mi passa vicino la blocco per il polso.
-Perché te ne sei andata cosi stamattina, avremmo potuto parlarne invece tu fai sempre di testa tua-
-Ah io faccio di testa mia? Con che coraggio dici questo Anthony, dico sul serio prova a passare la mano sulla coscienza quando avrai capito fammi un fischio-
-Senti … io ho capito di aver sbagliato ieri sera, ma delle volte ho come l’impressione che, non so come se ti sentissi in obbligo di stare con me-
-Quanto sei idiota, senti non è il momento giusto per parlarne. Vado a fare questo benedetto caffè, sento me ne serviranno litri-
La lascio andare osservando la sua figura sparire oltre la porta della cucina e subito dopo vedo quella dei suoi genitori. Sua madre è completamente diversa da Kath, ha i capelli rossi e gli occhi sono cosi chiari da sembrare quasi bianchi, suo padre è la copia sputata di Katherine, solo un po’ più in carne. Riesco a vedere sua figlia in tutto e per tutto anche nel modo di muoversi.
-Salve professore, mi scusi ma in garage non si sente il campanello-
-Non si preoccupi-
-Bene, ci dica tutto-
-Come ho detto anche a sua moglie, sua figlia è la migliore del mio corso ha un talento naturale anche se lei non se ne rende conto. A fine mese A NY si terrà una mostra e mi farebbe piacere se sua figlia potesse partecipare. Vorrei che i suoi lavori venissero esposti-
Nella stanza cala il silenzio, sento solo i passi di Kath avvicinarsi e il tintinnio delle tazze. Quando posa tutto sul tavolino basso davanti al divano, mi offre una tazza e mi guarda con uno sguardo che non riesco a decifrare.
-Quindi lei mi sta dicendo che mia figlia è cosi brava da meritare una mostra, di poter permettersi uno spazio in una mostra di un artista professionista che non è neanche a conoscenza dell’esistenza di Katherine?-
-Non esattamente … quell’artista sono io e alla mia mostra posso mettere i quadri che voglio-
-Ah-
-So che è una sorpresa per voi ma davvero, vostra figlia merita il meglio. L’unica cosa che vi chiedo sarebbe discrezione-
-In che senso-
è sua madre questa volta a parlare, per tutto il tempo non ha fatto altro che guardare me e sua figlia
-Nel senso che questa cosa dovrebbe rimanere tra le quattro mura di questa casa. Abitiamo in un paese piccolo, le persone parlano e se si sapesse che ho preferito vostra figlia a qualcun altro be’, potrebbero nascere delle strane voci, in più Katherine dovrebbe venire con me a NY, cosi avrà modi di conoscere persone influenti dell’ambiente-
-Quindi mia figlia dovrebbe venire con lei a NY da sola?-
la voce di sua madre è stridula, quasi isterica. Questo non lo avevo previsto, suo padre invece è calmo, sembra quasi pensieroso.
-Ovviamente no, con me verrebbe mia figlia e con lei anche i miei genitori-
-E’ sposato professore?-
-No … mia figlia è stata adottata da me, ma non credo siamo qui per parlare della mia vita bensì di quella di sua figlia signora Jones-
-Io credo non sia il caso professor Morgan come ha detto lei la gente mormora e …-
-Marie per favore smettila. Devi smetterla di tagliare le gambe a nostra figlia una volta per tutte-
la voce del signor Jones mi fa saltare sul posto, cosi come Katherine, le lancio uno sguardo allarmato ma lei sembra più scossa di me.
-Papà ti prego-
-No Kath, tua madre deve smetterla. Non fa altro che dirti cosa è giusto o cosa è sbagliato, ma è quello che pensa per se non per te. Non puoi e non devi farti sfuggire questa possibilità, ti rendi conto di cosa significa?-
-Si papà, me ne rendo conto ma …-
-Nessun ma, tu te ne andrai da questo buco di città, non devi fare la mia fine tesoro non te lo permetterò-
-Bill ma cosa …-
-Sta zitta Marie. Professor Morgan, cosa devo fare?!-

Un’ora e mezza dopo io e il padre di Katherine parliamo del più e del meno, gli ho spiegato che non deve far nulla che mi occuperò io di tutto, anche del viaggio. Ha provato a darmi i soldi per il biglietto ma non gliel’ho permesso, dicendogli che sarebbero stati quelli dell’organizzazione a pagarlo, che tutto sarebbe stato praticamente gratis. Katherine è scomparsa, è salita su in camera e sembra quasi che non ci sia, sua madre dal canto suo non fa altro che sbattere padelle e piatti, si sentono anche gli sbuffi.
-La lasci perdere, le passerà. Non sopporta il fatto che Katherine abbia preso da me, quella ragazza in questo posto soffre e finita la scuola sarò io a spedirla lontana da qui. Lei non è fatta per stare in questo paese, non è come sua madre tutta casa e chiesa, lei deve poter spiccare il volo-
-Signor Jones, mi permetta di dirle che neanche lei sembra fatto per questa cittadina-
-Figliolo, ormai sono vecchio e nel bene o nel male amo mia moglie ma, amo più mia figlia-
-La capisco. Bene, direi che è arrivata l’ora di andare a casa, è stato un piacere conoscerla-
Gli stringo forte la mano, chiedo di sua moglie ma mi fa segno di lasciar perdere, che sarà lui a salutarla per me. Quando esco e vado in auto alzo gli occhi verso la finestra e vedo Katherine, seduta sul davanzale che mi guarda. La saluto con un gesto della mano, lei ricambia con un debole cenno. Non sopporto vederla cosi, soprattutto se la causa sono io. Senza pensarci afferro il telefono e la chiamo, la vedo guardarsi intorno fin quando non prende il telefono, sorride e guarda verso me.
-Cosa c’è?-
-Odio vederti cosi triste, soprattutto se la causa sono io-
-Non è per te o forse si, non lo so neanche io-
-Ti prego parlami, dimmi cosa non va-
-Non lo so Anth, non lo so neanche io. Odio vedere i miei genitori litigare, soprattutto se lo fanno a causa mia, odio avere questo carattere di merda-
-Non hai un carattere di merda, sei solo insicura e impulsiva. Vieni a casa mia, dammi il tempo di mandar via i miei genitori, ho bisogno di te-
-Pensi sempre a quello professore-
-Non pensavo a quello, ma se ci rimanesse del tempo …-
-Non potresti far nulla-
-Ahi, mi rifiuti, devi essere molto arrabbiata-
-Non ti sto rifiutando ma sai, si dia il caso io sia una ragazza-
-Oh sei in quel periodo, ho afferrato-
-Già e poi si, sono ancora arrabbiata!-
-Mi farò perdonare, inventa una scusa per uscire e vieni da me tra un oretta-
-Non so se sia il caso, mi ero ripromessa di starti lontana almeno tutt’oggi-
-Ti prego, non riesco a non vederti per un giorno intero, sarò bravo promesso-
-Ok-

Ho mandato via mia madre e con lei Caroline, ho bisogno di rimanere con lei da solo, senza nessuno che ci interrompa. Dobbiamo chiarire parecchie cose in primis il mio comportamento di ieri sera e poi, il suo essere cosi insicura! Non mi piace, deve capire il motivo per cui le sto dando questa possibilità. Il rumore di pneumatici che si avvicinano mi annunciano il suo arrivo, non le do neanche il tempo di suonare che apro la porta sorridendo ma, non è Kath quella davanti la porta.
-Melanie …-
-Mi dispiace ma dobbiamo parlare-

6 commenti:

  1. Bene, olè!
    E ora?
    Alzo le mani.. non riesco a pensare a nulla su come andranno le cose..
    Non ci metterei la mano sul Twin-fuoco.
    Il gesto di Anthony mi è piaciuto molto.. è stato grande ad andare dai suoi.

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  2. Ecco, ci mancava sta buvacca.....cos'è, come da tradizione è venuta a riscuotere "la sveltina"??
    Anthony ti prego, non fare cazzate. Mi sei piaciuto tantissimo in questo cap. Forse è Kath che si deve lasciare un po' andare e non farsi condizionare in questo modo da sua madre. Perfortuna che suo padre ragiona in modo diverso.
    Boh, altro che capodanno a NYC.....qui la vedo grigia :-(

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  3. ah così mi piaci Anthony! certo che quando hai in mente qualcosa non ti ferma più nessuno!...ho temuto fino alla fine che sclerata della mamma di Kath interferisse inderogabilmente, ma per fortuna il padre ha avuto la meglio e obiettivamente per Kath esporre a NY è una grandissima occasione.
    ....ma la strappona di Melanie che vuole???.....mmm....guai vista!

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  4. eh no ma porca puttana!Anthony non fare stronzate questa volta,non ora che finalmente mi vai a genio!

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  5. Come sempre bellissimo capitolo, ma per favore Anthony PER FAVORE NON FARE CAZZATE!! Quanto Anthony è andato a parlare con i genitori di Kath giuro che volevo strozzare la madre, meno male per il padre.
    Aspetto con ansia il prossimo capitolo!

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  6. Bravo Anthony , così mi piaci ..però Kath stai un attimino più sciolta secondo me so che se ci si mette in mezzo la madre che è tosta è dura , ma così non si va avanti ... meno male che il papà alle idee migliori.. e mo è arrivata Melanie che vuole sta rompi??

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