Pov
Kris.
Voltata verso lui, la mia
schiena contro la portiera continuo a guardarlo. Il tragitto fino a casa non mi
è mai sembrato così lungo.
L'elettricità dentro
l'abitacolo è palpabile, i nostri corpi fremono e quando lascio una carezza
sulla mano di Rob, lo sento sospirare e stringere maggiormente il volante.
Non speravo in una sua
reazione, quando l'ho visto con Nikki ho capito che questa sera lui sarebbe
stato con lei. Ho sofferto quando il mio sguardo si è posato sui loro corpi,
per un attimo i nostri sguardi si sono incrociati ma, mi son limitata a
sorridergli. E' stata una mia scelta, sono io quella masochista, non lui.
Per questo mi son buttata tra
le braccia di quel ragazzo, carino certo, anche simpatico ma, non erano le sua
mani quelle che volevo sentire. Erano le mani di Rob quelle che immaginavo e
per un attimo, mi è sembrato anche di sentirlo, ho chiuso gli occhi
immaginandolo qui davanti a me, intento a toccarmi a sussurrare parole capaci
di farmi uscire di senno ma, quando ho aperto gli occhi, la dura realtà mi ha
colpita con un pugno in faccia. Lui non carezzava me, le sue mani bramose erano
sul corpo di un'altra, le sue labbra non sfioravano le mie. Era completamente
perso in lei e, inevitabilmente il mio cuore è andato frantumandosi.
Ma adesso lui è qui con me, non
con lei, ha voluto me. Sono sicura che lui provi un qualcosa per la
sottoscritta, ma non riesce ad ammetterlo, non dopo quello che ha dovuto
passare.
La macchina si arresta
all'improvviso, guardo alla mia destra e mi rendo conto che siamo già arrivati.
Scendo in fretta ma lui mi impedisce di fare anche un solo passo. Mi ritrovo
con le spalle sulla carrozzeria dell'auto, il suo corpo premuto contro il mio,
le labbra che fameliche si poggiano sulle mie.
Mi afferra per i glutei e le
mie gambe si incrociano dietro la sua schiena. Le nostre intimità si scontrano
ed entrambi gemiamo.
Si avvia verso la porta con
ancora me in braccio, continua a baciarmi quando cerca di aprire la porta.
-Kris, le chiavi-
-Sono ...dentro la borsa-
Con non poca fatica riesce a
prenderle e, quando finalmente riesce ad aprirla, si dirige immediatamente in
camera.
In questo frangente di tempo
non ha MAI smesso di baciarmi, neanche per un attimo.
Mi lascia scivolare dal suo
corpo, siamo uno di fronte all'altro. Mi fissa, nei suoi occhi leggo lussuria.
La sua mano sul mio collo, mi
lascia una lunga carezza, chiudo gli occhi godendomi quel contatto.
Riesco a sentire ogni rumore in
questo momento ma, quello che sento di più è il mio cuore che sembra voglia
uscire dal petto e il respiro pesante di Rob.
Solleva i lembi della mia
maglia e, sempre ad occhi chiusi alzo le braccia e la lascio scivolare via dal
mio corpo.
Rob ...-
-Sssh. Vieni con me ...-
Lentamente mi stendo sul letto,
lui sopra me mi sovrasta, ci guardiamo e con dolcezza mi bacia. Sento la sua
lingua scontrarsi con la mia, è un bacio lento ma vi è tanta passione.
-La mia piccola Kris-
Chiudo gli occhi godendomi le
sensazioni che mi sta regalando. Le sue labbra sul mio petto rilasciano una
scia umida, scende fino alla pancia per poi risalire su. Inarco la schiena
quando, da sopra il reggiseno, sento le sue mano stuzzicare i miei seni.
Ansimo, questa sua lentezza mi
sta mandando fuori di testa
-Rob ...-
-ssh, voglio dedicarmi a te.
Posso dedicarmi a te piccola Kris? Posso prendermi cura di te, del tuo corpo?-
Un gemito esce dalle mie labbra
-Lo prendo come un si-
Ogni suo movimento è lento,
sembra non aver fretta se volesse studiare nei minimi dettagli il mio corpo.
-Amo il tuo corpo, il profumo
che emana la tua pelle, il tuo sapore. Dio, il tuo sapore è come se fosse una
droga. Sei così bella e tu ... tu non te ne rendi neanche conto. Non sai che
effetto fai agli uomini, sono sicuro che quel tipo di prima ti ha chiesto di
seguirlo non è vero?-
Inarco la schiena sentendo la
sua lingua tra il pantalone e la mia pancia
-Rispondi-
-S...si, mi ha chiesto di
...Dio Rob, possiamo parlarne dopo?-
Basta questo lieve sfiorarmi
per far nascere in me una pulsione mai sentita prima. Di colpo mi muovo per
riuscire a sbottonare e togliere definitivamente i jeans, e lui sta li, ad
osservarmi , con un ghigno d'approvazione sulle labbra che mi fa uscire di
testa.
Gli afferro la mano con
violenza e lo obbligo a seguire e a premere con forza su tutte le curve del mio
corpo fino ad insistere li, sul monte di venere.
Con la mia accompagno la sua
mano, facendo in modo che sfreghi violentemente su di me. Questo mio senso di
potere e questo nuovo modo di comandarlo, fa nascere in me una forte
eccitazione.
La pulsione continua a crescere,
tanto che mi sento quasi costretta a buttarlo sul letto con violenza per
sbottonargli i jeans, quei jeans che non si vergognano affatto di mostrare con
fierezza il loro generoso contenuto.
Ma il mio nuovo senso di
potenza e la mia forza del comando non servono di certo a sovrastare la sua
violenza innata. Lui mi afferra per i fianchi e mi trascina giù, facendomi
distendere sulla restante parte del letto. Non faccio nemmeno in tempo a capire
la dinamica della situazione che le sue mani si ritrovano nuovamente sulla mia
intimità. Riesce a togliere le mutandine e, senza che me ne renda conto, poggia
le sue labbra sulla mia intimità.
Sono così fottutamente umida
che non riesco più a distinguere il confine con la sua saliva.
Stringo i pugni sulle lenzuola e
inarco il bacino.
-Non ... non ti fermare-
e lui non lo fa anzi, aumenta
la velocità della sua lingua. Prima sulla parte più sensibile fino ad arrivare
li, dove lo agognavo tanto.
Lentamente entra ed esce la
lingua dal mio corpo e in pochi minuti, mi porta all'orgasmo più bello della
mia vita.
Apro gli occhi puntandoli sui
suoi ed è un momento, lui dentro me. Quanto diavolo si è tolto i pantaloni?
-Dio Kris ...-
-Rob ...-
-Non ...- fuori Sai dentro
Quanto ti desidero-
-Dimostramelo-
-Puoi giurarci-
Il suo ritmo è subito veloce,
stringe le mani sulle mie portandomele sopra la testa. L'odore del nostro
piacere impregna la camera, gli unici rumori che si sentono sono i nostri
sospiri.
Aumenta ancora il ritmo fin
quando non sento i miei muscoli interni, stringersi attorno al suo membro, il
suo corpo si irrigidisce. Raggiungiamo insieme l'orgasmo, urlo il mio piacere
mentre lui, si limita ad abbassare il volto sull'incavo del mio collo, mordendo
la pelle tenera.
Stravolto si accascia sul mio
corpo e io fisso il soffitto carezzandogli distrattamente i capelli.
-A cosa pensi?-
-A nulla, mi stavo solo
rilassando-
-Stew, noi due dobbiamo
parlare-
-Non adesso ti prego. Non
rovinare tutto-
-Chi ti dice che io voglia
rovinare qualcosa-
-Perché so che inizierai con i
tuoi sproloqui, sul quanto tutto questo sia sbagliato, che mi farò del male,
che non vuoi una cosa seria e bla bla ... ti prego, non adesso-
-Kris, sta un po' zitta. Devo
parlarti e lo faremo. Adesso-
-Perché?-
-Perché quello che devo dirti è
importante. Io sono stanco, stanco di essere quello che sono. Voglio tornare ad
amare, ad avere una relazione normale con una donna. In questi anni mi sono
sentito in colpa, ho portato sulle spalle un fardello più grande di me ma, ho
riflettuto molto in questi ultimi giorni e, hai ragione tu. Non è colpa mia se
mio figlio è morto, ma è colpa mia se lei è andata via da me però ...-
-Però...-
-Quello che ho provato in
questi giorni con te, con lei non l'ho mai provato. Tu sei speciale, mi fai
star bene e voglio provare a stare con te Kris, lo voglio davvero-
-Mi stai dicendo che ...-
-Si-
Meno di un secondo per capire
le sue parole e, ancor meno per gettarmi tra le sue braccia e stringerlo a me.
-Sarà difficile Kris, devi
avere pazienza-
-Mi fido di te, e tranquillo
saprò sopportare anche il tuo carattere di merda-
-Tante grazie eh!-
-Puoi negarlo?-
-No, non lo nego. Adesso,
potresti staccarti? Vorrei fare una cosa-
A malincuore sciolgo
l'abbraccio, mi allontano un po' ma lui me lo impedisce
-Ho detto staccarti, non
allontanarti da me-
Di nuovo mi fissa negli occhi,
la mano carezza la mia guancia delicatamente, quasi avesse paura di farmi del
male
-Giuro che non ti farò
soffrire, non me lo perdonerei mai. Imparerò ad amarti-
Chiudo gli occhi godendomi
quelle carezze, e intrappolo quelle parole nel mio cuore. Sfiora le mie labbra
con le sue, mi bacia cosi, delicatamente fino a poggiare la fronte sul mio
collo e, strofinando il naso su esso.
-Direi di dormire, che dici?-
-Si. Vado a vestirmi-
-No, rimani così. Voglio
sentire il tuo corpo sul mio, pelle contro pelle, ti prego-
-Non devi mai pregarmi Rob,
MAI. E adesso forza, andiamo sotto le coperte-
Ci stendiamo uno di fianco
all'altro ma, a quanto pare, lui non è d'accordo
-Ho detto pelle contro pelle
Kris-
e senza rendermene conto, mi
porta sopra il suo petto e mi stringe a se. Poggio il capo sul suo petto e,
accompagnata dalle sue carezze sulla schiena mi addormento.
***
-Kris, Kriiiis-
-Mmmmh, dormi Rob, è presto-
-No che non è preso. Kriis-
Cerco di ignorarlo ma lui non
sembra essere d'accordo, fa salire sul letto la piccola peste che inizia a
leccare tutta la mia faccia.
-Ok, ok ho capito basta-
blocco la piccoletta iniziando
a carezzarle il pancino.
-Si può sapere perché mi stai
buttando fuori dal letto cosi presto?-
-Perché oggi si va al mare-
-Mh-
-Cosa mmh, siamo qui da giorni
e non ho ancora fatto una nuotata-
Sbuffo e coprendomi con il
lenzuolo vado in bagno a fare una doccia. Sento rumori provenire dalla cucina
ma non me ne curo. Non appena finito, dal cassetto prendo il mio bikini,.Da
quanto tempo non lo indossavo?
-Non sarà troppo striminzito
quel coso?-
-Non credo proprio. Non vedo
l'ora di colorare un po' la pelle. Che stavi facendo di sotto?-
-Oh nulla, ho preparato
qualcosa per oggi. Pronta?-
-Si, metto un vestitino e
andiamo-
-Non fare la guastafeste e
entra in acqua Kris-
-Rob, ho detto no. Voi due
state pure in acqua-
lo sento sbuffare ma non
insiste. Siamo da un'ora in spiaggia, io sono distesa al sole con le cuffie
alle orecchie leggendo un libro. Continuo a pensare alle parole che mi ha detto
oggi, non pensavo che questo momento sarebbe arrivato cosi presto. Non sarà
facile tutto questo, ho come l'impressione che lui si stia sforzando davvero
tanto a stare solo con me ma, sono sicura che lui sia ancora in grado di amare.
Un uomo come lui non può non
amare, lui che è sempre così disponibile con tutti, lui che è capace di farmi
battere il cuore solo con uno sguardo. No,lui è nato per amare devo solo
riconquistare fiducia in se stesso.
Piccole goccioline bagnano la
mia schiena, mi volto e vedo Rob sovrastarmi e la piccoletta seduta vicino a me
sulla sua tovaglia
-A cosa stavi pensando-
-A te e a quanto tu sia
stupido. Come puoi pensare di non saper amare e...-
-Ssh ti prego, non oggi. Non
roviniamo questa magnifica giornata! Adesso io mi stendo vicino a te, fumo una
sigaretta e tu mi fai tante coccole-
-Non credo proprio, qui chi si
merita tante coccole è la mia Margot. Vieni qui amore mio-
-Ehiii-
-Cosa?! Sei forse geloso?-
-Si, direi di si-
sogghigno e rimaniamo in
silenzio per un po'. Il rumore delle onde, i bambini che ridono, tutto ciò mi
rilassa, mi rende felice.
-Sai, mi manca Bear. Qui si
sarebbe divertito. Me lo immagino correre da una parte all'altra della spiaggia
o, vederlo sguazzare nell'oceano-
-Se vuoi ...puoi tornare a
Londra. Io starò qui ancora un po' e poi, hai anche il pub a cui pensare-
-Non lo so, vorrei andare ma
non voglio lasciarti qui-
-Ci sono delle priorità nella
vita e il tuo lavoro è una di quelle-
-Ho come l'impressione che tu
mi stia cacciando-
-Non è vero, sai che non è cosi
però, hai già fatto tanto per me in questi giorni è giusto che tu pensi alla
tua di vita. In fondo, si tratterebbe di pochi giorni-
-Quando torneresti a Londra?-
-Un paio di settimane al
massimo-
non sento nessuna risposta. Ho
paura che ci sia rimasto male. Apro di scatto gli occhi e trovo il suo corpo
che mi sovrasta.
-E' troppo tempo piccola Stew.
Non posso stare lontano da te così tanto tempo, non adesso che ti ho trovata-
-Due settimane passano in
fretta ...-
-Mmmh-
Le sue labbra sul mio collo mi
fanno venire i brividi. Sale e scende sfiorando appena la pelle
-Il tuo odore misto alla crema
solare e alla salsedine, è un potente afrodisiaco per me-
Inarco il bacino per avere un
maggior contatto con il suo corpo ma lui si allontana
-Sta buona, siamo in un luogo
pubblico e potrei perdere facilmente il controllo-
Continua la sua dolce tortura,
morde il lobo dell'orecchio, stringe i fianchi facendomi gemere
-Una settimana Kiki, così posso
rimanere con te-
-Io non ...-
-Qual' è il problema? Cameron
sta bene e tu non saresti di certo d'aiuto-
Mi fissa con quegli occhi
capaci di leggere anche l'anima, mentre con una mano carezza gentilmente una
guancia.
-Lo so ma, mi piaceva l'idea di
rimanere ancora un po' a casa-
-Non ti starai mica stancando
di Londra?-
il suo tono di voce sembra
preoccupato
-Non mi stancherei mai di
Londra e poi ...ci sei tu, non potrei mai stancarmi. Davvero puoi rimanere
ancora una settimana?-
-Si-
-Ok. Vorrà dire che tra una
settimana torneremo insieme in terra londinese. E adesso vieni qui, sei troppo
lontano-
Afferro il suo costume e lo
tiro verso il mio corpo che, aderisce completamente al mio.
-Quanto sei bello- lo sussurro
appena, iniziando a sfiorare le sue labbra.
-Ti renderò felice, fosse l'ultima
cosa che faccio-
-Ti credo ma ...fammi soffrire
e giuro che non mi vedrai mai più Rob-
non risponde si limita a
baciarmi e a stringermi a se.
-Sai, ho iniziato a scrivere
una canzone. Ma non la ascolterai fin quando non la finirò-
-Perché?-
-Voglio sia una sorpresa e
adesso, ti prego vieni a fare un bagno con me-
-E va bene, andiamo. A volte
sei peggio di un bambino-
***
Siamo in taxi, ci sta portando
verso casa di Rob. L'ultima settimana è praticamente volata, abbiamo passato
intere giornate in spiaggia, la sera andavamo a casa dei miei per poi tornare a
casa e rotolarci tra le lenzuola.
Fino a poche ore fa eravamo al
caldo e adesso, siamo sotto la pioggia londinese. Mi è mancata, è innegabile
ma, mi mancherà anche LA.
Abbandono il capo sulla spalla
di Rob, sono stanca il fuso orario mi distrugge sempre. Passerò le ultime 24
ore a dormire, lo so già.
-Ehi, siamo arrivati-
scendo dal taxi mentre Rob paga
la corsa, lo aspetto davanti al portone. Voglio solo dormire stretta a Rob ma,
a quanto pare, non tutti sono d'accordo con me. Mi accorgo solo adesso che Tom
sta parlando con il mio ragazzo, gesticola, sembra agitato. Li osservo ancora
un po' e decido di avvicinarmi.
-Che succede?-
-Oh, ciao Kris ti trovo in
forma-
-Si, ciao Tom e grazie ti trovo
bene anche io. Non avete risposto alla mia domanda-
-Devo andare al pub, un
fornitore ha fatto un casino e vuole parlare con me-
-Ah ok, nessun problema. Torno
a casa mia allora-
-No, no resta. Non ci metterò
molto-
Saliamo tutti e tre insieme,
Rob sistema le nostre valige nella sua camera e, solo ora mi rendo conto che
non c'è traccia di Bear.
-Rob, dov'è Bear-
-E' al pub, lo vedrai quando
torno. Adesso vado, tu dormi fai come se fossi a casa tua-
Mi lascia con un dolce bacio e
va via. Sento la porta d'ingresso sbattere e come per magia sembra che la
stanchezza mi abbia abbandonata.
Decido di fare una doccia, cosi
tanto per togliere l'odore dei sedili dell'aereo, quando finisco cerco qualcosa
di pulito dentro la valigia ma, a quanto pare è tutto da lavare. Sbuffo
stringendo l'asciugamano al corpo.
Guardo i cassetti di Rob,
potrei mettere una sua maglia. Frugo un po' ma quello che trovo non è di certo
quello che mi aspettavo.
Foto, tante. Di lui insieme ad
Emily.
Foto di loro due abbracciati,
sorridenti ... e noto in Rob una luce che non ho mai visto. Non l'ho mai visto
cosi con me in questi giorni, MAI!
Sono cosi concentrata che non
sento neanche la porta di casa aprirsi, l'unica cosa che sento è la sua voce
-CHE
DIAVOLO STAI FACENDO-

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