Pov Katherine.
Sono sveglia da ore, guardo fisso il soffitto sopra la mia
testa. Guardo per l’ennesima volta la sveglia sul comodino, le 6 am. Cazzo,
sono sveglia da due ore, ho continuato a girarmi e rigirarmi senza riuscire a
prendere sonno.
Oggi inizio la mia carriera universitaria, nuovi amici, nuovo ambiente … non sono pronta, non mi sento pronta ad affrontare tutto questo!
Scalcio a terra il lenzuolo e mi alzo, è inutile stare ancora a letto con mille pensieri in testa, una doccia e una tazza di caffè mi saranno d’aiuto … forse.
Oggi inizio la mia carriera universitaria, nuovi amici, nuovo ambiente … non sono pronta, non mi sento pronta ad affrontare tutto questo!
Scalcio a terra il lenzuolo e mi alzo, è inutile stare ancora a letto con mille pensieri in testa, una doccia e una tazza di caffè mi saranno d’aiuto … forse.
[…]
Fisso la cabina armadio e prendo una gonna vita alta blue, con piccoli pois, una camicetta bianca e le converse bianche. Direi che come primo giorno d’università va bene. Torno in cucina per finire il mio caffè e trovo Allie, con il capo poggiato sul tavolo, mi guarda con un occhio aperto e con l’indice mi fa segno di fare una gira volta.
-Stai bene, ma togli quella camicetta e metti la mia canotta a righe bianca e blu, prendi il fiocco rosso e legalo in vita-
la ringrazio dandole un bacio sulla guancia. Per essersi appena svegliata è molto attiva!
Non appena pronta afferro i miei RayBan e la tracolla, ho deciso di avviarmi prima per non avere intoppi con la Metro, so essere una frana quando voglio. Di Allie nessuna traccia, probabilmente starà facendo la doccia, le lascio un bigliettino augurandole in bocca al lupo. Il caldo newyorkese mi investe non appena esco fuori dal portone, sui marciapiedi ci sono già alcune persone che si avviano verso la fermata della metro, li seguo e controllando ancora una volta la fermata dell’università, ho sempre la dannata paura di perdermi.
Quando riesco a raggiungere la mia meta, tiro un sospiro di sollievo, non contavo di riuscirci cosi presto, forse non sono poi cosi pessima negli spostamenti. Mi fermo a guardare l’edificio davanti a me, se un anno fa mi avessero detto che sarei venuta a NY per frequentare la “School of Visual Arts”, non ci avrei scommesso neanche un dollaro e invece eccomi qui, almeno questa parte della mia vita sta prendendo la piega giusta.
Un ragazzo di ferma vicino a me, anche lui si ferma a fissare l’edificio.
-E’ grande eh?-
-Già-
-Piacere, sono Jared-
-Sono Katherine-
ci stringiamo la mano e mi fa segno di seguirlo. E’ un bel ragazzo, alto, i muscoli al punto giusto ma i suoi occhi sono quelli che mi hanno colpita. Sono azzurri, ma cosi chiari da sembrare trasparenti.
Mi indica le varie sale e mi fa presente che oggi non ci saranno lezioni ma solo una riunione di benvenuto per i nuovi e la discussione dei corsi. Parliamo del più e del meno, mi chiede da dove vengo e quando nomino il mio paese fa una faccia interrogativa. Scoppio a ridere, ormai non mi stupisco, nessuno conosce quel buco di paese. Lui invece è di New York e frequenta il secondo anno, ci sediamo vicini nell’auditorium e mi presenta alcuni dei suoi amici. Sono simpatici e molto alla mano, sono fortunata ad averli incontrati, forse cosi la scuola farà meno paura.
Il preside inizia a parlare e cala un silenzio surreale, ci spiega i corsi e i vari progetti che verranno sviluppati nel corso dell’anno, delle varie mostre a cui parteciperemo e li il mio cuore smette di battere per un attimo.
La mia prima mostra l’ho avuta qui a New York, avevo la persona che amo vicino, mi ha sostenuta mi ha fatta sentire speciale. Sento le lacrime salire e mi precipito fuori, è come se il respiro mi mancasse. Fuori dalla scuola vedo uno Starbucks, entro dentro e ordino un frappuccino. Mi siedo nell’angolo nel locale, proprio vicino alle finestre, bevo distrattamente la bevanda ma il pensiero va a lui. Mi chiedo cosa stia facendo, se ha conosciuto un’altra donna …sarebbe giusto, ha il diritto di farsi una nuova vita ma quel pensiero mi uccide, è come se ricevessi tante pugnalate al cuore.
Il tempo passa, cosi come le milioni di persone che camminano davanti la vetrata, decido di andar via è inutile rimanere qui, tanto vale camminare un po’ ed esplorare il quartiere.
Saluto il ragazzo al bancone che so già diventerà il mio migliore amico, abbasso gli occhiali e mi incammino.
Non conosco la zona, cammino per parecchio fin quando non mi trovo in una strada residenziale. Noto dei bambini fuori da scuola, ridono e scherzano. Le loro risate sono contagiose e mi ritrovo a sorridere con loro.
Li guardo da lontano, fin quando i miei muscoli non si bloccano. Una bambina dai lunghi capelli saltella, i suoi boccoli sembrano delle piccole molle. Si aggrappa ad una donna, la riconosco … è Julie. La bambina si volta verso me e faccio appena in tempo a nascondermi dietro il muro di un palazzo. La mia piccola Caroline è a pochi passi da me. Mi sporgo piano per vederla ancora, lei e Julie si incamminano verso l’auto, le stringe forte la mano. Sento un rumore, e mi rendo conto che sono io che piango, anzi singhiozzando. Lascio quel posto e correndo vado in metro. Fortunatamente riesco a trovare un posto libero, aspetto la mia fermata con le lacrime che continuano a scorrere.
Quando entro in casa mi fiondo in camera e buttandomi sul letto, soffoco un urlo sul cuscino. Sento la mano di Allie carezzarmi i capelli, le ho inviato un sms mentre ero in metro, le ho chiesto di tornare a casa se le fosse stato possibile. Si rannicchia dietro me abbracciandomi forte, mordo il cuscino per la rabbia e il dolore che sento dentro. New York è grande, queste sono le parole che mi rimbombano in testa, ma non abbastanza!
Quando riesco a calmarmi spiego tutto alla mia amica, toglie il mascara sciolto dalle guance, mi ascolta per tutto il tempo senza fiatare. D’altronde, cosa potrebbe dirmi?
- Non potrò fare a meno di vederla capisci? Andrò li tutti i giorni con la speranza di vedere lui, mi conosco Allie, so come sono fatta-
-E se … se provassi a parlare con lui? Magari riusciresti a sistemare le cose-
-Lui mi odia. Non me lo ha mai detto ma sento che è così … come potrebbe essere il contrario?-
-Per me sei esagerata!-
-Esagerata o no, non mi sento pronta, forse un giorno …-
-Katherine, svegliati! Non ci vorrà molto prima che lui trovi un’altra donna. Devo forse ricordarti la sua bellezza?-
-No-
-Ecco, quindi amica mia, datti due schiaffi e vai a riprenderti il tuo uomo, digli la verità una buona volta!-
Mi lascia sola in camera, con due mila pensieri in testa. Forse ha ragione, o forse no … il pensiero di un’altra donna al suo fianco fa male, tanto male. Un’altra donna con cui Caroline possa giocare, che la ami come la amo io.
Stringo forte i capelli e gli occhi, ARGH. Mi sento impotente, ma di sicuro non rinuncerò a Caroline, forse potrei farmi vedere da lei e piano piano avvicinarmi a lui, ma la paura che mi rifiuti è troppa.
Sospiro rilasciando tutta l’aria che ho nei polmoni, poggio il cuscino sul viso … in che razza di casino mi sono infilata!
***
La prima lezione tutto sommato è andata bene. Certo mi trovo a confrontarmi con ragazzi con talento superiore al mio, dovrò studiare parecchio per arrivare al loro talento, ma i sacrifici non mi hanno mai fatto paura.
Con il mio bicchiere di caffè in mano, mi incammino verso quella strada che solo ieri mi ha cambiato la vita. Cerco un posto più vicino rispetto a quello di ieri, voglio vederla da vicino riuscire a cogliere ogni cambiamento del suo viso. Trovo un posto di fronte la scuola, è un edificio abbandonato e nel portone vi è una rientranza, mi apposto li e sorseggiando il caffè aspetto il suono della campanella.
Dopo 20 minuti buoni, il trillo della campanella mi fa sussultare, per assurdo le mani iniziano a tremare e sono costretta a chiudere gli occhi per calmarmi. “Forza Katherine, lei non ti vedrà, andrà tutto bene”. Parole che ripeto come un mantra, parole a cui credo poco.
Vedo Julie in fondo alla strada, Caroline le corre incontro saltandole in braccio. E’ cambiata, ha sempre i tratti da bambina ma il suo viso si è assottigliato e sembra quasi che i suoi occhi siano più grandi. Poggia le manine paffute sulle guance della zia, la fissa negli occhi. Conosco quel metodo, probabilmente sta cercando di convincerla a fare qualcosa e infatti, poco dopo, Julie si arrende e la bambina batte le mani contenta.
Sorrido come se la sua facilità fosse riuscita ad arrivare fin qui, è assurdo il legame che sento con lei quasi come se fosse mia, come se fossi davvero la sua mamma. Forse mi sono sentita sempre cosi per lei, anche se sono troppo giovane per esserlo, ho sempre sentito questo attaccamento quasi morboso a lei e il non sentirla mi uccide. E’ curioso tutto questo, quando decido di tagliare i ponti definitivamente con lei, ecco che riappare nella mia vita “forse perché siete destinate a stare insieme, forse è solo un segno del destino”.
Queste parole si susseguono nella mia mente fin quando non torno a casa, è assodato la mia giornata avrà senso solo in quei pochi minuti, mi basta vederla sorridere e la giornata prende un’altra piega.
Pov Anthony.
Sono le sette di sera e sto tornando a casa da lavoro, questa giornata sembrava non finire più. Non pensavo che essere direttore di una galleria d’arte portasse a cosi tanti doveri, ero convinto fosse un lavoro più “rilassante” e invece tutto il contrario.
Posteggio l’auto nel garage sotterraneo di casa, spengo il motore e mi prendo qualche minuto per me.
Da quel giorno della lite non ho più rivisto mia madre, ne tanto meno sentita. Ho rapporti sono con mi sorella, che praticamente vive con me, e con mio padre.
Un po’ mi dispiace, è pur sempre mia madre, ma quello che ha fatto è imperdonabile, non credo sarò capace di perdonarla.
Poggio il capo sul volante e chiudo gli occhi. Katherine non si è fatta più sentire con la piccola, me lo ha riferito mia sorella. A quanto pare ha iniziato il college, ma non so dove sia stata ammessa. Volendo potrei saperlo ma, in verità, ho paura di scoprirlo. Mi conosco, sarei capace di andare anche dall’altra parte del paese pur di vederla e in verità, non so come potrei comportarmi vedendola.
La rabbia che provo nei suoi confronti è troppa, so che la colpa non è del tutto sua ma in cuor mio non posso ignorare il fatto che si sia arresa cosi, non ha neanche provato a combattere per noi due.
Esco dall’auto sbattendo forte la portiera, è sempre cosi, quando penso a lei sento la rabbia montarmi dentro a volte non riesco neanche a controllarla.
Quando apro la porta di casa sento Caroline saltellare, è stranamente allegra
-Ehi, cosa è questa baldoria?-
-Papiiinooo-
corre verso me e la prendo al volo baciandole il viso.
-Allora?-
-Tua figlia è convinta di aver visto una principessa davanti la scuola, vero Caroline?-
il loro sguardo d’intesa mi incuriosisce, sento che mi stanno nascondendo qualcosa.
-Una principessa eh? E dimmi, sapresti descrivermela?-
-Papà, ma secondo te, come possono essele le p- plincipesse? Era bellissimisssima, con i capelli dorati, luuuunghiiii fino a terra-
-Sono proprio uno sciocco-
-Si, lo tei. Adesso fammi scendere, devo andare a mangiare la pappa-
si divincola dal mio abbraccio e corre verso la cucina. Sistemo la giacca nell’armadio dell’entrata e con essa la ventiquattrore. Osservo Julie dare da mangiare a Caroline, quelle due non me la contano giusta. Arrotolo le maniche fin sopra il braccio, prendo del vino e lo verso in un calice. Le fisso ancora, mi stanno decisamente nascondendo qualcosa. Stanno li a parlottare e a sorridere, so anche che chiedere spiegazione a mia sorella sarebbe inutile, non direbbe una sola parola, la conosco.
E pure è da qualche giorno che Caroline è stranamente tranquilla, da quando aveva smesso di sentirsi con Katherine era triste, con lo sguardo sempre cupo, adesso invece sembra quasi rilassata.
-Sicuro che voi due non dobbiate dirmi nulla?-
-Da quando sei cosi sospettoso, adesso lasciaci in pace-
Guardo l’orologio sulla parete di fronte a me, tra qualche minuto Caroline esce da scuola. Julie mi ha detto di non poter andare a prendere, aveva un impegno con il suo ragazzo.
Mi stropiccio gli occhi ed esco fuori dalla galleria avviandomi a piedi verso la scuola. Dopo pochi minuti mi trovo davanti al marciapiede della scuola, ma mi blocco quando vedo Caroline parlare con una ragazza.
Ha i capelli lunghi e scuri, è molto magra …si abbracciano ma quando Carolina mi vede le dice qualcosa all’orecchio, la ragazza annuisce le da un bacio in fronte e va via. La guardo girare l’angolo, mentre Caroline viene verso me.
-Papino-
-Caroline, chi era quella ragazza?-
-Oh, una nuova maestra. Oggi siamo usciti plima-
-Perché non mi hanno chiamato? Sarei venuto prima a prenderti-
-Ehm … la maestra voleva complarmi un gelato, sono stata blava oggi e mi ha plomesso di portarmi in tempo-
-Capisco e come si chiama-
-Amanda-
-Amanda …ok, possiamo andare a casa-
-Non andiamo alla gallelia?-
-No, voglio tornare a casa, sono stanco e voglio stare con la mia principessa-
-Yaiiiii-
***
È passata una settimana da quando ho visto la nuove maestra di Caroline, una settimana che mi arrovello il cervello. Una maestra non si comporta in quel modo con una bambina, va bene essere dolce ma portarla fuori dall’istituto, comprarle un gelato no, qualcosa non va.
Per questo sono nascosto nell’androne di un palazzo, con le persone che vi escono che mi guardano con cipiglio alzato. Non ci faccio caso e punto lo sguardo verso la scuola, pronto a vedere questa fantomatica maestra uscire.
La campanella suona e i bambini iniziano ad uscire, Caroline va incontro alla zia che, dopo averla baciata, le indica un punto del marciapiede. Seguo anche io la stessa direzione e mi si blocca il respiro.
Vestita con una gonna blu e una camicetta a pois, si piega sulle ginocchia per afferrare mia figlia.
Ha gli occhiali da sole e un sorriso meraviglioso, i capelli lasciati sciolti vengono mossi dal leggero vento.
Sono costretto a sedermi sulle scale e prendermi la testa tra le mani. Cosa diavolo ci fa lei qui? Come si permette ad entrare nella vita di mia figlia senza chiedermi il permesso? E non ci penso neanche mezzo secondo, non mi interessa che davanti a me ci sia mia figlia felice abbracciata a una delle persone più importanti per lei, a passo veloce le raggiungo, la voce di mia sorella che mi chiama e lei che alza lo sguardo.
-Cosa diavolo ci fai qui, Katherine?-
Kath è vestita cosi quando Anthony la vede (:

non so se essere contenta che si siano rivisti anche prima di quello che mi aspettassi o preoccupata perchè Anth mi pare parecchio incazzato,non credo la perdonerà molto facilmente,come ha detto sa che è colpa della madre ma forse Kath avrebbe potuto lottare di più per il loro amore... mmmm a meno che non ci sia di mezzo una minaccia,chissà fino a dove si è spinta quella stronza della madre...
RispondiEliminaNon la perdonerà facilmente,forse con il tempo ma di sicuro nel prossimo capitolo Anthony sfogherà un po' della sua rabbia!
EliminaQuello che le ha detto la madre verrà fuori, ma non adesso ;)
Noooo perchè è finito il capitolo? L'ho divorato.
RispondiEliminaHo paura, Anthony è arrabbiato (giustamente) spero si chiariscano una volta per tutte!
Che tristezza quando Kath vede Caroline nel cortile della scuola, ho pianto insieme a lei ç__ç
Così la madre di Anth non esce più?! *spara i fuochi d'artificio*
Il vestito è bellissimo!
Non si chiariranno adesso, è troppo presto e la rabbia di Anthony è troppa. D'altronde puoi dargli torto?
EliminaSi è sentito tradito e ingannato ... ci vorrà un po'
O_O e sti ca***
RispondiEliminaquesto capitolo è m e r a v i g l i o s o...
mi è piaciuto dalla prima parola all'ultimo, scolato, bevuto, mandato giù..
O_O Cavoli piccola piccola mentire a suo padre e non lasciarsi scappare che in realtà vede Kath. Ovvio ci sta lo zampino suo ma bugia dopo bugia..
Anth mi sa che la striglia e ... (non mi piacchiare) ha ragione!
Ha ragionissima, per questo le cose non si risolveranno facilmente!
EliminaLa bambina pur di vedere Katherine era disposta a tutto e, con l'aiuto della zietta ( e non solo) è riuscita a vederla.
La domanda che ti pongo è: secondo te Anthony le permetterà di vederla ancora?
Nooooooo cavolo e ci lasci così??????? Ho la sensazione che prenderanno tutte una sgridata con i contro fiocchi, pare abbastanza incavolato il nostro prof
RispondiEliminaCapitolo stupendo
Però a breve devi postare il prossimo non ci puoi lasciare sulle spine x molto.....
HAHAHAHAHA cercherò di postarlo prima che di andare via, promesso.
EliminaMagari mentre sono in vacanza riesco anche a postare qualcosa ;)
non disperate xD
o porco......speravo si rincontrassero presto, ma non così....forse Kath ha sbagliato tempi e modi. Forse avrebbe prima dovuto riconquistare il suo uomo e poi sua figlia. Anth lo vedo furioso come non mai, ma è ancora tanto innamorato, spero possa perdonarla. Ha ragione cmq, Katherine avrebbe dovuto lottare per loro 2, non arrendersi subito così. Uff voglio subito il prossimo cap!!
RispondiEliminaincazzato lo è, anche tanto, e le cose non si sistemeranno subito. Come potrebbe?
EliminaE' ferito e arrabbiato e ha tutte le ragioni per esserlo!
Nel prossimo capitolo assisteremo a una bella sfuriata.
....mi metto nei panni di Anth e sarei incazzata come un bestia! E' sempre il padre di Caroline, e lasciarlo allo scuro di questi incontri è stata una decisione PESSIMA!, in più si sente ancora ferito e questo non può che acuire la sua frustrazione fermo restando che sono d'accordo con lui sul fatto che forse Kath avrebbe potuto lottare x il loro amore piuttosto che mollarlo....
RispondiEliminaUff....se Kath avesse cercato di riallacciare i rapporti prima con LUI spiegandogli ogni cosa, anziché correre da Caroline a sua insaputa, le cose sarebbero andate in maniera diversa.... speriamo almeno che ora faccia a faccia chiariscano ogni cosa !!!
La colpa non è tutta di Katherine però. Julie poteva essere leale con il fratello, avvisarla e non accontentare i capricci di una bambina.
EliminaKatherine ha comunque il suo bel bagaglio di colpe, che va dalla decisione di mollarlo fino ad adesso.
Anthony è nero e lo vedrete nel prossimo capitolo, le cose si sistemeranno ma con i dovuti tempi.
Bello nero Anth... non ha in fondo tutti i torti ..non si scappa così, si affrontano insieme la persona amata i problemi...Era con Anth che per primo doveva chiarirsi e tentare di aggiustare i rapporti , non correre dalla bambina ad insaputa di lui ..Anche la sorella a a sbagliato ad accontentare il capriccio di una bambina ..prima era il caso ne parlasse con il fratello..Speriamo si chiariscano una volta per tutte entrambi!!!
RispondiEliminaNonostante sono sicuro che lui abbia l'animo e il cuore in tumulto per averla rivista.....non può cedere subito.....
RispondiEliminaAnche se sua madre ha fatto una cattiveria infinita.....ma......l'orgoglio e la rabbia sono ancora troppo presenti.
Però non farli stare troppo uno contro l'altro.....voglio di nuovo le coccole
Capisco che lui sia incavolato, ma onestamente la rabbia maggiore dovrebbe averla verso la madre, non Katherine, in fondo Kath è giovane e può aver avuto paura rispetto alle parole della madre, che nn sappiamo ma intuiamo (una minaccia....)!!!!
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