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venerdì 31 maggio 2013

Songs from a Room: cap5



Pov Kris
Il rumore della pioggia che sbatte contro i vetri della finestra mi fa svegliare. Sta piovendo, erano giorni che non lo faceva ma siam pur sempre in nord Europa, non posso certo volere il sole tutti i giorni.
Mi allungo per stiracchiarmi, mi sento intorpidita e soprattutto sono tutta dolori. La febbre sembra essere scesa, ieri dopo essere scappata da casa di Rob, sono praticamente corsa a casa e, dopo la doccia, ho avuto la brillante idea di uscire con i capelli praticamente bagnati.
Il risultato?Un febbrone e il mio amore spropositato verso il water e ...
e un rumore vicino a me e la mano che si stringe al mio fianco mi fanno bloccare il respiro. Con molta calma volto il capo nel lato opposto. E LUI CHE DIAVOLO CI FA QUI? Come ...


che stupida, sono stata io a chiamarlo solo adesso ricordo quello che è successo, sono stata io a chiedergli di rimanere nel letto qui con me.
Mi perdo a guardarlo, ha il profilo più bello che abbia mai visto. La mascella dritta, il naso perfetto, quelle labbra un po' carnose che non mi stancherei mai di baciare. Stando attenta a non svegliarlo, con la punta delle dita inizio a carezzare il viso, la leggera barba mi solletica i polpastrelli.
Lo sento mugulare e subito ritraggo la mano, vedo le palpebre aprirsi pian piano e, quando il suo sguardo si scontra con il mio il fiato viene meno.
-Ehy, come stai-
la sua voce roca mi fa venire le farfalle allo stomaco e il battito del cuore accelera
-Sto ...sto bene grazie-
-Sei sicura? Mi sembri accaldata-
Oh Rob so che sono accaldata, ma ti assicuro che non è colpa della febbre.
-Sicurissima. Vado a fare una doccia-
-Direi di no, non dopo la febbre alta di ieri sera. Adesso tu stai buona qui mentre vado a preparare la colazione-
-Non c'è bisogno anzi, puoi tornare a casa se vuoi, mi dispiace solo averti rovinato la serata-
Mi alzo dal letto, la stanza gira un po' ma senza curarmene mi avvio in bagno, mi privo dei pantaloncini e della canotta ... pantaloncini? Canotta? Cosa cavolo ci faccio io con questi indumenti sono sicura che ieri sera avevo il pigiama pesante!
Entro dentro la doccia e sovra pensiero, inizio a insaponare il corpo. Rob ieri sera deve avermi cambiata e, di conseguenza mi avrà vista in mutande e reggiseno ...Dio, che vergogna. E poi la mia uscita di ieri sera, farlo rimanere qui tutta la notte? Ma da dove mi è venuta fuori un'affermazione del genere. Lui non sarà mai nulla per me, o meglio IO non sarò mai nulla per lui.
Ho capito che gli piace divertirsi, che non è tipo da storie serie. Esco dalla doccia e velocemente mi asciugo, questa volta sto attenta a non lasciare i capelli umidi, infilo l'intimo e il pigiama e torno in camera ma, non sono pronta all'immagine che mi trovo davanti.
Rob steso a pancia in giù, la coperta scesa fino a sotto i fianchi, e l'elastico dei suoi boxer faccia bella mostra di se.
Le sue spalle se pur non scolpite sono dannatamente sexy, salgo su con lo sguardo fin quando non vedo il suo volto completamente rilassato. Sta abbracciando il MIO cuscino, le labbra sono leggermente schiuse.
Gli vado vicino per coprirlo, non vorrei si ammalasse anche lui ma quando sono fuori dalla stanza, gli sento nominare il mio nome.
Non farci caso Kris, non significa nulla. Esco e chiudendomi alle spalle la porta, vado in cucina, ho fame e anche tanta, nonostante ho passato praticamente l'intera serata a buttar via l'anima.
Ho voglia di pancakes, preparo la pastella e lo sciroppo d'acero, chissà se a lui piacciono. Poco male se non dovessero piacergli gli preparerò qualcos'altro.Friggo tutto e quando è pronto mi siedo e inizio a mangiare
-Dio benedica chi li ha inventati-
-Parli anche con il cibo adesso? Sicura di non avere la febbre?-
-Fffonoficuriffima-
rispondo con ancora la bocca piena
-Ah beh se lo dici tu ... mi hai praticamente cacciato di casa prima anzi, scusa se mi sono riaddormentato-
-No, scusami tu. Sei stato cosi gentile a venire da me e io ti ho trattato in quel modo ...-
-E' tutto ok-
-Vuoi pancakes? Non so se ti piacciono se vuoi posso preparare qualcos'altro-
-Vanno benissimo-
iniziamo a mangiare in silenzio, cerco di non guardarlo e anche lui sembra evitare il mio sguardo. Quando finiamo si alza dalla sedia ma all'improvviso diventa pallido e il suo corpo è scosso da dei tremori.
-Rob? Rob, stai bene-
-Il bagno ...-
riusciamo ad arrivare per un soffio che subito è piegato in due, mi ricorda me ieri sera. Gli tengo la fronte cercando di scostare i capelli che, per lo sforzo e il sudore gli si stanno attaccando ai capelli.
-Finito?-
sembra che i conati siano finiti ma ha un aspetto orribile. Annuisce e non con poca fatica lo porto a letto.
-Devi togliere i jeans, riesci o faccio io-
-Nono, riesco-
-Ok, vado a prepararti una camomilla-
gli carezzo un'altra volta la guancia e vado via. Bene, gli ho mischiato l'influenza, in realtà neanche io mi sento benissimo in questo momento, ho caldo e un leggero mal di testa.
Verso il liquido giallastro nelle tazze e con molta attenzione porto tutto in camera, la piccola Margot è acciambellata sul petto di Rob, mentre lui fissa il soffitto.
-Ehy, come ti senti-
-Una schifezza, mi sento la febbre-
-Già anche io ...tieni-
-Bevo questa e vado via-
-Cosa? Tu non vai da nessuna parte, siamo entrambi malati puoi rimanere qui da me quanto ti pare. Chiama Tom e digli che sei qui da me moribondo. Può occuparsi lui del locale e anche di Bear e, se non può occuparsi di quest'ultimo, digli di portarlo qui-
-Kris ...-
-Kris niente e adesso bevi e sta zitto, mi scoppia la testa-
Rimaniamo in silenzio per un paio di minuti, il respiro di Rob è regolare ho come l'impressione che stia dormendo ma, quando mi giro per vedere se è così, lo trovo a fissarmi. Ma non con uno sguardo normale, no, mi fissa in maniera insistente.
-Perché mi fissi in quel modo?-
-Pensavo. Prima eri seria? Quando mi hai detto di andar via intendo-
-Si e, sono consapevole di essere stata una vera maleducata, me ne sono resa conto nello stesso momento in cui ti ho detto quelle parole-
-Kris io ...so che non ti sei fatta una buona idea di me e non hai poi tutti i torti ma ci tengo a te. Mi trovo bene, mi piace stare in tua compagnia e ci conosciamo da soli due giorni, ma davvero sei una buona amica per me e mi dispiace farti soffrire ...-
continua a parlare ma io mi sono fermata alla parola BUONA AMICA.
Mi ha praticamente detto che solo quello posso essere per lui mi basterà? Si se è l'unico modo per averlo vicino.
-Kris, mi stai ascoltando?-
-Eh cosa?-
scuote la testa sorridendo. Mi sfiora la guancia con le dita e porta una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
-Dicevo che, se vuoi possiamo scrivere la canzone ...-
scrivere. Canzone. SI.
-Ehm si certo ...solo che io ho solo una chitarra-
-Devo chiamare Tom ricordi, o hai ritirato l'invito?-
-No, certo che no-
-Okei allora vado di la a chiamarlo-
esce dalla camera e io mi lascio cadere sui cuscini strofinando con forza gli occhi. Lo sento parlottare con Tom ma non gli presto tanta attenzione, la stanchezza e tutti pensieri che ho in testa mi fanno venir sonno.
Sono quasi nel mondo dei sogni quando il telefono di casa squilla insistentemente, lo ignoro c'è la segreteria telefonica.
-Kris, sono la mamma. Ti prego se sei a casa rispondi-
La voce allarmata di mamma mi fa saltare dal letto e corro verso il soggiorno
-Mamma, che succede?-
-Oh tesoro mio, devi venire a LA immediatamente. Non devi preoccuparti però ...-
-Mamma, che cazzo è successo-
-Tuo fratello Cameron ha avuto un'incidente ...-
scoppia a piangere e io dietro a lei. Lascio cadere il telefono a terra e il mio corpo non fa che tremare per via dei singhiozzi.
-Kris, che succede, Kris-
Rob mi scuote, cerca di farmi parlare ma non ho la forza. Mi prende in braccio e mi poggia sul divano.
-Kris tesoro, ti prego dimmi che successo-
-Mio ...mio fratello Cameron ha avuto un'incidente devo andare a LA-
-Beh, che ci facciamo ancora qui? Prepara la valigia io vado a casa e preparo la mia-
-Che vuoi dire ... no no, tu hai la tua vita, il locale-
-Vengo con te, non ti lascio sola-
-Rob no ...-
-Oddio sta zitta, prepara quella fottuta valigia, io chiamo l'agenzia prenoto il volo e poi insieme andiamo a prendere la mia roba-
sparisce nel corridoio che porta in camera, il malessere sembra andato via, l'unica cosa che penso è a come sta mio fratello, a cosa gli è successo. Mamma mi dice di star tranquilla ma come faccio? Non posso star tranquilla non quando c'è un intero oceano a dividerci.
-Sei ancora qui? Vai a prepararti Kris-
faccio come dice, mi privo del pigiama e infilo i jeans, con sopra una canotta e una felpa pesante, so che non appena a LA la toglierò.
Prendo il borsone e infilo dentro le prime cose che ho tra le mani, non mi importa nulla voglio solo sapere come sta Cameron.
-Sei pronta?-
-Si , si ... ma con Margot?-
-Ho preso il biglietto anche per lei, stai tranquilla andiamo-
Con le valigie in mano, un cane al guinzaglio e la febbre a 40 andiamo velocemente a casa sua. Ci impiega pochissimo a preparare la roba da portare e, senza rendermene conto siamo dentro al taxi che ci porta all'aeroporto di Heathrow.
Cerco di rintracciare mamma al cellulare ma dice sempre che è spento, provo a telefonare a casa ma nessuno risponde. Provo a chiamare Dana e Taylor, persino mio cugino Miles ma niente, tutti hanno deciso di non rispondermi.
-Cazzo, ma dove sono finiti tutti-
-Sta calma, saranno in ospedale e magari i telefoni non prendono-
-Si ma potrebbero degnarsi di farmi sapere qualcosa, sai esistono anche le cabine telefoniche-
Mi lascio andare contro il suo corpo e le sue braccia mi stringono a se.
-Sta bene, ne sono certo-
Il viaggio in macchina non dura molto, facciamo il check in e la signorina ci informa che Margot deve stare dentro il trasportino.
-Merda, non ci avevo pensato-
-Sentite, noto che è urgente se volete vi diamo noi quello della compagnia ma, dovreste pagare qualcosa in più-
-Va bene, non ci sono problemi-
sto per prendere il portafoglio ma Rob mi ferma, lo vedo prendere la carta di credito e porgerla alla signorina.
-Ti prego, smettila di pagare tutto tu. Sai che non appena a LA ti darò fino all'ultimo centesimo vero?-
sembra non ascoltare neanche una parola di quello che gli sto dicendo, si limita a "sistemare" i suoi capelli e sorridere come al suo solito.
Sistemata anche Margot andiamo verso il gate, l'imbarco è immediato e non appena seduti non mi sembra neanche vero di star andando a casa insieme a Rob.
Lo vedo smanettare con il suo telefono, sbuffa e continua a torturarsi i capelli, forse si è pentito di avermi accompagnata.
-Che hai? Tra un po' tiri tutti i tuoi meravigliosi capelli-
-Ho mandato un messaggio alle mie sorelle, dicendo che sarei andato via da Londra per un po' ma sono delle curiosone e vogliono sapere tutto-
-Le hai detto che stai andando in America con una tua amica?-
-Più o meno ... e cosi ho dei meravigliosi capelli eh?-
arrossisco distogliendo lo sguardo dal suo
-Si ...-
fisso davanti a me la hostess che mostra le varie manovre di sicurezza o meglio, faccio finta di guardare tutto pur di non incontrare nuovamente il suo sguardo, ma la hostess finisce troppo presto tutto.
Mi volto verso lui ma lo trovo addormentato, deve essere stanchissimo e viaggiare con la febbre non è affatto bello.
Il rollio delle ruote dell'aereo mi fa capire che stiamo per decollare, lascio cadere il capo sulla sua spalla e chiudo gli occhi.
Una presa forte sui miei fianchi e uno strano calore sulle gambe fanno si che mi svegli. Ho della bava alla bocca, probabilmente ho dormito con la bocca aperta, rinvigorisco i capelli ma, sono pieni di nodi, devo essere proprio carina in questo momento,tra l'altro sono tutta sudata, ho il presentimento che la febbre sia scesa.
Abbasso il capo e vedo Rob praticamente steso su di me, ha le labbra leggermente aperte, carezzo i suoi capelli e con il palmo della mano controllo se ha la febbre e si, la ha decisamente.
Continuo a carezzare i suoi capelli mentre con un occhio controllo Margot, sembra come in trance, dorme da praticamente 8 ore. Quando vedo la hostess avvicinarsi a noi, le chiedo se hanno delle medicine sull'aereo. Mi dice che hanno dell'aspirina e della tachipirina, medicine che fanno proprio al caso mio. Le chiedo la tachipirina e neanche dopo due minuti me la porta.
-Perché hai smesso quello che stavi facendo?-
-Sarebbe?-
-Toccare i miei meravigliosi capelli-
alzo gli occhi al cielo sicura che lui non possa vedermi.
-Ci vantiamo un po' troppo signorino. Alzati, prendi la tachipirina-
fa come gli dico, ma lo vedo chiudere gli occhi di scatto
-Dovevi rimanere a casa, sei stato un'incosciente a venire con me e io stupida che non ti ho fermata-
-Non ci saresti riuscita-
E per il resto del viaggio parliamo del più e del meno, la febbre sembra essere scesa mentre io ho solo un leggero mal di testa.
Quando sentiamo l'aereo scendere di quota, istintivamente guardo fuori dal finestrino. L'oceano è sotto di noi, il sole californiano delle 04:00 pm splende alto nel cielo.
-Wow- quello di Rob è un sussurro ma riesco a sentirlo benissimo
-Già, benvenuto in California londinese-
Quando finalmente le porte dell'aereo si aprono, mi precipito praticamente fuori e correndo vado verso il nastro che ci porterà i bagagli. Vedo Rob parlottare con una ragazza, deve essere una della compagnia, gli vedo porgere il trasportino per poi dirigersi verso me.
-Sai, correndo le valigie non arrivano prima-
-Devo uscire di qui, andare a casa e capire dove è ricoverato mio fratello-
-Kris, devi calmarti ...-
-Calmarmi dici? Non so cosa diavolo gli sia successo, non so se è grave o meno e tu mi parli di calmarmi? Seriamente Rob, credi sia possibile una cosa del genere?-
non risponde ma il suo sguardo vale più di mille parole
-Appunto-
Fortunatamente i bagagli arrivano in fretta e in religioso silenzio ci portiamo fuori dall'aeroporto, troviamo un taxi libero, carichiamo i bagagli e ci dirigiamo verso casa.
-Forse è meglio che io non venga con te in ospedale-
-Che cosa? No, perché?-
-E' un momento tuo e della tua famiglia, un estraneo non sarà ben accetto ...troverò un albergo dove dormire, non preoccuparti. Porto con me Margot, non è il caso che la tenga tu-
-Come vuoi-
e da li il silenzio, non una parola, non un gesto da parte sua, nulla.
Arriviamo davanti casa, coccolo un po' la piccolina ed esco dal taxi. Non esce neanchedall'auto, rimane dentro senza salutarmi. Pago la mia corsa, ed esco dalla macchina sbattendo con forza la portiera. Nel frattempo il tassista ha preso la mia valigia. Rimango impalata a guardare il taxi, fin quando non va via e sparisce dalla mia vista. Assurdo, come posso sopportare tutto questo? Come posso continuare a sopportare i suoi sbalzi d'umore? Mi chiedo per quale diavolo motivo sia venuto qui ... al diavolo Rob, al diavolo i suoi sbalzi d'umore, devo entrare in casa e rintracciare i miei.
Prendo le chiavi dalla borsa ed entro dentro. Tutto è uguale a come lo avevo lasciato, ma non perdo tempo a guardarmi intorno, vado in cucina e noto che vicino la cornetta del telefono c'è un post it.
"Kris siamo all'UclaMedical Center. Le chiavi della tua macchina sono al solito posto. Se ti stai chiedendo come sappiamo del tuo arrivo beh, chiedilo al tuo amico Rob. Giusto appunto, digli che lo ospitiamo noi in casa, tu hai un bel letto matrimoniale, non credo che per te stia un problema dormire con lui."
Dovevo immaginare che avrebbe avvisato i miei, ma perché è così dannatamente complicato!
Mi precipito fuori di casa non prima di aver preso le chiavi della macchina. Il garage è aperto segno che i miei non sono andati via da molto, in fondo è pieno pomeriggio.
Entro dentro la mia Mini, e avviato il motore mi immetto in strada e in pochi minuti raggiungo l'ospedale. Ora che ci penso non ho idea in che reparto sia ricoverato, mentre entro riprovo a chiamare mamma e, finalmente, il telefono risulta accesso.
-Kris tesoro, dove siete?-
-Sono in ospedale, in che reparto siete-
-Siamo in traumatologia-
Dio fa che non sia grave, fa che non sia grave. Continuo a schiacciare il pulsante dell'ascensore, come se servisse a farlo arrivare prima, non appena al piano mi precipito dentro senza guardare le persone che sono dietro me, pigio il piano che mi interessa e quando sono davanti la bussola del reparto l'ansia mi attanaglia lo stomaco.
Vedo papà venire verso me e senza pensarci due volte mi precipito tra le sue braccia che subito si chiudono nella mia schiena.
-Piccola mia, sssh non piangere è tutto ok-
-Mi sei mancato tanto ma lui come sta?-
-E' uno tosto, adesso dorme lo tengono sedato per non sentire dolore-
Stretta a lui andiamo verso la camera di mio fratello, mamma non appena mi vede mi stringe a se così come gli altri miei fratelli.
-Noi dobbiamo fare un discorsetto-
tutti annuiscono ma, quando i miei occhi si poggiano sulla figura di mio fratello, le lacrime ricominciano a scorrere sulle mie guance.
-Cosa ... cosa gli è successo?-
-Stava correndo vicino la spiaggia quando un ragazzo lo ha preso in pieno con l'auto. Fortunatamente non andava poi così forte ma, ha preso una bella botta in testa e si è rotto la gamba-
Mentre mi raccontano il resto della storia, continui a carezzare la mano di mio fratello, non l'ho mai visto così, non è mai stato male.
-Ti prego, riprenditi presto-
Restiamo in silenzio, tutti concentrati a guardare Cameron. Il suono del monitor dei battiti è l'unico rumore che si sente fin quando non inizia ad essere un rumore troppo strano
-Mamma, cosa diavolo sta succedendo ... il suo cuore-
il suo petto si alza e si abbassa troppo velocemente è come se avesse problemi a respirare, suoniamo il campanello delle emergenze e immediatamente i medici ci portano fuori e chiudono la porta.
-No nonono ... che cazzo succede-
-Kris sta calma, ti prego ...-
Corro fuori in terrazzo e la prima cosa che faccio è chiamare LUI.
-Kris, che succede-
-Perché, perché non sei qui con me? Non capisci che ho bisogno di te? Cameron ... sta male ha avuto una crisi-
-Dove siete?-
-All'UclaMedical Center-
-Arrivo-
E rimango li, in quel terrazzo. Non ho il coraggio di andare in quel maledetto corridoio non voglio sentirmi dire cose spiacevoli.
-Kris?-
-Rob ...-
e le sue braccia subito mi stringono a se, e continuo a piangere sul suo petto fin quando le forze non vengono meno.
NON TUTTO E' COME SEMBRA, ABBIATE FIDUCIA CHE NON FACCIO CREPARE NESSUNO!
BELLO SPOILER INSOMMA XD 


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