Qualsiasi preambolo direi che è futile.
Perdonatemi se ci ho messo tanto... ahhhhh quanto li adoro! *_*
Grazie Infinite a chi legge. Vi abbraccerei uno per uno - Sun
La consapevolezza.
La consapevolezza di un locale distrutto.
La consapevolezza di essere vinta dalla stanchezza, vinta.
La consapevolezza di essere in una stanza di ospedale, di aver pensato soltanto a lui quando Ryan mi ha fatta chiamare.
La consapevolezza di averlo ritrovato e che il motivo per cui si trova quì potrebbe essere solo colpa mia.
Mi rendo conto di tutto solo adesso, arriva tutto in parti scomposte, con un ordine di importanza apparentemente senza senso.
Eppure dentro di me, dopo il dolore per il The Page c'era l'apprensione per la persona che in questo momento è qui con me, per la prima volta fuori dal metro quadro di strada su cui sono stata abituata a vederlo da settimane. E' così incredibile provare tutte queste emozioni quando dovrei solo disperarmi. E' così incredibile provare un briciolo di quella che sento come gioia.
Mi avvicino lentamente al letto dove giace addormentato e stanco l'uomo che sta mandando in pezzi la mia razionalità. La sua figura mi sconvolge, la prima volta in cui non ci sono barriere a oscurare la mia vista, a tradire il mio giudizio sulla sua età, non ci sono spazi bui dove nascondersi, non c'è l'oscurità a cui si aggrappava per sfuggire via da me.
I piedi toccano il bordo del letto e sono contratte per la mancanza di spazio: è alto.
La sua pelle è diafana e sottile, appare visibilmente denutrito rispetto alla stazza ma non ha rughe, avrà poco più di trentanni.
I capelli sono scuri, come anche la barba, con un vago accenno castano chiaro, quasi rossiccio. Il respiro è repentino e affaticato, segno della costola dolente ma comunque profondo, mentre dorme sotto effetto di qualche inevitabile sedativo. Indossa un camice termico, quelli utilizzati per ristabilire la temperatura corporea; mi fa pensare che sia arrivato ipotermico.
Vorrei tanto capire cosa diavolo sia successo, vorrei tanto sapere come reagirà sapendomi qui ma non posso e non voglio svegliarlo.
Mi fermo su di un lettino accanto, mi poggio a braccia conserte e continuo a fissarlo. Non mi perdo neanche un secondo di tutto quello che ho sempre cercato di scoprire.
Ogni tanto, sul volto affondato sotto una fitta barba, scavato e pallido, appare una smorfia sofferente accompagnata da un debolissimo lamento.
Vorrei toccarlo. Vorrei prendere le sue mani e dargli conforto, provare a coltivare un po di quella fiducia che serve a parlarmi, comunicare con me come un essere umano normale.
Mi stacco dal bordo del lettino e mi avvicino ancora, mi piego sulle ginocchia e mi avvicino al suo volto osservando quei tratti che mi sembrano così gentile e dolci nonostante il disordine e la ruvidezza.
Quando il tab che ho nella tasca del cappotto inizia a vibrare incessantemente, il mio corpo sussulta e istintivamente mi allontano per non svegliarlo con il solo sibilo che provoca.
Lo tiro fuori e vedo un messaggio aprirsi automaticamente
*Ryan mi ha appena raccontato tutto. Se la tua sensazione era lui, allora sappi che il mio pensiero era lo stesso. E adesso? :( *
Sorrido al messaggio di Lynn e poco sotto mi accorgo di un altro messaggio dall'app del cercapersone.
<<Oh merda!...>> bisbiglio con la gola che si fa immediatamente secca mentre leggo "Paint" tra gli avvisi mancati. Risale a poco più di mezz'ora fa.
Sono una stupida, era lui. Quando il tab si è illuminato e io credevo fosse stato Matt.
Era lui.
Ormai sensibile ad ogni più piccolo scossone emozionale, le lacrime si riversano per poi esondare e riempirmi il viso.
<<Stupida, stupida, stupida...dio no.. >> batto la fronte con il palmo <<Eri tu..>> mentre mormoro le parole, sollevo lentamente gli occhi per tornare al suo volto e il mio corpo trema per poi diventare di marmo quando davanti a me due enormi e luminosi occhi blu cobalto mi fissano inespugnabili. Quasi salto sul posto e faccio due passi indietro rischiando di perdere l'equilibrio.
Sollevo le sopracciglia mentre la bocca si spalanca davanti a quegli occhi disorientati e incredibilmente stucchevoli per essere reali. Le labbra sono coperte per metà dal nastro staminico usato per i tagli profondi. Cazzo sono sconvolta.
Si muove impercettibilmente lasciandosi sfuggire una smorfia che gli distorce i tratti delicati, poi i suoi occhi brillanti schizzano e guizzano su ogni punto della stanza disorientato.
<<Se ti .. se se... ti... >> balbetto senza speranza. Ho il cuore in difficoltà, come se deragliasse dalla corsia dei battiti regolari. Punta lo sguardo su di me come se stesse aspettando almeno una frase di senso compiuto che non gli faccia desiderare di scappare. <<Se ti stai chiedendo dove ti trovi..sei in ospedale >> le parole mi escono distorte dal tremore che mi fa battere i denti. Gli sto parlando. Mi sta guardando. Mi sembra di vederlo per la prima volta e tutto quello che adesso sto provando dentro mi fa vacillare. Tiene i suoi occhi fissi sui miei e mi scruta in silenzio, mi sta divorando dentro perchè non riesco a leggervi nulla. Sembra che mi dica vattene e resta, portami via, che ci fai qui, proteggimi, ho voluto proteggerti. O forse sono solo io che interpreto le emozioni che sto provando, riflesse nel suo bellissimo sguardo.
<<Mi dispiace...>> mi avvicino di colpo facendogli spalancare impercettibilmente gli occhi <<quando mi hai cercata non sapevo, non immaginavo...mi dispiace. Chi ti ha ridotto così? Tu sai cos'è successo al mio locale non è vero? >> i muscoli in alto alle mascelle si muovo impercettibili facendomi capire la sua immediata rigidità. Il suo sguardo si fa lievemente più duro e freddo e rompe il contatto voltandosi totalmente dal lato opposto al mio. Si lamenta e respira a fatica. Il solo suono mi mette angoscia, e mi riscalda quando basta. Continuo a guardarlo, imprimo nella mente ogni più piccola parte e mi sposto cercando di attirare nuovamente su di me lo spettacolo dei suoi occhi blu.
Si è chiuso ancora. Lo raggiungo sul letto ed afferro la sua mano destra abbandonata fuori dalle coperte. Chiudo le mie dita dentro le sue e stringo la presa portando il calore del mio palmo sudato sulle sue dita gelide. Abbassa le palpebre chiudendo gli occhi e sospira ma non si volta.
Dopo pochissimi istanti, in risposta, le sue dita si stringono dolcemente alle mie e con il pollice compie dei piccoli e gentili cerchi coprendomi le nocche.
Nel silenzio di quel momento vedo materializzarsi il calore dell'appartenenza, un filo invisibile, una possessione che non ho mai provato in vita mia ma che riconosco. Qualsiasi cosa lo riguardi mi investirà, qualsiasi cosa gli appartenga si prenderà anche me, qualsiasi fosse la cosa di cui ho sempre sentito la mancanza è tutta quì, intorno a me.
In un gesto che mi sembra naturale e assolutamente mio, intreccio le dita alle sue e stringo più forte godendomi il battito furioso mentre trattengo il respiro. Si lascia accarezzare la mano, le dita, senza dire una sola parola. Inizio a chiedermi quanto possa durare il suo mutismo. Almeno con me.
Due colpi alla porta mi fanno staccare senza preavviso e fare un passo indietro. Ryan.
<<Clay...mi dispiace ma non posso farti rimanere ancora.. ho il giro e dovrò passare con il resto del team anche da quì>>
<<Ryan ti prego, lasciami quì.. ormai è quasi giorno. Non andrei comunque a dormire, non voglio riposare non voglio andare adesso.. ti prego>> la mia espressione lo scuote e si acciglia. Si volta verso il letto e sorride quando scopre che Lui è sveglio. Si avvicina immediatamente dandogli un rapido sguardo a viso e fasciatura.
<<Salve, si ricorda di me? Sono il dottore di prima, lei capisce la nostra lingua? E' americano? >> gli si mette davanti con fare gentile ed amichevole, sorridendo e mettendolo a proprio agio. Ciò nonostante in risposta riceve solo silenzio. Si volta a guardarmi con un grosso punto interrogativo sul viso e facendo spallucce gli rispondo che credo capisca la nostra lingua.
Lo sguardo del mio artista si posa pochissime volte su quello di Ryan e per nulla sul mio. Si lascia visitare lasciandosi sfuggire mugolii strozzati per colpa del dolore ma rimane perso nel vuoto della sua mente. Ryan non lo forza e lui non si scompone neanche quando gli somministra un altro sedativo.
Quando poggia entrambi i pugni sul bordo del letto mi rivolge uno sguardo che ha tutta l'aria scura di un ti devo parlare e l'istinto, che ultimamente mi accompagna verso sensazioni più che avverse, mi suggerisce di affrontarlo fuori dalla stanza.
Ryan accoglie la mia occhiata ed entrambi usciamo chiudendoci la porta alle spalle.
<<Clay...le sue condizioni non sono gravi ma il fatto che sia denutrito e sporco non fa che allungare la sua ripresa, potrebbe infettare il labbro nonostante la fascia staminica che dovrebbe guarirlo in un massimo di 12 ore, sai che una volta si usava il filo? .... E poi non abbiamo documenti.. per me è un grosso problema.. >>
<<Ryan, ho bisogno del tuo aiuto. Lascialo rimanere finché non trovo una sistemazione. Ti prometto che entro domani troverò un posto adatto ad assicurargli la giusta ripresa, non ho nessuna intenzione di abbandonarlo. Ryan ti prego.. >> gli stringo ancora una volta il polso trasmettendogli tutta la forza della mia convinzione.
<<Due giorni Clay...non posso darti di più. Potrei passare dei guai seri, te lo assicuro>> socchiudo gli occhi rendendomi conto che il tempo che ho a disposizione è praticamente nullo ma devo fare qualcosa.
<<Okay...però lasciami tornare a fargli visita, adesso torno a casa ma lasciami tornare quando avrò sistemato un po di cose...>>
<<Clay, ho fatto la notte! Il mio prossimo turno sarà un altra notte...non ti lasceranno entrare. Pochi sanno che lui è quì>>
<<Allora avvisa questi pochi di lasciarmi entrare, non voglio fare casini Ryan ma io non lo lascio solo...>>
<<La tua ostinazione mi fa sorridere e preoccupare allo stesso tempo. Perché lo fai? Hai già il tuo momento difficile, cosa c'entra lui con te?>> mi sorride indulgente e affettuoso, la sua non è una domanda studiata e ambigua. Riconosco la sincerità della sua genuina curiosità.
<<Con lui il mio momento sarà meno difficile...>> abbasso lo sguardo chiedendomi dove abbia trovato tanta audacia nell'espormi così. Mi poggia le mani sulle spalle e mi scruta con il fare dolce di un amico fraterno. Non mi aspettavo questo appoggio o forse avrei dovuto, visto che questo mi fa capire quanto lui ami Lynn nonostante il poco tempo.
<<Non vorrei essere nei panni di Matt...>> sorride storto.
<<Io non me ne preoccuperei.. grazie Ryan>>
<<Di alla mia piccola che la chiamo appena torno a casa e che mi manca tantissimo. Non l'ho mai vista così sconvolta e disperata. Piuttosto, fatemi sapere ciò di cui avete bisogno e contate su di me. Vi finanzio volentieri!>> mi strizza l'occhio nonostante l'ombra triste sugli occhi ripensando a Lynn.
Si allontana per iniziare il suo giro visite ed io sgattaiolo velocemente dentro la stanza, di nuovo.
I suoi magnifici occhi blu mi seguono tranquilli fino a quando non lo raggiungo chinandomi vicino al suo viso. Sembra che mi parli, nel silenzio lo sento.
Gli sorrido ma deglutisco con immensa fatica trovando insopportabile sostenere quel suo sguardo così pungente ed intimo.
<<Ti vuoi decidere o no a dirmi il tuo nome? Se non puoi parlare allora scrivilo, disegnamelo..ho bisogno di sapere il tuo nome. Sai, ho recuperato la tua roba, lo zaino con tutti i tuoi disegni. Sono nella mia auto e non lascerò che anima viva li tocchi. Sono felice che tu stia bene.. sul serio, ammaccato ma stai bene >> il mio tono diventa un mormorio tremante quando afferro di nuovo le sue dita cercando di intrecciarle alle mie <<Vorrei solo che mi dicessi cos'è successo, dov'eri...puoi farlo>> aggiungo anche l'altra mano sopra l'intreccio di dita cercando di fargli sentire quanto desiderio provo nell'esserci per lui. Adesso più che mai.
Sbatte le palpebre sospirando e poi si volta dall'altro lato lasciandomi ancora una volta vuota, senza i suoi occhi come unica chiave d'accesso.
<<Devo andare via>> abbasso gli occhi sulle nostre mani e mi godo la vista di un tocco che sognavo da giorni. Un brivido mi suggerisce di guardarlo ed infatti mi fissa, voltatosi di scatto. Finalmente riesco a leggervi qualcosa di così palese da farmi battere il cuore fino a stancarlo. L'apprensione che ritrovo nei solchi sulla fronte mi fanno venire voglia di spianarle con le dita e lasciare che si calmi con le mie rassicurazioni. Porto la mano sulla sua fronte e con il pollice lo accarezzo sopra le folte sopracciglia, poi scendo venendo a contatto per la prima volta con la fitta barba, secca ma inaspettatamente morbida per quanto possa esserlo. Ogni sua piccola parte che intraprendo mi fa tremare di gioia e rafforza il mio legame. <<Poi torno a prenderti e verrai con me, ovunque ti possa portare. Prendila come una minaccia testardo e cocciuto che non sei altro. Io non ti lascio, ne avrai le scatole piene finchè non sarai perfettamente in salute e saranno le tue gambe a decidere di farti sparire....se lo vorrai>> lo guardo intensamente con un buco allo stomaco al solo pensiero. La sola risposta che ne ottengo sono i suoi meravigliosi occhi blu che rimangono fissi ad inghiottire i miei, brillando come stelle.
Divincolarmi dalle sue dita diventa una delle cose più fastidiose mai fatte in vita mia, nonostante tutto. Continuiamo a fissarci mentre istintivamente infilo le mani nelle tasche del cappotto frugando senza senso, cercando di tenere a bada la sensazione di vuoto sapendo di doverlo lasciare anche se solo per poche ore.
Continuiamo a fissarci quando camminando all'indietro raggiungo la porta e gli sorrido non troppo convinta. Sollevo la mano in un cenno di saluto <<Non scappare o scandaglio l'intera Louisiana>> assottiglia lo sguardo e poi interrompe il contatto visivo dandomi il via definitivo a tornare a casa.
*
Di ritorno verso casa il mio cervello sembra aver aggiunto un altro motore ai suoi già complicati ingranaggi. I pensieri sono incomprensibilmente raddoppiati e decine di ipotesi e soluzioni si riversano nella mente cavalcando l'ondata di adrenalina che il nostro incontro mi ha iniettato.
Il The Page, Lui, Lui, il The Page.
Quando arrivo a casa sono ormai le otto del mattino ed è chiaro come il sole di queste prime ore del lunedì che mia madre esigerà una spiegazione alla mia fuga.
Una volta dentro il rumore di tazze e chiacchiere mi attirano direttamente in cucina dove trovo Lynn, avvolta dalla nuvola arruffata dei suoi capelli sciolti, e mamma scambiarsi opinioni come nulla fosse. Si voltano entrambe restando in silenzio.
<<Clay...siediti, ti preparo la colazione>> mia madre piega la testa di lato incupendosi e poi lancia un occhiata eloquente a Lynn. La mia amica mi guarda come se avesse ucciso qualcuno e io fossi il PM pronta a battere la sentenza. Mi si avvicina con le mani giunte sputando il rospo in meno di un secondo <<Le ho detto tutto...perdonami>>
I miei occhi si spalancano lasciando la bocca serrata in un moto di ansia mentre gli occhi si spostano velocemente da quelli di Lynn a quelli di Lily. Immediatamente sento l'impellente bisogno di giustificarmi con mia madre anche se non sono sicura di quello che Lynn le abbia raccontato e di come si possa spiegare questa mia ossessione per uno sconosciuto. Lynn mi fa cenno di salire su in camera mia <<Mi odi non è vero?>> mi affretto a scuotere la testa e abbassare il viso ed è vero anche se vorrei.
Quando la mia incosciente Multicolor ci lascia sole scorgo il viso di mia madre stranamente tranquillo e accomodante mentre mi fa cenno di sedermi allo sgabello mentre mi prepara un caffè. Mi muovo meccanicamente dopo essermi liberata del cappotto.
<<Mamma..>> mi zittisce all'istante con le dite sulle labbra.
<<Tesoro sta tranquilla, perché pensi che ce l'abbia con te?>> mi porge la tazza e mi accarezza i capelli. <<Sei un essere umano tesoro mio avrei fatto la stessa cosa e al diavolo chi avrebbe pensato che sia un taglia gole o un maniaco pervertito. A volte si va a pelle, a sensazione, spero solo che tu stia attenta e che non ti faccia prendere la mano della generosità, in fondo è ovviamente uno sconosciuto Clay. Me li farai vedere questi meravigliosi e incredibili disegni di cui parla Lynn? Li ha fatti per te? E' carino.. un piccolo raggio di luce in tutto questo disastro>> mi abbraccia e rimango di sasso.
Dopo aver fatto una veloce colazione salgo in camera trovando Lynn che si acconcia i codini e mi guarda ancora colpevole. Le sorrido e le vado incontro tirandogli le ciocche divise tra le dita e bacchettandole il fianco.
<<Cosa diavolo le hai raccontato? >>
<<Non volevo che avessi problemi quando ha visto che non eri quì, non sono scesa nei particolari, non lo ho neanche detto che ci hai quasi dormito accanto una notte....ops!>>
<<Lynn...ti avrei uccisa in quel caso, allora tu come stai? Sei riuscita a dormire un po?>>
<<Si si sto benissimo tranquilla il tuo letto è sempre divino ma lascia perdere...invece tu, ti prego raccontami cosa ti ha detto? Come sta? Cosa farai adesso? Lo sai che non può restare lì, Ryan mi ha detto che non ha documenti...>>
<<Non lo so...devo trovare un posto dove farlo rimettere in sesto e stia tranquillo per qualche giorno...deve mangiare, deve darsi una sistemata...e ho solo due giorni Lynn non so cosa fare. Devo correre alla polizia stamattina perchè ho un altro colloquio con gli agenti per il The Page e non posso vedere il perito finchè non verrà il Sig. Price a constatare i danni insieme a me...>> metto le mani tra i ricci scompigliandoli nervosamente, poi sbuffo e mi lascio cadere sul letto <<Devo cambiarmi e uscire, non posso e non voglio perdere neanche un minuto..>>
<<Clay?>> si fa seria e si siede accanto a me <<Che faremo adesso? Mi sto lasciando trasportare dalla triste realtà di non potermi chiudere del mio paradiso a servire caffè e bevande ai nostri splendidi lettori, non posso credere che sia successo davvero, non posso credere che ci abbiamo distrutto il locale per nulla..quali selvaggi vandali hanno goduto nel...>> lascia cadere la frase stringendosi gli occhi nel tentativo di trattenere le lacrime. La abbraccio e per la prima volta non so come confortarla. Il vuoto scava un altro centimetro del mio petto e mi sento affondare <<Cos'è successo con Matt?>>
<<Lynn no! Ti prego non ho voglia di parlare di lui adesso. Ho cose molto più importanti di cui occuparmi, ora lo so>>
<<Si, come vuoi>>
<<Vieni ti accompagno e poi vado a farmi abissare di domande stressanti e infelici>>.
Qualche ora dopo, uscita affranta dagli uffici di Polizia di Baton mi fermo ad una delle mie pasticcerie preferite riempiendo un sacchetto di brioches calde, vuote e ripiene e un bicchiere termico di tè. Faccio incartare tutto per il trasporto e mi dirigo come un fulmine in ospedale.
Gli agenti mi hanno lasciato un vuoto ancora più colossale dentro, non hanno un cazzo! In mano non hanno nulla, tanta tecnologia e tempestività a disposizione e non è servita praticamente a niente. Quelli che hanno fatto a pezzi il the Page, oltre al mio mondo, sapevano esattamente come e dove colpire. La cosa che mi lascia sconcertata è anche il quando. Il fine settimana resta chiuso, d'accordo, ma proprio quello in cui sarei mancata dalla città per giorni interi? Mi hanno lasciata con la promessa che proveranno a sentire qualcuno lì intorno ma dubito che troveranno qualcosa, il Sig. Coleman ci sarà andato a nozze e, se anche si fosse goduto tutta la scena seduto in poltrona, non direbbe una sola fottutissima parola. L'unica nota positiva in tutta questa merda è che il Sig. Price avrà altro a cui pensare che al Corner di Orange per un bel po A questo punto non so cosa avrei preferito. Assurdo. E' tutto diverso dopo un solo giorno.
I pensieri corrono subito a Matt, al tempo che abbiamo passato ad Orange e a quanto mi abbia tremendamente ferita il suo atteggiamento così freddo. Non era la prima volta che lanciava frecce di cattiveria verso un ragazzo che ha solo la sua età ma un destino che ha scelto diversamente per lui. Perchè non riesce ad immedesimarsi anche solo per un attimo e provare anche la più piccola briciola di pietà, se proprio non riesce a provare solidarietà? Non posso credere che un attimo prima si prenda cura di me e sia disponibile e l'attimo dopo mi mandi a quel paese senza tanti complimenti solo per essermi preoccupata di qualcosa o qualcuno che non fosse noi due? Sono stata fin troppo accondiscendente e permissiva, in tutto, ma non voglio avere ripensamenti. Ci sarà modo di mettere tutto nero su bianco, adesso no. Adesso ho solo bisogno di tornare da lui, il prima possibile. Non voglio che passi un altro istante pensando che io non sia lì. I suoi splendidi occhi blu cobalto mi attirano in un veloce ricordo del suo sguardo. Mi ci perdo e sorrido vibrando di emozioni quando si aggiunge il tocco della sulla mano. Che mi sta succedendo?
Sono già davanti ad un gruppo di medici al banco del Triage ed uno di loro, non appena mi riconosce, fa un cenno veloce accompagnandomi, senza farsi notare, nell'ala dove si trova la sua stanza. <<Sei l'amica di Ryan.. mi ricordo di te...gli ho assicurato che ti avrei scortata a destinazione>> con queste poche parole e un occhiolino mi lascia davanti alla sua porta. Di nuovo, feroce e tumultuoso, il cuore impazzisce dentro il mio petto. Non so perché ma con la mano che non è impegnata a tenere il sacchetto della pasticceria, do due colpetti alla porta per farmi in qualche modo annunciare; non voglio piombargli addosso senza delicatezza.
Mi do un paio di secondi per assorbire di nuovo la vista del suo corpo e della sua figura smunta se pur imponente ed elegante, è assurdo viste le condizioni ma è così, lo trovo assolutamente aggraziato anche nelle smorfie di dolore. Il suo viso è rivolto in direzione opposta ed ha gli occhi chiusi ma un forte sospiro lo fa voltare lentamente da me donandomi quegli occhi dal colore incandescente, sembrano liquidi, di un blu cobalto fitto e intenso che osservi come fossero uno dei suoi dipinti. Mi poggio sulla porta quando inatteso e sfrontato il suo sguardo si posa sul mio viso e pochi istanti dopo inizia a percorrermi giù, fin sotto, arrivando ai piedi. Mentre mi osserva sistema più comodamente la testa sul cuscino come se stesse per guardare l'inizio di un film. Stringo gli occhi in due fessure divertite ma faccio finta di nulla avvicinandomi accanto a lui dall'altro lato del letto.
Poggio il sacchetto della pasticceria, che ha già profumato la stanza di dolcezza, sul ripiano quasi sopra la sua testa e mi guardo intorno in cerca di una sedia o altro.
Scorgo uno sgabello di metallo oltre il secondo lettino, mi allontano per afferrarlo e mi siedo subito ad uno sfioro da lui. Ci guardiamo senza dire nulla per minuti interi e mi viene quasi da ridere per l'assurdità del momento.
Arricciando il naso apro il sacchetto ed estraggo una brioche vuota, i suoi occhi guizzano subito dai miei alla delizia che stringo tra le dita.
<<E' per te...devi mangiare che ti piaccia o no>>
<<SIGNOR NESSUNO...VOGLIAMO CAMBIARLA QUESTA FASCIATURA? OPS, mi scusi...lei che ci fa quì?>>
Una donna di colore piuttosto in carne entra come un fulmine dalla porta e il tono di voce scardellino, si blocca osservando la scena di me che porgo al Signor Nessuno la brioche; ritiro di poco la mano quando nello stesso momento la sua si fionda ad afferrarla e portarla in men che non si dica alla bocca addentando il contenuto.
Mi volto di scatto verso di lui e lo vedo mangiare compulsivamente chiudendo gli occhi in pieno orgasmo da degustazione. Scoppio a ridere ma mi blocco con la mano in preda alla confusione <<Io sono... sono sua cugina ?>> mi irrigidisco, che si scordi di cacciarmi.
<<Si certo quello che vuole Signorina...ma la prego continui pure perchè è da quando è quì che non mangia nulla! Stavo per suggerire alle mie colleghe infermiere un bel tubo di gomma oltre alle flebo e ai sali minerali ma vedo che è bastato quello>> indica sorridendo il mio buffo Signor Nessuno che non fa una piega mentre mastica l'ultimo pezzo sospirando.
Scuoto la testa mentre la donna dalle guance piene si avvicina e con estrema delicatezza scopre parte delle coperte provando a sbottonare il camice termico dal petto.
Mi alzo di scatto osservando il suo viso che sembra incredibilmente imbarazzato ma non mi guarda. Si muove nervoso e a scatti quando si lascia sfilare lentamente l'aggancio della fasciatura. Indietreggio di qualche passo quando da dietro il corpo della donna scorgo dei lividi enormi in tutto il fianco, un ombra fitta color porpora e bluastro a strisce sulla sua costola, mi volto coprendomi gli occhi sentendo evaporarmi dal cuore ogni traccia di umorismo di poco prima. Sento quasi dolore alla costola anch'io, un dolore immaginato che mi fa trattenere il respiro e angosciarmi.
Rimango defilata dietro l'infermiera che con una velocità e praticità fuori dal comune sostituisce il tutto in un lasso di tempo record.
Lo aiuta a poggiarsi sui cuscini e poi si volta nella mia direzione con le mani sui fianchi ed un sorriso afroamericano bianchissimo <<La prego, lo rimpinzi a dovere..>> mi sposta verso la porta con confidente entusiasmo lasciandomi di stucco e poi si avvicina al mio orecchio <<Hai visto? E' bello da morire...>> sventola la mano ridendo e chiudendosi la porta alle spalle.
Con occhi spalancati scuoto la testa. Bello da morire. Quando mi volto i suoi occhi mi scuotono così forte che la Clay disincantata di due giorni fa sembra sparire.
vbfouvouvbfobvfuovbvjfbvfbvjfbkfjbvkfjvbfkjvbkfjbvkfjvbkòdfjbsjvbubvòsfbv jb
RispondiElimina*____* BELLO DA MORIRE. ME MORTA!
Non ci posso credere il mio cuore stà facendo un tuffo triplo carpiato!!! La descrizione di lui è wowww!!! Ogni righa mi ha lasciato sospirare!!! I suoi occhi li ho sentiti su di me e visti!!! IL tocco della sua mano con quella di lei!!! Il dolore delle sue ferite!!!
RispondiEliminaCapitolo Spettacolare!!! Pure la Mamma mi ha fatto emozionare!!! Lui l'aveva cercata aveva usato il suo dono!!! Sono sconvolta ma Happy happy happy!!! Bello Zozzone mio che magna!!! Ti AMOOO e questa canzone la sento tutti i giorni BELLISSIMA!!! Silvia Grazie sò di averti rotto con le mie richieste ma posso dirti che mi hai dato un dolcissimo regalo che domani mi farà iniziare la giornata con un nuovo sorriso sul mio volto!!! Notte Tesoro <3 <3 <3!!! Aggiorna presto!?!?!? Ahahah che vizio ma sono persa!!! Ti Lovvo BALDRACCA!!!
anche questo capitolo è bello da morire,finora è il mio preferito!mi sono emozionata ad ogni riga!e guarda un po' Paint,sotto il sudiciume c'è davvero un gioiellino!
RispondiEliminaE' bello da morire e quando ce la fai una descrizione dettagliata,di lui ripulito e sbarbato???? cmq Clay è l'unica che riesce a raggiungerlo, e forse anche lui l'unico che raggiunge lei, sospetto che andando avanti Matt diventerà un lontano ricordo!!!!!
RispondiElimina"Qualsiasi cosa lo riguardi mi investirà, qualsiasi cosa gli appartenga si prenderà anche me, qualsiasi fosse la cosa di cui ho sempre sentito la mancanza è tutta quì, intorno a me"
EliminaEsattamente quello che hai detto si raggiungono a vicenda bisogna vedere fin dove.
Ma ci credi che l'ultima frase che ho scritto ieri (senza aver ancora letto il capitolo) è stata "to die for"?! Giurooo.. ahaha strane coincidenze.
RispondiEliminaChe dire, eravamo intenerite prima, ma ora credo siamo già tutte follemente innamorate di questo bel vagabondo... e innamorate di te che scrivi davvero in una maniera così coinvolgente che sembra quasi tu lo abbia conosciuto davvero un Paint.
Voglio sapere il suo noooooomeeeeeeeeee..... Argh.
Ok, aspetterò quì brava brava.... ahahaah... <3
Non avevo dubbi che fosse BELLO DA MORIRE....e se lo dice l'infermiera disinteressata, non può che essere vero ;-)
RispondiEliminaCap magnifico tesoro mio, finalmente hai iniziato a darci Paint...
Questo capitolo è meraviglioso Silviè....MAMMA MIA QUANTO SEI BRAVA!!!
RispondiEliminaLa descrizione di Lui è da togliere il fiato....
leggevo e il mio corpo si riempiva di brividi...brividi perchè questo è stato in assoluto per me il capitolo più bello ed emozionante fin ora, sei così brava nel trasmettere le emozioni di Clay e a descrivere Paint che davvero è come se ci fossi io in quella stanza di ospedale con Lui ad assaporare tutti quei momenti e a vivere tutte quelle sensazioni...
RispondiElimina...come innamorarsi follemente di un barbone con annessa piantagione di piattole sotto il camice termico??....SI PUO' ECCOME! e grazie a TE!
Adesso sì che entriamo nel vivo della storia!!!! Bye bye Matt, è stato bello conoscere te e la tua lingua!!!
"annessa piantagione" diooo mo che torno vi spacco te e Codini.. ahahahahahahah moro ahahahah
Eliminain ritardo come al solito......questo capitolo mi ha preso tantissimo.....Paint si rivelerà bellissimo....lo so che sarà così....
RispondiEliminaquelle mani intrecciate hanno sancito la fine di Matt.....gioia....gaudio......
Oddio finalmente riesco a commentare ... Sis sei di una bravura paurosa a trasmettere tutte le emozioni in quei momenti in quella stanza di ospedale ..Paint ...Bello da Morire e dire che me l'ho aspettavo ;) Clay nn riesce nemmeno a credere a tutto quello che prova per lui...possiamo dire addio a Matt!!!!
RispondiEliminaOMG cosa mi ero persa.. È troppo bello tutto ma proprio Tutto, ihih Bello da morire.. ma tu questa dote fantastica x quanto ancora volevi nasconderla? :*
RispondiEliminaBUAAHAHAHAHHAHAHAHAAHHAHAHAHAHAHAHAHA pollici in su per l'infermiera che ha già capito tutto! XD BUAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHAHAHAHAHA AMIAMOLA!
RispondiEliminaOkay, aspetta, aspetta. Troppa roba in questo capitolo! Con calma!
1) parliamo del momento in cui lui accarezza la mano di lei per la prima volta in ospedale. No dico, PARLIAMONE *_________* Ho amato questo momento alla follia!
Te hai un talento unico nel descrivere la DELICATEZZA, Silviettina mia. Te lo dico col cuore e in sincerissima onestà. Hai la capacità di fare volare via le scintille dei primi incontri, dei primi imbarazzi, dei primi legami che cominciano a formarsi. Mi lasci sconvolta ogni volta, davvero. Sei BRAVA. Nel vero senso della parola.
2) "Nel silenzio di quel momento vedo materializzarsi il calore dell'appartenenza, un filo invisibile, una possessione che non ho mai provato in vita mia ma che riconosco. Qualsiasi cosa lo riguardi mi investirà, qualsiasi cosa gli appartenga si prenderà anche me, qualsiasi fossi"
Senti, questo pezzo, l'ho amato. Davvero. POESIA, POESIA e ancora POESIA. *____________________________* sto ancora sospirando, per dire.
3) ORGASMO DA DEGUSTAZIONE??? AHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAAHAH X'D Tipo quello che ho io ogni volta che addento un cornetto al cioccolato. O una torta al cioccolato. O il cioccolato in genere xD Si, capisco la situazione ù.ù
Ma quanto può essere dolce lui? Ti prego! Il momento in cui si è sistemato meglio la testa sul cuscino per godersi lo spettacolo, mi ha fatto sciogliere in un sorriso intenerito.
E' da quando ho iniziato questo capitolo che impreco degli "aaaaaaaaaaaw! Ma quanto è dooolceeee! Vi prego, fatemelo abbracciare! Non ce la posso faaareee!" ç_ç quindi se finirà che mi ricovereranno alla NEURO, sappi che sarà solo colpa tua ù.ù Ecco.
*_______________________* QUANTA MERAVIGLIA, RACCHIUSA IN UN SOLO CAPITOLO!
Ribadisco, sono perdutamente totalmente innamorata <3
Non so se piangere o ridere mi credi? diciamo che cerco di fare la seconda ma mi esce solo la prima cosa..
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