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venerdì 31 maggio 2013

Songs from a Room: cap8

Pov Kris.
Voltata verso lui, la mia schiena contro la portiera continuo a guardarlo. Il tragitto fino a casa non mi è mai sembrato così lungo.
L'elettricità dentro l'abitacolo è palpabile, i nostri corpi fremono e quando lascio una carezza sulla mano di Rob, lo sento sospirare e stringere maggiormente il volante.
Non speravo in una sua reazione, quando l'ho visto con Nikki ho capito che questa sera lui sarebbe stato con lei. Ho sofferto quando il mio sguardo si è posato sui loro corpi, per un attimo i nostri sguardi si sono incrociati ma, mi son limitata a sorridergli. E' stata una mia scelta, sono io quella masochista, non lui.

Per questo mi son buttata tra le braccia di quel ragazzo, carino certo, anche simpatico ma, non erano le sua mani quelle che volevo sentire. Erano le mani di Rob quelle che immaginavo e per un attimo, mi è sembrato anche di sentirlo, ho chiuso gli occhi immaginandolo qui davanti a me, intento a toccarmi a sussurrare parole capaci di farmi uscire di senno ma, quando ho aperto gli occhi, la dura realtà mi ha colpita con un pugno in faccia. Lui non carezzava me, le sue mani bramose erano sul corpo di un'altra, le sue labbra non sfioravano le mie. Era completamente perso in lei e, inevitabilmente il mio cuore è andato frantumandosi.
Ma adesso lui è qui con me, non con lei, ha voluto me. Sono sicura che lui provi un qualcosa per la sottoscritta, ma non riesce ad ammetterlo, non dopo quello che ha dovuto passare.
La macchina si arresta all'improvviso, guardo alla mia destra e mi rendo conto che siamo già arrivati. Scendo in fretta ma lui mi impedisce di fare anche un solo passo. Mi ritrovo con le spalle sulla carrozzeria dell'auto, il suo corpo premuto contro il mio, le labbra che fameliche si poggiano sulle mie.
Mi afferra per i glutei e le mie gambe si incrociano dietro la sua schiena. Le nostre intimità si scontrano ed entrambi gemiamo.
Si avvia verso la porta con ancora me in braccio, continua a baciarmi quando cerca di aprire la porta.
-Kris, le chiavi-
-Sono ...dentro la borsa-
Con non poca fatica riesce a prenderle e, quando finalmente riesce ad aprirla, si dirige immediatamente in camera.
In questo frangente di tempo non ha MAI smesso di baciarmi, neanche per un attimo.
Mi lascia scivolare dal suo corpo, siamo uno di fronte all'altro. Mi fissa, nei suoi occhi leggo lussuria.
La sua mano sul mio collo, mi lascia una lunga carezza, chiudo gli occhi godendomi quel contatto.
Riesco a sentire ogni rumore in questo momento ma, quello che sento di più è il mio cuore che sembra voglia uscire dal petto e il respiro pesante di Rob.
Solleva i lembi della mia maglia e, sempre ad occhi chiusi alzo le braccia e la lascio scivolare via dal mio corpo.

Rob ...-
-Sssh. Vieni con me ...-
Lentamente mi stendo sul letto, lui sopra me mi sovrasta, ci guardiamo e con dolcezza mi bacia. Sento la sua lingua scontrarsi con la mia, è un bacio lento ma vi è tanta passione.
-La mia piccola Kris-
Chiudo gli occhi godendomi le sensazioni che mi sta regalando. Le sue labbra sul mio petto rilasciano una scia umida, scende fino alla pancia per poi risalire su. Inarco la schiena quando, da sopra il reggiseno, sento le sue mano stuzzicare i miei seni.
Ansimo, questa sua lentezza mi sta mandando fuori di testa
-Rob ...-
-ssh, voglio dedicarmi a te. Posso dedicarmi a te piccola Kris? Posso prendermi cura di te, del tuo corpo?-
Un gemito esce dalle mie labbra
-Lo prendo come un si-
Ogni suo movimento è lento, sembra non aver fretta se volesse studiare nei minimi dettagli il mio corpo.
-Amo il tuo corpo, il profumo che emana la tua pelle, il tuo sapore. Dio, il tuo sapore è come se fosse una droga. Sei così bella e tu ... tu non te ne rendi neanche conto. Non sai che effetto fai agli uomini, sono sicuro che quel tipo di prima ti ha chiesto di seguirlo non è vero?-
Inarco la schiena sentendo la sua lingua tra il pantalone e la mia pancia
-Rispondi-
-S...si, mi ha chiesto di ...Dio Rob, possiamo parlarne dopo?-
Basta questo lieve sfiorarmi per far nascere in me una pulsione mai sentita prima. Di colpo mi muovo per riuscire a sbottonare e togliere definitivamente i jeans, e lui sta li, ad osservarmi , con un ghigno d'approvazione sulle labbra che mi fa uscire di testa.
Gli afferro la mano con violenza e lo obbligo a seguire e a premere con forza su tutte le curve del mio corpo fino ad insistere li, sul monte di venere.
Con la mia accompagno la sua mano, facendo in modo che sfreghi violentemente su di me. Questo mio senso di potere e questo nuovo modo di comandarlo, fa nascere in me una forte eccitazione.
La pulsione continua a crescere, tanto che mi sento quasi costretta a buttarlo sul letto con violenza per sbottonargli i jeans, quei jeans che non si vergognano affatto di mostrare con fierezza il loro generoso contenuto.
Ma il mio nuovo senso di potenza e la mia forza del comando non servono di certo a sovrastare la sua violenza innata. Lui mi afferra per i fianchi e mi trascina giù, facendomi distendere sulla restante parte del letto. Non faccio nemmeno in tempo a capire la dinamica della situazione che le sue mani si ritrovano nuovamente sulla mia intimità. Riesce a togliere le mutandine e, senza che me ne renda conto, poggia le sue labbra sulla mia intimità.
Sono così fottutamente umida che non riesco più a distinguere il confine con la sua saliva.
Stringo i pugni sulle lenzuola e inarco il bacino.
-Non ... non ti fermare-
e lui non lo fa anzi, aumenta la velocità della sua lingua. Prima sulla parte più sensibile fino ad arrivare li, dove lo agognavo tanto.
Lentamente entra ed esce la lingua dal mio corpo e in pochi minuti, mi porta all'orgasmo più bello della mia vita.
Apro gli occhi puntandoli sui suoi ed è un momento, lui dentro me. Quanto diavolo si è tolto i pantaloni?
-Dio Kris ...-
-Rob ...-
-Non ...- fuori Sai dentro Quanto ti desidero-
-Dimostramelo-
-Puoi giurarci-
Il suo ritmo è subito veloce, stringe le mani sulle mie portandomele sopra la testa. L'odore del nostro piacere impregna la camera, gli unici rumori che si sentono sono i nostri sospiri.
Aumenta ancora il ritmo fin quando non sento i miei muscoli interni, stringersi attorno al suo membro, il suo corpo si irrigidisce. Raggiungiamo insieme l'orgasmo, urlo il mio piacere mentre lui, si limita ad abbassare il volto sull'incavo del mio collo, mordendo la pelle tenera.
Stravolto si accascia sul mio corpo e io fisso il soffitto carezzandogli distrattamente i capelli.
-A cosa pensi?-
-A nulla, mi stavo solo rilassando-
-Stew, noi due dobbiamo parlare-
-Non adesso ti prego. Non rovinare tutto-
-Chi ti dice che io voglia rovinare qualcosa-
-Perché so che inizierai con i tuoi sproloqui, sul quanto tutto questo sia sbagliato, che mi farò del male, che non vuoi una cosa seria e bla bla ... ti prego, non adesso-
-Kris, sta un po' zitta. Devo parlarti e lo faremo. Adesso-
-Perché?-
-Perché quello che devo dirti è importante. Io sono stanco, stanco di essere quello che sono. Voglio tornare ad amare, ad avere una relazione normale con una donna. In questi anni mi sono sentito in colpa, ho portato sulle spalle un fardello più grande di me ma, ho riflettuto molto in questi ultimi giorni e, hai ragione tu. Non è colpa mia se mio figlio è morto, ma è colpa mia se lei è andata via da me però ...-
-Però...-
-Quello che ho provato in questi giorni con te, con lei non l'ho mai provato. Tu sei speciale, mi fai star bene e voglio provare a stare con te Kris, lo voglio davvero-
-Mi stai dicendo che ...-
-Si-
Meno di un secondo per capire le sue parole e, ancor meno per gettarmi tra le sue braccia e stringerlo a me.
-Sarà difficile Kris, devi avere pazienza-
-Mi fido di te, e tranquillo saprò sopportare anche il tuo carattere di merda-
-Tante grazie eh!-
-Puoi negarlo?-
-No, non lo nego. Adesso, potresti staccarti? Vorrei fare una cosa-
A malincuore sciolgo l'abbraccio, mi allontano un po' ma lui me lo impedisce
-Ho detto staccarti, non allontanarti da me-
Di nuovo mi fissa negli occhi, la mano carezza la mia guancia delicatamente, quasi avesse paura di farmi del male
-Giuro che non ti farò soffrire, non me lo perdonerei mai. Imparerò ad amarti-
Chiudo gli occhi godendomi quelle carezze, e intrappolo quelle parole nel mio cuore. Sfiora le mie labbra con le sue, mi bacia cosi, delicatamente fino a poggiare la fronte sul mio collo e, strofinando il naso su esso.
-Direi di dormire, che dici?-
-Si. Vado a vestirmi-
-No, rimani così. Voglio sentire il tuo corpo sul mio, pelle contro pelle, ti prego-
-Non devi mai pregarmi Rob, MAI. E adesso forza, andiamo sotto le coperte-
Ci stendiamo uno di fianco all'altro ma, a quanto pare, lui non è d'accordo
-Ho detto pelle contro pelle Kris-
e senza rendermene conto, mi porta sopra il suo petto e mi stringe a se. Poggio il capo sul suo petto e, accompagnata dalle sue carezze sulla schiena mi addormento.
***
-Kris, Kriiiis-
-Mmmmh, dormi Rob, è presto-
-No che non è preso. Kriis-
Cerco di ignorarlo ma lui non sembra essere d'accordo, fa salire sul letto la piccola peste che inizia a leccare tutta la mia faccia.
-Ok, ok ho capito basta-
blocco la piccoletta iniziando a carezzarle il pancino.
-Si può sapere perché mi stai buttando fuori dal letto cosi presto?-
-Perché oggi si va al mare-
-Mh-
-Cosa mmh, siamo qui da giorni e non ho ancora fatto una nuotata-
Sbuffo e coprendomi con il lenzuolo vado in bagno a fare una doccia. Sento rumori provenire dalla cucina ma non me ne curo. Non appena finito, dal cassetto prendo il mio bikini,.Da quanto tempo non lo indossavo?
-Non sarà troppo striminzito quel coso?-
-Non credo proprio. Non vedo l'ora di colorare un po' la pelle. Che stavi facendo di sotto?-
-Oh nulla, ho preparato qualcosa per oggi. Pronta?-
-Si, metto un vestitino e andiamo-
-Non fare la guastafeste e entra in acqua Kris-
-Rob, ho detto no. Voi due state pure in acqua-
lo sento sbuffare ma non insiste. Siamo da un'ora in spiaggia, io sono distesa al sole con le cuffie alle orecchie leggendo un libro. Continuo a pensare alle parole che mi ha detto oggi, non pensavo che questo momento sarebbe arrivato cosi presto. Non sarà facile tutto questo, ho come l'impressione che lui si stia sforzando davvero tanto a stare solo con me ma, sono sicura che lui sia ancora in grado di amare.
Un uomo come lui non può non amare, lui che è sempre così disponibile con tutti, lui che è capace di farmi battere il cuore solo con uno sguardo. No,lui è nato per amare devo solo riconquistare fiducia in se stesso.
Piccole goccioline bagnano la mia schiena, mi volto e vedo Rob sovrastarmi e la piccoletta seduta vicino a me sulla sua tovaglia
-A cosa stavi pensando-
-A te e a quanto tu sia stupido. Come puoi pensare di non saper amare e...-
-Ssh ti prego, non oggi. Non roviniamo questa magnifica giornata! Adesso io mi stendo vicino a te, fumo una sigaretta e tu mi fai tante coccole-
-Non credo proprio, qui chi si merita tante coccole è la mia Margot. Vieni qui amore mio-
-Ehiii-
-Cosa?! Sei forse geloso?-
-Si, direi di si-
sogghigno e rimaniamo in silenzio per un po'. Il rumore delle onde, i bambini che ridono, tutto ciò mi rilassa, mi rende felice.
-Sai, mi manca Bear. Qui si sarebbe divertito. Me lo immagino correre da una parte all'altra della spiaggia o, vederlo sguazzare nell'oceano-
-Se vuoi ...puoi tornare a Londra. Io starò qui ancora un po' e poi, hai anche il pub a cui pensare-
-Non lo so, vorrei andare ma non voglio lasciarti qui-
-Ci sono delle priorità nella vita e il tuo lavoro è una di quelle-
-Ho come l'impressione che tu mi stia cacciando-
-Non è vero, sai che non è cosi però, hai già fatto tanto per me in questi giorni è giusto che tu pensi alla tua di vita. In fondo, si tratterebbe di pochi giorni-
-Quando torneresti a Londra?-
-Un paio di settimane al massimo-
non sento nessuna risposta. Ho paura che ci sia rimasto male. Apro di scatto gli occhi e trovo il suo corpo che mi sovrasta.
-E' troppo tempo piccola Stew. Non posso stare lontano da te così tanto tempo, non adesso che ti ho trovata-
-Due settimane passano in fretta ...-
-Mmmh-
Le sue labbra sul mio collo mi fanno venire i brividi. Sale e scende sfiorando appena la pelle
-Il tuo odore misto alla crema solare e alla salsedine, è un potente afrodisiaco per me-
Inarco il bacino per avere un maggior contatto con il suo corpo ma lui si allontana
-Sta buona, siamo in un luogo pubblico e potrei perdere facilmente il controllo-
Continua la sua dolce tortura, morde il lobo dell'orecchio, stringe i fianchi facendomi gemere
-Una settimana Kiki, così posso rimanere con te-
-Io non ...-
-Qual' è il problema? Cameron sta bene e tu non saresti di certo d'aiuto-
Mi fissa con quegli occhi capaci di leggere anche l'anima, mentre con una mano carezza gentilmente una guancia.
-Lo so ma, mi piaceva l'idea di rimanere ancora un po' a casa-
-Non ti starai mica stancando di Londra?-
il suo tono di voce sembra preoccupato
-Non mi stancherei mai di Londra e poi ...ci sei tu, non potrei mai stancarmi. Davvero puoi rimanere ancora una settimana?-
-Si-
-Ok. Vorrà dire che tra una settimana torneremo insieme in terra londinese. E adesso vieni qui, sei troppo lontano-
Afferro il suo costume e lo tiro verso il mio corpo che, aderisce completamente al mio.
-Quanto sei bello- lo sussurro appena, iniziando a sfiorare le sue labbra.
-Ti renderò felice, fosse l'ultima cosa che faccio-
-Ti credo ma ...fammi soffrire e giuro che non mi vedrai mai più Rob-
non risponde si limita a baciarmi e a stringermi a se.
-Sai, ho iniziato a scrivere una canzone. Ma non la ascolterai fin quando non la finirò-
-Perché?-
-Voglio sia una sorpresa e adesso, ti prego vieni a fare un bagno con me-
-E va bene, andiamo. A volte sei peggio di un bambino-
***
Siamo in taxi, ci sta portando verso casa di Rob. L'ultima settimana è praticamente volata, abbiamo passato intere giornate in spiaggia, la sera andavamo a casa dei miei per poi tornare a casa e rotolarci tra le lenzuola.
Fino a poche ore fa eravamo al caldo e adesso, siamo sotto la pioggia londinese. Mi è mancata, è innegabile ma, mi mancherà anche LA.
Abbandono il capo sulla spalla di Rob, sono stanca il fuso orario mi distrugge sempre. Passerò le ultime 24 ore a dormire, lo so già.
-Ehi, siamo arrivati-
scendo dal taxi mentre Rob paga la corsa, lo aspetto davanti al portone. Voglio solo dormire stretta a Rob ma, a quanto pare, non tutti sono d'accordo con me. Mi accorgo solo adesso che Tom sta parlando con il mio ragazzo, gesticola, sembra agitato. Li osservo ancora un po' e decido di avvicinarmi.
-Che succede?-
-Oh, ciao Kris ti trovo in forma-
-Si, ciao Tom e grazie ti trovo bene anche io. Non avete risposto alla mia domanda-
-Devo andare al pub, un fornitore ha fatto un casino e vuole parlare con me-
-Ah ok, nessun problema. Torno a casa mia allora-
-No, no resta. Non ci metterò molto-
Saliamo tutti e tre insieme, Rob sistema le nostre valige nella sua camera e, solo ora mi rendo conto che non c'è traccia di Bear.
-Rob, dov'è Bear-
-E' al pub, lo vedrai quando torno. Adesso vado, tu dormi fai come se fossi a casa tua-
Mi lascia con un dolce bacio e va via. Sento la porta d'ingresso sbattere e come per magia sembra che la stanchezza mi abbia abbandonata.
Decido di fare una doccia, cosi tanto per togliere l'odore dei sedili dell'aereo, quando finisco cerco qualcosa di pulito dentro la valigia ma, a quanto pare è tutto da lavare. Sbuffo stringendo l'asciugamano al corpo.
Guardo i cassetti di Rob, potrei mettere una sua maglia. Frugo un po' ma quello che trovo non è di certo quello che mi aspettavo.
Foto, tante. Di lui insieme ad Emily.
Foto di loro due abbracciati, sorridenti ... e noto in Rob una luce che non ho mai visto. Non l'ho mai visto cosi con me in questi giorni, MAI!
Sono cosi concentrata che non sento neanche la porta di casa aprirsi, l'unica cosa che sento è la sua voce
-CHE DIAVOLO STAI FACENDO- 


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