Stavolta niente revisione del capitolo! Ve lo beccate così grezzo di mente e di cuore.
Buona Lettura e .... iniziamo a fare la conoscenza del nostro "Paint"
<<Raccontami tutto. Voglio sapere tutto. Restituiscimi le cose che non mi hai mai detto>>
<<Per esempio?>>
<<Raccontami dei pastelli di cera...>>
La tela dipinta con il nudo della mia figura è di nuovo avvolta nel drappo, nascosta agli occhi di tutti per ovvie ragioni. Anche se il giudizio di Lynn, ammetto, mi intriga e mi spaventa.
L'unico posto dove vorrei portarla adesso è nella mia stanza, lì dove c'è tutto di me. E' vero che in queste ultime settimane la mia residenza attuale mi ha regalato quello che non avrei mai sognato o sperato in vita mia, ma rimane pur sempre una cosa provvisoria.
Come il primo dei gentleman, dopo esserci saziati con la sua abbondante colazione, e di baci, mi ha aiutato a rassettare il caos in cucina alternando dovere e piacere.
In realtà più piacere, visto che la lavastoviglie hi-tech con asciugatura a infrarossi, ha fatto il resto.
Castamente vestiti, mi ha trascinata sul suo letto ancora sfatto e come d'incanto il tempo è diventato impercettibile intorno a noi. Le sue dita sono allenate a muoversi costantemente e non mi meraviglio quando le usa come unico strumento per sentirmi, accarezzare ogni espressione sul mio volto, sorriso, sopracciglio inarcato. Non ho mai visto un essere umano capace di tanta dolcezza, come se nascesse e morisse in maniera spontanea dal suo viso fino a sprigionarsi in ciò che tocca. Ed è così, sdraiati l'uno di fronte all'altra, che continuiamo a parlare da non so quanto tempo.
Se non fosse che ogni tanto mi obbliga, con una carezza, a chiudere gli occhi incapace di contenere l'emozione, me ne starei a fissarlo senza dire una parola per minuti interi. Il suo viso è pura bellezza che calamita tutta la mia attenzione. Con il pollice sul mio zigomo, disegna cerchi costanti baciando di tanto in tanto la mia fronte, la punta del mio naso, il mento, le labbra.
Si passa una mano sul viso stropicciandolo e facendo una buffissima smorfia di imbarazzo.
<<Oh, i tuoi pastelli di cera.. è li che mi hai fregato sai?>> ride di gusto scuotendo la testa e per la prima volta mi sembra di condividere con lui un argomento che sembra appartenere a qualcosa di estemporaneo. La sensazione di parlare di qualcuno che non è lui, l'idea di confidare a Richard la storia di qualcuno che non era lui, di qualcuno di cui apparentemente non ho più notizie. Lui, con il suo London Eye, Il suo viso di donna rosso, il suo BigBen verde, il suo uragano blu e il viso afro color zafferano. Ancora una volta le emozioni di ciò che ho vissuto con e per lui mi travolgono. Rimango in silenzio e aspetto che arrivino le risposte che ho sempre cercato, il rovescio della sua medaglia su tutti i punti bui di cui ho sempre desiderato vedere la luce.
<<Non avevo mai disegnato il London Eye. In realtà non avevo disegnato molto che appartenesse alla mia città, ma ti avevo osservata parlare con Lynn per tutta l'ora di pranzo e mi sono ritrovato a fantasticare su un modo non troppo diretto per catturare anche un briciolo della tua attenzione. Quasi impazzivo dalla voglia di parlarti, ma non potevo. Non ricordavo nemmeno più come si provano certe cose. Conciato in quel modo non solo ti avrei spaventata, ma avrei rischiato di farmi cacciare.>> il suo viso si rabbuia.
Un insieme di nodi si aggrovigliano in gola.
<<E' stata la prima cosa che mi era venuta in mente. Sai quando inconsciamente scegli qualcosa che ti rappresenti, cosi senza pensarci troppo? Ricordo che rimase chiusa per due lunghi anni fino a quando nel 2029 iniziarono i lavori di ristrutturazione e manutenzione. Era stato mio padre ad insistere un giorno: "Rich, voglio andare sotto l'Eye. Dicono sia pericoloso ma gli daremo solo un occhiata, vedrai che ci faranno entrare! Hanno tirato giù un intero segmento sara spettacolare da vicino! Dai accompagnami" sembrava un ragazzino con...hai mai visto quei, come si chiamavano, quei cosi di plastica ad incastro, oh ne aveva casa piena...beh comunque, adorava queste piccole pazzie! E lo ha fatto. Mi ha portato nel cantiere a cielo aperto ed e' stato incredibile. Le gru in movimento, le geometrie, le dimensioni di quella ruota su cui sarò salito almeno un centinaio di volte, ora dismessa, mi ha fatto un certo effetto. Talmente forte che ho iniziato a fantasticare su come l'avrei voluta vedere finita, un allestimento in piena regola...e da lì ho scelto di dare un accelerata ai miei studi. Avevo 16 anni e avevo già deciso, quel giorno Papà mi ha trascinato dentro una passione che non sapevo di avere: l'architettura>>
Rimango in assoluto silenzio. Un po per l'aria che mi manca, un po per la sorpresa nel sentirlo parlare per la prima volta della sua vera vita, quella prima di questa. E della sua famiglia.
E' ancora un aspetto che tengo faticosamente a tacere. Qualcuno lo cerca e io so dov'è. No, Clay. Non ora.
Fa un profondo respiro tormentato. Ho capito che le pause lo aiutano a darsi tempo.
(Dal Capitolo 7)
Mi abbasso sulle ginocchia e mi porto esattamente davanti a lui.
<<Ciao...riesci a capire la mia lingua?>> la mia voce è resa irriconoscibile dal tremore e dal tono stridulo dell'ansia. <<Vorrei tanto aiutarti...prova a comunicare con me, ti prego..fatti aiutare, non voglio che ti faccia ancora del male.>> Silenzio.
Aspetto ancora qualche secondo, poi tiro fuori dalla tasca la scatola di pastelli a cera e scelgo quello rosso, come la mela, poggiandolo a terra proprio tra i suoi piedi.
In una frazione di secondo, con una velocità disumana, dall'ammasso di stoffa sporca una mano rugosa afferra la mia in un tocco gelido ma morbido, delicato e per nulla violento.
Il mio corpo si gela e rimango immobile senza nemmeno riuscire a respirare, il suo pollice si muove impercettibile in quella che sembra una carezza. La ritraggo immediatamente con un gesto brusco e improvvisamente, colta da una strana sensazione, mi alzo e corro via. Paura. Non mi ha fatto nulla e io ho avuto paura.
<<Mi dispiace piccola>> una carezza, le sue labbra si poggiano sulla mia fronte <<Non volevo spaventarti quella notte. Quando ti ho vista accovacciata davanti a me, a quell'ora tarda...non ho avuto esitazioni, non riuscivo a tenere a freno il bisogno di toccarti. Una delle cose più difficili che abbia mai fatto in vita mia: trattenermi in tutto. E poi tu mi regali..un pastello di cera rosso e dici che vuoi aiutarmi, che non vuoi che qualcuno mi faccia del male, non facevi che torturare la mia forza di volontà>> si abbandona ad una risata amara e si acciglia subito dopo. <<Una persona qualsiasi si sarebbe fermata all'apparenza, all'uomo sporco buttato per strada, non potevo immaginare che saresti andata oltre. Non mi hai dato scelta. Mi stavi legando con piccole corde a te e nessuno dei due se ne stava rendendo conto>> trattiene il respiro guardandomi negli occhi. Avvolge metà del mio viso con il suo palmo caldo e un lieve brivido lo percorre fino ad arrivare a me <<Con un solo gesto hai ripulito una piccola ferita, l'hai medicata e l'hai guarita. Il giorno dopo avevo già disegnato quel volto. Era come una promessa la tua, di tornare di nuovo da me. Poteva finire lì, dimenticarti di uno stupido pastello, di uno stupido disegno, delle tue preoccupazioni. L'avrei capito>> la sua voce trema davanti alle mie lacrime, sono in totale apnea, pronta ad esplodere per tutto.
(Dal Capitolo 8)
Apro l'ombrello e attraverso come un fulmine la strada saltellando qua e la qualche pozza d'acqua, quando lo raggiungo il cuore pompa a mille. Mi chino e nonostante l'ombrello sopra la mia testa, cerco di accovacciarmi quel tanto che riesco per provare a proteggerlo.
<<Hey ....senti, non farmi incazzare, non puoi restare quì a beccarti questo acquazzone, ti prego lasciati aiutare...non essere testardo...ti prego.. >> il mio tono di voce si spezza verso la fine e aspetto in silenzio qualche secondo.
Tutto ad un tratto si muove veloce tirando fuori un foglio di carta stropicciato da sotto la sua corazza.
<<E invece no. Tu torni, torni da me, sotto la pioggia battente e ti arrabbi perché sono zuppo e, ora lo sai Clay, che niente al mondo mi avrebbe spostato di li, perché ti aspettavo. Una fatica pazzesca per proteggere il colore dalle sbavature d'acqua. Sei scoppiata in lacrime mentre mi proteggevi con le tue parole, con un ombrello che è servito a ben poco. Restituirti quel pastello sotto forma di disegno è stato facile. La parte difficile era accettare la verità: come potevo spiegarti quanto era importante quello che stavi facendo? Come potevo farmi scivolare addosso parole come "Vieni con me, non posso lasciarti solo"?>> mi accarezza con una costante pressione <<Non mi piace vederti piangere, mi hai fatto stare malissimo. Non so cosa avrei fatto se non fosse arrivato tuo padre>> avvicina il viso contratto al mio e poggia la fronte contro la mia per calmare i miei singhiozzi. Quanto posso resistere prima che mi possa raccontare ogni sua visione delle cose? Ascoltarlo da perfetta estranea avrebbe reso tutto più facile, invece di incassare da persona.. innamorata. Sono sicura di non aver mai provato nulla di simile, perciò non può essere nient'altro.
<<Le donne afroamericane sono bellissime, qui ce ne sono molte. Quei tratti erano il mio modo per dirti che osservavo i dettagli, soprattutto delle cose belle, come te>> sorride arricciando il naso in tono scherzoso. Mi stringo a lui abbracciandolo forte.
<<Se non fosse arrivato mio padre ti avrei trascinato via con me, si può sapere dove sparivi? Aspettavo per giorni interi, persa nell'angoscia a chiedermi che fine avessi fatto. La prima volta quando ho affrontato Il Sig. Coleman, eri piegato in due dai calci, Dio mio, che diavolo di fine hai fatto? Avevamo chiamato un ambulanza e quel giorno c'era Ryan di turno, è così che ha conosciuto Lynn sai? Ma tu non c'eri più, dove sei stato? Voglio saperlo, voglio sapere tutto>> stringo il pugno intorno alla sua maglietta.
<<Ai capannoni. La zona industriale dietro il viale>> col volto teso e lo sguardo angosciato scuote la testa come preso dai sensi di colpa.
<<Eri lì? Sei andato lì, per tutto il tempo?>> lo ripeto sbattendo le palpebre sconvolta. Una ventina di metri dal The Page, non di più. Annuisce in silenzio.
<<C'è ancora qualcosa di mio, forse un paio di coperte, alcuni disegni..sono lì, dentro un piccolo bagno di un magazzino abbandonato. Era lì che andavo quando pioveva o stavo troppo male per stare in strada. Ho avuto la febbre un paio di volte e c'era ancora la cassetta del pronto soccorso da quando ci sono andato per la prima volta. L'HSE/81 obbliga la presenza di almeno una in locali come quelli, perciò mi son detto che avr->>
<<Mi citi il decreto? Mi parli di decreti di primo soccorso mentre la tua salute peggiorava? Diio sei incredibile! Hai idea di quello che ho passato chiedendomi dove fossi? Ero ossessionata dal pensiero di te chissà dove. Ogni singolo giorno mi chiedevo se ti avrei mai più rivisto, cosa avrei fatto se così non fosse stato...no, no Richard non hai idea..>> stringo le labbra duramente.
<<Anche il tuo ragazzo si preoccupava per me?>> assottiglia lo sguardo con un lampo di ironia e cinismo che non gli ho mai visto.
<<Non sei divertente..>> lo guardo torva ma solo per evitarmi di pensare a quanto detestassi l'atteggiamento razzista di Matt nei confronti di Richard.
<<No, infatti, nemmeno lui lo è stato. Ricordo ancora il suo cavalleresco gesto davanti la porta del tuo negozio o la sua generosità quando ti ha letteralmente strappata via dalle grinfie del pezzente. Come biasimarlo, non avrei permesso alla mia donna di dedicarsi a qualcun altro>> stride la mascella, ruotando gli occhi al soffitto per un istante.
<<Ti prego smettila. Non ero sua, non lo sono mai stata e lo sai>> avvampo quando avverto la tensione nelle sue parole al ricordo di Matt che mi trascina in maniera indelicata sulle porte del The Page in un impeto di passione. Chiudo gli occhi e stavolta sono io a provare angoscia e un forte senso di colpa. Come potevo anche lontanamente immaginare che accadesse qualcosa del genere fra noi?
<<Scusa, scusami. Non volevo essere indiscreto è solo che vederti... vedervi insieme, non...non potevamo immaginare che...i desideri, nel mio mondo, non si realizzano mai. Scusami..>> inarca tristemente le sopracciglia e chiude gli occhi. Approfitto di questo istante per avvicinarmi tanto rapidamente quanto silenziosa; schiudo le labbra umide sulle sue e le catturo baciandole delicatamente <<Io dico di si... nel mio desiderio ci sei sempre stato tu>> sorrido sulle sue labbra e approfondisco di poco il bacio.
<<Credo sia il motivo principale per cui abbiamo rotto>> mentre allontano le labbra con un respiro profondo, scruto le sue palpebre che si aprono lente a rivelarmi quel blu oceano che tanto amo.
<<Perché non era divertente?>> inarca sornione un sopracciglio e fa una smorfia. Affondo nel suo collo ridacchiando.
<<No, perché tu non gli piacevi. Invece a me si. Tantissimo>> soffio sulla pelle mentre lo sfioro con la punta della lingua.
Un sibilo sordo nasce immediatamente dalle profondità della sua gola per scuoterlo fin nel petto. La facilità con cui si accende e la velocità con cui questa si riversa in me è meravigliosa.
<<Giallo e Blu?>> sollevo il viso per tornare ai suoi occhi grandi e sorrido aspettando che riprenda da dove si era fermato.
Con una cadenza buffa muove la testa su e giù riflettendo su come poter rispondere. Ogni espressione gli illumina il volto, ogni nuova curva, sorriso o cipiglio diventano parte di un bellissimo mosaico.
(Dal Capitolo 11)
Sospira. Dio mio ha sospirato, un tono di voce è racchiuso anche in un sospiro ed io l'ho sentito.
Mi lascio scivolare giù accanto a lui e senza neanche chiedermi come sia possibile poggio la testa sulla sua spalla.
Non si irrigidisce.
Non si spaventa.
Non mi caccia.
Non muove più i talloni e sospira di nuovo.
Inizio a piangere e non dice nulla, non si volta, non mi parla, resta morbido a supportarmi nel mio sfogo. China solo la testa quasi tra le sue gambe.
Dopo un lasso di tempo di cui non mi rendo conto, affondo la mano nella tasca del mio cappotto e tiro fuori il pastello di cera giallo.
Avvicino lentamente la mia mano alla sua e con un inatteso movimento, quasi impercettibile, ruota il palmo dandomi il suo spazio per accogliere il mio piccolo secondo regalo.
Le sue dita si chiudono leggere attorno al pastello e la sua posizione ritorna quella di prima. Senza dire una parola, senza fare rumore.
Sorrido, asciugandomi ancora una volta le lacrime.
<<Ondate di gioia e ondate di tristezza. E' così che ho passato quella notte. Mai avrei potuto immaginare di vederti apparire a sorpresa, sconvolta, in lacrime e con l'unico intento di accoccolarti a me in quel modo>> si china con gli occhi dritti dritti dentro i miei e oltre; soffia sulle mie labbra strofinandole con le sue, poi si ferma e, fissandomi, bisbiglia dentro la mia bocca <<Mi stava schizzando il cuore dal petto. Dio, se tu sapessi quanto desideravo toccarti. Lo desideravo con tutto me stesso. Asciugare le tue lacrime, obbligarti a tirare fuori la tua angoscia, il tuo dolore. Cosa ti era successo Clay, dimmelo, ti prego>>.
Deglutisco a fatica concentrando tutte le forze a trattenere il ricordo tra stomaco e gola <<Non smettere. Ho bisogno che tu continui a raccontarmi, ti prometto che lo farò anch'io ma adesso ho bisogno di te, della tua voce e di tutto quello che ti sei tenuto dentro. Continua Richard, fallo per me>> gli accarezzo il volto con impeto e tutto riaffiora come slavine di neve che si staccano e trascinano dietro se ogni cosa. Storce le labbra con disappunto e riprende con calma <<L'ennesimo scossone è arrivato poi con la tua singolare scelta musicale. Quando ho capito che stavi canticchiando Colors ho seriamente pensato che mi stessi prendendo in giro, che in fondo mi conoscessi, sapessi di me e tutto il resto...e mi sono irrigidito>> esita prima di continuare spostando lo sguardo altrove <<Jees, sai da quanto non ascoltavo quella canzone?>> si volta sorridendomi e si rilassa. Io invece non riesco a non pensare a ciò che ha appena detto: sapere di lui. Cosa c'è da sapere di così tremendo? Dopo una breve pausa in cui si affida ai ricordi di quella sera, mi bacia all'improvviso con impeto, con foga e passione. Scivolando con la lingua sulla mia, accarezzandola e danzandoci insieme con bramosia. Ci stacchiamo a fatica, col respiro mozzato.
(Dal Capitolo 11)
<< Voglio qualcosa di giallo...ho bisogno di un po di luce..fammi sorridere...non lasciarmi sola>> chiudo gli occhi mentre gli parlo, so che mi capisce. E' come se mi capisse sempre. E dopo le lacrime, in preda ad una vera e propria rivolta interiore inizio a canticchiare per cullare me e per confortare lui, se mai ne avesse bisogno.
<<No. Non ti avrei lasciata sola mai più se solo ne avessi avuto il coraggio. Ti avrei riempita di luce e avrei voluto farti ridere e sorridere fino all'alba. Ancora una volta, scusami. Scusa per il mio assurdo silenzio, per l'aiuto negato e per non aver avuto il coraggio di aprirmi a te>>
<<Dispiace anche a me, ma credimi se ti dico che ti capisco. Non cercavo di forzarti ma solo di spronarti a reagire perché detestavo vederti lì, da solo e a tiro di persone senza un briciolo di umanità. Non riuscivo a darmi pace. Non pretendevo certo di essere la soluzione ma... ci speravo>> abbasso lo sguardo imbarazzata.
<<Tu non sei la soluzione ai miei disastri Clay, tu sei molto, molto di più. Vorrei poter usare parole che nemmeno conosco purché dicano quanto sei importante, quanto mi senta parte di qualcosa che mi piace pensare come... nostro. E che tu ci creda insieme a me>> i suoi occhi saettano nei miei con vigore e determinazione. Le sue parole mi disarmano.
<<Ho cominciato a crederci molto prima di te, questo lo sai vero? Non c'è istante che mi allontani da te ma non sono ancora sicura che è quello che vuoi. Devi darti tempo, darci il tempo di legarci per quello che siamo e non per quello di cui abbiamo bisogno>>
<<Credi che tu sia solo qualcuno con cui stare bene e tirarmi su da una vita di merda? Non odiavo vivere per strada, non mi sono mai lamentato o pentito. Non ho mai detestato o rimpianto la mia scelta. Mai finché non ti ho incontrata. Io ho fiducia in quello che sento, non sono così fragile come credi. Sono molto lucido quando si tratta di te>>
<<....Richard....>> mi manca il fiato.
(Dal Capitolo 12)
<<Ti prego parlami....ti supplico...prova a scrivermi se non riesci a comunicare con me...sai scrivere? >> sospiro frustrata e mi acciglio <<Quello che hai disegnato è bellissimo, mi piace, lo adoro...dipingi, dipingi per me, dipingi le pareti del mio negozio...dipingimi un cielo, un sole... ti pagherò e potrai alzarti da questo cazzo di marciapiede...lontano da chi ti può ferire...>> lascio scorrere i pollici sui suoi polsi ma non percepisco nessun moto nei suoi muscoli, ha le braccia abbandonate e un aspetto cadaverico, senza espressione.
(...)
<<Adesso ascoltami, sarai anche un senzatetto ma non ti sarà difficile usare uno di questi. E' un biglietto da visita, è digitale.. ti basterà premere qui e il nome abbinato a questo dispositivo mi apparirà sul mio tablet...adesso digito....ehm..aspetta.."Paint"..così, così se dovessi aver bisogno di aiuto, se ti dovesse succedere qualsiasi cosa, tu premi e questo nome mi apparirà e saprò che sei tu. Hai capito?>> Oddio come può aver capito Clay? Sono una pazza! Come può capirmi per una cosa così complicata? Ma è l'unico modo che ho per non perderlo di vista.
<<Senti, non fa nulla se non hai capito....devi solo premere questo unico e solo pulsante se mai avrai bisogno di me, il resto lo farà lui...ti supplico fammi un cenno che hai capito...accetta questo...>> gli poggio tra le dita il pastello intatto di colore blu. <<Accettalo, prendilo con te...mi basterà per sapere che hai capito..>>.
<<Ti ho visto mentre realizzavi il dipinto giallo, mi sono fermata all'improvviso gustandomi la scena di te che sbuffavi impegnato sul foglio, ma ho proseguito fino al The Page per non disturbarti. Avevo il cuore che batteva a mille e non->>
<<Per me o per il tuo ragazzo? L'ho... notato che ti aspettava davanti la porta del negozio, le sue mani su di te, ti baciava, ti accarezzava con quell'espressione del cazzo...>> un lampo d'ira gli attraversa il volto.
Mi allontano di colpo nervosa, non sopporto che mi dica queste cose. Mi fa del male. Si fa del male.
<<Hey dove vai?>> con la mano mi blocca la schiena per impedirmi di allontanarmi dal suo abbraccio, poi mi riporta dov'ero e in silenzio mi fissa. <<Voglio essere sincero: ho ancora grosse difficoltà ad accettare che qualcuno potesse averti in quel modo, con quella intimità. Tutto quello che desideravo se ne stava tra le braccia di qualcun altro e questa cosa non nego che mi ha indebolito. Non è stato facile, eri fuori dalla mia portata, persa, inaccessibile. E adesso guarda dove siamo, cosa siamo. Non mi abituerò mai alla gioia che mi dai>>
<<Era la parte razionale che mi spingeva verso una storia normale. Non posso riavvolgere il tempo, tu eri un incognita enorme per me: età, aspetto, sentimenti. Non mi era ancora chiaro quanto volessi far parte della tua vita. E mi dispiace da morire Richard ma non puoi dire che qualcun altro mi ha avuta prima di te. Sai che non è così. Ho fatto l'amore con un incognita, non ti dice nulla?>>
<<Perdo la testa quando dici "fare l'amore">> le sue labbra si inchiodano alle mie premendo per entrare e lasciarmi un bacio voluttuoso che mi accende in un istante. Il suo sapore, l'odore, il respiro agitato così potente da infiammarmi all'istante e tutto questo solo con lui. Dovrebbe sentirlo, percepirlo e accettare il fatto che non esiste competizione.
<<Vivevi la tua vita Clay, tu sei preziosa e bellissima e non posso che capirlo, anche se mi sta sul cazzo..>> l'espressione imbronciata e infantile che assume alla fine della frase mi fa sorridere. Uomini.
<<Adesso ti arrabbierai. Lo so. Comunque sappi che ero sfatto perso, avevo la febbre, stavo uno schifo per la pioggia presa nei giorni precedenti, ma desideravo tanto farti vedere quello che avevo realizzato con il tuo pastello giallo>>
<<Pazzo, incosciente! Ed io stupida che ti ho lasciato lì a star male senza capirlo, senza fare qualcosa>>
<<Non facevi che ripetermi che mi avresti tirato via dalla strada, che avresti fatto qualsiasi cosa per aiutarmi. Basta tormentarti Clay, sono qui e siamo insieme. Questo si che è mantenere le promesse, piccola>> si apre in un sorriso bellissimo.
<<Comunque, quel viso apparteneva ad una donna che avevo conosciuto in Brasile: veniva quasi tutti i giorni a lasciarmi qualcosa da mangiare. Non diceva mai una parola, a stento mi guardava. Veniva, mi lasciava i suoi avanzi e andava via. Non lasciava trasparire alcuna espressione. E' stato così strano, ma proprio per quello il suo viso mi è rimasto impresso. Vestiva sempre di giallo, dai nastri in testa alle scarpe di tela. Così è stato un attimo. L'ho ricordata e disegnata>>
<<Sei un artista fatto e finito Richard, non so bene fino a che punto tu lo veda. Hai un talento stratosferico e la mia stima per te è immensa. Le tue dita si animano in un modo che mi lasciano sempre sfinita di emozioni. Sei un talento vero, una grande personalità oltre che bello da morire>> con gli occhi probabilmente molto simili alla forma di un cuore rosso, lo guardo compiacersi delle mie parole e tramutare il suo sguardo fiero in tenero. Una miriade di piccoli baci leggeri tra collo e mento e mi fermo, prima di trasformarli in qualcosa di più impetuoso.
<<Mmmh, non ci avevo capito un dannato accidenti su quel cerca-persone>> mugugna ad occhi chiusi, poi riporta l'attenzione sul racconto <<Sentivo un freddo pazzesco ma nello stordimento credo di essere trasalito al tocco delle tue dita sui miei polsi. Avrei voluto afferrarti e tenerti stretta a scaldarmi, cullarmi con te fino a sentirmi meglio solo per la sensazione del tuo corpo sul mio. Il giorno dopo, quando mi sono accorto di stare meglio, ho capito cosa fosse e ho iniziato a ridere ripercorrendo i tuoi tentativi di spiegarmi come usarlo. Lo vedi che mi consideri l'uomo delle caverne?>> ridacchia <<Credo di avere una conoscenza più ampia di te in fatto di tecnologia, ma non è il momento per stracciarti sulla pratica del web!>> si poggia su un gomito e sovrastandomi si sposta di poco sopra di me. Passa una mano lungo tutta la coscia fino a raggiungere il ginocchio. Lo solleva portandoselo sul fianco, lasciandomi leggermente divaricata col suo bacino attaccato al mio. Il gesto mi fa avvampare in un nanosecondo. Qualsiasi cosa faccia col mio corpo la mia risposta è unica: fremo.
<<E poi l'uragano...oh quell'uragano blu è perché ti avevo sognata. Nuda. Con me.>> si spettina i capelli con fare agitato <<Mi hai travolto in un vortice che ha risvegliato tutti i miei sensi, anche quelli che credevo di non avere. E' stato tormento puro>>
<<Mi prendi in giro?>> spalanco la bocca. Oddio non posso crederci.
<<No per niente. Ho ancora i flash così dannatamente nitidi nella mente che se mi fermo a pensarci ancora un po ti assicuro che smettiamo subito di parlare. Non riuscirò mai a farti capire quanto ti voglio>> si porta completamente su di me facendomi sdraiare di schiena sotto di lui. Una mano scivola giù allargando lentamente la coscia destra per farsi spazio tra le mie gambe. Inizio a fremere e se ne accorge all'istante, perché mi lancia un sorriso malizioso e piccato <<Mi hai chiesto di fare luce sui miei tanti momenti di assenza e silenzio autoimposto. Sto mantenendo il mio impegno, ma ad ogni scambio di pensieri il mio corpo non fa che urlarmi quanto ti desidera. Ogni punto di vista che viene a galla non fa che convincermi del fatto che ti voglio con me, ti voglio mia e ti voglio sempre. Non so stare senza di te. E' bene che tu ti ci abitui>> le sue parole sono come un'esplosione in pieno petto tanto le ripete come fossero legge. Le mie mani si aggrappano alle sue spalle e senza dire una parola mi avvicino per baciarlo ma si scosta, sorride cattivo e mi rifiuta. Sorrido cogliendo la sfida.
<<Un uragano per dirmi che mi avevi sognata, nuda..conoscerò mai i dettagli?>> ammicco accarezzando le ciocche castane che cascano spettinate sulla sua fronte.
<<Dettagli, dettagli, come sei pretenziosa Clay..finirai col chiedermi di metterli in pratica...come se non lo avessi già fatto..due volte>>
<<E se ti dicessi che non mi bastano?>>
<<E se ti dicessi che siamo solo all'inizio?>> con la punta della lingua disegna un cerchio nell'incavo alla base del mio collo facendomi inarcare il busto. Abbandono all'indietro la testa esponendomi, senza volerlo, maggiormente al suo assalto. Lecca, lecca e non smette fino ad arrivare al mento e chiuderci intorno le labbra, succhiandolo. Si sposta risalendo fino sotto l'orecchio e inizia a gemere. Con me.
Istintivamente spinge l'inguine contro il mio e infila la mano aperta sotto la mia schiena per sollevarmi contro il suo corpo. Ritorna col viso davanti al mio e sottovoce, guardandomi negli occhi, mi spiazza chiedendomi il permesso di raggiungere le mie parti intime, con le labbra. Una vampata di fuoco sale su fino al cervello, costringendomi a chiudere gli occhi in un invito silenzioso.
<<Puoi dirmi di no...devi dirmi di no se...>> bisbiglia con gli occhi chiusi, mentre continua a baciare ogni centimetro del mio viso, del collo.
<<Ho solo paura.. >> scuoto la testa respirando a fatica. Torna a fissarmi negli occhi, dolce, dolcissimo.
<<Paura di cosa? Non potrei mai, mai piccola, fare qualcosa che ti metta in imbarazzo o che non sei pronta a concedermi..mai. Ti prego fa finta di nulla, è stata colpa mia.. mi sono solo lasciato trasportare un po trop->> Lo zittisco con un bacio, simulando con la lingua ciò che desidero faccia dove mi ha chiesto. Geme impetuosamente nella mia bocca e quando si stacca il suo sguardo è assolutamente un esplosione di eccitazione.
<<Queste curve, il tuo corpo, la tua pelle, il tuo odore. Sei tutta qui ..sei la mia perfezione, vorrei che fossi mia con tutto quello che hai>> un misto tra tristezza ed eccitazione anima il suo sguardo. Gli prendo il viso tra le mani e annuisco prima di parlare <<Richard, guardaci. Di chi altri potrei essere? Io non voglio essere solo tua, vorrei che diventassimo e restassimo noi, solo noi.>>
Lo bacio, ma si stacca subito scivolando in un gioco vizioso di labbra e lingua dal collo, sostando per minuti interi tra i seni, sopra, sotto, al centro. Scende verso i fianchi, stringendoli e possedendoli con le dita. Le sue spalle larghe si sollevano tese e poi si spianano accompagnando i movimenti sul mio corpo, i baci, le carezze, i gemiti.
Quasi al limite del piacere, quando raggiunge i solchi laterali dell'inguine, si ferma per riprendere fiato. Mi sta uccidendo e lo sento tremare sopra la mia pelle.
Quasi lo confondo con un gemito. Un sibilo stridulo. Un suono ovattato ma fastidioso. Insistente, ripetitivo.
Merda. Il tablet. Oh no, non rispondo. No. Decisamente No.
Richard si ferma, solleva la testa guardandosi intorno con aria perplessa e mi guarda come a chiedermi il permesso di proseguire o fermarsi.
Persa nei secondi di riflessione, un live-message rompe l'erotico silenzio.
-"TU, PROPRIO TU, QUANTO TEMPO CREDI CHE DEBBA ASPETTARE PRIMA DI AVERE NOTIZIE DI VOI DUE?? Clay RISPONDI! Dimmi che è tutto okay!!-
Crolliamo entrambi smontati e frustrati. Lynn.
Cercando traballante di recuperare un briciolo di lucidità, mi scosto scendendo delicatamente dal letto accanto al suo corpo. Lo bacio e lo guardo <<Scusami>>
Sorride comprensivo e mi lascia un colpetto sul naso.
Raggiungo il tablet e allontanandomi fino al bagno richiamo Lynn velocemente.
<<Scusami, scusami lo so. Hai perfettamente ragione! Avevo promesso di avvisarti appesa fossi arrivata all'appartamento! Si, stiamo bene. Benone. Troppo bene, direi>>
<<State bene. Non ti sento da due giorni e mi dici "Oh si stiamo benone". ALLORA?>>
<<Vorrei spiegarti tutto, per bene ma...preferisco raccontarti tutto di persona così..>> mi scompiglio i ricci sbuffando e sorridendo. Come le spiego che il ragazzo di cui non conoscevamo il nome e che aveva optato nuovamente per il silenzio, non solo ha cambiato piani ma è anche...Richard. Il mio dolce e speciale amore.
<<Clay, sputa il rospo dai. Oh no, non dirmi che se n'è andato! Oh noo, era un "benone" sarcastico! No, no dobbiamo trovarlo, mi dispiace così tanto, andiamo a cercarlo!>>
<<Lynn, Siamo stati a letto insieme!>> mi sbatto una mano sul viso e sbircio sul letto, nella stanza principale. Lo trovo piegato a ridacchiare, soffocando le risa tra le lenzuola. Quasi scoppio a ridere con lui.
<<Aspetta...no, chi? Con chi? Tu hai fatto cosa? Ma di chi parli?>>
<<Lynn, hai capito. Io e ...Richard!>>
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<<Lynn parlami, ci sei?>>
<<Ti ha detto come si chiama?>>
<<Si, Richard...>>
<<Scu-scusa sono sconvolta. Clay? Vestitevi se nn lo siete, STASERA SI ESCE!>>
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Ahhh si si lo so! Vi devo un "skjfalskj" ..
Ma vorrei tranquillizzare tutti i lettori che le scene a rating rosso non saranno mai
tagliate o sfumate. Questa, per esempio, è solo rimandata ;)
Al prossimo capitolo - Sun
momenti meno opportuni per chiamare e farsi i cazzi dell'amica buahahaha
RispondiEliminaSo ... i flashcack e la narrazione di lui ci stava DI BRUTTO, cosi almeno abbiamo capito quello che gli passava per la mente.
... la collezione del padre eh?XD LOL <3
flashback -.-
EliminaEcchime qua!!! SPETTACOLARE scoprire tutti i Richard pensieri di tutti quei momenti in cui lui non parlava!!! Sapere quello che lui stava provando!!! Quello che desiderava non ha prezzo e mi ha riempito moltissimi vuoti!!! Tutto questo è BELLISSIMO!!! Sentirlo parlare del padre raccontando quel momento mi ha fatto capire che c'è ancora tutto un PaintMondoDaSCOPRIRE!!! Poi loro che aprono i loro CUORI!!! Wowww!!! Ma poi arriva sempre una persona che distrugge il PaintMomentoIntimo!!! Mannaia anche se mi sono sentita come loro mi sono messa a ghignare!!! Adesso aspetto questa uscita a quattro!?!?!? Chissà se Richard accetta!?!?!?
RispondiEliminaNon ho parole per farti capire quanto tu riesca con i tuoi racconti a farmi immergere in un mondo FANTASTICO e pieno di EMOZIONI Grazie AMORINO!!! <3 <3 <3!!!
solo un IDIOTA come me poteva cancellare uno dei commenti PIU BELLLI in 29 capitoli..
EliminaPerdonami.. meno male che me lo sono marchiato a fuoco nel cuoricino..
Scusa.... sono un idiota!
aaaaaaaaaaah te possino!!! ma ti pare che ci lasci così, nel bel mezzo di un.....Lyyynnn e che cacchio figlia mia! e no, non si fa così....
RispondiEliminaAmo non solo ce lo devi, ma DOPPIO pure XD
Allora te lo dico e te lo scrivo, inciso anche sulla pietra se vuoi: ADORO questo cap, uno dei più intensi ed emozionanti. Si lo so che probabilmente lo dico tutte le volte, perché questa storia mi travolge e stravolge come non mai. Ma leggere quello che provava lui ogni volta che la vedeva, il significato dei disegni, dei colori...i flashback è un URAGANO in piena regola. Finalmente molte cose si sono chiarite e ancora tante ce ne saranno. Io lo amo davvero, amo questo barbone alla follia. Amo tutto di lui.....Richard Richard, che cosa sei!?! e quella risata soffocata nel letto....è esattamente quello che hai detto. Mi sono immaginata quella scena e sono....crollata.
Io non so da dove cominciare........
RispondiEliminaforse da Lynnnnnnnnnnn e che cavolo che tempismo!!!!! Ero già pronta con il ghiaccio..........questi due insieme sono fuoco puro!!!! Poi il suo ridacchiare alla risposta di Clay al telefono, me lo sono proprio immaginato!!!! E poi passiamo al pezzo forte, il racconto del suo punto di vista nel momento dei silenzi, con i flashback sui quei momenti nei vari capitoli, geniale ed emozionante.......non nego di aver avuto gli occhi lucidi molte volte e il magone sullo stomaco!!!!" Non mi hai dato scelta. Mi stavi legando con piccole corde a te e nessuno dei due se ne stava rendendo conto" Tra le righe abbiamo scoperto anche molte cose di lui, che ha studiato architettura, che è molto pratico di tecnologie (anche più di Clay), che ha sognato Clay nuda ;-) e che è innamorato perso....."... ti voglio con me, ti voglio mia e ti voglio sempre. Non so stare senza di te." Certo ci sono un sacco di misteri da scoprire ancora, cosa c'entri la canzone, cosa gli sia successo per scegliere quella vita, come la saga sia legato in tutto ciò, cosa sia successo al the page.....ma abbiamo tempo....intanto rileggo questo capitolo così emozionante!!!!!
te possino... ç_ç e daaai.. fate emozionare me.. porca miseriaccia...
EliminaLynn io ti adoro ma mannaggia a te!non avevi proprio un altro momento in cui chiamare??
RispondiEliminasarà anche tranquillo ma è comunque molto intenso...sapere quello che lui ha provato,il significato dei disegni,la sua gelosia,il fatto che la sognava è incredibilmente emozionante,più di una volta mi sono ritrovata con gli occhi lucidi o un sorriso in faccia da perfetta idiota...
e si aggiunge anche qualche pezzo al puzzle,ha studiato architettura...e la collezione di cosi di plastica ad incastro del padre conferma la mia ipotesi u.u
Sono senza parole.....a mio modesto parere questo è, finora, il più bel capitolo che tu abbia scritto.....
RispondiEliminaHai saputo mescolare in maniera spettacolare il passato ed il presente.....e che presente......
Le parole di Richard verso Clay sono così piene di amore....di desiderio....di possesso.....mi hanno emozionato.....
Poi per completare il tutto mi metti pure la canzone di Seal.....il quadro è completo.......
Oddio è uno dei capitoli più belli che abbia mai letto ç__ç
RispondiEliminaTroppe, tante emozioni indescrivibili, è tutto perfetto..i flashback sono MAMMA MIA!
Lynn proprio in quel momento doveva chiamare?! XD
Sto capitolo SPACCA Silviè <3
Madò io non ho parole un capitolo così ti lascia spiazzato, Sis è stupendo uno dei più belli mai letti!!!Come amare Paint più di così ..non credo si possa .. E' un emozione continua mista a commozione , le sue parole d'amore , il possesso e il desiderio che prova per Clay, il passato e presente si fondono , e quando la sua gelosia nel vederla di un'altro e irraggiungibile, ti strazia!!! La canzone chissà che legame cè non mi viene, è il nostro Richard che mistero è ne sa molto sulla tecnologia, è Lynn poteva chiamare in un altro momento ;-)!!!
RispondiEliminaVero SIS, mi fa piacere che hai colto.. lui è GELOSISSSIMO..
EliminaMagari avrà anche la sua rivincita ;)
Grazieee :,,, mi state emozionando alla grandissima..
...E poi arriva Lynn e li fa tornare alla vita reale! Oh non si può mica passare le giornate a letto a "dipingere"! Ahahahah!
RispondiEliminaScherzi a parte, non mi aspettavo questi flashback... belli belli, ora sappiamo che cosa sentiva Paint quando sembrava solamente un misterioso asociale barbone.
Aveva dentro una multitudine di pensieri e sentimenti... come quello della gelosia! ;)
Sarei proprio cusiosa di vedere un faccia a faccia tra lui e Matt.. eheh!
Bè, intanto vediamo cosa avrà in mente Lynn per la serata... :D