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martedì 15 ottobre 2013

Paint Me The Moon: Capitolo 40


A sorpresa aggiornamento veloce!
Mi hanno ispirato carta e penna con cui ho scritto questo capitolo (Seguendo sempre le linee guida del mio cervellino malefico)
Corto per i miei standard ma...  interessante (Come suggerito da un amica)
Grazie come sempre per tutti coloro che leggono, silenziosi e Indispensabili.
Sun





<<Si, così. Solleva i fianchi Clay, muoviti così..>>
<<Dio, sto impazzendo!>>, in realtà ho il respiro talmente affannoso che sto per andare in iperventilazione. Mi sento travolgere dal piacere. 
<<Sei fantastica, così sciolta. Terribilmente sexy. Sono pazzo, pazzo di te>>
<<Richard....>>, non riesco a smettere di gemere. Ho pezzi di torta dappertutto. Il mio corpo nudo, spianato sul bancone della cucina, trema dalle scosse di godimento che le sue dita mi procurano.
Il suo viso è pura espressione erotica ed è per quello che non riesco a smettere di guardarlo. La stimolazione di tutte le terminazioni nervose quasi mi impongono di chiudere gli occhi ma non lo faccio. Sarebbe un supplizio negarmi la vista del suo viso stravolto. E' magnifico. I suoi approcci fisici mi lasciano sempre col fiato sospeso: non so mai che intenzioni ha o quali desideri gli attraversano la mente. Ma nel momento esatto in cui accade, diventa istintivo e selvaggio e non ci pensa due volte. Spesso mi è sufficiente catturare un sorriso malizioso o gli occhi che si stringono progressivamente, per vedermelo piombare addosso facendomi eccitare all'istante. 
L'euforia con cui mi fa affrontare il sesso mi rende così viva. Come mai prima d'ora. Una versione di me provocante, disinibita, aperta e ricettiva, consapevole di poter stupire Richard anche solo con un bacio sfacciato e irruento. 
Sulla cima dei miei seni una densa porzione di torta ricopre entrambi i capezzoli che sospingono la glassa al ritmo del su e giù del diaframma nel petto. Torta sullo sterno, sotto le pieghe dei seni, sull'addome. L'interno coscia spalmato di crema e glassa. Spennellate di ripieno al rum sopra il monte di venere e tra le pieghe intime.   
Pizzica, prude e la sensazione si acuisce quando, oltre alle sue dita, è la lingua che vortica a darmi sollievo e tortura insieme. 
Ma Richard sa come ottenere il suo personale piacere con me. Conosce e pratica ogni mossa bizzarra per placare la fame che ho di lui. Mi prende per intera, a volte con fatica, ma lo sento il potere che ha su di me, anche solo con un suo semplice gemito mentre sono io quella che gode. 
Come in questo momento che le sue dita mi scivolano dentro e penetrano con estrema facilità, la bocca si concentra per pochi secondi sulla carne morbida della mia intimità e poi si abbatte senza tregua a risucchiare la torta dai capezzoli. 
Solleva un sopracciglio da sopra il mio seno sinistro, senza perdere l'aderenza delle labbra. Mi fulmina con un occhiata a dir poco spudorata e sorride malefico. 
<<Fatti sentire, fammi sentire...fai tremare questo bancone>>, mentre lo dice la stimolazione diventa uniforme e quasi esplodo contro la sua erezione che si poggia appena su di me. <<Ci sono quasi... non mi trattengo>>, biascico semi stordita dalla lunga e sfiancante corsa al piacere che dura da ormai non so quanto. 
Il sole appare in tutto il suo attanagliante splendore, irrompe e si riflette su ogni superficie laminata nella cucina circondandoci di punti luce. E' trionfante vederli rimbalzare sulle spalle sudate di Richard, sui bicipiti non troppo muscolosi ma tonici e guizzanti. Le ciocche castane risplendono di uno strano rame, il blu indaco sembra virare sul verde acqua e tutto in lui mi ricorda la vaga somiglianza con un... angelo.  
Lo stesso angelo che adesso sfila via le dita da dentro me, bruciante di frizione. Smette di torturare avidamente i miei seni e mi lascia frustrata e stanca mentre ripulisce il mio corpo, mangiando le ultime briciole di torta sull'addome e sul monte di venere. Lì, sollevo i fianchi di colpo, con un moto involontario dettato dal desiderio di riaverlo dentro. Con qualsiasi parte del suo corpo. Sorride, con il pollice succhia uno sbaffo di crema e fissandomi negli occhi mi tira via dai fianchi facendomi scendere dal ripiano. Ad un passo dal suo viso, barcollo e lui mi afferra. <<Sei stata via due settimane, ti ho desiderata da impazzire. Ora ho bisogno di sentirti, di riaverti e di stancarti. Sei pronta?>>
Lo guardo, adorante e sorridente. Stendo le palpebre per un paio di secondi e mi aggrappo alle sue spalle, ubriaca di desiderio <<Pago bene i miei debiti, prenditi anche gli interessi. Sono così pronta che hai carta bianca, Richard... prendi le mie mani o non riuscirò a frenarmi. Sto bruciando...>>,  le ultime parole mi escono di bocca come un lamento e abbandono la testa sul suo petto baciandone ogni angolo. Senza darmi il tempo di guadagnarmi anche la sua bocca, mi bacia con forza, quasi violentemente. Le sue mani si fissano tra i miei ricci e non smette di assaporarmi, di raggiungere ogni parte di me attraverso la lingua. Il sapore misto di torta, glassa, me e lui mi da il colpo di grazia.
Afferro la sua erezione con le mani, accarezzandola dolcemente. Richard si irrigidisce per un istante, poi mi lascia fare per qualche secondo. 
E' bollente, in fiamme con una attraente alternanza di morbido e duro. Senza più resistenza mi solleva, fa aderire perfettamente le mie gambe intorno al suo bacino e con un piccolo sussulto mi permette di raggiungere la posizione giusta sul suo inguine. Con me in braccio, si volta di peso per raggiungere la parete che fronteggia il bancone e mi ci poggia instabilmente, puntandomi col bacino. Un altro sussulto per risistemarmi in braccio a lui, la morsa delle sue mani sulle mie natiche è svilente. 
E quando raggiunge la sicurezza di riuscire a tenermi ferma, si ritrae leggermente col bacino pronto a colpire. Mi punta perfettamente al centro e, guardandomi venerante negli occhi, alla spinta fa corrispondere un lungo e scombussolante bacio. Ora, il ritmo è diverso, lui sembra diverso. Sul bancone mi ha sballottata, qui sembra volermi lentamente amare. Geme il mio nome sulla bocca mentre la sua erezione si spinge piano contro le pareti del mio sesso sensibile. C'è un abbraccio intimo in cui io stringo lui, esattamente come mi stringo al suo collo, staccando la schiena dal muro per facilitargli la penetrazione. Osservo i suoi occhi scurirsi di colpo, le iridi rapiscono il blu e il velo del piacere lo risucchia. Si, è assolutamente diverso: si è abbandonato a me, non sta più giocando. Mi sente, sono sua e mia ama. 
<<Ti amo Clay>>, sussurra e poi lentamente chiude gli occhi. 
<<Ti amo così tanto, amore ti amo tanto...>>, l'intensità mi travolge e mi si inondano gli occhi di emozione. 
Lentamente si ritrae per poi penetrarmi ancora più a fondo, riempiendo ogni spazio, premendosi ovunque contro il mio corpo. La bellissima sensazione di perdersi e prendersi. 
Gli vado incontro puntandomi contro il muro e affondando in direzione contraria, su di lui. Le ossa si scontrano per pochi secondi e poi si allontanano in attesa del prossimo contatto. Il tempo si ferma e lentamente ci solleviamo e ci stringiamo. Infinite volte per infinito desiderio.
Ad ogni affondo mi contraggo, stimolata dalla lentezza che ci mette per percorrermi tutta. Il suo petto si incolla al mio con uno schiocco sensuale, frutto del sudore e dello zucchero ormai sciolto che ogni tanto lecca via come a darsi energia. Il suo corpo slanciato, nudo, si contrae e si tende per sorreggere il peso dell'amplesso, del mio corpo che si abbandona. Non ho mai goduto così tanto, sembra molto più di un semplice orgasmo. La coordinazione dei nostri bacini è sconvolgente, siamo un unico movimento che ondeggia contro la parete, colpi sordi accompagnati dal cantilenare dei miei gemiti e dal suo ansimare controllato. Avevo rischiato di raggiungere il culmine pochi istanti prima, ora invece è un piacere continuo, assordante. Non so cosa sia, probabilmente una combinazione di attesa, incastro e odore pesante e umido di sesso. La stanza intorno non esiste, mi sembra di essere all'inferno. E intanto la sua erezione sembra indomabile, il fuoco attecchisce dentro le vene fino a far pompare tanto di quel sangue che mi sembra di morire facendo l'amore. 
<<Ti voglio ancora, ti voglio di più....>>
<<Più veloce, mi sento a pezzi...>>
<<Resta vigile, controllalo Clay..>>
<<Più veloce..>>
Il mio lamento risuona nell'aria lontano, Richard accoglie la mia preghiera e aumenta il ritmo schiacciandomi contro la parete. Afferra le mie natiche facendomi quasi male. 
Per istinto e per debolezza mi aggrappo alla sua schiena affondando i polpastrelli, e quando all'improvviso soffia sui miei seni, esplodo uniformemente in tutto il corpo. 
Richard si blocca per una frazione di secondo, il mio corpo trema così forte da dovermi trattenere ma rapido spinge dentro di me con un ultimo, intenso colpo. Gli orgasmi si confondono in un groviglio di pulsazioni e contrazioni che si arrampicano dentro di me, facendoci sprofondare con un lunghissimo e spossante gemito liberatorio. Immobili cerchiamo all'unisono l'uno lo sguardo dell'altro ed è subito chimica. E' subito contatto, complicità, affinità. Occhi piantati in entrambi: lucidi e abbaglianti i suoi, appena socchiusi i miei. Mi bacia su tutto il viso e, riacquistando lentamente il controllo del respiro, compie un ultimo e pesante sforzo per staccarmi piano dalla parete e stendermi per terra, tenendomi premuta a lui dalla schiena e impedendomi di lasciarlo fuoriuscire da me. <<Aggrappati, non muoverti>>, balbetta in affanno, stanco e completamente zuppo di sudore. Con i palmi aperti accarezzo la sua schiena bagnata, infine mi intrufolo con le dita tra le ciocche e le tiro all'indietro portando il suo viso, il mento spigoloso e la sua bocca ad un soffio dalla mia <<Mi hai riempita, è dannatamente erotico. Ti amo Richard>>.
<<Lady, you're welcome >> sorride meravigliosamente, sprofondando di nuovo con il viso sul mio petto. Ridacchio piena ed appagata, con lui dentro e un cerotto contraccettivo da rinnovare per un altro trimestre.
**
<<Colore preferito?>>
<<Tutti quelli che avevi addosso la prima volta che ho fatto l'amore con te>>, sorride smettendo per un attimo di masticare.
Una leggera vampata di calore mi assale. Richard e le sue risposte ad effetto.
<<Okay. Film preferito?>>
<<Oh, sono piuttosto appassionato di classici. Pensa è un film di 30 anni fa, The Curious Case of Benjamin Button>>
<<Aspetta, il nome mi ricorda qualcosa ma non credo di averlo visto>>, fisso il mio piatto con noncuranza facendo spallucce.
<<Devi. La versione ristrutturata in 4D è... superba>>, la sua forchetta disegna un spirale immaginaria per enfatizzare la sua ennesima passione. E' così buffo con la bocca piena.
<<Il posto che ricordi con più affetto?>>, mi mordo la lingua quando capisco che è una domanda dalla lama a doppio taglio, per cui di sicuro avrà a che fare con la sua famiglia. 
E la sua espressione, infatti, non mi lascia scampo. 
<<Cascina in campagna dai nonni, nello Yorkshire>>
<<Materni?>>, divago.  Mi fissa per un istante in maniera indecifrabile, ma non fredda.
<<No, loro sono americani. La Cascina aveva questa specie di aria vissuta, apparteneva ai miei bisnonni paterni. Un posto magnifico>>, lo sguardo si addolcisce di pura malinconia <<Ci invitavo sempre un sacco di amici della facoltà. Sai, feste di fine corsi o esami di gruppo superati col voto botto!>>
<<Dai, non mi dire! Anche tu festeggiavi il voto botto?>>, poggio il piatto sul letto e mi concedo una lunga sorsata di birra. 
Gli amici, che fine hanno fatto? Quanti di loro aspettano ancora di riabbracciarlo? Quanti sono rimasti indifferenti davanti alla sua scomparsa? L'assedio improvviso di domande che tengo silenziosamente per me comincia ad avvilirmi. Non posso non pensare che lui esisteva prima della strada e che abitava un universo parallelo al mio, fatto di università, amici, feste e....ragazze. Oddio. 
<<Avanti spara>>, anche Richard, a gambe incrociate sul letto di fronte a me, mi guarda di sottecchi in cerca di un filtro ai miei pensieri. 
<<Band o Performer preferiti?>>, infilzo un altro boccone di pasta con la forchetta, mettendoci forse un po troppa forza per nascondere il disagio. 
<<Clay?>>, il tono rassegnato.
<<Che c'è?>>, sollevo lo sguardo, fissandolo di colpo perplessa.  
<<La tua prossima domanda non era questa, ho detto spara. Avanti>> solleva le sopracciglia, il che mi fa pensare che non sia affatto restio a soddisfare qualche mia curiosità. 
<<Non voglio farti pressioni, parliamo d'altro>>, allungo una mano per accarezzargli i capelli e poi la guancia. La afferra nella sua e la tiene lì, calda sul suo viso.
<<Let me try...>>, sussurra dolcemente. 
Annuisco, e senza pensarci troppo butto fuori la prima cosa che mi viene in mente <<Avevi una ragazza?>>
Stupito, sorride come se non si aspettasse esattamente questo <<Tutto qui?>>
<<No, direi di no. Ma è quella che ha avuto la meglio su tutte>>, lo guardo mentre scuote la testa ridacchiando. Beh almeno stavolta non ho mirato a ricordi dolorosi.
<<Ultima ragazza fissa all'Upgrade del College, sai l'anno integrativo di specializzazione che ti offrono al quarto livello, prima della laurea... ehm all'incirca quattro anni fa>>,  stringe gli occhi mentre fa due calcoli temporali.
<<E nessuna prima di....? >>, sventolo la mano per aria con fare indifferente. Quanto è difficile tenere a bada questa istintiva possessione che ho sviluppato, non la definirei neanche gelosia.
<<No, solo..drive-by!>>, sorride sornione mentre si porta alle labbra la bottiglia quasi vuota della sua birra. Una goccia di condensa scivola via dal fondo sul suo petto nudo. Per tutto il giorno, dopo il sesso, si è infilato addosso solo quel benedetto pantalone morbido color carta da zucchero che fa risaltare il suo sguardo luminescente.
<<Non ti facevo uno da botte e via>>, continuo a tenere lo sguardo fisso nel piatto, non credo che reggerei la vena ironica con cui parla, ne il pensiero di quella goccia <<E ne eri innamorato?>>.
<<Perché lo vuoi sapere?>>, poggia il piatto di pasta sul letto, ad una certa distanza. 
A gambe incrociate davanti a me, con un piccolo balzo, si porta più vicino <<Guardami. Ora!>>. Deglutisco velocemente il mio appetitosissimo boccone: Richard con questi ravioli zucca e noci stavolta si è superato. Mi prendo qualche altro istante per sorseggiare un po di birra, poi rimetto giù la bottiglia e lo guardo. 
<<Se ti dico semplice curiosità mi credi?>>
<<No>>
<<No cosa?>>
<<No, non ti credo. No, non ne ero innamorato. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi dall'amore. Mai avuto delusioni, ne crisi esistenziali per pensarci veramente>>, con le dita giocherella con il bordo del mio abitino blu, morbidamente adagiato sulle ginocchia incrociate sotto di me. Lo strattona un po per richiamare la mia attenzione <<Non c'è nulla di interessante quanto me in questa stanza, perciò guardami!>>. 
<<A volte i misteri che ti porti dietro mi pesano un po. Avere una vaga idea di quello che eri e di come vivevi inevitabilmente ci tiene distanti, perché sento di non poter condividere con te ciò che provi quando ti svegli la mattina e i pensieri con cui ti addormenti la sera>>
<<Clay, essere una coppia comprende anche il raccontarsi partendo da zero. Chiunque, all'inizio di una storia, ha davanti un perfetto sconosciuto con una vita, un passato e una personalità. Sono cose che vengono fuori progressivamente, ma capisco la differenza che senti con me. Nulla è stato scontato come un incontro al parco o pianificato come un  appuntamento al buio. Non ti ho mai pretesa, ma ti ho voluta dal primo istante>>, le sue labbra catturano le mie all'improvviso, poi si stacca con un sospiro.
<<Ero irrequieta, attratta da ciò che mi facevi provare. Non riuscivo a far finta di nulla. Tu eri lì ed io sentivo di non poterti lasciare>>, con una mano solleva il mio viso dal mento, con l'altra mi accarezza un sopracciglio, poi i capelli.
<<Amore mio, so che hai paura di quello che non sai di me e capisco tutto ciò che stai affrontando per causa mia. Mi stai concedendo tempo e fiducia e il mio unico scopo è farne buon uso. La mia vita era quella di un qualsiasi ragazzo della mia età. Non ho mai sgarrato, mai una droga, ne fatto pazzie da ricovero. Ho studiato, ero circondato da molti amici e le ragazze arrivavano con la stessa velocità con cui andavano via. L'unica storia in cui mi sono impegnato è finita con lei che ha trovato davvero l'amore della sua vita, eravamo amici di infanzia ed è durata poco più di un anno. Non avevamo tracciato il confine tra amicizia e sentimento e ci eravamo sbagliati. Io lo avevo capito, ma ho preferito agire da vigliacco che lasciarla per primo>> 
<<Adesso sembri tutt'altro. Tu non sei vigliacco. Non sei nulla di tutto questo.>>
<<Adesso ho te. E credimi, ho la stessa impaziente voglia di divorare capitoli interi della tua vita. Magari saltando la parte più recente in cui tu intraprendi una relazione proprio sotto i miei occhi, mh? Tu potrai anche non volerlo ammettere, ma io sono davvero molto, molto geloso>>, riduce gli occhi a due fessure, minaccioso e pungente. 
<<Eppure con Matt hai sempre preferito la diplomazia, non lo avrei mai detto!>> sollevo un sopracciglio, divertita da quell'espressione da finto turbamento.
<<Clay, sono inglese. I'm gentleman..>>, con una smorfia finge di sollevarsi un monocolo ed io scoppio a ridere. Dura meravigliosamente poco, zittendomi con un bacio.
L'avviso sonoro dell'arrivo dell'ascensore ci interrompe, facendoci sobbalzare per poi fissarci stupiti. Non serve molta immaginazione per capire chi potrebbe venire da noi, di domenica sera, in un loft ufficialmente sfitto. Un loop olografico appare dal display del mio tab, mostrandomi le facce di bronzo di una Lynn sorridente a denti stretti e un Ryan inquietante con un sacchetto in mano, poco dietro di lei. Richard ruota gli occhi al cielo, si infila una t-shirt e ridacchiando si dirige alla porta <<Vado io>>. 
Mi alzo pigramente dal letto e con il sorriso sulle labbra porto via i piatti fino in cucina.
Con un precario battito di mani, Ryan varca la soglia di casa facendo un inchino trionfante davanti a Richard. Ridono entrambi e poi si danno una spallata alquanto adolescenziale. 
<<Amico mio, sei ufficialmente un imprenditore geniale! Mettiamoci in affari, ti prego!>>, Ryan scuote il sacchetto che ha in mano e, poco dopo, Lynn irrompe con un sorriso che le apre letteralmente la faccia. Si scambiano un cinque con Richard, borbottandogli un sei grande, poi si infila sotto il mio abbraccio.
<<Dio meno male, siete entrambi presentabili. Temevamo di sbagliare momento>>
<<Heey!>> le do una pacca sul sedere aggrottando le sopracciglia.
<<Grandi notizie Boss! Si torna a lavoroo!>>, Lynn stasera è bellissima. I suoi capelli nero corvino sono sciolti in un caschetto lungo e dritto. Ma le ciocche gloss blu le donano tantissimo. Ha cambiato qualche piercing ed è incredibilmente vestita di un solo colore: blu. E' come se improvvisamente fosse diventata davvero la ragazza di un medico. 
<<Oddio, che ho fatto? Hai lo sguardo da "Io sono il Laboratorio e tu la cavia"!>>, spalanca gli occhi in attesa. 
<<Ma no, è solo che non sei molto.. Multicolor stasera, ecco>>, ridacchiamo per qualche secondo poi Lynn sbircia qualcosa oltre le mie spalle e annusa frenetica. 
<<Uhm, sto morendo di fame. Cos'è questo profumo?>>, mi volto mostrandole platealmente il piccolo buffet imbastito da Richard, consumato solo per 1/3.
<<Serviti pure, Richard ha dato il meglio di se stasera!>>, Lynn raccoglie velocemente la provocazione e me la restituisce come solo lei sa fare.
<<La tua espressione beatamente distrutta non lascia dubbi Clay>>
I miei occhi si riducono a due fessure fulminanti <<"Disse la ragazza che amava tanto gli spogliatoi dei medici e i turni di notte">>, le do un colpetto sulla spalla e le punto i piatti con l'indice teso. <<Ryan, se ti va serviti pure. Vi prendo due birre>>
<<Lascia amore, faccio io>> e mentre Richard, indifferente all'appellativo stappa e porge le bottiglie, Lynn e Ryan si scambiano un occhiata e un sorrisetto bastardo. Senza proferire parola. 
<<Ragazzi se non è troppo disturbo...>>
<<Dai piantala...siedi e assaggia. Dammi un po di soddisfazione dottore>>
Discutendo della serata, io ed il mio artista li osserviamo godersi la cena, condividendo una terza birra. Richard è seduto su uno degli sgabelli di fronte a Lynn ed io rimango in bilico, seduta sulla sua gamba sinistra, con il suo braccio stretto in vita. 
<<Ragazzi, il vostro supporto è stato decisivo. Al di là del rischio di non riuscire a farmi perdonare...>>, si volta per guardarmi, baciandomi una spalla. Chiudo gli occhi pensando a quanto lo avessi già fatto. <<...Beh, mi sono sentito coinvolto anche a livello professionale. Con o senza di lei, il The Page  dovrebbe riaprire. Sono stato un osservatore esterno e costante per molte settimane e dalla mia prospettiva, quella di strada, il suo potenziale è enorme>> 
<<Beh amico, allora sii pronto a stupirti perché molti evidentemente la pensano come te. Tolte le spese organizzative, siamo sugli 11 mila dollari>>, quasi sputo la birra e spalanco gli occhi. Tossisco convulsamente mentre Richard ride, totalmente soddisfatto. 
<<Hey, tutto okay?>>, mi accarezza dolcemente la schiena dedicandomi un sorriso tanto naturale quanto spiazzante. Come se la cosa non lo toccasse, non lo stupisse quanto invece accade a me. Sono senza parole, così tanti soldi per una sola sera da chiedermi se ci sia stato qualche grosso finanziatore di passaggio. Per me tutto questo è un riscatto sui sacrifici fatti insieme a mio padre per tirare su il mio piccolo mondo. Vale ogni sforzo e rappresenta il mio nuovo punto di partenza, non più sola. 
Lynn mi porge una busta, tirata fuori dalla sacca col bottino magico. Con una strana espressione sul viso, sposta lo sguardo da me a Richard e infine a Ryan. 
<<E questo?>> mentre apro la busta, gli occhi saltano automaticamente alla firma digitale su una card di accredito - una tessera elettronica nominativa che ti permette di ricevere tutta la quantità di denaro trasferita all'interno - Cazzo, questa davvero non me l'aspettavo.
<<Stavo per parlartene ma... mi hai interrotta e->> 
<<Sono un sacco di soldi. Come posso accettarli? Oh Matthew...>>, mi volto in cerca dello sguardo di Richard che stranamente appare sereno. Conciliante quasi. 
<<Già>>, Lynn sorride riprendendo a mangiare.
<<Direi che dovresti ringraziarlo ed accettare Clay>>. Ryan osserva Richard, poi entrambi annuiscono d'accordo.
Mi muovo lentamente, sistemandomi meglio sulle sue lunghe gambe e poi lo abbraccio <<Sicuro che per te va bene?>>, mormoro all'orecchio.
<<Amore si, per me va bene. Ma se torna ad avanzare pretese lo prendo a calci nel culo, ma sul serio stavolta. Ricorda, molto molto geloso>> la sua smorfia severa mi fa sorridere e senza pensare ai presenti lo bacio con forza. Tutto questo non sarebbe mai accaduto se non avessi avuto accanto un angelo tanto buono e generoso. Capace di mettersi in gioco con grande determinazione e oltrepassare i suoi piccoli grandi limiti. 
<<Hey Boss, hai già chiesto a Richard da dove ha intenzione di cominciare?>>
Alla domanda di Lynn chiudo gli occhi. L'improvvisa voglia di strozzarla con i ravioli è ai massimi storici. Richard mi scosta con l'esatta espressione che mi aspettavo: smarrimento.
Mi mordo la guancia dall'interno, i suoi splendidi occhi mi fissano impazienti e confusi senza sapere esattamente da dove cominciare a placarli.
Ci fissiamo per qualche secondo. Con la coda dell'occhio scorgo Ryan sgomitare contro Lynn. Oh Si! Spianami la strada, quando è il mio turno la faccio a pezzi. 
<<Volevo chiedertelo al momento giusto, con calma e qualche invitante premessa, ma... ehm, visto che Lynn è un treno merci che trasporta segreti...>>, sospiro rassegnata.
<<Clay?>>
<<Si. Vorrei che dipingessi tutte le pareti del The Page! Non parlo di tinte da imbianchino, parlo di dipinti da artista>>
<<Tu vorresti cosa?!>> i suoi occhi diventano enormi e le iridi piccoli punti di buio.
<<Si, voglio che tu riempia tutte le pareti con ciò che vorrai, con ciò che ti verrà in mente. E' merito tuo se presto potrà riaprire, io so che ci hai messo l'anima ma voglio che tutti la vedano>>, continuo a fissarlo negli occhi come se in questo momento non ci fosse nessun altro sulla faccia della terra. 
<<Clay, non...>>, la sua bocca si schiude per lo stupore e vedo già brillare nel suo sguardo potente la scintilla dell'arte.
<<Amore, concedimi l'onore di stupire te, per una volta>>.
Mi abbraccia così forte da cogliermi di sorpresa, poi affonda incurante nella mia bocca per donarsi generosamente in un bacio spiazzante. Mi soffia un impercettibile ti amo sulle labbra, leccandolo via l'istante successivo. 

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Al prossimo capitolo.


8 commenti:

  1. un minuto di silenzio per la torta Clay che era tanto carina ma non è sopravvissuta...almeno ne hanno fatto buon uso XD quanto mi erano mancati questi due conigli,dovranno recuperare tutto il tempo perso...sempre se il loft regge!
    ah però 11 mila dollari non sono mica pochi!,speriamo che riescano a rimettere in piedi il The Page presto!

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    1. Si, ho considerato il valore monetario tra 25 anni più o meno .. e credo che siano l'equivalente più o meno di 4/5 mila dollari di ora.. A volte dimentico anche io che sono nel futuro.

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  2. Ho cominciato a leggere il capitolo e..............sono corsa a mettere la testa nel congelatore, oh mamma santa che scena O.O non vorrei esagerare ma la più erotica di tutte!!!! Direi bel modo di mangiare la torta ;-)
    Per il the page, siiiiiiiiiiiiiiii si riapreeeeeeeeeeeee, e bellissima l'idea di far dipingere le pareti a Richard *-* belli i nostri gelosoni....

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    1. Si è la più audace che ho scritto.. ora sono più liberi..completamente.. <3 grazie Simo *_*

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  3. Awww ma quanto sono dolci..... (in questo caso dovrei usare altri termini XD....) ma per rifarmi alla torta che Richard ha gustato per bene eh eh
    Anche Lynn e Ryan sono adorabili ed è bello vederli così uniti. Si è creata proprio una bella amicizia.
    E ora si torna al The Page, yeah!!! Non oso immaginare la bellezza di quel posto dopo i dipinti di Richard *_*

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  4. .....che amarezza le mie torte non fanno mai quella fineeeeeee!!!!!!
    emh...sì decisamente hanno recuperato il tempo perso...................sono DOLCISSIMI con i loro "Ti Amo" e i loro "Amore"!!!

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  5. Marooo' la scena della torta e' "bollente" ....e ' quella più HOT fra tutte secondo me sis!!!! La dolcezza di loro due ...i loro Amore e Ti amo awwww!!! Il The Page che riapre evvivaaa ....una bella idea anche ..farlo fare a Richard sai che capolavoro verrà fuori !!!!

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  6. Dire che questo capitolo è bollente è poco, mi ci vorranno 10 docce fredde per riprendermi....awwwwwwwwwwww ma quanto sono dolci e pucciosi *__________* Ottimo lavoro con la torta XD
    Eh finalmente riapre il The Page..siiiii!!

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