Etichette

lunedì 8 luglio 2013

I was lost ... cap28


Sera buona, rieccomi qui. Capitolo intenso o_o SAPRETE, IN PARTE,  COSA E' SUCCESSO!
Doppio pov questa volta, leggeremo anche della povera Katherine. Buona lettura e grazie sempre per i bellissimi commenti che lasciate.


Da quella sera in cui l’ho chiamata, è passata una settimana. Non sono praticamente uscito dal mio laboratorio, non parlo con nessuno, neanche con Caroline. L’unica ad aver avuto il coraggio di affrontare le mie urla è stata Carola, le ho intimato di andar via, di lasciarmi solo ma lei non si è arresa, si è limitata a sedersi sulla poltrona, accavallare le gambe e fissarmi per ore intere.

[…]
Dipingo per ore senza fermarmi e il soggetto è sempre lo stesso. Nella stanza c’è silenzio, ma so che Carola mi sta fissando, sento il suo respiro e mi chiedo cosa ci faccia ancora qui! –Maturo da parte tua, davvero Anthony, ti faccio i miei complimenti-
-Non mi conosci, stai attenta a come parli-
-E’ vero, non ti conosco e non sono nessuno per giudicarti ma fattelo dire; cosi smetti di vivere. Non puoi tagliare fuori tutto e tutti per una donna, ti manca? Vai a riprendertela, non puoi telefonarle e poi mollare il telefono a tua figlia!-
-Mi ha lasciato, mi ha umiliato e ferito!-
-Se tu fossi davvero ferito, e non sto dicendo che tu non lo sia, non penseresti a lei, non ti verrebbe neanche voglia di sentirla!-
-Smettila-
-No, non la smetto! Devi smetterla di piangerti addosso-
[…]


Alla fine era rimasta con me per ore intere, addormentandosi su  quella poltrona scomoda. In quelle ore mi resi conto di quanto avesse ragione, le sue parole non facevano che rimbombarmi nella mente! La mattina seguente facemmo colazione insieme e praticamente da quel giorno siamo diventati inseparabili.
Ho trovato un’ amica con cui parlare ed essere me stesso; Caroline dal canto suo non mi cerca, non so cosa le abbia detto mia sorella ma la bambina non mi vuole, dovrei essere deluso e preoccupato, ma non lo sono.
Non sono in grado di darle le giuste attenzioni adesso, devo cercare di riprendermi, di colmare quel  vuoto che sento dentro.
E’ pomeriggio inoltrato ormai, e dalle altre stanze sento le risate della bambina e le urla di mia sorella. Scuoto il capo ,forse potrei ... senza pensarci esco fuori da quello che ormai è il mio tugurio e osservo la scena che mi si para davanti.
I cuscini del divano sono a terra, mia figlia che salta sopra ad essi e, quando la zia cerca di prenderla lei scappa via urlando. Rido ma voglio farle spaventare un po’ …
-Cosa è questa confusione?-
si fermano entrambe guardandomi con gli occhi sbarrati … ci fissiamo per secondi interi e io non resisto, scoppio a ridere.
-Anthony, posso spiegarti …-
-Julie, cosa vuoi spiegarmi? Vi state divertendo, questa casa sembra un mortorio e io di certo non sono d’aiuto-
mi sorride timidamente ma chi mi sconvolge è Caroline. E’ vero, in questi ultimi giorni non ci siamo parlati molto ma, di solito, cerca comunque un contatto con me, ma questa volta no. Si avvicina a Julie, tende le braccine e si stringe al petto della zia. Rimango scioccato e con me anche mia sorella.
-Caroline-
faccio un passo verso loro ma le parole della bambina mi bloccano
-Zia, andiamo in camera?-
Julie sembra sconvolta quanto me, con gli occhi mi chiede aiuto e non posso far altro che annuire. Si allontanano da me e rimango a fissarle fin quando non spariscono nel corridoio che porta alle camere.
Mia figlia mi ha praticamente rifiutato …  "Cosa ti aspettavi? Non le hai rivolto parola, quando ha cercato di avere un contatto con te l’hai liquidata con un misero abbraccio." La sto deludendo anzi no, l’ho delusa.
Entro in cucina e prendo un calice in cui verso il vino,  mi siedo sullo sgabello dell’isola e aspetto che Julie torni, perché si, sono sicuro stia tornando per parlare.
Sorseggio il vino senza gustarlo davvero, passo la mano sulla guancia e la barba ispida mi solletica il palmo. Devo avere un aspetto terribile, la barba è lunga e l’odore non deve essere dei migliori. Come mi sono ridotto cosi? Non è mai successo …
-Ehi-
-Mh-
-Non so cosa le sia preso Anthony, fino a due giorni fa non faceva che chiedere di te, fissava la porta aspettando che tu uscissi-
-È delusa, si sente abbandonata,  puoi darle torto? L’ho portata qui a New York di punto in bianco, le ho strappato dalle braccia una delle persone più importanti della sua vita, come se non bastasse da quando siamo in questa casa faccio l’eremita. Dimmi Julie, mi sto forse comportando da padre modello? Non diciamo stronzate, quella bambina è ferita e ha tutto il diritto di esserlo-
-E’ arrabbiata solo con te,  ha continuato a sentirsi con Lei, si sentono praticamente tutte le sere-
-Buon per loro-
-Non far finta che non ti importi, non ti crede nessuno-
-Cosa vuoi sentirmi dire esattamente?! Che mi manca, che sento una voragine nel petto? Si, è cosi. Sei contenta adesso? Ma devo smetterla, devo prendere in mano la mia vita e dimenticarla. Tra qualche settimana inizierò il nuovo lavoro e Caroline tornerà a scuola, sarò impegnato e pian piano lei diverrà un ricordo-
-Ne sei sicuro?-
-No, ma imporro a me stesso che lo diventi. Non voglio star male come fu con Felicity, non posso permettermelo-
-Non è la stessa cosa …-
-No, infatti non lo è. Vado da lei-
-Sta dormendo, le parlerai quando si sveglierà-
annuisco e torno nuovamente nello studio, con un unico pensiero … la mia vita sta andando a puttane.

La casa è stranamente silenziosa, guardando fuori mi rendo conto che è pomeriggio inoltrato e, mi sembra strano non sentire Caroline ridere e mia madre urlarle contro.
Vado in soggiorno e noto la porta della cucina semichiusa, uno spiraglio di luce mi segnala che qualcuno è dentro. Faccio per entrare ma, quando sento la voce di mio padre dire il mio nome mi fermo.
-Nostro figlio sta troppo male-
-Si riprenderà, in fondo lo ha già fatto con quell’altra …Felicity-
-Li c’era il tuo zampino … o mio Dio, non mi dire che anche con Katherine …-
-Andava fatto! Quella ragazzina stava affondando gli artigli su mio figlio e mia nipote, non andava bene per loro! -
-Mio Dio, tu sei fuori di testa. Hai sviluppato un’insana gelosia nei confronti di Anthony, sei gelosa marcia e questo è un sentimento insano! Non sei mai stata gelosa di me, ma di nostro figlio …sembra ti dia fastidio vederlo con un’altra donna e tutto ciò è maledettamente sbagliato! Anna devi smetterla di intrometterti nella sua vita, se dovesse scoprirlo io me ne tiro fuori, sappilo. Non ti difenderò, mi schiererò dalla sua parte-
Sento la rabbia montare dentro, faccio scorrere la porta con una calma insolita. Entrambi si voltano nella mia direzione, mia madre “sbianca”, mio padre scuote il capo rassegnato.
-Papà, potresti lasciarti soli? Devo fare due chiacchiera con TUA moglie-
Lascia la stanza e prima di uscire mi stringe forte la spalla. Mia madre zitta, continua ad affettare quei dannati peperoni. Mi verrebbe voglia di prenderla a schiaffi.
-Dimmi caro, di cosa vuoi parlarmi?-
-Del tuo rendere la mia vita un inferno!-
continua ad occuparsi di quei dannatissimi peperoni, il suo volto non fa una piega. E’ assurdo come riesca a rimanere composta, a non battere neanche ciglio.
-Mi sembra ti abbia cresciuto bene no? Non ti ho mai fatto mancare nulla, hai avuto un’ottima istruzione, sei cresciuto tra gli ambienti alti della nostra città e …-
-E basta mamma, perché per il resto la mia vita è vuota. Mio Dio, come ho fatto a non pensarci prima? Sei stata tu ad allontanare Katherine da me. Non ti bastava averlo fatto con Felicity vero? No, tu ti diverti a vedermi soffrire, è questa la verità. Che razza di madre sei-
-Una che si preoccupa per il figlio-
-A te non te ne sbatte un cazzo di tuo figlio! Non ti è mai importato della MIA felicità e stai facendo la stessa cosa con Julie e Caroline. Ma no mamma, non te lo permetterò fosse l’ultima cosa che faccio nella mia fottutissima vita! Dimmi, cosa non andava in Katherine? Felicity era troppo sempliciotta per te, lei invece che problema aveva?-
-Non era adatta, troppo piccola e poco a modo-
-Poco a modo dici … be’, almeno lei non cercherà di rovinare la vita dei suoi figli, li crescerà con amore senza pretendere nulla in cambio. Fammi un favore mamma, sparisci dalla mia vita, dimentica di avere un figlio e una nipote. Per quanto mi riguarda io non ho più una madre-
il coltello  cade a terra, lo sguardo è vitreo ma in pochi secondi si schianta contro me prendendomi a pugni. La spingo via facendola cadere a terra, finalmente nei suoi riesco a vedere la vera persona che è.
-Sei solo un ragazzino che crede nell'amore perfetto. Svegliati Anthony, l’amore non è perfetto e non troverai mai la persona adatta a te. Chi diavolo vuole un uomo con una bambina? -
ci fissiamo negli occhi, mentre mio padre la alza da terra e le da un sonoro schiaffo. Sbarro gli occhi, non ho mai visto mio padre cosi arrabbiato in vita sua, Julie e Caroline sono dietro di me.
-Vattene Anna, o giuro su la cosa che ho più cara al mondo che lo schiaffo sarà NULLA! Torna a casa e schiarisci le idee una buona volta-
traballa fino all'uscita, cerca un contatto con Caroline ma lei corre verso me abbracciandomi le gambe. La prendo in braccio e la stringo forte a me, respiro il suo profumo che tanto mi è mancato in questi giorni e, finalmente, sento che la mia vita sta prendendo nuovamente la strada giusta.

***
Pov Katherine.
Chiudo l’ultimo bagaglio e con lui tutta la mia vita da adolescente. Settembre è arrivato con prepotenza, speravo non arrivasse mai, ma eccolo qui.
Sono stati mesi pessimi, fatti di pianti e di momenti bui. Gli unici momenti in cui ridevo davvero era quando sentivo la voce della piccola Caroline, è riuscita a strapparmi molti sorrisi ma, per quanto cercassi di dimenticarmi di lui ecco che lei mi raccontava di suo padre.  Mi ha descritto un Anthony che non conoscono, un ragazzo che rimane chiuso per ore nel suo studio senza parlare o giocare con la propria figlia, sembra che dell’uomo che ho amato non sia rimasto nulla. “Lo hai ferito, cosa ti aspettavi?” Sento i passi pesanti di mio padre, è arrivato il momento di lasciare questa casa e di iniziarne un’altra.
-Piccola, è ora-
annuisco e gli porgo la valigia, mi lascia un momento da sola in quella camera che è stata mia fino ad adesso, la guardo un ultima volta e chiudo la porta.

***
Usciamo dall'immenso aeroporto, Allie si guarda intorno, il suo sguardo è adorante … non è mai andata in una grande città e la sua eccitazione quasi mi infastidisce. Scegliere di venire ad abitare qui non è stato semplice, mille paure, mille pensieri per la testa ma alla fine ho deciso di scegliere l’università di questa città, non potevo rinunciare al mio più grande sogno.
Quando usciamo veniamo investite dal caldo e dall’umidità, sarà terribile abituarsi a questo clima, sarà terribile abituarsi a tutto questo.
Alzo la mano per fermare un taxi, miracolosamente accosta subito e sento Allie battere le mani
-O mio Dio, sono davvero gialli i taxi newyorkesi-
-Certo, mica sono famosi per nulla-
l’autista ci sorride e dopo aver sistemato i bagagli ci chiede l’indirizzo.  Abbiamo cercato un appartamento nella New York per bene, se cosi possiamo chiamarla. I nostri genitori sono stati rigidi su questo, non volevano stare in pensiero, sapendoci in una zona squallida di questa enorme città. 
Quando iniziamo ad entrare dentro la città, la mia amica rimane con il viso schiacciato contro il finestrino, non fa che indicare i grattacieli.
-O mio Dio Kath, la Statua della Libertà, dobbiamo andarci lo sai vero?-
annuisco priva di entusiasmo. Più entriamo dentro la città, più la nostalgia mia attanaglia lo stomaco. Quando arriviamo a Soho, mi perdo anche io a guardare fuori. Il quartiere mi piace, è caratteristico. Il tassista si ferma davanti al nostro civico, scarica le valigie e dopo averlo pagato va via.
Entriamo dentro il condominio, le chiavi le avremmo trovate sotto lo zerbino, queste sono le direttive che ci sono state date dall'agenzia immobiliare. Non so cosa aspettarmi e sinceramente sono un po’ preoccupata.
Siamo all'ultimo piano dello stabile, l’ascensore si ferma e dopo aver buttato fuori l’aria dai polmoni usciamo.
E’ Allie a prendere la chiave e ad aprire la porta. Rimaniamo immobili davanti la porta, entrambe con la bocca spalancata. Entriamo chiudendo la porta, ci guardiamo intorno e ci rendiamo conto di quanto sia troppo
-Ma che diavolo hanno combinato?-
-Non lo so, ma Katherine, questo posto è meraviglioso-
-Gli costerà un occhio della testa Allie-
-E chi se ne frega. Loro l’hanno trovata, loro pensano alle spese. Direi che vado a scegliere la camera-
le avevo promesso che la camera l’avrebbe scelta lei, mi dovrò accontentare, non che mi importi molto, sono qui per studiare non per divertirmi o altro. Sinceramente, non ho neanche la voglia di uscire, andare per locali … sono spenta.
Mi avvio verso le camere, mi affaccio nella camera di Allie, che sta già sistemando gli abiti nell'armadio, è carina, piccola forse, ma per lei va più che bene. Vado nell'ultima porta del corridoio entro dentro e rimango a fissare la mia nuova stanza. E’ praticamente identica a quella di Allie, la parete con i mattoni a vista e una finestra … con la differenza che nella mia vi è la scala antincendio. Mi piace, è calda e accogliente.

Il pomeriggio passa cosi, sistemando gli abiti ed esplorando il quartiere. Abbiamo fatto la spesa, praticamente abbiamo svaligiato l’intero supermarket, Allie dorme e io fisso i palazzi di fronte al mio. Seduta sulla scala antincendio, in una mano stringo una tazza di tea caldo, nell'altra tengo la sigaretta.
Ho trovato il mio angolo segreto, quello che mi terrà compagnia tutte le sere, perché è inevitabile, quando cala la notte ripenso sempre a quella dannatissima sera a come l’ho trattato, alle parole che ho detto.
In questi mesi il mio corpo è cambiato, ho praticamente perso 4kg senza accorgermene e i miei genitori non hanno fatto altro che starmi addosso pensando chissà quale malattia avessi.
Quando ho ricevuto la lettera di ammissione ho avuto una crisi isterica, Allie era con me e ha dovuto darmi due schiaffi per farmi riprendere.
Non volevo accettare, non volevo venire a NY, non dopo i discorsi che avevo fatto con lui. Ma Allie mi ha convinta dicendomi che c’è una probabilità su 1 milione di incontrarlo, NY è grande, alla fine ho ceduto.
Ho chiesto alla sorella di Anthony di non chiamarmi più, ho dovuto farlo non sarei riuscita a mentire alla piccola sul dove mi trovassi, ho preferito fuggire … un’altra volta!
Chiudo gli occhi aspirando l’ultimo tabacco rimasto nella sigaretta, poggio il capo sulla ringhiera e chiudo gli occhi.
Penso a tutto quello che siamo stati e a quello che saremmo potuti essere. Probabilmente adesso mi troverei nel loro appartamento, con Caroline che urla per casa … l’avremmo messo a letto e dopo avremmo fatto l’amore nel nostro letto, finalmente saremmo stati una vera coppia.
Scoppio a piangere, ormai è l’unica cosa che riesco a fare, mi manca come l’aria a volte mi sembra  di soffocare. Rientro in camera e mi corico, prima di spegnere la luce guardo la foto sul comodino; è una foto sua, di profilo … i suoi occhi azzurri e quel sorriso che illumina la stanza in cui si trova. Con le dita accarezzo i contorni del suo viso, è come se riuscissi a sentirne il calore sospiro e dandogli un ultima carezza, gli do la buona notte come se lui fosse qui con me … ma in fondo è un po’ come se lo fosse, dopo mesi siamo di nuovo sotto lo stesso cielo.


PS: QUESTA E' PIU' O MENO LA CASA DELLE RAGAZZE
HO RIVEDUTO E CORRETTO LA STORIA DELLA SCALA ANTINCENDIO ...



9 commenti:

  1. MIO DIO....che la madre fosse stronza lo avevamo gia capito....ma fino a questo punto non lo avrei mai detto. Non posso credere che sia stata lei a fare quello che ha fatto. DEVE SPARIRE DALLA VITA DI ANTH!! ma povero tesoro...
    Però il sorriso mi è tornato quando ho letto che Kath si è trasferita a NY!! prima o poi s'incontreranno...devono incontrarsi e spero tanto riescano a chiarirsi. Quanto mi mancano insieme :(
    p.s. (la casa è bellissima!)

    RispondiElimina
  2. NON CI POSSO CREDERE E' STATA LA MADRE?! O______________O che donna odiosa e il marito ha fatto bene a tirarle uno schiaffo, deve capire una volta per tutte che non deve intromettersi nella vita di Anth!
    Nel pov di Karh si capisce quanto stia soffrendo anche lei. "Rientro in camera e mi corico, prima di spegnere la luce guardo la foto sul comodino; è una foto sua, di profilo … i suoi occhi azzurri e quel sorriso che illumina la stanza in cui si trova. Con le dita accarezzo i contorni del suo viso, è come se riuscissi a sentirne il calore sospiro e dandogli un ultima carezza, gli do la buona notte come se lui fosse qui con me … ma in fondo è un po’ come se lo fosse, dopo mesi siamo di nuovo sotto lo stesso cielo." tristezza ç__ç
    Sono felice che si è trasferita a NY, ora attendo il loro incontro mi mancano.
    La casa è stupenda!

    RispondiElimina
  3. ....la scena della litigata in famiglia è stata agghiacciante!!...non pensavo che la madre arrivasse a tanto, si è rivelata davvero meschina...povero Anth, ma questo forse gli ha dato la forza per riprendere in mano la sua vita e quella della piccola Caroline...
    ................e poi Kath si trasferisce a NY e un timido sorriso speranzoso mi si stampa in faccia :-) :-)

    RispondiElimina
  4. Non vedevo l'ora di leggere il Pov Kath mi era mancata..
    E dannati salti temporali.. settimane e settimane intere.. uff..
    ...
    ...
    ... Chissà chissà .. come quando dove.. *_* <3

    Ehm, di quella stronza non parlo manco morta.. U.U

    RispondiElimina
  5. è stata la madre???che era incredibilmente stronza si sapeva,ma non pensavo arrivasse a tanto!!quello schiaffo se lo è meritato tutto,e le è andata anche troppo bene!!
    ora che Kath si è trasferita a NY,si dovranno incontrare prima o poi,sono fiduciosa :-) bellissimo l'appartamento comunque!

    RispondiElimina
  6. Lo sapevo che c'era la madre di mezzo, e scommetto che Kath l'ha incontrata quella sera al parco e la madre le abbia detto che peggio cose, ma che grande bastarda, malata mentale anche!!!!!!!!
    Solo così mi pare che siano passate altre settimane in cui cmq Anthony nn ha fatto nulla visto che stiamo a settembre.....

    RispondiElimina
  7. Che schifo, non avrei mai creduto che la madre potesse arrivare a tanto..credo sia proprio malata ..Lo schiaffo era il minimo, Anth povero che ha dovuto affrontare questo momento così duro, ma affrontarla è stato meglio, per andare avanti nella sua vita .. Il trasferimento di Kath mi fa pensare che cè una speranza ;-))

    RispondiElimina
  8. Finalmente sono riuscita a recuperare tutti i capitoli che mi mancavano!!!
    Marty certo che questa storia ti sta riuscendo meglio di altre!!! Le ho amate tutte ma questa ha una luce diversa e non posso che farti i miei complimenti!!! IL prof rintanato e trascurato mi hai fatto vivere tutto il suo malessere anche nel rendersi conto di trascurare la sua bimba!!!
    IL papà del prof tutta la mia stima zitto zitto e poi si lancia in un movimento che ha fatto scattare il mio applauso!!! Quando ci vuole ci vuole!!! Poi Kath che prende questa decisione di trasferirsi sotto lo stesso cielo del suo AMORE anzi AMORI!!! Che dire spero che su quella scala antincendio un giorno comparga lui il Prof!!! L'immagine di lei seduta che fuma e beve mi a lasciato una serenità che spero presto possano vivere loro e di conseguenza noi!!! Perchè questi due si AMANO alla follia e si comprende da ogni rigo da te scritto!!!
    Grazie di questa DolcissimaImmersione in questo mondo magico ma reale!!!
    L'appartamento di New York mi è piaciuto moltissimo sinceramente vorrei trasferirmi li da domani!!! <3 <3 <3!!! Adesso vediamo cosa accade di nuovo???

    RispondiElimina
  9. Che brutta stronza la madre, non l'ho mai sopportata ma non pensavo che potesse arrivare a tanto, il padre e' stato un mito!!!!
    Adesso che sono tutti e due sotto lo stesso cielo e che cielo, quello della mia adorata NY, voglio sperare che succederanno solo cose splendide!!!!!
    Anche la piccola Caroline deve smettere di soffrire, ne sta passando troppe povera piccola
    Il capitolo e' bellissimo, la litigata e' stata davvero intensa, avevo i brividi

    RispondiElimina

Se lasciate un commentino, renderete felici queste due ragazze (: