Pov
Kris
Il rumore della pioggia che sbatte contro i
vetri della finestra mi fa svegliare. Sta piovendo, erano giorni che non lo
faceva ma siam pur sempre in nord Europa, non posso certo volere il sole tutti
i giorni.
Mi allungo per stiracchiarmi,
mi sento intorpidita e soprattutto sono tutta dolori. La febbre sembra essere
scesa, ieri dopo essere scappata da casa di Rob, sono praticamente corsa a casa
e, dopo la doccia, ho avuto la brillante idea di uscire con i capelli
praticamente bagnati.
Il risultato?Un febbrone e il
mio amore spropositato verso il water e ...
e un rumore vicino a me e la
mano che si stringe al mio fianco mi fanno bloccare il respiro. Con molta calma
volto il capo nel lato opposto. E LUI CHE DIAVOLO CI FA QUI? Come ...
che stupida, sono stata io a
chiamarlo solo adesso ricordo quello che è successo, sono stata io a chiedergli
di rimanere nel letto qui con me.
Mi perdo a guardarlo, ha il
profilo più bello che abbia mai visto. La mascella dritta, il naso perfetto,
quelle labbra un po' carnose che non mi stancherei mai di baciare. Stando
attenta a non svegliarlo, con la punta delle dita inizio a carezzare il viso,
la leggera barba mi solletica i polpastrelli.
Lo sento mugulare e subito
ritraggo la mano, vedo le palpebre aprirsi pian piano e, quando il suo sguardo
si scontra con il mio il fiato viene meno.
-Ehy, come stai-
la sua voce roca mi fa venire
le farfalle allo stomaco e il battito del cuore accelera
-Sto ...sto bene grazie-
-Sei sicura? Mi sembri accaldata-
Oh Rob so che sono accaldata,
ma ti assicuro che non è colpa della febbre.
-Sicurissima. Vado a fare una
doccia-
-Direi di no, non dopo la
febbre alta di ieri sera. Adesso tu stai buona qui mentre vado a preparare la
colazione-
-Non c'è bisogno anzi, puoi
tornare a casa se vuoi, mi dispiace solo averti rovinato la serata-
Mi alzo dal letto, la stanza
gira un po' ma senza curarmene mi avvio in bagno, mi privo dei pantaloncini e
della canotta ... pantaloncini? Canotta? Cosa cavolo ci faccio io con questi
indumenti sono sicura che ieri sera avevo il pigiama pesante!
Entro dentro la doccia e sovra
pensiero, inizio a insaponare il corpo. Rob ieri sera deve avermi cambiata e,
di conseguenza mi avrà vista in mutande e reggiseno ...Dio, che vergogna. E poi
la mia uscita di ieri sera, farlo rimanere qui tutta la notte? Ma da dove mi è
venuta fuori un'affermazione del genere. Lui non sarà mai nulla per me, o
meglio IO non sarò mai nulla per lui.
Ho capito che gli piace
divertirsi, che non è tipo da storie serie. Esco dalla doccia e velocemente mi
asciugo, questa volta sto attenta a non lasciare i capelli umidi, infilo
l'intimo e il pigiama e torno in camera ma, non sono pronta all'immagine che mi
trovo davanti.
Rob steso a pancia in giù, la
coperta scesa fino a sotto i fianchi, e l'elastico dei suoi boxer faccia bella
mostra di se.
Le sue spalle se pur non
scolpite sono dannatamente sexy, salgo su con lo sguardo fin quando non vedo il
suo volto completamente rilassato. Sta abbracciando il MIO cuscino, le labbra
sono leggermente schiuse.
Gli vado vicino per coprirlo,
non vorrei si ammalasse anche lui ma quando sono fuori dalla stanza, gli sento
nominare il mio nome.
Non farci caso Kris, non
significa nulla. Esco e chiudendomi alle spalle la porta, vado in cucina, ho
fame e anche tanta, nonostante ho passato praticamente l'intera serata a buttar
via l'anima.
Ho voglia di pancakes, preparo
la pastella e lo sciroppo d'acero, chissà se a lui piacciono. Poco male se non
dovessero piacergli gli preparerò qualcos'altro.Friggo tutto e quando è pronto
mi siedo e inizio a mangiare
-Dio benedica chi li ha
inventati-
-Parli anche con il cibo
adesso? Sicura di non avere la febbre?-
-Fffonoficuriffima-
rispondo con ancora la bocca
piena
-Ah beh se lo dici tu ... mi
hai praticamente cacciato di casa prima anzi, scusa se mi sono riaddormentato-
-No, scusami tu. Sei stato cosi
gentile a venire da me e io ti ho trattato in quel modo ...-
-E' tutto ok-
-Vuoi pancakes? Non so se ti
piacciono se vuoi posso preparare qualcos'altro-
-Vanno benissimo-
iniziamo a mangiare in
silenzio, cerco di non guardarlo e anche lui sembra evitare il mio sguardo.
Quando finiamo si alza dalla sedia ma all'improvviso diventa pallido e il suo
corpo è scosso da dei tremori.
-Rob? Rob, stai bene-
-Il bagno ...-
riusciamo ad arrivare per un
soffio che subito è piegato in due, mi ricorda me ieri sera. Gli tengo la
fronte cercando di scostare i capelli che, per lo sforzo e il sudore gli si
stanno attaccando ai capelli.
-Finito?-
sembra che i conati siano finiti
ma ha un aspetto orribile. Annuisce e non con poca fatica lo porto a letto.
-Devi togliere i jeans, riesci
o faccio io-
-Nono, riesco-
-Ok, vado a prepararti una
camomilla-
gli carezzo un'altra volta la
guancia e vado via. Bene, gli ho mischiato l'influenza, in realtà neanche io mi
sento benissimo in questo momento, ho caldo e un leggero mal di testa.
Verso il liquido giallastro
nelle tazze e con molta attenzione porto tutto in camera, la piccola Margot è
acciambellata sul petto di Rob, mentre lui fissa il soffitto.
-Ehy, come ti senti-
-Una schifezza, mi sento la
febbre-
-Già anche io ...tieni-
-Bevo questa e vado via-
-Cosa? Tu non vai da nessuna
parte, siamo entrambi malati puoi rimanere qui da me quanto ti pare. Chiama Tom
e digli che sei qui da me moribondo. Può occuparsi lui del locale e anche di
Bear e, se non può occuparsi di quest'ultimo, digli di portarlo qui-
-Kris ...-
-Kris niente e adesso bevi e
sta zitto, mi scoppia la testa-
Rimaniamo in silenzio per un
paio di minuti, il respiro di Rob è regolare ho come l'impressione che stia
dormendo ma, quando mi giro per vedere se è così, lo trovo a fissarmi. Ma non
con uno sguardo normale, no, mi fissa in maniera insistente.
-Perché mi fissi in quel modo?-
-Pensavo. Prima eri seria?
Quando mi hai detto di andar via intendo-
-Si e, sono consapevole di
essere stata una vera maleducata, me ne sono resa conto nello stesso momento in
cui ti ho detto quelle parole-
-Kris io ...so che non ti sei
fatta una buona idea di me e non hai poi tutti i torti ma ci tengo a te. Mi
trovo bene, mi piace stare in tua compagnia e ci conosciamo da soli due giorni,
ma davvero sei una buona amica per me e mi dispiace farti soffrire ...-
continua a parlare ma io mi
sono fermata alla parola BUONA AMICA.
Mi ha praticamente detto che
solo quello posso essere per lui mi basterà? Si se è l'unico modo per averlo
vicino.
-Kris, mi stai ascoltando?-
-Eh cosa?-
scuote la testa sorridendo. Mi
sfiora la guancia con le dita e porta una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
-Dicevo che, se vuoi possiamo
scrivere la canzone ...-
scrivere. Canzone. SI.
-Ehm si certo ...solo che io ho
solo una chitarra-
-Devo chiamare Tom ricordi, o
hai ritirato l'invito?-
-No, certo che no-
-Okei allora vado di la a
chiamarlo-
esce dalla camera e io mi
lascio cadere sui cuscini strofinando con forza gli occhi. Lo sento parlottare
con Tom ma non gli presto tanta attenzione, la stanchezza e tutti pensieri che
ho in testa mi fanno venir sonno.
Sono quasi nel mondo dei sogni
quando il telefono di casa squilla insistentemente, lo ignoro c'è la segreteria
telefonica.
-Kris, sono la mamma. Ti prego
se sei a casa rispondi-
La voce allarmata di mamma mi
fa saltare dal letto e corro verso il soggiorno
-Mamma, che succede?-
-Oh tesoro mio, devi venire a
LA immediatamente. Non devi preoccuparti però ...-
-Mamma, che cazzo è successo-
-Tuo fratello Cameron ha avuto
un'incidente ...-
scoppia a piangere e io dietro
a lei. Lascio cadere il telefono a terra e il mio corpo non fa che tremare per
via dei singhiozzi.
-Kris, che succede, Kris-
Rob mi scuote, cerca di farmi
parlare ma non ho la forza. Mi prende in braccio e mi poggia sul divano.
-Kris tesoro, ti prego dimmi
che successo-
-Mio ...mio fratello Cameron ha
avuto un'incidente devo andare a LA-
-Beh, che ci facciamo ancora qui?
Prepara la valigia io vado a casa e preparo la mia-
-Che vuoi dire ... no no, tu
hai la tua vita, il locale-
-Vengo con te, non ti lascio
sola-
-Rob no ...-
-Oddio sta zitta, prepara
quella fottuta valigia, io chiamo l'agenzia prenoto il volo e poi insieme
andiamo a prendere la mia roba-
sparisce nel corridoio che
porta in camera, il malessere sembra andato via, l'unica cosa che penso è a
come sta mio fratello, a cosa gli è successo. Mamma mi dice di star tranquilla
ma come faccio? Non posso star tranquilla non quando c'è un intero oceano a
dividerci.
-Sei ancora qui? Vai a
prepararti Kris-
faccio come dice, mi privo del
pigiama e infilo i jeans, con sopra una canotta e una felpa pesante, so che non
appena a LA la toglierò.
Prendo il borsone e infilo dentro
le prime cose che ho tra le mani, non mi importa nulla voglio solo sapere come
sta Cameron.
-Sei pronta?-
-Si , si ... ma con Margot?-
-Ho preso il biglietto anche
per lei, stai tranquilla andiamo-
Con le valigie in mano, un cane
al guinzaglio e la febbre a 40 andiamo velocemente a casa sua. Ci impiega
pochissimo a preparare la roba da portare e, senza rendermene conto siamo
dentro al taxi che ci porta all'aeroporto di Heathrow.
Cerco di rintracciare mamma al
cellulare ma dice sempre che è spento, provo a telefonare a casa ma nessuno
risponde. Provo a chiamare Dana e Taylor, persino mio cugino Miles ma niente,
tutti hanno deciso di non rispondermi.
-Cazzo, ma dove sono finiti
tutti-
-Sta calma, saranno in ospedale
e magari i telefoni non prendono-
-Si ma potrebbero degnarsi di
farmi sapere qualcosa, sai esistono anche le cabine telefoniche-
Mi lascio andare contro il suo
corpo e le sue braccia mi stringono a se.
-Sta bene, ne sono certo-
Il viaggio in macchina non dura
molto, facciamo il check in e la signorina ci informa che Margot deve stare
dentro il trasportino.
-Merda, non ci avevo pensato-
-Sentite, noto che è urgente se
volete vi diamo noi quello della compagnia ma, dovreste pagare qualcosa in più-
-Va bene, non ci sono problemi-
sto per prendere il portafoglio
ma Rob mi ferma, lo vedo prendere la carta di credito e porgerla alla
signorina.
-Ti prego, smettila di pagare
tutto tu. Sai che non appena a LA ti darò fino all'ultimo centesimo vero?-
sembra non ascoltare neanche
una parola di quello che gli sto dicendo, si limita a "sistemare" i
suoi capelli e sorridere come al suo solito.
Sistemata anche Margot andiamo
verso il gate, l'imbarco è immediato e non appena seduti non mi sembra neanche
vero di star andando a casa insieme a Rob.
Lo vedo smanettare con il suo
telefono, sbuffa e continua a torturarsi i capelli, forse si è pentito di
avermi accompagnata.
-Che hai? Tra un po' tiri tutti
i tuoi meravigliosi capelli-
-Ho mandato un messaggio alle
mie sorelle, dicendo che sarei andato via da Londra per un po' ma sono delle
curiosone e vogliono sapere tutto-
-Le hai detto che stai andando
in America con una tua amica?-
-Più o meno ... e cosi ho dei
meravigliosi capelli eh?-
arrossisco distogliendo lo
sguardo dal suo
-Si ...-
fisso davanti a me la hostess
che mostra le varie manovre di sicurezza o meglio, faccio finta di guardare
tutto pur di non incontrare nuovamente il suo sguardo, ma la hostess finisce
troppo presto tutto.
Mi volto verso lui ma lo trovo
addormentato, deve essere stanchissimo e viaggiare con la febbre non è affatto
bello.
Il rollio delle ruote
dell'aereo mi fa capire che stiamo per decollare, lascio cadere il capo sulla
sua spalla e chiudo gli occhi.
Una presa forte sui miei
fianchi e uno strano calore sulle gambe fanno si che mi svegli. Ho della bava
alla bocca, probabilmente ho dormito con la bocca aperta, rinvigorisco i
capelli ma, sono pieni di nodi, devo essere proprio carina in questo
momento,tra l'altro sono tutta sudata, ho il presentimento che la febbre sia
scesa.
Abbasso il capo e vedo Rob
praticamente steso su di me, ha le labbra leggermente aperte, carezzo i suoi
capelli e con il palmo della mano controllo se ha la febbre e si, la ha
decisamente.
Continuo a carezzare i suoi
capelli mentre con un occhio controllo Margot, sembra come in trance, dorme da
praticamente 8 ore. Quando vedo la hostess avvicinarsi a noi, le chiedo se
hanno delle medicine sull'aereo. Mi dice che hanno dell'aspirina e della
tachipirina, medicine che fanno proprio al caso mio. Le chiedo la tachipirina e
neanche dopo due minuti me la porta.
-Perché hai smesso quello che
stavi facendo?-
-Sarebbe?-
-Toccare i miei meravigliosi
capelli-
alzo gli occhi al cielo sicura
che lui non possa vedermi.
-Ci vantiamo un po' troppo
signorino. Alzati, prendi la tachipirina-
fa come gli dico, ma lo vedo
chiudere gli occhi di scatto
-Dovevi rimanere a casa, sei
stato un'incosciente a venire con me e io stupida che non ti ho fermata-
-Non ci saresti riuscita-
E per il resto del viaggio
parliamo del più e del meno, la febbre sembra essere scesa mentre io ho solo un
leggero mal di testa.
Quando sentiamo l'aereo
scendere di quota, istintivamente guardo fuori dal finestrino. L'oceano è sotto
di noi, il sole californiano delle 04:00 pm splende alto nel cielo.
-Wow- quello di Rob è un sussurro
ma riesco a sentirlo benissimo
-Già, benvenuto in California
londinese-
Quando finalmente le porte
dell'aereo si aprono, mi precipito praticamente fuori e correndo vado verso il
nastro che ci porterà i bagagli. Vedo Rob parlottare con una ragazza, deve
essere una della compagnia, gli vedo porgere il trasportino per poi dirigersi
verso me.
-Sai, correndo le valigie non
arrivano prima-
-Devo uscire di qui, andare a
casa e capire dove è ricoverato mio fratello-
-Kris, devi calmarti ...-
-Calmarmi dici? Non so cosa
diavolo gli sia successo, non so se è grave o meno e tu mi parli di calmarmi?
Seriamente Rob, credi sia possibile una cosa del genere?-
non risponde ma il suo sguardo
vale più di mille parole
-Appunto-
Fortunatamente i bagagli
arrivano in fretta e in religioso silenzio ci portiamo fuori dall'aeroporto,
troviamo un taxi libero, carichiamo i bagagli e ci dirigiamo verso casa.
-Forse è meglio che io non
venga con te in ospedale-
-Che cosa? No, perché?-
-E' un momento tuo e della tua
famiglia, un estraneo non sarà ben accetto ...troverò un albergo dove dormire,
non preoccuparti. Porto con me Margot, non è il caso che la tenga tu-
-Come vuoi-
e da li il silenzio, non una
parola, non un gesto da parte sua, nulla.
Arriviamo davanti casa, coccolo
un po' la piccolina ed esco dal taxi. Non esce neanchedall'auto, rimane dentro
senza salutarmi. Pago la mia corsa, ed esco dalla macchina sbattendo con forza
la portiera. Nel frattempo il tassista ha preso la mia valigia. Rimango impalata
a guardare il taxi, fin quando non va via e sparisce dalla mia vista. Assurdo,
come posso sopportare tutto questo? Come posso continuare a sopportare i suoi
sbalzi d'umore? Mi chiedo per quale diavolo motivo sia venuto qui ... al
diavolo Rob, al diavolo i suoi sbalzi d'umore, devo entrare in casa e
rintracciare i miei.
Prendo le chiavi dalla borsa ed
entro dentro. Tutto è uguale a come lo avevo lasciato, ma non perdo tempo a
guardarmi intorno, vado in cucina e noto che vicino la cornetta del telefono c'è
un post it.
"Kris siamo
all'UclaMedical Center. Le chiavi della tua macchina sono al solito posto. Se
ti stai chiedendo come sappiamo del tuo arrivo beh, chiedilo al tuo amico Rob.
Giusto appunto, digli che lo ospitiamo noi in casa, tu hai un bel letto
matrimoniale, non credo che per te stia un problema dormire con lui."
Dovevo immaginare che avrebbe
avvisato i miei, ma perché è così dannatamente complicato!
Mi precipito fuori di casa non
prima di aver preso le chiavi della macchina. Il garage è aperto segno che i
miei non sono andati via da molto, in fondo è pieno pomeriggio.
Entro dentro la mia Mini, e
avviato il motore mi immetto in strada e in pochi minuti raggiungo l'ospedale.
Ora che ci penso non ho idea in che reparto sia ricoverato, mentre entro riprovo
a chiamare mamma e, finalmente, il telefono risulta accesso.
-Kris tesoro, dove siete?-
-Sono in ospedale, in che
reparto siete-
-Siamo in traumatologia-
Dio fa che non sia grave, fa
che non sia grave. Continuo a schiacciare il pulsante dell'ascensore, come se
servisse a farlo arrivare prima, non appena al piano mi precipito dentro senza
guardare le persone che sono dietro me, pigio il piano che mi interessa e
quando sono davanti la bussola del reparto l'ansia mi attanaglia lo stomaco.
Vedo papà venire verso me e
senza pensarci due volte mi precipito tra le sue braccia che subito si chiudono
nella mia schiena.
-Piccola mia, sssh non piangere
è tutto ok-
-Mi sei mancato tanto ma lui
come sta?-
-E' uno tosto, adesso dorme lo
tengono sedato per non sentire dolore-
Stretta a lui andiamo verso la
camera di mio fratello, mamma non appena mi vede mi stringe a se così come gli
altri miei fratelli.
-Noi dobbiamo fare un
discorsetto-
tutti annuiscono ma, quando i
miei occhi si poggiano sulla figura di mio fratello, le lacrime ricominciano a
scorrere sulle mie guance.
-Cosa ... cosa gli è successo?-
-Stava correndo vicino la
spiaggia quando un ragazzo lo ha preso in pieno con l'auto. Fortunatamente non
andava poi così forte ma, ha preso una bella botta in testa e si è rotto la
gamba-
Mentre mi raccontano il resto
della storia, continui a carezzare la mano di mio fratello, non l'ho mai visto
così, non è mai stato male.
-Ti prego, riprenditi presto-
Restiamo in silenzio, tutti
concentrati a guardare Cameron. Il suono del monitor dei battiti è l'unico
rumore che si sente fin quando non inizia ad essere un rumore troppo strano
-Mamma, cosa diavolo sta
succedendo ... il suo cuore-
il suo petto si alza e si
abbassa troppo velocemente è come se avesse problemi a respirare, suoniamo il
campanello delle emergenze e immediatamente i medici ci portano fuori e
chiudono la porta.
-No nonono ... che cazzo
succede-
-Kris sta calma, ti prego ...-
Corro fuori in terrazzo e la
prima cosa che faccio è chiamare LUI.
-Kris, che succede-
-Perché, perché non sei qui con
me? Non capisci che ho bisogno di te? Cameron ... sta male ha avuto una crisi-
-Dove siete?-
-All'UclaMedical Center-
-Arrivo-
E rimango li, in quel terrazzo.
Non ho il coraggio di andare in quel maledetto corridoio non voglio sentirmi
dire cose spiacevoli.
-Kris?-
-Rob ...-
e le sue braccia subito mi
stringono a se, e continuo a piangere sul suo petto fin quando le forze non
vengono meno.
NON TUTTO E' COME SEMBRA,
ABBIATE FIDUCIA CHE NON FACCIO CREPARE NESSUNO!
BELLO SPOILER INSOMMA XD

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