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mercoledì 30 gennaio 2013

Paint Me The Moon: Capitolo 20


Grazie, grazie infinite a chi legge e segue questa storia mostrandomi tanta passione per il susseguirsi delle situazioni. Grazie.. 
Spero che i capitoli siano sempre all'altezza, me lo auguro tanto. 
Bene, buona lettura con questo capitolo molto dolce.. 
PICCOLA SORPRESA: Domani pubblicherò eccezionalmente uno Spoiler del Capitolo 21.
Sono odiosi gli spoiler lo so, ma prometto di lasciarvi tranquilli. 
Ultima raccomandazione : la canzone che è tanto conosciuta quanto meravigliosa, aspettavo da tantissimo di postarla esattamente con questo capitolo.  ^_^ Baci - Sun




Mi muovo velocemente come se anche il più piccolo secondo lontana, quel tanto che basta da non sopportarlo, possa fargli ritrovare la voglia di stare solo; tenendomi fuori col suo ancor più silenzioso mutismo.
Invece mi tiene con se, con lo sguardo, con i suoi occhi di cielo mi tiene stretta anche senza un contatto fisico. Sensazioni che non avevo mai provato e di cui sinceramente ne ignoravo l'esistenza. Tutto così assurdo, tutto così giusto e perfetto. Un rapporto che non ha nemmeno un valido motivo di esistere: io non so nulla di lui, lui non sa nulla di me eppure l'unica spinta che sento dal petto mi porta inevitabilmente verso di lui. E' come se qualcuno dietro mi dicesse "Hey vai, avvicinati, non lasciarlo".


Mi scruta e sorrido quando scorgo delle piccole mollichine di brioches in bilico sul nastro staminico e sulla barba fitta, dev'essere affamato. 
<<Dovresti bere anche un po del tè caldo che ti ho portato, ti sentirai meglio...>> mentre sussurro le parole accanto a lui, con le dita spingo gentilmente via le briciole ma una smorfia contrita mi fa sobbalzare in preda al senso di colpa di avergli involontariamente inferto dolore <<Scusa, ti ho fatto male...>>.
Mugugna con voce bassa e gutturale e nonostante abbia tutta l'aria di un brusco grugnito, non riesco a non pensare a quanto ascoltarlo mi abbia riempita di brividi. E' come sentire la sua voce in una delle sue tante sfumature. E' roca e stanca, velata di angoscia ma anche profonda e intonata. 
Trattengo il respiro e i miei occhi si incatenano ai suoi quando mi accorgo di quanto sia intenso quel blu tra le palpebre, proprio non riesco a smettere di fissarli in maniera palesemente spudorata. La sua barba scurisce e copre i tratti che sporgono spigolosi, come il manto quasi lanoso delle ciocche di capelli. Sento lo spazio che intercorre tra noi caricarsi di imbarazzo e, graffiandomi la gola, interrompo il contatto visivo prendendo un altra brioches dal sacchetto. Questa volta ripiena, gliela porgo sorridendo. 
<<Hai sentito cos'ha detto l'infermiera vero?>> storco le labbra e di nuovo accoglie la mia mano nella sua portandosi lentamente un boccone tra le labbra e masticando piano, di lato, probabilmente per via del dolore ancora pulsante sul labbro. Il suo tocco è così leggero, così caldo che provo quasi dolore a staccarmi e lasciarlo mangiare da solo.
La delicatezza e l'eleganza con cui muove la bocca e assapora il cibo si scontra col suo aspetto, lasciandosi dietro una signorilità innata.
Abbasso lo sguardo sulle mie dita intrecciate <<Sai, non mi sconvolge il tuo stile di vita e non mi permetterei mai di giudicarlo, ne vorrei che lo facessero gli altri. Però, non posso permetterti di tornare in strada; per rispetto alla vita che avevi, a quel qualcuno che hai da qualche parte. A quel qualcuno che eri>> non oso sollevare gli occhi sebbene sono consapevole che si è bloccato e non mangia più. Con la coda dell'occhio lo noto: il braccio è rimasto sospeso e rigido <<E' per questo che ho davvero intenzione di aiutarti, nessun Centro Sociale, nessun Volontariato o Ente d'accoglienza, se me lo permetterai ci sarò io e per me sarà difficile provare a capire se è giusto o se il mio comportamento ti offende in qualche modo>> attorciglio quasi con dolore le dita fra loro e inconsapevolmente inizio a infierire con i denti sulle labbra nel tentativo di contenere tutta l'emozione che questo discorso mi è costata. A migliorare o peggiorare le condizioni del mio battito cardiaco ci si mette la sua mano a coprirmi le mie e a stringere così forte e così delicatamente che continuo a non riuscire a sollevare lo sguardo. Non so se chiamarlo affetto, ossessione o altruismo sfrenato ma mi rende incredibilmente serena.
Quando finalmente lo guardo è un implosione. Continuo a cercare e ricercare la parola giusta che definisca tutto questo, fallendo ogni singola volta.
Nonostante appaia abbandonato a se stesso, smunto, pallido, sporco e deformato dalle smorfie di dolore, non posso fare a meno di scorgere un ragazzo così giovane che a saperlo già con questo bagaglio di vita alle spalle mi fa gelare.
<<Da dove vieni? Ti va di scrivermelo o disegnarlo? vorrei tanto sapere da dove vieni....>> sbatte le palpebre adesso come se fosse tornato di colpo alla realtà, si scosta guardandosi attorno sfuggente ed io cerco immediatamente di recuperare la sua attenzione <<Non so come tu ci sia arrivato fin qui ma vuoi sapere una cosa?>> mi sporgo verso di lui riafferrando la sua mano e poggiandomi su un gomito, sul lettino. Si volta e mi guarda pronto ad ascoltarmi, riesce a non farmi compiere grandi sforzi per leggerlo, è così spontaneo e vero che è come se urlasse la sua sincerità <<Devi sapere che tantissimo tempo fa c'era questo enorme cipresso che stava proprio al confine di caccia, ed era lì che appendevano molte prede ancora sanguinanti, anche i pesci...se facevano battute di pesca. Tutto questo sangue colava sull'enorme tronco facendolo diventare negli anni completamente rosso; perciò non trovarono nulla di meglio che nominare la zona. La chiamavano anche Red Stick, ma ormai tutti la conoscevano come Baton Rouge.. Rouge è francese, come tutta la colonizzazione quì, e significa rosso...>> quando l'ombra di un sorriso appena accennato fa capolino tra le labbra e le pieghe ai lati degli occhi, distendo le spalle e mi fermo ad ammirare quei tratti addolciti e rilassati che mi mostrano ancora un po di quel bello da morire. Annuisco e prendo velocemente il Tab per mostrargli alcune foto artistiche fatte tanto tempo fa da mio padre, seguendo il suo animo artista spalanca leggermente gli occhi. Mi avvicino lasciando che il Tab vada in modalità presentazione, visto che sono tantissime, e mi accoccolo con il viso poggiato sulle braccia fissando la sua espressione così luminosa da accecarmi l'anima.

Un tono vibrante e crescente mi fa ritrovare il contatto con la realtà quel tanto che basta per farmi sentire una mano accarezzarmi i capelli così dolcemente e lentamente che non oso muovermi di un millimetro. Riapro piano gli occhi rendendomi conto solo adesso di essermi addormentata esausta sulle mie stesse braccia. Il tablet accanto a me, poggiato sul suo lettino. La mano che dolce mi accarezzava la testa non me la stavo sognando, è rendermene conto mi fa pompare il cuore a mille. 
Alzo la testa strofinando un occhio e rispondo a quella che è un insistente chiamata. 
<<Pronto?>>
-Claire....piccola mia, finalmente riesco a parlarti..come stai? 
<<Papà....sto bene, sono così felice di sentirti.. >> arrischio un occhiata verso il viso del ragazzo che tiene il mento sollevato e la testa poggiata sul cuscino, ad occhi chiusi. 
Senza fare troppo rumore sguscio fuori dalla stanza.
 -Tesoro mi dispiace tanto, mi dispiace così tanto e sono anche così arrabbiato e frustrato per questo. Com'è successo? Chi diavolo è stato?
<<Papà, è orribile. Vedere in che condizioni si trova il mio negozio è... destabilizzante. Adesso dovrò attendere che il Sig. Price venga a vedere i danni e poi a decidere insieme cosa fare, anche se...>>
-Vedrai che Aaron ti aiuterà, non può voltare le spalle alla sua piccola e meravigliosa miniera. Per qualsiasi cosa ti aiuterò io, tesoro non devi preoccuparti. 
Mi incupisco profondamente pensando a quello di cui si è già fatto carico e scuoto la testa. Mai, non gli permetterei mai di sborsare neanche un dollaro di più. E pensare che ero io quella che avrebbe dovuto contribuire. Improvvisamente mi sembra tutto ancora più fragile e precario. -Cosa stavi dicendo tesoro, anche se... cosa?
<<Papà se proprio il Sig. Price vorrà aiutarmi a rimettermi in sesto più velocemente lo accetterò, ma non permetterò che ne tu, ne la mamma, spendiate un solo dollaro sul locale. In questo anno le cose sono andate più che bene e ho messo un po di soldi da parte, mi basteranno ne sono sicura. Credo che i danni siano più emotivi che fisici...>> 
-Amore, vuoi che venga li da te? 
<<No, no certo che no Papà..non devi. Sei andato via da pochi giorni e quì la situazione è sotto controllo..>> cerco di essere convincente ma con mio Padre è una battaglia persa.
-Claire..cos'è successo? Vuoi dirmelo?
<<Io, non lo so.. sul serio. Sembrava un furto ma sembra non manchi nulla. Forse qualcuno ha solo voluto divertirsi o hanno alzato troppo il gomito e la prima cosa che gli è capitata davanti l'hanno fatta fuori....non lo so>> sospiro frustrata all'immagine del mio paradiso distrutto.
-Tesoro, tu sta tranquilla, non saranno certo i chilometri a fermarmi, a costo di sguinzagliare l'ira giornalistica di tua madre.
<<Oh no Papà ti prego....>> mi strappa una risata e non può che farmi bene, come ogni cosa che lo riguarda <<Ora devo lasciarti, sono in Ospedale>>
-Che ci fai lì? Stai bene? 
<<Si, va tutto bene.. sono venuta a trovare un amico.. tranquillo>>
-Claire...quale amico? 
<<Papà...........tranquillo preferisco spiegarti via email.. è una storia lunga..>> la mia pausa è più che eloquente.
-E' lo stesso amico con cui ti ho vista quella sera?
<<...si...>>
-Claire...ti prego, sta attenta! Questa storia mi preoccupa...non ho un bel presentimento.
<<No, non dire così.. fidati di me>>
-Si, sempre. Ti voglio bene piccola mia, tienimi informato di ogni piu piccola cosa non farmi impazzire.
<<Anche io Papà...si, sta tranquillo>> quando riattacco tiro via le piccole lacrime che hanno appena inumidito i miei occhi. Vorrei che fosse quì. 
Quando rientro in stanza la sua posizione non è cambiata. Rimane ad occhi chiusi con la testa sollevata, poggiata sui cuscini. Respira regolarmente e sembra tranquillo.
Il tab vibra improvvisamente di nuovo tra le mie mani e ancor prima che la musica schizzi alta, sbuffo leggendo il display e mi trascino nuovamente fuori.

Dopo la breve e secca telefonata con il Sig. Price mi rendo conto di aver passato praticamente mezza giornata quì dentro. Lasciandomi appena qualche parola di conforto e smarrimento, non ha perso tempo dandomi appuntamento davanti al The Page per l'indomani mattina.
E' tardo pomeriggio e sono sicura che un solo messaggio, da stamattina, non basterà a mia madre per la mia sparizione. Sono esausta ma mi chiedo come mi sia potuta addormentare, lasciandolo da solo anche se da sabato praticamente non chiudo occhio. 
Entro in stanza per l'ennesima volta, sorprendendomi che nessuno sia venuto a controllarlo o a completare almeno il giro visite. Mando un altro veloce messaggio a mia madre comunicandole che sono viva, sto bene e che sto per tornare a casa. Mi darà della matta visto che solo io posso starmene rinchiusa quì quando fuori c'è un disastro che incombe sulla mia carriera. Ma per come stanno le cose non posso fare nulla se non aspettare e...liberare la splendida figura davanti a me da fango e polvere. Non è quello il suo posto. Non dopo quello di cui l'ho visto capace. 



Mi avvicino al suo viso e sollevo la mano destra sfiorando appena con la punta delle dita il labbro inferiore, poi la guancia e la barba, scendendo impercettibilmente lungo la punta del mento pronunciato e sporto all'insù. Provo a scostarmi nello stesso istante in cui la sua mano destra mi artiglia il polso fermandolo per aria. Mi blocco sbalordita sussultando per lo spavento: credevo dormisse. 
Apre lentamente gli occhi fissandomi con un pugnale blu cobalto che affonda tra pancia e inguine fino a farmi tremare le gambe. I suoi occhi sono così diversi adesso, lo sento respirare quasi velocemente ed in un primo momento credo che stia per sentirsi male o che abbia delle fitte ma il suo viso non fa smorfie, è invalicabile se non per quel respiro che fa vibrare la peluria folta intorno alla sua bocca. Tira l'aria tra i denti come se sentisse freddo, ma i brividi ricoprono invece il mio di corpo. Mi attira leggermente a se attraverso la stretta sul polso che è ferma ma calibrata, non è invadente, non è violenta. E' una presa così forte e sicura che mi sbanda a tal punto da chinarmi su di lui e trovarmi ad un palmo dal suo naso. Improvvisamente anche il mio respiro si incrina e il cuore batte furioso dimenandosi nella gabbia toracica. Questo silenzio è diverso, è così intimo e ancora più sussurrato se possibile. Porta le mie dita sul suo volto e le educa ad una carezza lenta ma tenuta premuta come a voler lasciare le impronte. Trattengo il respiro e mi sento morire, quegli occhi mi stanno sfiancando. Perché le cose stanno cambiando così velocemente? E Perché desidero cose che non dovrei desiderare? Che non ho mai desiderato.
Chiudo la distanza fra noi e porto le labbra ancora una volta sulla sua fronte, questa volte umide e dischiuse. Quando mi stacco i suoi occhi sono socchiusi e nel volto un senso di piacevole abbandono. 
C'è una voce che urla dentro me, una voce che urla solo perché l'emozione è troppa, i sentimenti sono confusi e contrastanti e il cuore batte sempre più violento. Spero che non la senta. Taci. 
<<Devo andare...se non sprofondo nella vasca da bagno, giuro che ritorno...>> lo guardo con occhi socchiusi mentre bisbiglio quasi sul suo orecchio, parole semplici ma improvvisamente complicate da pronunciare per la mia gola secca. Con ancora gli occhi chiusi, la punta del suo naso compie un cerchio sulla mia guancia e col viso oltre le sue spalle chiudo gli occhi anch'io. Ma che diavolo mi succede, non è così, non ho mai conosciuto fosse così: l'attrazione mentale mi sta divorando tanto da scatenare anche quella fisica. Mi spaventa.

*
Scivolo giù sotto il pelo dell'acqua, il colorito rosa del mio corpo si riflette su tutta la superficie limpida della vasca da bagno e poi, come piace a me, inizio a riempirla di bagnoschiuma solo una volta dentro. Quando sfioro il tasto del vibromassaggio le bolle di sapone avvolgono velocemente quella superficie bollente e specchiata lasciandomi sotto una coltre di spuma rosa che impregna l'aria di frutti di bosco e vapore. Come riesca mia madre a tirare fuori tutto il dolore che ho dentro a volte mi sorprende. Le ho raccontato della telefonata di Papà ed è bastata a persuadermi a dirle come mi sentivo, alimentata anche da una folle stanchezza. Le ho anche parlato di Matt e del suo comportamento duro e inflessibile anche davanti a quella che dovrebbe essere la sua ragazza. E poi ho lasciato per me i pensieri e le sensazioni che ho assorbito nelle ultime ore. Azioni normali con Lui diventano una conquista: vederlo mangiare, vedermi dormire, toccarmi, toccarlo, guardarlo, lasciarmi guardare. Anche dentro. Dondolo coccolata da questi pensieri, dal bisogno che ho di vederlo, di essere lì con lui per tutto il tempo che mi è concesso, per quello che ho perso quando spariva e per quello che credevo di non avere più. 
Un motivo così forte da ricordarmi di non crollare nell'acqua e di alzarmi, dopo quasi un'ora in ammollo.
Avvolta in un accappatoio riscaldato, mi asciugo in un attimo e raggiungo velocemente la mia camera quando è ormai passata l'ora di cena. Un lieve ticchettio alla porta mi fa voltare sorridente e più rilassata <<Vuoi che ti asciughi i capelli ?>> 
<< Oh si mamma ti prego, magari riesci a domarli un pò..>>
<<Stanno crescendo...>>
<<Si dovrei tagliarli altrimenti diventano delle molle pesanti.. >> quando mamma si avvicina al mio letto, si siede accanto a me iniziando a frizionare i ricci con un telo di spugna <<Come sta?>> i miei occhi si fermano in un punto, di colpo <<Ha bisogno di riprendersi, in tutti i sensi..>> 
<<Anche tu..hai bisogno di mangiare e dormire.. >>
<<Mamma due giorni cosa vuoi che siano? Lui probabilmente da settimane...è facile rapportarmi a chi sta peggio, semplice>>
<<Sei proprio come tua madre lo sai?>> mi lascia un bacio sulla testa quando ha finito e io le stringo la mano. 
Il mio Tab inizia a strillare uno dei miei pezzi preferiti, preoccupata corro a leggere il display. Lynn!
<<Hey Multicolor!>>
-Ciao Clay! Come stai? Scusami se sono sparita ma ho dormito per quasi tutto il giorno, sono un disastro
<<No, eri stanca! Mi sono appena regalata un bagno rilassante..sento che sto per crollare dalla stanchezza>> mia madre in piedi mi fa gestacci per andare a dormire, ovviamente.
-Si devi, va a dormire ci sentiamo domani.
<<Domattina se ti va, ci sarà il grande capo a visionare il disastro. Se non te la senti tranquilla ma mi piacerebbe averti come spalla>>
-Certo, ci puoi contare. Fammi sapere l'orario ed io ci sarò. Adesso scappo devo accompagnare Ryan in Ospedale, ha il turno di notte.
<<No aspetta! Ryan ha turno stanotte?>>
-Si, non sei andata in Ospedale oggi? Ha lasciato detto a praticamente metà dei suoi colleghi di non disturbarti.. pendono tutti dalle sue labbra, aah il mio amore!
<<Si, si...solo che..senti ci vediamo lì okay?>>
-Clay, ma sei distrutta, non devi...
<<No, infatti non devo...voglio! A fra poco>> chiudo la comunicazione e sento gli occhi di mia madre come aghi.
<<Clay! Di nuovo?>>
<<Mamma ti prego, devo parlare con Ryan..domattina dovranno dimetterlo, lui non tornerà in strada! Siamo d'accordo.. devo trovare una soluzione>>
<<Siete.. d'accordo! Ma ti senti? Non puoi assumerti questa enorme responsabilità, non sai nulla di lui, accompagnalo al centro da Josephine, se vuoi la posso avvisare già adesso>>
<<No! Non se ne parla..ti prego Mamma, non interferire. Fidati di me>> mi volto di scatto cercando di impormi e non ottenere una piazzata.
<<Mi è difficile se non so con quale parte della tua testa dura stai pensando!>> scuote la testa e sbuffando mi punta l'indice contro  <<Si prudente, hai già le tue belle preoccupazioni>>
<<Si, scappo..>> le do un bacio veloce e fuggo via.

Nel momento esatto in cui trovo un buco nel parcheggio sotterraneo scorgo Lynn e Ryan uscire dall'auto e farmi cenno di aspettarmi alle porte dell'ascensore. 
Li raggiungo velocemente abbracciandoli. <<Clay, tu mi farai sospendere.. non puoi venire anche a quest'ora. Ti ho coperta per tutto il giorno!>>
<<Grazie! Me ne sono accorta, non ci ha disturbati nessuno>>
<<Disturbati in cosa esattamente Boss?>> Lynn sorride a braccia conserte lanciandomi un occhiata storta.
<<Hey ma che hai capito? Piuttosto appena saliamo potresti dare un occhiata alla fasciatura? Oggi si è lamentato parecchio...sono preoccupata>>
<<Clay, sta bene, sta tranquilla.. deve solo stare a riposo. Comunque gli darò subito un occhiata>> tiene Lynn abbracciata per la vita poggiando ogni tanto il mento sulla sua tempia. Non li avevo mia visti così incredibilmente affettuosi.
<<Quindi è deciso, domani lo dimetterete?>>
<<Clay, mi spiace tantissimo.. non possiamo fare altro, non ci è concesso. Si tratta di andare contro la legge>>
<<No no, lo so, capisco. E' solo che non posso portarlo a casa da mia madre! E non posso portarlo in un Centro Sociale, ne morirebbe. Che ritorni per strada se lo scorda!>>
<<Oh no Clay.. per strada no!>> Lynn mi guarda ansiosa e poi sbatte le palpebre pensierosa <<Forse una soluzione ci sarebbe ma è un po un casino, non ci andiamo da un bel po. Sarebbe da ripulir-..>>
<<Lynn ti prego, Il suo letto era la strada, qualsiasi cosa sarebbe un albergo a 4 stelle!>> le tengo le spalle in attesa che mi dica qualcos'altro. 
<<Bhe, ecco ci sarebbe il loft dei miei in centro, sai quello mansardato. E' piccolo, un buco..ma è libero. Da parecchio anche>> 
<<Oh Mio Dio! Lynn...davvero puoi fare questo per me? Posso portarlo li, sul serio!?>>
<<Si, certo..ma voglio che tu stia attenta Clay..sai così poco di lui, facciamo che i miei non hanno bisogno di saperlo..ed è tutto tuo!>>
Non riesco a dire nulla. L'abbraccio così forte che a stento respiriamo. Proprio non so spiegarle quanto mi stia rendendo felice questa sua generosità.
<<Prego, amica mia..! Siamo già così incasinate io e te che proprio non riesco a non assecondarti >> 
Ryan ci guarda sconvolto e scuote la testa ridendo quando, ormai fuori dall'ascensore, siamo davanti la porta della sua stanza. Stavolta esito nell'entrare e lascio il posto a Ryan che con i suoi modi gentili e professionali cerca imperterrito un contatto. Io e Lynn lo lasciamo da solo per qualche istante prima di entrare.
Scavalca tutti con lo sguardo, saettando velocemente dietro l'alta figura di Ryan, quella minuta di Lynn fino a trovarmi. Quasi mi rannicchio sotto il peso dei suoi occhi e mi sento in imbarazzo quando l'unico segno vitale lo regala proprio a me. 
Ryan si volta a guardarmi, scuote ancora la testa sorridendo <<Visto che nella stanza a quanto pare ci sei solo tu, puoi avvicinarti e aiutarmi a farsi cambiare questa fasciatura?>> avvampo in tutte le sfumature del viola e del porpora, deglutisco e mi porto accanto a lui. Non una parola ma in un istante si volta verso il Dottore e si lascia visitare. 
Guardo Lynn con la coda dell'occhio che, ferma in un angolo, mi lancia continui ghigni ambigui a cui rispondo assottigliando le palpebre minacciosa. Sta raccogliendo abbastanza materiale per iniziare uno dei suoi innumerevoli film romantici nella sua testa, oh si, conosco quello sguardo. 
<<Ragazzo, devi stare a riposo. E' l'unica cosa che ti occorre per ristabilirti. Ti prescriverò degli antidolorifici e dell'eparina per evitare bolle nel tuo sangue in seguito alle percosse. Ricorda che puoi e dovresti sporgere denuncia>> si volta a fissarmi con aria severa <<Clay spero che almeno tu riesca a convincerlo. Non può farsi ammazzare solo perché non reagisce!>> l'enfasi che accompagna l'incoraggiamento di Ryan mi lascia sorpresa, da l'aria di essere molto appassionato con i suoi pazienti oltre ad esigere un minimo di giustizia <<Oh ma certo, vedrò di fargli sputare il rospo Capo!>> i miei occhi si riducono a due fessure soffiandomi un riccio sulla fronte; metto un broncio plateale verso di Lui. Dopo un attimo di silenzio per l'assurda situazione, scoppiamo quasi a ridere in tre, mentre i suoi occhi, sempre invalicabili, ruotano impercettibilmente esasperati verso l'alto e sembro accorgermene solo io che rispondo con un sorriso stracolmo di gioia.
<<Ho il turno di notte, per qualsiasi cosa, premi quel tasto sopra la tua testa ed io sarò da te.. soprattutto se hai dolori; ora è meglio che tu riposa. Domani dovremo dimetterti ma forse qualcuno ha una soluzione per te...>> si volta ammiccando verso di me e poi strizza l'occhio a Lynn facendole cenno di uscire dalla stanza. Dopo averle velocemente stretto la mano la mia amica si lascia trascinare fuori con un abbraccio dal suo uomo, lasciandoci di nuovo soli. 
L'atmosfera nella stanza è diversa, le luci principali sono spente e rimane solo un piccolo faretto al led con una luce ambrata e soffusa per accompagnare le ore notturne.
Quando mi siedo nello sgabello di metallo, rimasto dove lo avevo lasciato, noto solo ora che sul ripiano oltre la sua testa giace abbandonata la sua cena, probabilmente lasciata da un infermiera. Spalanco gli occhi e poi li sposto quasi arrabbiati verso Lui. 
<<Non hai mangiato...>> non si volta, sbattendo più volte le palpebre <<So che il cibo da ospedale non è il massimo ma devi mangiare qualcosa, non farti imboccare ti prego>>
e quando per l'ennesima volta ottengo solo silenzio, mi sposto raggiungendolo dal lato opposto e portandomi a livello dei suoi occhi che sembrano particolarmente tristi. Di colpo.
<<Devi mangiare. Che ti piaccia o no..vorrà dire che ti imboccherò io se è questo che vuoi..>> mi fissa e un lampo d'orgoglio sembra trapassarlo.
Gli avvicino lentamente il vassoio, scoprendone il contenuto. Come dargli torto, di una tristezza infinita visto che non mangia da giorni. Mi sembra di infliggergli l'ennesimo supplizio così copro immediatamente il vassoio e con un dito lo invito ad aspettarmi immobile.
Esco dalla stanza come un razzo in cerca di Ryan che trovo impegnato a salutare ardentemente Lynn poco dopo il Triage. 
<<Tu, controlla il prigioniero e tu non andartene finché non torno! E' l'ultimo favore che vi chiedo per stasera, giuro>> tengo i palmi uniti in preghiera, supplicandoli mentre le porte dell'ascensore si chiudono.  Uno dei miei take-away preferiti si trova a due passi, farò in un attimo e potremo dividere la cena. La sola idea mi carica di un entusiasmo nuovo, la voglia di conquistare le sue parole, la sua voce, la sua fiducia. Il modo in cui mi avvicina, seppur di pochissimo, al suo mondo mi rende matta, mi fa fare cose impensabili. Con un sorriso che mi stende il viso, giocherello con la card dell'auto affrettando i passi. 
<<Clay....>> sollevo lo sguardo e mi blocco. Il sorriso sparisce. 
<<Matt....? >>.

11 commenti:

  1. C***o....me lo sentivo che Matt sarebbe sbucato all'improvviso prima o poi. Sinceramente me lo aspettavo direttamente in stanza, mentre i due piccioncini si scambiavano sguardi languidi XD
    Non so perché ma ho la sensazione che il nostro Paint non sia solo BELLO DA MORIRE, ma anche molto intelligente e acculturato ;-) dio quanto sono dolcioni insieme *_*
    Grazie x questo splendido cap tesoro, so di averti stressata oggi XD ora vado a letto serena :-)

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  2. pooooorca mi seria ladra o_o
    LO SAPEVO SI SAREBBE MESSO IN MEZZO QUEL QUEL ... ARGH!
    uff che palle però ç_ç dobbiamo aspettare tanto? NO VERO? ç_ç
    i loro momenti insieme sono di una dolcezza DISARMANTE,sono cosi belli insieme anche se bo', mi sa che ci vorrà tempo prima che lui si apra con lei.
    Mah comunque a me sto ragazzo mi sa di passionale al massimo O_O

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  3. OH Mamma mia che dolcezza!!! Il mal di testa non è sparito ma sei riuscita a farmi danzare di gioia!!! FELICISSIMA per questo momento così disarmante dei loro attimi di lui che la cerca con lo sguardo e di lui che affera la sua mano!!! BrodoDiGiuggiole!!! Peccato che lui ancora non si senta sicuro per fare sentire la sua voce!!!
    Dio vorrei tanto avere una vasca idro con bagnoschiuma ai frutti di bosco!!! Sorry ma le vasche sono il mio debole!!! Ahahah
    Non voglio commentare lo STRONZOOO!!! Grrrrrrrrrr!!! ODIOOO!!!
    Ohohoh ma ho capito bene arriva prestissimo una sopresina per renderci l'attesa meno snervante!?!?!?
    Ma siccome credo di conoscerti mio TESOROOO!!! Non è che ci molli un pezzo che ci farà ancora contorcere dal rosicamento!!! Ti Lovvo Amorino!!!

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  4. OH CAZZO ma Matt non era svampato, polverizzato, SFANCULATO!?!!!! ehhhhhh Paint e il suo modo di toccarla, di guardarla...sentivo anche le sue carezze sulla mia testa!!! E' FUOCO PURO! ...........mi sento maleeeee!!!...
    ...e benedetta sia Lynn e la mansarda dei suoi!!!!! aspetto lo spoiler perchè altrimenti nell'attesa non respiro..

    Silvia sei strepitosa! ...in questi ultimi due capitoli ti sei davvero superata!!!

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  5. e ti pareva!!Matt mi dispiace (neanche tanto) ma non c'è storia per te e le tua dita contro Paint!!
    non riesco nemmeno a dirti quanto mi sono emozionata mentre leggevo dello scambio di tenerezze *-* mi sembrava di essere al posto di Clay,ho sentito tutto e questo dimostra quanto sei brava come scrittrice!negli ultimi 2 capitoli poi ti sei proprio superata!!BRAVA GIUBBOTTO ROSSO!!
    P.S."Mi scruta e sorrido quando scorgo delle piccole mollichine di brioches in bilico sul nastro staminico e sulla barba fitta, dev'essere affamato. " e chissà che altro c'è nascosto lì dentro!XD

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  6. Oddio Matt ricompare proprio sul più bello......quegli occhi blu cobalto mi perseguiteranno, non immagino quando sarà sbarbato e parlante.......Lei è sempre più coivolta e questa frase mi ha fatti impazzire..." l'attrazione mentale mi sta divorando tanto da scatenare anche quella fisica. Mi spaventa."

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  7. Paint OMG tutto un'altro pianeta a differenza di quell'odioso di Matt... fa sentire a Clay con le sue carezze awww emozioni mai provate, che tu sis riesci a trasmettere in questi capitoli anche a noi che leggiamo, sei bravissima !!!!

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  8. Ed ecco che arriva il rompipalle -.-'
    Spero vivamente che Clay lo liquidi molto velocemente... Pff.
    Non uso (ancora) la parola love, ma posso sicuramente dire "Sweetness is in the air" in quella stanza *___*
    E adesso sono combattuta se leggere lo spoiler o no... ma... ma... mentre scrivo sto già cedendo alla curiosità! Ahahahaha!
    <3

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  9. Oddio lo scambio di tenerezze tra Clay e Paint sono ashdfsknskfhoesdn *______________*
    E così Matt è tornato..ODIO!!!!
    Questo capitolo è spettacolare Silvia!!!

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  10. Clay ormai è persa negli occhi di Paint.......non oso pensare a come si sentirà quando riuscirà a vederlo al naturale.....cioè pulito e sbarbato.....
    Ma Matt non lo avevi fatto evaporare?????????????

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  11. Porca miseria. PORCA MISERIA!

    Tutta quest'ansia mi ucciderà, lo sento ç___________ç

    Matt, sparati! Vai via! Addio! -.-""""" grrrrrrrrrrrrrrr

    Clay torna da quello strafigo di Paint ti prego ç_ç mi manca già!

    Ma la tenerezza... LA TENEREZZA!!!!!!!! T^T Io li amo questi due, seriamente. Li amo da impazzire!!!!!!

    Guarda, se Lynn non metteva a disposiziona casa dei suoi, la mettevo io! U_U poi sapevo io come farlo guarire eheheheheheheheheheheh

    T__________________T ANSIA, ANSIA, ANSIA, ANSIA!

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