Eh si! Mi concedo una piccola vacanza dal mio Banner ufficiale perché volevo rendere omaggio a Sam che ha espresso, con questo m e r a v i g l i o s o Banner, il suo apprezzamento alla mia storia.
Mi sono emozionata a vederla e non ho dubitato un attimo nell'utilizzarla per un paio di capitoli.
A Partire da questo. Sono 30 capitoli, è come festeggiare! - GRAZIE DI VERO CUORE a chi legge. Tutti, nessuno escluso.
Capitolo "Relax" e si cambia scenario... ;) Buona Lettura.
Ps. Grezzo e senza revisione anche questo eh! Bye
<<Hey no, aspetta. Non credo sia il caso. Facciamo invece che vengo io da te?>> sussurro a disagio.
<<Heee no! Siete chiusi in quell'appartamento da 10 giorni. Tu poi, nelle sole volte che ti sei allontanata, la tua destinazione è stata sempre la stessa e puntualmente ti ha portato... sfiga! Di quella eclatante poi. Perciò, direi che stavolta facciamo alla mia maniera, la nostra vecchia maniera: ci beviamo una cosa al Cadillac, un paio d'ore, non di più. Hai bisogno di un pò di normalità Clay e lui più di tutti>> il tono perentoriamente comico, sfuma poi in una preghiera sincera.
<<Lynn, vorrei parlarne prima con Richard, non voglio mettergli pressione. Posso richiamarti?>>
<<Si, ma solo per chiedermi un vestito in prestito! E uno per il tuo... amante! Mmh.. ti piace come suona?>>
<<NO! A dopo>> metto giù con ancora l'eco della sua risata.
Sbuffo, ruoto gli occhi al cielo e torno con fare ammiccante verso il letto. Mi sento ancora la testa piena di frenesia, ma se mi fermo a riflettere credo che Lynn abbia ragione stavolta.
Siamo d'accordo sul passo alla volta, ma potrebbe cominciare con qualcosa di semplice, con me.
<<Ehm, lei ha... insistito per uscire un po, tutti.>> mi mordo le labbra, appoggiandomi al ripiano della cucina e incrociando le braccia al petto.
<<Uscire Clay? E dove?>> abbassa lo sguardo, facendosi improvvisamente cupo.
<<Ascoltami. Non devi fare nulla che non ti faccia sentire a tuo agio, a me andrà bene qualsiasi cosa tu deciderai. Mi sembrava solo giusto proportelo visto che.. insomma da quanto non fai una cosa come questa? Uscire con degli amici, bere una cosa, provare ad essere semplicemente.. Richard. Per una sera. Un passo alla volta, con me>>.
<<Io, non sono sicuro che sia una buona idea. Mi sento a disagio, in effetti non mi ricordo più come funzionano queste cose. Ho solo paura di incasinare tutto o rovinarti la serata, e rovinarla ai tuoi amici. Senti, perché non esci un po tu invece? E' domenica, hai bisogno di distrarti, vedere i tuoi amici. Capisco quanto ne hai bisogno Clay>> scavalca il letto e con una falcata, degna delle sue lunghe gambe, mi raggiunge in un secondo. Si poggia sul mio corpo, a gambe divaricate, per allinearsi un po di più al mio viso. Nonostante il mio metro e settanta, è così alto da starmene sempre con gli occhi in su quando mi è così vicino. Mi prende il viso fra le mani e sorride sincero, affettuoso <<Voglio che tu esca e ti diverta. Non desidero altro, credimi>> chiudo gli occhi e poggio il mento sul suo petto.
<<Un po di relax con una spruzzata di alcol mi attrae, ma l'attrazione sei tu. Vorrei che tu uscissi e provassi a concederti due ore per te, due ore di Richard e basta e vorrei che mi portassi con te, che vivessi questa cosa con me, ma so che non è semplice. Il caos, la musica, la gente. Magari solo un tentativo. Ricordati che possiamo sempre tornare qui, in qualsiasi momento. Ce ne staremo tranquilli o andremo dove vorrai. Mi siederò per strada con te se ne sentissi il bisogno, non mi importa quanti passi dovrai fare e quanto sforzo ti costerà...>>.
Solleva le mani in segno di resa <<Ok. Ok. Diio nessuno è più bravo di te a vendere sabbia per oro...d'accordo. Ho solo un fottuto problema..>> si intristisce di colpo e aggrotto la fronte perplessa.
<<Ammettono abbigliamento.. ehm casual in questo posto?>> sorride in evidente imbarazzo, osservando l'orrido mucchietto di abiti che, nonostante lo sforzo immane di ficcarli in lavatrice, diventano irrecuperabili ad ogni lavaggio. Profumati si, ma un vero colabrodo.
<<A questo ci penso io.. >> strizzo l'occhio e mi aggrappo ai suoi polsi, le sue mani ancora accoccolate sul mio viso. Con un sorriso da parte a parte mi lancio in un bacio affamato, entusiasta.
**
<<Lynn! Lynn aspetta, ma dove corri?>> lancio le braccia per aria in un gesto di esasperazione. Lo sapevo, non avrei dovuto dirle che il dipinto è di sopra!
<<Devo vederlo assolutamente, non sto più nella pelle. Posso approfittarne solo adesso che Richard non c'è... Riiichard>> arriccia il naso sorridente, non fa che ripeterlo continuamente.
Dopo alcuni passi frettolosi, rimango ad osservarla da sotto il soppalco, mentre si sforza da sola di sollevare la pesante stoffa dalla tela.
Rimango in silenzio, coprendomi la faccia con le mani per l'imbarazzo e aspetto il suo verdetto.
Quasi con voce ovattata, la sento lanciare un acuto <<OH MIO DIOOO, SEI TU? DICO SEI PROPRIO TU? Cazzo sei davvero nuda Clay! Dio ma sei una dea, sei bellissima!>>
Dal rosso al violaceo, sento il viso infiammarsi di totale vergogna.
<<Lynn, ti prego puoi venire giù adesso? E' già abbastanza imbarazzante così!>>
<<E' magnifico Clay>> si sporge dalla balaustra, incontrando il mio sguardo terrorizzato. Poi velocemente, così com'è salita, ritorna stringendomi le mani con un gesto che non le ho mai visto fare. <<Questa è tutta una meravigliosa coincidenza che ha preso in pieno anche me. E' a questa persona che devo la felicità che sto provando in questo momento con Ryan. Non credo di essermi mai innamorata così in vita mia. Non sono mai stata tanto sicura tra le braccia di qualcuno. Sapevo fin dall'inizio che era qualcosa di travolgente per tutti. Sembra che sia arrivato un angelo in città e adesso si stia prendendo cura di te.>>
Sorrido e scuoto la testa cercando di frenare l'accantonarsi di fastidiose, piccole, lacrime agli occhi. Le parole di Lynn sono inattese ed hanno un effetto disastroso sull'idea di mettere un freno ai miei sentimenti, almeno fino a quando tutto non sarà chiarito fra noi. Eppure sognare e sperare non sono mai stati così vicini alla realtà <<Lynn, non correre con la testolina come fai sempre>> le sfrego il pugno chiuso sulla testa, con dolcezza.
<<Dopo quello che mi hai raccontato, onestamente, non sono io quella che corre... >> arriccia le labbra in modo malizioso poi aggrotta la fronte seria << Hey, non essere stupida. Ti sta accadendo una cosa bellissima>> indica con l'indice il piano di sopra, dov'è ben nascosta la donna nuda dipinta. <<Dopo il disastro al The Page mi sono assolutamente convinta che lui avesse rischiato tutto per te. Era una cosa impossibile da ignorare, credo che lui sia sempre stato lì per te. Il modo in cui ti sei sempre preoccupata era già la risposta ai miei dubbi. Nonostante Matt, nonostante tutto>>
<<Non potevamo saperlo invece Lynn, come puoi dirlo? E' successo tutto così all'improvviso, non riesco ad essere obiettiva. Mi sto lasciando andare, ma cerco comunque di darmi una calmata o quello che provo per lui rischia di sopraffarmi>> piego la testa, raggiungendo il frigo per prenderci dell'acqua.
<<Ascolta, in questi giorni senza te mi ha offerto rare occasioni per parlarci, ma tutte le volte che lo ha fatto ho capito quanto è difficile per lui gestire tutto questo. Ti confesso che dopo averlo visto così turbato e ammutolito, credevo andasse via sul serio. Ha rifiutato qualsiasi contatto con te e poi anche con me e Ryan. Eppure non mi sorprende che vi siate finalmente trovati, scegliendo di stare insieme. Non potrei essere più felice per te. Dovresti esserlo anche tu. Per te.>>
<<Non so neanche come definirci, figurati pensare di stare insieme. E' troppo complicato o forse è più semplice di quanto pensi..>>
<<Perché non lo chiedi a lui?>>
<<Cosa?>>
<<Se siete una coppia>>
<<Oh no, non sono questo genere di persona, lui non lo è. Quello che c'è fra noi non è quel genere di "cosa" da definire o etichettare>>
<<L'amore non si può definire Clay...>>
Annuisco, sorridendo ancora una volta davanti all'idea di me e Richard e dell'incredibile risvolto di questa storia.
Lynn però non sa che ci sono troppi pezzi da mettere insieme, di argomenti da affrontare e di punti in comune che mai avrei creduto, tra pagine di libri, clan di Vampiri, branchi di Lupi e lune mai dipinte.
<<Spero solo che riesca a godersi un po la sua età Lynn, ha solo ventisei anni. Da quel poco che mi ha detto, è fin troppo carico di esperienze che altre persone farebbero in una vita intera o forse mai. La strada non è un esperienza, è una punizione>>
<<Ha la mia stima, il suo coraggio non si può misurare e non voglio nemmeno pensare a come starà la sua famiglia. Questa cosa va affrontata Clay, per quanto dolorosa>>
<<Lo so. Ha bisogno di tempo>> mi blocco, ma faccio finta di nulla e le lascio un sorriso forzato <<Vado a cambiarmi e grazie per il vestito, anche se temevo che mi avresti intrappolata in qualcosa di corto...ti detesto!>>
<<Uff, quanto la fai lunga. A capelli e trucco mica ti sei lamentata!>>
Ridacchio fino a raggiungere il bagno e chiudermici dentro. Mi guardo allo specchio e quasi non mi riconosco. Lynn mi ha fatto una specie di incantesimo che probabilmente svanirà a mezzanotte. Felice di sapere che ho ancora tre ore a disposizione per godere del trucco smokey e dei ricci rossi sollevati a mezza coda, spettinati.
Con un profondo sospiro accetto l'idea di indossare una morbida casacca mono-spalla blu notte, larga, ampia e corta. Come un enorme foulard che avvolge il mio corpo e si tiene su con una cintura legata sui fianchi. Niente tacchi, solo parigine e stivaletti morbidi alla caviglia in tinta. Sembra passata una vita dall'ultima volta che ho indossato qualcosa di simile. Mi sento come fossi ad un primo appuntamento: lo sfarfallio allo stomaco, le mani sudate e l'attesa snervante. Peccato che io e Richard abbiamo invertito le fasi e rimescolato tutto.
Scoppio a ridere al ricordo della sua faccia letteralmente terrorizzata quando la versione maschile di Lynn, Ryan, lo ha letteralmente trascinato a casa sua per permettergli di tirarsi a lucido per la prima volta dopo tre anni. Direi che già questo basta da trauma. L'incursione di coppia non l'avevo tenuta in conto e spero che stia abbastanza bene da prenderla con leggerezza.
La porta. Voci mescolate. I tacchi di Lynn.
Rimango in ascolto.
Due colpi secchi alla porta del bagno e salto per aria dall'agitazione.
<<Hey rossa, noi vi aspettiamo di sotto. Se proprio non ce la fate a scendere... avvisami per tempo ok?>>
<<Lynn aspetta, sono pronta, cosa dici?>>
<<No. Non sei pronta. Fidati. >>
Ma è impazzita? Finisco di sistemare la cintura sui fianchi, con il dito tiro via l'eccesso di rossetto dalle labbra ed esco dal bagno, marciando spedita verso la cucina.
Nessuno a portata di vista, perciò mi guardo intorno.
Mi blocco all'improvviso, inchiodando nei miei stessi passi quando noto Richard sul terrazzino. Mi da le spalle.
Le mani iniziano a tremare furiosamente e mi poggio al bancone della colazione. Poi, in sequenza, anche le gambe. Un ondata di malessere seguita da benessere.
Anche l'udito fa cilecca per quanto è forte il battito del cuore. Mai provato in vita mia.
Mi da le spalle, perciò ne seguo minuziosamente tutti i dettagli: i capelli sembrano più definiti nel taglio, sulla nuca e le ciocche lievemente più domate da qualcosa di lucente che li fa apparire di un castano caldo. Deglutisco e sbatto le palpebre alla vista delle sue larghe spalle avvolte in una immacolata camicia bianca raccolta sui gomiti. Un denim scuro leggermente attillato all'altezza delle cosce e stretto sulle caviglie. Un gilet nero corto lasciato aperto. Sneakers chiare nuove di zecca. Cazzo. Lynn aveva ragione, non sono pronta.
Anche se volessi mettere per un attimo da parte la sua straordinaria e insolita bellezza, dovrei comunque lottare con l'idea che, dell'uomo che ho visto per la prima volta sul marciapiede davanti al mio negozio, non è rimasto nulla. Niente. Ne resto sconvolta, affascinata, stordita e confusa. E' tante cose in una. E' tante persone in una ed è quello che mi spaventa ed affascina più di tutto.
Con passi silenziosi mi fermo prima della soglia. Lo sento respirare profondamente e mandare via l'aria, spezzandola a metà. E' nervoso e sono preoccupata per qualsiasi cosa gli attraversi la mente in questo momento. Non dev'essere per nulla divertente o rilassante. Forse ho sbagliato ad insistere.
<<Spero che tu stia bene.. >> mormoro in ansia.
Non si volta, rimanendo a fissare il Mississipi scuro e maestoso davanti a se. Poi butta fuori tutta l'aria in un colpo solo.
<<Lo spero anch'io, il punto è che se mi volto non sarà così>> si aggrappa alla balaustra di metallo.
Rimango in silenzio. <<C'è appena un accenno del tuo profumo arrivato fino a me, ho sentito un fruscio di stoffa alternato ai tuoi passi. Avrai la pelle scoperta, del trucco sui tuoi splendidi occhi verdi e probabilmente le labbra rosse..>>
<<Rosa..>> lo interrompo, coperta di brividi.
Sorride abbassando la testa.
Quando si volta, lo fa con un espressione seria, impenetrabile. Sale con lo sguardo lungo tutto il mio corpo, piega la testa mordendosi internamente una guancia quando arriva al viso e ai capelli. Apparentemente uno sguardo secco, che racchiude segretamente un pensiero che non vuole affatto condividere. Si stacca con le braccia dal sostengo alle sue spalle e si avvicina. Un passo dopo l'altro, senza fretta. I miei occhi invece, lo so, sono un libro aperto: rimango colpita profondamente dal suo volto. Liscio, curato e con una barba appena accennata che fa brillare la curva della mascella ossuta e sinuosa. Il blu indaco si confonde con il nero della pupilla che si dilata a macchia liquida non appena si avvicina ad un centimetro dal mio viso.
Le labbra, più sanguigne e rosee del solito, restano piene e incorniciate dalla pelle che profuma di qualcosa di nuovo e inebriante
E' calmo. Io invece estremamente agitata. E' bellissimo. Io invece sfrego le mani nervosamente.
La visione frontale mi lascia ancora più incerta su chi realmente ho davanti, l'elegante altezza che mi sovrasta, la sorpresa con cui ogni tratto risalta distintamente.
La sua presenza, unita allo stile da passerella, mi fa sentire una sorta di prescelta. Ho paura che il destino abbia voluto seriamente strafare con me.
Inspira ad occhi chiusi accanto al mio collo, poi si abbassa e inaspettatamente poggia le labbra sulla clavicola scoperta succhiando tra denti e lingua, confondendomi tra bacio e assalto.
Se voleva che ne uscissimo indenni, dovevo fermarlo. Fermare il suo secondo bacio osceno posatosi proprio sotto l'orecchio. Ormai la pelle d'oca mi aveva travolta.
Le sue mani rimangono bloccate dentro le tasche dei jeans e senza darmi il tempo di prendere le distanze, torna con gli occhi nei miei in un sguardo dedicato solo all'emozione del momento.
<<Sono un inglese vestito da americano, mi sento un po impacciato. Credi sia normale per un senza-tetto?>>
Sollevo le mani sulla sua testa, cercando di non spostare nemmeno un ciocca del suo splendido e castano caos. Le unisco come una capanna, issandomi sulle punte più che posso.
<<Adesso ce l'hai un tetto!>> quando esplode in una risata silenziosa che gli staglia il viso, sollevando gli zigomi attraenti, le mie mani tornano a posto.
<<Sei pronto ad andare?>> sussurro tremante.
<<No, ma ora so come distrarmi se dovessi agitarmi>>
Senza mai interrompere il contatto visivo, con la coda dell'occhio mi accorgo del suo palmo che si solleva invitandomi a prenderlo per mano. Il gesto, per quanto semplice in se per se, mi riempi di gioia. Sorridiamo entrambi nello stesso momento, poi osservando la sua mano, aggancio ogni dito al suo, incastrandoli uno dopo l'altro. Sigillando i palmi. Avanzando prima di me con un solo passo lungo, mi tiene accanto a se. Un profondo respiro e siamo fuori di casa.
***
<<Non mi ci porterai di nuovo domani vero?>> spalanca gli occhi con finto terrore e mi fa quasi tenerezza se non sapessi che mi sta volontariamente prendendo in giro.
<<Sarà la tua tortura tutte le volte che mi farai arrabbiare>> ridacchio, mentre libero i capelli e mi tolgo gli stivaletti gettandoli accanto al letto di Richard.
<<Oh ma io starò attento e vigilerò sul tuo umore da bravo compagno di giochi...>> sussurra quel "giochi" sul mio orecchio strofinandoci la punta e lanciandomi un respiro agitato, corto, volontariamente erotico. <<Stai bene?>> biascico, distratta dal suo continuo stuzzicarmi.
<<Si..credevo che mi sarebbe scoppiata un emicrania e invece, sono stato bene. E sono davvero felice di non averti rovinato la serata. E tu?>> ancorato saldamente alla mia vita, inizia a dondolarci e cullarci con dolcezza.
<<Non sono mai stata così bene Richard..mai. Con te sembra tutto un avventura, le cose più semplici acquistano un sapore nuovo, come se le facessi per la prima volta.>>
<<Non sono una prima volta per me, ma ho capito cosa intendi. L'ho percepito>> stringe la presa, poggiando il mento sulla mia spalla scoperta e il viso contro il mio.
Rimaniamo in silenzio per qualche secondo, dondolandoci, con lui che mi tiene stretta da dietro. All'improvviso la sua bocca si attacca al lobo del mio orecchio facendomi sussultare e con un braccio portato all'indietro lo avvolgo e lo spingo in avanti cercando di nuovo le sue labbra.
(...)
Siamo stati fortunati a trovare il Cadillac non troppo pieno e senza serata a tema: nessuna band live e la dancefight è riservata a pochi sabati al mese. Una sfida tra crew di ballerini che si affrontano a colpi di passi scenografici e incredibili. La Dancefight si svolge con delle attrezzature particolari e uno speciale casco che trasferisce virtualmente la crew in scenari sempre più difficili da superare, come livelli in un gioco. Cascate d'acqua contro deserti. Foreste notturne contro il gate di un aeroporto. Io e Lynn abbiamo assistito ad un paio di scenari, riprodotti poi su uno schermo, ed abbiamo toccato con mano come riescano ad infiammare la folla con la sola musica! Da scartare assolutamente per la prima uscita di Richard.
La serata era perfetta: drink e clip4D delle hits del momento. Ballavi solo se volevi e nello spazio sotto gli schermi enormi da cui partono le immagini digitali dei videoclip degli artisti. Sopra gli schermi, poco prima del tetto, le pareti lasciano il posto a delle bocche d'areazione che, involontariamente, espandono la musica sul retro esterno del locale.
Non è stato facile far finta di nulla appena siamo arrivati. Richard era parecchio nervoso e si guardava continuamente e convulsamente intorno. Osservava facce, gesti, persone. Sembrava confuso e assolutamente a disagio, fissando spesso gli schermi durante i brevi "breaking news". Seduti in coppie su due ampi divanetti a forma di esse, anche dopo il primo giro di drink, continuava a stropicciarsi la faccia senza riuscire a concentrarsi su di me per più di un minuto. Cercava di sorridermi, di bisbigliarmi all'orecchio quanto amasse il mio trucco, di spingermi ad accettare l'invito di Lynn a ballare. Ma sembrava non funzionare. Stavo per riportarlo a casa quando Ryan, che lo osservava senza darlo a vedere, gli ha inaspettatamente offerto una sigaretta. Una di quelle vere, con filtro classico da accendere con la fiamma. Gliel'ha proposta per gioco, ne ha qualche pacchetto da collezione e le tiene per le occasioni speciali. Non so come, ma l'espressione di Richard è cambiata istantaneamente. Un largo sorriso si è progressivamente affacciato sul suo volto e quando l'ha afferrata tra le dita quasi scoppiava in lacrime. Con Richard, mi ci devo abituare, ci si emoziona anche per una vecchia sigaretta da collezione. Se l'è portata alle labbra poggiandola appena e inumidendola sul bordo. Un gesto che mi ha esposta nuovamente ai brividi e di cui si è accorto anche lui. Notando l'impazienza sul suo volto, lo afferro per una mano e lo trascino fuori. Nella fretta di tornare da Ryan per una zippo, sbaglio porta e ci ritroviamo sul retro. Proprio sotto le bocche d'areazione. La musica arriva quasi più forte, i bassi potenti che rimbombano nel petto. Proprio come amo io, spudorata musica a palla.
Ci lanciamo uno sguardo divertito, poi libero la mano dalla sua stretta e aspetto con impazienza che si goda il suo momento.
Dopo qualche passo barcollante, si poggia con le spalle al muro e continua a fissare eccitato la sigaretta.
Sorride sognante e la annusa come a coglierne già il primo assaggio.
A qualche passo di distanza, esattamente di fronte a lui, mi guardo intorno con le mani dietro la schiena.
Poi, come un richiamo, attacca di colpo una canzone che mi fa letteralmente impazzire. Accende in un istante ogni cellula del mio corpo. Inizio a dondolare la testa a ritmo, poi le spalle e, senza accorgermene, i fianchi iniziano a muoversi da soli. Continuo a guardarmi intorno incurante di tutto, perfino di Richard quasi a volergli lasciare un po di privacy con la sua bionda. La musica è piena, solare e tutto l'istinto esplode. Sorrido e sollevo le braccia iniziando a ballare. Un alternarsi di ritmo si coordina tra spalle, gambe, fianchi e braccia in un totale senso di libertà, spensieratezza e tremenda felicità. Il flusso dei tre drink inizia ad entrare in circolo e diventare adrenalina, energia. L'aria umida mi accalda all'istante. Ad occhi chiusi perdo quasi il controllo e mi lascio andare sentendo il corpo vibrare. Mimo con le labbra le parole della canzone mentre scendo leggermente giù di schiena, schiudendo le cosce e risalendo di nuovo su, lentamente, con le mani sopra la testa.
Con l'avanzare del pezzo, non riesco a smettere di ballare la mia personale dancefight e sorridere. La musica è potere, la musica è fuga. La musica ti rivela per quello che sei.
Sollevo per un attimo lo sguardo davanti a me, e ritorno sulla terra. Mi blocco di colpo spaventandomi dello sguardo di Richard.
Gli occhi sono ridotti a due strette fessure, le labbra sono sporte in avanti, severe e sbuffa dal naso una gran quantità di fumo.
Piega la testa di lato e chiude lentamente le palpebre tirando una nuova boccata. Le guance si scavano e con la mano raccolta, tiene la sigaretta tra indice e pollice.
Poi si ferma per un lungo momento ad osservarmi, passandosi la mano tra i capelli.
Si spinge via dal muro con un colpo di spalle e bacino e senza dire una sola parola si avvicina a me con una camminata assolutamente nuova. Sicura, quasi primordiale e pericolosa.
Rimango immobile fino a quando mi raggiunge accostando il viso al mio per bisbigliarmi all'orecchio.
<<Odio quei giocattolini che chiamano sigarette, non hanno nemmeno nicotina vera. Sono sintetiche e stupide. Questa è vera! Se la respiri e porti dentro il fumo, quando lo rilasci praticamente è come... godere>>
Deglutisco spingendo con forza, mi ricopro di brividi in un istante. Come sempre. Dolcezza e sfacciataggine si mescolano dando vita al Richard provocatorio e insolente. Di cui non sai cosa aspettarti.
<<Cinque anelli consecutivi vuoi scommettere?>> inclina la testa e poggia le labbra sotto il mio orecchio strofinandole senza baciarmi realmente. Non può farmi questo.
<<Cosa?>> rimango immobile, ancora.
<<Che riesco a fare cinque anelli di fumo consecutivi con l'espirazione>> mi solletica la pelle soffiando tatticamente aria calda sul mio collo.
<<Che, che cosa? Stai scommettendo seriamente?>>
<<Oh si>>
<<Sei serio? Dai non puoi..... Lo hai mai fatto prima?>>
<<Qualche volta>>
Rifletto sulla possibilità che mi stracci, tra le poche abilità che mi ha concesso, per mia fortuna, quella del fumo mi manca.
<<Da quanto non fumi?>>
<<Più di un anno.. mi pare>>
<<E cosa vorresti scommettere sentiamo?>>
<<Il tuo vestito...>> a quelle parole le sue labbra si chiudono a ventosa sul mio collo succhiando appena, la punta della lingua solletica la parte imprigionata.
<<Diio, perché stai giocando con me?>> mi lamento con un gemito. Piego il collo esponendolo al suo volere.
<<Voglio scommettere il tuo vestito. Sei così bella che non riesco a respirare. E' incredibile sono anche fin troppo lucido e controllato, soprattutto con l'alcol in circolo dopo aver perso l'abitudine di concedermi drink. Tu e il tuo vestito mi state uccidendo da due ore, e diverse vittime sono ancora dentro. Non posso reggervi insieme ancora per molto>>
Non so mai fin dove riesce ad essere serio, ma so dove comincia a sbriciolare la mia lucidità.
<<Neanche facendo l'amore con te per due giorni di seguito riuscirei a farti capire quante emozioni mi fai provare. E poi, non ti avevo mai vista ballare, è da perderci la ragione. Così bella>> mi avvolge il viso con le mani e le sue labbra toccano le mie, tirandole dolcemente coi denti. <<Così sicura di te>> aggancia la bocca al mio mento graffiandomi dolcemente. <<Così dolce e provocante che non te ne accorgi>> la sua lingua solletica le mie labbra, poi inclina il mio viso e riempie la mia bocca con la sua, le lingue si incontrano, si ritirano e si scontrano più furiose del solito <<Con tutto il tuo meraviglioso calore>> si sposta sul collo con un impeto e una passione che aumentano con l'aumentare della nostra intimità nel rapporto. Mi avvolge i fianchi con un braccio attirandomi al suo corpo, continua a baciarmi senza sosta con movimenti che riverberano nelle ossa e tra le gambe. Poi si stacca e tira l'ultima forte boccata dalla sua amata sigaretta. Mi guarda trattenendo il fumo in bocca, poi sorride illuminando lo spazio fra noi, sornione e divertito. Si volta dal lato opposto ed espira lentamente formando una "o" con le labbra.
Lo osservo incapace persino di pensare. La sua sicurezza è attraente, lo sfacciato sorriso una tortura dei sensi e le labbra che sporgono in fuori sono un richiamo bollente.
Tre. Quattro. Cinque. Chiudo gli occhi al termine dei cinque cerchi perfetti che è riuscito a fare muovendo le labbra ed espirando in un modo particolare. Schiocca la lingua vittorioso poi sorride con occhi maledettamente lucidi di eccitazione.
E in quel preciso momento, prego ardentemente di tornare all'appartamento di Lynn con lui.
<<Scherzi? Hai barato. Deduco allora che il mio modo di vestire non ti piace, d'accordo >> metto il broncio, interrompendo il contatto visivo per una frazione di secondo.
Solleva il mio mento con le dita e la tensione fisica aumenta in modo inatteso.
<<Oh sono serissimo. Dimentichi che osservandoti ho imparato a riconoscere il tuo modo di vestire: è un "non troppo". Non troppo casto, non troppo sexy, non troppo sportivo, non troppo elegante. E stasera sei evasa, stasera sei "troppo": troppo corta, troppo sexy, troppo spinta, troppo bella. Troppo osservata, troppo desiderata>> mi fissa serio e il suo respiro sul viso mi fa arrossire di botto.
<<Perdonami, è che sono nella fase "Fa che sia mia" non so quanto durerà... >> irrompe di nuovo dentro le mie labbra. In un gesto tanto rapido quanto agile mi inchioda contro un auto della Security parcheggiata a un metro da noi.
<<Credo a lungo, visto che sono decisamente tua e questo non lo scegli tu>> infilo le dita tra i suoi capelli rompendo l'ordine del caos. Mi aggrappo con un aggressività sensuale che non sapevo nemmeno di avere. Cerco in tutti i modi di avvicinarlo a me, stringendomi nelle sue spalle, aggrappandomi ai suoi glutei. Lo stringo, lo stringo così forte da sentire ogni singolo muscolo del suo corpo tendersi e contrarsi nel tentativo di assecondare la mia possessività. Aprendo le mani si aggrappa con la stessa foga alle mie cosce. Solleva la stoffa ma, mantenendosi lucido, si trattiene dal condividere la mia nudità con chiunque possa beccarci. Soffoco i miei stessi gemiti facendomi baciare da lui con vigore, imprimendo labbra, saliva e respiri in un momento quasi folle. In pochi secondi perdo il controllo. Fisso i suoi occhi serrati, quasi sofferenti in cui leggo un desiderio che mi fa paura. Stacco le mani dal suo sedere e le sposto avanti fiondandomi dritta sui bottoni del denim. Li strattono allargandone le estremità e infilo le dita senza alcuna riservatezza.
Un salto allontana di poco Richard da me che apre gli occhi di colpo e si stacca dalle mie labbra. Un distacco che mi provoca un senso di abbandono doloroso. Occhi lucidi e infiammati puntano quelli dell'altro con sorpresa e affanno. Frustrazione e attesa spasmodica di tornare alla fusione.
<<Ti sei appena divertita con i tuoi amici, hai alcol in circolo e Dio, Clay hai l'umore alle stelle. Ti porto a casa>>
<<Hai dimenticato due cose: la prima è che ho fatto tutte queste cose con te. La seconda, che probabilmente ti sorprenderà, è che non vedo l'ora di pagare la mia scommessa!>>
(...)
<<Hai perso quest'abito, devi pagare la tua scommessa. Adesso questo...>> la sua mano sinistra si infila tra le cosce salendo sulla mia pelle fino a sollevare gran parte della stoffa, riprendendo da dove si era fermato <<..è mio>>.
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Al prossimo HOTTISSIMO capitolo... :Q___
Sun

Boccheggio anche se il capitolo non è rosso, ma sei riuscita a rendere erotica anche quella scena fuori con la sigaretta, e penso che c'è mancato poco che anche loro sfuggisse la situazione di mano......oh meglio a Clay stava sfuggendo la mano hihihiihih
RispondiEliminaPoi bhè Clay è straordinaria quando gli dice " Mi siederò per strada con te se ne sentissi il bisogno" è di un amore sconfinato e sono sicura l'avrebbe fatto davvero.....è innamorata persa ma giustamente le paure sono tante (le ho anche io visto che conosco la testolina di chi scrive....)e cerca di non farsi sopraffare perché come ha detto ci sono tante cose in bilico ancora...."Lynn però non sa che ci sono troppi pezzi da mettere insieme, di argomenti da affrontare e di punti in comune che mai avrei creduto, tra pagine di libri, clan di Vampiri, branchi di Lupi e lune mai dipinte." Che tuffo nel passato con questo riferimento alla saga...come fai a farmi amare questa storia e un po' intristirmi pensando a quello che sarà per noi fra anni senza la saga???.....Lynn poi è stata una grande amica che ha usato parole meravigliose per Richard..."Sembra che sia arrivato un angelo in città e adesso si stia prendendo cura di te" vabbè ormai tutto quello che scrivi è un magone oppure eccitazione.....quindi per il prossimo preparo un catino pieno di ghiaccio!!!!
Rido perché mi sono accorta che Clay balla esattamente come Mariah nel video. Considerando che Richard ha caricato tensione sessuale da quando si è voltato a guardarla sul terrazzino.. a Clay daranno i punti!
EliminaLOOL
insomma "relax",alla fine la sudata l'ho data lo stesso...anche se il sesso vero e proprio è rinviato al prossimo capitolo che prevedo già sarà da morire di autocombustione,a questi due basta essere insieme per sentire la tensione sessuale nell'aria!
RispondiElimina....mmm...è come se sentissi ancora il sapore della sua lingua con impresso l'aroma della nicotina miscelata all'alcool!!!....Clay paga questa dannata scommessa quanto prima please!!!!
RispondiEliminaOddioooo quanto mi fà sesso mentre fuma quella sigaretta!!!tornate a casa SUBITO!!!!
i hate u.
RispondiEliminano ma dico, si può finire un capitolo così?
Signore mio, quando descrive cosa vuol dire aspirare una sigaretta ... l'orgasmo lo stavo avendo io pff
aspetto il prossimo con TROPPA ansia!
Mi verrebbe voglia di iniziare a fumare, per Dio....!!! Quanto è fottutamente sexy e arrapante con quella sigaretta....mi sono immaginata tutta la scena: lui che aspira, lei che balla sensuale, lui che va fuori di testa nel guardarla...e poi quel bacio contro la macchina....meglio che mi fermo.
RispondiEliminaE ora mia dolce Clay, paghi pegno XD
sto capitolo mi ha scossa nn può finire così arghh ... perchè ti fa girare la testa mentre fuma e io il fumo nn lo amo.. è troppo sexy ... la scena così sensuale mentre Clay balla e la guarda famelico ahhh è dopo la macchina .. ... quanto ci metteranno ad arrivare arrivare a casa ..sbrigatevi!!!!
RispondiEliminaNeanche facendo l'amore con te per due giorni di seguito riuscirei a farti capire quante emozioni mi fai provare.....
RispondiEliminaE qui.....me morta....
Capitolo sensualissimo.....tutto....dall'inizioa alla fine....dal momento in cui Richard si volta a guardare Clay vestita di tutto punto.....alla segna con la sigaretta....al ballo
E ora si paga pegno......
Dio mio questo capitolo è così sensuale!!!
RispondiEliminaLa scena dove Clay balla e lui la guarda mentre fuma quella dannata sigaretta è ahsfbsdsbfasfjhgewn
E ora cara Clay paga pegno XD