Guardo la ragazza che dorme
vicino a me e mi chiedo come sia potuto accadere.
Lei doveva essere solo
un'amica, non una delle tante ma, ancora una volta, ho ceduto.
Credo non sia capace di avere
un'amica donna, tutte le volte che ho provato, son finito a letto con lei.
Ma con Kris, doveva essere
diverso, lei è diversa. Non mi aspettavo così tanta intraprendenza da parte
sua, mi ha praticamente spinto tra le sue braccia e questo suo atteggiamento
non me lo aspettavo affatto.
Non credevo fosse interessata
ad una storia di solo sesso, ma le sue parole sono state chiare, non vuole una
relazione seria ma solo divertirsi.
Ma qualcosa nel suo sguardo, mi
ha fatto capire che mentiva. Lei ci tiene a me, me lo ha dimostrato tante volte
ma, non sono pronto, non dopo quello che ho passato.
Non riesco più a fidarmi delle
persone, sembra che ogni qualvolta trovo una persona che ci tiene a me, faccio
qualcosa per allontanarla.
Lo squillo del telefono di Kris
mi riporta alla realtà, dal display vedo che è sua madre
-Pronto Jules-
-Rob, dove siete? Mi aspettavo
di trovarvi in casa-
-Siamo a casa di Kris, ma tra
un po' torniamo-
-Va bene, fate in fretta ho
preso le pizze-
chiudo la chiamata pronto a
chiamare Kris ma, due braccia mi circondano le spalle, per poi scendere sul petto
e iniziare a carezzarmi. Porto le mie mani sulle sue le stringo forte,
consapevole che questa situazione farà star male entrambi.
-Ehi, era tua madre. Ha detto
che ci aspetta per cena-
-Mmh che ore sono?-
-Sono appena le 8:30 pm, non
abbiamo dormito poi così tanto. Andiamo a vestirci dai-
Sciolgo l'abbraccio e inizio a
rivestirmi, lei fai lo stesso ma sento il suo sguardo perforarmi le spalle.
Non appena pronti usciamo da
casa, abbiamo deciso di lasciare qui Margot, torneremo qui a dormire.
Apriamo la porta ma qualcosa o
meglio, qualcuno ci blocca.
-Michael?-
-E tu chi sei?-
-Ehm, qualcuno mi spieghi-
-Sono il ragazzo di Kris,
Michael appunto-
-Non è affatto il mio ragazzo e
tu, che diavolo ci fai qui? Come facevi a sapere dove fossi?-
-Ho visto le luci accese e
volevo farti una sorpresa, non gradita a quanto pare. Che c'è Kris, hai già
trovato qualcuno da tenere tra le cosce?-
-Moderiamo i termini; Sono
stato zitto ma adesso stai esagerando. Ti ha lasciato? Fattene una ragione, non
ti vuole è inutile continuare ad insistere e adesso, togliti stavamo andando
via-
-E' per lui che mi hai
lasciato? Ti farà soffrire, conosco i tipi come lui, non portano mai nulla di
buono-
-Adesso basta, sparisci prima
che ti spacchi la faccia-
Si allontana da casa, lo guardiamo
fin quando non sparisce.
Sento Kris sospirare e
attaccarsi al mio fianco.
-Grazie-
-Dovere ma, ha ragione lui con
me soffrirai-
-Smettila! Ti ho detto che l'ho
voluto io-
-Tu non hai idea di cosa ...-
-Rob smettila, andiamo dai
miei-
***
-Quindi Rob, tu sei il datore
di lavoro di mia figlia-
Siamo a cena e i genitori di
Kris non fanno altro che riempirmi di domande. Non mi da fastidio anzi, sono
molto simpatici l'unica nota stonata di questa serata, è l'umore di Kris. E' in
modalità mutismo, parla solo quando le viene fatta una domanda.
-Tesoro, che hai? Sei
stranamente silenziosa-
-Sono solo stanca mamma e sono
preoccupata per Cameron, tutto qui-
-Tuo fratello starà bene
vedrai, domani potrà parlarti-
-Sisi, certo. Vado in giardino-
Va via sbattendo la porta
lasciando i suoi genitori a bocca aperta. Mi congedo e la raggiungo. E' seduta
sul dondolo, sta fumando una sigaretta.
-Kris ...-
-Quando ho detto vado fuori,
era sottinteso il mio voler rimanere da sola-
-Beh mi spiace, ma non ho
intenzione di lasciarti sola-
Accendo anche io una sigaretta
prendendo una lunga boccata lasciando che il fumo mi entri fin dentro i
polmoni.
Viziaccio, lo so, ma ha la
capacità di farmi rilassare.
Rimaniamo in silenzio per
minuti, forse ore intere ma ho bisogno di parlare, è giusto che lei sappia, che
capisca.
-Ho perso un figlio che non
sapevo neanche di avere. Stavo con Emily da anni, era praticamente il mio
tutto. Abitavamo insieme, ma io ero troppo impegnato con la musica per capire.
In quel periodo avevo il locale e la musica, componevo di continuo.
Praticamente avevo sempre un foglio di carta e penna in mano ma, a quanto pare,
ero cieco.
Una persona mi aveva offerto un
contratto, il sogno di una vita intera praticamente. Passavo il mio tempo a
bere e comporre. Molte volte lei veniva a farmi compagnia, era sempre
sorridente ma a volte ci si rende conto di tenere a una persona quando la si
perde.
La trattavo male, le dicevo di
lasciarmi stare, che lei non poteva capire ma chi non capiva ero io.
La mia donna era incinta e io
non me ne sono accorto, lei ha perso nostro figlio e io non ero con lei a
sostenerla.
Mi ha lasciato con un misero
pezzo di carta, ma cosa potevo pretendere? E' quello che meritavo, ero padre e
non lo sapevo neanche, sono caduto nel baratro bevevo tutte le sere fino a star
male. E' così che ho iniziato ad andare a letto con tutte le ragazze che mi
capitavano. Ho deciso che non avrei più fatto soffrire qualcuno. Per questo
credo che quello che è successo stasera sia stato uno sbaglio. Tu sei una ragazza
splendida, possiamo essere amici se vuoi ma non possiamo andare a letto
insieme. Dio Kris, mi credi così stupido? Credi che non abbia capito quello che
vuoi fare? Non puoi salvarmi. Mi sono affezionato a te come non mi è mai
successo ma, la finiamo qui. Ti sarò amico, ci sarò sempre per te ma ...-
- Ma adesso ti stai zitto. Hai
anche parlato abbastanza. A me dispiace per quello che ti è successo ma credi
che lei volesse questo? Che ti chiudessi in te stesso? Che diventassi uno
stronzo di prima categoria? No Rob, lei lo ha fatto solo per te, lei ti ha
lasciato per lasciarti libero di prendere la tua strada. Il bambino non lo ha
perso a causa tua, quell'angioletto non stava bene dentro la sua mamma, non era
destino ma non darti la colpa di tutto.
Per quanto riguarda noi ...non
soffrirò e se mai dovesse succedere beh, non verrò a rinfacciartelo stai
tranquillo. E adesso se per te va bene, vorrei tornare a casa mia e dormire-
Il tragitto da casa dei suoi
alla sua lo facciamo in assoluto silenzio. Nessuno dei due parla ci limitiamo
solo a qualche sguardo veloce. Quando entriamo in casa, il silenzio inizia ad
essere veramente pesante, so che probabilmente non ha preso bene la mia storia
ma, rimanere in silenzio per così tanto tempo è strano.
Sale di sopra, senza
considerare la piccolina che continua a saltare sulle sue gambe.
-Bene Margot, andiamo io e te a
fare due passi-
E' così, guinzaglio alla mano,
iniziamo a camminare. Le strade di LA sono sempre così affollate, ci sono tanti
ragazzi che bevono birra, che scherzano con i propri amici.
Vorrei avere il mio migliore
amico qui, lui saprebbe cosa dirmi. Senza pensarci prendo il telefono e lo
chiamo.
-Oh, chi non muore si rivede
ma, in questo caso dovrei dire risente-
-Ciao
a te Tom-
-Ciao
a te? Stai scherzando? Da quando sei arrivato non ti sei degnato di farti
sentire-
-Lo so, hai ragione, ma lo sto
facendo adesso no?-
-Si, è dalla voce che hai, non
sembra che le cosa vadano bene. Il fratello di Kris sta male?-
-No, sta bene. Ma credo di aver
fatto scappare Kris da me-
-Le hai detto tutto, non è
così?-
-Si e ...siamo stati a letto
insieme-
-Era prevedibile. Ho visto come
ti guardava e, soprattutto, come ha reagito quando sei andato via con quella
ragazza. Perché vuoi precluderti la felicità? Tu meriti di essere felice Rob,
con Emily è finita male ma, non è detto che con Kris sarà lo stesso. Per me lei
potrebbe amarti e ....-
-Le ho detto che non sono
pronto per una relazione seria, mi ha detto che non le importa, che è pronta a
dividermi con le altre pur di avermi. Tom, lei non è così, non è da una botta e
via. Le ho voluto subito bene, non so come possa essere accaduto ma lei è
speciale.
So che probabilmente è
sbagliato dirlo ma, neanche con Emily mi sono sentito così-
-Devi darti una possibilità, so
che per te è sbagliato ma almeno provaci. Se volete farvi del male beh, fatelo
ma sappiate solo che siete due idioti-
-Tu si che sai andare dritto al
sodo. Grazie di tutto Tom, davvero-
-Vedi di non fare cazzate
piuttosto-
***
-Kris, ti ho detto che sto
bene, non avrai intenzione di starmi con il fiato sul collo tutto il tempo
vero?-
-Oh si che ho questa
intenzione. Mi hai fatto morire di paura, ma finalmente sei a casa e mi dovrai
sopportare-
-Oddio, ti prego Rob, riportala
a Londra-
Sorrido vedendo questa piccola
scena tra fratelli.
Cameron è appena uscito dall'ospedale
i medici hanno detto che sta bene, deve solo rimanere a riposo ma, a quanto
pare, a lui non piace stare a letto men che meno essere servito e riverito.
La situazione con Kris non è
cambiata o meglio, parliamo, ma sembra che qualcosa non vada come se volesse
tenermi lontano ma sarà così ancora per poco.
Stasera ho intenzione di
portarla fuori, abbiamo bisogno di parlare, io ho bisogno di capire cosa le
frulla per la mente.
-Rob, Rob, sei con noi?-
-Ehm si scusate, stavo solo
pensando, ditemi-
-E' pronto da mangiare, sono
due minuti che ti chiamo. C'è qualche problema? Devi tornare a Londra?- per la
prima volta sento una nota di preoccupazione nella sua voce, sembra abbia paura
che vada via.
-No, stavo solo pensando ...
usciamo insieme stasera? Ho voglia di stare con te da solo, dobbiamo parlare e
lo sai meglio di me-
-Si, hai ragione. Ti porto in
un posto tranquillo dopo cena, non preoccuparti. Andiamo, prima che si freddi-
Afferra la mia mano
stringendola, la sua presa è forte, sicura. Lei è un po' così, dolce e insicura
ma a volte è una donna cosi dannatamente forte e testarda che, mi fa paura.
Paura che lei riesca a scalfire quella parte di me ormai congelata da tempo.
L'intero pomeriggio lo passiamo
in casa, Cameron è molto simpatico, non fa altro che stuzzicare sua sorella, ma
vedo quanto tenga a lei, glielo si legge negli occhi. Hanno la stessa
espressione, lo stesso taglio d'occhi. Insomma, sono la stessa copia sputata,
mi mette quasi soggezione guardarlo sembra di rivedere sua sorella ma nel corpo
di un uomo.
-Allora Rob, quella vipera di
mia sorella mi ha detto che suoni e che vuoi che ti aiuti a scrivere-
-Sì, suono il piano e la
chitarra, è da tanto che non compongo ma dato che Kris suona la chitarra, mi
son chiesto perché no? Magari è la volta buona che riesca a cavare un ragno dal
buco-
-Mmmh, certo. E dimmi, sposato,
fidanzato, divorziato?-
Ed eccolo il temuto
interrogatorio, sapevo che prima o poi sarebbe arrivato
-Niente di tutto ciò-
-Senti, inutile girarci
intorno. Che intenzioni hai come mia sorella? Se vuoi prenderla in giro ti
prego, lasciala stare-
-Non ho intenzione di prendere
in giro nessuno, credimi. Voglio bene a tua sorella ma è solo un'amica-
Lo vedo annuire e l'aria
diventa immediatamente più leggera. Verso le 7pm sentiamo i passi leggeri di
Kris sulle scale.
-Ehy voi due, di cosa stavate
parlottando? E' tutto il giorno che siete chiusi qui dentro-
-Cose da uomini, non puoi
capire-
-Certo Cameron, certo. Rob,
andiamo? Se vogliamo uscire dobbiamo pur prepararci-
-Si, andiamo. Ci vediamo domani
Cameron-
-Non sapete quanto vi invidi.
Divertitevi e ... Rob, mi raccomando-
-Tranquillo-
Quando usciamo fuori casa Kris
mi fissa per un momento, indossa i suoi Ray-ban e poggiandosi alla macchina mi
osserva
-Cosa?-
-Mmmh, tu e mio fratello non me
la contate giusta. Comunque, tieni-
riesco ad afferrare appena le
chiavi che mi ha lanciato, le chiavi della sua macchina.
-Dici sul serio?-
ho cercato di convincerla a
farmi guidare la sua auto ma, sembra molto gelosa delle sue cose o meglio, della
sua macchina.
-Falle un graffio e sei morto
Pattinson-
Durante il tragitto, più volte
mi perdo a guardarla senza che lei se ne accorga. Indossa un paio di
pantaloncini di jeans mettendo in mostra le sue bellissime gambe, una canotta
bianca e ai piedi delle Converse nere.
Il suo volto è illuminato dal
sole, i capelli sono sciolti e scompigliati dal vento che entra dal finestrino.
I piedi poggiati sul cruscotto,
il capo abbandonato di lato, muove leggermente le labbra cantando la canzone
dei Kings Of Leon che passa alla radio.
Arriviamo davanti casa, spengo
il motore e rimango ad osservarla
-Allora, superato il test?-
-Mmh si, forza andiamo. Stasera
si esce-
e cosi dicendo si precipita
fuori dall'abitacolo. Non appena dentro corre verso il bagno urlando un
"prima io".
Mi abbandono sulla poltrona in
terrazza, mentre osservo Margot correre nel giardino. Quella cagnetta è
adorabile, ha conquistato immediatamente il mio cuore, un po' come la sua
padroncina.
Il sole all'orizzonte sta
calando, rientro in casa e il rumore della doccia è cessato. Salgo su, la porta
della camera è leggermente aperta, non resisto alla tentazione e sbircio
all'interno. E' in piedi, con solo un paio di coulotte, spalma la crema sul
corpo, mi perdo a guardarla e non riesco a non pensare a quella sera, quella in
cui l'ho fatta mia.
La fisso ancora per qualche
minuto ma quando si sposta dall'altro lato della stanza, entro immediatamente
in bagno, buttandomi sotto il getto dell'acqua calda.
Mezz'ora dopo siamo entrambi
pronti, praticamente vestiti uguali, entrambi in jeans e maglietta.
-Allora avevo pensato di andare
a mangiare in un posto tranquillo così, possiamo parlare e poi ...-
-E poi?-
-...andiamo in un locale dove
fanno della buona musica live. Che te ne pare?-
-Va benissimo. Forza, andiamo-
***
-...davvero Rob io non sono
arrabbiata con te e non mi hai delusa. Mi hai spiazzata, è vero ma ognuno di
noi ha degli scheletri nell'armadio, ognuno ha un peso che porta nel cuore e tu
... tu ne hai uno grosso da portare. Non deve essere semplice, e non riesco
neanche ad immaginare il dolore che hai provato ma, sei stato bravo nel reagire
e sinceramente, la tua storia non mi farà allontanare da te. Rob davvero, non
voglio rinunciare a te e ti ripeto, sono pronta a vederti con altre donne. E' una
mia decisione, se dovessi star male te lo direi immediatamente-
-Kris ... non credere che per
me sarà semplice vederti con altri uomini-
-Mmh, questo vorrà dire che ci
tieni a me-
-Ho mai detto il contrario?-
-No ma ... sinceramente io
credo che tu non sia coinvolto come me.-
-Ti stai forse dichiarando?-
sorrido beffardo, ma la paura che possa dire una cosa del genere mi attanaglia
lo stomaco.
- Non ti sto dichiarando amore
Rob, me ne guarderei bene ma, forse io sono più come dire ... mettiamola così,
sono più interessata a te ecco. E adesso, andiamo ad ascoltare della buona
musica-
Riesco a pagare il conto non
con poca fatica, quella ragazza sa essere veramente testarda. Andiamo a piedi
al locale, da quanto mi ha detto Kris, si trova praticamente dietro l'angolo.
-Chi hai detto che suonano?-
-Gli Interpol ... conosci?-
-Mmh ...-
-Ok no. Sono forti vedrai-
La fila all'entrata è immensa
mi fermo dietro a dei ragazzi ma, mi sento tirare per il braccio
-Noi non entriamo da qui,
abbiamo un'entrata speciale-
mi lascio condurre sul retro
del locale, bussa tre volte e la porta si apre.
-Kristen? Kristen Stewart?-
-In carne ed ossa-
-Ma non eri in Inghilterra?-
-Si ma sono venuta un po' in
vacanza con un mio amico. Kellan lui è Robert-
-Piacere Robert. Forza, entrate
pure. Fuori è il delirio vero?-
-Si, ho visto una fila immensa-
-Bene allora devo lasciarvi,
inizia il lavoro duro. Tu Kris, fai come al solito non c'è bisogno che ti dica
nulla. Rob, è stato un piacere, ci vediamo presto spero-
E così come è venuto se ne va.
-Chi era quello?-
-E' il proprietario del locale,
è uno dei miei migliori amici. Andiamo forza -
Seduti al bancone iniziamo a
bere una birra, molti ragazzi e ragazze si fermano a parlare con Kris,
quest'ultime mi lanciano sguardi molto eloquenti, ricambio ma mi sento un po' a
disagio con lei vicino.
-Senti, io vado a fare un giro-
Annuisco e la vedo risucchiata
dalla folla. Immediatamente una ragazza mi si avvicina.
E' carina, mora, occhi scuri,
pelle leggermente ambrata, è in carne, ma ha le forme nei punti giusti
-Ti ho visto con la Stew. Sei
il suo ragazzo?-
-No, siamo amici ... tu sei?-
-Sono Nikki, una sua amica-
-Piacere Rob, vuoi qualcosa da
bere?-
non se lo fa ripetere due
volte, prende la mia bottiglia di birra e se la porta alle labbra.
Per tutto il tempo mi fissa
negli occhi e, quando finisce di bere, si passa sensualmente la lingua sulle
labbra.
-Allora ...Nikki. Dimmi un po'
di te-
-Vuoi seriamente parlare?-
-Volevo solo essere educato-
-Beh, bell'inglesino con me non
attacca-
Il suo respiro è vicino al
collo, morde leggermente il lobo. Un sospiro esce dalle mie labbra, apro di
scatto gli occhi sentendo uno sguardo su di me ... Kris.
Mi sorride, scuote la testa a
mi da le spalle.
-Nikki, ordina qualcosa, voglio
offrirti da bere. Che dici se troviamo un posto sui divanetti, così da stare
più tranquilli-
-Va bene, vado a prendere
posto. Per me prendi della vodka ... liscia-
Lascia una carezza sul cavallo
dei miei pantaloni e va via. Riporto lo sguardo nella direzione in cui ho visto
Kris ma di lei nessuna traccia. Mi guardo intorno ma nulla, magari è andata
fuori a fumare. Ordino la vodka per la mia compagna di serata e una birra per
me, non amo i super alcolici.
Il gruppo intanto continua a
suonare, mi piace il loro stile devo dire che Kris in fatto di musica è molto
preparata. Quando il ragazzo mi porge le mie ordinazioni pago e raggiungo Nikki
sui divanetti. E' un luogo un po' più buio del locale, ideale per appartarsi
-C'è ne hai messo di tempo -
le sue labbra si poggiano sul
bicchiere contenente il liquido bianco, mi fissa, mi studia. Leggo lussuria nei
suoi occhi e abbiamo entrambi la stessa intenzione. Solo una scopata,
nient'altro.
Afferro il suo bicchiere che
ancora tiene in mano, lo poso sul tavolinetto di fronte a noi e, senza troppe
cerimonie, mi avvento sulle sue labbra.
E' uno di quei baci violenti,
fatto di morsi e lingua. Si aggrappa ai miei capelli mentre io tengo le mie
mani sui suoi fianchi stringendoli.
Continuiamo a baciarci così, in
maniera rude quasi violenta fin quando lei non riesce a mettersi cavalcioni su
me.
Si muove sopra me, continuando
a baciarmi le mie mani vanno a finire sotto la sua gonna, strizzando tra le
mani i suoi glutei.
Apro gli occhi e vedo Kris. E'
con un ragazzo, ridono, scherzano. Lei gli passa una mano lasciva sul petto per
poi afferrare la cintura e avvicinarlo al suo corpo. Rimango ad osservarli
mentre la mia compagna sbottona i pantaloni. Carezza il mio membro da sopra i
boxer, lo sento pulsare ma, quello che pulsa ancor di più è il mio cuore. Sta
battendo forte e non per l'eccitazione ma per quello che sto vedendo.
Kris avvinghiata a quel
ragazzo, le mani di lei sui suoi capelli, quelle di lui sul suo sedere ed è un
attimo, mi scrollo di dosso Nikki, mi faccio spazio tra la calca si sono staccati,
lui sussurra qualcosa al suo orecchio, sembra indecisa e capisco che è l'ora di
intervenire.
La afferro per il polso e la
trascino via da li, via da lui e dalle sue mani che l'hanno toccata. Lei sembra
spaesata, continua a chiamare il mio nome fin quando non riesco a portarla sul
retro, verso la porta da cui siamo entrati.
Non le do il tempo di capir
nulla, le sue spalle sono contro il muro, il mio respiro è affannato, i nostri
visi troppo vicini.
Occhi negli occhi, gemme contro
smeraldi. Respiri che si mescolano, labbra che si sfiorano.
-Rob ...-
e mi avvento, ancora una volta,
su quelle labbra rosse come il peccato.
Porto le sue mani sopra la
testa stringendole nelle mie. Il mio corpo sovrasta il suo, lei si inarca per
avere un maggior contatto ... le nostre intimità si sfiorano e un gemito roco
esce dalle labbra di entrambi.
Ansanti ci stacchiamo per
riprendere fiato, i nostri sguardi non si lasciano un attimo. Sciolgo
l'intreccio di dita per poi chiudere a coppa il suo viso tra le mie mani.
-Sei mia ... sono diventato
pazzo vedendoti con quello-
-Eri con Nikki. Eravamo
d'accordo ognuno per la sua strada-
-Lo so ma ... non so se ne sono
capace-
Si avventa ancora sulle mie
labbra, lascio andare il suo volto e una mano va a finire tra le sue cosce. La carezzo
da sopra i jeans e lei ansima ed è musica per le mie orecchie. Le sbottono i
jeans e la mano va dritta verso il suo centro. Inarca la schiena lasciando
andare indietro il capo, muove il bacino, vuole di più.
Aumento il ritmo, i suoi ansiti
aumentano, morde le labbra per non urlare e non resisto, deve essere mia.
-Andiamo a casa-

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