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venerdì 31 maggio 2013

Songs from a Room: cap2


"DriinDriin" pensavo di sognarlo quel suono fastidioso ma quando il cane ha iniziato ad abbaiare, ho capito che non avrei avuto via di scampo.
Mi trascino alla porta cercando di sistemare i capelli, so che non servirà a molto ma tentar non nuoce. Quando apro la porta due cose succedono contemporaneamente. Sbarro gli occhi quando vedo la persona di fronte a me e, subito dopo, vengo scaraventata a terra da un cane. Ma non è un cane qualsiasi è il SUO cane.


-Bear, smettila subito-
nello stesso momento in cui dico il nome mi rendo conto di quello che ho fatto.
-Come fai a sapere il suo nome?-
-Se me lo togli di dosso te lo spiego-
fa come gli dico e riuscendo finalmente ad alzarmi, lo faccio accomodare in soggiorno.
-Vuoi un caffè?-
-Si, grazie-
verso due tazze di caffè, non ringrazierò mai abbastanza mia madre per avermi regalato una di quelle macchinette con il timer, gliela porgo e mi siedo sulla poltrona di fianco.
-Non sapevo avessi anche tu un cane-
dice osservando Bear e la mia piccolina che giocano rincorrendosi
-In realtà, è lei che ha trovato me. Il giorno in cui ci siamo incontrati al supermercato mi ha seguita e non ho resistito ai suoi occhioni dolci-
-E' bellissima, come si chiama?-
-Non le ho ancora dato un nome, non ne ho proprio idea, qualcosa da proporre?-
-Mmmmh, Chanel, Dior ...-
-Che nomi del cazzo-
-Dai, stavo scherzando. Non so, credo che Margot le si addica-
-Mi piace, si. Margot, vieni qui-
e stranamente lei si avvicina e mi sale sulle ginocchia, iniziando a leccare il mio viso
-Beh direi che le piace-
-Già, ma non mi hai ancora detto come fai a conoscere Bear-
mi alzo e sento il suo sguardo che mi segue, afferro il collare e glielo porgo.
-Ok, inizio a preoccuparmi. Come fai ad avere il suo collare-
-Io ho trovato Bear nel parco, ho letto l'indirizzo nel suo collare e avevo deciso di riportartelo ma, ad un tratto, l'ho visto correre incontro a te. Tu non ti sei accorto della mia presenza, preso com'eri a coccolarlo, siete andati via e dopo qualche minuto mi sono accorta che aveva perso il collare. Ho cercato di raggiungervi ma eravate come spariti, così l'ho preso con l'intenzione di riportartelo-
-E avevi intenzione di riportarmelo?-
-Certo che si, per chi mi hai presa scusa-
-Chiedevo-
-E va bene avevo intenzione di spedirtelo-
-Perché?-
-Ti avevo riconosciuto al supermarket e il tuo essere arrogante mi aveva indisposta ma...-
-Ma?-
-Ma, dato che in teoria sei il mio capo, te lo avrei portato stasera stessa e qui mi sorge una domanda, cosa ci fai qui?-
-Passavo e mi son detto: perché non passare da Kris?-
sollevo un sopracciglio in una muta domanda
-e va bene, volevo parlarti. Ho pensato che è inutile che ti tenga in prova-
-Cosa? Non vuoi assumermi? Ma mi hai tenuta solo per una sera, ti prego Rob, quel lavoro...-
-mi fai finire di parlare per favore? Dicevo, è inutile che ti tenga in prova, sei brava e sai muoverti bene, qualche altro giorno e sarai praticamente perfetta-
-Oddio, non ci credo mi stai assumendo-
-Direi di si-
-Awww, grazie Rob-
mi butto su di lui facendogli sbattere la schiena sul divano, stringo forte le braccia al collo stampandogli un bacio sulla guancia
-Giuro che non te ne pentirai-
-Ehm si, non ho dubbi-
il suo tono di voce e imbarazzato e in effetti non ha tutti i torti. Sono praticamente a cavalcioni su di lui con indosso solo dei miseri pantaloncini.
-Scusami, non volevo aggredirti sono solo felice- dico alzandomi dalle sue gambe.
-Si, ho notato. Beh direi che posso anche andare via, stasera troverai il contratto eh beh, è tutto-
si alza e inevitabilmente gli occhi mi cadono sul suo magnifico corpo. I suoi muscoli tesi, le sue gambe lunghe, e quelle sue mani che mi mandano in pappa il cervello.
-A più tardi Kris, Bear andiamo su. E tu piccolina fai la brava-
lo guardo piegarsi per mettere il collare a Bear, lo fisso per tutto il tempo fin quando non lo vedo abbassare la maniglia della porta e come riscossa da uno stato di trans lo fermo.
-Aspetta. Sei libero? Voglio dire, hai impegni per oggi?-
-No, perché?-
-Beh, devo portare Margot dal veterinario e comprare un paio di cose per lei, se ti va possiamo stare insieme-
- Mi va-
mi sorride e lascia andare Bear
-Bene, allora vado a sistemarmi e beh, fai come se fossi a casa tua-
Corro verso la mia camera con il cuore che mi batte forte, quanto sei stupida Kris, è solo un amico non puoi essere cosi agitata.
Mi lavo di fretta e furia, indosso una canotta con sopra una camicia a quadri e una felpa, i jeans e le scarpette.
-Sono pronta-
vado verso il salotto mentre acconcio i capelli in una coda disordinata. Trovo Rob disteso a terra, con addosso entrambi i cuccioli che non fanno altro che leccarlo
-Vi prego, basta, basta-
-Margot, vieni qui- al suono della mia voce la piccolina con un balzo mi è in braccio.
-Sai, credo sia di razza. Ho come l'impressione che sia un JackRussel. E' troppo agile e vispa-
-Non mi importa che razza sia, mi interessa che stia bene. Andiamo?-
-Si, come porti Margot?-
-La terrò in braccio per ora-
annuisce e aprendomi la porta mi fa segno di uscire.
Non appena in strada entrambi indossiamo contemporaneamente gli occhiali da soli, ultimamente Londra mi sta stupendo, ci sono parecchie giornate di sole.
Il mio accompagnatore mi guarda e mi sorride
-Allora, direi di andare in un negozio per animali e comprare tutto l'occorrente per la principessa e poi, se sei d'accordo, ti porto dal un mio amico veterinario-
-Si, va bene-
Durante il tragitto parliamo del più e del meno, più che altro è lui a parlare facendomi domande su domande. Mi chiede della mia famiglia, dei miei amici, di tutto. Io dal canto mio non faccio altro che rispondere e godermi il suono della sua risata ogni qual volta gli racconto un aneddoto della mia famiglia.
- Sai, mi piacerebbe venire a LA. Non fraintendermi, amo Londra ma ho sempre desiderato fare un giro da quelle parti-
-Beh, potresti venire, ti farei da cicerone-
-Oh beh allora verrò sicuramente-
dicendo questo lo vedo entrare dentro un negozio per animali. Lo seguo rendendomi conto solo ora delle parole che ho detto. L'ho praticamente invitato in America, mi sono offerta di fargli da guida turistica. Dio Kris, ma cosa ti passa per la testa?
Lo vedo guardare veri collari e osservarne la misura
-Kris, allora vuoi portare qui Margot?-
vado verso lui e lo guardo
-Che dici, questo potrebbe andar bene?-
è un collarino blue, semplice con il gancetto color oro
-Si, credo vada bene-
-Per portarla a passeggio ti consiglio una pettorina, con il caratterino che ha, la gestisci meglio-
-Va bene, senti vado di la a prendere le ciotole e una cuccia per lei-
-Ehi Kris, tutto bene? Sembri strana-
-Nono è tutto ok, davvero-
-Me la lasci? Cosi le prendo la misura del petto ...-
-Oh sisi, certo-
gli porgo Margot e sparisco nel corridoio dietro al suo, lasciandomi andare a un sospiro profondo. Che diavolo mi sta prendendo? Di solito con i ragazzi sono molto più disinvolta e, non mi faccio tutte queste paranoie inutili
*Basta Kris, torna in te*
-Signorina, posso esserle utile?-
la voce di un ragazzo mi fa sobbalzare
-Scusi, non volevo spaventarla-
-Non fa nulla, stavo cercando una cuccia per il mio cane e anche delle ciotoline-
-Venga, mi segua-
Mi mostra varie cuccette, opto per una con la struttura in plastica e un enorme cuscino da mettere all'interno. Le ciotole sono semplici nere con delle zampette disegnate.
-Le serve qualcos'altro?-
-Ehm si, di la c'è il mio amico che sta scegliendo il collare e la pettorina e poi, mi servirebbero dei croccantini-
-Ok, quanto ha il cucciolo-
-Non so, devo ancora portarla dal veterinario, è una trovatella-
-E' qui con lei? Magari riesco a darle un'occhiata-
sto per rispondergli quando sento una presenza dietro me
-Siamo qui, hai trovato tutto?-
-Si mancano solo i croccantini-
-Stavo giusto dicendo alla sua amica che, se mi fa vedere il cucciolo, posso consigliarle ...-
-Ha all'incirca due mesi e beh, me ne occupo io, non si preoccupi-
ed eccolo qui, il Robert spavaldo e arrogante che ho conosciuto ieri in quel supermarket e anche al telefono. Lo vedo darmi le spalle, con una mano tiene al guinzaglio Bear e con l'altro tiene in braccio Margot.
Il ragazzo dal canto suo, non sa cosa rispondere, sembra ci sia rimasto male
-Lo scusi, è solo un po' nervoso-
cerco di giustificare lo strano atteggiamento del mio capo/amico, anche se non c'è nulla da giustificare, la sua risposta è stata poco carina ma, soprattutto, molto arrogante.
Quando torna poggia tutto sul bancone, il ragazzo con una strana fretta batte tutto nel registratore di cassa e mi dice l'importo. Tra me e me penso che il lavoro che ho trovato è una benedizione, non so proprio come mi sarebbe finita, probabilmente sarei stata costretta a tornare a chiedere soldi ai miei o, addirittura, sarei dovuta tornare a LA.
Usciamo dal negozio e vedo Rob cercare qualcosa dentro al sacchetto, tira fuori la pettorina e il guinzaglio.
-Vieni qui piccoletta, è arrivata l'ora di fare due passi-
Del Rob arrogante non c'è più nessuna traccia, è tornato il ragazzo solare e dolce che ho conosciuto.
-Si può sapere cosa ti è preso li dentro? Non capisco perché hai aggredito in quel modo quel povero ragazzo-
-Non so di cosa tu stia parlando-
-Rob ...-
-Kris-
-Quando fai cosi sei insopportabile-
-Buono a sapersi, vuoi prenderla o devo portarla io a spasso-
Prendo il guinzaglio e inizio a camminare per i fatti miei
-Kris, dove stai andando scusa-
-Me ne torno a casa-
-Devi portare Margot dal veterinario-
-Lo farò domani-
-Perché sei cosi testarda-
-E tu perché neghi l'evidenza?-
-Io non nego... aaah me ne vado a casa-
-Bene-
-Bene-
Accendo nervosamente un sigaretta mentre mi incammino verso casa, lui è immediatamente dietro di me
-La smetti di seguirmi?-
-Ti ricordo che abito anche io a Notting Hill, e poi sei una mia dipendente dovrai sopportarmi a lungo a meno che, non hai cambiato idea sul lavoro-
quell'ultima frase la sussurra appena
-Non ho intenzione di lasciare il lavoro, puoi stare tranquillo-
velocizzo il passo, voglio solo tornare a casa, sdraiarmi sul divano e non alzarmi fin quando non sarà l'ora di tornare a lavoro.
Ma a quanto pare mister non ho nulla non è della stessa idea, mi afferra per il braccio e mi costringe a fermarmi
-Kris, ti prego possiamo parlare?-
-Che vuoi che ti dica, hai fatto tutto tu-
-E va bene, ok hai vinto. Gli ho risposto male senza motivo, chiedo scusa. Vuoi che torni indietro per prostrarmi ai suoi piedi?-
-No, mi va bene così. Allora, cosa facciamo adesso?-
-Non volevi tornare a casa?-
sorride beffardo, argh i suoi cambiamenti d'umore non li sopporto.
-Si ma ho cambiato idea. Andiamo dal veterinario e poi se ti va, potremmo mangiare qualcosa insieme-
-Credo sia una buona idea, andiamo forza-
quando sono vicina a lui sento il suo braccio intorno alle spalle e le sue labbra vicino al mio orecchio
-scusa-
i brividi lungo il corpo sono tanti ma, faccio finta di nulla gli sorrido lievemente e continuando a guardare di fronte a me cammino al suo fianco. Il suo braccio sulla spalla mi distrae, mi rende quasi nervosa ed impacciata nei movimenti.
Lui sembra capire il mio disagio ma continua a mantenere questo contatto. Mi attira a se quando entriamo dentro lo studio veterinario, una ragazza ci accoglie sorridente ma, tutta l'attenzione è rivolta verso Rob
- Ciao Rob, cosa posso fare per te? Bear sta bene, lo hai portato qui solo settimana scorsa-
-Ciao Annie, Bear sta bene non preoccuparti, ho portato qui la mia amica sai ha preso un cane così-
-Oh ma certo... vieni avvicinati, devo registrarla e poi il medico sarà da te-
Le dico il nome della mia cucciola, il mio indirizzo e tutto quello che serve, mi spiega che le sarà installato un microchip e che poi dovrò tornare da lei per registrare il numero seriale. Non appena sbrigato tutto mi fa strada verso lo studio, all'interno vi è un signore abbastanza grande ma incredibilmente affascinante.
-Salve signorina lei è ...-
-Kristen Stewart e lei, è Margot-
-Ma ciao cucciolina, vieni qui che ti controlliamo un po'-
inizia a visitarla, mi chiede informazioni su di lei ma gli spiego che l'ho trovata solo ieri, le fa tutti i vaccini, sembra che non abbia paura degli aghi ma, ahimè, ho parlato troppo presto. Quando il medico le "installa" il microchip tra le scapole, inizia a piangere e neanche le mie carezze sembrano calmarla.
-E' normale, l'ago è piuttosto grosso ma vedrai che adesso le passa. Un'altra cosa, probabilmente oggi sarà parecchio giù ma, è l'effetto dei vaccini ed beh, direi che è tutto-
-La ringrazio dottore, ci si vede-
-A presto cara... oh che sbadato tieni. Questi devi darli ad Annie-
-Giusto, arrivederla-
Quando torno dalla sua assistente, trovo Rob poggiato al bancone che parla fitto fitto con lei. Gli sorride come solo lui sa fare, quel modo che ti fa andare in pappa il cervello e lei, beh lei ha lo sguardo sognante, pende praticamente dalle sue labbra.
-Ehm, scusate-
al suono della mia voce Rob si rimette eretto mentre lei porta indietro una ciocca di capelli.
-Hai portato i codici, faccio subito-
-Fai con calma-
-Allora, che ti ha detto il dottore?-
-Sta bene, tutto nella norma-
-L'ho sentita piangere solo una volta, è una tosta a differenza di Bear-
-Starà prendendo dalla padrona-
-Kristen?-
mi volto verso la persona che mi chiama
-Tieni, questo è il libretto dove sono registrati tutti i vaccini, il codice del microchip è nella pagina iniziale, per il richiamo se ne parla tra un anno-
-Ti ringrazio. Beh, ci si vede-
-Ciao. Ehm Rob?-
-Si Annie?-
-Allora, ci vediamo stasera?-
ma che sfacciata
-Certo-
quando siamo davanti la porta lui esce per prima ma io non resisto. Mi giro verso la ragazza e la chiamo
-Ah Annie!-
-Si?-
-Hai un po' di bava vicino la bocca-
rimane a bocca aperta mentre vado fuori dall'edificio mentre ancora rido vedendo la sua faccia.
-Cosa hai da ridere?-
-Nulla, dove andiamo a mangiare?-
-Pensavo al giapponese, ti piace?-
-Lo adoro.Dai corri pelandrone, sto morendo di fame-
e cosi dicendo prendo in braccio la cucciola e inizio a correre
-L'ultimo che arriva paga per entrambi-
-Maledetta...-
ma sono molto più veloce di lui, i passanti ci urlano dietro le peggio parole ma non importa. Mi sto divertendo in sua compagnia, mi piace stuzzicarlo. Con lui sono me stessa ed è strano, perché mai prima d'ora mi sono comportata cosi con una persona appena conosciuta ma, con lui è tutto diverso, io sono diversa.
Sono la prima ad arrivare davanti al locale, seguita da lui qualche secondo dopo
-Questo è barare-
-Non è colpa mia se sei una lumaca-
-Ma sono carico come un mulo, e ho Bear con me-
-Affari tuoi. Ma amore mio, cucciolone tu stai morendo di sete. Rob chiedi se possiamo metterci fuori, cosi possiamo tenere con noi le pesti e fatti dare due bottigliette d'acqua-
-Non so, vuoi che mi metta a terra cosi che tu possa pulirti i piedi?-
-Naah, quello dopo. Dai, che aspetti-
borbotta qualcosa ma non gli presto orecchio. Bear si siede vicino a me, si gode i grattini dietro l'orecchio mentre la piccolina si è cucciata vicino a lui. Sembra stanca ma il medico mi aveva avvisata.
Osservo le persone camminare a passo svelto, la maggior parte di loro sono uomini d'affari. Stanno sempre con quel telefono attaccato all'orecchio. Mi chiedo come possano sopportare una vita cosi, sono succubi di quell'affare, non sanno stare neanche mezzo secondo senza avere quell'aggeggio infernale tra le mani. Credo che la loro sia come una specie di malattia.
-Possiamo sederci fuori e i cani non sono un problema-
-Ma sei scemo? Mi hai fatto venire un colpo-
-Non è colpa mia se sei terribilmente distratta-
-Dai, andiamo a mangiare. Ordinerò di tutto-
-Certo, tanto pago io-
-Appunto!-
***
Sono le 11 di sera e al pub ci sono poche persone. Rob è qui con me ma, è come se non ci fosse, sta parlando con quella Annie, Dio mi fanno venire il volta stomaco.
Lei è decisamente carina. Magra, capelli neri e occhi azzurri ma è decisamente troppo, civetta? Si, direi che civetta è la parola giusta.
Ripenso alla mattinata passata insieme ed è stato tutto perfetto. Al giapponese ci siamo divertiti, alla fine non ho fatto la stupida, non mi andava che pagasse un patrimonio solo per un mio stupido capriccio. Lui continuava a ripetermi che non dovevo farmi nessun problema ma, mi sono limitata ad ordinare la roba che realmente mi andava. L'ho conosciuto meglio in quella ora, gli ho fatto due milioni di domande. Ho scoperto che ha due sorelle più grandi, che sua mamma si occupava di un'agenzia di modelli e che suo padre vende auto d'epoca. Lui vive con Tom in un appartamento, anzi a detta di lui, è un complimento chiamarlo cosi ma gli piace. Gli piace suonare la sua chitarra mentre sorseggia una birra e guarda Londra ai suoi piedi e in quel momento, ho pensato che pagherei oro per poterlo vedere anche solo per un momento. Quando parla della sua musica gli occhi gli brillano, il suo sorriso si espande ed è stato inevitabile, più di una volta mi ha beccata mentre lo guardavo con una certa insistenza. Ma adesso, vederlo qui che fa il cretino con miss perfettina beh, mi capire quanto alla fine sia solo un semplice ragazzo, che non è poi cosi diverso da quelli che ho conosciuto precedentemente.
-Kris? Sei con noi?-
la sua voce mi ridesta dai miei pensieri
-Si scusa, dicevi?-
-Che stiamo chiudendo, va a prendere la tua roba-
non mi scomodo di rispondergli, vado a prendere la mia roba.
-Kris ti dispiace se stasera non ti accompagno?-
e un po' dovevo aspettarmelo anzi, ero sicura che finisse cosi ma in cuor mio speravo mi accompagnasse.
-Non c'è problema-
la mia voce esce più tagliente e fredda di quanto pensassi
-Kris ...-
-Buonanotte Robert!-


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