-Svegliati, svegliati ...-
-Mmmh, smettila di darmi
schiaffi-
-Grazie al cielo ti sei
svegliata, mi hai fatto morire-
sono coricata a terra con il
viso di Rob decisamente troppo vicino al mio. Sembra preoccupato ma non capisco
il motivo.
-Per quale motivo sono a terra
e soprattutto, perché sei praticamente sopra me?-
-Sei svenuta, non ricordi
nulla?-
-Ricordo della crisi di Cameron
e io che ti chiamo -
-Cameron sta bene, ha solo
avuto una crisi respiratoria ma sta meglio. Domani non gli daranno neanche i
sedativi. In quanto a te, adesso ce ne torniamo a casa, nel giro di 24 ore mi
hai fatto morire di paura due volte-
-Scusa-
sussurro quelle parole
rendendomi conto quanto ragione abbia. Mi solleva da terra prendendomi in
braccio, allaccio le braccia al suo collo e poggio il capo sulla spalla. Lo
vedo andare agli ascensori, no un attimo voglio andare da mio fratello
-Rob, voglio andare da Cameron-
-Ho ordini ben precisi, tua
mamma mi ha detto di portarti a casa-
E' così fa, dopo essere passati
dall'albergo per prendere la sua roba e Margot, mi ha accompagnata in casa e mi
ha fatta stendere in camera.
Non dormo, continuo a fissare
il soffitto e a pensare a lui, il suo comportamento, il suo aiutarmi a
qualsiasi costo. Passa dall'essere dolce e premuroso, all'essere freddo e
glaciale.
Sono sicura che mi nasconda
qualcosa, non posso credere che un ragazzo come lui riesca a essere cosi cinico
e insopportabile.
Decido di fare la doccia, dal
piano inferiore non proviene nessun rumore, Rob deve essersi addormentato e i
miei devono essere ancora in ospedale.
Non appena sistemata scendo di
sotto convinta di trovarlo addormentato sul divano, ma la casa è silenziosa.
Un post it vicino la porta
d'entrata attira la mia attenzione
"Siamo al molo, avevo
voglia di fare due passi e anche Margot ne aveva bisogno. Se vuoi raggiungici.
Rob"
Senza pensarci esco di casa. Il
sole sta tramontando e il cielo è tinto di arancione. Ispiro l'odore del mare,
la brezza che arriva dall'oceano mi colpisce il viso.
Mi è mancato tutto questo, in
fondo LA è la mia vera casa, per quanto possa amare Londra, il legame che c'è
tra me e questa città non cambierà mai.
A piedi vado verso il molo, non
è lontano da casa. I marciapiedi sono pieni di persone, bambini che corrono a
destra e a sinistra, urlano, ridono e il mio cuore sembra più caldo al suono
delle loro vocine.
Vedo la ruota panoramica alla
mia destra, e i vari teloni accanto. Ci sono le giostre, ecco perché in bambini
sono così felici. Ricordo che quando ero piccola, mamma e papà ci portavano
tutti qui, io e Cameron correvamo sempre verso le montagne russe e facevamo a
gara a chi resisteva di più senza urlare.
Con lui ho sempre avuto un
rapporto speciale, forse perché ha il mio stesso sangue o forse perché è sempre
stato protettivo nei miei confronti.
Mi è mancato in questi mesi,
gli ho anche detto di venire a Londra a trovarmi ma, tutte le volte, aveva una
scusa.
A lui non è mai andato a genio
il mio trasferimento, non ha mai capito la mia voglia di andar via da LA, dal
caldo, dai miei famigliari ma, sono sempre stata così. Dopo un po' stare nello
stesso posto mi stanca e LA iniziava a starmi stretta.
E poi c'era anche Michael, Dio
quel ragazzo ha avuto la capacità di farmi odiare casa mia, era sempre li
davanti la porta a chiedermi di tornare con lui, fin quando anche Cameron non
gliene ha dette 4 ma, a quanto pare, non si è ancora arreso. Da quello che mi
racconta mamma, almeno una volta alla settimana si fa vivo chiedendo di me e se
ho intenzione di tornare a casa.
Sono sicura che uno di questi
giorni lo ritroverò dietro la porta e forse, è meglio così, magari riesco a
dirgli due paroline.
Continuo a camminare fin quando
non scorgo la figura di Rob in lontananza. E' seduto sulla sabbia, Margot
seduta accanto, entrambi guardano l'orizzonte. Il sole sta per essere
inghiottito dall'oceano, pronto a dall'altra parte del mondo.
Li raggiungo piano, non voglio
sentano la mia presenza. Tolgo le scarpe e la sottile sabbia entra in contatto
con la mia pelle. Inizio a camminare, mi porto dietro le sue spalle e lo
abbraccio
-Ehy, sei venuta-
-Si ... tu piuttosto, a cosa
stavi pensando?-
-A un po' di cose-
-E suppongo tu non voglia
parlarne -
stringe solo la mia mano per
poi fare una leggera pressione e portarmi davanti a lui. Le sue gambe intorno
ai miei fianchi, la mia schiena poggiata al suo petto. E penso di non essere
mai stata meglio in vita mia.
Margot si sposta sulle mie
gambe e ci perdiamo a guardare l'orizzonte, il suo respiro mi solletica la
pelle, il naso sfiora la pelle tesa del collo.
-Che stai facendo ...-
-Ssshh ...-
le sue mani risalgono sul mio
corpo, sfiora il profilo del mio seno salendo fino al mio alla mia spalla.
Piego il collo di lato e subito
sento la sua lingua lambire la pelle tesa vicino al mio orecchio.
Non ci penso neanche e mi volto
verso lui, i nostri sguardi si incatenano per pochi secondi, poggio le labbra
sulle sue e il bacio che ne nasce non ha nulla di dolce, è uno di quei baci
fatto di tanta lingua.
Mi ritrovo ad ansimare nella
sua bocca, a stringere i suoi capelli in maniera spasmodica.
Le sue mani stringono forte i
miei fianchi continuando a spingere i suoi verso il mio bacino.
Senza staccarmi da quel bacio,
riesco a portarmi a cavalcioni e stringere le gambe dietro la sua schiena.
-Kris ...-
-Cosa ...-
-E' sbagliato-
ma non ci crede neanche lui,
continua a far scorrere palmo della mano sulla schiena, fino a posarsi sul mio
gluteo e stringerlo.
-No che non lo è-
ansimo come non ho mai fatto.
Quello che sto provando è indescrivibile. Volevo baciarlo sin dalla prima volta
quando lo vidi al parco e adesso, sentire l'effetto che gli faccio, mi fa
sentire potente, desiderata.
Ci stacchiamo ma continuiamo a
mantenere i nostri sguardi allacciati, la mia mano è ancora tra i suoi capelli
mentre le sue, stringono i miei fianchi. I nostri respiri si mescolano, e senza
accorgermene muovo il bacino sopra il suo.
-Sta buona -
-Perché? Non ti piaccio forse?
Non mi desideri?-
-Sai che non è cosi, mi sembra
di avertelo anche dimostrato-
-E allora, qual' è il
problema?-
-Io sono il problema. Kris, io
non voglio una relazione-
-Non te la sto chiedendo-
-Che vuoi dire? Vuoi essere una
come le altre, vuoi entrare nel mio letto? Divertirci e basta? Questo sono io,
non tu. Tu sei diversa da me o meglio, sei come ero prima ma adesso è tutto
finito. Io non sono fatto per amare ,non più-
Fa male, fa davvero male
sentirsi dire queste cose. Non sa amare, non sarò mai nulla per lui ma, sono
masochista, sono disposta a dividerlo con le altre se è necessario.
-E' pazzia te ne rendi conto?
Sopporteresti di vedermi con altre ragazze? -
-Si. Non sto cercando neanche
io una relazione seria, e l'attrazione che proviamo è palpabile quindi perché
negarci questo piacere?-
-Non sai quello che stai
dicendo-
Fa in modo che scenda dalle sue
gambe e si allontana da me, ho paura che stia andando via ma non lo fa, si
limita a darmi le spalle.
Pov Rob
Tutto ciò non ha senso, non
avrei dovuto baciarla, non avrei dovuto cedere cosi ai miei istinti ma, sentire
il suo petto contro la mia schiena, le sue mani sul mio petto. Ma lei mi manda
in confusione, penso una cosa ma ne faccio un'altra. Dico di non volerla nel
mio letto ma non è vero, la desidero come non ho mai desiderato nessuna. E'
sempre nella mia mente, anche quando l'ho lasciata sola stamattina, sperando
fosse capace di gestire la situazione di suo fratello ma, come al solito mi
sono sbagliato.
Sembra che un filo invisibile
ci colleghi, come se non riuscissimo a fare a meno l'uno dell'altro, e solo Dio
sa come questa cosa non mi faccia star bene, perché no, io non posso
permettermi di farla star male ma soprattutto, non mi posso permettere di
perderla.
E' adesso lei mi vuole con se,
leggo nei suoi occhi che non le piace dividermi con le altre ma no, è testarda
non vuole lasciarmi andare pur di avermi nella sua vita è disposta a soffrire.
Mi perdo ancora in quelle pozze verdi ,quegli occhi capaci di farmi uscire di
senno, le sue labbra sono soffici come le ho sempre immaginate, il suo corpo è
creta tra le mie mani. E' così arrendevole e i suoi gemiti sono il suono più
bello ed erotico che abbia ma i sentito in vita mia.
La faccio scendere dal mio
corpo e la sua assenza mi fa venire i brividi, le do le spalle e osservo
quell'ultimo scorcio di sole che si intravede sulla linea dell'orizzonte.
Chiudo gli occhi e percepisco
il suo profumo vicino a me, troppo vicino. Apro di scatto gli occhi e lei è di
fronte a me che mi osserva e i nostri sguardi si incatenano ancora una volta.
Pov
Kris.
Occhi negli occhi, riesco a
leggere dentro la sua anima, quell'anima che sembra morta da tempo, quella che
ha paura di venir fuori di nuovo, quella che gli impedisce di amare e di essere
amato.
Non c'è luce, non c'è luce nei tuoi occhi blu
Non pensavo che la luce del giorno potesse essere così violenta
Una rivelazione nella luce del giorno
Puoi scegliere cosa far svanire e cosa tenere
E farò di tutto per farti rimanere
-Devi lasciarmi entrare-
-Non posso-
-Tu non vuoi, è diverso. Non ti
sto chiedendo nulla Rob, non voglio essere amata da te, ma in un modo o
nell'altro voglio essere tua. Io non so cosa ti sia successo e non voglio
saperlo, devi essere pronto per farlo ma, non chiedermi di tagliarti fuori
dalla mia vita perché non posso. Sono consapevole che mi farò del male da sola,
probabilmente soffrirò, hai ragione, ma lo voglio io. Ti desidero come non ho
mai desiderato nessun'uomo e sinceramente voglio essere tua. Se vuoi sono anche
disposta a sparire dalla tua vita, starò male ma sono disposta a tutto pur di
farti stare bene. Sei nella mia testa costantemente e, ti voglio con me-
Mi avvicino ancor di più al suo
petto senza abbandonare i suoi occhi, lo vedo deglutire più volte leggo paura
nei suoi occhi, ancora quella dannata emozione. Mi sollevo sulle punte, le mie
mani si allacciano al suo collo e le mie labbra sulle sue, di nuovo. La sua
risposta non tarda ad arrivare, mi circonda il busto e mi stringe a se con
possesso.
-Vieni con me-
mi stacco da lui e
afferrandogli la mano, prendo Margot e andiamo verso la macchina. Rimane in
assoluto silenzio per tutto il tragitto, guarda fuori dal finestrino e molte
volte gli vedo scuotere la testa. Sta pensando a tutto quello che è successo
oggi, se ne starà già pentendo ma non voglio perdere, non questa volta.
Non appena arriviamo a
destinazione si volta verso me con aria interrogativa
-Questa non è casa dei tuoi-
-No, è casa mia-
senza dire nulla scendo dalla
macchina e sento i suoi passi dietro me. Quando la porta è aperta gli faccio
segno di entrare per primo e quando entrambi siamo dentro chiudo la porta alle
mie spalle. Tolgo il guinzaglio a Margot lasciandola libera di scorrazzare per
casa.
Gli passo accanto e con calma
salgo le scale, il mio respiro è pesante, il cuore sembra voler uscire dalla
cassa toracica.
Sento immediatamente i suoi
passi dietro me, entro in camera e mi volto aspettando il suo arrivo.
Ci guardiamo, ci scrutiamo e
come al solito lui non fa nessun passo. Il suo respiro è affannato, non fa
altro che leccarsi le labbra.
Mi avvicino e passo le mani
lungo le sue spalle fino ad arrivare alle mani, risalgo con molta lentezza
mentre lui chiude gli occhi.
Afferro la sua maglia e lo
avvicino a me
-Lasciati andare-
lo conduco sul letto, con una
leggera spinta lo lascio cadere tra i cuscini. Mi porto a cavalcioni su lui e
con impeto lo bacio, con una foga che non sapevo neanche di avere. Con una
leggera spinta fa si che il suo corpo mi sovrasti, toglie la mia maglia e
rimane ad osservare il mio corpo, lo sfiora con la punta delle dita e il mio
bacino si inarca.
Si piega verso il mio petto e
con la lingua scende verso le costole, per poi risalire e lambire il mio
capezzolo. Con una mano slaccia gli shorts e da sopra le mutandine inizia a
carezzare la mia intimità. E' tutto dannatamente perfetto, e mi sento bene come
non lo ero da tempo.
La camera si riempie dei miei
gemiti e sento il sudore scendere lungo la schiena
-Sei perfetta-
mi avvento sulle sue labbra e
con una leggera spinta lo porto sotto il mio corpo. Con non poca fatica tolgo
gli short e subito le mie mani finiscono sui suoi pantaloni. Li sfilo portando
via anche i boxer. Ed è li, nudo ed è l'uomo più bello che abbia mai visto.
Mi lecco le labbra e questo
gesto sembra eccitarlo, un gemito strozzato abbandona le sue labbra e chiudendo
gli occhi inarca la schiena. E' ancora ad occhi chiusi quando con la lingua
sfioro il suo membro per tutta la sua lunghezza. La sua punta è rossa e lucida
e io non vedo l'ora di sentirlo dentro me ma, non è ancora il momento, no
voglio vederlo godere per merito mio ancora un po'.
Mi faccio più audace e succhio
la sua punta, mentre con la mano gli carezzo i testicoli. Sbatte i pugni sul
letto e i suoi gemiti sono più forti. Lo accolgo tutto in bocca e con molta
calma inizio a fare su e giù. Sento le mie mutandine bagnate, mi sto eccitando
oltre misura, inizio a strofinare le cosce per tranne sollievo ma non mi basta
e senza rendermene neanche conto, porto una mano sulla mia intimità iniziando a
darmi piacere da sola.
Gemo più forte e i suoi occhi
sono immediatamente aperti, mi guarda mentre mi tocco e questo mi eccita ancor
di più. Sposta la mia testa dal suo membro e con poca delicatezza toglie le mie
mutandine.
Due dita sono immediatamente
dentro me e urlo, urlo di piacere
-Rooob-
-Sei la donna più eccitante che
conosca e, vederti dare piacere da sola mentre avevi il mio membro in bocca, mi
ha fatto uscire di testa-
Esce le dita dal mio interno e
sdraiandosi fa si che mi metta cavalcioni ai lati della sua testa
Un fremito attraversa il mio
corpo capendo le sue intenzioni e, quando sento la lingua sulla mia intimità la
testa inizia a girare.
Si concentra sul mio clitoride,
lo succhia, lo lambisce con la lingua e io stringo le mani alla testiera del
letto per paura di cadere. Il mio bacino inizia a muoversi andando incontro
alle sue spinte e quando le sue dita sono nuovamente dentro me, perdo ogni
freno inibitorio.
-Cazzo Rob-
il ritmo delle sue dita aumenta
così come quello della sua lingua. Sento l'orgasmo montare e quando arriva, mi
lascio andare urlando il suo nome. Mi afferra per i fianchi e mi porta sotto di
se.
-Dimmi che prendi la pillola,
non sono in grado di fermarmi adesso-
-Puoi stare tranquillo-
non finisco neanche di parlare
che con una spinta è dentro me. Forte, possente
-Cazzo-
inizia a spingere, porta la sua
punta quasi fuori per poi rientrare. I suoi affondi sono intensi, il ritmo
cadenzato mi porta fuori di testa ma non mi basta, voglio di più.
-Rob, più forte-
e mi accontenta, il ritmo
diventa più forte, le spinte più ravvicinate
-E' questo che vuoi? Vuoi che
ti scopi Kristen?-
-Si ... aah-
-E lo farò, o si ... che lo
farò-
continua a spingere finché il
mio respiro si mozza e il mio corpo vibra.
- Roob-
urlo il suo nome, l'orgasmo è
stato forte. Lui continua a spingere fin quando tutti i suoi muscoli non si
irrigidiscono, il suo collo si tende, la sua schiena si flette all'indietro.
Sento il suo piacere dentro me, continua a spingere con piccoli colpi fin
quando non si lascia cadere sopra il mio corpo.
Il silenzio cala, i nostri
respiri sono affannati e l'unica cosa che riesco a pensare è che presto sarà
soltanto mio.

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