"DriinDriin" pensavo
di sognarlo quel suono fastidioso ma quando il cane ha iniziato ad abbaiare, ho
capito che non avrei avuto via di scampo.
Mi trascino alla porta cercando
di sistemare i capelli, so che non servirà a molto ma tentar non nuoce. Quando apro
la porta due cose succedono contemporaneamente. Sbarro gli occhi quando vedo la
persona di fronte a me e, subito dopo, vengo scaraventata a terra da un cane.
Ma non è un cane qualsiasi è il SUO cane.
-Bear, smettila subito-
nello stesso momento in cui
dico il nome mi rendo conto di quello che ho fatto.
-Come fai a sapere il suo
nome?-
-Se me lo togli di dosso te lo
spiego-
fa come gli dico e riuscendo
finalmente ad alzarmi, lo faccio accomodare in soggiorno.
-Vuoi un caffè?-
-Si, grazie-
verso due tazze di caffè, non
ringrazierò mai abbastanza mia madre per avermi regalato una di quelle
macchinette con il timer, gliela porgo e mi siedo sulla poltrona di fianco.
-Non sapevo avessi anche tu un
cane-
dice osservando Bear e la mia
piccolina che giocano rincorrendosi
-In realtà, è lei che ha
trovato me. Il giorno in cui ci siamo incontrati al supermercato mi ha seguita
e non ho resistito ai suoi occhioni dolci-
-E' bellissima, come si
chiama?-
-Non le ho ancora dato un nome,
non ne ho proprio idea, qualcosa da proporre?-
-Mmmmh, Chanel, Dior ...-
-Che nomi del cazzo-
-Dai, stavo scherzando. Non so,
credo che Margot le si addica-
-Mi piace, si. Margot, vieni
qui-
e stranamente lei si avvicina e
mi sale sulle ginocchia, iniziando a leccare il mio viso
-Beh direi che le piace-
-Già, ma non mi hai ancora
detto come fai a conoscere Bear-
mi alzo e sento il suo sguardo
che mi segue, afferro il collare e glielo porgo.
-Ok, inizio a preoccuparmi.
Come fai ad avere il suo collare-
-Io ho trovato Bear nel parco,
ho letto l'indirizzo nel suo collare e avevo deciso di riportartelo ma, ad un
tratto, l'ho visto correre incontro a te. Tu non ti sei accorto della mia
presenza, preso com'eri a coccolarlo, siete andati via e dopo qualche minuto mi
sono accorta che aveva perso il collare. Ho cercato di raggiungervi ma eravate
come spariti, così l'ho preso con l'intenzione di riportartelo-
-E avevi intenzione di
riportarmelo?-
-Certo che si, per chi mi hai
presa scusa-
-Chiedevo-
-E va bene avevo intenzione di
spedirtelo-
-Perché?-
-Ti avevo riconosciuto al
supermarket e il tuo essere arrogante mi aveva indisposta ma...-
-Ma?-
-Ma, dato che in teoria sei il
mio capo, te lo avrei portato stasera stessa e qui mi sorge una domanda, cosa
ci fai qui?-
-Passavo e mi son detto: perché
non passare da Kris?-
sollevo un sopracciglio in una
muta domanda
-e va bene, volevo parlarti. Ho
pensato che è inutile che ti tenga in prova-
-Cosa? Non vuoi assumermi? Ma
mi hai tenuta solo per una sera, ti prego Rob, quel lavoro...-
-mi fai finire di parlare per
favore? Dicevo, è inutile che ti tenga in prova, sei brava e sai muoverti bene,
qualche altro giorno e sarai praticamente perfetta-
-Oddio, non ci credo mi stai
assumendo-
-Direi di si-
-Awww, grazie Rob-
mi butto su di lui facendogli
sbattere la schiena sul divano, stringo forte le braccia al collo stampandogli
un bacio sulla guancia
-Giuro che non te ne pentirai-
-Ehm si, non ho dubbi-
il suo tono di voce e
imbarazzato e in effetti non ha tutti i torti. Sono praticamente a cavalcioni
su di lui con indosso solo dei miseri pantaloncini.
-Scusami, non volevo aggredirti
sono solo felice- dico alzandomi dalle sue gambe.
-Si, ho notato. Beh direi che
posso anche andare via, stasera troverai il contratto eh beh, è tutto-
si alza e inevitabilmente gli
occhi mi cadono sul suo magnifico corpo. I suoi muscoli tesi, le sue gambe
lunghe, e quelle sue mani che mi mandano in pappa il cervello.
-A più tardi Kris, Bear andiamo
su. E tu piccolina fai la brava-
lo guardo piegarsi per mettere
il collare a Bear, lo fisso per tutto il tempo fin quando non lo vedo abbassare
la maniglia della porta e come riscossa da uno stato di trans lo fermo.
-Aspetta. Sei libero? Voglio
dire, hai impegni per oggi?-
-No, perché?-
-Beh, devo portare Margot dal
veterinario e comprare un paio di cose per lei, se ti va possiamo stare
insieme-
- Mi va-
mi sorride e lascia andare Bear
-Bene, allora vado a sistemarmi
e beh, fai come se fossi a casa tua-
Corro verso la mia camera con
il cuore che mi batte forte, quanto sei stupida Kris, è solo un amico non puoi
essere cosi agitata.
Mi lavo di fretta e furia,
indosso una canotta con sopra una camicia a quadri e una felpa, i jeans e le
scarpette.
-Sono pronta-
vado verso il salotto mentre
acconcio i capelli in una coda disordinata. Trovo Rob disteso a terra, con
addosso entrambi i cuccioli che non fanno altro che leccarlo
-Vi prego, basta, basta-
-Margot, vieni qui- al suono
della mia voce la piccolina con un balzo mi è in braccio.
-Sai, credo sia di razza. Ho
come l'impressione che sia un JackRussel. E' troppo agile e vispa-
-Non mi importa che razza sia,
mi interessa che stia bene. Andiamo?-
-Si, come porti Margot?-
-La terrò in braccio per ora-
annuisce e aprendomi la porta
mi fa segno di uscire.
Non appena in strada entrambi
indossiamo contemporaneamente gli occhiali da soli, ultimamente Londra mi sta
stupendo, ci sono parecchie giornate di sole.
Il mio accompagnatore mi guarda
e mi sorride
-Allora, direi di andare in un
negozio per animali e comprare tutto l'occorrente per la principessa e poi, se sei
d'accordo, ti porto dal un mio amico veterinario-
-Si, va bene-
Durante il tragitto parliamo
del più e del meno, più che altro è lui a parlare facendomi domande su domande.
Mi chiede della mia famiglia, dei miei amici, di tutto. Io dal canto mio non faccio
altro che rispondere e godermi il suono della sua risata ogni qual volta gli
racconto un aneddoto della mia famiglia.
- Sai, mi piacerebbe venire a
LA. Non fraintendermi, amo Londra ma ho sempre desiderato fare un giro da
quelle parti-
-Beh, potresti venire, ti farei
da cicerone-
-Oh beh allora verrò
sicuramente-
dicendo questo lo vedo entrare
dentro un negozio per animali. Lo seguo rendendomi conto solo ora delle parole
che ho detto. L'ho praticamente invitato in America, mi sono offerta di fargli
da guida turistica. Dio Kris, ma cosa ti passa per la testa?
Lo vedo guardare veri collari e
osservarne la misura
-Kris, allora vuoi portare qui
Margot?-
vado verso lui e lo guardo
-Che dici, questo potrebbe
andar bene?-
è un collarino blue, semplice
con il gancetto color oro
-Si, credo vada bene-
-Per portarla a passeggio ti
consiglio una pettorina, con il caratterino che ha, la gestisci meglio-
-Va bene, senti vado di la a
prendere le ciotole e una cuccia per lei-
-Ehi Kris, tutto bene? Sembri
strana-
-Nono è tutto ok, davvero-
-Me la lasci? Cosi le prendo la
misura del petto ...-
-Oh sisi, certo-
gli porgo Margot e sparisco nel
corridoio dietro al suo, lasciandomi andare a un sospiro profondo. Che diavolo
mi sta prendendo? Di solito con i ragazzi sono molto più disinvolta e, non mi
faccio tutte queste paranoie inutili
*Basta Kris, torna in te*
-Signorina, posso esserle
utile?-
la voce di un ragazzo mi fa
sobbalzare
-Scusi, non volevo spaventarla-
-Non fa nulla, stavo cercando
una cuccia per il mio cane e anche delle ciotoline-
-Venga, mi segua-
Mi mostra varie cuccette, opto
per una con la struttura in plastica e un enorme cuscino da mettere
all'interno. Le ciotole sono semplici nere con delle zampette disegnate.
-Le serve qualcos'altro?-
-Ehm si, di la c'è il mio amico
che sta scegliendo il collare e la pettorina e poi, mi servirebbero dei
croccantini-
-Ok, quanto ha il cucciolo-
-Non so, devo ancora portarla
dal veterinario, è una trovatella-
-E' qui con lei? Magari riesco
a darle un'occhiata-
sto per rispondergli quando
sento una presenza dietro me
-Siamo qui, hai trovato tutto?-
-Si mancano solo i croccantini-
-Stavo giusto dicendo alla sua
amica che, se mi fa vedere il cucciolo, posso consigliarle ...-
-Ha all'incirca due mesi e beh,
me ne occupo io, non si preoccupi-
ed eccolo qui, il Robert
spavaldo e arrogante che ho conosciuto ieri in quel supermarket e anche al
telefono. Lo vedo darmi le spalle, con una mano tiene al guinzaglio Bear e con
l'altro tiene in braccio Margot.
Il ragazzo dal canto suo, non
sa cosa rispondere, sembra ci sia rimasto male
-Lo scusi, è solo un po'
nervoso-
cerco di giustificare lo strano
atteggiamento del mio capo/amico, anche se non c'è nulla da giustificare, la
sua risposta è stata poco carina ma, soprattutto, molto arrogante.
Quando torna poggia tutto sul
bancone, il ragazzo con una strana fretta batte tutto nel registratore di cassa
e mi dice l'importo. Tra me e me penso che il lavoro che ho trovato è una
benedizione, non so proprio come mi sarebbe finita, probabilmente sarei stata
costretta a tornare a chiedere soldi ai miei o, addirittura, sarei dovuta
tornare a LA.
Usciamo dal negozio e vedo Rob
cercare qualcosa dentro al sacchetto, tira fuori la pettorina e il guinzaglio.
-Vieni qui piccoletta, è
arrivata l'ora di fare due passi-
Del Rob arrogante non c'è più
nessuna traccia, è tornato il ragazzo solare e dolce che ho conosciuto.
-Si può sapere cosa ti è preso
li dentro? Non capisco perché hai aggredito in quel modo quel povero ragazzo-
-Non so di cosa tu stia
parlando-
-Rob ...-
-Kris-
-Quando fai cosi sei
insopportabile-
-Buono a sapersi, vuoi
prenderla o devo portarla io a spasso-
Prendo il guinzaglio e inizio a
camminare per i fatti miei
-Kris, dove stai andando scusa-
-Me ne torno a casa-
-Devi portare Margot dal
veterinario-
-Lo farò domani-
-Perché sei cosi testarda-
-E tu perché neghi l'evidenza?-
-Io non nego... aaah me ne vado
a casa-
-Bene-
-Bene-
Accendo nervosamente un
sigaretta mentre mi incammino verso casa, lui è immediatamente dietro di me
-La smetti di seguirmi?-
-Ti ricordo che abito anche io
a Notting Hill, e poi sei una mia dipendente dovrai sopportarmi a lungo a meno
che, non hai cambiato idea sul lavoro-
quell'ultima frase la sussurra
appena
-Non ho intenzione di lasciare
il lavoro, puoi stare tranquillo-
velocizzo il passo, voglio solo
tornare a casa, sdraiarmi sul divano e non alzarmi fin quando non sarà l'ora di
tornare a lavoro.
Ma a quanto pare mister non ho
nulla non è della stessa idea, mi afferra per il braccio e mi costringe a
fermarmi
-Kris, ti prego possiamo
parlare?-
-Che vuoi che ti dica, hai
fatto tutto tu-
-E va bene, ok hai vinto. Gli
ho risposto male senza motivo, chiedo scusa. Vuoi che torni indietro per
prostrarmi ai suoi piedi?-
-No, mi va bene così. Allora,
cosa facciamo adesso?-
-Non volevi tornare a casa?-
sorride beffardo, argh i suoi
cambiamenti d'umore non li sopporto.
-Si ma ho cambiato idea.
Andiamo dal veterinario e poi se ti va, potremmo mangiare qualcosa insieme-
-Credo sia una buona idea,
andiamo forza-
quando sono vicina a lui sento
il suo braccio intorno alle spalle e le sue labbra vicino al mio orecchio
-scusa-
i brividi lungo il corpo sono
tanti ma, faccio finta di nulla gli sorrido lievemente e continuando a guardare
di fronte a me cammino al suo fianco. Il suo braccio sulla spalla mi distrae,
mi rende quasi nervosa ed impacciata nei movimenti.
Lui sembra capire il mio
disagio ma continua a mantenere questo contatto. Mi attira a se quando entriamo
dentro lo studio veterinario, una ragazza ci accoglie sorridente ma, tutta l'attenzione
è rivolta verso Rob
- Ciao Rob, cosa posso fare per
te? Bear sta bene, lo hai portato qui solo settimana scorsa-
-Ciao Annie, Bear sta bene non
preoccuparti, ho portato qui la mia amica sai ha preso un cane così-
-Oh ma certo... vieni avvicinati,
devo registrarla e poi il medico sarà da te-
Le dico il nome della mia
cucciola, il mio indirizzo e tutto quello che serve, mi spiega che le sarà
installato un microchip e che poi dovrò tornare da lei per registrare il numero
seriale. Non appena sbrigato tutto mi fa strada verso lo studio, all'interno vi
è un signore abbastanza grande ma incredibilmente affascinante.
-Salve signorina lei è ...-
-Kristen Stewart e lei, è
Margot-
-Ma ciao cucciolina, vieni qui
che ti controlliamo un po'-
inizia a visitarla, mi chiede
informazioni su di lei ma gli spiego che l'ho trovata solo ieri, le fa tutti i
vaccini, sembra che non abbia paura degli aghi ma, ahimè, ho parlato troppo
presto. Quando il medico le "installa" il microchip tra le scapole,
inizia a piangere e neanche le mie carezze sembrano calmarla.
-E' normale, l'ago è piuttosto
grosso ma vedrai che adesso le passa. Un'altra cosa, probabilmente oggi sarà
parecchio giù ma, è l'effetto dei vaccini ed beh, direi che è tutto-
-La ringrazio dottore, ci si
vede-
-A presto cara... oh che
sbadato tieni. Questi devi darli ad Annie-
-Giusto, arrivederla-
Quando torno dalla sua
assistente, trovo Rob poggiato al bancone che parla fitto fitto con lei. Gli
sorride come solo lui sa fare, quel modo che ti fa andare in pappa il cervello
e lei, beh lei ha lo sguardo sognante, pende praticamente dalle sue labbra.
-Ehm, scusate-
al suono della mia voce Rob si
rimette eretto mentre lei porta indietro una ciocca di capelli.
-Hai portato i codici, faccio
subito-
-Fai con calma-
-Allora, che ti ha detto il
dottore?-
-Sta bene, tutto nella norma-
-L'ho sentita piangere solo una
volta, è una tosta a differenza di Bear-
-Starà prendendo dalla padrona-
-Kristen?-
mi volto verso la persona che
mi chiama
-Tieni, questo è il libretto
dove sono registrati tutti i vaccini, il codice del microchip è nella pagina
iniziale, per il richiamo se ne parla tra un anno-
-Ti ringrazio. Beh, ci si vede-
-Ciao. Ehm Rob?-
-Si Annie?-
-Allora, ci vediamo stasera?-
ma che sfacciata
-Certo-
quando siamo davanti la porta
lui esce per prima ma io non resisto. Mi giro verso la ragazza e la chiamo
-Ah Annie!-
-Si?-
-Hai un po' di bava vicino la
bocca-
rimane a bocca aperta mentre
vado fuori dall'edificio mentre ancora rido vedendo la sua faccia.
-Cosa hai da ridere?-
-Nulla, dove andiamo a
mangiare?-
-Pensavo al giapponese, ti
piace?-
-Lo adoro.Dai corri pelandrone,
sto morendo di fame-
e cosi dicendo prendo in
braccio la cucciola e inizio a correre
-L'ultimo che arriva paga per
entrambi-
-Maledetta...-
ma sono molto più veloce di
lui, i passanti ci urlano dietro le peggio parole ma non importa. Mi sto
divertendo in sua compagnia, mi piace stuzzicarlo. Con lui sono me stessa ed è
strano, perché mai prima d'ora mi sono comportata cosi con una persona appena
conosciuta ma, con lui è tutto diverso, io sono diversa.
Sono la prima ad arrivare
davanti al locale, seguita da lui qualche secondo dopo
-Questo è barare-
-Non è colpa mia se sei una
lumaca-
-Ma sono carico come un mulo, e
ho Bear con me-
-Affari tuoi. Ma amore mio,
cucciolone tu stai morendo di sete. Rob chiedi se possiamo metterci fuori, cosi
possiamo tenere con noi le pesti e fatti dare due bottigliette d'acqua-
-Non so, vuoi che mi metta a
terra cosi che tu possa pulirti i piedi?-
-Naah, quello dopo. Dai, che
aspetti-
borbotta qualcosa ma non gli
presto orecchio. Bear si siede vicino a me, si gode i grattini dietro
l'orecchio mentre la piccolina si è cucciata vicino a lui. Sembra stanca ma il
medico mi aveva avvisata.
Osservo le persone camminare a
passo svelto, la maggior parte di loro sono uomini d'affari. Stanno sempre con
quel telefono attaccato all'orecchio. Mi chiedo come possano sopportare una
vita cosi, sono succubi di quell'affare, non sanno stare neanche mezzo secondo
senza avere quell'aggeggio infernale tra le mani. Credo che la loro sia come
una specie di malattia.
-Possiamo sederci fuori e i
cani non sono un problema-
-Ma sei scemo? Mi hai fatto
venire un colpo-
-Non è colpa mia se sei
terribilmente distratta-
-Dai, andiamo a mangiare.
Ordinerò di tutto-
-Certo, tanto pago io-
-Appunto!-
***
Sono le 11 di sera e al pub ci
sono poche persone. Rob è qui con me ma, è come se non ci fosse, sta parlando
con quella Annie, Dio mi fanno venire il volta stomaco.
Lei è decisamente carina.
Magra, capelli neri e occhi azzurri ma è decisamente troppo, civetta? Si, direi
che civetta è la parola giusta.
Ripenso alla mattinata passata
insieme ed è stato tutto perfetto. Al giapponese ci siamo divertiti, alla fine
non ho fatto la stupida, non mi andava che pagasse un patrimonio solo per un
mio stupido capriccio. Lui continuava a ripetermi che non dovevo farmi nessun
problema ma, mi sono limitata ad ordinare la roba che realmente mi andava. L'ho
conosciuto meglio in quella ora, gli ho fatto due milioni di domande. Ho scoperto
che ha due sorelle più grandi, che sua mamma si occupava di un'agenzia di
modelli e che suo padre vende auto d'epoca. Lui vive con Tom in un
appartamento, anzi a detta di lui, è un complimento chiamarlo cosi ma gli
piace. Gli piace suonare la sua chitarra mentre sorseggia una birra e guarda
Londra ai suoi piedi e in quel momento, ho pensato che pagherei oro per poterlo
vedere anche solo per un momento. Quando parla della sua musica gli occhi gli
brillano, il suo sorriso si espande ed è stato inevitabile, più di una volta mi
ha beccata mentre lo guardavo con una certa insistenza. Ma adesso, vederlo qui
che fa il cretino con miss perfettina beh, mi capire quanto alla fine sia solo
un semplice ragazzo, che non è poi cosi diverso da quelli che ho conosciuto
precedentemente.
-Kris? Sei con noi?-
la sua voce mi ridesta dai miei
pensieri
-Si scusa, dicevi?-
-Che stiamo chiudendo, va a
prendere la tua roba-
non mi scomodo di rispondergli,
vado a prendere la mia roba.
-Kris ti dispiace se stasera
non ti accompagno?-
e un po' dovevo aspettarmelo
anzi, ero sicura che finisse cosi ma in cuor mio speravo mi accompagnasse.
-Non c'è problema-
la mia voce esce più tagliente
e fredda di quanto pensassi
-Kris ...-
-Buonanotte Robert!-

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