Sera buona a tutte, eccoci qui con l'aggiornamento. Mi scuso già da ora per eventuali errori (orrori), ma non l'ho corretto, volevo darvi subito il capitolo. Nulla da dire. solo buona lettura e GRAZIE PER I COMMENTI, VI AMO!
Pov Katherine
Distesa
sul letto della mia camera ripenso a tutto quello che è successo in questi
giorni. La visita di Melanie è quella che mi ha sconvolto di più. Lei dice di
stare tranquilli, che le cose andranno bene ma non riesco a stare del tutto
tranquilla. Non posso neanche prendere in considerazione l’idea che Caroline
venga portata via dal suo papà, è una cosa impensabile e se dovessi farmi da
parte lo farei immediatamente.
Anthony cerca di mascherare questa paura, molte volte l’ho trovato sul divano a fissare la legna che bruciava nel camino o semplicemente a guardare me e Caroline giocare sul tappeto in soggiorno.
Delle volte penso come sarebbe la mia vita senza loro e tutte le volte l’unica parola che mi rimbomba in mente è “ vuota” , ma sarei disposta a farmi da parte per loro, non vorrei mai che a causa mia la bambina venisse tolta dalle braccia di suo padre.
Mamma urla per casa, oggi è il 25 dicembre e la casa è un delirio. Stanno arrivando tutti i parenti che praticamente non sopporto, dovrò comportarmi da brava figlia, vestita in maniera carina e soprattutto sorridente. Dovrò sorridere e incassare tutti i colpi che arriveranno da parte di quelle vecchie arpie che sono le mie zie, inizieranno a fare i confronti con le loro figlie, di quanto siano brave a scuola, del loro essere fidanzate con un ragazzo a modo che frequenta la chiesa e bla bla, tutte le solite stronzate!
I passi di mamma si avvicinano e so già che tra meno di tre secondi farà irruzione nella mia camera per dirmi di sbrigarmi e di andare di sotto per aiutare.
Anthony cerca di mascherare questa paura, molte volte l’ho trovato sul divano a fissare la legna che bruciava nel camino o semplicemente a guardare me e Caroline giocare sul tappeto in soggiorno.
Delle volte penso come sarebbe la mia vita senza loro e tutte le volte l’unica parola che mi rimbomba in mente è “ vuota” , ma sarei disposta a farmi da parte per loro, non vorrei mai che a causa mia la bambina venisse tolta dalle braccia di suo padre.
Mamma urla per casa, oggi è il 25 dicembre e la casa è un delirio. Stanno arrivando tutti i parenti che praticamente non sopporto, dovrò comportarmi da brava figlia, vestita in maniera carina e soprattutto sorridente. Dovrò sorridere e incassare tutti i colpi che arriveranno da parte di quelle vecchie arpie che sono le mie zie, inizieranno a fare i confronti con le loro figlie, di quanto siano brave a scuola, del loro essere fidanzate con un ragazzo a modo che frequenta la chiesa e bla bla, tutte le solite stronzate!
I passi di mamma si avvicinano e so già che tra meno di tre secondi farà irruzione nella mia camera per dirmi di sbrigarmi e di andare di sotto per aiutare.
-Katherine, alzati e cambiati. Il vestito è nel bagno
insieme alle scarpe, ti prego almeno per oggi puoi fare finta di essere felice
di far parte di questa famiglia?-
-Si mamma, come tutti gli altri anni, non preoccuparti-
-Bene, sbrigati che gli zii saranno qui presto-
sbatte la porta e sento i suoi passi allontanarsi. “Argh” non la sopporto, mi chiedo come mio padre abbia potuto sposare una persona cosi, cosi … non so neanche come definirla.
Con rabbia vado in bagno e chiudendo la porta mi fermo a fissare l’abito che ha scelto. Wow, questa volta mamma ha saputo scegliere. Un vestitino blu elettrico corto fa bella mostra di se, le scarpe sono delle decollete nere di vernice, decisamente alte.
Mi preparo velocemente, metto un po’ di trucco e lascio i capelli sciolti sulle spalle, non appena esco fuori dal bagno sento la porta d’entrata aprirsi, ci siamo, si entra in scena.
***
-E cosi Katherine, non hai nessun fidanzato, com’è possibile una cosi bella ragazza come te …-
-Cosa vuoi che ti dica zia Rose, sono troppo per questi ragazzi di provincia-
-Katherine-
mamma mi rimprovera bonaria, ma anche lei alza gli occhi al cielo stanca di sentire la solita solfa tutti gli anni
-No no, fai parlare la ragazza. Allora dimmi, Katherine, cosi saresti troppo per questi ragazzi di provincia, mmmh un ragazzo della città andrebbe bene per te? Non so, New York ad esempio-
-Esatto zia New York, si da il caso che a giorni andrò li per una mostra e guarda un po’, i miei disegni saranno esposti-
-Co … cosa?-
-Eh già, sai capita anche questo ma Emily, parliamo un po’ di te come va con il tuo ragazzo, come si chiama?
-John, si chiamava John-
- Chiamava hai detto? Non vi sarete mica lasciati spero?-
-Ecco si vedi …-
-Lui aveva cambiato modo di vivere, era diventato un peccatore-
-Quindi era tornato a vivere come una persona normale, era ora. Sai Emily, dovresti farlo anche tu-
-Mia figlia non diventerà mai come te, una putanella che la da …-
-Adesso basta, basta ho sentito abbastanza! Mamma, zia io me ne vado. Ci vediamo domani mamma-
-Katherine non …-
non sento neanche quello che dice, sbatto la porta di casa e immediatamente entro in macchina per allontanarmi da quella casa. Non riesco neanche a piangere dal nervoso, ho sempre saputo il pensiero dei miei parenti ma sentirselo dire è troppo. Prendo il telefono e chiamo l’unica persona che in questo momento voglio vedere.
-Ehi tesoro, pausa parenti?-
-Posso … posso venire a casa tua, ti prego-
-Si certo. Kath, che succede-
-Nulla, davvero ho solo bisogno di stare un po’ con voi-
-Ci sono i miei qui …-
-Si, si voglio stare anche con loro. Sono davanti casa tua-
Quando esco dall’auto il freddo mi colpisce in pieno viso come un pugno, sono uscita senza cappotto, ho preso solo la borsa che era all’entrata. Di corsa faccio i pochi passi che mi separano dalla porta d’entrata, non riesco neanche a bussare che si apre di scatto e le sue braccia sono li pronte a stringermi forte.
Mi accascio sulle ginocchia, lui viene giù con me e scoppio a piangere. Stringo i pugni sulla sua camicia bagnandola delle lacrime salate che sembrano non voler smettere di scendere. Il freddo che mi circonda è nulla in confronto a quello che sento dentro, sono delusa da lei da quella che dice di essere mia madre, non una parola, non un cenno per difendermi.
-Kath-
la voce di Caroline mi fa sollevare lo sguardo verso lei, mi guarda con gli occhi lucidi. Non voglio mi veda in questo stato, ma subito la mamma di Anthony viene a prenderla sorridendomi dolcemente, quello che ogni madre dovrebbe fare con la propria figlia, quello che mia madre non fa con me da anni.
-Vieni, andiamo su, stai congelando-
mi prende tra le sue braccia e con passo spedito mi porta in camera. Non appena dentro mi pone sul letto e mi copre con il piumone, si siede vicino a me carezzandomi il viso.
-Cosa è successo Kath, mi stai facendo preoccupare-
stringo i pugni nella coperta, cercando di ricacciare indietro le lacrime.
-Succede che non ho più una madre-
-Che diavolo stai dicendo. Calmanti e raccontami tutto dall’inizio-
Inizio a raccontargli l’accaduto, adesso fa anche più male, mi chiedo come possa una madre comportarsi in questo modo, pensavo che mi volesse almeno un po’ di bene e invece … invece nulla, l’ho delusa cosi tanto da meritarmi di sentirmi chiamare in quel modo da una qualunque? Da una zia, da sua sorella …
-Sssh, calmati è tutto finito, vedrai che tutto si risolverà te lo prometto-
-Voglio andarmene da quella casa, non la sopporto più-
-Andrai via ma non ora … prima devi diplomarti e poi adesso andremo via e non la vedrai per un po’ di giorni-
-Lo so-
gioco con le sue dita, carezzando la punta e salendo su fino al polso per poi riscendere
-Scusa se sono piantata qui in casa tua il giorno di Natale-
-Ehy, guardami-
stringe a coppa il mio viso facendomi alzare gli occhi sui suoi
-Puoi venire tutte le volte che vuoi, hai capito? Adesso ti va di scendere con me?-
-Si, certo-
mi alzo e calzo di nuovo le scarpe
-Non ti ho ancora detto quanto mi piaci con questo vestito-
-Mmh no, non lo hai ancora fatto-
-Sei bellissima e sto pensando a tanti modi per togliertelo-
-Professore, come si permette sta forse cercando di sedurmi?-
-O no tesoro, sto solo cercando di entrare nelle tue mutandine-
l’eccitazione si concentra tra le mie gambe e sono costretta a stringere le cosce tra di loro
-Anthony-
-Stasera tesoro mio, stasera-
Anna mi accoglie abbracciandomi forte e portando qualche ciocca di capelli dietro l’orecchio, mi guarda con quegli occhi dolci che avrei voluto vedere tante volte nella mia vita
-Ehi, va tutto bene e Buon Natale tesoro-
ci sediamo intorno al camino sorseggiando del vino rosso, Caroline in braccio a me poggia il visino sul mio seno, porta il ciuccio e con una mano gioca con una ciocca di capelli.
E’ silenziosa, troppo per lei mi avvicino al suo orecchio per parlarle
-Ehi come mai sei cosi silenziosa-
toglie il ciuccio per parlarmi, parla cosi piano che stendo a sentirla
-Prima piangevi, pecché eri triste?-
-Oh tesoro non è nulla, dico davvero adesso sto bene-
-Sei sicula? Io non voio che tei triste-
-Sono sicura e poi ora sono qui con te, come potrei essere triste? Hai aperto il mio regalo?-
-Nu, appetavo te-
scende dalle mie gambe per poi tornare immediatamente con il pacco. Anthony si avvicina a noi sedendosi sul bracciolo della poltrona abbracciandomi. Caroline è entusiasta non fa altro che far vedere i capi che le ho regalato a tutti, vuole indossarli ma la fermiamo dicendole che lo farà nei prossimi giorni.
Le ore passano cosi, tra una chiacchiera e un'altra, tra le risata e le urla di Caroline, un Natale normale come ogni famiglia dovrebbe passarlo. Il mio telefono squilla, mi scuso e vado a rispondere. E’ papà, sarà preoccupato
-Papà-
-Oh cielo Katherine, stai bene?-
-Si papà, sto bene …più o meno-
-Dove sei-
-Sono …-
Anthony mi strappa il telefono dalle mani parlando lui con mio padre
-Signor Jones, sono il professore di Katherine si ricorda di me? Si esatto, senta ho visto Katherine in giro per la città e mi sembrava parecchio sconvolta, l’ho portata da me. Si certo, rimane qui da me stasera, qui con noi ci sono anche i miei genitori dormirà nella camera con mia sorella e mia figlia. Si signore arrivederla e Buon Natale-
Mi passa il telefono e mi bacia sulle labbra
-Tuo padre era molto preoccupato ma l’ho tranquillizzato e si, hai il permesso di rimanere qui quanto ti pare-
-Dovrò tornare a casa a preparare la valigia-
-Andrai domani, dopodomani si parte-
-Non vedo l’ora di andar via e grazie per questa opportunità-
-Anche io e prego per questa opportunità-
-Si mamma, come tutti gli altri anni, non preoccuparti-
-Bene, sbrigati che gli zii saranno qui presto-
sbatte la porta e sento i suoi passi allontanarsi. “Argh” non la sopporto, mi chiedo come mio padre abbia potuto sposare una persona cosi, cosi … non so neanche come definirla.
Con rabbia vado in bagno e chiudendo la porta mi fermo a fissare l’abito che ha scelto. Wow, questa volta mamma ha saputo scegliere. Un vestitino blu elettrico corto fa bella mostra di se, le scarpe sono delle decollete nere di vernice, decisamente alte.
Mi preparo velocemente, metto un po’ di trucco e lascio i capelli sciolti sulle spalle, non appena esco fuori dal bagno sento la porta d’entrata aprirsi, ci siamo, si entra in scena.
***
-E cosi Katherine, non hai nessun fidanzato, com’è possibile una cosi bella ragazza come te …-
-Cosa vuoi che ti dica zia Rose, sono troppo per questi ragazzi di provincia-
-Katherine-
mamma mi rimprovera bonaria, ma anche lei alza gli occhi al cielo stanca di sentire la solita solfa tutti gli anni
-No no, fai parlare la ragazza. Allora dimmi, Katherine, cosi saresti troppo per questi ragazzi di provincia, mmmh un ragazzo della città andrebbe bene per te? Non so, New York ad esempio-
-Esatto zia New York, si da il caso che a giorni andrò li per una mostra e guarda un po’, i miei disegni saranno esposti-
-Co … cosa?-
-Eh già, sai capita anche questo ma Emily, parliamo un po’ di te come va con il tuo ragazzo, come si chiama?
-John, si chiamava John-
- Chiamava hai detto? Non vi sarete mica lasciati spero?-
-Ecco si vedi …-
-Lui aveva cambiato modo di vivere, era diventato un peccatore-
-Quindi era tornato a vivere come una persona normale, era ora. Sai Emily, dovresti farlo anche tu-
-Mia figlia non diventerà mai come te, una putanella che la da …-
-Adesso basta, basta ho sentito abbastanza! Mamma, zia io me ne vado. Ci vediamo domani mamma-
-Katherine non …-
non sento neanche quello che dice, sbatto la porta di casa e immediatamente entro in macchina per allontanarmi da quella casa. Non riesco neanche a piangere dal nervoso, ho sempre saputo il pensiero dei miei parenti ma sentirselo dire è troppo. Prendo il telefono e chiamo l’unica persona che in questo momento voglio vedere.
-Ehi tesoro, pausa parenti?-
-Posso … posso venire a casa tua, ti prego-
-Si certo. Kath, che succede-
-Nulla, davvero ho solo bisogno di stare un po’ con voi-
-Ci sono i miei qui …-
-Si, si voglio stare anche con loro. Sono davanti casa tua-
Quando esco dall’auto il freddo mi colpisce in pieno viso come un pugno, sono uscita senza cappotto, ho preso solo la borsa che era all’entrata. Di corsa faccio i pochi passi che mi separano dalla porta d’entrata, non riesco neanche a bussare che si apre di scatto e le sue braccia sono li pronte a stringermi forte.
Mi accascio sulle ginocchia, lui viene giù con me e scoppio a piangere. Stringo i pugni sulla sua camicia bagnandola delle lacrime salate che sembrano non voler smettere di scendere. Il freddo che mi circonda è nulla in confronto a quello che sento dentro, sono delusa da lei da quella che dice di essere mia madre, non una parola, non un cenno per difendermi.
-Kath-
la voce di Caroline mi fa sollevare lo sguardo verso lei, mi guarda con gli occhi lucidi. Non voglio mi veda in questo stato, ma subito la mamma di Anthony viene a prenderla sorridendomi dolcemente, quello che ogni madre dovrebbe fare con la propria figlia, quello che mia madre non fa con me da anni.
-Vieni, andiamo su, stai congelando-
mi prende tra le sue braccia e con passo spedito mi porta in camera. Non appena dentro mi pone sul letto e mi copre con il piumone, si siede vicino a me carezzandomi il viso.
-Cosa è successo Kath, mi stai facendo preoccupare-
stringo i pugni nella coperta, cercando di ricacciare indietro le lacrime.
-Succede che non ho più una madre-
-Che diavolo stai dicendo. Calmanti e raccontami tutto dall’inizio-
Inizio a raccontargli l’accaduto, adesso fa anche più male, mi chiedo come possa una madre comportarsi in questo modo, pensavo che mi volesse almeno un po’ di bene e invece … invece nulla, l’ho delusa cosi tanto da meritarmi di sentirmi chiamare in quel modo da una qualunque? Da una zia, da sua sorella …
-Sssh, calmati è tutto finito, vedrai che tutto si risolverà te lo prometto-
-Voglio andarmene da quella casa, non la sopporto più-
-Andrai via ma non ora … prima devi diplomarti e poi adesso andremo via e non la vedrai per un po’ di giorni-
-Lo so-
gioco con le sue dita, carezzando la punta e salendo su fino al polso per poi riscendere
-Scusa se sono piantata qui in casa tua il giorno di Natale-
-Ehy, guardami-
stringe a coppa il mio viso facendomi alzare gli occhi sui suoi
-Puoi venire tutte le volte che vuoi, hai capito? Adesso ti va di scendere con me?-
-Si, certo-
mi alzo e calzo di nuovo le scarpe
-Non ti ho ancora detto quanto mi piaci con questo vestito-
-Mmh no, non lo hai ancora fatto-
-Sei bellissima e sto pensando a tanti modi per togliertelo-
-Professore, come si permette sta forse cercando di sedurmi?-
-O no tesoro, sto solo cercando di entrare nelle tue mutandine-
l’eccitazione si concentra tra le mie gambe e sono costretta a stringere le cosce tra di loro
-Anthony-
-Stasera tesoro mio, stasera-
Anna mi accoglie abbracciandomi forte e portando qualche ciocca di capelli dietro l’orecchio, mi guarda con quegli occhi dolci che avrei voluto vedere tante volte nella mia vita
-Ehi, va tutto bene e Buon Natale tesoro-
ci sediamo intorno al camino sorseggiando del vino rosso, Caroline in braccio a me poggia il visino sul mio seno, porta il ciuccio e con una mano gioca con una ciocca di capelli.
E’ silenziosa, troppo per lei mi avvicino al suo orecchio per parlarle
-Ehi come mai sei cosi silenziosa-
toglie il ciuccio per parlarmi, parla cosi piano che stendo a sentirla
-Prima piangevi, pecché eri triste?-
-Oh tesoro non è nulla, dico davvero adesso sto bene-
-Sei sicula? Io non voio che tei triste-
-Sono sicura e poi ora sono qui con te, come potrei essere triste? Hai aperto il mio regalo?-
-Nu, appetavo te-
scende dalle mie gambe per poi tornare immediatamente con il pacco. Anthony si avvicina a noi sedendosi sul bracciolo della poltrona abbracciandomi. Caroline è entusiasta non fa altro che far vedere i capi che le ho regalato a tutti, vuole indossarli ma la fermiamo dicendole che lo farà nei prossimi giorni.
Le ore passano cosi, tra una chiacchiera e un'altra, tra le risata e le urla di Caroline, un Natale normale come ogni famiglia dovrebbe passarlo. Il mio telefono squilla, mi scuso e vado a rispondere. E’ papà, sarà preoccupato
-Papà-
-Oh cielo Katherine, stai bene?-
-Si papà, sto bene …più o meno-
-Dove sei-
-Sono …-
Anthony mi strappa il telefono dalle mani parlando lui con mio padre
-Signor Jones, sono il professore di Katherine si ricorda di me? Si esatto, senta ho visto Katherine in giro per la città e mi sembrava parecchio sconvolta, l’ho portata da me. Si certo, rimane qui da me stasera, qui con noi ci sono anche i miei genitori dormirà nella camera con mia sorella e mia figlia. Si signore arrivederla e Buon Natale-
Mi passa il telefono e mi bacia sulle labbra
-Tuo padre era molto preoccupato ma l’ho tranquillizzato e si, hai il permesso di rimanere qui quanto ti pare-
-Dovrò tornare a casa a preparare la valigia-
-Andrai domani, dopodomani si parte-
-Non vedo l’ora di andar via e grazie per questa opportunità-
-Anche io e prego per questa opportunità-
Due ore dopo e una cena degna di un Re, la casa è immersa nel silenzio totale. I genitori di Anth sono andati via e la piccola Caroline si è addormentata immediatamente e ora, stretti davanti al camino ci godiamo questi momenti di pace.
-Sai, potrei abituarmi-
-A cosa-
-A te qui a casa mia, con i miei genitori …mi piace-
-Non ti sembra di correre un po’ troppo?-
-Si, hai ragione-
-E poi … dobbiamo stare attenti adesso, non voglio che a causa mia ti tolgano Caroline, non me lo perdonerei-
-Sssh non parlare di questo, te ne prego-
mi gira verso di lui e mi bacia con foga. Le nostre lingue si incontrano e iniziano un gioco sensuale.
Il vestito già fin troppo corto, si alza lasciando scoperte le cosce.
-Lo dicevo io che questo vestito è perfetto-
fa scorrere le sue mani sulle gambe, per poi salire sulle cosce e fermarsi sulle natiche che inizia a carezzare.
Mi muovo sul suo corpo, desiderosa di trovare sollievo mentre lui sposta le mutandine da un lato e inizia a carezzarmi.
-Oh la piccola Kath …-
-Anth-
i suoi movimenti sono lenti, dolci, sfiora più volte la mia entrata ma continua a fare su e giù concentrando in quel piccolo fascio di nervi. Mi muovo sulla sua mano buttando indietro la testa, ansimo ma cerco di mantenere il controllo, non vorrei svegliare Caroline.
-Lasciati andare, dai piccola-
sussurro il suo nome fin quando non mi penetra all’improvviso. Il respiro mi si mozza e non riesco neanche ad emettere un suono. Inizia a muoversi deciso, ad ogni colpo il miei muscoli si stringono attorno a lui, fin quando non è troppo e mi lascio andare a uno degli orgasmi più spossanti che abbia mai provato. Mi accascio su di li stringendolo forte, ansimando contro il suo orecchio. Lui si ferma, carezzandomi dolcemente i capelli, lo fa per calmarmi ma sentirlo ancora dentro me mi rende quasi insaziabile.
Muovo lentamente il bacino, lui ansima ma voglio di più, voglio sentire il suo corpo contro il mio.
Mi privo del mio vestito, continuando a muovermi lentamente su di lui, la stessa fine fa il reggiseno e la sua camicia.
-Ti voglio sentire Anthony, voglio sentire il tuo petto contro il mio-
capovolge le situazioni e il suo corpo sovrasta il mio, si sbarazza dei pantaloni e dei boxer e con un movimento veloce strappa le mie mutandine.
-Ehy-
-Scusami piccola ma mi erano d’intralcio-
preme il suo petto sul mio, i gomiti ai lati del mio viso, le mie mani sul suo e inizia un movimento lento, dolce. Labbra che si sfiorano, gemiti appena accennati e quando il ritmo si fa incalzante soffoco i miei gemiti sulla sua bocca, ci baciamo come se fosse l’ultima volta, i nostri corpi fusi, il rumore della pelle sudata che si scontra e in pochi attimi è il paradiso, spalanco gli occhi e abbandono le sue labbra per rilasciare un “AH” muto mentre lui si abbandona contro il mio corpo.
Lo stringo forte a me, avrei cosi tante cose da dirgli ma ho paura, paura che sia troppo presto, paura che tutto questo possa finire.
-Kath, sei la cosa più bella che mi potesse capitare-
e lo stringo più forte, mentre una lacrima solitaria scivola giù.
-Anche tu Anth, anche tu-

Miseriacci Marty potevi anche avvertire di procurarsi del ghiaccio e estintori per calmare i bollenti spiriti provocati da questa lettura!!!
RispondiEliminaBELLISSIMO!!! Lei che molla tutti parenti serpenti e genitori e scappa da lui non ha prezzo!!! Ma poi vogliamo parlare del mio STUPENDO Professore che parla al telefono con il papà di lei!!! Voglio avere anche io il Prof che parla al telefono con il mio martirio e gli dice le stesse parole!!! Ma poi la conclusione della seratina che ne parliamo a fare!!! Tripudio di fuochi d'artificio!!! Adesso voglio sapere come freno Jolanda che scalpita!!! Mi INCHINO a questo capitolo!!! <3 <3 <3!!!
Buahahhaha grazie Patti!!!
EliminaEeeeh si, il professorino ci sa fare, gliene do atto!!!
-Ehy-
RispondiElimina-Scusami piccola ma mi erano d’intralcio-
maledetta e benedetta sia questa canzone.... ci si può scrivere una scena d'amore, di sesso, di lacrime, di dolore, di puro e semplice spasso.
Farà sempre lo stesso tremendo effetto.
Dio quanto mi mancavano insieme, li ho sentiti distanti fisicamente, soprattutto lui..
ne voglio ancora ancora e ancora..
Mi correggo: Li avevo sentiti distanti ultimamente, soprattutto lui e desideravo questo. Ma non mi basta... voglio Anth ancora più fuori di testa... Capodanno arriva prestooo!
EliminaPer un attimo mi ero preoccupata, pensavo li sentissi distanti in questo capitolo. Pff l'Anth sporcaccione lo avrai a NY, promesso!!
Eliminatranquilla Kath povera anima persa nella selva oscura,ti trovo un posto dalle suore e verrai salvata dal peccato XD che stronze la zia e la madre!!Anth mi piace sempre di più,vuoi perchè è dolce,vuoi per una cosa del genere: "-Ehy-
RispondiElimina-Scusami piccola ma mi erano d’intralcio-" YEEEEEEEEAAAAAAAH!!XD e ovviamente complimenti anche per la colonna sonora,The Scientist ci sta sempre bene!
ahahahahahhaahhahahaha le suore l'accoglieranno a braccia aperte!!!!!!
EliminaNo ma, simpatica la zia...Che SERPI dio santo.
RispondiEliminaQuanto mi piacciono così insieme, così intimi.......sti due si amano alla follia ma hanno paura di dirselo. Tempo al tempo ;-)
Capodanno a NY, capodanno a NY, capodanno a NY...!!!!
Benissimo, povera Kath che zia odiosa, io avrei sbattuto lei fuori di casa, ma poi non avremmo avuto questo capitolo stupendo, sono sempre più coinvolti lei e il nostro bel professore, certo che avvertire di preparare un secchio d'acqua per la parte finale del capitolo sarebbe satto opportuno!!!!!! Poi adoro il rapporto tra Kath e Caroline e mi spaventa quello che può succedere....
RispondiEliminaAwwwww che capitolo..Anth e Kath sono un amore e Lui è ashidhbasbndhesb
RispondiEliminaQuando parla con il padre è stato fantastico!! Ho odiato la zia e la madre, fossi stata Kath l'avrei prese a calci. Sono andata a fuoco con la parte finale del capitolo e la canzone è stupenda!! Ora voglio il Capodanno a NY ihihih
Brava Marti mia <3
Non ho detto nulla della canzone, ma qualcuno sa che è la mia preferita in assoluto......è la MIA CANZONE *_*
RispondiEliminail senso di solitudine e abbandono che Kath prova per la mamma mi fa stringere il cuore....ma Anthony era lì e ha saputo confortarla e starle vicino...e pensare che prima Lui neanche mi convinceva!....ora lo trovo così UOMO!....dolce e tenero ma anche Gran Porcone al momento giusto ahahhaahhah
RispondiEliminaForza, forza adesso andiamo tutti a NY!!!!
Eccomi qui finalmente a commentare ... Che vipera di zia i parenti così meglio nn averli... Anthony è cambiato un sacco quanto mi piace adesso è molto più maturo e protegge i suoi affetti , awwww questi due sono così dolci e appassionati in attesa del capodanno a NY <3 !!!!
RispondiEliminaeccomi meglio tardi che mai no? la mamma di Kat lasciatelo dire è proprio una biiiipppppp non la sopporto mica eh.
RispondiEliminavogliamo parlare dei due piccioncini? io li adoro, lui lo amo. Ha quel modo così sensuale che mi fa girare la testa. Lo sto amando sappilo. Non vedo l'ora di leggere il prox sallo. baci Prosciù
L'ultima come al solito.....
RispondiEliminaI parenti di Kat? il detto "parenti serpenti" vale sempre.
Il mio amato professore non si smentisce nemmeno questa volta......dolce...premuroso e.....................super sexy.......